STORIA
Le origini del borgo di Polignano a Mare, famoso in Italia per essere il paese natale di Domenico Modugno, cui è stata dedicata la statua realizzata a ridosso del lungomare, vengono fatte risalire all'anno 959, cui risale il documento ove viene riportato, per la prima volta in forma scritta, il nome del "Castello Poliniano".
Allo stesso periodo, viene fatta risalire la nascita, poco più a nord, di un villaggio di pescatori che assunse il nome di San Vito, sviluppatosi grazie alla favorevole posizione in cui sorse, nei pressi della Via Traiana. Alla nascita della Via Traiana, costruita al fine di collegare tra loro le città di Beneventum (Benevento) e Brindisium (Brindisi), vengono fatte risalire le origini e lo sviluppo di Polignano a Mare.
1) ARCO MARCHESALE
La visita al centro storico di Polignano comprende la zona posta sul promontorio est, ove si trova l'Arco Marchesale.
Conosciuto anche con il nome alternativo di Porta Grande, l'Arco Marchesale è una porta urbica che si apre sulla cinta muraria medievale, costituita da un arco a tutto sesto realizzato nel 1530. A partire dal 1780, l'arco costituisce l'unica via di accesso al borgo antico.
Una volta varcata la porta ed entrati nel centro storico, voltandosi è possibile notare, nell'intradosso superiore della struttura, una grande tela ben conservata, ove è rappresentata la Crocifissione di Cristo, di autore ignoto, realizzata alla fine del Cinquecento.
L'arco è sormontato da una chiesetta, dedicata alla Madonna, risalente al Cinquecento. In seguito all'ammodernamento della struttura effettuato nel XVIII secolo, la chiesa venne consacrata a San Giuseppe. Oggi l'Arco Marchesale, costituisce l'asse di separazione tra la zona nuova del paese, e quella del borgo antico.
2) CHIESA DEL PURGATORIO
Non appena aver oltrepassato l'arco, girando a sinistra lungo Via Mulini, s'incontra la Chiesa del Purgatorio. L'esterno dell'edificio, presenta una facciata, separata in due distinti ordini, uno inferiore, l'altro superiore, da una trabeazione che segue l'ìandamento curvilineo della parete.
3) PIAZZA E PALAZZO DELL'OROLOGIO
Dopo aver visitato la chiesa, tornando sulla via principale che attraversa il centro storico, e proseguendo dritti, si raggiunge Piazza dell'Orologio, la piazza principale del paese.
Ubicato proprio dinanzi alla Cattedrale, il Palazzo dell'Orologio, già appartenuto ad un commerciante locale, nasce come sede dell'autorità comunale medievale.
Il prospetto dell'edificio presenta tre livelli di elevazione, di cui gli ambienti al pian terreno, sono utilizzati come depositi alimentari. Su questi furono impostati i piani superiori, probabilmente risalenti al XVI secolo, che costituirono la sede degli uffici comunali, fino a quando, a partire dal 1837, la sede municipale venne trasferita dove si trova tutt'ora.
Il palazzo presenta una facciata rococò, con l'ordine inferiore rivestito in bugne, mentre negli ordini superiori si aprono due finestre. Tra le finestre del livello superiore, è scolpito lo stemma comunale realizzato nel 1765.
Al livello superiore del palazzo si eleva l'orologio meccanico del XIX secolo, tutt'ora regolato mediante l'utilizzo di funi. In asse con la facciata è una nicchia ove è posta la statua raffigurante San Vito, sovrastata da un piccolo campanile a vela.
Facciata del Palazzo dell'Orologio
4) CHIESA MATRICE DI SANTA MARIA ASSUNTA
Dinanzi al Palazzo dell'Orologio si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, le cui origini risalgono al 672, anno in cui il Vescovo Pietro I venne eletto Vescovo della Diocesi. Venne consacrata a Santa Maria Assunta dal Vescovo Guglielmo nel 1295, e ricostruita nel 1580.
Dell'antico edificio rimane soltanto la facciata laterale, che dà su Via San Benedetto, realizzata in pietra calcarea lavorata a bozze e il basamento della Torre Campanaria. All'interno del basamento é ubicata la Cappella del Presepe, che prende il nome dal gruppo scultoreo ivi collocato, realizzato alla fine del Quattrocento da Stefano da Putignano.
Nel Seicento la chiesa venne sottoposta a differenti interventi di restauro: grande importanza rivestì la realizzazione della Cappella di San Vito, ove sono custodite le reliquie del Santo Protettore, e le tre statue lignee che rappresentano i Santi Vito, Modesto e Crescenza, realizzata nel 1613.
Nel 1643 la chiesa venne restaurata, e arricchita da un altare di marmo realizzato dal marmoraro napoletano Niccolò Lamberti.
ESTERNO
La facciata della chiesa conserva ancora i caratteri dello stile romanico pugliese, oggetto nel tempo di rimaneggiamenti secondo il gusto barocco.
Al corpo principale della chiesa venne addossata, a partire dal 1664, la torre campanaria, che delimita il portale in pietra dal lato del mare, abbellito da decorazioni che rappresentano la Beata Vergine circondata dagli Angeli e l'Eterno Padre Benedicente, con ai lati due nicchie ove sono riposte le statue raffiguranti San Pietro e Sant'Antonio.
INTERNO
Lo spazio interno, suddiviso in tre navate, presenta solo due delle numerose cappelle che si aprivano nelle pareti laterali, poste nella zona del transetto.
Tra le cappelle vi sono quella consacrata al Santissimo Crocifisso, al cui interno è posto un altare su cui è riposto un gruppo scultoreo raffigurante la Pietà, realizzato alla fine del Quattrocento, e la Cappella del Santissimo Rosario, ove è conservato il bassorilievo dedicato alla Concezione, risalente allo stesso periodo.
Tra i numerosi arredi interni, ce ne sono alcuni di particolare pregio, tra i quali: il coro ligneo del 1611, composto da tre ordini di stalli dipinti con figure di Santi, il pulpito ligneo del XVI secolo, restaurato nel 1739 ad opera dell'indoratore Alessandro Ferri di Monopoli, e il monumentale organo a canne con dieci registri, realizzato nei primi anni del XVIII secolo, di grande valore artistico e perfettamente funzionante.
Splendido è il soffitto della navata centrale e del transetto, ricoperto da un controsoffitto ligneo, dipinto nel 1720 ad opera di Luca Alvese, ove sono incastonate tre tele. Nella pinacoteca riposta all'interno della Sagrestia Nuova, trova collocazione il polittico di Bartolomeo Viviani risalente al XV secolo, e diverse tele di scuola napoletana del XVII secolo.
Tra i vicoli del centro storico, valorizzata con l'ausilio di un cartello esplicativo, si trova la gogna, ove nel Medio Evo venivano legati i condannati dalla Corte Legale, venendo esposti alla pubblica derisione.
NB. Le informazioni riportate nel post, sono state estrapolate nella scheda "Polignano a Mare", della pagina internet "BRUNDARTE", nel sito www.brundarte.it.













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