martedì 22 agosto 2023

TODI: LA CITTÀ MEDIEVALE DI JACOPONE

 STORIA

Le reali circostanze storiche, che contribuirono alla nascita di Todi, sono avvolte nel mistero, basandosi solo su teorie e ipotesi. Secondo la leggenda, Todi venne fondata dal Umbri, sulla cima della collina dove si trova tutt'ora, dopo che un'aquila rubò ad alcuni commensali, la tovaglia ove si stava svolgendo un banchetto, per poi lasciarla ricadere sulla cima della collina. Gli Umbri interpretarono l'evento come un segno del destino, e fondarono la città sull'altura.

Nel III secolo a.C. Todi venne conquistata dagli Etruschi, che la cinsero di mura ancora ammirabili.

Venne poi conquistata dai Romani, divenendo municipium con il nome latino di Tuder, mentre con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, e l'inizio del Medio Evo, il centro assunse l'aspetto tipico di un Castello, controllato da famiglie feudatarie, tra le quali gli Arnolfi, i Conti di Montemarte, e infine gli Atti, di fede guelfa. Nel 760, Desiderio, Re dei Longobardi, e il Pontefice Paolo I, concordarono i confini del Comune di Todi, appartenente al Ducato di Spoleto.

Dopo l'anno mille il feudo tuderte divenne sempre più potente, emancipandosi dal potere imperiale e divenendo Libero Comune nel XII secolo. Con la fondazione del Comune, furono i Ghibellini ad avere la meglio sulla fazione Guelfa, evento che portò al potere i membri della Famiglia Chiaravalle, che tanto filo da torcere avrebbero dato ai vicini Comuni di fede guelfa, al fine di allargare il proprio contado.

Nel 1236 a Todi nacque Jacopone de Benedicti, anche conosciuto con l'appellativo di "Jacopone da Todi". Il poeta, contemporaneo di Dante Alighieri, viene ricordato in particolare per le sue "Laudi", ove esprime il distacco presente tra l'uomo e la figura di Dio. Per questo motivo venne scomunicato nel 1297, mentre oggi é sepolto nella cripta della Chiesa di San Fortunato. Nella sua tomba, é riportata come data di morte l'anno 1296, nonostante la sua morte fosse avvenuta dieci anni dopo, nel 1306. Ciò perché diversamente, colpito da scomunica, non avrebbe potuto trovare sepoltura in una chiesa.

Simbolica é la vicenda che ha per oggetto la morte di Altobello Chiaravalle, Signore ghibellino di Todi, che mise a ferro e fuoco il contado tudertino, nel tentativo di espanderne il territorio sotto la sua giurisdizione, ricorrendo a feroci conquiste e brutali uccisioni.

Nel 1499 i Priori di Todi, stanchi delle sopraffazioni e dei soprusi dei Chiaravalle, scrissero una lettera a Lucrezia Borgia, a quel tempo Governatrice di Spoleto. Come risposta il Pontefice Alessandro VI Borgia, padre di Lucrezia e Cesare, inviò un esercito si tredicimila uomini, a difesa delle istituzioni comunali tudertine. Altobello, per scampare alla conquista, si rifugiò ad Acquasparta, ma la strategia non sortì l'effetto sperato, perché gli invasori riuscirono ad entrare in città.

Nonostante fosse riuscito a trovare un nascondiglio, venne riconosciuto, catturato e riportato a Todi

Venne condannato a morte ad Acquasparta, e infine squartato. Secondo la leggenda, una donna soprannominata Sparviera, gli avrebbe mangiato il cuore.

MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

L'itinerario di visita del centro storico di Todi, può avere due punti di partenza: come primo punto é necessario citare il Parcheggio di Porta Orvietana, ove è possibile lasciare l'auto e raggiungere il centro storico grazie al funzionante meccanismo dell'Ascensore Inclinato, molto efficiente e tornato in funzione a partire dal 2021.

