STORIA
Edificata probabilmente sui resti di un tempio pagano consacrato alla dea Vesta, la Collegiata di Santa Maria Maggiore rappresenta il principale luogo di culto di Spello. Nel 1025 venne compresa nelle proprietà dell'Abazia Camaldolese di San Silvestro di Collepino.
La prima attestazione documentata da fonti scritte, risale al 1159, periodo in cui la proprietà della chiesa era già passata al Clero Secolare. Nel 1187 l'Imperatore Enrico VI, riconobbe alla chiesa molti privilegi. Nel corso del Trecento la Chiesa di Santa Maria Maggiore era la più ricca del paese a livello artistico, seconda solo alla Chiesa di San Lorenzo.
Nel 1513 venne consacrato l'altare maggiore, mentre nel 1644 la chiesa beneficiò di un primo intervento di ristrutturazione. Nel 1860, con il compimento del processo di unificazione politica della Penisola Italiana, la Collegiata venne soppressa.
DESCRIZIONE
ESTERNO
L'esterno della Collegiata, si presenta con una facciata avanzata di 6 m rispetto alla posizione originaria, a seguito di un intervento di consolidamento, eseguito per volere dell'Architetto Belardino da Como nel 1644. L'avanzamento del fronte comportò ulteriori interventi, tra i quali il riordino della facciata, il reimpiego della stessa pietra, la realizzazione del finestrone e dei battenti del portale, che conservano negli stipiti lo stile tipico dell'architettura romanica.
Sulla sinistra rispetto al campanile, si trova il Palazzo dei Canonici, edificato nel 1552, che ospita la Pinacoteca Civica di Spello.
INTERNO
L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina, composta da una sola navata, terminante con un abside poligonale. La copertura é voltata a crociera.
Tra le cappelle laterali che si sono conservate, possono essere ammirate: la Cappella del Sacramento, realizzata nel 1478 e posta nel transetto sinistro e la Cappella del Crocifisso, da cui attraverso un portale cinquecentesco, si accede alla Cappella di San Giuseppe.
Nella parete destra é riposto un altare marmoreo del XV secolo, tutt'ora utilizzato come acquasantiera, realizzato dallo scultore Gaio Titieno Flacco, e il battistero marmoreo a forma di pisside di Gasparino da Val di Lugano, del 1511. Di seguito si succedono numerosi altari: il primo é l'Altare di Santa Monica, ove é riposta una tela raffigurante la Madonna della Cintola, realizzata da Giovan Battista Pacetti nel 1649.
Di seguito si trova l'Altare della Madonna del Rosario, ornata da stucchi realizzati da Agostino Silva nel 1670, e tondi dotati di cornici in stucco, ove é inserita la tela di Carlo Lamparelli raffigurante i Misteri del Rosario dell'inizio del XVIII secolo. Nella nicchia centrale é disposta la tela raffigurante la Madonna con Bambino e due Angeli, mentre ai lati le statue di San Domenico e di Santa Caterina da Siena.
Segue l'Altare di San Felice, ove al centro é riposta la tela dipinta, attribuita ad un seguace di Andrea Camassei, raffigurante lo Sposalizio della Vergine, realizzata nel 1671. La nicchia ove é inserito l'altare é impreziosita da stucchi del 1670 realizzati da Agostino Silva. In alto é riposto un reliquiario contenente le sacre reliquie di San Felice.
L'ultimo altare della parete destra, prossimo alla zona dell'altare maggiore, é consacrato a San Francesco d'Assisi, realizzato nel 1592 da Lorenzo Zuccaroni da Sant'Anatolia, ove é riposta una tela di Giacomo Giorgetti d'Assisi del 1652, raffigurante le Stimmate di San Francesco e lo Stemma della Famiglia Dominici.
Anche la zona del transetto destro é impreziosita dalla presenza di numerosi altari. Il primo che s'incontra procedendo verso l'abside é l'Altare della Madonna di Loreto, al cui centro é riposta una tela raffigurante il Transito della Casa Santa di Loreto del XVII secolo. Vi é poi la Cappella del Crocifisso, a pianta rettangolare voltata a crociera recante un affresco di Pietro Vannucci detto "il Perugino", raffigurante la Madonna con Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e San Biagio del 1521.
La zona absidale é impreziosita da uno splendido coro ligneo intarsiato, opera di Piernicola da Spoleto, recante lo stemma del Vescovo Eroli. Al di sopra dell'altare maggiore é riposto un ciborio in pietra caciolfa, realizzato da Rocco di Tommaso da Vicenza negli anni 1512 - 1515. Nei tondi del ciborio sono riposte otto teste in terracotta realizzate nel 1562 da Giandomenico da Carrara, raffiguranti i Profeti. Volgendo lo sguardo verso l'alto si può notare l'interno del ciborio, ornato in sommità dalla scultura della Madonna con Bambino e decorato con struttura a cassettoni.
