lunedì 7 agosto 2023

LECCE: LO SPLENDORE BAROCCO DELLA "FIRENZE DEL SUD"

 STORIA

Splendida citta d'arte del Salento, Lecce é una delle città più affascinanti d'Italia, che accoglie i turisti in un contesto culturale unico, in cui sono concentrati, in uno spazio relativamente ristretto, un gran numero di monumenti di differenti epoche: romana, come l'anfiteatro o il teatro, l'unico scoperto in Puglia e splendide testimonianze barocche, in particolare le chiese, una più bella dell'altra, a cominciare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Nota in Italia con il soprannome di "Firenze del Sud", Lecce affascina i visitatori, in particolare per il barocco, stile architettonico che più di tutti caratterizza la città, nella particolare connotazione del Barocco Leccese. Il Barocco Leccese è uno stile peculiare in Italia, che si differenzia dalle altre tipologie di barocco grazie all'impiego della Pietra Leccese, un calcare molto tenero e duttile, fattore che ne accentua lavorabilità.

Ed è proprio la Pietra Leccese la grande protagonista del barocco, modellata dagli artisti in maniera tale da dare vita a strane figure e complesse decorazioni che possono essere ammirate sulle facciate delle chiese. Proprio la complessità delle facciate degli edifici religiosi è una caratteristica peculiare di Lecce, ove il diffondersi dello stile barocco, arte predominante del XVII secolo, ha permesso agli artisti di modellare la pietra in ogni modo possibile.

Le origini della città si fanno risalire al V secolo a.C., ma una leggenda le fa risalire addirittura al 1200 a.C., per volere di Malennio, soldato troiano che giunse in Salento dopo la distruzione di Troia.

Lecce si sviluppò molto durante l'Impero Romano, ma a seguito del crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, conobbe una fase di rapido declino. Con l'arrivo dei Normanni la città si risollevò, divenendo capoluogo del Salento. Nel 1463 venne assoggettata al Regno di Napoli, acquisendo sempre più importanza, fino a divenire un vivo centro culturale, ove si svilupparono molto i commerci.

Nel Cinquecento e nel Seicento la città fu soggetta alle invasioni saracene del sud Italia, fatti che convinsero l'Imperatore Carlo V d'Asburgo a dotarla di una cinta muraria difensiva, e di un Castello ancora esistente. Nel Seicento Lecce crebbe anche sotto il profilo monumentale, arricchendosi di magnifiche chiese e palazzi, edificati nel nuovo, esuberante stile del Barocco Leccese.

Dopo l'Unità d'Italia del 1861, si diede avvio alla prima espansione della città al di fuori delle mura, che comportò la creazione di nuovi quartieri in stile moderno.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) PIAZZA SANT'ORONZO E ANFITEATRO ROMANO

Prima di giungere a Piazza Duomo, lo spazio pubblico più scenografico della città, occorre necessariamente fare una sosta a Piazza Sant'Oronzo ove, oltre alla celeberrima Colonna di Sant'Oronzo, dedicata al Santo Patrono, si trovano i resti archeologici dell'Anfiteatro Romano di età augustea.

L'Anfiteatro Romano, scavato solamente per metà della sua struttura ellittica, risale al I - II secolo d.C.. La sua realizzazione venne avviata per volontà dell'Imperatore Augusto. Il monumento venne ritrovato all'inizio del XX secolo, su sollecitazione dell'Archeologo Cosimo De Giorgi, nei pressi del luogo ove si stavano portando avanti i lavori di edificazione del Palazzo della Banca d'Italia.


Anfiteatro Romano, risalente al I - II
secolo d.C.

Il monumento è stato riportato alla luce, ad un livello di otto metri più in basso rispetto all'attuale piano di calpestio della Piazza Sant'Oronzo. In origine poteva accogliere ventimila spettatori.

I resti archeologici osservabili, comprendono solo un terzo della struttura originaria, mentre la restante parte è rimasta sepolta sotto le costruzioni più moderne. La costruzione è in parte scavata nel tufo, mentre per la maggior parte sostenuta da imponenti arcate. Arena e gradinate sono separate da un muro di media altezza, ornato da fregi marmorei sul parapetto, che riportano scene di combattimento fra uomo e animale. La struttura è completata da due corridoi concentrici di forma ellittica che correvano al di sotto delle gradinate.


