STORIA
LA FONDAZIONE DI POSEIDONIA DA PARTE DEI COLONI GRECI DI SIBARI
La fondazione della odierna città di Paestum, risale al VII secolo a.C., quando coloni greci provenienti da Sibari, in Calabria, fondarono una colonia al fine di possedere un caposaldo sul Mar Tirreno, oltre che sullo Ionio, al fine di sviluppare i commerci con la vicina civiltà Etrusca, che nel frattempo aveva esteso i suoi territori fino a Capua.
Viaggiando per mare, forse facendo voto a Poseidone per la buona riuscita del loro viaggio, raggiunsero le coste del Cilento, più precisamente il territorio della fertile Valle del Sele, ove fondarono la città di Poseidonia, proprio come ringraziamento all'assistenza offerta dal dio del mare.
Poseidonia visse il periodo di massimo splendore tra la metà del VI secolo e la metà del V secolo a.C.. Quando nel 510 a.C. la madrepatria Sibari venne distrutta, Poseidonia non incontrò più alcuna rivalità per intraprendere un percorso di sviluppo che l'avrebbe portata a divenire una delle più potenti città della Magna Grecia. In città trovarono rifugio molti profughi sibariti, che contribuirono alla sua crescita sociale ed economica. In quegli anni vennero costruiti i grandi templi, che possiamo ancora ammirare, praticamente integri in tutto il loro splendore: nel 560 a.C. venne edificata la Basilica (Tempio di Era), nel 510 a.C. il Tempio di Cerere (dai greci consacrato ad Atena) e nel 460 a.C. quello di Nettuno.
Alla fine del V secolo a.C. i Lucani, popolo che abitava le terre dell'odierna Basilicata, s'impossessarono della città, sottraendola ai coloni greci. L'aspetto della città non venne mutato, conservando le sue peculiarità tipicamente greche, divenendo anzi terreno d'incontro di differenti lingue e culture, quella Osca, di origine Sannita, e quella Greca.
LA DOMINAZIONE ROMANA E LA TRASFORMAZIONE DI POSEIDONIA IN PAESTUM
I Romani s'impossessarono della città a partire dal 273 a.C., cambiandole il nome in Paestum, insediandovi una colonia di diritto latino, amministrativamente autonoma, ma dipendente dall'Urbe (Roma).
Paestum instaurò strettissime relazioni commerciali con Roma, guadagnandosi il riconoscimento di socii navales, ossia alleati che in caso di bisogno avrebbero dovuto fornire le proprie navi all'Urbe. I pestani dimostrando la propria fedeltà durante le Guerre Puniche. Dopo la vittoria su Annibale, Roma ricambiò il favore ricevuto, concedendo a Paestum la libertà di battere moneta propria, che proseguì fino al I secolo d.C.. I romani edificarono a Paestum il Foro, che prese il posto dell'antica Agorà greca, il Macellum, l'Anfiteatro, le Terme e le numerose domus.
L'ALTO MEDIO EVO E L'ABBANDONO DELLA CITTA'
Nel IV secolo, con l'inizio dell'Alto Medio Evo, iniziò per la città una rapida fase di declino. Gli abitanti non riuscirono ad impedire l'impaludimento della zona portuale, e il graduale rimpicciolirsi della città. Con la conversione di molti cittadini al Cristianesimo, venne edificata la Chiesa della Santissima Annunziata, e anche il Tempio di Atena venne trasformato in Basilica. Tra l'VIII e il IX secolo molti pestani abbandonarono la città, che poi venne completamente dimenticata a seguito della conquista Normanna. I Normanni nell'XI secolo depredarono i templi dei loro materiali pregiati.
LA RISCOPERTA
Nel Rinascimento, di Paestum si erano ormai perse le tracce da secoli, e la città veniva citata solo dai pochi letterati più istruiti. La zona intorno all'area archeologica tornò lentamente a vivere nel Seicento, con la nascita di un piccolo gruppo d'insediamenti intorno alla città.
Fu solo nel XVIII secolo, che avvenne la definitiva riscoperta della città, favorita secondo alcuni studiosi, da disegni eseguiti dal Conte Felice Gazola, giunti a Parigi e prontamente pubblicati. I primi viaggiatori che si apprestarono a intraprendere il Grand Tour, ossia la visita delle meraviglie greco - romane dell'età classica, ebbero la grande opportunità di esplorare bellezze greche, senza necessariamente recarsi in Grecia. Nel 1787 vi giunse Johann Wolfang Goethe, che durante il suo Viaggio in Italia, raggiunse Paestum e credette di riconoscere nei templi dorici la perfezione dell'arte classica.
