La visita del centro storico di Benevento, contenente monumenti in grado di mostrare la sua storia millenaria, non è difficile, dato che la zona non è di grande estensione, e le attrazioni non sono molte.
Nonostante le poche attrazioni da visitare, la visita è consigliata, in quanto la quasi totalità dei monumenti, che siano di epoca romana o longobarda, è mantenuta in condizioni impeccabili, e nonostante qualche eccezione, è consigliata la visita anche ai monumenti meno conosciuti o anche meno valorizzati, dato che contribuiscono ad arricchire il valore storico - artistico della città, e la stessa cultura personale.
1) TEATRO ROMANO
La visita al centro storico della cittadina, può avere inizio dal Teatro Romano, situato ad ovest dell'antica città romana di Beneventum.
Il Teatro venne edificato nel II secolo d.C., durante il regno dell'Imperatore Adriano, colui al quale si deve la costruzione della maggior parte dei monumenti romani nel resto delle Province imperiali.
La struttura venne inaugurata nel 126 d.C.. La cavea, di grandi dimensioni, ha un diametro di 90 m, e poteva contenere fino a quindicimila persone. Riportato alla luce intorno al 1920, è considerato uno dei teatri antichi meglio conservati.
All'esterno presenta una struttura composta da tre ordini di arcate sovrapposte, dei quali solo uno è oggi conservato. L'interno è accessibile tramite un'ardita struttura di scale e corridoi. Il viale di accesso, era abbellito con grandi maschere.
2) ARCO DEL SACRAMENTO E AREA ARCHEOLOGICA
Percorrendo Via Manfredi di Svevia, si raggiunge l'Arco del Sacramento, altro monumento di epoca romana, eccezionalmente conservato, restaurato nel 2009.
Edificato tra la fine del I secolo e l'inizio del II secolo, l'Arco del Sacramento è un arco di epoca romana, che costituiva l'accesso alla zona del foro. L'arco è sostenuto da due possenti pilastri, realizzati in opus latericium, ossia in laterizio, poggianti su stilobati realizzati in opus quadratum, cioè con l'utilizzo di massi squadrati di grandi dimensioni.
L'arco ha un diametro di cinque metri, sormontato da un ulteriore arco di scarico in mattoni, dalle minori dimensioni. Nelle facciate principali si aprono delle nicchie, dove in origine vennero collocate delle statue celebrative.
3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA EPISCOPIO
Percorrendo pochi metri lungo Via Episcopio, ci si ritrova della piazza principale della cittadina, Piazza Orsini, ove al centro è posta la Fontana Monumentale Orsini, mentre dinanzi ad essa si trova la superba mole della Cattedrale di Santa Maria Episcopio, duomo della città.
La Cattedrale, anche chiamata Duomo di Benevento, ha un'origine molto antica, risalente alla nascita della chiesa cattolica beneventana, ma essendo stato completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, dello splendido interno barocco non rimane nulla, dato che la nuova Cattedrale, seppur grande e luminosa, è stata ricostruita seguendo uno stile prettamente moderno.
ESTERNO
L'esterno della Cattedrale, è tutto ciò che rimane dell'antico duomo. La facciata risale al XIII secolo, e si sviluppa su due ordini, entrambi articolati in sei arcate. L'arcata al di sopra del portale centrale presenta una rosa con dodici colonnine radiali, ove era posto un mosaico raffigurante l'Angelo Mistico.
L'ultima arcata destra è occupata dalla statua di un cavaliere, coronata da statue di leoni e vitelli.
Il campanile in blocchi quadrati, risale al XIII secolo. Sulla facciata anteriore è presente un fregio costituito da diciassette cippi figurati romani, utilizzati come materiale di spoglio. Nella facciata ovest è incorporata una lastra romana in metallo dorato, e alla base della facciata est, un rilievo rappresentante un cinghiale stolato e laureato.
