venerdì 4 agosto 2023

CERTOSA DI SAN LORENZO (PADULA): PRIMA CERTOSA DELLA CAMPANIA, PATRIMONIO DELL'UMANITA'

STORIA

La Certosa di San Lorenzo a Padula, dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO nel 1998, è il più vasto complesso monastico dell'Italia meridionale, compreso nel territorio del Vallo di Diano, una pianura che si estende in Provincia di Salerno, al confine con la Basilicata, nell'antico territorio della Lucania, abitato dalla popolazione preromana dei Lucani.

I lavori di edificazione del complesso monastico, iniziarono nel 1306, per volontà di Tommaso II Sanseverino, Conte di Marsico e Signore del Vallo di Diano, proseguendo fino al XIX secolo. Nel corso della sua edificazione, lo stile architettonico venne più volte mutato: secondo il progetto originario, quello preponderante avrebbe dovuto essere il gotico, di cui rimane traccia nell'antico portale principale originario, risalente al 1374, e nelle volte a crociera della chiesa stessa.

Con l'avvento della Controriforma e i dettami del Concilio di Trento, i canoni architettonici subirono un radicale cambiamento. Il Concilio impose rigide regole agli artisti, fatto che portò costoro, a non concentrarsi più sulla struttura architettonica, quanto sulle decorazioni apportate.

Nacque così lo stile barocco, fatto di stucchi, orpelli ed eccessive decorazioni tese a meravigliare il visitatore. A Napoli e nel territorio campano, si diffuse la variante del barocco napoletano, caratterizzato dall'utilizzo non tanto degli stucchi, quanto dei marmi dalle varie sfumature colorate. E proprio la Certosa di San Lorenzo, prima certosa della Campania, che anticipò la nascita della Certosa di San Martino a Napoli e della Certosa di San Giacomo a Capri, si rivelò il laboratorio prediletto per dare sfoggio alla nuova forma di architettura.

Nel 1807, durante le Campagne Napoleoniche, i Certosini furono costretti ad abbandonare il complesso religioso, che venne spogliato del ricco patrimonio di suppellettili, artistico e librario contenuto per più di cinque secoli. Da quel momento in poi il complesso conobbe un lento e inesorabile degrado. Venne nominata Monumento Nazionale nel 1882, e solo un secolo dopo, nel 1992, vennero avviati i lavori di restauro. A testimonianza della sua importanza storica e architettonica, la Certosa di Padula, nel 1998 è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

ESTERNO

La corte esterna della certosa, che abbraccia la splendida facciata barocca a forma di graticola, in ricordo del martirio di San Lorenzo, si articola in un grande cortile rettangolare, intorno al quale sono disposte le botteghe che accolgono le varie attività produttive. Inizialmente realizzata in pietra locale, scandita da colonne doriche, venne arricchita in epoca barocca con il ricorso a statue e pinnacoli.


Facciata della Certosa di San Lorenzo
modificata in forme barocche

CHIOSTRO DELLA FORESTERIA

Il primo ambiente che s'incontra appena entrati all'interno della Certosa è il Chiostro della Foresteria, composto da un portico, dotato di una fontana al centro e di un loggiato, dal quale svetta la Torre dell'Orologio. La loggia è ornata con pitture seicentesche.


Chiostro della Foresteria con al centro la fontana

CHIESA

Superando il Chiostro della Foresteria, si accede alla chiesa, al cui interno presenta una struttura gotica, coperta da volte a crociera, decorata con meravigliosi stucchi e affreschi tipici del barocco napoletano. La chiesa è divisa in due zone distinte dalla centrale iconostasi, che divide la zona dei Conversi dalla zona dei Padri.


Interno della chiesa, con l'iconostasi che separa
la Zona dei Conversi dalla Zona dei Padri

La struttura è a navata unica, con cinque cappelle che si aprono sul lato destro. Nella prima zona, la Zona dei Conversi è possibile ammirare, addossato alla parete, il Coro dei Conversi, in legno intarsiato.


Zona dei Padri della chiesa
verso l'abside

Attraverso una porta laterale si accede alla zona ove è riposto l'altare maggiore, ossia la Zona dei Padri, riservata cioè ai Padri Certosini, la cui vita nella certosa era regolarmente scandita dalla preghiera e dallo studio. La Zona dei Padri, costituisce l'ambiente ove le decorazioni barocche e gli stucchi, si fanno più esagerate e magniloquenti.