Altra visuale dell'Anfiteatro Romano

2) CHIESA DI SANTA MARIA DELLA GRAZIA

Proprio dirimpetto all'Anfiteatro Romano, si trova la Chiesa di Santa Maria della Grazia, che presenta una facciata classicheggiante, divisa in due ordini, tripartita da colonne corinzie.

Al centro dell'ordine inferiore si apre il portale d'ingresso, la cui parte superiore, terminante in un timpano triangolare, contiene una finestra balconata. Le pareti laterali presentano nicchie, poste sia al livello inferiore, al cui interno si trovano delle statue, sia al livello superiore, lasciate vuote.

La pianta è a croce latina, mentre l'interno è coperto da una volta a cassettoni.

Chiesa di Santa Maria della Grazia


Interno della chiesa a navata unica


Tela dipinta in una cornice barocca


Soffitto ligneo della chiesa


Altare maggiore

3) CHIESA DI SANT'IRENE DEI TEATINI

Imboccando il Corso Vittorio Emanuele II, in direzione della Piazza del Duomo, ci si imbatte nella Chiesa di Sant'Irene dei Teatini, tra le più importanti della città.

Sant'Irene era venerata come Santa Patrona cittadina, prima che la popolazione riconoscesse Sant'Oronzo come proprio Patrono. Par tale motivo la chiesa appare molto sontuosa fin dall'esterno.

La facciata è distinta in ordine inferiore e ordine superiore. L'ordine inferiore è suddiviso in cinque spazi: quello centrale occupato dal portale, sormontato dalla statua della Santa, mentre quelli laterali sono occupati da nicchie vuote. L'ordine superiore, completato da un frontespizio triangolare e contenente lo stemma della città, è tripartito: al centro è posta una grande finestra, mentre lateralmente sono presenti nicchie vuote.


Ordine superiore della facciata della Chiesa di Sant'Irene
dei Teatini, con un timpano recante al centro lo stemma della città
sovrastato da un finestrone, e ai lati due nicchie vuote

INTERNO

L'interno si presenta con una pianta a croce latina, contenente una grande varietà di altari barocchi decorati con splendide colonne tortili. Il più importante è l'Altare di Sant'Irene, dedicato alla Santa titolare, cui la chiesa è consacrata. La chiesa non fa parte del programma "Lecce Ecclesiae", pertanto la visita al suo interno è libera.


Interno barocco della Chiesa di Sant'Irene
dei Teatini


Altare maggiore della chiesa


Altare di Sant'Irene, in stile barocco, ornato da splendide colonne tortili

4) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Continuando il percorso di visita sul Corso Vittorio Emanuele II, si raggiunge la centrale Piazza Duomo, ove si staglia maestosa la Cattedrale di Santa Maria Assunta, anche chiamata "Duomo di Lecce", il monumento più interessante dal punto di vista artistico, in grado al tempo stesso di trasmettere una sensazione di solennità.

La prima edificazione del Duomo risale al 1144, per poi subire modifiche nel 1230. Il principale intervento di restauro si fa risalire al decennio 1659 - 70, quando grazie alle modifiche apportate da Giuseppe Zimbalo, principale esponente del Barocco Leccese, la struttura venne radicalmente mutata secondo i canoni stilistici di questa particolare connotazione del barocco, divenendone uno dei simboli. Oltre alla ristrutturazione della facciata rivolta su Piazza Duomo, allo Zimbalo si attribuisce anche la costruzione del magnifico campanile.

ESTERNO

La facciata principale della Cattedrale, rivolta verso Piazza Duomo, modificata dall'intervento dello stesso Zimbalo, è riccamente decorata, e presenta al livello inferiore uno sfarzoso portale, mentre al livello superiore sono presenti tre nicchie, delle quali una centrale contenente la statua di Sant'Oronzo, e altre due laterali, poste a destra e a sinistra della statua del Patrono, contenenti l'una la statua di San Giusto, e l'altra la statua di San Fortunato.


Facciata principale della Cattedrale di Santa Maria Assunta
che dà sulla Piazza Duomo, con esuberanti decorazioni barocche,
e tre statue nell'ordine superiore ove al centro vi è Sant'Oronzo,
a sinistra la statua di San Fortunato, e in basso a destra quella di San Giusto

Oltre alla facciata che dà sulla piazza, la Cattedrale è dotata di un'ulteriore facciata, stilisticamente più semplice e sobria, composta da due ordini sovrapposti, arricchiti da statue che raffigurano San Gennaro, San Ludovico, e i Santi Pietro e Paolo.

