STORIA
Situata sulle estreme propaggini del Monte Subasio, a 219 m.s.l.m., la città di Spello vanta origini antichissime. Fondata dagli Umbri, venne presto conquistata dai Romani, che ne fecero una delle città più ricche, floride e potenti della Regio VI Umbria.
Conosciuta con il nome latino di Hispellum, e sfiorata dalla Via Consolare Flaminia, più tardi Spello venne elevata al rango di municipium, e in seguito dichiarata da Cesare "Colonia Giulia".
Durante il periodo medievale, e la nascita della Civiltà dei Comuni, venne eretto sulla piazza principale il Palazzo Comunale. La vastità del centro abitato durante l'età imperiale e medievale, di dimensioni assai maggiori rispetto a quelle attuali, dimostrano l'importanza e la grandezza che la città rivestì durante tutto il corso della sua storia.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, Spello venne depredata di molte delle sue ricchezze, mentre delle monumentali opere di epoca romana, se ne persero le tracce. Durante gli anni della Guerra Greco Gotica (535 - 553), combattuta tra Longobardi e Bizantini per il controllo della Penisola Italiana, Spello venne ricompresa nel territorio longobardo del Ducato di Spoleto e, in seguito, nella giurisdizione dello Stato Pontificio.
Conquistata l'autonomia comunale, Spello di fede ghibellina, si scontrò spesso con la guelfa Perugia, ostilità che comportò la sottomissione della cittadina al dominio dei perugini, che imposero agli spellani la nomina di un Podestà esterno. Nel 1400 il Pontefice Martino V riaffermò la propria supremazia nei confronti di Spello, mentre nel 1484 venne concessa in vicariato dal Pontefice Niccolò V alla Signoria dei Baglioni, che oltre al titolo di Signori di Perugia, si videro riconosciuto anche quello di Signori di Spello.
Nel 1527, nei mesi seguenti al Sacco di Roma perpetrato dai Lanzichenecchi di Carlo V, Spello venne saccheggiata dalle truppe imperiali. Al fine di riassumere il diretto controllo della città, il Pontefice Paolo III ne fece abbattere le mura, mentre con il suo successore, Papa Gregorio VII, la Famiglia Baglioni si estinse, e il feudo di Spello tornò sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio. Nel 1772 Papa Clemente XIV, distaccò la Diocesi di Spello da quella di Spoleto, aggregandola alla Diocesi di Foligno.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
In questo paragrafo, verranno approfonditi i monumenti di epoca sia romana, che medievale, che caratterizzano il centro storico di Spello. La visita, come al solito, non avrà ad oggetto uno sterile elenco dei monumenti, ma sarà organizzata tramite un itinerario del centro storico, al fine di guidare i turisti alla scoperta della cittadina. Alla Collegiata di Santa Maria Maggiore, e alla Cappella Baglioni, fulcro della visita a Spello, sarà dedicato uno specifico post di approfondimento.
1) VILLA DEI MOSAICI DI SPELLO
Prima d'iniziare la visita al centro storico della cittadina, é necessario fare una sosta appena fuori dalla Porta Consolare, e dedicare almeno un'oretta alla visita della splendida Villa dei Mosaici, che costituisce senz'altro il più interessante monumento di epoca romana presente a Spello.
I resti della grande villa sono stati riportati alla luce nel 2005, e comprendono una totalità di sette ambienti, probabilmente relativi al corpo centrale della villa, o di un edificio pubblico di età tardo imperiale. La villa può essere datata agli inizi del IV secolo d.C..
Il primo ambiente della villa conserva quasi integralmente la pavimentazione a mosaico. La superfice musiva é costituita da tessere di tre colori diversi, il bianco, il rosa e il nero, e raffigurazioni geometriche.
Nel secondo ambiente viene conservata una pavimentazione, anch'essa costituita da tessere di mosaico policrome, e resti di pareti affrescate. La pavimentazione si estende per una superficie di circa 40 mq, e presenta una decorazione modulare detta "a cuscini", che presentano all'interno rappresentazioni a carattere zoomorfo ed antropomorfo, insieme a figure di animali selvatici.