In alternativa, é possibile parcheggiare l'autovettura al Parcheggio del Tempio di Santa Maria della Consolazione, e usufruire della navetta gratuita che passa ogni quindici minuti e conduce i turisti nel centro storico. Qualunque sia il mezzo di cui preferirete usufruire, entrambi costituiscono sistemi validi e assolutamente consigliati.

1) TEMPIO DI SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE

Poniamo ad esempio di aver parcheggiato l'autovettura al Parcheggio della Consolazione, e di aver deciso di attendere la navetta.

Prima (o dopo) la visita al centro storico, ci si può apprestare a visitare il magnifico Tempio di Santa Maria della Consolazione, opera d'inestimabile valore architettonico, conosciuta in tutto il mondo, simbolo dell'architettura rinascimentale umbra e italiana, presente nella maggior parte delle copertine, delle guide e delle riviste che trattano la Regione Umbria.

L'edificazione del tempio prese avvio nel 1508, per essere portata a termine esattamente un secolo dopo, nel 1608.

La sua architettura, dal prospetto tipicamente rinascimentale, si contrappone all'architettura medievale del centro storico, creando un mirabile contrasto con le vicine mura medievali, in eccezionale stato di conservazione.

Nonostante non siano state rinvenute fonti storiche attendibili, l'opera viene attribuita a Donato Bramante, ma é certo che negli anni, abbiano contribuito alla realizzazione, architetti di fama mondiale tra i quali Cola da Caprarola, Antonio da Sangallo il Giovane, Jacopo Barozi detto "il Vignola" e Baldassarre Peruzzi.

ESTERNO

L'edificio é a pianta centrale e a croce greca, dotato di un corpo principale dalla struttura quadrata, su cui s'innestano quattro absidi, dei quali tre di essi poligonali, e uno semicircolare.


Esterno del Tempio di Santa Maria della
Consolazione, di fattura bramantesca


Ingresso del tempio in stile barocco,
con riposte in alto, sulla destra e sulla sinistra,
due aquile, simbolo di Todi

INTERNO

All'interno si trovano dodici nicchie, ove sono riposte altrettante statue in gesso raffiguranti i dodici apostoli, mentre al di sopra del pregevole altare maggiore, di fattura barocca, sono poste le icone della Madonna con Bambino, per la cui conservazione venne edificato il tempio, e dello Sposalizio di Santa Caterina.


Interno del Tempio di Santa Maria della
Consolazione in stile rinascimentale

Si narra che l'immagine raffigurante la Madonna con Bambino, venne in origine custodita in una piccola cappella, andata in rovina nel corso dei secoli. La statua venne rinvenuta da un muratore che, dopo averla spolverata, venne miracolosamente guarito dalla malattia a un occhio di cui soffriva.

Per ricordare questo evento, vi si svolge l'8 Settembre una festa annuale, che si conclude con uno spettacolo pirotecnico.


Abside circolare del Tempio

Oltre alle nicchie, alle statue e all'altare barocco, degne di nota sono la cupola semisferica, innestata sul tamburo, e le splendide decorazioni rinascimentali che ne ornano i pennacchi.


Altare barocco che conserva l'immagine della Madonna
con Bambino, per la cui conservazione venne edificato il Tempio


Cupola semisferica, sostenuta da pennacchi
ornati da decorazioni rinascimentali


Mura Medievali con torrione


Altra visuale delle mura medievali


Basolato romano dell'antica Via Amerina

2) CHIESA DI SAN FORTUNATO

La Chiesa di San Fortunato é un grandioso esempio di struttura in stile gotico. La sua edificazione ebbe inizio alla fine del XII secolo, per essere ultimata nel 1465.

Con uno sguardo attento, si potrà notare la sussistenza di una differente architettura nei due ordini della facciata, superiore e inferiore, provocata dalla morte dell'architetto a causa della Peste Nera del 1348, i cui lavori vennero portati a termine nel 1458 da Giovanni da Santuccio di Firenzuola.


