STORIA
Tra i borghi più affascinanti del Salento, posto nei territori settentrionali dell'omonima penisola, al confine con la Val d'Itria, Ostuni costituisce uno dei borghi più autentici e spettacolari del Salento e della Puglia in generale.
Il centro storico, soprannominato "La Terra", è conosciuto con l'appellatico di "Città Bianca", a causa dell'aspetto monocromatico delle abitazioni, tinteggiate con calce bianca, per motivazioni non tanto stilistiche, quanto igieniche, al fine di tenere lontani gli agenti patogeni che potevano trasmettere pericolosi virus tra la popolazione, in particolare la Peste.
Originatosi probabilmente come acropoli dell'antica città messapica, termine riferito alla popolazione italica dei Messapi, che abitò il Salento prima della conquista romana, il borgo si arrampica su un colle, conformandosi alla orografia del terreno e assumendo una conformazione ellissoidale.
Della medesima conformazione sono le antiche mura di origine aragonese, che cingono il centro storico, ove rimangono visibili ben otto possenti torrioni difensivi, dei quindici originari.
Abitato fin dalla Preistoria, i primi insediamenti umani nel territorio di Ostuni, risalgono al 1000 a.C., ad opera delle popolazioni messapiche. Distrutta da Annibale durante la Seconda Guerra Punica, venne in seguito ricostruita dai coloni greci che sbarcarono in Puglia. Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, venne occupata dagli Ostrogoti di Teodorico, per poi passare nelle mani di Longobardi, Saraceni, Mori, Svevi e Normanni.
Nel 1507 Isabella d'Aragona la annetté al Ducato di Bari. Durante i due secoli di dominazione spagnola, gli ostunesi tentarono più volte di opporsi, fino a quando nel 1799, proclamarono la città come libera e repubblicana. Il Congresso di Vienna del 1815 segnò il ritorno sul trono dei Borboni di Napoli, mentre il 26 agosto 1860, Ostuni fu la prima città della Puglia ad abbattere gli stemmi borbonici, dichiarandosi favorevole all'ingresso nel nuovo Stato italiano.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Ostuni, si caratterizza per la presenza di splendide architetture, sia civili che religiosi, oltre a fornire un interessante polo museale, che si rivela in grado di sorprendere i turisti che si accingono a visitarlo. Aggirandosi tra i vicoli, si potranno trovare molte sorprese di carattere artistico e culturale. Se siete viaggiatori e avete la passione per le scoperte, e voglia di visitare qualcosa di insolito e completamente nuovo, Ostuni sarà in grado di appagare le vostre esigenze.
Questo post ha l'obiettivo di agevolare i visitatori alla scoperta del centro storico, permettendo loro di scovare molti punti nascosti. Si informano inoltre i gentili lettori, che una volta giunti presso l'infopoint della cittadina, verranno riforniti di una cartina, e di tutte le spiegazioni necessarie per godersi al meglio la visita.
1) PIAZZA DELLA LIBERTA' E GUGLIA DI SANT'ORONZO
Piazza della Libertà costituisce il fulcro della vita sociale di Ostuni, e divide in due il borgo antico, affusolato sulla cima di un colle e chiusa dalle antiche mura, e la parte nuova della città, che invece si estende a sud della città vecchia, ed è delimitata ad est e ad ovest, rispettivamente da Corso Camillo Benso di Cavour e Corso Giuseppe Mazzini.
Le vicende storiche delle strutture urbanistiche, atte ad ospitare la vita sociale cittadina, e difensive come le mura, rimandano alle popolazioni del messapi, bizantini, normanni, angioini e aragonesi. Furono proprio questi ultimi, a seguito del terremoto del 1456, a provvedere al rafforzamento della cinta muraria esistente, ampliandone l'estensione verso sud.
Notevole interesse riveste la centralissima Guglia di Sant'Oronzo, posizionata proprio al centro della Piazza della Libertà. Realizzata in stile rococò, venne innalzata tra il 1756 e il 1771, ad opera del Maestro Giuseppe Greco, al fine di onorare il Santo Patrono.