Al centro dell'ambiente é presente una scena di mescita, ove sono rappresentate due figure maschili, nude e di profilo. Il personaggio sulla sinistra é rappresentato nell'atto di sostenere sulla propria spalla un'anfora dalla quale versa del vino in una coppa sorretta dal personaggio rappresentato sulla destra.
Nel terzo ambiente è presente una pavimentazione geometrica con tessere più grandi, elemento che ha fatto pensare all'utilizzo della stanza come peristilio.
Il quarto ambiente della struttura presenta un mosaico con una decorazione ad ottagoni, al centro dei quali sono rappresentate varie figure di volatili. Nelle pareti della villa sono visibili resti di affreschi, cui si conserva l'intonaco di colore rosso e azzurro.
Nel quinto ambiente della villa, la decorazione musiva si é conservata in minima parte, ove viene rappresentata una cornice, mentre il sesto ambiente, si caratterizza per la presenza di un mosaico decorato con fasce di sinusoidi bianche e rombi dal colore rossastro.
L'ultimo ambiente, dalle minori dimensioni, si caratterizza per la presenza di un mosaico, ove é rappresentato un sole al centro, circondato da un ottagono impreziosito da trecce e fiori, mentre nel bordo est un intreccio di nastri.
La superficie musiva complessiva della villa finora riportata alla luce é di circa 360 mq.
Le mura vennero realizzate in epoca augustea con la tecnica della "vittata", che consiste nell'utilizzo di piccoli blocchi di calcare locale. Lungo il percorso si aprono cinque porte principali, dalle maggiori dimensioni, e altre porte di dimensioni minori chiamate "Posterule".
La Porta Consolare, costituisce l'accesso meridionale al centro storico, ed é la meglio conservata tra le porte di accesso che si aprono lungo il percorso delle antiche mura. La porta, risalente al I secolo a.C., è costituita da un arco centrale dalle maggiori dimensioni, e due archi laterali più piccoli, che consentivano il transito in entrata e in uscita.
La struttura della porta, é costituita da un arco principale ad un fornice, realizzato con grandi blocchi di calcare rosa del Subasio, connessi a secco. Sul lato esterno della porta, nell'ordine superiore, vennero poste nel XVI secolo, tre statue funerarie di epoca romana, rinvenute nell'area dell'anfiteatro.
3) CHIESA DI SANT'ANDREA
Attraversata la Porta Consolare, ci si addentra tra i vicoli del centro storico di Spello e, oltrepassando la Collegiata di Santa Maria Maggiore, lungo la via che attraversa il centro cittadino conducendo alla piazza principale, s'incontra la Chiesa di Sant'Andrea.
Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1025, epoca in cui la struttura compare nell'elenco dei beni di proprietà dei monaci Camaldolesi di San Silvestro sul Monte Subasio. Alla metà del XIII secolo, la chiesa figura come dipendente dalla Diocesi di Spoleto. Il Vescovo spoletino, la concesse nel 1253 ai Frati Minori Francescani.
Lavori di trasformazione della struttura vennero eseguiti nel XVI/XVII secolo, e negli anni Venti del XX secolo. Il convento venne soppresso una prima volta nel 1810 ad opera di Napoleone Bonaparte, e una seconda volta nel 1866, con l'adozione delle Leggi Eversive dello Stato Italiano, che lo trasformarono in un orfanotrofio femminile.
ESTERNO
Dall'esame della facciata della chiesa, non si riescono ad intuire né le origini storiche, né tanto meno, le modifiche architettoniche e strutturali apportate nel corso dei secoli. Dell'antica struttura romanica, rimane la decorazione marmorea del portale, impreziosita da un arco principale decorato da una soprafascia e da tre modanature.
INTERNO
L'interno ha pianta a croce latina ad una sola navata, coperta con volta a crociera, mentre solo la prima campata é coperta con volta a botte. Sulla sinistra del transetto sono stati rinvenuti due affreschi raffiguranti una Madonna con Bambino in Trono, due Angeli, Sant'Antonio Abate, San Giacomo Pellegrino e due committenti, realizzati dal Maestro di Santa Giuliana.
Un altro affresco, raffigura la Madonna con Bambino, due angeli, e il committente.
