Il patrimonio storico, artistico e archeologico di Spoleto, copre un arco temporale talmente vasto che sarà impossibile vistare tutta la città in mezza giornata. D'altro canto è possibile compiere la visita in una giornata intera, a patto che si proceda con cadenza regolare.
Il mio consiglio, al fine di rendere la visita della città un'esperienza indimenticabile, è quello di scoprirla passo . passo, non rinunciando tuttavia ad utilizzate un'automobile, in quanto, a parte la Cattedrale, la maggior parte delle chiese romaniche e longobarde più particolari, antiche vestigia del Ducato di Spoleto, sono situate nella periferia della città.
Torre medievale di Spoleto 1) BASILICA DI SAN SALVATORE
L'itinerario artistico di Spoleto, ha inizio nella zona settentrionale della città, nei pressi della SS3 Via Flaminia, ove si trova la Basilica di San Salvatore, notevole esempio di arte romanica e longobarda, dichiarata nel 2011 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Nonostante la basilica sia inagibile dal 2017, la sua descrizione è necessaria, in quanto costituisce una testimonianza unica dell'arte e della cultura longobarda in Umbria, oltre ad essere quella ove sono stati utilizzati la maggior parte dei materiali di spoglio di epoca romana.
Facciata romanica della
Basilica di San Salvatore
Inizialmente consacrata ai Santi Martiri Concordo e Senzia, ai quali vengono attribuite funzioni taumaturgiche, un documento rivela che nell'815 la basilica era già consacrata a San Salvatore, su iniziativa dei Duchi longobardi di Spoleto.
Il portale centrale è sovrastato da un residuo di cornice utilizzata come soglia di un monumento sepolcrale romano del I secolo.
Portale di accesso alla basilica
Splendida cornice di spoglio,
parte di un monumento sepolcrale romano
riutilizzato come architrave
del portale principale
INTERNO
L'interno della basilica, suddiviso in tre navate, presenta una pianta a croce latina, edificato, anche in tal caso, tramite il riuso di materiali di spoglio di epoca romana, tra i quali spiccano alte colonne e capitelli minuziosamente decorati.
Interno della Basilica di San Salvatore
suddiviso in tre navate
La zona presbiteriale tripartita, é sovrastata, nella parte centrale, da una volta di forma ottagonale, modificata secondo la tipologia a lanternino in epoca post - rinascimentale. Ai lati dell'abside, si trovano altre due nicchie semicircolari.
Resti di affreschi nella navata destra
risalenti all'VIII secolo
Sul fondo nella nicchia centrale è dipinta una croce gemmata dalle cui braccia pendono delle catenelle con l'Alfa e l'Omega, affiancata da finte riquadrature marmoree contenenti clipei.
Splendido capitello di spoglio di epoca romana
minuziosamente decorato
Colonne romane, riutilizzate per decorare
il presbiterio della chiesa, ornate in sommità
da elaboratissimi capitelli
2) CHIESA DI SAN PONZIANO
Dalla Basilica dedicata a San Salvatore, disponendo di un apposito mezzo motorizzato, ci si può spostare verso un'altra importante chiesa di epoca longobarda presente nei dintorni di Spoleto, la Chiesa di San Ponziano, consacrata al Santo Patrono della città.
Il Complesso di San Ponziano, composto dalla Basilica e dal Monastero, sorge sul Colle Ciciano dove, secondo la tradizione, nel 175 trovò sepoltura San Ponziano, in seguito nominato Santo Patrono della cittadina.
La chiesa venne edificata tra l'XI e il XIII secolo, a ridosso di un'antica area cimiteriale paleocristiana, subendo numerosi rimaneggiamenti interni, il più importante dei quali risalente al 1788 ad opera dell'Architetto Giuseppe Valadier.
ESTERNO
La facciata mantiene l'aspetto romanico, con il portale principale ornato da una cornice a inserti musivi e, nell'ordine superiore, un rosone circolare ornato dai simboli in pietra dei quattro evangelisti.
