ORIGINI
L'etimologia del toponimo con il quale è conosciuta la città è incerta, nonostante pare derivare dal sostantivo "carm", di origine preromana, con il significato di "roccia", e dal suffisso "ona", anch'esso di origine prelatina.
STORIA ROMANA
A partire dal 218 a.C. la città venne fortificata dai Romani, trasformandosi in un grande Castrum situato sulla riva del Fiume Po, in posizione strategica. Nel 69 d.C. venne assediata e distrutta dalle truppe dell'Imperatore Vespasiano, e successivamente riedificata.
Divenne un importante porto fluviale, utilizzato per scopi militari e strategici, che assunse ancora maggiore importanza quando venne attraversata dalla Via Postumia, strada consolare romana, che partendo da Genova, terminava il suo percorso ad Aquileia attraversando numerose città della Pianura Padana, tra le quali Verona e Vicenza. La strada consolare, con orientamento est - ovest, andò a costituire il decumanus maximus della città romana.
ALTO MEDIO EVO
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, Cremona sparì per un breve periodo, dai radar della storia, per poi tornare a giocare un ruolo da protagonista durante le contese militari tra Longobardi e Bizantini.
Tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, la città figura tra i baluardi bizantini in Italia, ma nel 603 venne conquistata dalle truppe longobarde. La città non venne eretta a capitale del Ducato, titolo riconosciuto a Pavia, anche a seguito della discesa in Italia dei Franchi, e la caduta del Regno Longobardo.
Nel corso del X secolo, la città a accrebbe la sua ricchezza e il suo potere. Il Re Longobardo Olderico, riuscì nell'intento di ottenere numerosi privilegi, che produssero un notevole sviluppo economico della città, ottenuti in particolare grazie agli aiuti economici forniti dall'Imperatore del Sacro Romano Impero Ottone III di Sassonia.
Con l'elezione al soglio imperiale di Enrico IV, l'Imperatore esigette il pagamento da parte dei cittadini cremonesi, sia delle tasse richieste dallo stesso Imperatore, che delle decime imposte dal Vescovo Conte. Nacque così la leggenda dello scontro tra l'Imperatore, e il leggendario Gonfaloniere della città Giovanni Baldesio, chiamato in lingua locale Zanén de la Bàla. Secondo la leggenda Zanén riuscì a disarmare il Principe, risparmiando alla città il pagamento della Palla d'Oro (la Bàla, appunto), il cui pagamento veniva richiesto tutti gli anni ai cittadini.
Nel 1093 venne a formarsi un'alleanza militare anti imperiale, capeggiata dalla Contessa Matilde di Canossa, che godette di numerosi possedimenti lungo le rive del Po, cui si allearono le città di Milano, Lodi, Cremona e Piacenza. A seguito della sconfitta militare dell'Imperatore, Enrico II giurò fedeltà al Pontefice Urbano II. L'efficacia del giuramento venne rinforzata, con la donazione dell'Insula Fulcheria, corrispondente all'odierno territorio cremasco, alla città di Cremona. Da questa donazione, Cremona ingrandì l'estenzione del suo contado inglobando Crema, e si costituì come Libero Comune, divenendo così una delle città più ricche e potenti dell'Italia Settentrionale.
BASSO MEDIO EVO: IL LIBERO COMUNE E LA SIGNORIA DEI CAVALCABO'
Con la costituzione della città in Libero Comune, Cremona fu spesso in guerra contro i potenti comuni vicini, per affermare la propria supremazia territoriale, ed estendere il suo contado, a scapito dei concorrenti.
Molte delle guerre intraprese portarono alla vittoria della città contro i suoi avversari: tra di esse si ricorda la vittoria nella guerra del 1107, che le fece ottenere il controllo di Tortona. Inoltre l'autonomia della città lombarda, fu messa spesso in pericolo a causa delle lotte intestine tra la fazione guelfa e la fazione ghibellina. Il conflitto interno raggiunse una proporzione tale, da comportare la costruzione di due differenti palazzi comunali, tra i quali solo il Palazzo Cittanova è tutt'ora esistente.
Con la discesa in Italia dell'Imperatore Federico Barbarossa, Cremona si alleò con quest'ultimo, vedendosi riconosciuto il privilegio di battere moneta e creare una zecca. Furono questi gli anni più concitati della storia della città. Nel 1160 Cremona riconquistò la guelfa Crema, e nel 1162 partecipò all'assalto di Milano distruggendola, mantenendo sotto il suo controllo l'area milanese di Porta Romana.
Tuttavia nel 1167 Cremona voltò le spalle all'Imperatore, schierandosi a fianco della Lega Lombarda capeggiata da Milano. A seguito della sconfitta definitiva, riportata dal Barbarossa a Legnano il 29 Maggio 1176, ripresero vigore gli scontri con le vicine città lombarde. Nel 1213 a Castelleone, i cremonesi inflissero una dura sconfitta alla Lega Milanese, capeggiata da Milano e composta dalle città di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e Brescia.
A partire dal 1232 Cremona strinse alleanza con l'Imperatore Federico II di Svevia, che gli permise di infliggere una nuova sconfitta ai danni della Lega Lombarda nella Battaglia di Cortenuova.
