martedì 29 agosto 2023

LANCIANO: STORIA E MONUMENTI DELLA CITTA' FRENTANA, SEDE DEL MIRACOLO EUCARISTICO

 STORIA

Situata a metà strada tra il Massiccio della Maiella e il Mare Adriatico, la città di Lanciano (CH) costituisce lo storico capoluogo della Val di Sangro, principale città dell'antica popolazione italica dei Frentani, che per primi abitarono queste terre prima della conquista romana.

Ininterrottamente abitato sin dal XII secolo a.C., costituisce uno dei più antichi insediamenti d'Italia. Con la conquista della Val di Sangro da parte dei Romani, la città assunse il toponimo latino di Anxanum, intraprendendo una fase storica d'intensa crescita culturale ed economica, costituendo un'importante stazione di transito lungo la Via Frentana, strada romana che attraversava gli antichi territori frentani.

D'altro canto, la tradizione orale ne attribuisce la fondazione a Solima, fratello di Enea, scampato dalla distruzione di Troia nel 1180 a.C., che in memoria di un altro fratello di nome Anxa, soprannominò la città Anxanon. Solo a partire dal Medio Evo, iniziò ad essere identificata con il nome attuale.

Nell'antichità, venne dominata dai Greci, dai Galli e dagli Etruschi, per divenire infine una colonia romana nel 435 a.C., assumendo il nome di Anxanum.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, e la successiva Guerra Greco Gotica (535 - 553) combattuta tra goti e bizantini, la città registrò importanti saccheggi da parte sia dei Goti che dei Longobardi, che nel 580 la rasero al suolo e successivamente la ricostruirono.

Sul finire dell VIII secolo i Franchi invasero l'Italia settentrionale, decretando la fine del Regno Longobardo. Con un documento del 981, Lanciano venne elevata al rango di città. Nel 1212 l'Imperatore Federico II la nomina terra demaniale, riconoscimento confermato da Carlo d'Angiò, che le riconobbe l'ulteriore titolo di terra perpetuamente demaniale, sottraendola alla dominazione di eventuali Signori feudatari. Per questa ragione, Lanciano si costituì presto in Libero Comune, autonomo dall'autorità imperiale.

Fino alla seconda metà del Quattrocento, Lanciano visse il suo periodo di massimo splendore, dovuto allo sviluppo di molte attività economiche, in particolare le fiere. Il periodo di declino ebbe inizio nel 1456, anno in cui la città venne dilaniata dalle lotte intestine delle famiglie feudatarie, tra cui i d'Avalos di Vasto, nel tentativo di appropriarsene, ed espandere il loro dominio. Il declino continuò con l'avvicendarsi al governo degli Spagnoli, che tra il XVI e il XVII secolo, governarono la città con misure draconiane, senza preoccuparsi della scarsa sicurezza sulle strade infestate dai ladri, che resero invivibile il clima della città.

La libertà comunale della città terminò con la cessione della città in feudo ai Conti d'Avalos, grazie all'acquisto da parte di Ferdinando d'Avalos. Il governo dei Signori vastesi, coincise con il più grave periodo di crisi della città, dovuto alla forte imposizione fiscale.

Nel corso dell'Ottocento, Lanciano perse il fervore culturale che aveva caratterizzato nei primi anni della sua storia. A partire dai Moti Rivoluzionari del 1848, la città partecipò attivamente agli avvenimenti legati al Risorgimento nazionale. Tra i principali contestatori del Regno Borbonico, si distinsero i patrioti Carlo Madonna e Domenico Genoino, riuscendo nell'intento di chiamare alle armi tutta la popolazione lancianese. L'8 Settembre 1860, il giorno immediatamente successivo all'ingresso di Garibaldi a Napoli, Lanciano dichiarò all'unanimità l'annessione al neocostituito Regno d'Italia.

Negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, Lanciano venne duramente bombardata dagli Alleati Anglo - Americani, e costituì una delle principali roccaforti della Resistenza contro il nazi - fascismo, fatto che le valse il riconoscimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, Lanciano rimane tutt'ora una delle principali città d'arte dell'Abruzzo, da prendere in considerazione nello svolgimento di un tour culturale della Regione. Il centro storico è suddiviso in due zone, una meridionale, l'altra settentrionale, separate dalla centrale Piazza del Plebiscito, ove si affaccia la Cattedrale.

