STORIA
Tra i borghi più interessanti della Puglia, particolare rilevanza riveste Cisternino, incluso nella lista dei "Borghi più Belli d'Italia", appartenente al territorio della Val d'Itria, caratterizzata da sconfinati paesaggi di ulivi, e dalla presenza dei caratteristici trulli.
Proprio al confine tra la Val d'Itria e il Salento, il paese si caratterizza per possedere un centro storico particolarmente vivace, sia di giorno che di sera, oltre che interessanti testimonianze storiche e artistiche, tutte da scoprire con la relativa calma. Va inoltre considerata la grande valorizzazione del borgo dal punto di vista turistico: tutti i monumenti sono riforniti di efficaci cartelli esplicativi, per cui non sarà difficile accontentare il turista appassionato di storia e arte, alla ricerca di borghi insoliti e originali.
Parte dell'antica circoscrizione della Terra di Bari fino al 1927, e oggi in Provincia di Brindisi, Cisternino deriva il proprio nome da termine latino Cis - Sturninum, ossia "Al di qua di Sturni", antico nome iapigio con il quale veniva identificato un villaggio nei pressi di Ostuni, il cui nome deriva a sua volta da Sturno, compagno di Diomede sopravvissuto alla Guerra di Troia.
La prima testimonianza archeologica, in grado di accertare l'esistenza di Cisternino, è la presenza al di sotto della romanica Chiesa di San Nicola, dei resti visitabili di un piccolo tempio cristiano, edificato intorno all'anno 1000. Con una bolla pontificia emessa in data 26 febbraio 1180, il Pontefice Alessandro III, assegnò la proprietà del feudo di Cisternino e della Chiesa di San Nicola di Patara, al Vescovo di Monopoli. Sui resti dell'antica Chiesa di San Nicola di Patara, sorse nel XIV secolo la Chiesa Madre.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
1) CHIESA MADRE DI SAN NICOLA
La descrizione dei monumenti di Cisternino, ha inizio con la Chiesa Madre di San Nicola, una splendida chiesa in stile romanico, con immissione di elementi gotici e neoclassici. I restauri del XX secolo ne hanno eliminato le sovrastrutture, riportandola alle forme originarie.
INTERNO
L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate, con transetto, e cappella rettangolare posta infondo alla navata, edificata in sostituzione dell'originario abside, al fine di ospitare il pregevole coro ligneo, realizzato nella seconda metà del Seicento.
La navata centrale è separata dalle due navate laterali, tramite due file di otto robuste colonne, sostenute da sei archi a tutto sesto tipici dell'architettura romanica. Particolare è l'architettura delle colonne, che nel loro insieme sono costituite da: una robusta base squadrata a forma di plinto, ornata da fregi in rilievo; un fusto tozzo e liscio, a sezione circolare e infine, un capitello a tronco di cono posto nel livello superiore, ornato da una decorazione con foglie d'acanto.
La copertura della chiesa ha un'elegante struttura a capriate. In prossimità dell'ingresso, si apre sulla destra il Cappellone del Santo Rosario, aggiunto nella seconda metà del XVI secolo per volontà dei membri dell'omonima confraternita. Nella cappella, accessible varcando uno splendido portale in pietra, è riposta la tela della Madonna del Rosario, ornata da quindici medaglioni riferiti ai Misteri dei Santo Rosario, oltre a un bassorilievo in pietra raffigurante il Busto di Cristo Morto, attribuito a Stefano da Putignano. Ai lati della tela della Madonna del Rosario vi sono le tavole raffiguranti i Santi Domenicani Tommaso d'Aquino e Rosa da Lima.
Sulla destra della Cappellone del Santo Rosario si trova il Cristo Risorto, posto in un'edicola ottocentesca, dietro al fonte battesimale rinascimentale in pietra. Sulla sinistra è posta una statua lignea, raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino.
