Adagiata su un colle roccioso, in una posizione di dominio sulla Valle dell'Aniene, uno degli ultimi affluenti del Tevere, nella Città Metropolitana di Roma, il territorio di Subiaco fu anticamente abitato dalla popolazione italica degli Equi, fino a quando il territorio non venne sottomesso dai Romani, a partire dal 304 a.C..
Tra le testimonianze preromane della cittadina, grande importanza rivestono le mura poligonali, frammenti di ceramica, e altri reperti archeologici presenti nella zona. Nel 299 a.C. ebbe inizio la fase della colonizzazione della zona da parte dei romani, che fecero della valle il centro di fondazione di nuove città.
Una volta consolidata la conquista della valle, i romani iniziarono la costruzione d'importanti opere pubbliche, tra le quali grande importanza rivestirono le opere idrauliche. Vennero edificati acquedotti, tra i quali l'Annio Vetus costituì l'infrastruttura principale, mentre l'Imperatore Nerone, trovandosi in una città circondata dai fiumi e dalle acque, scelse la valle come residenza, facendovi edificare la sua sontuosa villa, detta "Sublaqueum" ossia "Sotto i laghi". La villa dell'Imperatore, in seguito abbandonata, si estendeva su una superficie di 2,5 chilometri quadrati, venne edificata su due piani, ed aveva un arredamento assai lussuoso, comprendente marmi preziosi, mosaici, colonne e statue.
La villa, i cui resti sono tutt'ora visibili lungo la strada che conduce ai monasteri benedettini, era posta sulle rive di tre laghetti artificiali, ricavati dall'Imperatore attraverso la costruzione di uno sbarramento del percorso del Fiume Aniene mediante la costruzione di tre grandi dighe, che Tacito chiamò nei suoi scritti "Simbruina Stagna".
La diffusione del Cristianesimo avvenne ben presto, nella vallata. Alla fine del V secolo, due secoli dopo la fine dell'Impero Romano d'Occidente, giunse a Subiaco San Benedetto da Norcia, da poco fuggito da Roma, sostandovi durante il suo viaggio verso Cassino. Il Santo sostò a Subiaco per tre anni, ritirandosi in preghiera presso una grotta oggi conosciuta come Sacro Speco di San Benedetto. La grotta, localizzata alle pendici del Monte Taléo, divenne sede di pellegrinaggio di molti fedeli.
In seguito, San Benedetto, utilizzando alcune delle costruzioni appartenenti alla Villa di Nerone, e ancora in funzione, vi fondò il primo monastero benedettino, l'odierno Monastero di San Benedetto, o del Sacro Speco, cui seguirono altri monasteri, per un totale di dodici monasteri benedettini.
Tuttavia le incursioni saracene del IX secolo comportarono la distruzione della pressoché totalità dei monasteri, tranne quello sublacense di San Benedetto, e quello che verrà poi consacrato a Santa Scolastica, sorella gemella del Santo Patrono d'Europa. Con il passare del tempo, Santa Scolastica divenne un grande monastero, con ampi possedimenti in territorio laziale. I primi nuclei abitati di Subiaco sorsero probabilmente a partire dal IV secolo, nei pressi dell'antichissima chiesa consacrata a San Lorenzo. Con la bolla del 2 agosto 937, Papa Leone VII cedette il Castello di Subiaco e le Terre vicine ai monasteri, permettendo all'abate di esercitare sulla popolazione, sia un potere spirituale, che temporale.
1) La Rocca Abbaziale di Subiaco venne edificata nell'XI secolo, ad opera dell'Abate Giovanni V, in grado di farne un castello feudale in posizione strategica, al fine di garantire il controllo sia della cittadina di Subiaco, che della Valle dell'Aniene in generale. I terremoti del 1298 e del 1348, e la celebre Peste Nera dello stesso 1348, segnarono la fine del periodo di splendore dell'abazzia sublacense.
Il governo, rigido e severo di alcuni abati, costrinse i Pontefici a dare in Commenda l'Abbazia. Il primo beneficiario fu il Cardinale Torquemada, che nel 1456 promulgò un nuovo statuto. A questo successe il Cardinale Rodrigo Borgia, che intraprese consistenti lavori di ristrutturazione della rocca, in cui sarebbero nati Cesare Borgia, e la sorella Lucrezia.
Nel 1465 nel Monastero di Santa Scolastica, due allievi di Gutenberg installarono la prima tipografia italiana, e stamparono il primo libro in Italia. Nel 1492 la Commenda sull'Abbazia passò al Cardinale Giovanni Colonna. Nel 1608, con la morte di Ascanio Colonna, la commenda passò ai Borghese, cui appartenne Papa Paolo V Borghese, mentre dopo appena venticinque anni, ai Barberini, famiglia di Papa Urbano VIII Barberini che la ressero fino al 1738.
Sotto i Barberini, l'Abbazia divenne pienamente autonoma, distaccandosi dalle Diocesi di Tivoli, Anagni e Palestrina. I Barberini provvidero alla costruzione di una diga sul Fiume Aniene. Il Cardinale Giovanbattista Spinola fu l'ultimo commendatario, dato che Papa Benedetto XIV provvide a togliere all'Abate sublacense, il potere temporale sui beni dell'Abbazia.
Nel 1773 divenne proprietario dell'Abbazia il Cardinale Giovanni Angelo Baschi, eletto poi al soglio pontificio con il nome di Papa Pio VI, che s'impegnò molto per lo sviluppo urbanistico e culturale della cittadina. Tra i tanti interventi, degni di nota sono l'istituzione della Biblioteca Pubblica, il restauro della Rocca dei Borgia e l'edificazione della Chiesa di Sant'Andrea. Permise inoltre la percorrenza con i mezzi d'epoca dell'antica Via Sublacense. La popolazione di Subiaco, riconoscente verso il Pontefice per tutte le sue opere urbanistiche che portarono al rinnovamento cittadino, gli dedicò l'edificazione dell'Arco Trionfale, inaugurato nel 1789.
L'invasione dei Francesi di Napoleone Bonaparte, e la deportazione del Papa, provocarono lo spoglio dei luoghi sacri di Subiaco, di molte delle opere contenute. Dopo il 1870, Subiaco, Roma e il Lazio, entrarono a far parte del Regno d'Italia. Tutti i Conventi dapprima appartenuti allo Stato Pontificio furono chiusi o depredati, con l'esclusione dei Monasteri di San Benedetto e Santa Scolastica, dichiarati Monumenti Nazionali.
Nel XX secolo, la costruzione di nuove infrastrutture, comportò il miglioramento del tenore di vita dei cittadini sublacensi: venne costruito un tratto di ferrovia che collegava Subiaco a Roma, creata una centrale idroelettrica sfruttando il corso dell'Aniene e costruito un nuovo acquedotto. Nel 1915 Papa Benedetto XV soppresse la Commenda, riconsegnando l'abbazia agli abati di Santa Scolastica.
I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, comportarono molte vittime, e la distruzione di tanti monumenti, compresi i monasteri, che furono poi ricostruiti in modo esemplare. Con la ricostruzione, e l'edificazione di nuovi quartieri e nuove strade, Subiaco tornò con merito, a costituire un'attrazione del turismo nazionale e internazionale.
NB. Le informazioni storiche riportate nel post, sono state estrapolate dal post "Storia del Comune", presente nella scheda "Vivere la città", nel portale ufficiale della "Città di Subiaco", nel sito www.haleyweb.com.




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