Nel 1829 l'Ingegner Raffaele Petrilli, per la realizzazione della Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, fece aprire una breccia nelle mura per consentire a tutti coloro che avessero percorso la nuova strada di ammirare i templi. Venne rinviato a giudizio, ma la suddetta strada esiste ancora oggi, transitando nel cuore del sito archeologico e tagliando in due l'annfiteatro della città.
A partire dal 1883, i viaggiatori giunsero a Peastum anche percorrendo la Ferrovia Tirrenica appena realizzata.
IL NOVECENTO
All'inizio del XX secolo, grazie ai sistematici lavori di scavo, intrapresi dal Direttore dei Lavori Vittorio Spinazzola, vennero riportati alla luce altri resti della città. Durante il Ventennio fascista, gli scavi si concentrarono sul Foro e sul Tempio della Pace. Nel 1934 vene riportato alla luce il Santuario di Hera alla Foce del Sele, con le sue splendide metope decorate con colori vivaci. Le ricerche proseguirono per diversi anni, nonostante l'ostilità del regime, intento a favorire la ricerca di resti di epoca romana anziché greca.
Tuttavia, l'allora soprintendente Amedeo Maiuri, ebbe l'idea di realizzare un museo per ospitare le suddette metope, che venne portato a termine solo nel 1952, a guerra conclusa. Durante la guerra Paestum riservò ancora, nonostante tutto, grandi sorprese: sbarcati a Salerno, nel 1943, l'anno più cupo del Secondo Conflitto Mondiale, gli Alleati decisero di realizzare una pista di atterraggio nella Località Spina - Guado, e le loro pale meccaniche rivelarono l'esistenza di una necropoli del III millennio, comportando l'interruzione definitiva delle operazioni per la realizzazione della pista.
Dopo la guerra, anche grazie ai proventi della Cassa del Mezzogiorno, nel 1968 venne riportata alla luce la splendida Tomba del Tuffatore, oggi conservata nel museo.
Nel 1998 l'antica colonia greca di Paestum, insieme al Cilento, alla colonia greca di Elea Velia, al Vallo di Diano e alla Certosa di San Lorenzo a Padula, entrò a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità UNESCO.
1) SITO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM
La porzione del sito archeologico oggi resa visitabile, corrisponde al cuore della città greco - romana, ove si trovavano gli edifici di culto più importanti dedicati agli Dei.
MURA DI PAESTUM
La visita al sito archeologico, non deve assolutamente prescindere, da uno sguardo, anche veloce alle mura greche della città di Paestum, edificate per scopi difensivi, e in eccezionale stato di conservazione.
Le mura hanno una lunghezza di quasi 5 km, e si suppone, un'altezza originaria di 7 m. Lungo il loro percorso, protetto da un fossato, sono disposte ventotto torri di forma circolare, quadrangolare o pentagonale, e quattro porte, in corrispondenza dei punti cardinali: Porta Aurea (Nord), Porta Giustizia (Sud), Porta Sirena (Est) e Porta Marina (Ovest).
Il complesso difensivo risale a cavallo tra il IV e il III secolo a.C.. La strada attuale, realizzata nel 1829, ha tagliato da nord a sud la città, distruggendo la Porta Aurea, situata a nord.
TEMPIO DI ERA O BASILICA
Il Tempio di Era, anche impropriamente conosciuto come Basilica, affianca il Tempio di Nettuno, conservato in ottime condizioni.
Costituisce l'unico tempio greco, risalente all'età arcaica, a possedere intatte tutte le colonne della struttura che circondavano la cella. Si tratta di un tempio periptero ennastilo, ossia dotato di un giro completo di un'unica fila di colonne che circondano la cella centrale (periptero), ove era posta la statua della divinità venerata, e con nuove colonne presenti nel lato corto frontale del tempio (ennastilo).
La sua realizzazione si fa risalire al 550 a.C., dedicato ad Era, la Dea della Famiglia e della Fertilità.
TEMPIO DI POSEIDONE (O NETTUNO)
L'edificio sacro di epoca greca che più di tutti ha contribuito a rendere famoso il sito archeologico di Paestum nel mondo, è il Tempio di Poseidone (Nettuno per i Romani). In realtà l'attribuzione della consacrazione al Dio del Mare si tratta di un errore, dato che si ritiene che il tempio fosse consacrato a Zeus o ad Apollo.
L'imponente edificio religioso si trova a fianco alla Basilica. L'area interna del tempio, ovvero la cella, è la più integra dei templi di Paestum, il che rende il tempio, uno degli edifici meglio conservati della Magna Grecia.
Il tempio venne edificato nel 460 a.C. in travertino, e presenta internamente una cella divisa in tre navate, conservando in maniera eccellente anche le colonne interne, che facevano da sostegno alla copertura e alle lunghe travi, non conoscendo ancora i greci l'uso della capriata o dell'arco, quest'ultimo inventato dagli etruschi.