INTERNO
L'interno della Cattedrale, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e inaugurato solo nel 2005, è solenne e austero, ma presenta un aspetto moderno, che non rende giustizia allo splendido interno in stile barocco dell'antica Cattedrale, andato perduto e mai più ricostruito.
Senza prestare molta attenzione all'interno, a parte il bel mosaico posto sulla zona presbiteriale, e le antiche due colonne all'ingresso, è consigliabile concentrare la visita sugli scavi sotterranei della Cattedrale, che invece sono assolutamente da non perdere, effettuando preferibilmente la visita di mattina.
4) BASILICA DI SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
Percorrendo Corso Garibaldi verso Sud Est, si raggiunge la Basilica di San Bartolomeo Apostolo, dedicata al Santo Patrono di Benevento e apostolo di Cristo, che proprio qui ha il suo santuario principale, ove sono ospitate le spoglie mortali.
Nonostante sia quasi sempre chiusa e difficilmente visitabile, merita una descrizione, in quanto costituisce dopo il Duomo, la chiesa principale della città. La struttura, coperta da una volta a botte, presenta una pianta rettangolare.
La facciata è distinta in due ordini: il primo ordine comprende il portale d'ingresso, sormontato dallo stemma pontificio di Benedetto XIII, e una cornice architravata che riporta un'iscrizione risalente al 1729. Il secondo ordine presenta al centro un finestrone rettangolare, che illumina l'area interna, mentre più in alto, il frontone triangolare chiude la facciata.
INTERNO
L'interno, ad una sola navata, è in stile barocco, con quattro cappelle laterali, due per ogni lato, e abside semicircolare in fondo alla navata.
La zona dell'abside è delimitata da una splendida balaustra di gusto barocco, realizzata in marmo policromo, con cancelletto centrale, che introduce alla zona dell'altare maggiore, anch'esso impreziosito da marmi policromi.
Al di sotto dell'altare maggiore, è riposto il loculo che ospita la splendida urna in porfido rosso, ove sono conservate le reliquie di San Bartolomeo, in permanente esposizione. In fondo alla zona absidale, è posto un coro in noce, con al centro un trono. Al di sopra del coro, sulle pareti dell'abside, si trovano due grandi tele delle quali quella di destra di Giuseppe Castellano, raffigura la Sottrazione delle Reliquie da parte dell'Imperatore Ottone III, mentre quella di sinistra di Francesco Simonelli, raffigura i Santi Gennaro, Francesco Saverio, Filippo Neri e la Vergine Assunta con Bambino.
5) ARCO DI TRAIANO
Dalla Basilica di San Bartolomeo Apostolo, imboccando Via Traiano, si raggiunge il monumento di epoca romana più sensazionale e meglio conservato di Benevento, ossia il bellissimo Arco di Traiano, vera e propria manifestazione del potere romano sui territori imperiali.
Indiscusso simbolo di Benevento e opera unica al mondo, l'Arco di Traiano venne realizzato nel 114 d.C., al fine di celebrare l'inaugurazione della Via Traiana, percorso alternativo alla Via Appia, che transitando per Benevento, accorciava il tragitto tra Roma e Brindisi. Durante l'età longobarda, l'arco venne inglobato nelle mura castellane medievali, andando a costituire la Porta Aurea, mentre in tempi più recenti, le mura vennero abbattute al fine di isolare e valorizzare il monumento, visibile in tutto il suo splendore.
A seguito dell'istituzione del Ducato Longobardo da parte di Arechi I, nel VI secolo, l'Arco di Traiano venne inglobato nelle mura longobarde, andando a costituire la Porta Aurea.
STRUTTURA
L'arco è composto da un solo fornice, cioè una sola arcata, alto 15,60 m e largo 8,60 m. Su ogni faccia vi sono quattro semicolonne, disposte agli angoli dei piloni, che fanno da sostegno alla trabeazione.
Oltre le architravi è posto un attico, sporgente nella parte centrale, al di sopra del fornice, che presenta all'interno uno spazio coperto voltato a botte, costituito da blocchi di pietra calcarea, rivestita da marmo pario in opus quadratum.