Facciata della Chiesa di San Ponziano, dedicata
al Santo Patrono di Spoleto
Cornice del portale principale decorata
con motivi cosmateschi
Campanile della Chiesa di
San Ponziano
INTERNO
L'interno venne radicalmente modificato in stile neoclassico, con l'aggiunta di qualche decorazione di gusto barocco, da parte dell'Architetto Giuseppe Valadier.
Interno della Chiesa di San Ponziano, ristrutturato
in stile neoclassico e tardobarocco tra XVIII e XIX
secolo da Giuseppe Valadier
La lunghezza originale dello spazio interno venne dimezzata per ricavarvi la zona retrostante l'abside, dove porvi il coro ligneo.
Organo della chiesa posto in controfacciata
Tela raffigurante San Francesco riposta
nella navata destra
CRIPTA
L'ambiente più interessante, in grado di rendere la chiesa una vera e propria opera d'arte, assolutamente da non perdere, è la cripta medievale. Realizzata nel rispetto dei canoni dello stile romanico, la cripta presenta una struttura medievale, suddivisa in cinque navate e decorata, nella parte terminale, da tre absidi semicircolari con pareti affrescate.
Le colonne della cripta derivano da materiali di spoglio di epoca romana, mentre curiosa è la disposizione della colonna anteriore che è montata al contrario, con capitello in basso.
Particolare cripta di San Ponziano di epoca
longobarda, distinta in cinque navate
Oltre al sarcofago in cui sono conservate le spoglie mortali di San Ponziano, splendidi sono gli affreschi medievali che decorano la cripta: nella prima navata a sinistra si notano affreschi raffiguranti San Sebastiano; quello ove sono raffigurati San Bernardino da Siena e San Ponziano del 1481; quello della Madonna con Bambino in trono affiancata da San Sebastiano e San Rocco del 1479, e altri due affreschi raffiguranti la Madonna con Bambino.
Nell'abside della navata centrale è raffigurato Cristo in croce tra Maddalena e Maria, mentre nella quarta navata, la Trinità con ai lati due Santi, e sulla volta quattro angeli risalenti al Trecento.
Affresco nell'abside della navata centrale raffigurante
Cristo in Croce tra Maria Maddalena e Maria.
Da notare la particolare Croce a forma di "Y"
Nell'ultima navata di destra è raffigurato San Michele Arcangelo con due oranti del Maestro di Fossa, realizzato nella prima metà del Trecento.
Abside della navata destra
Affreschi raffiguranti San Bernardino e Simonino da Trento,
eseguiti dal pittore Bernardino Campilio
3) BASILICA DI SAN GREGORIO MAGGIORE
A Piazza Garibaldi, nelle immediate vicinanze del centro storico, si trova la Basilica di San Gregorio Maggiore. L'edificio fu eretto tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII, sul sito di una primitiva chiesa con annessa area cimiteriale.
Secondo la leggenda, la fondazione della basilica, si deve alla nascita del culto del martire spoletino, ucciso durante le persecuzioni dei cristiani da parte dei romani. La vedova Abbondanza, che ne raccolse il corpo, contribuì a diffondere il culto del Santo nella città.
Sebbene più volte modificata nel corso del XVI e XVIII secolo, la basilica presenta le tipiche linee del romanico spoletino, diffuse su tutto il territorio della Valle Umbra.
ESTERNO
La facciata é preceduta da un portico cinquecentesco, ornata da un bel portale, frutto del rinnovamento strutturale dell'edificio, intrapreso dal Vescovo Paolo Sanvitale nel 1597. Nell'ordine superiore, si trovano tre archi rincassati del Trecento.
Facciata della Basilica di San
Gregorio Maggiore
Il campanile della chiesa appartiene al XII secolo e presenta, nella parte inferiore, grossi blocchi lapidei di reimpiego. L'ordine superiore del campanile, risale al Quattrocento.