INTERNO

L'interno del duomo è solenne, e impreziosito da stucchi, statue e ornamenti di gusto barocco. La pianta è a croce latina, ripartita in tre navate da due file di pilastri e semicolonne, mentre le navate laterali sono arricchite da un totale di dodici altari.


Interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta,
in stile barocco, ripartita in tre navate

La navata centrale e il transetto sono coperti da uno splendido soffitto ligneo a lacunari intagliati e dorati, risalente al 1685, ove sono incastonate tele raffiguranti la Predicazione di Sant'Oronzo; la Protezione dalla Peste e il Martirio di Sant'Oronzo, realizzate dal pittore Giuseppe da Brindisi.

In fondo all'abside è riposto il pregevole altare maggiore, realizzato in marmo e bronzo, dedicato a Maria Assunta, ove è riposta una tela raffigurante il Sacrificio di Noé dopo il Diluvio e il Sacrificio del Profeta Elia.


Altare maggiore della Cattedrale ove sono riposte tre tele: quella centrale
raffigura l'Assunzione di Maria, quella a sinistra il Sacrificio di Noé dopo il Diluvio,
mentre quella a destra il Sacrificio del Profeta Elia

Nella zona del transetto, sono riposti vari altari, tra i quali l'Altare del Crocifisso e del Sacramento. Qui è possibile osservare i busti che raffigurano i Dottori della Chiesa, tra i quali sono rappresentati: sulla destra Sant'Anastasio, San Tommaso d'Aquino, San Gerolamo e Sant'Ambrogio; mentre sulla sinistra San Giovanni, San Crisostomo, San Bonaventura, Sant'Agostino e San Gregorio.


Altare del Crocifisso e del Sacramento con i busti
dei Dottori della Chiesa


Cupola affrescata che sovrasta l'Altare
del Crocifisso e del Sacramento

Sulla navata sinistra è posto l'Altare del Martirio di San Giusto, ove è riposta una tela risalente al 1656, che raffigura la scena del Martirio di San Giusto.


Altare del Martirio di San Giusto, ove è riposta una
tela del 1656 raffigurante proprio il Martirio di San Giusto

CRIPTA

Splendida e assolutamente da non perdere è la cripta della Cattedrale di Lecce, cui si accede dal presbiterio. La cripta è in stile romanico, con un pavimento costituito da maioliche smaltate e decorate con motivi geometrici e floreali, riposizionate nel XIX secolo.


Cripta della Cattedrale di Lecce, in stile romanico, con
capitelli differenti tra loro e maioliche smaltate con motivi
geometrici e floreali del XIX secolo

Nell'ambiente riposano le salme di diversi personaggi: nel braccio destro vi sono i monumenti funebri del canonico Oronzo Cosma, della vergine Maria Maddalena Bernardini e del canonico Giovanni Battista Bernardini, mentre sul pavimento altri sepolcri, del quale uno appartenente a Michele Mincuzzi, Arcivescovo di Lecce dal 1981 al 1989.

La cripta presenta una pianta a croce greca, distinta in tre navate, con cinquantotto colonne, e trentotto semicolonne, dotate di fusto rotondo e capitelli romanici a dado. I capitelli sono opera di artisti rinascimentali, riccamente ornati da fogliame, figure di animali, effigi di alcuni stemmi e scene allegoriche.

Nella navata centrale di fronte all'ingresso, si erge l'altare adibito alla celebrazione della messa, con alle spalle un crocifisso ligneo realizzato nel 1900, mentre nelle altre due navate, sono disposti due splendidi altari abbinati decorati con colonne tortili in stile barocco della fine del Seicento.


Altare di sinistra ornato da colonne tortili,
abbinato a quello di destra


Altare di destra ornato da colonne tortili,
abbinato a quello di sinistra

Nel settore di sinistra sono disposti gli altari dedicati a Sant'Irene e a Santa Maria del Soccorso: nell'altare di Sant'Irene è riposta la tela raffigurante Sant'Irene, realizzata intorno al 1700 da autore ignoto. Nel secondo altare è posta un'altra tela, dello stesso periodo, anch'essa di autore ignoto, raffigurante la Madonna del Soccorso, ove si nota la Vergine con in Braccio il Bambino, nella mano la sfera del Mondo e ai piedi un confratello che dona una moneta ad un povero.