Volta a crociera che sovrasta la Zona dei Padri,
ornata da splendide decorazioni barocche e stucchi

Splendido è l'altare maggiore, opera del XVII secolo di G. D. Vinaccia, realizzato in scagliola, tecnica a intarsio utilizzata al fine di imitare marmi colorati, ornata da madreperla. La chiesa è decorata con stucchi dorati risalenti al XVIII secolo, che si sovrappongono alla struttura trecentesca.


Altare maggiore del XVII secolo di G. D. Vinaccia,
realizzato con la tecnica della Scagliola, al fine di
imitare i marmi colorati, e ornato da madreperla


Tela alla destra dell'abside, ornata da una
cornice con decorazioni in barocco napoletano

Oltre la zona dell'altare è possibile ammirare il Coro dei Padri, realizzato in legno intarsiato con scene di paesaggi, raffigurate sia nello schienale, che nell'inginocchiatoio.


Visione globale del Coro dei Padri in
legno intarsiato


Intarsi lignei del Coro dei Padri raffiguranti Paesaggi,
realizzati sia nello schienale, che nell'inginocchiatoio

SALA DEL CAPITOLO E CAPPELLA DEL TESORO

Oltrepassata la chiesa, si giunge alla Sala del Capitolo, ove si riuniva il Capitolo, ossia l'assemblea dei monaci certosini, con l'intento di prendere decisioni utili per il governo e l'organizzazione amministrativa della Certosa. La sala è ricca di stucchi settecenteschi.


Cappella del Capitolo, ove aveva sede il Capitolo,
ossia l'assemblea dei Certosini


Volta affrescata della Sala del Capitolo


Pavimento decorato della Sala del Capitolo,
cui è stato conferito un effetto tridimensionale

Ancora più ricca di decorazioni è la Cappella del Tesoro, ove veniva custodito il ricchissimo arredo della chiesa, decorata da magnifici stucchi che ornano in particolare la volta dell'ambiente. Purtroppo, sia nella Sala del Capitolo, che nella Sala del Tesoro, sono presenti cornici rettangolari vuote, che stanno ad indicare le tante tele asportate durante l'occupazione napoleonica della Certosa, e mai più restituite.


Cappella del Tesoro, che custodiva il prezioso
arredo della chiesa


Lo splendido soffitto decorato in stucco
della Cappella del Tesoro

CAPPELLA DEL FONDATORE E CUCINA

In un angolo del chiostro è localizzata la Cappella del Fondatore, edificata in maniera tale da ospitare l'altare realizzato al fine di contenere le reliquie di Tommaso II Sanseverino, fondatore del complesso monastico certosino.

Oltrepassata la Cappella del Fondatore si accede alla Cucina. L'ambiente ospita un camino dotato di una grande canna fumaria, al di sotto della quale è collocato l'antico bollitore. Il piano cottura è decorato con l'ausilio di splendide piastrelle in maiolica colorate, mentre la parete di fondo è ornata da un grande affresco del 1650 raffigurante la Deposizione di Cristo, firmato da tale "Anellus Maurus", con ogni probabilità un monaco.


Cucina della Certosa


Affresco realizzato nella parete di fondo della Cucina,
che raffigura la Deposizione di Cristo di "Anellus Maurus"
del 1650


Lavabo ornato da piastrelle in maioliche colorate


Piano cottura con l'antico bollitore, al di sotto
della canna fumaria del camino


Piastrelle in maiolica colorate che
decorano il piano cottura

REFETTORIO E CHIOSTRO DEI PROCURATORI

Oltre la Cucina, una porta laterale, introduce al Refettorio, la stanza ove i monaci erano soliti consumare i pasti ogni giorno, durante la loro vita nella comunità di clausura.

Il refettorio è costituito da una grande sala di forma rettangolare voltata a botte, ornata alle pareti e sul soffitto da splendide decorazioni barocche in stucco bianco. Ai lati si possono notare degli spazi rettangolari, purtroppo lasciati vuoti a causa delle antiche tele qui originariamente riposte, e poi asportate a seguito dell'occupazione nella Certosa da parte delle truppe napoleoniche.


Refettorio con l'affresco delle Nozze di Cana del 1749
di Francesco d'Elia nella parete di fondo

La parete di fondo, ospita uno splendido affresco raffigurante le Nozze di Cana, realizzato nel 1749 da Francesco D'Elia, mentre in una delle due pareti laterali, è collocato un pulpito barocco, sorretto da un'aquila con due bassorilievi, raffiguranti il Martirio di San Lorenzo e la Morte di San Bruno.