Campanile della Basilica di San
Gregorio Maggiore
INTERNO
L'interno é in stile romanico a tre navate. Nel lato sinistro del portico, si apre la Cappella degli Innocenti, affrescata con scene che ricordano le Storie della Chiesa e di Santa Abbondanza, tra le quali si riconoscono Santa Abbondanza che fa erigere la chiesa di San Gregorio per raccogliervi i corpi dei martiri e il Martirio dei Santi gettati nel Ponte Sanguinario. Sul fondo di una delle scene é rappresentata la città di Spoleto, con i suoi monumenti principali.
Parete di fondo della Cappella degli Innocenti,
affrescata con la rappresentazione delle Storie della
Chiesa e di Santa Abbondanza. Nell'ordine superiore,
Santa Abbondanza che fa erigere la chiesa di San
Gregorio per raccogliervi i corpi dei martiri,
nell'ordine inferiore il Martirio dei Santi gettati
nel Ponte Sanguinario
Volta della Cappella degli Innocenti affrescata con
i Quattro Evangelisti
La cappella presenta il pavimento in cotto lavorato del XVI secolo e il coevo fonte battesimale. Al di sopra del portale sinistro, é riposto un pluteo riutilizzato come architrave: si tratta di un elemento, probabilmente risalente all'VIII secolo, ornato da una croce palmata con ai lati due leoni, motivi vegetali e pavoni, notevole testimonianza della scultura medievale spoletina.
La chiesa contiene materiali di spoglio, tra cui colonne e capitelli, e affreschi che decorano le murature laterali, risalenti al XV secolo.
Interno a tre navate della Basilica
di San Gregorio Maggiore
Abside semicircolare della basilica
Affreschi dell'abside
Retablo marmoreo di piccole
dimensioni
CRIPTA
La cripta, che si apre al di sotto del presbiterio, é suddivisa in tre navate, e anch'essa ricca di materiale di spoglio. Presso l'altare di sinistra é riposto un sarcofago, tradizionalmente indicato come sepolcro di Sant'Abbondanza.
Cripta della Basilica di San Gregorio
Maggiore
Pilastro composito
Altare della cripta
CHIOSTRO
Annesso al complesso basilicale é il chiostro cinquecentesco, con struttura a due ordini di arcate, connesse da pilastri in cotto e in pietra a sezione ottagonale, ampiamente diffusi a Spoleto.
Al di là della Porta Leonina, oltrepassando una balaustra in ferro, si accede al Ponte Sanguinario, ponte di epoca romana risalente al I secolo a.C.. La struttura venne scoperta nel 1817, in attesa di essere completamente riportato alla luce. Il ponte, realizzato con possenti blocchi di travertino, é composto da tre arcate, ha una lunghezza di 24 m, e una larghezza di 4,47 m.
4) PALAZZO COMUNALE
Lungo la scalinata che scende fino a Piazza Duomo, si trova il Palazzo Comunale, sede degli otto Priori e del Podestà durante l'età comunale.
Il nucleo originario del palazzo risale al XIII secolo cui vennero apportate, nel XVIII secolo, importanti modifiche architettoniche, che gli conferirono l'aspetto con cui è possibile osservarlo oggi.
L'unico elemento duecentesco ancora visibile è costituito dall'alta torre quadrangolare, che svetta sulla sommità del corpo principale del palazzo.
Il corpo principale presenta due prospetti: quello settentrionale, realizzato tra il 1684 e il 1786, e il prospetto sud, progettato dall'Architetto spoletino Francesco Angelo Amadio. Le sale interne del palazzo vennero decorate in stucco dagli artisti spoletini Giuseppe Moscatelli e Beniamino Peruzzi, secondo un gusto neobarocco.
A questo punto, rimanendo sulla piazza principale, è possibile includere nell'itinerario, la visita della Cattedrale di Santa Maria Assunta, o Duomo di Spoleto, approfondita nel post precedente.