TEMPIO DI ATENA (O DI CERERE)
Il Tempio di Atena, anche noto come Tempio di Cerere, è situato su un'altura, che pone la struttura ad un'altitudine maggiore, rispetto agli altri templi della zona sacra.
Venne realizzato intorno al 500 a.C., e tra tutti i templi, è quello che presenta una struttura più semplice. Il tempio venne edificato in stile dorico, ma presenta nella zona frontale, un pronao dotato di sei colonne in stile ionico. E' inoltre dotato di un unico giro di colonne intorno alla cella centrale, contenente la statua divinità, e pertanto è classificato come un tempio periptero esastilo.
Presenta inoltre un frontone molto alto, e un fregio in stile dorico.
2) MUSEO ARCHEOLOGICO
Per comprendere appieno la storia del sito archeologico di Paestum, e scoprire la vera ricchezza e l'eccezionale stato di conservazione dei tesori artistici rinvenuti, occorre comprendere nella visita del sito anche una visita, breve o lunga che sia, al Museo di Paestum, ove possono essere ammirati splendidi reperti di epoca greca, meravigliosamente conservati.
Il museo ideato nel 1932, venne portato a termine nel 1952, e realizzato al fine di trovare una degna collocazione alle meravigliose metope del Santuario di Hera alla Foce del Sele, da poco riportato alla luce, presso la foce del Fiume Sele, a poca distanza da Paestum.
Nel 1959 il museo venne per la prima volta ampliato con l'edificazione della Sala Metope, realizzata proprio al fine di conservare le Metope, dotata di un'installazione che permette ai visitatori di ammirarle dal basso, in tutto il loro splendore. Nel 1968 venne effettuato il secondo ampliamento, che ha riguardato la Sala Santuari.
TOMBA DEL TUFFATORE
L'ultimo ampliamento, terminato nel 1972, venne realizzato al fine di ospitare la celeberrima Tomba del Tuffatore, venuta alla luce durante gli scavi del 1968. La Tomba del Tuffatore, consiste in una tomba di origine greca composta da un corpo inferiore a forma di parallelepipedo, e da una lastra superiore di copertura, affrescata mediante l'utilizzo di colori vivaci, con la raffigurazione del defunto che esegue un tuffo nelle acque dell'aldilà, metafora del passaggio tra il regno dei vivi e l'aldilà, il regno delle anime.
3) BASILICA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA (O BASILICA PESTANA)
Situata all'interno del Sito Archeologico di Paestum, la Basilica di Santa Maria Annunziata, anche denominata "Basilica Pestana", risale al V secolo. Concepita inizialmente come basilica "aperta", venne poi trasformata in una chiesa di culto cattolico solo con la diffusione della Religione Cristiana.
Nel XII secolo la struttura venne ampliata, e trasformata in una basilica a tre navate con l'impiego di due colonne di spoglio, portandola ad assumere le tipiche forme dello stile romanico. Nel corso dei secoli, la chiesa venne più volte abbandonata e lasciata all'incuria, tanto che nel XVIII secolo venne modificata e adattata alle forme barocche al fine di scongiurarne il crollo.
DESCRIZIONE
La basilica presenta una facciata dalle semplici linee romaniche, molto sobria e austera, ma allo stesso tempo splendida ed elegante.
L'interno è ripartito in tre navate, da due file di colonne che, inglobate nei pilastri edificati in epoca barocca, sono venute alla luce grazie a recenti interventi di restauro. Tale restauro, effettuato nella seconda metà del XX secolo, ha inoltre contribuito a riportare il pavimento della chiesa alla quota originaria, ossia di 1,80 m al di sotto della quota della pavimentazione settecentesca.
Nell'abside centrale, situato infondo alla navata principale della chiesa, è possibile notare antichi affreschi risalenti all'XI secolo.
NB. Le informazioni storiche su Paestum, sono state estrapolate dalle sezioni "La Storia" e "L'Area Archeologica", presenti nel portale ufficiale "PAESTUM E VELIA", nel sito www.museopaestum.cultura.gov.it.
NB. Le informazioni sui templi di Paestum, sono state estrapolate dall'articolo "Templi di Paestum: il tempio di Nettuno, Atena e Hera o Basilica", nel portale "Il CILENTANO", nel sito www.ilcilentano.it.
NB. Le informazioni concernenti il Museo di Paestum, sono state estrapolate dalla sezione "Il museo", nel portale ufficiale "PAESTUM E VELIA", nel sito www.museopaestum.cultura.gov.it.
NB. Le informazioni sulla Basilica Paleocristiana di Paestum, sono state estrapolate dalla pagina "BASILICA PALEOCRISTIANA DI PAESTUM", presente nel sito www.basilicapaleocristianadipaestum.it.


















Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.