Nel settore di destra si trovano altri due altari, dedicati alla Crocifissione e alla Visitazione. Nel primo si trova l'affresco raffigurante San Giovanni e la Madonna ai piedi della Croce, realizzato nel 1600 da autore ignoto, e in pessime condizioni di conservazione. Nel secondo è collocata una tela, sempre di autore ignoto, del secolo successivo, raffigurante l'Incontro della Vergine con Sant'Elisabetta, dove le donne appaiono incinte, con alle loro spalle rispettivamente San Giuseppe e San Zaccaria.

Dalla parte opposta rispetto all'altare, si trovano dei resti archeologici rinvenuti al medesimo livello della stessa cripta.


Resti archeologici nella cripta localizzati
in direzione opposta rispetto all'altare

5) PALAZZO DEL SEMINARIO, CAPPELLA DI SAN GREGORIO TAUMATURGO E MUSEO DI ARTE SACRA

Di fianco alla Cattedrale si trova il Palazzo del Seminario, la cui visita é caldamente consigliata, in quanto costituisce la principale raccolta d'arte cittadina.

Il Palazzo del Seminario venne edificato su commissione del Vescovo Michele Pignatelli grazie al contributo dei nobili locali nel 1694. Il progetto venne affidato all'architetto leccese Giuseppe Cino, che portò a termine i lavori nel 1709.


Palazzo del Seminario

Entrati nel palazzo si trova il chiostro al cui centro si trova il pozzo in pietra leccese, rialzato su un piedistallo di tre gradini, realizzato da Giuseppe Cino. E' ornato da decorazioni barocche con girali vegetali e motivi legati all'acqua. Due pilastrini sorreggono testine di angeli e rigogliosi frutti e germogli, sorreggono un arco decorato con festoni di frutta e puttini.


Chiostro del Palazzo del Seminario


Cisterna barocca di Giuseppe Cino


Cimasa della cisterna decorata con girali vegetali e
motivi legati all'acqua

CAPPELLA DI SAN GREGORIO TAUMATURGO

Nei corridoi del chiostro si apre la Cappella di San Gregorio Taumaturgo, che svolgeva la funzione di cappella privata del Seminario.


Portale barocco della Cappella di
San Gregorio Taumaturgo


Decorazioni barocche sull'architrave

L'ambiente presenta linee architettoniche molto sobrie, ravvivate dalla decorazione barocca in Pietra Leccese che caratterizza l'altare maggiore e i due altari laterali, il primo sulla destra, consacrato a Sant'Irene, l'altro sulla sinistra, consacrato a San Vincenzo.

Nella cornice é riposto il dipinto di Paolo De Matteis del 1696 che rappresenta il Santo Protettore del Seminario munito di Mitra e Pastorale. La decorazione é completata da una cornice lapidea e una coppia di colonne tortili, completate sulla destra dalla statua di San Liborio e, sulla sinistra, dalla statua di Sant'Oronzo.


Interno della Cappella ad aula unica


Altare maggiore con tela dipinta nel 1696 da Paolo De Matteis
raffigurante il Santo Protettore del Seminario munito di Mitra e
Pastorale

MUSEO DI ARTE SACRA

Al primo piano del Palazzo del Seminario si trova il Museo di Arte Sacra che ospita preziosi dipinti, sculture, arredi e paramenti liturgici.

Degni di nota sono gli argenti, i paramenti sacri, le sculture lignee e quelle in cartapesta dipinta, arte molto utilizzata a Lecce e nel Salento in generale. Splendido é il quadro della Sacra Famiglia del Cucito di Paolo Finoglio.


Antifonario Romano manoscritto del 1690


Busto di Sant'Oronzo
del 1671 di Domenico Gigante
in argento fuso e sbalzato con pietre preziose


Statua dell'Assunta di Nicola Fumo del 1689
in legno policromo dorato


Crocifisso del XIX secolo in argento
sbalzato, cesellato e fuso


Copertina di messale in argento sbalzato e cesellato
di Salvatore Anastasia del 1778


Pastorale in argento fuso, sbalzato e inciso
di Gaetano Starace del 1697

6) TEATRO ROMANO

Riportato alla luce nel 1929, il Teatro Romano, l'unico scoperto in Puglia, edificato durante l'età augustea, presenta una cavea di 19 m di diametro, divisa in sei sezioni di scalette disposte a raggiera.


