lunedì 14 agosto 2023

CITTA' DELLA PIEVE: BORGO UMBRO AL CONFINE CON LA TOSCANA, LUOGO NATALE DEL PERUGINO

 STORIA

Città della Pieve, è un Comune di 7.500 abitanti in Provincia di Perugia, nel territorio meridionale del Lago Trasimeno. Il borgo, scrigno di arte e cultura, è noto a livello nazionale per essere il paese natale del pittore Pietro Vannucci, meglio noto come "il Perugino", che qui ha lascato importanti opere d'arte.

La città sorge su un'altura a 500 m.s.l.m., in grado di dominare dall'alto sia il Lago Trasimeno, che la Val di Chiana Toscana, con il cui territorio confina. La fondazione di Città della Pieve viene fatta risalire all'epoca etrusca, come dimostrano numerosi reperti rinvenuti nel territorio, tra i quali il principale, è un obelisco etrusco del V secolo a.C., visibile al pianterreno del Palazzo della Corgna, sede degli uffici comunali.

Il primo vero insediamento umano nel territorio di Città della Pieve, risale al VII secolo, epoca in cui, durante la Guerra Greco - Gotica tra Longobardi e Bizantini (535 - 553), la cittadina venne fortificata dai Longobardi, contro la vicina Perugia, controllata dai Bizantini. L'incastellamento dell'area in cui sorge l'odierna Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, decretò la nascita del toponimo "Castello della Pieve", come sarebbe stata chiamata la cittadina da quel momento in poi.

A partire dal XII secolo, Città della Pieve visse, in un primo momento sotto l'influenza territoriale della vicina Perugia, per poi divenire Comune autonomo a partire dal 1228. Fu in questo periodo che la cittadina si specializzò sull'utilizzo del laterizio come principale tecnica costruttiva, materiale con cui vennero realizzate non solo le abitazioni private del centro storico, ma anche i principali edifici pubblici, sia civili che religiosi, compresa la Cattedrale, caratteristica che lo rende peculiare rispetto a molti altri centri storici d'Italia.

Durante l'età comunale, il paese si alleò con le città volte a contrastare il dominio territoriale di Perugia, fino a quando, con la fine del libero comune, venne amministrata dalla Signoria dei Bandini.

A metà del XV secolo, vi nacque il pittore Pietro Vannucci, anche conosciuto come "il Perugino", mentre nel 1550 il controllo della Signoria, passò dalla Famiglia Bandini ai membri della Famiglia Della Corgna, già Signori di Castiglione del Lago e poi, in seguito, di Corciano. La principale personalità che ricoprì il ruolo di Signore, fu Ascanio Della Corgna, nipote del Pontefice Giulio III. Ascanio, così come a Castiglione del Lago, si fece progettare dall'Architetto Galeazzo Alessi, il palazzo di sua proprietà, Palazzo della Corgna, oggi sede dell'amministrazione comunale. Nelle vicinanze della cittadina, presso l'odierna frazione di Salci, venne a costituirsi una piccola entità amministrativa autonoma, il Ducato di Salci, oggi purtroppo un borgo abbandonato, ma di grande interesse storico.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) PALAZZO DELLA CORGNA

Il principale monumento di Città della Pieve, è costituito dal Palazzo della Corgna, sede degli uffici comunali, visitabile su richiesta, o in caso di aperture straordinarie, come nel caso delle Giornate del FAI di Primavera o di Autunno.

Il palazzo costituisce la principale dimora signorile presente a Città della Pieve. Ubicato proprio dinanzi alla Cattedrale, la sua posizione è significativa, in quanto situata all'incrocio delle principali direttrici del centro storico.

La sua edificazione fu voluta dal Duca Ascanio Della Corgna, nominato nel 1550 dallo zio, Papa Giulio III, come Governatore Perpetuo di Città della Pieve. Nel 1643 il Palazzo venne confiscato dalla Camera Apostolica, che nel 1651 lo rivendette alla Famiglia romana degli Amidei. Questi, nel 1793, lo vendettero ai membri della Famiglia Mazzuoli. Nel 1975 il palazzo venne acquistato dal Comune, ed è oggi sede del Consiglio Comunale.


Sala del Consiglio Comunale

DESCRIZIONE

L'interno del palazzo è ripartito in due piani, il Piano Terra e il Primo Piano.

