1) SANNITI, CAUDINI E ROMANI
Secondo la leggenda, la città di Benevento venne fondata da Diomede, eroe greco dell'Odissea, ricordato per le sue prodezze, cui sono attribuite le origini mitologiche di molti centri abitati localizzati nel territorio della Daunia e del Sannio.
La prima popolazione ad abitare le terre limitrofe a Benevento, furono i Sanniti, esperti guerrieri, dai quali si fa derivare l'appellativo di "Sannio", ossia proprio la "regione dei Sanniti", con cui viene identificato il territorio beneventano, distinto in "Sannio Irpino", abitato dalla popolazione degli Irpini, e "Sannio Caudino" abitato dai Caudini.
Prima di scontrarsi con Taranto per la conquista dei territori dell'Italia Meridionale, i Romani nella loro espansione e processo di unificazione della Penisola Italiana, si imbatterono nella tribù sannita dei Caudini. Solo a seguito della vittoria nelle tre guerre sannitiche, che si svolsero dal 354 a.C. al 268 a.C., i Romani riuscirono a sottomettere la Campania e l'intero territorio sannita.
Particolarmente famoso è l'episodio delle Forche Caudine, una pesante umiliazione subita a causa della sconfitta nella Seconda Guerra Sannitica (327 a.C. - 304 a.C.), con la quale le truppe romane sconfitte furono costrette a passare sotto le stesse Forche, un arco composto da lance nemiche, in maniera tale da costringere i soldati nemici a piegare la testa per poter passare. Solo con la Terza Guerra Sannitica, terminata nel 290 a.C., i Romani riuscirono a sopraffare i Sanniti.
Più tardi i Romani dovettero fare i conti con la colonia greca di Taranto, al fine di dominare tutta l'Italia meridionale. Nonostante una prima sconfitta, anche in questo caso i Romani ebbero la meglio su Taranto e Pirro, Re dell'Epiro, accorso in aiuto ai tarantini. Infine i Romani sconfissero Pirro nella battaglia decisiva di Benevento nel 275 a.C., mentre nel 268 a.C. la città divenne una Colonia di Diritto Latino.
Una volta sottomessa la città, i Romani vi edificarono grandi opere pubbliche che ancora oggi possono essere ammirate in tutto il loro splendore, tra queste il Teatro, l'Arco del Sacramento, il Ponte Leproso e in particolare l'Arco di Traiano, edificato nel 14 d.C. dall'Imperatore Marco Ulpio Traiano, per celebrare l'apertura della Via Traiana, che passando per Benevento accorciò il percorso tra Roma e Brindisi, senza passare per Taranto.
2) IL CROLLO DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE E I LONGOBARDI
Con il crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, Benevento continuò a giocare un ruolo da protagonista nella storia d'Italia, grazie alla conquista dei Longobardi, che dopo la Guerra Greco - Gotica combattuta con i Bizantini, nel 571 conquistarono la città e la eressero a capitale del nuovo ente statale, fatto che portò alla nascita del Ducato di Benevento.
Quando nel 774 i Franchi, scesi in Italia, conquistarono Pavia, capitale del Regno Longobardo, ciò non ebbe ripercussioni negative sul Ducato di Benevento, permettendo anzi ai longobardi locali di trasformare il Ducato in Principato, che resterà in vigore fino al 1077.
Il primo Duca longobardo di Benevento fu Zottone, che resse le sorti del Ducato fino al 590, anno della sua morte. Il successore di Zottone, Arechi I, governò per molti anni, estendendo il suo dominio fino a Capua e a Salerno, ove costruì il Castello. Nonostante la volontà di Arechi I di affidare la sua successione ai fedelissimi Rodoaldo e Grimoaldo, alla sua morte gli succedette il figlio Aione, ritenuto dallo stesso Arechi, inadatto a guidare il Ducato. Minacciato dai nemici, Aione tentò di coglierli di sorpresa, ma una caduta da cavallo in battaglia ne causò la morte, venendo poi vendicato dal fratello Rodoaldo, che lo succedette alla guida del Ducato nel 642.