Nel caso in cui si decida d'iniziare l'itinerario alla scoperta della città da nord, l'ingresso avverrà dalla Porta San Biagio, accesso settentrionale al centro storico. La porta costituisce l'unico accesso superstite che si apre nella cinta muraria, giunta fino a noi.

E' costituita da un arco a sesto acuto in pietra dorata.

1) CHIESA DI SAN BIAGIO

Nelle vicinanze della Porta San Biagio, si trova l'omonima chiesa, fondata in un periodo anteriore al 1095, considerata la costruzione più antica ancora esistente.

La struttura della chiesa é molto semplice, costituita da murature prive di affreschi, e copertura a capriate lignee a vista. Nella zona sottostante la chiesa é posta la cripta, mentre il campanile venne edificato tra il 1345 e il 1400, costituito da una torre in muratura, su cui si apre una bifora a sesto acuto.

2) CHIESA DI SANTA CROCE

Procedendo verso sud, lungo il Corso dei Frentani, asse viario principale del centro storico, si giunge alla Chiesa di Santa Croce, un edificio di piccole dimensioni, ma di grande importanza simbolica per la comunità cittadina.


Interno della piccola Chiesa
di Santa Croce


Pala d'altare ove é raffigurato
Sant'Agostino

Secondo una leggenda, tramandata dalla tradizione popolare, nella seconda metà del Duecento dimoravano a Lanciano il carrettiere Jacopo Stazio e sua moglie Ricciarella. Correva l'anno 1273, quando proprio nella casa dei due coniugi, avvenne quello che é passato alla storia come il Secondo Miracolo Eucaristico della Città.

La leggenda narra che Ricciarella, al fine di riconquistare l'amore del marito, si recò da una fattucchiera e, su suo consiglio, rubò un'ostia consacrata. Tornata a casa, la pose su una tegola arroventata per ricavarne un "filtro d'amore", ma proprio nel momento in cui iniziò a bruciare, l'ostia consacrata si tramutò in carne umana, incominciò a sanguinare, e Ricciarella, sconvolta, avvolse l'ostia in un panno e la ripose in cantina. La sera, il marito Jacopo, entrò nella cantina per far rientrare l'asino, ma non ci riuscì. Dopo molte insistenze, l'animale vi entrò in ginocchio. Nel 1280, dopo sette anni dai fatti, Ricciarella confessò l'accaduto al francescano Jacopo Diotallevi, il quale scavando a mani nude nel luogo in cui era stata nascosta l'ostia consacrata, la rinvenne ancora sanguinante.


Tabernacolo al di sopra dell'altare, contenente
la reliquia dell'Ostia Incarnata

Il frate portò con se la reliquia ad Offida, nelle Marche, suo paese natale. La reliquia é stata ricondotta a Lanciano nel maggio 2003, grazie alla donazione di Monsignor Giuseppe Sergiacomi.

3) CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Procedendo ancora lungo il corso principale verso sud, s'incontra la Chiesa di Sant'Agostino.

La chiesa presenta una facciata molto lavorata, da maestranze appartenenti alla scuola del Petrini. Le decorazioni presentano colonne tortili, e motivi a fregi floreali e punte di diamante, che esprimono il virtuosismo della costruzione.


Facciata della Chiesa di Sant'Agostino
ornata dal portale principale con cornice
ogivale e rosone circolare


Portale principale della chiesa, ornato da una cornice
in pietra ogivale con stipiti e archivolto lunettato
finemente decorati


Stipite destro del portale, ornato da magnifiche decorazioni
in pietra, con colonne tortili e capitelli con motivi
floreali e punte di diamante

Lo splendido rosone, che si apre nell'ordine superiore della facciata, é ornato da decorazioni a foglie d'acanto, sormontato da un archivolto poggiato su colonnine pensili. La lunetta del portale é decorata con un gruppo scultoreo, che raffigura la Vergine con il Bambino.


Lunetta del portale in pietra, ornata con il gruppo
scultoreo della Vergine con il Bambino

INTERNO

L'interno della chiesa venne completamente rimaneggiato nel 1827, quando gli affreschi presenti nelle pareti vennero ricoperti da stucchi di gusto barocco.

4) TORRE DI SAN GIOVANNI

Procedendo ancora verso sud per la via principale del paese, s'incontra uno slargo quadrangolare, ove  s'innalza una poderosa torre.