Facciata della Chiesa di San Fortunato

ESTERNO

Sulla sinistra della chiesa s'innalza l'emblematico campanile gotico, che caratterizza in maniera inconfondibile lo skyline del centro storico. Il campanile della chiesa é visitabile pagando un biglietto, percorrendo i centocinquantatré gradini interni che conducono fino alla sommità.

Degni di nota sono i tre portali che si aprono sulla facciata, ove si possono contare due portali laterali dalle minori dimensioni, e un portale centrale, di dimensioni maggiori, in stile gotico e ornato da bellissime decorazioni.


Portale centrale ogivale della Chiesa di San Fortunato
splendidamente decorato


Decorazioni dei fasci di colonnine dello
stipite sinistro del portale centrale

INTERNO

L'interno della chiesa, ha una composizione "a sala" con le navate laterali della medesima altezza della centrale, e tutta l'aula é impreziosita da una copertura voltata a crociera.

Nella grande aula é presente un tempio reliquiario, che custodisce la mascella del Frate Jacopone da Todi, realizzato nel 1759.


Interno della Chiesa di San Fortunato, in stile
gotico, a tre navate


Presbiterio della chiesa con la statua di San
Fortunato e la pala d'altare della Crocifissione


Affreschi nella Cappella di San Francesco
in stile gotico


Altare maggiore della chiesa 


Cappella barocca


Cupola della cappella barocca


Tela dipinta della
Madonna con Bambino tra gli angeli


Organo della chiesa


Abside pentagonale

CRIPTA

Nella cripta é riposto il grande monumento sepolcrale di Jacopone, la cui realizzazione venne commissionata dal Vescovo Angelo Cesi, in occasione della traslazione delle reliquie del frate nel 1596, dal Monastero di Montecristo alla chiesa.


Urna marmorea dove vennero conservate le
reliquie di Jacopone da Todi

Una lastra di pietra nel muro indica la tomba del Frate Beato Jacopone da Todi. Nonostante la morte del Frate fosse avvenuta nel 1306, come anno di morte nella tomba é indicato il 1296, data in cui il Beato non era ancora stato scomunicato dal Pontefice Bonifacio VIII.


Tomba ove sono inumate le spoglie mortali
di Jacopone da Todi

3) PIAZZA DEL POPOLO, CISTERNE ROMANE, PALAZZO DEI PRIORI, PALAZZO DEL CAPITANO E PALAZZO DEL POPOLO

La piazza oggi ammirabile, con la sua inconfondibile forma rettangolare, costituisce da sempre il fulcro della vita civile e religiosa della cittadina.

Luogo dell'antico foro romano, venne edificata sulle fondamenta d'imponenti cisterne romane, tutt'ora ben conservate e visitabili, le quali hanno sempre costituito un'importante riserva idrica ma, d'altro canto, comportarono problemi di stabilità del colle.

La struttura delle cisterne è costituita da dodici vani di 80 m di lunghezza, e 8 m di larghezza e altezza.


Cisterne Romane


Veduta delle Cisterne Romane


Altra veduta delle cisterne


Veduta delle gallerie delle cisterne
ove si trova un pilastro circolare
appartenente a strutture romane,
forse a domus


Cippo delle cisterne appartenente a
domus romane


Pareti delle cisterne stratificate


Foro sulla volta da dove veniva calato il
secchio con l'argano per attingere l'acqua


Lastre di pavimentazione romana all'interno
delle Cisterne

Dirimpetto alla Concattedrale sorge il magnifico Palazzo dei Priori, edificato tra il 1334 e il 1337.

Il palazzo è fornito da un elegante prospetto, che dà sulla piazza, ristrutturato agli inizi del Cinquecento su commissione del Cardinale Antonio Ciocchi del Monte.

Sulla sommità della facciata, è riposta l'aquila tuderte, simbolo della libertà del Comune Medievale, realizzata in bronzo nel 1339 da Giovanni di Giliaccio. Il palazzo ospita la sede di uffici municipali, pertanto non é visitabile all'interno.