Sulla sinistra rispetto all'ingrasso principale, é posta la Cappella del Battistero, affrescata su commissione della Famiglia Baglioni, Signori di Spello. In particolare la realizzazione dell'opera é strata commissionata da Grifonetto Baglioni, a maestranze appartenenti alla scuola folignate. Gli affreschi risalgono ad un periodo precedente al 1500, anno della sua morte.
Nella zona del transetto destro é riposta una tavola del Pinturicchio, eseguita con l'aiuto di Eusebio da San Giorgio e Giovanni di Francesco Ciambella, raffigurante la Madonna con Bambino, San Lorenzo, San Francesco, San Ludovico, Sant'Andrea Apostolo e San Giovannino, realizzata nel biennio 1507 - 1508, mentre ai lati della pala, sono disposti armadi - reliquiari in legno dorato, della fine del XVII secolo. Nella Cappella di Sant'Amtonio é riposta la pala in legno intagliato e policromo, raffigurante l'Estasi di Sant'Antonio del XVII secolo.
La zona absidale é impreziosita da un coro ligneo intagliato del XVII secolo, posto nella zona retrostante l'altare, e al di sopra del presbiterio, una splendida edicola barocca in legno dorato.
Nel transetto sinistro é riposta la Cappella di San Francesco, impreziosita da una statua policroma di San Francesco del XVII secolo. E' inoltre presente l'altare dedicato al Beato Andrea Caccioli, del XVII secolo, contenente una reliquia del corpo.
Nella parete sinistra é il pulpito ligneo del XVI secolo, e l'accesso alla Cappella del Beato Andrea, contenente affreschi della bottega del Mazzaforte, mentre sulla volta un affresco del XV secolo raffigurante Sant'Agostino. Nella cappella é anche riposta una statua lignea policroma del XVI secolo, raffigurante l'Immacolata Concezione, e un affresco raffigurante la Madonna con Bambino, Santa Caterina d'Alessandria e Santa Lucia della fine del XVI secolo.
4) PALAZZO COMUNALE
L'edificio venne realizzato nel 1270 dal Maestro Prode, sotto il governo del Podestà Giacomo del Mastro, per essere poi ampliato tra il 1567 e il 1575, con la fine della Signoria dei Baglioni. I lavori di ampliamento vennero affidati al Maestro Battaglia di Pietro, che provvide alla demolizione della scala rampante che consentiva l'accesso al primo piano. Al posto della demolita scala, tra il 1550 e il 1555 venne edificata una fontana, la cui superficie é decorata con rilievi e lo stemma di Gilio III.
L'edificio ospitò la sede del municipio di Spello fino al 1972.
La facciata del palazzo é suddivisa in due ordini: l'ordine inferiore é occupato da una loggia dotata di archi a sesto acuto, e chiusa da una copertura a crociera. Al di sopra della loggia, ad un'altezza corrispondente al primo piano, si aprono tre bifore rotonde in stile romanico, una sulla piazza e due su Via Garibaldi, dotate di colonnine sormontate da capitelli. Sulla facciata é riposta una lapide, decorata con un altorilievo raffigurante un leone che tiene fra le zampe un cinghiale atterrato, sotto il quale si ritrovano scolpiti la data e il nome dell'architetto che ha provveduto alla progettazione del palazzo, rispettivamente "1270" e "Prode".
Nella muratura della facciata del palazzo, si trovano incassati due riquadri, l'uno dotato di una croce e due specchi, che allude all'antico stemma comunale, l'altro con lo stemma della Famiglia Maccarelli di Spello, coinvolta nelle lotte tra fazioni cittadine, che si verificarono nel XIV secolo.
Dalla loggia si accede alla Sala delle Volte, mentre il resto della struttura dell'edificio, é disposta su due piani in ognuno dei quali si aprono sette finestre rettangolari, e sormontati da un cornicione aggettante.
All'estremità ovest del palazzo s'innalza un sobrio campanile, mentre il portale d'ingresso é fiancheggiato da due lapidi in memoria di Vittorio Emanuele e Garibaldi, della fine del XX secolo. Oltre l'atrio, si accede al primo piano, l'unico che è possibile visitare, e distinto in tre vani principali, che comprendono la Sala dell'Editto, la Sala degli Zuccheri e la Biblioteca Comunale.
