STORIA
1) ORIGINI
Sulle origini della città di Amalfi, non ci sono fonti scritte che ne parlino con certezza, ma solo ipotesi basate sulla leggenda: in ogni modo, la città esisteva al tempo della dominazione imperiale romana. Nei pressi del centro storico, sono stati rinvenuti i resti di una villa, probabilmente appartenuta all'Imperatore Tiberio.
Con le incursioni dei barbari del V secolo a.C., molti profughi romani fuggirono dalle città della costa, rifugiandosi nei boschi dei Monti Lattari. Dopo breve tempo venne a formarsi un piccolo villaggio, sviluppatosi rapidamente fino a divenire una vera e propria città, tanto che nel 596 Amalfi era già divenuta diocesi.
2) LA REPUBBLICA MARINARA
Per la prima parte del IX secolo, Amalfi e le località vicine vennero amministrate dal Ducato di Napoli, dal quale si resero indipendenti il 1 Settembre 839, dando luogo ad una repubblica autonoma, che presto sarebbe divenuta una delle Repubbliche Marinare d'Italia.
Fondata al fine di proteggere la propria indipendenza dai continui attacchi ordinati dai Duchi longobardi di Benevento, la Repubblica Amalfitana venne governata da Conti eletti annualmente, poi da Prefetti e, infine, dai Duchi, che la trasformarono in una Monarchia Ducale.
Il principale settore su cui si basava l'economia della Repubblica Amalfitana era il commercio. I commerci si svolsero seguendo uno schema di traffici triangolari, ai cui vertici si trovarono l'Italia, i Paesi Arabi della Africa Settentrionale e l'Impero Bizantino.
Le navi salpavano da Amalfi, esportando legname alla volta della costa nordafricana, e lo scambiavano con oro. In una seconda fase si recavano sulle coste siriane e palestinesi e a Bisanzio, ove acquistavano in particolare spezie e stoffe pregiate. Infine tornavano in Italia, al fine di rivendere i prodotti acquistati, nei mercati di Ravenna, avamposto bizantino in Italia e Pavia, capitale del Regno Longobardo.
La potenza della repubblica e lo sviluppo delle attività commerciali, attirò le attenzioni dei rivali, in particolare del Regno Normanno di Sicilia, che vedendola come una possibile avversaria, la conquistò nel 1311, comportando la fine della Repubblica Marinara.
Nonostante fosse stata economicamente superata dalle rivali Pisa e Genova, nei primi anni di sottomissione al Regno Normanno, Amalfi continuò a vivere in un clima di prosperità. Solo con la rivolta dei Vespri Siciliani del Lunedì di Pasqua del 1282, e la successiva guerra tra Angioini e Aragonesi per la supremazia sul Regno di Napoli, la Repubblica Amalfitana cessò di esistere, colpita da limitazioni ai propri commerci, invasioni provenienti dalla costa e carestie.
Tuttavia il colpo di grazia per la vocazione mercantile e marinaresca di Amalfi, si verificò solo nella notte tra il 24 e il 25 novembre 1343: una frana sottomarina, provocata da una potente tempesta di Libeccio, distrusse tutte le strutture portuali e cantieristiche cui la città dispose fino ad allora.
Della storia marinara di Amalfi, oggi restano documenti significativi, tra i quali la Tabula de Amalpha, importante esempio di codice marittimo che regolava la navigazione all'interno della Repubblica; e la Bussola, oggetto utilizzato ancora oggi per l'orientamento durante la navigazione in mare aperto, inventata proprio dai marinai amalfitani.
Panorama del centro storico di Amalfi dalla spiaggia
MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE
La città di Amalfi costituisce il centro geografico, oltre che storico - culturale della Costiera Amalfitana, splendido tratto di costa campana, conosciuto in tutto il mondo per le sue bellezze storiche e naturalistiche.