Palazzo dei Priori, sede degli otto priori
durante l'epoca comunale

Di fianco al Palazzo dei Priori, sorgono altri due importanti palazzi simbolo del Medio Evo tuderte, ossia il Palazzo del Popolo sulla destra, e il Palazzo del Capitano, sulla sinistra.


Palazzo del Popolo, sede del Podestà
in epoca comunale

Mentre il Palazzo del Capitano venne edificato nel 1293, al fine di ospitare la nuova sede del Capitano del Popolo, la massima autorità cittadina in epoca comunale, l'attiguo Palazzo del Popolo, la cui facciata è coronata in sommità da una splendida merlatura ghibellina, venne edificato in stile gotico lombardo nel 1213, al fine di ospitare le più alte rappresentanze del Comune medievale, in particolare il Podestà, ma non gli otto priori, che risiedettero nel Palazzo dei Priori.


Palazzo del Capitano, sede del Capitano del Popolo
durante l'epoca comunale


Loggiato gotico del Palazzo del Capitano

4) CATTEDRALE DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

Dal lato opposto al Palazzo dei Priori, la piazza é chiusa dall'imponente prospetto della Cattedrale della Santissima Annunziata, che presenta una pianta a croce latina.

La chiesa venne edificata nel XII secolo, al di sopra di un preesistente edificio romano. La facciata subì nel corso dei secoli, numerosi restauri, a causa dapprima di un incendio del 1190, poi a causa di un forte terremoto nel 1246, e infine il crollo del tetto del 1322.


Facciata della Cattedrale della Santissima
Annunziata

La facciata é impreziosita dal magnifico rosone centrale, la cui realizzazione é iniziata nel 1515 all'epoca del Vescovo Monsignor Basilio Moscardi, e portata a compimento da successore Aldighieri Biliotti.

Il portale maggiore é ornato da una fascia, decorata con un motivo di girali d'acanto, culminanti al centro, con la rappresentazione di un Cristo benedicente.


Portale maggiore della Cattedrale,
impreziosito da una cornice ornata con
girali d'acanto


Cornice del portale maggiore, decorata
con girali d'acanto


Portale ligneo scolpito della Cattedrale

INTERNO

L'interno della chiesa é suddiviso in tre navate, più una quarta navata posta sulla destra, aggiunta nel 1358 e impreziosita dalla scultura di un fonte battesimale.


Interno della Cattedrale, in stile romanico,
suddiviso in tre navate

La controfacciata della chiesa, é ornata dallo splendido affresco realizzato da Ferraù da Faenza, detto "Il Faenzone" nel 1596, raffigurante il Giudizio Universale, d'ispirazione michelangiolesca. 


Affresco della controfacciata, raffigurante il
Giudizio Universale, di Ferraù da Faenza detto
"il Faenzone", del 1596


Decorazioni cromatiche del rosone della
Cattedrale

Nella Cattedrale sono conservate interessanti opere d'arte, tra le quali: un affresco staccato e riposto in una cornice, raffigurate Maria Maddalena tra gli Angeli. Nell'abside sono poste cinque vetrate ogivali, istoriate, raffiguranti da sinistra verso destra: San Domenico e San Fortunato, San Marco e San Luca, San Matteo e San Giovanni, San Francesco e San Benedetto e, infine, Santa Lucia e San Martino.


Affresco staccato raffigurante Maria Maddalena tra gli Angeli

Alla fine della navata di destra é riposta la tavola di Giannicola di Paolo, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d'Alessandria e Rocco, mentre nella lunetta superiore é riposta una tela, raffigurante il Cristo Morto tra Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea.

La zona dell'altare maggiore é impreziosita dal Crocifisso di scuola umbra del XIII secolo, mentre al di sopra dell'altare, é posto un lampadario d'argento, realizzato da Giovanni Giardini, donato nel XVIII secolo alla città, dal Vescovo Giuseppe Pianetti.