Teatro Romano con vista sulla Cavea

La fossa dell'orchestra è pavimentata in pietra, e separata dalla cavea, da un parapetto anch'esso in pietra e dalla scena tramite un apposito canale. La capienza massima presunta del Teatro, era di 5000 spettatori.

La base è pavimentata da grandi lastroni di pietra, contornata da tre grandi gradini, che probabilmente fungevano da posti riservati alle autorità del tempo. Altre sculture marmoree rinvenute durante gli scavi degli anni Venti, sono custodite nel Museo Provinciale della città.


Teatro Romano con vista su Cavea, Fossa dell'Orchestra
e Proscenio

7) CHIESA DI SANTA CHIARA

Nelle vicinanze del Teatro Romano, precisamente nella Piazza Vittorio Emanuele II, si trova la Chiesa di Santa Chiara, una delle più belle e rappresentative del Barocco Leccese.

Fondata nel 1429 dal Vescovo Tommaso Ammirato, per essere ristrutturata in stile barocco tra il 1687 e il 1691 dall'Architetto Giuseppe Cino.

La splendida facciata della chiesa, è divisa in due ordini da una cornice orizzontale. Il bellissimo portale d'ingresso, decorato da motivi vegetali, presenta all'interno di una nicchia ovale, lo stemma dell'Ordine delle Clarisse.

Una decorazione a forma di angelo che impreziosisce la facciata, reca in mano una fascia, ove è stato inciso il "1691", anno in cui l'edificazione della chiesa fu portata a termine, mentre l'ordine inferiore della facciata è decorato con colonne e nicchie, ove sono riposti medaglioni e cartigli.


Facciata della Chiesa di Santa Chiara, ornata da decorazioni
in Pietra Leccese, suddivisa in due ordini, con lo Stemma delle Clarisse
posto al centro dell'architrave del portale

INTERNO

L'interno della chiesa, realizzato in uno stile barocco leccese tra i più sontuosi della città, presenta splendidi stucchi e decorazioni. Il presbiterio presenta una volta a stella, mentre nel resto dello spazio, sono riposte statue lignee del XVII secolo, di scuola napoletana, raffiguranti San Francesco d'Assisi, San Pietro d'Alcantara, San Gaetano di Thiene, San Francesco Saverio, l'Immacolata e Sant'Antonio da Padova.


Splendido interno della chiesa, in un elaborato
stile barocco


Altare barocco con dorature e colonne tortili con
al centro la statua lignea raffigurante San Francesco d'Assisi
realizzata nel XVII scolo

In alto lungo le pareti, sono riposte le grate che consentivano alle Monache Clarisse di partecipare alle funzioni religiose, mentre l'altare maggiore è ricco di elementi architettonici, e due imponenti colonne. La statua di Santa Chiara d'Assisi si trova nella nicchia centrale, mentre in sagrestia è conservata una tela di Francesco Solimena raffigurante Sant'Agnese.


Altare maggiore della chiesa con due
colonne tortili ai lati


Accesso alla piccola Sagrestia della Chiesa
con cornice ornata da splendidi stucchi barocchi,
sovrastata da una tela di Francesco Solimena
raffigurante Sant'Agnese


Splendida volta della chiesa, realizzata
in cartapesta

8) CHIESA DI SANTA CROCE

Dalla Chiesa di Santa Chiara, tornando nei pressi dell'Anfiteatro Romano, procedendo verso nord lungo Via Ernesto Alvino, ci si ritrova dinanzi alla Chiesa di Santa Croce, il monumento più complesso, e allo stesso tempo affascinante di tutto il movimento artistico del Barocco Leccese.

L'edificazione della chiesa ebbe inizio nel 1549, e venne inaugurata nel 1695. Tuttavia le vicende che portarono alla sua edificazione, vengono fatte risalire al 1352, anno in cui Gualtieri VI di Brienne, Conte di Lecce, richiese all'allora Vescovo Roberto de' Noha, la concessione di un'area che potesse essere adibita alla costruzione di una chiesa, da elevare a sede dell'Ordine dei Celestini, da lui stesso introdotto in città.