5) TORRE DELL'OLIO
Annessa alla struttura del cinquecentesco Palazzo Vigili, é la torre più alta della città. Il suo nome deriva dalla pratica, diffusa durante l'età medievale, di gettare dalla sommità l'olio bollente sulle truppe nemiche che avevano assalito la città.
La torre attuale risale probabilmente al XIII secolo, ma un elemento difensivo nel sito ove sorge la costruzione, esisteva già a partire dal 217 a.C., quando gli spoletini respinsero le truppe cartaginesi di Annibale durante la loro marcia verso Roma.
In memoria di questo evento, la porta che sorge nelle vicinanze della torre prende il nome di Porta Fuga.
Torre dell'Olio del XIII secolo
6) FONTE DI PIAZZA DEL MERCATO
La fontana situata in Piazza del Mercato, antico foro romano di Spoletium, venne realizzata su progetto dell'architetto romano Costantino Fiaschetti tre il 1746 e il 1748.
Presenta una facciata composta da semplici lesene nella parte inferiore, e da un frontone riccamente scolpito, nella parte superiore, ornata dal monumento celebrativo alla famiglia Barberini, eseguito nel 1626 su progetto di Carlo Maderno.
Fonte di Piazza del Mercato. Nell'ordine superiore
é visibile il Monumento celebrativo alla Famiglia
Barberini di Carlo Maderno del 1626
La fonte oggi ammirabile venne edificata nel 1433, sul luogo di una fonte preesistente, risalente all'età comunale. La vecchia fonte venne demolita nel 1746. Il sito ove sorge la fontana odierna, era invece occupato dall'antica Chiesa di San Donato, edificata in stile romanico durante l'epoca medievale.
L'antica chiesa venne demolita a causa delle sue precarie condizioni di conservazione, constatabili già alla fine del Cinquecento, per essere sostituita dapprima da un orologio pubblico mentre, a partire dal 1626, da un monumento dedicato ai Barberini.
Scalinata monumentale di Piazza del Mercato
7) BASILICA DI SANT'EUFEMIA E MUSEO DIOCESANO
La Basilica di Sant'Eufemia, resa celebre dalla fiction "Don Matteo", ove ricopre il ruolo di chiesa parrocchiale, sorge all'interno del Palazzo Vescovile, antica residenza dei Duchi Longobardi che governarono la città nei secoli VIII e IX.
La prima notizia scritta riferita a Sant'Eufemia risale al X secolo, quando la Badessa del Monastero di Sant'Eufemia, chiese al monaco benedettino Giovanni Cassinese di redigere un testo sulla vita di San Giovanni Arcivescovo di Spoleto. Verso la metà del XII secolo venne adibita a residenza vescovile.
Facciata romanica della Basilica
di Sant'Eufemia
Bifora e decorazione ad archetti pansili
nell'ordine superiore della facciata
Portale a tutto sesto della
basilica
MUSEO DIOCESANO
L'ingresso alla basilica, é possibile solo effettuando la visita del Museo Diocesano, istituito all'interno del Palazzo Vescovile a partire dagli anni Settanta del XX secolo, con lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio storico - artistico della Diocesi di Spoleto - Norcia.
L'allestimento si snoda all'interno dell'ala di rappresentanza, denominata "Appartamento del Cardinale". Le opere esposte sono disposte in ordine cronologico, all'interno di saloni cinquecenteschi, decorati tra il XVIII e il XIX secolo.
Salone dei Vescovi
Particolare dell'affresco raffigurante il
Pontefice Urbano VIII Barberini
vestito da Cardinale
Nella prima sala sono esposte croci sagomate e dipinte risalenti ad un periodo compreso tra il XII e il XV secolo, oltre ad alcune tavole, tra le quali il pannello centrale di un polittico attribuito al Maestro della Madonna Strass.