Su ogni facciata, è presente una ricca decorazione scultorea, molto simile alla decorazione che orna la superficie della celeberrima Colonna Traiana a Roma. La facciata interna, che guarda alla città e ai cittadini, si rivolge alla pace e alla Provvidenza, mentre quella esterna, che guarda alle Province, si riferisce alla guerra e al coraggio dell'Imperatore. Nell'attico è posta un'iscrizione dedicatoria, e due pannelli a bassorilievo: quello esterno conteneva a sinistra una raffigurazione omaggio alle divinità agresti, mentre quella di destra, la Deduzione delle Colonie Provinciali.
Il pannello posto sul lato interno del pilone di destra, contiene due raffigurazioni, delle quali quella di sinistra rappresenta Traiano accolto dalla Triade capitolina, mentre quella di destra Traiano accolto nel Foro Boario a Roma.
Il fregio della trabeazione raffigura la Processione per il trionfo di Traiano sulla Dacia, opera di altissimo rilievo.
Su ciascun pilone, altri due pannelli, posti questa volta sul lato esterno del fornice e uno sopra all'altro in un totale di quattro, mostrano altri bassorilievi con allegorie di Attività Imperiali. I pannelli sono divisi da rilievi decorativi più bassi, con rappresentazione di vittorie taurotoctone al centro, e le Amazzoni in alto.
I pennacchi dell'arcata del fornice rappresentano Personificazioni del Danubio e della Mesopotamia sul lato esterno, e la Vittoria e la Fedeltà Militare sul lato interno, accompagnate dai Geni delle quattro stagioni. Sulle chiavi di volta dell'arco, sono raffigurate la Fortuna sul lato esterno, e Roma sul lato interno.
Sui lati interni del fornice sono presenti splendidi bassorilievi, che rappresentano scene della attività svolte da Traiano in città: sul pannello di sinistra è posto il Sacrificio per l'Inaugurazione della Via Traiana, mentre sul pannello di destra è scolpita l'Istituzione degli Alimentaria, simboleggiata dai pani al centro del tavolo, istituita da Traiano al fine di aiutare i bambini dell'Italia romana.
Sulla volta, decorata a cassettoni, compare la figura dell'Imperatore incoronato da una Vittoria.
L'arco uscì miracolosamente illeso dal terremoto del 1688, che distrusse molti monumenti cittadini. Nel 1854 Papa Pio IX, mise in atto il primo concreto intervento d'isolamento del monumentale arco romano, attraverso la demolizione della sopraelevazione dell'attico, e la sostituzione dei pezzi mancanti con travertini sagomati. Con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l'arco venne inglobato da sacchi di sabbia, mantenuti da strutture lignee, che lo protessero efficacemente dalle bombe.
Nel 1975 venne restaurato dalla Soprintendenza dei Beni Artistici della Campania, mentre a seguito del terremoto del 1980, venne prontamente restaurato per la caduta di frammenti. I lavori di restauro e consolidamento terminarono nel 1999.
6) COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA SOFIA
Il Complesso Monumentale di Santa Sofia, comprende la chiesa, con il campanile cuspidato antistante la piazza e il chiostro, che ospita la sede del Museo del Sannio.
La chiesa, situata in Piazza Santa Sofia, costituisce una delle principali testimonianze della Longobardia Minor, ossia dell'antico Ducato di Benevento. Per tale motivo, a partire dal 2011 la chiesa e il resto del complesso monumentale, sono entrati a far parte della lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO, nella voce "Longobardi in Italia. I luoghi del potere".
DESCRIZIONE
Edificata per volere del Duca longobardo Arechi II tra il 758 e il 787, è composta da un corpo originale centrale a pianta esagonale regolare, ove sono collocate sei grandi colonne, probabilmente materiale di spoglio proveniente dall'antico Tempio di Iside di epoca romana, che qui si trovava.