Da notare è anche li splendido pavimento maiolicato del refettorio, realizzato con l'impiego di maioliche di Vietri sul Mare. Le maioliche del pavimento rappresentano la scena del Dio Esculapio che Nutre il Serpente.


Pavimento del Refettorio, in piastrelle di maioliche di Vietri sul Mare
che rappresentano il Dio Esculapio che Nutre il Serpente

Di seguito al Refettorio è posto il Chiostro dei Procuratori, composto da un portico al piano terra, e da un porticato finestrato al piano superiore. Nell'ambiente superiore si trovavano gli alloggi dei Procuratori, mentre nel Piano Terra erano localizzati gli alloggi dei Monaci Conversi. Al centro del Chiostro è localizzata una fontana in pietra ornata da delfini marini.


Chiostro dei Procuratori, con al centro la fontana in pietra
ornata da sculture di delfini marini

BIBLIOTECA

Accedendo al secondo piano della Certosa, si raggiunge la Biblioteca, che purtroppo non può essere mostrata in foto, in quanto aperta solo in occasioni eccezionali, al fine di ospitare eventi e da poco restaurata, pertanto chiusa nel giorno della mia visita.

La Biblioteca è costituita da una vasta aula, decorata con un pavimento maiolicato in Piastrelle di Vietri sul Mare, e un meraviglioso soffitto affrescato. Negli scaffali della Biblioteca, venivano custoditi preziosi volumi, codici miniatimanoscritti di cui la Certosa era ricca, purtroppo la maggior parte trafugati durante l'occupazione napoleonica, e oggi presenti solo per una esigua parte rimanente, che conta circa duemila volumi. La Biblioteca occupa il secondo piano della Certosa, e per accedervi occorre salire una scala elicoidale in pietra.

CHIOSTRO GRANDE

Dalla sala ove è posta la scala elicoidale che consente la salita al secondo piano e alla Biblioteca, si accede al Chiostro Grande, così chiamato proprio per le sue colossali dimensioni.

Tale chiostro, costituisce uno dei principali ambienti della Certosa, realizzato a partire dal 1583, attraverso le operazioni di allargamento di un chiostro preesistente. Con i suoi 15.000 mq, può essere considerato il chiostro più grande del mondo.


Chiostro Grande

La struttura si sviluppa su due livelli. Nello spazio interno presenta quattro settori di prato verde ben mantenuto, al cui centro è collocata una bella fontana a forma di coppa, risalente al 1640.


Visione globale del Chiostro Grande, con al centro la
fontana a forma di coppa del 1640

SCALONE ELLITTICO E QUARTO DEL PRIORE

La successiva sala ospita lo Scalone Ellittico, ultima opera che i monaci certosini riuscirono a vedere terminata prima della soppressione napoleonica.

Il meraviglioso Scalone Ellittico, è costituito da una struttura in pietra a doppia rampa, realizzata al fine di collegare tra loro i due livelli in cui si articolava il Chiostro Grande. Nelle murature della stanza in cui si trova lo scalone, si aprono sette finestroni, realizzati con l'intento sia d'illuminare l'ambiente interno, sia di ammirare il paesaggio circostante.

Oltre lo scalone di trova il Quarto del Priore, ultimo ambiente compreso nel percorso di visita della Certosa, che si compone di una bella loggia, affrescata nelle pareti interne e sulla volta con un ciclo di decorazioni raffiguranti l'Immacolata e le Storie di San Michele, realizzate da Alessio D'Elia tra il XVII e il XVIII secolo. Nelle sale adiacenti al Quarto del Priore, è ospitata l'esposizione permanente del Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, istituito nel 1957, con lo scopo di raccogliere, custodire e valorizzare, i reperti archeologici rinvenuti nel territorio abitato dagli antichi Lucani.


Giardini del Quarto del Priore


Loggia aperta con vista sul Quarto del Priore


Parete di fondo della loggia del Quarto del Priore,
decorata con affreschi del XVII e XVIII secolo di Alessio D'Elia,
raffiguranti l'Immacolata, e le Storie di San Michele


Reperti archeologici rinvenuti nel territorio dell'antica Lucania,
ed esposti nelle sale della Certosa, adibite ad ospitare
il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale

NB. Le informazioni riportate nel post, sono state estrapolate dalla scheda "Certosa di San Lorenzo", nel sito ufficiale del "MINISTERO DELLA CULTURA", in www.beniculturali.it.

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