In questo secondo paragrafo, saranno trattati alcuni monumenti presenti nel centro storico, con l'eccezione della Cattedrale di Sant'Andrea, lo splendido duomo della città, cui verrà riservato un post di approfondimento.
1) FONTANA DI SANT'ANDREA
Al centro della piazza principale di Amalfi, proprio ai piedi della scalinata che permette la salita verso l'ingresso del duomo, si trova la celeberrima Fontana di Sant'Andrea, simbolo civile della città.
La fontana ripropone, in forma semplificata, i canoni barocchi espressi in maniera più complessa, nelle fontane di Capodimonte.
Posta in origine ai piedi della scalinata dal Duomo, è stata in seguito spostata nella posizione attuale nel 1869, in occasione dei lavori di rifacimento della piazza. La statua raffigura il Santo con la simbolica croce del martirio, posto al di sopra di un basamento, intorno al quale sono collocati quattro angeli - puttini alati con grandi pesci che fanno fuoriuscire dalla bocca getti d'acqua.
Di diversa natura stilistica sono le statue riposte sul fronte principale della fontana, appartenenti ad una seconda fase di costruzione. Tali statue rappresentano un Satiro, comunemente detto "il Pulicano", una Sirenetta bicaudata e un Rapace, risalenti al XVI secolo, scolpiti utilizzando il Marmo Bianco di Carrara.
Fontana di Sant'Andrea del 1869
2) TORRE DELLO ZIRO
Al di sopra dello sperone di roccia, posto alle spalle della Cattedrale, proteso verso il mare, si trova la Torre dello Ziro, fortificazione edificata in posizione sopraelevata sul tratto di costa compreso tra Amalfi e Atrani, in grado di controllare sia il tratto interessato, sia i retrostanti Monti Lattari.
Le prime notizie storiche sulla torre risalgono al 1151, anno in cui venne denominata Rocca San Felice, nome cambiato in Turris Cziri nel 1292.
La leggenda narra che la torre sia stata utilizzata come prigione, per richiudervi Giovanna d'Aragona, sposata giovanissima con Alfonso Piccolomini, Duca di Amalfi. Nel momento in cui la giovane donna divenne vedova, a circa venti anni, intraprese una relazione extramatrimoniale con tale Antonio Bologna, suo servo e amministratore, che sposò poi in segreto, e da cui ebbe figli. Quando i Cardinali Carlo e Federico, fratelli della sposa, scoprirono il fatto, rintracciarono i due amanti che nel frattempo avrebbero tentato la fuga: il Bologna venne ucciso, e Giovanna ricondotta ad Amalfi dove sparì nel nulla.
La storia, svoltasi nel 1500, è un fatto realmente accaduto, ma non se ne conosce esattamente il finale: si racconta che Giovanna, ricondotta ad Amalfi, venne imprigionata nella Torre dello Ziro, murata viva insieme ai figli e mai più ritrovata. A questa leggenda, la tradizione popolare fa ricondurre l'assenza di porte, nelle murature della torre.
Torre dello Ziro, posta sulla montagna
alle spalle di Amalfi
NB. Le informazioni storiche sulla città di Amalfi, sono state estrapolate dalla sezione "Storia", del sito ufficiale della Città di Amalfi "Città di Amalfi. ANTICA REPUBBLICA MARINARA", in www.comune.amalfi.sa.it.
NB. Le informazioni relative alla Fontana di Sant'Andrea, sono state estrapolate dalla scheda "La presentazione del restauro che ha rinnovato la Fontana di Sant'Andrea", nel sito ufficiale della Città di Amalfi "Città di Amalfi. ANTICA REPUBBLICA MARINARA", in www.comune.amalfi.sa.it.
NB. Le informazioni relative alla Torre dello Ziro, sono state estrapolate dal paragrafo "La Torre dello Ziro", nel portale ufficiale dell'Ente Parco Nazionale dei Monti Lattari, in www.parcoregionaledeimontilattari.it.



Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.