Nel 1271 venne istituita la figura del Capitano del Popolo, che assunse, per parte guelfa, i poteri di rappresentanza delle istituzioni comunali. L'esperienza comunale di Cremona ebbe termine nel 1276, quando la città venne governata dalla Signoria dei Cavalcabò, che ne resse il governo fino al 1310. Le istituzioni signorili di Cremona, si fecero promotori di un intenso sviluppo urbanistico della città, e della fioritura delle arti. Vennero edificati e restaurati numerosi monumenti ammirabili ancora oggi, tra i quali la cella campanaria della Cattedrale, la Chiesa romanica di San Francesco, la Loggia dei Militi e i transetti della Cattedrale. Inoltre furono portate a termine importanti opere idrauliche, come la costruzione dei canali.
Dal 1311 il potere dei Cavalcabò iniziò a vacillare, e il loro governo venne alternato con quello di altre importanti famiglie feudatarie, che spesso non ebbero nulla a che vedere con le principali famiglie cremonesi. Nel 1322, con Giacomo Cavalcabò, ebbe termine il governo della prima Signoria cittadina, cui subentrarono i Visconti, identificatisi in particolare nella figura carismatica di Galeazzo I.
Nel 1403 i Cavalcabò tentarono di riconquistare il potere della città, ma il 25 luglio 1406, Cabrino Fadulfo, Capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con l'inganno gli eredi maschi della famiglia, assumendo la Signoria della città. Non riuscendo a gestire una situazione sociale assai complessa, Fadulfo si ritirò a Castelleone, e nel 1406 le redini della Signoria, passarono definitivamente a Filippo Maria Visconti. Il nuovo Signore di Cremona, rese ereditaria la stessa Signoria, e da questo momento in avanti, Cremona entrò nell'orbita del Ducato di Milano, seguendone le sorti fino all'Unità d'Italia.
ETA' MODERNA: LA SIGNORIA DEI SFORZA
Sotto il controllo dei Visconti e degli Sforza, Cremona conobbe un intenso sviluppo culturale. Nel 1441 nella Chiesa di San Sigismondo vennero celebrate le nozze fra Bianca Maria Visconti, e il nuovo Duca di Milano Francesco I Sforza. Secondo la leggenda, fu proprio al banchetto nuziale del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, che venne servito per la prima volta nella storia il Torrone, nonostante non sia stata accertata la veridicità storica dell'evento.
Nel 1446 Cremona venne accerchiata dalle truppe dei condottieri Francesco Piccinino e Luigi Dal Verme. I Veneziani inviarono a difesa della città, il militare Scaramuccia da Forlì, che riuscì ad evitare l'assedio della città. La vittoria della Lega ad Agnadello, riportò Cremona sotto il Ducato di Milano nel 1509, dopo un breve periodo sotto il governo veneziano.
Nei tumultuosi anni che seguirono fino al 1527, anno del Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi di Carlo V, Cremona continuò ad ad essere abbellita con splendidi monumenti, anche se non venne più compresa negli eventi principali della Storia. Infine con il Trattato di Utrecht del 1714, Cremona entrò a far parte dei domini austriaci.
ETA' CONTEMPORANEA: DALL'UNITA' D'ITALIA AD OGGI
Con il termine della Guerra di Successione Spagnola, il governo del Ducato di Milano passò agli spagnoli, a partire dal 1707, interrotto solo durante la parentesi delle Guerre Napoleoniche, fra il 1796 e il 1814.
La dominazione austriaca introdusse in Lombardia il Catasto, un'autentica novità per la popolazione, entrato pienamente a regime nel 1760, che comportò la modernizzazione del regime fiscale. A partire dal 1773 vennero inoltre soppresse le corporazioni medievali. Il fervore culturale della città, e il benessere degli abitanti rifiorirono, allo stesso modo in cui rifiorì l'economia. il 26 dicembre 1747 Cremona ebbe il suo primo teatro, e nel 1780 la prima biblioteca pubblica.
Nell'Ottocento vennero realizzati numerosi edifici in stile neoclassico, che riuscirono nell'intento di abbellire la città. Nel 1816 la città conobbe, per la prima volta nella storia, l'elettricità e l'illuminazione pubblica, ottenuta con lampade ad olio. Nel 1859, a seguito della vittoria nella Seconda Guerra d'Indipendenza, Cremona, insieme a Milano, entrò a far parte del Regno d'Italia.
A partire dal 1922 il Partito Fascista s'impadroni di tutte le amministrazioni comunali. Durante il ventennio fascista, Cremona venne governata con il pugno di ferro da Roberto Farinacci, Generale a capo del partito fascista cittadino da lui stesso fondato, che si distinse come una delle personalità più dispotiche e brutali tra i governatori fascisti.
Venne operato un riassetto urbanistico del centro storico, che portò all'isolamento della Cattedrale, e all'abbattimento di tutte le strutture che nel tempo, vennero addossate alla chiesa, ottenendo la visione globale del monumento come si presenta oggi.
NB. Le informazioni storiche riportate su Cremona, sono state estrapolate dalle pagine internet "Storia di Cremona", nel portale "CREMONA E PROVINCIA", nel sito www.provinciadicremona.com.
NB. Le informazioni storiche relative ai secoli XIX e XX riportate su Cremona, sono state estrapolate dall'articolo "Dalla dominazione austriaca ad oggi", nella pagina internet "Visit Cremona e provincia", nel sito www.cremonacitta.it.



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