A seguito della morte di Gualtieri e dell'ascesa di Carlo V, la chiesa venne realizzata nel luogo in cui si trova tutt'ora, accanto alla quale venne realizzato il Palazzo dei Celestini, attuale sede della Prefettura di Lecce. Con la conquista napoleonica del 1807 e la soppressione degli ordini religiosi, il Convento dei Celestini venne soppresso, e la chiesa cadde in stato di abbandono, finché un decreto del 1828 ne consentì il restauro, affidato alla Confraternita della Santissima Trinità e di San Filippo Neri.

L'edificazione della chiesa, venne commissionata dai Celestini, agli abilissimi artisti salentini dell'epoca, tra i quali Francesco Antonio Zimbalo, Cesare Penna autore del rosone e Giuseppe Zimbalo.

FACCIATA

La caratteristica che rende famosa la Chiesa di Santa Croce è la bellissima ed esuberante facciata, colma in ogni suo spazio, di stucchi, decorazioni, allegorie, e figure mitologie scolpite con il ricorso alla Pietra Leccese.

Sul primo dei tre ordini della facciata, è leggibile la data del 1582, anno del termine della prima fase di lavorazioni, e la dedica al simbolo della Croce, in riferimento alla vittoria nella Battaglia di Lepanto del 1571. Il portale principale è sormontato dagli stemmi di Filippo III di Spagna, Maria d'Enghien e Gualtieri di Brienne.

Splendido è il rosone centrale, realizzato nel 1646, posto tra due colonne corinzie, e decorato da una corona circolare di foglie d'acanto.


Ordine superiore della facciata della Chiesa di Santa Croce
ornata da un rosone del 1646, decorato da una corona
circolare di foglie d'acanto


Rosone della facciata

INTERNO

L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina, ripartito in cinque navate, da diciotto colonne, con capitelli ispirati all'ordine corinzio. L'altare maggiore è sovrastato dalla cupola emisferica, realizzata nel 1590.


Splendido interno barocco della chiesa
suddiviso in tre navate


Altare barocco impreziosito da colonne tortili, ove
è riposta la tela raffigurante Sant'Andrea Avellino


Altare barocco ove è riposta la tela raffigurante
la Madonna del Carmine


Abside pentagonale della chiesa

Tra gli altari presenti nella chiesa, si trovano in particolare quello dedicato a San Francesco di Paola, decorato con dodici bassorilievi che raccontano la vita del Santo.

9) CHIESA DI SAN MATTEO

Tra le principali chiese barocche del centro storico degna di nota é la Chiesa di San Matteo, appartenente all'Ordine delle Terziare Francescane, commissionata dal Vescovo Luigi Pappacoda e realizzata tra il 1667 e il 1700 dall'Architetto Giovanni Andrea Larducci, nipote di Francesco Borromini, riprendendone le forme curvilinee, ispirandosi alla Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane che lo zio aveva progettato a Roma.

DESCRIZIONE

La chiesa ha una pianta pseudo ellittica, e la facciata distinta in due ordini, superiore e inferiore, il primo convesso e il secondo concavo. La pietra é decorata con elementi di squame e bugne, che richiamano più la tradizione barocca romana, rispetto a quella salentina.

Chiesa di San Matteo

Ordine inferiore convesso della facciata con decorazioni a squame e bugne

L'interno ospita numerosi altari barocchi, nelle cui nicchie sono riposte dodici statue degli Apostoli, realizzate da Placido Buffelli.

Interno della chiesa ad aula unica


Tela dipinta del Martirio di Sant'Agata in una cornice barocca

L'altare maggiore, dedicato a San Matteo, é un pregevole esempio di barocco leccese, ornato da colonne tortili, e impreziosito alla base da quattro piedistalli che sorreggono le statue di San Luca, Santa Caterina d'Alessandria, San Marco e Sant'Elisabetta d'Ungheria.

Abside della chiesa


Altare maggiore barocco in Pietra Leccese


Statua lignea della Madonna con Bambino


Statua di San Marco

In una nicchia dal fondo azzurro decorato con stelle, fiori e una miriade di puttini é ospitata la statua lignea di San Matteo, realizzata nel 1691 dallo scultore napoletano Gaetano Patalano.