Al Piano Terra è possibile notare il grande obelisco di epoca etrusca, realizzato nel V secolo a.C..

Il Primo Piano si caratterizza per la presenza di splendide sale affrescate, o impreziosite da meravigliosi stucchi di gusto barocco. rimaneggiamenti architettonici hanno segnato la storia del palazzo fino ai giorni nostri.

Spiccano in particolare la Sala Rossa e la Sala Grande, impreziosite con pavimenti alla veneziana e splendidi stucchi, realizzati tra il XVIII e il XIX secolo.


Decorazioni in stucco che ornano la Sala Rossa,
realizzati tra il XVIII e il XIX secolo


Decorazioni in stucco che ornano la Sala Rossa,
realizzati tra il XVIII e il XIX secolo


Sala Rossa del Palazzo

Al Piano Nobile si trovano meravigliose sale affrescate, che ospitano il Museo di Storia Naturale e del Territorio.

2) CATTEDRALE DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO

Nel Liber Pontificalis, redatto da uno scrittore anonimo del IX secolo, si apprende dell'esistenza di una matrona romana di nome Vestina, vissuta nel IV secolo, che fu proprietaria di terreni nella zona ove sorge Città della Pieve. Vestina vendette questi terreni, al fine di poter edificare a Roma una chiesa consacrata ai Santi Gervaso e Protasio, oggi conosciuta come Chiesa di San Vitale.

Secondo alcuni storici, l'ipotesi più accreditata considera l'edificazione dell'odierna Cattedrale, sui resti di un'antica Pieve dell'VIII secolo. Col tempo, la chiesa assunse dimensioni sempre maggiori, venendo ricostruita nel rispetto dei canoni dei differenti stili architettonici, a seconda del periodo e dello stile diffuso a quel tempo. Nel XIII secolo venne ricostruita in stile gotico, nel XVI secolo il pavimento venne rialzato, nel 1574 rifatto l'abside, per essere infine riconsacrata una seconda volta nel 1584.

Nel 1600 la chiesa assunse, per la prima volta, il titolo di Cattedrale. Nel XVII - XVIII secolo, i lavori di ristrutturazione conferirono alla chiesa, un aspetto barocco, prendendo ad esempio l'architettura con cui venne realizzata la Chiesa del Gesù a Roma,  secondo i canoni della Controriforma, che prevedevano l'edificazione di una chiesa in stile barocco romano, a navata unica e con grandi cappelle laterali dotate di altari. Nel 1708 i Fratelli Cremonini portarono a compimento la realizzazione degli stucchi.

ESTERNO

La Cattedrale, realizzata nella parte più alta del centro storico, possiede due campanili, che tuttavia vennero realizzati per assurgere a ruoli differenti: il campanile posto sulla facciata venne adibito torre civica, mentre l'altro costituisce il vero e proprio campanile della chiesa.


Esterno della Cattedrale dei Santi Gervasio
e Protasio

INTERNO

L'interno della chiesa, presenta una pianta a croce latina, dotata di un corpo longitudinale a navata unica, e del transetto. Ai lati della navata, si aprono sei cappelle, tre sul lato destro, e altre tre sul lato sinistro.


Interno della Cattedrale
in stile barocco a navata unica

La terza cappella di destra, ossia la Cappella del Santissimo, è più profonda delle altre, e termina con un veno circolare, impreziosito da meravigliosi stucchi di gusto barocco, realizzati dai Fratelli Cremoni nel secondo decennio del XVIII secolo. La volta della cupola della cappella è affrescata con Scene dell'Antico Testamento, eseguite dal pittore umbro Giacinto Boccanera, realizzate e autografate nel 1714. Sul catino absidale si trova un affresco eseguito dal Pomarancio.


Cappella del Santissimo del XVIII secolo, ornata da
meravigliosi stucchi barocchi dei Fratelli Cremoni

La controfacciata della chiesa, presenta un grande affresco raffigurante il Trasporto del Beato Giacomo Villa. Dinanzi alla controfacciata si trova l'organo fornito di cantoria.