2) CHIESA DI SAN FRANCESCO
Proprio dinanzi alla Guglia di Sant'Oronzo, sempre all'interno del complesso urbanistico costituito dalla Piazza della Libertà, si trova la Chiesa di San Francesco, tra le tante architetture religiose della cittadina meritevoli di essere visitata.
La chiesa fa parte dell'antico complesso monastico dei Frati Minori Francescani, e venne edificata per la prima volta nel 1304, su un suolo donato ai frati dal Principe di Taranto Filippo.
Inizialmente edificata secondo i dettami dello stile gotico, a partire dal 1615 venne ricostruita in stile barocco. Nella seconda metà del Settecento, i Padri Francescani, dopo aver riedificato la struttura sulla base delle modifiche effettuate dall'Architetto Pietro Megarelli, conferirono alla chiesa un aspetto più tipicamente barocco, grazie all'intervento del muratore Giuseppe Fasano, e a quello dello scultore Nicolantonio Maldarella.
ESTERNO
L'esterno della chiesa, è caratterizzato da una facciata rinnovata, progettata nel 1883 dall'Architetto Gaetano Jurleo, al fine di armonizzarla con la facciata dell'antico Palazzo della Città, che sorge accanto alla chiesa stessa.
INTERNO
L'interno è a navata unica, impreziosito da stucchi e decorazioni barocche, che nonostante la loro esuberanza, non contribuiscono a soffocare la chiesa, rispettando la leggerezza e la spiritualità che caratterizza l'antica struttura gotica.
Notevole ed elegante è la struttura della cupola, ornata da leggere decorazioni in stucco, che sovrasta la zona presbiteriale. Tutto lo spazio interno è impreziosito e ornato da stucchi di pregio, oltre alla presenza di un imponente altare maggiore dotato di balaustra in marmo, e due angeli reggifiaccola la cui realizzazione è attribuita al Sanmartino.
Preziosa è la tela che sovrasta l'altare maggiore raffigurante Mosé, realizzata da Luca Giordano, oltre a diverse statue lignee del XVI e XVII secolo, tra le quali spiccano quella di San Giuseppe del 1695, e quella dell'Immacolata risalente agli inizi del XVIII secolo.
3) CHIESA DI SAN VITO MARTIRE
Prima di proseguire in salita per raggiungere la piazza antistante la Cattedrale di Santa Maria Assunta, occorre fare una sosta alla Chiesa di San Vito Martire, impreziosita da una facciata di gusto rococò.
Il complesso venne edificato tra il 1750 e il 1752 su progetto di un anonimo ingegnere napoletano. Per la sua realizzazione furono abbattuti tre palazzi, appartenuti alla nobile Famiglia dei Patrelli, e la medievale Chiesa di San Vito, seriamente danneggiati dal terremoto del 1743.
Fino alla fine degli anni Settanta del XX secolo, il complesso fu di proprietà della suore Carmelitane, per essere poi abbandonato e passato di proprietà al Comune di Ostuni, cui va riconosciuto il merito di averlo saputo valorizzare con successo.
ESTERNO
L'esterno del complesso, è costituito da una facciata ondulata, ove si apre un portale con piedritti ruotati di quarantacinque gradi, e trabeazione impreziosita da volute inginocchiate.
Facciata della Chiesa di San Vito Martire del XVIII secolo
Nell'ordine superiore si trova un grande loggione, posto in asse col portale maggiore, mentre il frontone si caratterizza per la presenza di un timpano spezzato, dalle linee curve. Ad impreziosire ancor più la struttura esterna, contribuisce un elegante campanile.
INTERNO
L'edificio religioso, presenta all'interno un'unica navata, impreziosito da cinque altari in pietra e due coretti, sempre in pietra, sorretti da due semiarchi, realizzati con teste di cherubini.