In alto, tra le statue di San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova, é riposta la tela dell'Assunzione di Maria in Cielo.

Una cornice barocca custodisce una delle poche testimonianze medievali sopravvissute a Lecce, l'affresco della Madonna del Latte, realizzato nel 1400, raffigurante Maria mentre allatta il Bambino.

In controfacciata di trova l'organo, protetto da una raffinata cantoria lignea barocca del 1735, ornata da parapetto mistilineo e decorato con palmette e festoni a motivi fitomorfi e conchiglie.

10) MUSEO FAGGIANO - ESPOSIZIONE ARCHEOLOGICA E SOTTERRANEI

Da non perdere nella visita del centro storico é il Museo Faggiano, che raccoglie reperti archeologici rinvenuti, nato nel 2001 quando il proprietario dell'immobile, Luciano Faggiano, venne costretto a rompere i pavimenti per cambiare i tubi della fogna.

Grazie ai lavori intrapresi vennero scoperte splendide testimonianze archeologiche, che hanno fornito informazioni sull'utilizzo del sito duemila anni fa. Si é scoperto che la casa ospitava un antico convento di suore, poi chiuso nel XVI - XVII secolo.

Stanza sotterranea

Sono stati resi visitabili gli ambienti destinati a vani cantina, un pavimento di origine messapica risalente al V secolo a.C., con fori circolari scavati nella roccia utilizzati per la realizzazione di capanne, una cisterna scavata nella roccia a pianta ovale e sezione campaniforme risalente al XV - XVI secolo, un'altra cisterna quadrangolare e un silos circolare utilizzato per conservare il grano.

Cisterna quadrangolare


Scale che scendono al secondo livello interrato

Resti di murature sotterranee nel secondo livello interrato


Cunicolo che conduce a stanze comunicanti


Ceramiche rinvenute nei sotterranei


Tomba di un bambino


Antica canalizzazione nelle murature

E' inoltre visibile un pozzo profondo dieci metri da cui si può notare l'acqua del Fiume Idume, fiume sotterraneo che percorre la città, una cisterna quadrata e una vasca rettangolare, oltre ad anfratti scavati nella roccia.

Tra le opere scavate nella roccia si trova la tomba di un bambino, un essiccatoio di roccia usato per decomporre i corpi dei defunti e un tratto di strada sotterranea che collegava il sito ad altri siti.

NB. Le notizie storiche su Lecce, sono state estrapolate dal post "Lecce: la splendida città baciata dal sole tra le bianche pietre", nella pagina internet "ITALIA.IT", in www.italia.it.

NB. Le notizie sui monumenti artistici di Lecce, sono state estrapolate nel post "I Monumenti di Lecce", nella pagina Internet "Nel Salento", in www.nelsalento.com.

NB. Le notizie storiche e artistiche sulla Cripta del Duomo di Lecce, sono state estrapolate dalla pagina "La Cripta: Visione interna", nella pagina ufficiale della "PARROCCHIA MARIA SS. ASSUNTA CATTEDRALE", in www.cattedraledilecce.it.

NB. Le notizie relative al Palazzo del Seminario e al Museo d'Arte Sacra, sono state estrapolate dalla pagina "Antico Seminario e Museo d'Arte Sacra", nella pagina Internet ufficiale di "LeccEcclesiae. Alla scoperta del Barocco", in www.chieselecce.it.

NB. Le notizie relative alla Chiesa di Santa Chiara, sono state estrapolate dalla pagina "La Chiesa di Santa Chiara", nella pagina Internet "Nel Salento", in www.nelsalento.com.

NB. Le notizie relative alla Chiesa di Santa Croce, sono state estrapolate dalla pagina "La Basilica di Santa Croce", nella pagina Internet "Nel Salento", in www.nelsalento.com.

NB. Le notizie relative alla Chiesa di San Matteo, sono state estrapolate della pagina "Chiesa di San Matteo", nella pagina Internet ufficiale di "LeccEcclesiae. Alla scoperta del Barocco", in www.chieselecce.it.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico Faggiano, sono state estrapolate dalla pagina ufficiale del "MUSEO ARCHEOLIOGICO FAGGIANO", in www.museofaggiano.it.

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