Polittico con al centro la Madonna
Bianca di Ancarano
Particolare della
statua della
MadonnaBianca di Ancarano
Polittico con i Santi Giovanni Battista, Pietro
Apostolo, Andrea Apostolo e Benedetto Abate
Annunciazione della Vergine e
Madonna con Bambino e Santi
nella cimasa
La Sala Barberini, utilizzata anche in occasione di conferenze, raccoglie opere di Simone De Magistris, Pietro Labbruzzi e Lazzaro Baldi.
Sala Barberini
La Sala Orsini ospita opere pittoriche di maestri locali del Quattrocento, come Bartolomeo da Miranda e Giovanni Sparapane, mentre nella successiva Sala Facchinetti, sono conservate opere di Filippino Lippi e Domenico Beccafumi.
Notevole anche la Sala "Ab Aqua", contenente opere dei secoli XVII e XVIII del Cavalier d'Arpino, Sebastiano Conca e Gian Lorenzo Bernini.
Dalla successiva Cappella del Cardinale si accede all'interno della Basilica di Sant'Eufemia, tra i più notevoli esempi di arte romanica in Umbria.
Cupola affrescata della Cappella del Cardinale
Tabernacolo seicentesco, posto al di sopra dell'altare
della Cappella del Cardinale, in legno scolpito,
intagliato e dipinto
Reliquiario del Fasciatoio in lamina d'argento
sbalzato e cesellato, applicato su lamina lignea
risalente al XVII secolo
INTERNO
L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate. La navata centrale è coperta da volte a crociera, affiancata da due navate laterali sormontate da una galleria. La chiesa è ripartita in navate da due file di colonne che si alternano in maniera regolare a pilastri.
Interno della Basilica di Sant'Eufemia
dal piano superiore, ove si accede alla basilica
dall'interno del museo
Absidiola di sinistra del piano
superiore della basilica
Absidiola di destra del piano
superiore della basilica
Pilastro composito del piano
superiore
Capitello che sovrasta un pilastro del
piano superiore
La colonna sulla destra che divide la seconda e la terza campata, è realizzata con l'utilizzo di materiali di spoglio, forse risalente all'età longobarda. A base quadrata, presenta su tre lati decorazioni con motivi fitomorfi, ossia con forme vegetali o floreali stilizzate. Sullo stesso lato, nel pilastro successivo, è presente un affresco raffigurante Santa Lucia, mentre sulla colonna a seguire un ulteriore affresco ritrae Santa Apollonia.
Pilastro decorato con motivi fitomorfi,
ossia forme vegetali e floreali stilizzate
Colonna della basilica impreziosita
da una decorazione ad affresco
raffigurante Santa Lucia
Abside semicircolare della Basilica
di Sant'Eufemia
Crocifisso dipinto su tavola lignea
sovrastante l'altare maggiore
In fondo alla navata centrale, è posto uno splendido altare marmoreo, decorato con motivi cosmateschi, e presenta tra le stesse decorazioni cinque rilievi con simboli degli Evangelisti e dell'Agnello Mistico.
Nel catino absidale, è riposto un affresco del XVI secolo, raffigurante l'Eterno fra gli Angeli.
Altare marmoreo decorato con motivi cosmateschi,
e cinque rilievi, raffiguranti i simboli degli Evangelisti e,
al centro, l'Agnello Mistico
8) ROCCA ALBORNOZIANA
Dalla piazza principale di Spoleto, alzando lo sguardo, è possibile osservare la possente Rocca Albornoziana che sovrasta il centro abitato. Nel caso in cui la si volesse visitare, consiglio di usufruire del comodo percorso meccanizzato che permette di raggiungere la fortezza con poco sforzo.
Possenti murature esterne della
Rocca Albornoziana
Imponente fortezza eretta nel 1359 sulla cima del Colle Sant'Elia, punto più elevato di Spoleto, fa parte del sistema di fortificazioni militari commissionato dal Pontefice Innocenzo VI al Cardinale Egidio Albornoz, al fine di ristabilire la supremazia pontificia sulle terre soggette alla giurisdizione imperiale durante la Guerra per le Investiture tra Papato, che allora dimorava ad Avignone, e Sacro Romano Impero.
