mercoledì 2 agosto 2023

SANTA MARIA DI LEUCA: LA "FINIS TERRA" ITALIANA

STORIA

Tra le mete turistiche della Puglia, e in particolare del Salento, un posto di primo piano occupa Santa Maria di Leuca, frazione del Comune di Castrignano del Capo, estremo lembo meridionale della Penisola Salentina e dell'Intera Puglia.

Santa Maria di Leuca, che da adesso in poi sarà semplicemente indicata come "Leuca", deve il proprio nome agli antichi navigatori greci, che notando questo posto particolarmente esposto alla luce solare, lo chiamarono "Leukos", termine greco che in italiano si traduce con "Bianco".

Il centro abitato sorge nell'insenatura compresa tra i due capi più meridionali dell'intera Puglia, Punta Meliso e Punta Ristola. Nonostante sia possibile notare la differente colorazione delle acque marine, non è qui che s'incontrano il Mar Ionio e il Mar Adriatico, bensì a Capo d'Otranto, secondo quanto rilevato dalle carte nautiche. Lungo la costa di Leuca si aprono numerose grotte, alcune delle quali verranno qui esaminate.


Promontorio di Santa Maria di Leuca
visto dal mare

La nascita di Leuca è connessa alle necessità commerciali. La città venne fondata in epoca precedente alla colonizzazione greca e romana, al fine di realizzare uno scalo strategico per velocizzare i traffici commerciali tra Occidente e Oriente. Leuca e il territorio salentino vennero abitate dalla popolazione autoctona dei Messapi, di origine italica.

Dagli scavi effettuati nel territorio della frazione, è stata verificata la presenza d'insediamenti fin dall'Età del Bronzo. Nel Cinquecento Andrea Gonzaga, Signore di Alessano, fece edificare una torre, al fine di scongiurare un attacco da parte degli Ottomani e dei pirati, ribattezzata come "Torre degli Uomini Morti". A causa dei tanti tentativi d'incursione turca, molti abitanti della zona fuggirono spaventati, rifugiandosi altrove, fatto che lasciò il centro di Leuca completamente disabitato per lungo tempo, fino al 1873, anno in cui la località venne ripopolata, e si diede inizio alla costruzione del faro.

L'impulso turistico si verificò già a partire dal XIX secolo, alimentato dal desiderio di nobili di disporre di una villa in riva al mare. Tali ville vennero edificate perlopiù in stile Liberty, che resero Leuca un museo a cielo aperto della tipica derivazione italiana dell'Art Nouveau, sviluppatasi nella seconda metà del XIX secolo. Nonostante molte di esse siano cadute in disuso, e si trovino in precario stato di manutenzione, altre sono state ristrutturate e tutt'ora in buone condizioni.

MONUMENTI, LUOGHI D'ARTE E SITI NATURALISTICI

Nonostante sia una piccola località di mare, sono molti i monumenti, le architetture sia moderne che contemporanee e le meraviglie della natura, che possono essere visitate a Leuca. Passare una giornata in questa località, significa fare una vacanza, per chi lo desidera, all'insegna della storia, dell'arte, dei bagni nell'acqua limpida, delle immersioni nelle grotte di ponente e di levante e, in generale, del divertimento.

1) SANTUARIO DI SANTA MARIA DE FINIBUS TERRAE

La motivazione per cui ho chiamato Leuca la "Finis Terra italiana", distinguendola della Finisterre galiziana, estrema propaggine del Cammino di Santiago, non è casuale, ma deriva da due importanti fattori storici e artistici: prima di tutto Leuca è il punto terminale del pellegrinaggio lungo la Via Francigena, il cui percorso è divisi nei due tronconi settentrionale (Canterbury - Roma) e meridionale (Roma - Leuca).

Il famoso Santuario, situato a ridosso della scogliera, sulla piazza principale a picco sul mare, non a caso prende il nome di Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, edificato nel punto terminale del pellegrinaggio, sulle rovine di un antico tempio romano dedicato alla Dea Minerva.

ESTERNO

L'esterno del Santuario, è costituito da una semplice facciata squadrata, e da un campanile, la cui campana originale venne trafugata dai pirati nel 1689, insieme alla statua della Madonna riposta in prossimità della chiesa stessa.