3) LA NASCITA DELLA LEGENDA DELLE STREGHE E I SUCCESSORI DI ROMUALDO
Famosa in tutta Italia come la "Città delle Streghe", la nascita della legenda è dovuta a un fatto curioso, che richiama l'epoca del primo Vescovo di Benevento, San Barbato. Secondo i racconti di un anonimo storico del Seicento, San Barbato riuscì nell'intento di convertire al Cristianesimo i Longobardi insieme al loro Duca.
L'assedio da parte dell'Imperatore Bizantino Costante II, successivamente sconfitto dalle truppe longobarde a Capua, convinsero i Longobardi a convertirsi alla fede Cattolica, e ad abbattere un albero di noce posto nelle vicinanze, dove si diceva venissero praticati strani rituali. Secondo la leggenda, durante l'estirpazione dell'albero vennero intonati canti demoniaci, e organizzati banchetti ove cui si cibava della pelle degli animali sacrificati. Proprio da questa pratica primitiva, si diffuse presso i Longobardi, la leggenda delle Streghe, che affonda le sue origini tra il XII e il XIII secolo.
Con la morte del Duca Romualdo nel 687, i suoi successori proseguirono nell'opera di miglioramento e di sviluppo del Ducato. Ormai pienamente convertiti al culto cristiano, commissionarono l'edificazione d'importanti edifici religiosi. Dopo il governo del Duca Grimoaldo II, la corona passò al fratello Gisulfo I, che approfittando della lotta tra il Papato e l'Imperatore d'Oriente annetté al Ducato i territori ciociari di Sora, Arpino, Arce e Aquino. Nel 732 alla morte di Romualdo II, sposato con una nipote del Re Liutprando, dalla quale ebbe un figlio, Gisulfo, ancora minorenne, una fazione autonomista guidata dal Gastaldo Audelais, si oppose alla successione. A Gisulfo II succedette Liutprando, e a quest'ultimo Arechi.
4) BENEVENTO COME EXCLAVE PONTIFICIA NEL REGNO DI NAPOLI
Con la morte del Duca Longobardo Pandolfo III, ebbe termine la politica filo imperiale dei Duchi Longobardi beneventani. Nel 1047 il Duca chiuse le porte della città sia all'Imperatore Enrico III il Nero che al Papa Clemente II, subendo la scomunica.
Ormai accerchiato dagli imperiali a sud, e dalle truppe pontificie a nord, il Duca annunciò la fine del Ducato di Benevento. Con l'abbandono dei Longobardi, Benevento passò a far parte dello Stato Pontificio. Per un breve intervallo, una rivolta dei cittadini beneventani restituì il potere al Duca Landolfo VI, ma con la morte di questo nulla ostacolò più l'annessione di Benevento allo Stato Pontificio, che fino al 1861, anno dell'Unità d'Italia, rese la città un'exclave pontificia nel Regno di Napoli prima, e nel Regno delle Due Sicilie poi, fatto che portò la città ad intraprende un ininterrotto processo di sviluppo economico e sociale, fino ai giorni nostri.
Nel 1077 ebbe inizio ufficialmente la dominazione pontificia, e il governo della città affidato a due Rettori, nominati dai notabili previa approvazione papale, che risiedettero nella Rocca dei Rettori. I Rettori Pontifici esercitarono il loro potere collegialmente, e godevano di diritto di veto reciproco, proprio come i Consoli Romani. Una volta eletti dal popolo, ricevevano l'investirura ufficiale dal Pontefice. Erano quindi espressione sia della volontà popolare, che del dominio pontificio.
La prima metà dell'XI secolo, costituisce un periodo cupo della storia beneventana, fatto di rivolte e repressioni. Nel 1128 il Rettore Pontificio Guglielmo, venne brutalmente ucciso, e il suo cadavere oltraggiato. Per soli due anni la città si autogovernò, fino a quando nel 1130, il Pontefice Onorio II commissionò ai Normanni di Ruggero II la conquista della città.
Con il Pontefice Innocenzo III, il governo pontificio su Benevento, si rafforza, nell'intento di stroncare sul nascere qualsiasi ribellione.
5) FEDERICO II E LA BATTAGLIA DI BENEVENTO
Il Pontefice Gregorio IX, uomo rigido e inflessibile, intimò all'Imperatore Federico II di partire per la quarta crociata in Terrasanta. Nonostante fosse impossibilitato a partire per motivi di salute, il Pontefice scomunicò l'Imperatore. Ciò si tradusse in un periodo di tensione con il papato, che culminò quando, nel 1241, la città venne distrutta da Federico II e dalle sue truppe.