La torre, a sezione quadrangolare, prende il nome di Torre San Giovanni, a testimonianza dell'esistenza dell'antica Chiesa di San Giovanni Battista, oggi scomparsa. La chiesa costituiva una delle sei chiese, edificate sul Colle Erminio, ma non si dispone di notizie certe sull'aspetto originario di questo luogo di culto.


Torre campanaria della scomparsa
Chiesa di San Giovanni, con pianta
a sezione quadrangolare

Probabilmente il portale di accesso era in pietra arenaria, mentre all'interno era custodita la tela che raffigurava il Salvatore che risorge sventolando una bandiera, una mitra tra alcuni fregi e l'epigrafe, con la scritta in latino "Non avertas era faciem tuam me, quia ego Deus tuum sum", tradotto in italiano come "O signora , non distogliere il tuo sguardo da Me, perché io sono il tuo Dio".

Nel 1827, in seguito alla soppressione della parrocchia voluta dall'Arcivescovo Francesco Maria del Luca, venne aggregata alla Parrocchia di Sant'Agostino, sopravvivendo fino al novembre del 1943, seriamente danneggiata dal bombardamento del 22 Novembre 1943. La chiesa venne definitivamente demolita nel 1949.

Il campanile risale alla seconda metà del XIV secolo, a pianta quadrata, d'impostazione stilistica lombarda, poi identificata come "Lancianese", per i marcapiani ad archetti triangolari su mensole sporgenti in laterizio. La muratura della torre é mista, costituita da mattoni e pietrame calcareo, con grossi blocchi di arenaria squadrati.

5) BASILICA CATTEDRALE DELLA MADONNA DEL PONTE

Proseguendo ancore lungo il corso, si raggiunge Piazza Plebiscito, la piazza principale della cittadina, per raggiungere la Cattedrale Basilica della Madonna del Ponte, principale luogo di culto della città.

Nel 1785 vennero avviati i lavori per la ricostruzione della Cattedrale, su progetto dell'Architetto Giovanni Fontana. Nel 1800 vennero avviati i lavori di edificazione della facciata, mentre alcuni anni dopo l'antica Cattedrale di Lanciano, ossia la Chiesa dell'Annunziata, venne demolita.


Facciata in stile neoclassico della Cattedrale
della Madonna del Ponte


Campanile della Cattedrale della Madonna
del Ponte

INTERNO

L'interno della Cattedrale ha pianta a croce latina, a navata unica, in cui le volte a botte vengono sostenute da colonne binate.


Interno della Cattedrale a navata unica

Lungo le pareti sono situati gli altari laterali, che si avvalgono di una sobria decorazione in stile classico. Sulla parete destra della navata, si apre la Cappella del Santissimo Sacramento.


Tela raffigurante l'Ultima Cena, posta nel
Cappellone del Sacramento, realizzata da
Tommaso Alessandrino di Ortona nel 1601


Tela del Martirio di Santo Stefano, realizzata
dal Diano nel 1793


Allegoria della Luce, alla destra dell'altare
maggiore, di Giuseppangelo Ronzi di Penne

Lungo le pareti destra e sinistra si aprono, oltre alle cappelle, piccole nicchie. In fondo al presbiterio, sovrastato dall'imponente struttura della cupola, si apre la nicchia ove é contenuta la Statua della Madonna del Ponte.

Sulla volta si trova un meraviglioso ciclo di affreschi, realizzato nel XVII secolo dal pittore Giacinto Diana.

NB. Le notizie storiche e artistiche sulla città di Lanciano, sono state estrapolate dalla sezione "Storia del Comune", nel portale ufficiale del "COMUNE DI LANCIANO", in www.lanciano.eu.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Santa Croce, sono state estrapolate dal post "il miracolo custodito nella chiesa di Santa Croce", nella pagina Internet "BeWeB. Beni Ecclesiastici in WEB", in www.beweb,chiesacattolica.it.

NB. Le informazioni relative al Campanile della Chiesa di San Giovanni, sono state estrapolate dal post "i Tesori della Chiesa di san Giovanni nel quartiere Lancianovecchio", nel portale "TESORI D'ABRUZZO, una regione da scoprire", in www.tesoridabruzzo.com.

NB. Le informazioni relative alle altre chiese presenti nel centro storico di Lanciano, sono state estrapolate dalla sezione "Storia del Comune" del portale istituzionale del "Comune di Lanciano", in www.lanciano.eu.

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