Controfacciata della Cattedrale, affrescata con
il Trasporto del Beato Giacomo Villa, ed ornata
dall'organo del XIX secolo

Nel primo altare di sinistra, è riposta la splendida tela del Battesimo di Cristo, realizzata dal Perugino intorno al 1510. Nel secondo altare di sinistra, in una cornice composta da colonne tortili di gusto barocco, si trova lo Sposalizio della Vergine, altra notevole tela realizzata dall'artista Antonio Circignani, detto il Pomarancio, del 1606, ma ridipinta nel XVIII secolo. Nel terzo altare di sinistra è riposta una tela della prima metà del XVII secolo raffigurante la Madonna del Carmine, attribuita ad un artista ignoto, appartenente alla scuola del Pomarancio.


Tela del Battesimo di Cristo del Perugino,
realizzata nel 1510

Sulla sinistra dell'abside è riposta la tela che rappresenta la Madonna in trono tra i Santi Francesco, Bonaventura e un Servita, realizzata da Salvio Savini alla fine del XVI secolo, mentre al centro è posta un'ulteriore opera del Perugino raffigurante la Madonna in gloria, tra i Santi Protettori Gervasio e Protasio con lo stendardo della città e i Santi Pietro e Paolo, risalente al 1514 e autografata dallo stesso artista.

Sulla destra è riposta una tavola di Giannicola di Paolo raffigurante la Vergine con Bambino tra il Beato Giacomo Villa e i Santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista e Pietro Martire del 1520.

Nel catino absidale, è posto lo splendido affresco raffigurante la Gloria Celeste, realizzato dallo stesso Pomarancio nel 1598. Dietro l'altare è riposto il coro in noce intagliato, realizzato nel 1576 dall'intagliatore Rasimo Marini della Fratta. Nella Cappella del Rosario si trova la tela raffigurante la Vergine in trono con Bambino, San Domenico e Santa Caterina da Siena, opera del 1580  di Salvio Savini. In una nicchia a sinistra della tela, è riposta una scultura lignea rappresentante l'Addolorata, risalente al XVI secolo, mentre nel secondo altare di destra, è esposta la tela raffigurante la Vergine con Bambino, San Martino Vescovo, Santa Maria Maddalena e due Angeli, realizzata dall'artista umbro Domenico di Paride Alfani nel 1521.


Abside della Cattedrale, con catino affrescato
con la Gloria Celeste del Pomarancio del 1598

La tela a sinistra, dipinta da Giacinto Gimignani nel XVII secolo, rappresenta il Beato Giacomo Villa portato in Gloria dagli Angeli. Nel primo altare di destra è riposto un crocifisso ligneo della seconda metà del XVI secolo, opera di Giovanni Teutonico.

La controfacciata è affrescata con Episodi della Vita del Beato Giacomo Villa e di Santa Margherita da Cortona, realizzato nel 1895 dal pittore Annibale Ubertis. In sagrestia sono riposti arredi lignei del XVII secolo, e la tela raffigurante i Santi Domenicani in adorazione del Crocifisso del Pomarancio del XVII secolo. L'organo in controfacciata, venne realizzato nel XIX secolo, da un autore non identificato.

CRIPTA

Scendendo nella cripta della Cattedrale, é possibile ammirare i resti delle fondazioni, che ancora si conservano, appartenenti all'antica Pieve, al di sopra della quale è stata realizzata la Cattedrale.


Ruderi dell'antica Pieve dell'VIII secolo


Cripta della Concattedrale voltata a botte

Le porzioni visibili, consistono in imponenti colonne di arenaria, finemente lavorate, di fattura gotica con influssi cistercensi. Sono ancora leggibili le volte costolonate, la cui destinazione d'uso è tutt'ora difficilmente identificabile.

NB. Le informazioni storiche relative al borgo di Città della Pieve, sono state estrapolate dal post "Città della Pieve: la guida completa e aggiornata", nella pagina Internet "paesi on line", in www.paesionline.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche relative al Palazzo della Corgna, sono state estrapolate dalla scheda "Palazzo della Corgna", nella sezione "CHIESE, MONUMENTI, MUSEI E TESORI ARTISTICI", nel portale turistico "Città della Pieve. Umbria", in www.cittadellapieve.org.

NB. Le informazioni relative alla Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, sono state estrapolate dal post "Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio", nella pagina internet "I Luoghi del Silenzio. La memoria è il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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