Sulla navata destra è riposta la statua in pietra del 1517, scolpita da Stefano da Putignano, raffigurante la Vergine in trono con Bambino, realizzata come ammantata da vesti con pieghe profonde, con due angeli che Le porgono in testa la corona, e i Fratelli Longo, committenti dell'opera, ai suoi piedi.
La Cappella del Santissimo Sacramento, è impreziosita all'interno da tele, che rappresentano l'Ultima Cena e il Compianto su Cristo Morto, realizzate dal pittore Barnaba Zizzi (1762 - 1828), nativo di Cisternino. Altre tele dello stesso artista, riposte nella medesima cappella, rappresentano Cristo che porta la Croce; Gesù al Getsemani, ossia con mani incrociate nell'atto di pregare; la Coronazione di Spine; la Flagellazione; San Giovanni Battista; Gesù Buon Pastore e Immacolata Concezione.
Coro ligneo dell'abside con tele di San Pietro e San Paolo
Per quanto concerne invece gli affreschi presenti nella chiesa, sulla parete della navata sinistra, a ridosso del transetto, si aprono due nicchie, una delle quali presenta un affresco con colori vivaci, recentemente restaurato, raffigurante la Madonna di Costantinopoli con i Santi Giorgio e Caterina d'Alessandria.
2) TORRE NORMANNO - SVEVA
Simbolo indiscusso di Cisternino, in quanto monumento più appariscente del centro storico, è la Torre Normanno - Sveva. Situata sulla sommità del Colle delle Forche, la Torre risalirebbe, secondo un'antica tradizione, all'età romana, edificata nel 44 d.C. per volontà dell'Imperatore Claudio. In realtà il suo nucleo originario risale all'epoca normanna, e in particolare ai primi anni del 1100.
La torre venne quasi completamente distrutta alla fine del Trecento e ricostruita nel Quattrocento, quando il corpo principale venne inglobato da una cortina muraria difensiva. All'interno erano disposti antichi solai in legno, dei quali oggi rimane testimonianza dalle buche nelle pareti utilizzate par incastrare le travi. Il passaggio da un piano all'altro avveniva attraverso botole e scale lignee, una delle quali è visibile nell'angolo sud - ovest del primo livello.
Nelle pareti interne della torre sono rimaste tracce di affreschi, risalenti in particolare al XVII secolo, presenti all'ultimo piano e raffiguranti la testa di un vescovo e uno stemma. Sempre su questo piano si trova un'antica lapide in ricordo di un intervento di ristrutturazione del 1400.
Nel corso del tempo, la torre è stata sede del Podestà, degli Uffici Comunali e Giudiziari, delle Poste, dell'Archivio Comunale e oggi della Pro Loco. In sommità è posta la statua di San Nicola di Patara, Santo Protettore della Val d'Itria e dei suoi abitanti.
3) PALAZZO VESCOVILE E TORRE DELL'OROLOGIO
Percorrendo le stradine che si addentrano sempre più nel borgo, capiterà d'incappare in un'alta torre, che oltre alla già citata Torre Normanno - Sveva, fa parte delle costruzioni più imponenti e monumentali presenti nel centro storico.
Si tratta del Palazzo Vescovile, residenza ufficiale del Vescovo nella seconda metà del Cinquecento, fatto edificare per volontà del Vescovo Fra Ottaviano Preconio (1546 - 1561), come ricordato da un'iscrizione lapidea al di sopra del portone, ivi riposta nel 1560, un anno prima della morte del Vescovo.
Continuando a passeggiare attraverso i bianchi vicoletti che caratterizzano il centro storico, facendolo quasi assomigliare ad un paesino arabo del Nord Africa, ci si imbatte nella Piazza Grande, la piazza principale del paese, fulcro della vita sociale.
Qui non si può fare a meno di notare la splendida Torre dell'Orologio, altro simbolo del borgo, realizzata nel 1850 dai Maestri Curri di Alberobello. Molto interessanti sono inoltre le case storiche, risalenti al Seicento e al Settecento, impreziosite da particolari balconi, che spuntano ovunque sulle terrazze di Cisternino, e sono uno ognuno differente dall'altro.