Ebbe così inizio il breve periodo di dominazione sveva su Benevento. Le magistrature vennero abolite, mentre i funzionari regi assunsero tutti i poteri. Nel 1245 Papa Gregorio IX scomunicò nuovamente Federico II. Con la morte dell'Imperatore nel 1250, il Pontefice tentò di riconquistare Benevento che nel frattempo si era ripopolata, ma presto venne riconquistata da Corrado IV, figlio di Federico II, riprendendosi il Regno.
Con la morte prematura di Corrado, il Pontefice concedette la sovranità sul Regno a Manfredi, figlio naturale di Federico II. Nonostante la concessione del Regno a Manfredi, il nuovo Pontefice Clemente IV si accordò con le truppe angioine di Carlo d'Angiò, in modo tale da porre definitivamente fine al dominio Svevo.
Quando Manfredi si scontrò in battaglia con Carlo d'Angiò, il 12 Settembre 1266 nella celeberrima Battaglia di Benevento, Manfredi trovò la morte per mano delle truppe angioine, e il suo corpo venne disperso nel Fiume Calore. Per otto giorni gli angioini assediarono Benevento mettendo a ferro e fuoco la città, compiendo ogni tipo di delitto, tra cui, omicidi, stupri e rapine.
6) BENEVENTO TRA IL PAPATO E GLI ANGIOINI
Il Pontefice Clemente IV patrocinò la ricostruzione della città, promettendo sussidi e aiuti economici, mentre al tempo stesso, procuratori e giudici soppressero ogni possibilità di dissenso della popolazione.
Nel 1265 il Re angioino e il Pontefice, si accordarono di tracciare i confini territoriali antecedenti agli eventi bellici, ma questi non vennero tracciati, provocando nel 1269, il blocco economico del Ducato.
Al fine di evitare scontri con la popolazione beneventana e con gli angioini, i Pontefici Martino IV e Onorio IV, apportarono modifiche al proprio Statuto che rendeva reato anche il solo atto di concedere la formazione di partiti politici. La protesta dei beneventani non si fece attendere, portando le tensioni ad esplodere nel 1289 quando l'Arcivescovo Giovanni Castrocieli, attuò un vero e proprio colpo di Stato, esautorando dai poteri il Rettore pontificio Giovanni Boccadiporco.
Nel 1304 Papa Benedetto XI riconobbe finalmente le responsabilità dei rettori pontifici nelle cause che portarono alle rivolte, e concesse l'elezione delle magistrature civiche e l'emanazione di nuovo Statuto, che dovettero però essere precedentemente approvati dal Pontefice. Sostanzialmente però la situazione non cambiò molto, e con la carestia del 1316 i beneventani si ribellarono nuovamente, guidati dal loro capo Simone Mascambruno: assaltarono la sede del Rettore Ugo de Lysac, travolsero le chiese e incendiarono l'archivio. La reazione del Papa non si fece attendere. Simone venne catturato, scomunicato fino alla terza generazione e squartato nella pubblica piazza. In tale occasione i Rettori Pontifici, fecero edificare la Rocca dei Rettori, residenza meglio difendibile dagli attacchi nemici.
Venne istituita la figura del Castellano, che aveva la funzione di sorvegliare che la Rocca non venisse assaltata dai manifestanti in tumulto.
7) QUATTROCENTO E SEICENTO
Nel Quattrocento Benevento conserva ancora la struttura urbana longobarda, e l'edificio più prestigioso divenne la Basilica di San Bartolomeo, meta di numerosi pellegrinaggi.
Le condizioni economiche e sociali sono floride, e l'economia crebbe sempre di più, anche se il reddito pro capite è basso, e la ricchezza concentrata nelle mani di poche famiglie. Numerose sono le botteghe, e in generale, le attività artigianali presenti nel centro urbano.