5) CHIESA DI SAN LORENZO
Oltrepassato il Palazzo Comunale, s'incontra la Chiesa di San Lorenzo, da annoverare tra le chiese più belle da visitare nel centro storico cittadino.
La data e le circostanze che portarono alla fondazione della chiesa non sono ancora note. Alcune fonti indicano il 1127 come data di avvio dell'edificazione della chiesa, altre il 1120. Comunque la sua edificazione é compresa in un periodo in cui i cittadini spellani, si rimisero alla protezione di San Lorenzo Martire, realizzando in suo onore un luogo di culto sovrapposto alle strutture della preesistente Chiesa di Sant'Ercolano.
Secondo la tradizione, la chiesa venne eretta a spese della comunità in onore di San Lorenzo, a seguito del ritiro dell'assedio della città da parte dell'Imperatore Enrico IV. Agli inizi del XVII secolo la chiesa costituiva una delle due collegiate della città, ove risiedettero i dodici canonici.
ESTERNO
La facciata della chiesa é il risultato di due fasi costruttive, che hanno interessato il medesimo fronte. La costruzione delle due navate laterali della chiesa, ha inevitabilmente proiettato la loro lunghezza verso l'esterno. La porzione di facciata sulla sinistra, si presenta ornata da un pluteo marmoreo del IX secolo, mentre sulla destra non sono stati aggiunti oggetti ornamentali.
Nel 1540 vennero realizzati i tre rosoni, il portale marmoreo, con aggiunta di una decorazione a forma di conchiglia, e il completamento del fronte con un fregio orizzontale piano. La facciata presenta inoltre due epigrafi: uno posto sulla sinistra, ove si trova la tomba degli Alfii, mentre l'altro sulla destra, consistente in un monumento realizzato nel I secolo, in onore di Gneaus Plinarius Clermens.
INTERNO
Lo spazio interno della chiesa, é costituito da un'aula ripartita in tre navate, e terminante con un abside.
Le navate sono suddivise da due file di grandi pilastri: la navata centrale, dalle maggiori dimensioni, é voltata a botte. Quella di destra termina con un altare, e ospita tre cappelle, delle quali la prima é consacrata alla Vergine Incoronata, ove si conserva l'immagine donata alla città da San Bernardino da Siena nel 1438. L'aspetto attuale della cappella é frutto di un rifacimento del 1931.
A seguire si trova la Cappella del Sacramento, realizzata nel 1789 da Filippo Neri da Foligno. Al suo interno é riposto un tabernacolo del 1587, realizzato dallo scultore Flaminio Vacca. Sulla parete destra della cappella si trova una porta, che introduce alla Cappella della Trinità.
Al di sopra del presbiterio é riposto un grande baldacchino, realizzato sul modello di quello berniniano presente nella Basilica di San Pietro, dietro il quale si trova il coro ligneo intagliato.
Il tamburo absidale é impreziosito da una vetrata verticale, istoriata con le scene del Martirio di San Lorenzo.
6) ARCO ROMANO E ROCCA MEDIEVALE
La visita al centro storico prosegue con la porta di epoca romana, definita Arco Romano, che costituiva l'accesso settentrionale alla città di Hispellum, contrapposta alla Porta Consolare.
Venne edificata con lo scopo di mettere in comunicazione la parte alta della città con le propaggini meridionali del Monte Subasio, su cui sorge la cittadina. Posta nella parte più elevata del centro storico, in prossimità del luogo in cui nel Medio Evo venne edificata la Rocca, la porta veniva chiusa in maniera tale da impedire al nemico di entrare in città.
Per la vicinanza del Convento dei Cappuccini di San Severino, la porta era conosciuta anche con il nome di Porta dei Cappuccini. Risale probabilmente al periodo repubblicano, prima della salita al potere dell'Imperatore Augusto. Presenta una struttura a un solo fornice, ed é giunta fino a noi parzialmente interrata di circa un metro al di sotto del livello stradale. I materiali di epoca romana, si sono conservati solo nell'estradosso, costituito da arco e piedritti.
In prossimità dell'Arco Romano si trova la Rocca Medievale di Spello, costituita da un corpo più basso, e da un torrione a sezione quadrata posto sulla sinistra.