Abside semicircolare della Cattedrale, impreziosito dal crocifisso ligneo
del XIII secolo e, in alto, dal lampadario d'argento di Giovanni Giardini del XVIII secolo

Sulla parete della navata sinistra sono riposte cinque tele di Ferraù Fenzoni, medesimo artista che realizzò l'affresco del Giudizio Universale nella controfacciata. Tali tele, dipinte nel triennio 1597 - 1599, raffigurano da destra verso sinistra: le Tre Sante, tra le quali Santa Lucia, Santa Maria Maddalena e Santa Restituta; la Conversione di San Paolo, con San Luca Evangelista a sinistra, San Paolo al centro e Sant'Igidio a destra; San Sebastiano, ove sono rappresentati sulla sinistra Sant'Antonio da Padova e San Nicola, San Sebastiano al centro e San Michele a destra; l'Immacolata, con le immagini di San Giacomo Apostolo a sinistra, San Girolamo a destra e il Vescovo Tommaso al centro e, infine, la Madonna con Bambino in Trono, con a sinistra Sant'Ambrogio, al centro Sant'Andrea e, sulla destra, San Rocco.

Appena oltrepassato l'ingresso, sulla sinistra si trova il pregevole fonte battesimale in pietra, realizzato nel 1507 da Pietro Moricone da Lugano.


Fonte battesimale in pietra di Pietro
Moricone da Lugano del 1507

CRIPTA

Inserendo una moneta di due euro nel tornello, si possono scendere le scale che conducono alla zona della sottostante cripta. Durante la discesa, è possibile notare un'esposizione di materiale di arte sacra, insieme ad altri materiali risalenti all'epoca romana.


Cripta della Cattedrale voltata a botte

La struttura della Cripta risale al XII secolo. Sulla sommità dell'altare, é stata riposta nel 2014 una statua lignea raffigurante la Madonna della Camuccia, risalente al XII secolo.


Altare della cripta ornato dalla statua della Madonna della Camuccia del XII secolo

5) ORATORIO DELLA NUNZIATINA

Oltrepassando la Concattedrale di Santa Maria Annunziata sulla destra, lungo Via del Seminario, si raggiunge un gioiello nascosto visitabile nel centro storico di Todi e poco noto, l'Oratorio della Nunziatina.

L'Oratorio appartenne in origine alla Confraternita della Santissima Annunziata, fondata nel 1348 nel Rione Borgo Nuovo. Nel 1554 la struttura venne ceduta al Monastero della Santissima Annunziata delle Serve di Maria. Fu al tempo del Vescovo Angelo Cesi, che la sede della confraternita venne trasferita presso il sito ove si trova la Chiesa della Nunziatina.

I lavori di edificazione vennero terminati nel 1613, divenendo sede della Confraternita.

Inizialmente venne edificata con un soffitto a cassettoni lignei intagliati e dorati, andato perduto nell'incendio che distrusse la struttura il 17 gennaio 1699.

L'orartorio venne riedificato ad opera dell'Architetto tuderte Francesco Sforzini. A partire dal 1917 l'antica Confraternita cessò di esistere, venendo sostituita dalla Congregazione di Carità. Nel 1935 la chiesa beneficiò di un restauro integrale, mentre nel 1955 il campanile a vela rovinò al suolo, e non venne mai più ricostruito.

INTERNO

L'interno, a navata unica, ospita una grandiosa decorazione in stile barocco, realizzata da Andrea Polinori, principale esponente del barocco tuderte della fine del Cinquecento.


Splendido interno in stile barocco della Chiesa
della Nunziatina

Delle opere seicentesche presenti nella chiesa, rimangono, le decorazioni che ornano le pareti laterali fatte di soggetti devozionali e dotate di false architetture di gusto manierista.

Sulle pareti si aprono sei cappelle, delle quali tre sulla destra e tre sulla sinistra. La prima cappella sulla destra rispetto all'ingresso, ospita gli affreschi degli Stemmi di Papa Giovanni XXIII e del Vescovo Alfonso Maria de Sanctis. Nella volta sono raffigurati tre angeli recanti simboli mariani.