4) CHIESA DI SANTA LUCIA
Continuando la passeggiata per il piccolo borgo e per le sue stradine tortuose, imbattendosi in angoli sempre più peculiari, mantenuti in eccellenti condizioni, si scorge la Chiesa di Santa Lucia, un piccolo edificio realizzato su committenza della Famiglia Leonardi.
Al suo interno, composto da un'unica navata, è presente un abside, ove è possibile ammirare i resti di un affresco risalente al XVIII secolo, raffigurante il Cristo benedicente, realizzato da un artista non identificato.
5) PALAZZO DEL GOVERNATORE E PORTA PICCOLA
Il principale palazzo di Cisternino riservato allo svolgimento di funzioni pubbliche, oltre al Palazzo Vescovile e alla Torre dell'Orologio, è il Palazzo del Governatore.
L'antico palazzo sorge accanto alla Porta Piccola, in dialetto Porta Piccénne, un tempo nota come Porta Santa Maria, che costituisce uno degli accessi al centro storico di Cisternino. Probabilmente eretto tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, è una struttura a torre, lungo la quale si aprono eleganti loggette e balconate, elementi decorativi rinascimentali.
Porta Piccola
In particolare, accanto alla loggetta dell'ultimo piano si notano due colonne, rette da mascheroni, con accanto, in alto, due fiori stilizzati. Al centro del portale d'ingresso è posto uno stemma nobiliare d'incerta attribuzione.
Torre del Palazzo del Governatore
Il palazzo era la sede del Governatore, sovrintendente all'ordine pubblico del piccolo centro, all'epoca abitato da poco più di duemila residenti.
6) CHIESA DI SAN CATALDO
Poco al di fuori dal centro storico, non appena oltrepassata la Porta Piccola, si trova la Chiesa di San Cataldo.
La chiesa venne edificata in stile barocco nel 1783, ma aperta al culto a partire dal 1788. Sulla facciata, al di sopra della finestra impreziosita da una vetrata con l'immagine di una Colomba, simbolo dello Spirito Santo, si scorge la statua in pietra raffigurante San Cataldo.
7) MURA MEDIEVALI E TORRE CAPECE (O DEL VENTO)
Prima di lasciare Cisternino, occorre dare necessariamente, un ultimo sguardo alla caratteristica cinta muraria medievale, anch'essa impreziosita dalla presenza di fortificazioni e, in particolare, della Torre del Vento, possente torrione cilindrico.
Quando tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento, iniziò a prendere forma il borgo, venne edificata la cerchia muraria difensiva, poi ampliata in epoca angioina, e fortificata con la costruzione di torrioni quadrati e torri cilindriche.
Stabilire il numero preciso delle torri e dei torrioni non è semplice. Indifferentemente dal numero originale dei torrioni, quattro sono quelli visibili ai giorni nostri, mentre le altre fortificazioni sono andate distrutte, o inglobate in altre abitazioni, edificate a partire dal 1500, a causa dell'estenzione del borgo per adeguarsi all'incremento della popolazione.
Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, la maggior parte dei tratti delle mura medievali venne abbattuta al fine di realizzare finestre o balconi, dato che le mura avevano progressivamente perduto la propria funzione difensiva.
La più possente fortificazione oggi ammirabile, è la Torre Capece o Torre del Vento. Si presenta come un possente bastione a sezione cilindrica, successivamente inglobata nel Palazzo Riccio - Capece. Sulle mura adiacenti sono ancora visibili i tipici merli.
NB. Le informazioni relative alla storia e ai monumenti di Cisternino, sono state estrapolate nella pagina Internet "Cisternino - Uno dei borghi più belli d'Italia", presso il portale "BRUNDARTE di Francesco Guadalupi - Arte e Storia di Brindisi", in www.brundarte.it.



















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