Nella zona del transetto sinistro, é riposto un affresco del Perugino raffigurante la Pietà, San Giovanni Evangelista e la Maddalena, ivi collocato dopo essere trasportato da sede ignota, risalente al 1521.
Segue la Cappella del Sacramento, ove é riposto un coro di piccole dimensioni del triennio 1500 - 1503, realizzato da Pollione di Gaspare da Foligno, recante gli stalli intarsiati. Al centro della cappella é riposto un tabernacolo in marmo bianco di Gian Domenico da Carrara del 1526. Sulle formelle sono rappresentate le scene di Natività, Crocifissione, Ultima Cena e Pentecoste.
In fondo alla parete sinistra é riposto un lavabo in pietra attribuito a Rocco da Vicenza, del primo decennio del XVI secolo. Segue l'Altare di San Gaetano Thiène, impreziosito da stucchi di scuola lombarda del XVII secolo, e dalla tela raffigurante San Gaetano inginocchiato che riceve i dardi di punizione dal Cristo adirato, del XVII secolo. Al centro é riposta un'urna in legno intarsiato del XVII secolo.
Nella parete sinistra della chiesa é collocato il pulpito in pietra di Simone da Campione, recante lo stemma della Famiglia Venanzi di Spello. Segue l'Altare di Sant'Apollonia, realizzato nel 1592 da Lorenzo Zuccaroni da Sant'Anatolia, ove é riposta la tela di Riccardo Ripanelli da Urbino, raffigurante Santa Apollonia, realizzata nel 1595.
Oltrepassando la Cappella Baglioni che sarà approfondita nel prossimo paragrafo, si trova l'Altare del Nome di Maria, decorato a stucco da Agostino Silva nella seconda metà del XVII secolo, con al centro riposto un quadro di Elvio Marchionni del 1984, raffigurante la Madonna della Collegiata. Di seguito é riposto l'Altare della Natività della Vergine, ove é esposta la tela della Natività della Vergine, opera di Felice Rinaldi del XVII secolo.
CAPPELLA BAGLIONI
Conosciuta anche con l'appellativo di "Cappella Bella", la Cappella Baglioni, affrescata dal Pinturicchio nel biennio 1500 - 1501, rappresenta il fulcro del percorso di visita della Collegiata di Santa Maria Maggiore, e tra le opere d'arte che meglio rappresentano il Quattrocento italiano. A commissionare all'artista i lavori della Cappella, fu Troilo Baglioni, allora Signore di Perugia, Bettona e Spello, e Priore della canonica di Santa Maria Maggiore.
Il ciclo di affreschi realizzato da Pinturicchio, rappresenta le Scene della Vita di Gesù, la cui scema iniziale viene rappresentata nella parete sinistra della cappella, dove l'artista realizza l'Annunciazione, mentre nella parete destra rappresenta la Disputa di Gesù fra i Dottori. La parete di fondo é affrescata con la scena della Natività, mentre la volta della Cappella con la rappresentazione delle Quattro Sibille.
La scena dell'Annunciazione, é realizzata attraverso la rappresentazione della Vergine e dell'Angelo, chiusa in una dimensione spaziale idealizzata. L'Angelo é raffigurato inginocchiato dinanzi alla Vergine il quale, con gesto devoto e aggraziato, guida il suo sguardo verso il fondo della parete, ove sono rappresentati eventi bellici che si stanno consumando tra le mura urbane cittadine.
La narrazione delle scene affrescate passa alla parete di fondo, ove é rappresentata la Natività. Qui l'attenzione del visitatore é tutta concentrata sul punto focale della scena, ossia la capanna ove avviene la Nascita di Gesù. Gesù é riposto nella culla, mentre Maria e San Giuseppe contemplano il Salvatore appena nato. La capanna in cui ha luogo l'evento, viene rappresentata non come una grotta, ma come un pergolato posto a sostegno di un tetto di paglia, decorato con motivo a grottesche.
Nella parete destra viene rappresentata la scena della Disputa dei Dottori nel Tempio, ove é possibile notare, inseriti nell'affresco, dei ritratti di personaggi contemporanei di inizio Cinquecento. Sulla sinistra, in primo piano, é possibile notare Troilo Baglioni, committente dell'opera, raffigurato con il volto smagrito.
Al centro della scena é posto un grande edificio templare, simile a quelli disegnati da Raffaello. Lo spazio intorno all'edificio, é popolato da conversatori e uomini d'arme, in sintesi persone sapienti e indottrinate, che si recano a far visita al Signore.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Maggiore, sono state estrapolate dal paragrafo "Chiesa di Santa Maria Maggiore", nella voce "CHIESE", della sezione "ARTE E CULTURA", nel menù "Spello Turismo", nel sito ufficiale del "Comune di Spello", in www.comune.spello.pg.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Cappella Baglioni, sono state estrapolate dal post "Visite alla Cappella Baglioni", nel portale ufficiale dell'"Unità Pastorale di Santa Maria Maggiore - San Lorenzo Martire - Santa Lucia Vergine e Martire in Spello", in www.santamariamaggiore.com.









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