Nella seconda cappella di destra é riposto l'Altare del Beato Jacopone, impreziosito della pala d'altare che lo raffigura in Contemplazione del Crocifisso. La tela é attribuita ad Andrea Polinori, mentre le decorazioni della cappella sono state realizzate da Giuseppe Stufelli.


Tela di Andrea Polinori, raffigurante il
Beato Jacopone in contemplazione
del Crocifisso

Nella terza cappella sulla destra é riposto l'Altare di San Giuseppe, che reca una tela raffigurante la Fuga in Egitto, copia di un originale di Alessandro Turchi detto l'Orbetto, del 1633.

Nella lunetta posta al di sopra della quarta cappella di destra e della porta della Sagrestia é posto il dipinto dell'Adorazione dei Magi, attribuito ad Andrea Poliniori.

Al di sopra dell'altare maggiore é riposta la tela raffigurante l'Annunciazione, copia settecentesca di una tela originale del 1555, eseguita da Marcello Venusti.


Altare maggiore della chiesa


Pala d'altare raffigurante l'Annunciazione,
copia del XVIII secolo, dell'originale di Marcello Venusti del 1555

Sulla sinistra dell'altare maggiore, é posto al di sopra della porta, un affresco di Andrea Polinori raffigurante Dio Padre che consegna il giglio all'Arcangelo Gabriele, mentre al di sotto é riposto lo stemma della Famiglia Sardoli - Isacchini.

Procedendo lungo la parete sinistra della chiesa, in direzione dell'ingresso, si giunge all'Altare di San Bernardo, impreziosito da una tela raffigurante la Visione di Cristo di San Bernardo da Chiaravalle, opera attribuita a Francesco Maria Mannucci del XVIII secolo. Nella lunetta al centro dell'altare, é riposto un busto di una Santa, e lo stemma della Famiglia Ciccolini.


Tela raffigurante la Visione di Cristo di
San Bernardo da Chiaravalle

L'altare successivo é consacrato a San Francesco d'Assisi. Sopra di esso é riposta una tela raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, opera del XVIII secolo di Francesco Maria Mannucci. Al centro della volta dell'altare é rappresentata la Corona di Spine, e le Cinque Piaghe, mentre l'affresco della lunetta superiore raffigura le Nozze di Cana, realizzato da Andrea Polinori nel 1627.


Tela raffigurante San Francesco che
riceve le stimmate, realizzata da Francesco
Maria Mannucci nel XVIII secolo

In controfacciata é posto un affresco suddiviso in due distinti ordini. Nell'ordine superiore é visibile l'Adorazione dei Pastori, mentre al centro della cantoria lignea é presente la tela delle Nozze di Cana, copia della celebre tela del Veronese, con a lato lo stemma della Famiglia Pianetti.


Controfacciata della chiesa, che reca nell'ordine superiore
l'affresco dell'Adorazione dei Pastori, mentre nell'ordine
inferiore la tela della copia delle Nozze di Cana del Veronese

Splendida é la volta della chiesa. Al centro si trova l'affresco raffigurante Dio Padre che consegna all'Arcangelo Gabriele il giglio e gli comunica il nome di Gesù.


Grande affresco nella volta della chiesa, che rappresenta Dio
Padre che consegna all'Arcangelo Gabriele il giglio e gli
comunica il nome di Gesù

Partendo dalla zona dell'altare, le porzioni di muratura interposte tra le lunette, sono ornate da medaglioni che raffigurano le seguenti scene: la Natività di Maria, la Presentazione di Maria al Tempio, lo Sposalizio della Vergine, la Visitazione, la Natività di Gesù, l'Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e, al di sopra dell'ingresso l'Assunzione di Maria in cielo.


