STORIA
Il Comune di Atrani, vanta antiche origini, ed è oggi il più piccolo d'Italia per estensione, possedendo un territorio di soli 0.12 kmq.
Situato a pochi metri da Amalfi, il suo sviluppo sociale ed economico risentì molto della vicinanza con la Repubblica Marinara, tanto da divenire il luogo di residenza dei membri dell'aristocrazia amalfitana. Tra le famiglie amalfitane più abbienti, vanno ricordati i Pantaleoni, la famiglia più ricca e potente di Amalfi.
A differenza degli abitanti dei villaggi della Costiera appartenenti al Ducato di Amalfi, che venivano considerati tutti come amalfitani, ad Atrani venne riconosciuto il privilegio di considerare i suoi abitanti come atranesi. A conferma di questo speciale status di gemellaggio, solo agli atranesi, oltre che agli amalfitani, veniva riconosciuto il diritto di eleggere o deporre i governatori del Ducato.
Nell'ultimo periodo di esistenza della Repubblica Amalfitana, questa venne governata dai Duchi, detentori del potere sia civile che militare. Simbolo del potere civile era il Podestà, che veniva investito ufficialmente dei suoi poteri nella Chiesa di San Salvatore de Birecto, tutt'ora esistente. Il nome della chiesa, deriva dal Birecto, il copricapo che veniva posato in testa ai nuovi Duchi, durante la cerimonia d'investitura.
Nel Medio Evo il borgo di Atrani era più esteso di quanto non sia oggi, giungendo fino a Castiglione, oggi frazione di Ravello, ove si trovava il Castello. In località Civita si trovava invece il Castello di Supramonte, distrutto dai pisani nel 1135 - 1137, durante la guerra contro Amalfi.
Con il maremoto del 24 Settembre 1343, che pose fine alla Repubblica Marinara Amalfitana, si ebbero effetti devastanti anche sulla popolazione atranese, già provata, come Amalfi, dalle incursioni pisane del biennio 1135 - 1137. Con la fine del Ducato di Amalfi, Atrani venne inglobato nel Principato di Salerno.
Nella seconda metà del XII secolo, il Re di Sicilia Manfredi, al fine di punire gli atranesi schierati a favore del Papa, inviò contro di loro mille marinai. I marinai occuparono il borgo, e vi rimasero per molti anni, periodo in cui gli atranesi si rifugiarono nella vicina Amalfi.
Nel 1647, dopo la fallita insurrezione contro il Viceré di Napoli, fece ritorno ad Atrani Tommaso Aniello di Amalfi, detto Masaniello, per nascondersi in una grotta, ancora oggi conosciuta come "Grotta di Masaniello", una cavità poco distante dalla sua casa natale.
Il 22 giugno 1807 Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, si recò in visita nella Costiera Amalfitana. Recandosi ad Amalfi e ad Atrani, promise di far costruire una strada, che rendesse più semplice l'accesso alla Costiera, che tuttavia venne edificata dal successore Gioacchino Murat tra il 1816 e il 1854.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA MADDALENA
La Collegiata di Santa Maria Maddalena, dedicata alla Santa Patrona di Atrani, costituisce la principale chiesa del paese, e uno dei monumenti da visitare nel centro storico.
La chiesa venne fondata nel 1274, sui ruderi di una fortezza medievale, su iniziativa degli atranesi, come ringraziamento a Maria Maddalena, per la liberazione dall'oppessione dei pirati Saraceni.
Nel corso del tempo la chiesa ha subito vari interventi di restauro. Nel 1570, trovandosi in grave stato di deterioramento, e prossima al crollo, venne consolidata grazie ai proventi ottenuti dalle imposte sull'importazione di grano e l'esportazione di manufatti.
Un secolo più tardi, nel 1669, la chiesa subì un secondo intervento di restauro, che comprese il consolidamento della sagrestia. Con l'aumento della popolazione residente, nel 1753 la chiesa venne ingrandita.
ESTERNO
La chiesa si caratterizza per la presenza di una facciata curvilinea, ornata con decorazioni in stile rococò. Dalla terrazza della sagrestia è possibile scorgere il Golfo di Salerno.
L'elemento che più di tutti caratterizza il prospetto principale è il campanile, realizzato in tufo, che si eleva nella zona retrostante al corpo principale della chiesa, e con la sua mole caratterizza il profilo del borgo.
INTERNO
L'interno della chiesa, suddiviso in tre navate, si caratterizza per lo stile barocco napoletano, che qui si fa molto celebrativo, con l'impiego varie tipologie di marmi policromi.
L'aula è fornita da due transetti, dei quali uno è coperto con volta rivestita esternamente da maioliche, mentre l'altro ha una copertura piana.
Nello spazio interno trovano collocazione numerose statue, collocate nelle cappelle laterali, e varie sculture e tele risalenti al XVIII e XIX secolo, tra le quali spiccano: la Madonna Pastorella, scultura realizzata nel 1789 e la tela raffigurante l'Incredulità di San Tommaso, realizzata nel Cinquecento dall'artista salernitano Andrea Sabatini.
La Chiesa di San Salvatore de Birecto, al tempo della Repubblica di Amalfi era considerata la Cappella Palatina, ove aveva luogo l'investitura dei Duchi di Amalfi, il cui governo si estendeva anche ad Atrani.
ESTERNO
La facciata si caratterizza per la presenza di un semplice campanile, che svetta proprio al centro del prospetto principale.
Nell'ordine inferiore si aprono le porte di bronzo, del 1087, donate ad Atrani dal nobile atranese Pantaleone Viarecta. La porta bronzea è suddivisa in varie formelle, tra le quali si distinguono quelle ove sono effigiati Cristo, la Madonna e alcuni Santi.
INTERNO
La chiesa, edificata nel X secolo, contiene al suo interno numerose testimonianze storiche, tra le quali: una pietra tombale del XVI secolo, raffigurante la Nobildonna Atranese Filippa Napolitano; una lastra marmorea del XII secolo raffigurante due pavoni.
Il pavone, considerato un simbolo sacro caro a Giunone, era venerato da molti popoli e civiltà. In quanto simbolo di orgoglio, veniva adottato per rappresentare le qualità dei nobili di Amalfi.
NB. Le notizie storiche su Atrani, sono state estrapolate dalla sezione "Cenni Storici", nella pagina ufficiale del "Comune di Atrani", nel sito www.comune.atrani.sa.it.
NB. Le notizie sui monumenti di Atrani, sono state estrapolate dalla sezione "Monumenti", nella pagina ufficiale del "Comune di Atrani", nel sito www.comune.atrani.sa.it.






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