Le sette tele di artisti napoletani e romani che impreziosivano la zona dell'altare, sono state smontate, e sono attualmente custodite nell'annesso Museo della Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, in attesa del restauro. Le cappelle laterali sono dedicate ai Santi Medici e a Santa Teresa, mentre al centro si aprono il Cappellone di Santa Maria Maddalena e l'Altare dell'Addolorata.
Degli altari presenti solo uno è stato realizzato in stile neoclassico, mentre gli altri sono tutti realizzati in stile rococò, ad opera dello scultore Francesco Morgese. Notevole rilievo riveste la cornice dell'altare maggiore realizzata in Pietra Gentile, attraverso la lavorazione di un unico blocco di pietra dalle grandi dimensioni.
4) MUSEO DELLE CIVILTA' PRECLASSICHE DELLA MURGIA MERIDIONALE
Dopo aver effettuato la visita alla Chiesa di San Vito Martire, una porta nella parete di fondo conduce all'inizio del percorso museale del Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, vero gioiello archeologico di Ostuni, assolutamente da non perdere nella visita del centro storico.
Inaugurato il 14 maggio 1989 nelle sale dell'ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, con l'annessa Chiesa di San Vito Martire, il museo venne riaperto ai turisti nel 2011, a seguito di un lungo e attento restauro.
ETA' MESSAPICA, MEDIEVALE E MODERNA
La prima sezione museale, posta proprio all'interno della chiesa, raccoglie i corredi e le tombe a camera, di età messapica, rinvenuti nell'area del Foro Boario, oltre a reperti di età medievale e moderna rinvenuti nella Torre Medievale di Ostuni.
INSEDIAMENTI NEOLITICI
In questa sezione sono raccolti resti neolitici, rinvenuti dagli antichi insediamenti della costa adriatica del Salento. Sono qui conservati anche resti di cereali. Sono inoltre presenti ceramiche graffite con rappresentazioni di oranti.
GROTTA SANT'ANGELO
In questa sala si trovano esposti i materiali rinvenuti durante la campagna di scavi condotta nel 1984, all'interno di un'estesa cavità carsica, frequentata nel Paleolitico.
Tra i materiali presenti si segnala una assai atipica rappresentazione antropomorfa a braccia levate, nella posa dell'orante.
La principale testimonianza esposta nel museo, unica in Italia, sono i calchi della cosiddetta "Donna di Ostuni" o anche "Ostuni 1", rinominata "Delia" dagli archeologi. Si tratta di una donna gestante con feto, vissuta tra il 26.461 a.C. e il 26.115 a.C., con accanto i resti del feto stesso, identificato anche come "Ostuni 1 - bis". Nell'altra teca, posta accanto a quella di Delia, ci sono i resti di un'altra donna, identificata come "Ostuni 2", vissuta tra il 28.200 a.C. e il 27.568 a.C..
GROTTA DI SANTA MARIA DI AGNANO
Le ultime tre sale del museo, sono le più interessanti di tutta l'esposizione, dedicate ai rinvenimenti archeologici effettuati all'interno della grotta di Santa Maria di Agnano.
La prima sezione è destinata alla spiegazione dello svolgimento della vita all'interno della grotta nell'età medievale e moderna.
La seconda sala è dedicata alla frequentazione del sito in età messapica, epoca in cui i terrazzamenti e le grotte del territorio vennero probabilmente trasformate nel tempio consacrato alla dea Demetra. Tra la fine del V e l'inizio del III - II secolo a.C., sono databili i frammenti di ceramica, sia autoctoni che non, e le iscrizioni in lingua messapica.
5) PALAZZO VESCOVILE, PALAZZO DEL SEMINARIO E ARCO SCOPPA
Lasciata Piazza della Libertà e imboccata Via Cattedrale, si raggiunge la piazza ove è posta la Concattedrale di Santa Maria Assunta, principale luogo di culto di Ostuni.
Sulla destra e sulla sinistra della Cattedrale, sorgono rispettivamente il Palazzo del Seminario, e il Palazzo Vescovile, collegati tra loro dall'Arco Scoppa, splendido arco di gusto rococò, dirimpettaio alla Cattedrale.