Il 18 dicembre 1440 Benevento venne conquistata dalle truppe aragonesi, di Re Alfonso d'Aragona, grazie anche alla complicità del Castellano. Il Pontefice Eugenio IV, abbandonando al suo destino Roberto d'Angiò, si schierò con i vincitori, conferendo ad Alfonso, non solo il titolo di Re di Napoli, ma anche il Vicariato su Benevento. Alla morte di Alfonso nel 1458, il nuovo Papa Callisto III, nominò Rettore di Benevento suo nipote, Pietro Ludovico Borgia.
Nel 1528 sostò per tre mesi a Benevento l'Imperatore Carlo V d'Asburgo, mentre con la nomina a governatore di Ferrante I Gonzaga, iniziò per la città un periodo di prosperità, e di crescita economica, non governando in maniera oppressiva, e conferendo autonomia all'amministrazione pubblica.
Nel 1686 il Cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi divenuto Pontefice con il nome di Benedetto XIII, portò la città verso un periodo di pace e stabilità. Tra il 1705 e il 1715, fece stilare un inventario di tutte le proprietà della diocesi. Nel 1688 un terribile terremoto devastò la città, ma il Pontefice, invitando i beneventani a non perdersi d'animo, intraprese immediatamente i lavori di ricostruzione.
8) NAPOLEONE E L'UNITA' D'ITALIA
Nel 1798 Ferdinando IV di Borbone, Re di Napoli, preoccupato dell'avanzata dell'Imperatore Napoleone Bonaparte in Italia, decise di assediare Benevento, al fine di scongiurare la nascita nella città pontificia di un governo filofrancese, non riuscendo nell'intento.
Il governatore napoleonico Carlo Popp, dichiarò Benevento annessa alla Francia, instaurando una politica di terrore. Il 24 maggio 1799, la città venne liberata dalle truppe partenopee, e il governo pontificio si reinsediò nella figura del Cardinale Ruffo. Nel 1802 Napoleone occupò i territori pontifici, nonostante le trattative effettuate, e nel 1806 occupò Benevento facendone un Principato indipendente, sotto il controllo del Marchese Talleyrand, mentre nel 1814 il principato venne occupato da Gioacchino Murat. Il Congresso di Vienna del 1815, restituì Benevento alla Santa Sede.
Nel luglio 1820, quando a giunse la notizia che a Napoli era scoppiata la rivoluzione, anche i Carbonari beneventani insorsero. Il 3 settembre 1860, ancor prima che Giuseppe Garibaldi giungesse a Benevento, il beneventano Salvatore Rampone, alla guida di una rivolta di garibaldini, si recò alla Rocca dei Rettori, per comunicate ad Edoardo Agnelli, ultimo delegato pontificio, l'ordine dei lasciare la città entro tre ore, decretando in tal modo la fine del potere temporale pontificio sulla città.
9) DAL 1860 AD OGGI
In cambio dell'annessione al Regno di Sardegna, e così, al nascente Regno d'Italia, Salvatore Rampone ottenne che Benevento fosse stata riconosciuta come ente provinciale autonomo.
A causa della sua centralità nelle comunicazioni ferroviarie tra Roma e la Puglia, la città venne colpita in maniera durissima dai bombardamenti anglo - americani durante la Seconda Guerra Mondiale, che a parte il Duomo, non hanno fortunatamente intaccato le principali emergenze monumentali. Il 15 Settembre 1943, la città venne duramente colpita, la Piazza Duomo spianata, e la meravigliosa Cattedrale barocca completamente distrutta. Rimasero in piedi solo il campanile, che ancora porta i segni delle distruzioni belliche e, miracolosamente, la splendida facciata in romanico pisano.
I bombardamenti provocarono duemila morti, mentre il 2 ottobre 1943, i tedeschi abbandonarono finalmente la città, che pochi anni dopo venne insegnata della Medaglia d'Oro al Valor Civile.
Negli anni Cinquanta la città venne amministrata da Sindaci filomonarchici o missini, mentre in seguito il governo rimase ai democristiani dì fino agli anni Novanta, quando Tangentopoli provocò la fine della Prima Repubblica Italiana.
Nel secondo dopoguerra numerosi interventi di riqualificazione e restauro del centro storico, hanno reso la città più gradevole e ospitale per i cittadini e i turisti.
NB. Le informazioni storiche su Benevento, sono state estrapolate dalla sezione "La Storia", nel portale ufficiale del "Comune di Benevento", nel sito www.comune.benevento.it.



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