Vista del Ponte delle Torri e della Rocca Minore
dalla Rocca Albornoziana
Il Cardinale Albornoz, rappresentante del Papa, commissionò all'Architetto Matteo di Giovannello da Gubbio, detto "il Gattapone", la progettazione dell'imponente fortezza, la cui edificazione si protrasse fino al 1379 circa.
L'interno venne decorato con splendidi affreschi, molti dei quali andarono purtroppo perduti, nel momento in cui la fortezza venne utilizzata come carcere nel 1817, funzione cui venne regolarmente adibita fino al 1982.
9) ARCO DI DRUSO, TEATRO ROMANO E ANTIQUARIUM
Data la grande mole di monumenti presenti a Spoleto, e la necessità di sintetizzazione, è difficile descrivere per filo e per segno un itinerario il più possibile completo della città. I monumenti da me descritti, sono quelli la cui struttura è di maggiore complessità. Tuttavia meritano una visita anche monumenti meno complessi, ma ugualmente importanti, tra i quali l'Arco di Druso e Germanico, monumento romano in eccezionale stato di conservazione, realizzato nel I secolo d.C., in onore di Druso e Germanico, figli dell'Imperatore Tiberio, che costituiva l'accesso monumentale al foro romano (Piazza del Mercato), sotto il quale passava la Via Flaminia, proveniente da Terni.
Arco di Druso, accesso all'area del foro romano
Iscrizione nella sezione superiore
dell'arco
Antiche tabernae poste al di sotto della struttura
Scarico delle acque piovane di
epoca romana

Basolato romano dell'antica Via Flaminia
Una volta attraversato l'Arco di Druso, girando a destra, si raggiunge Piazza della Libertà, in modo tale da ritrovarsi dinanzi al Teatro Romano con annesso Museo Archeologico, la cui visita, possibile tramite il pagamento di un biglietto, è fortemente consigliata.
Il Teatro Romano di Spoleto, in eccezionale stato di conservazione, venne edificato nel I secolo a.C., e riportato alla luce tra il 1954 e il 1960. La sua posizione venne individuata nel 1891 da Giuseppe Sordini, grazie all'esame approfondito di un rilievo cinquecentesco, che lo collocava nell'area dell'antico Convento di Sant'Agata.
Teatro Romano
Pur consigliando l'ingresso al teatro, la visione globale può essere colta anche dall'esterno, mentre nei locali che ospitavano il Convento di Sant'Agata, è collocato il Museo Archeologico, ove sono riposti tutti i rinvenimenti di epoca romana ritrovati durante le campagne di scavo del teatro. Qui è possibile ammirare vasi, sculture, e anche un'opera di canalizzazione romana per il convoglio dell'acqua piovana.
Vista delle gradinate, della fossa dell'orchestra
e del proscenio dall'interno del Teatro Romano
10) PALAZZO COLLICOLA E GALLERIA DI ARTE MODERNA G. CARANDENTE
Palazzo Collicola, tra le principali residenze gentilizie di Spoleto, venne edificato su commissione dei membri della Famiglia Collicola, originaria di Montesanto di Sellano.
Uno dei componenti della Famiglia, Taddeo, venne impiegato nel XVII secolo come medico personale del Pontefice Urbano VIII.
La Famiglia accrebbe ancor più la propria popolarità a partire dal XVIII secolo, quando uno dei suoi membri, Carlo Collicola, venne elevato alla carica di Cardinale nel 1728.
L'edificio venne realizzato tra il 1717 e il 1730 su progetto dell'Architetto Sebastiano Cipriani, che progettò un palazzo su tre piani, prolungati nelle due ali laterali che, in origine, costituivano i limiti di estensione del Giardino all'Italiana.
Palazzo Collicola
PIANO TERRA - GALLERIA D'ARTE MODERNA G. CARANDENTE
La Galleria d'Arte Moderna G. Carandente occupa il Piano Terra del palazzo.