L'arco venne realizzato nel 1750, assumendo il nome del committente che finanziò l'opera al momento della sua costruzione.
6) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
La Cattedrale di Santa Maria Assunta, in realtà Concattedrale della Diocesi di Brindisi - Ostuni, è localizzata proprio dinanzi all'Arco Scoppa.
La struttura venne realizzata nel periodo compreso tra il 1469 e il 1495, quando venne adottata la decisione di ampliare l'antica chiesa romanica, probabilmente a causa delle lesioni e dei danni riportati a seguito del terremoto del 1456, che ebbe effetti devastanti sulla città di Brindisi.
La ricostruzione avvenne sotto la guida del Vescovo Arpone, originario di Taranto, e legato Giannantonio Del Balzo Orsini, ultimo Principe di Taranto, avversario di Ferdinando d'Aragona, morto nel 1463. Il vescovo e i rappresentanti cittadini, espressero la volontà che la Cattedrale venisse ricostruita rispettando più possibile le originali linee gotiche, nonostante all'inizio del Quattrocento l'architettura medievale di stampo gotico si fosse avviata verso la sua fase discendente, per lasciare poi spazio all'architerrura rinascimentale e poi barocca.
FACCIATA
La facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta, si presenta tripartita da lesene, elementi verticali visibili nella stessa facciata che la dividono in tre parti.
Nell'ordine inferiore di ognuna delle tre porzioni di superficie lapidea, nelle quali è suddivisa la facciata, si aprono tre portali strombati e lunettati in sommità, sovrastati nell'ordine superiore da un grande rosone circolare a sedici raggi, in cui si scorgono simboli che rimandano alle nozioni di teologia e di cosmologia, proprie della cultura dell'uomo medievale.
Al di sotto della cornice è posta una lunga serie di archetti pensili trilobati, ornati alla base da motivi zoomorfi e antropomorfi. Sul vertice della facciata si trovano due eleganti edicolette.
Il rosone simboleggia il Cristo Sole, sulla cui ghiera si ammirano gli apostoli, mentre i ricami della pietra con cui è stato realizzato, sono dominati da motivi decorativi a tralci di vite e a spighe di grano, rinviando ai segni eucaristici della passione di Cristo. I raggi del rosone consistono in sedici piccole colonnine, collegate da eleganti archetti ornati con sculture raffiguranti i simboli solari.
In origine i rosoni erano quattro, e di questi ne rimangono due: oltre a quello della facciata principale, un altro rosone, ora murato, è posto nella muratura del transetto meridionale, mentre il rosone dell'abside venne distrutto nel 1774.
Nella lunetta del portale principale, posto al centro dell'ordine inferiore della facciata, è presente un gruppo scultoreo raffigurante la Vergine in Trono con ai piedi il Vescovo Arpone.
INTERNO
Nonostante la maestosità dell'interno, e le splendide decorazioni, non appena varcata la soglia d'ingresso, si potrà constatare come nulla dell'originale struttura romanica sia sopravvissuta dopo i restauri quattrocenteschi.
Lo spazio interno presenta una pianta a croce latina, distinto in tre navate da due file di colonne.
Lo splendido soffitto, originariamente dotato di una struttura a capriate lignee, presenta preziose tele incastonate, ove sono rappresentate le Scene della Vita del Cristo, il Martirio di Sant'Oronzo e il Martirio di San Biagio, sistemate a incastro sulla struttura del controsoffitto realizzato nel XVIII secolo.
Nella chiesa sono presenti undici altari. Percorrendo il perimetro della chiesa in senso orario, quindi da destra verso sinistra, si trovano il Fonte Battesimale, la Cappella dedicata al Sacro Cuore, la Cappella di San Gaetano che reca una tela dipinta dal Vaccaro, il Cappellone dell'Immacolata della fine del XIX secolo, la sagrestia, una tela raffigurante Sant'Oronzo e, infine, la Cappella dedicata ai Santi Patroni di Ostuni, tra i quali San Biagio, Sant'Agostino, Sant'Oronzo e Sant'Irene.