7) CHIESA DI SAN BIAGIO
Nelle immediate vicinanze dell'Arco Romano e della Rocca di Spello, si trova la Chiesa di San Biagio, anticamente sede di un ospedale retto da laici. Le prime notizie basate su fonti storiche accertate, risalgono al 1430. La piccola chiesa é stata interessata a vari interventi di restauro, l'ultimo dei quali risalente al 1979, con cui si é cercato di conservarne l'aspetto originario.
La facciata della chiesa é realizzata con la tipica pietra di colore rossastro del Monte Subasio, coperta da una semplice copertura a capanna. Sulla facciata si apre la porta d'ingresso in posizione centrale.
INTERNO
L'interno della chiesa é a pianta rettangolare, mentre il solaio é sostenuto al centro da una grande capriata.
Le murature sono decorate con interessanti resti di affreschi. La parete destra presenta affreschi realizzati da un pittore folignate, seguace di Bartolomeo di Tommaso, tra i quali una Madonna con Bambino, e un ulteriore affresco raffigurante Sant'Antonio da Padova della prima metà del XV secolo, realizzato dal pittore Bartolomeo da Miranda.
Al di sopra dell'altare maggiore, é riposta una pala d'altare del XVII secolo, raffigurante San Biagio, titolare della chiesa.
La parete sinistra é ornata da un affresco di scuola spoletina, raffigurante la Madonna con Bambino fra San Pietro Martire e San Biagio, recentemente attribuito a Bartolomeo da Miranda. Sono inoltre presenti altri affreschi a carattere votivo, opere di maestranze di modesta levatura.
8) PORTA VENERE E TORRI DI PROPERZIO
L'ultimo monumento di epoca romana conservato a Spello, riedificato nel corso dei secoli, é Porta Venere, rivolta ad est del centro storico.
La porta venne edificata in età augustea, e venne studiata e ridisegnata nel corso dei secoli, da molti architetti, in particolare nel Rinascimento. Il primo a ridisegnarla, nel rispetto della sua struttura originaria, fu l'architetto bolognese Sebastiano Serlio nel 1540.
Le due torri che affiancano l'arco trionfale, che un'antica tradizione attribuisce alla volontà del poeta latino Properzio, vennero in realtà edificate durante l'epoca medievale. Inoltre, la torre edificata a monte della porta, viene ritenuta secondo una leggenda, il luogo di prigionia del soldato palatino Orlando.
Il complesso architettonico costituito dalla porta e dalle torri, é stato fatto oggetto di due interventi di restauro. Nel corso degli anni Dieci e Venti del XX secolo, vennero abbattuti molti edifici di età medievale.
La porta, chiusa ai lati dalle Torri di Properzio a pianta dodecagonale, presenta una struttura a tre fornici, realizzata con l'impiego del travertino bianco. I tre fornici sono suddivisi tra loro da due lesene verticali, interposte tra un arco e l'altro, mentre nella parte superiore della porta, corre una trabeazione per tutta la sua lunghezza. L'area su cui sorge la porta é ricca di reperti archeologici di epoca romana: si tenga presente che in una delle cantine di una delle abitazioni sorte in prossimità della porta, si conserva la struttura di un criptoportico romano.
NB. Le informazioni storiche su Spello, sono state estrapolate dalla sezione "La storia", nel sito ufficiale del "Comune di Spello", in www.comune.spello.pg.it.
NB. Le informazioni sui monumenti romani di Spello, tra i quali la Villa dei Mosaici, la Porta Consolare e le Mura Romane, l'Arco Romano e la Porta Venere con le Torri di Properzio, sono state estrapolate dalla post "HISPELLUM - SPELLO (Umbria)", nella pagina "ROMANO IMPERO", nel sito www.romanoimpero.com.
NB. Le informazioni relative alle chiese di Spello, tra le quali la Chiesa di Sant'Andrea, la Chiesa di San Biagio e la Chiesa di San Lorenzo, sono state estrapolate dalla sezione "Arte e Cultura - Chiese", nel sito ufficiale del "Comune di Spello", in www.comune.spello.pg.it.





















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