Il percorso espositivo venne aperto nel 2000, beneficiando di varie donazioni, come le acquisizioni del Piano Spoleto, alle sculture appositamente realizzate nella campagna Sculture della Città - Spoleto 62, fino alla donazione personale di Carandente, oltre a varie donazioni di privati.
La mostra é organizzate secondo un percorso tematico, monografico, stilistico e storico.
Il percorso espositivo offre una sintesi delle principali avanguardie artistiche del XX secolo, a partire dal Futurismo, nato in Italia nel 1909, per giungere all'Astrattismo, al Surrealismo, alle tendenze artistiche della seconda metà del secolo e contemporanee, come la Transavanguardia, l'Arte Informale e l'Arte Concettuale.
L'esposizione é aperta ai linguaggi artistici presenti e futuri, una rappresentazione in divenire che muta in continuazione, col mutare dei contesti stilistici e politici.
Accesso al Piano Terra
Volta a botte affrescata della sala
PIANO NOBILE
Il Piano Nobile espone le principali collezioni artistiche del palazzo che comprendono, non solo opere d'arte, ma anche affreschi e decorazioni, oltre agli storici ambienti.
I dipinti che vi sono ospitati appartengono tutti al periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo.
SALA DEGLI SPECCHI
Oltrepassata la Galleria si apre la Sala degli Specchi, così denominata dalle pitture illusionistiche nelle pareti, oltre alle volute presenti nella parte superiore delle porte lignee.
Al di sopra delle porte lignee, sono affrescati gli Stemmi gentilizi della Famiglia, come nel fregio orizzontale al di sopra delle porte.
Il soffitto é dipinto con altri stemmi tutti appartenenti alle famiglie gentilizie spoletine.
Salone degli Specchi
Parete di fondo affrescata con Stemmi e un
colonnato illusionistico
Soffitto ligneo con
travature dipinte e
affreschi di
Stemmi gentilizi spoletini
SALA DEL CAMINO
La Sala del Camino presenta un soffitto ligneo dipinto con travi orizzontali, al di sotto del quale si trova un fregio orizzontale affrescato, con tondi che raffigurano gli esponenti della Famiglia.
La sala é arredata con un Camino in pietra, mobili dorati, quadri seicenteschi e stemmi affrescati sotto le finestre.
SALONE PRINCIPALE
Il Salone del palazzo, di forma quadrangolare presenta un semplice soffitto ligneo con travi affrescate e mobili lignei intagliati.
Al centro si trova un tavolo ligneo rotondo con semplici seggiole.
SALA VERDE
Così come dice il nome, la Sala Verde presenta pareti tappezzate da tessuti verdi, impreziosite da tavoli lignei, finestre dipinte e alcune tavole dipinte.
Così come nelle altre sale, anche questa presenta un soffitto con travature lignee affrescate.
Sala Verde
Arazzo della sala con
illustrazione di un'Area Boscosa
CAPPELLA
Tra gli ambienti principali del palazzo, degna di nota é la Cappella, in stile gotico, con volta a crociera con al centro un medaglione circolare.
La Cappella presenta splendide pareti affrescate con motivi a racemi, che decorano le quattro vele della volta e i pilastri polistili.
Cappella gotica voltata a botte
La volta della Cappella é affrescata con, al centro, un medaglione che mostra una visione prospettica del Paradiso, delimitato da una balaustra di nuvole su cui si appoggiano quattro angeli, due nella parte bassa e tre, nella parte alta. All'interno del medaglione é raffigurata la Colomba dello Spirito Santo fonte della luce divina.
Sulla parete di fondo é la tela dipinta della Madonna con Bambino.
Tavola dipinta della Madonna con Bambino
Particolare della
Madonna con Bambino
Altare marmoreo sottostante
la tavola dipinta
Pareti affrescate della Cappella
Affreschi nella
volta della Cappella con
Motivi a racemi
GALLERIA
La Galleria del Palazzo costituisce il più pregevole esempio di arte barocca spoletina, costituita da una volta a botte affrescata, illuminata da grandi finestroni a tutto sesto, in particolare nel lato destro dell'ambiente.