La zona dell'abside si caratterizza per la presenza del coro, al livello inferiore, mentre al livello superiore è riposta la Pala raffigurante l'Assunta. Oltre alla splendida pala, sono ivi riposti anche la Cappella di Santa Maria della Sanità; l'affresco raffigurante Santa Caterina d'Alessandria; la Cappella di Santa Lucia ove attualmente è riposto l'Organo, il Cappellone del Santissimo Sacramento; la Cappella di Monsignor Bisanzio Filo, Vescovo di Ostuni nella prima metà del XVIII secolo; la Cappella di San Nicola e, infine, quella dedicata a Sant'Antonio da Padova.
Nella sagrestia della chiesa sono custodite otto tele del XVI - XVII secolo, e una statua raffigurante Sant'Oronzo, realizzata nel 1794 ad altezza naturale, ad opera del cesellatore Baccaro di Napoli, su commissione del mercante di oli Pietro Sansone, recentemente donata alla Cattedrale dai suoi eredi.
7) PORTA SAN DEMETRIO E LA CHIESA DI SAN GIACOMO DE COMPOSTELA
Se percorrendo la salita di Via Cattedrale, si gira a destra su Via Bixio Cottanelli, passando sotto un piccolo arco a sesto acuto, ci si potrà addentrare nella trama di vicoletti che costituiscono l'anima più antica e autentica di Ostuni.
Percorrendo le stradine, potrà capitare d'imbattersi in splendidi scorci, fatti di calce bianca e di terrazze, dalle quali si diramano altrettanti vicoletti e stradine che conducono in ogni direzione. Proseguendo lungo la stessa via, ci si ritroverà dinanzi la Porta San Demetrio, la più antica porta di Ostuni.
Costruita in epoca federiciana, ossia nella prima metà del Duecento, deriva il suo toponimo dalla vicina Chiesa di San Demetrio, ormai scomparsa, e a quel tempo ubicata extra moenia, ossia al di fuori delle mura cittadine.
Prima di giungere alla Porta San Demetrio, appena imboccata la via, ci si ritroverà dinanzi ad uno splendido portale, arricchito in sommità da un archivolto riccamente scolpito, costituente la facciata della Chiesa di San Giacomo di Compostela.
La struttura della chiesa risale al 1423, edificata per conto della Famiglia Caballerio, originaria di Brindisi. Grande interesse artistico riveste l'archivolto, di gusto gotico, decorato con splendidi motivi floreali ed antropomorfi.
INTERNO
L'interno della chiesa, nonostante le ridotte dimensioni, presenta interessanti opere d'arte che meritano di essere visitate, e non sottovalutate.
Sono qui riposti lo stemma della Famiglia Caballeiro, manifestazione della funzione di cappella privata di famiglia, originariamente svolta dalla chiesa. Ai lati dell'unica navata sono poste due splendide statue lignee, raffiguranti i Santi Cosma e Damiano. Infondo alla navata è riposto un altare in Pietra Gentile, sovrastato da una tela della prima metà del XVIII secolo, raffigurante Sant'Irene.
Infondo all'abside si apre una bella monofora medievale.
NB. Le informazioni storiche su Ostuni, sono state estrapolate dal portale istituzionale del "Comune di Ostuni", nella sezione "La storia", in www.comune.ostuni.br.it.
NB. Le informazioni sui monumenti di Ostuni, sono state estrapolate dalla pagina internet "Ostuni, la Città Bianca di Puglia", nella sezione "Alcuni monumenti di Ostuni", in www.ostuni.eu.
NB. Le informazioni sul Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, sono state estrapolate dal post "Museo Civico", nel portale "Museo Civico di Ostuni. Parco Archeologico. Museo Diocesano", in www,ostunimuseo.it.


























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