Tre degli otto medaglioni affrescati che ornano la volta, raffiguranti da sinistra a destra, le scene della Natività di Gesù, l'Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto

6) MONASTERO DELLE MINIME PAOLANE DELLA ROCCA

Il Monastero delle Minime Paolane, nei pressi della rocca, venne edificato nel 1746 su committenza della Consorella Maddalena del Crocifisso, il cui nome di battesimo era Ersiglia Bolognini Foschi, originaria di Rieti, che prese i voti dopo essersi convertita.

La suora nacque nel 1690 e, data in sposa a un nobile folignate, divenne nota per la sua vita frivola. Grazie alla sua bellezza e gratitudine, venne contesa nei salotti della nobiltà locale.

Subì un grave trauma per la morte della piccola figlia e, poco tempo dopo, del marito

Dopo aver compiuto un cammino di conversione, rinunciò all'eredità in favore dei figli e si fece nominare terziaria dell'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, assumendo il nome di Suor Maria Maddalena del Crocifisso.

Col tempo, molte giovani donne imitarono il suo esempio, divenendo fondatrice di varie comunità monastiche, tra cui quella del Monastero della Rocca. La Venerabile Suor Maddalena del Crocifisso morì a Todi il 23 Febbraio 1760, venendo sepolta nella cella del monastero.

CHIESA

La chiesa del monastero é a navata unica in stile barocco, impreziosita da numerose tele del XVIII secolo, che ne ornano sia le pareti, che l'abside rettangolare, affrescato con la Natività con la Madonna e San Giuseppe.


Interno barocco, a navata unica, della
Chiesa del Monastero delle Paolane

Oltre alle tele dipinte, sono conservati splendidi affreschi di gusto barocco, anch'essi risalenti al XVIII secolo.


Tela dipinta del XVIII secolo


Affresco dell'abside raffigurante la Natività
con la Madonna e San Giuseppe


Affresco della controfacciata
raffigurante
l'Incoronazione della Vergine

La chiesa é voltata a botte, affrescata nel XVIII secolo con la rappresentazione dell'Assunta tra gli Angeli.


Volta a botte affrescata nel XVIII secolo
con la rappresentazione dell'Assunta tra
gli Angeli 

SAGRESTIA

Dalla chiesa si accede al piccolo ambiente adibito a sagrestia, ornata da una tela anch'essa risalente al XVIII secolo.


Sagrestia del monastero

7) NICCHIONI ROMANI

Nella Piazza Mercato Vecchio si trova una parete ove si aprono sei grandi nicchie a tutto sesto di epoca romana, per questo denominati Nicchioni Romani.

Le grandi nicchie vennero realizzate nel tra la fine dell'Età Repubblicana e l'inizio dell'Età Imperiale, intorno al 27 a.C.. Presentano una muratura con grandi blocchi di travertino ove sono scavate quattro grandi nicchie a tutto sesto, separate da grandi pilastri quadrangolari in stile dorico.

La struttura è ornata da un lungo cornicione aggettante che corre lungo tutta la sua lunghezza.


Nicchioni Romani


Nicchioni centrali a tutto sesto divise
da un pilastro centrale sovrastata da
un lungo cornicione


Nicchione centrale sulla destra
a tutto sesto con buche pontaie

NB. Le informazioni storiche riportate su Todi, sono state estrapolate 1) dal post "La Storia di Todi", nelle sezioni "Vivere Todi - Storia e Cultura", nel sito ufficiale del "Comune di Todi", in www.comune.todi.pg.it; e 2) dal post "Castello di Canale - Collicello di Amelia (TR)", nella pagina "I Luoghi del Silenzio", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni riportate sui monumenti di Todi, sono state estrapolate dalla voce "Monumenti Storici di Todi", nella sezione "Storia e Cultura", nel portale ufficiale del Comune di Todi, in www.comune.todi.pg.it.

Nessun commento:

Posta un commento

Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

  STORIA Poggio Nativo è un Comune di 2.589 abitanti della Provincia di Rieti posto al confine con la Città Metropolitana di Roma Capital...