Presenta una lunghezza di trentadue metri affrescata, secondo alcuni studiosi, da Michelangelo Cerruti, con vedute prospettiche di paesaggi illusionistici.
La Galleria é voltata a botte, e presenta sulla volta raffigurazioni di Angeli e Festoni.
Galleria del palazzo affrescata da Michelangelo Cerruti
Volta a botte affrescata con
Angeli e Festoni
Affresco alle pareti con
colonnato circolare illusionistico
Ai lati dei punti della volta in cui si aprono le finestre si trovano cuspidi triangolari sia sulla destra, che sulla sinistra, allacciate tra loro tramite medaglioni. Tra le cuspidi triangolari, sia a destra che a sinistra, si trovano vedute prospettiche di giardini all'interno di cornici esagonali. Le cornici si allacciano fra loro, sui due lati della galleria, tramite medaglioni con motivi floreali.
Si accede alla Galleria varcando una porta ornata da cornici dorate e si esce, nel fondo della sala, tramite un'altra porta della medesima tipologia.
Tra gli arredi, degni di nota sono i mobili in legno dorati intagliati.
Arredo ligneo intagliato
11) MURA POLIGONALI E MEDIEVALI
Tra le più antiche cinte murarie si trovano le Mura Poligonali, ammirabili lungo Via Cecili e Via Gattapone, costituiti da bocchi regolari in pietra calcarea stratificati.
Le mura sono distinte in due ordini, uno superiore, l'altro inferiore.
Mura Poligonali di Spoleto
Mura poligonali sovrastate dalla cinta muraria
medievale ove si vedono tracce murarie
di antichi portali lignei smontati
La porzione inferiore delle mura é composta da blocchi squadrati con lati coincidenti fra loro, appartenenti alla III tipologia di muratura poligonale, quella mediana, da blocchi squadrati disposti su file parallele, appartenenti alla IV maniera mentre, nell'ordine superiore, la muratura incerta di origine medievale.
Questa tipologia di muratura risale al VI - V secolo a.C..
Mura poligonali con blocchi squadrati con lati
coincidenti fra loro, appartenenti alla III maniera
Fondazioni di una fortezza a pianta quadrangolare
Con la conquista romana di Spoleto del 241 a.C., la città divenne la colonia romana di Spoletium, divenuta poi municipium a partire dalla Guerra Sociale del 90 a.C..
La porzione inferiore é sovrapposta da una porzione mediana poligonale, costituita da blocchi coincidenti fra loro disposti in file perfettamente orizzontali e parallele fra loro, tipiche della IV tipologia di muratura senza alcun utilizzo di legante.
Porzione mediana delle mura in opera poligonale
alla IV maniera, con blocchi disposti in file
orizzontali sovrapposti
Infine, nella terza fascia delle mura, quella superiore, si trova la porzione costituita da muratura incerta con pietre di dimensioni più ridotte, connesse tra loro con l'utilizzo di leganti. E' composto da conci di colombina e ciottoli di torrente connessi insieme tramite malta composta da una miscela di calce, pozzolana e ciottoli.
Mura medievali
NB. Le informazioni storiche e artistiche sui monumenti sono state estrapolate dalle pagine dedicate, presenti nel sito ufficiale del "Comune di Spoleto, turismo e Cultura", in www.comune.spoleto.pg.it.
NB. Le informazioni sulla storia del Palazzo Collicola sono state estrapolate dalla sezione "Storia del Palazzo", nel portale Internet ufficiale di "PALAZZO COLLICOLA", in www.palazzocollicola.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Galleria d'Arte Moderna "G. Carandante" e sul resto di Palazzo Collicola, sono state estrapolate dal sito ufficiale di "PALAZZO COLLICOLA", in www.palazzocollicola.it.
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