Facciata del Santuario di Santa Maria de
Finibus Trerrae

INTERNO

Lo spazio interno si caratterizza per un'architettura molto semplice. Presenta un'unica, grande navata, decorata da interessanti tele, e in particolare da uno splendido altare marmoreo in stile barocco.


Interno del Santuario a navata unica


Altare marmoreo barocco


Pulpito in pietra all'interno del Santuario

2) COLONNA ROMANA

Nella piazza antistante il santuario, si erge una slanciata colonna di epoca romana, ornata in sommità da un capitello corinzio, ove è infissa una croce in pietra, posta in commemorazione del pellegrinaggio giubilare qui terminato nell'anno 1900, e del probabile passaggio dell'Apostolo Pietro.


Colonna Romana ornata in sommità
da un capitello corinzio

3) FARO

Il vero simbolo che identifica Santa Maria di Leuca in Italia e nel Mondo è il faro, costituito da un'alta torre ottagonale, realizzato al posto dell'acquasantiera voluta da Filippo II, e oggi posta a pochi passi dal Santuario.

Sulla cima del Faro, è posta una lanterna, dotata di sedici lenti, delle quali dieci oscurate e sei libere, in grado di proiettare un fascio di luce fino a 50 km di distanza. E' disposto a 47 m dal suolo, e a 102 m.s.l.m., ed è in grado di offrire un panorama mozzafiato. La sagoma è visibile da diversi chilometri.


Veduta del Faro di Leuca dalla
piazza antistante

Il Faro entrò in funzione nel 1866. Da qui è possibile avere una vista completa del porto, e dell'intero centro abitato di Leuca. E' inoltre possibile salire sul terrazzo circolare, visitando l'interno e percorrendo i 254 gradini che compongono la scala a chiocciola, e godere di un meraviglioso panorama.

4) LE GROTTE DI LEUCA

La costa rocciosa di Santa Maria di Leuca, che giunge fino ai due estremi lembi di Punta Ristola e Punta Meliso, è costellata da grotte e insenature naturali, che si aprono sia a oriente, che a occidente, dell'estrema propaggine della Penisola Salentina.

La Costa di Levante ha un aspetto più roccioso e frastagliato, in cui si aprono suggestive grotte, scavate dall'acqua durante i millenni. Tra le prime è possibile citare la Grotta delle Cazzafre, per poi proseguire fino a raggiungere le Grotte del Pozzo, Lu Vangare, Le Mannute, Montelungo, la Grotta del Brigante e molte altre, fino a raggiungere la splendida insenatura del Ciolo, nel Comune di Gagliano del Capo, sovrastata dall'omonimo Ponte. Lungo la litoranea che conduce a Gallipoli, un cartello segnala la discesa per la Grotta Porcinara, ove la presenza umana è documentata fin dall'VIII secolo.

Nelle vicinanze si apre la Grotta del Diavolo, cavità profonda trenta metri, ove sono stati rinvenuti reperti, che attestano come questo luogo fosse utilizzato come luogo sacro durante il Paleolitico.

Altrettante grotte e insenature si aprono lungo la Costa di Ponente, tra le quali possono essere considerate la Grotta dei Giganti, per il ritrovamento di denti e ossa di pachidermi, e la Grotta del Bambino, che ha restituito un molare appartenuto ad un bambino di dieci anni.

Di seguito si apre la Grotta delle Tre Porte, così denominata perché presenta tre accessi dal lato del mare, e la Grotta del Presepe, con stalattiti che richiamano la Natività. Infine la Grotta Cipollina, ove sono stati rinvenuti utensili risalenti alla Preistoria.


Ingresso della Grotta delle Tre Porte


Altro ingresso della Grotta delle Tre Porte

L'ultima grotta è la Grotta del Drago, così chiamata per la presenza di uno scoglio dalla forma molto simile alla testa di un drago.

NB. Le informazioni storiche, artistiche e naturalistihe riportate su Santa Maria di Leuca, sono state estrapolate dalla pagina "Santa Maria di Leuca. Capo di Leuca", nel portale internet "Nel Salento", nel sito www.nelsalento.com.

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