Le colonne sono collegate tra loro tramite archi, sui quali si innesta la grande cupola. Intorno a questo corpo centrale, troviamo un secondo anello di forma dodecagonale, sostenuto da otto pilastri composti da due colonne. La tipologia delle volte presenta vari modelli.
In origine la chiesa era completamente affrescata, ma purtroppo le tante modifiche intervenute nel corso del tempo ne hanno distrutto la maggior parte degli affreschi. Tuttavia nella zona absidale, sono ancora visibili, affreschi superstiti che erano parte di un ciclo completo che narrava la Vita di Cristo.
In tal modo, si riconoscono a nell'abside di sinistra la figura di San Giovanni Battista, mentre sull'abside di destra la Storia della Vergine. Del ciclo di affreschi che raccontava la Storia della Vita di San Giovanni Battista, sull'abside di sinistra rimangono visibili due scene: l'Annuncio a Zaccaria e Zaccaria Muto; mentre sull'abside di destra, ove gli affreschi appartengono al ciclo della Storia della Vergine, sono rappresentate le scene dell'Annunciazione e della Visitazione.
7) HORTUS CONCLUSUS
Oltre alle bellezze storiche e monumentali, una visita a Benevento non può dirsi conclusa, senza immergersi in un'esperienza sensoriale tutta nuova, che si concretizza nell'Hortus Conclusus, antico giardino verde un tempo appartenente all'antistante Convento dei Frati Domenicani.
Ed è proprio questo il luogo prediletto scelto da Mimmo Palladino, il maggiore esponente del movimento artistico contemporaneo della Transavanguardia italiana, per porre in essere nel 1992 la sua installazione permanente di opere contemporanee, realizzata in collaborazione con il Designer Filippo Cannata, e gli Architetti Roberto Serino e Pasquale Palmieri.
Palladino interpretò l'Hortus come un luogo di conforto e sollievo, dall'eterna lotta che ogni uomo vive quotidianamente, sia nel mondo concreto, che nella propria dimensione interiore, per la ricerca della pace e della serenità. Attraverso un percorso sensoriale, Palladino cerca a suo modo, di trasmettere a tutti serenità.
La pavimentazione dello spazio verde, ricorda quella dei borghi antichi, mentre nello spazio a forma rettangolare, si ritrovano capitelli, colonne e frontoni sfusi, come residui di epoca romana e longobarda in riferimento alla storia della città. Altro importante elemento che caratterizza il luogo, è l'ampia presenza del verde, con gigli, rose e palme.
Tra le opere di Palladino legate alla Transavanguardia, un posto di rilievo occupa il Cavallo di Bronzo, posto sulla cima delle mura, che sembra da un lato sorvegliare l'hortus, dall'altro la città. Il Cavallo indossa una maschera d'oro come Agamennone, che lo rende quasi divino. Inoltre indossa un elmo e lo scudo, simbolo delle battaglie che dovette affrontare la città nel corso della sua storia.
Infine il grande disco, con una duplice funzione: nonostante venga utilizzato come fontana, l'acqua che fuoriesce dalla cannella viene convogliata in un catino, che sembra provenire direttamente dall'antichità.
Lasciato in stato di abbandono per anni, l'ambiente venne restaurato e completamente recuperato nel 2005.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Sofia e sulla Cattedrale di Benevento, sono state estrapolate dai post "Chiesa di Santa Sofia" e "Duomo di Benevento", nella sezione "I tesori di Benevento", nella pagina Internet ufficiale "Club di Benevento", nel sito www.clubunescobenevento.it.
NB. Le informazioni relative a tutte le altre attrazioni storiche e artistiche di Benevento, sono state estrapolate dal sito ufficiale del Comune, dall'intestazione "Comune di Benevento. S.P.Q.B. Concordes in unum", della Regione Campania, in www.comune.benevento.it.





















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