STORIA
Tra i dodici comuni che appartengono al territorio della Costiera Amalfitana, un ruolo da protagonista spetta a Ravello, borgo non direttamente affacciato sul mare, ma situato nelle montagne dell'entroterra, fattore che ne fa uno dei borghi più panoramici del comprensorio.
Secondo la leggenda, la fondazione di Ravello risale all'epoca imperiale romana, quando un gruppo di nobili giunse sulla Costiera a causa di un naufragio della propria nave.
La prima documentazione scritta sull'esistenza di Ravello, risale all'epoca della Repubblica Marinara di Amalfi, quando tutto il territorio costiero entrò a far parte del Ducato di Amalfi.
Con l'inizio della sottomissione di Amalfi all'influenza politica normanna, le famiglie ravellesi più influenti ricevettero sostegno economico dai nuovi dominatori. Nonostante l'elevazione della città al rango di Diocesi, Ravello si trovò a fare i conti con due eventi che ne minacciarono il prestigio economico: da un lato, per ben due volte, nel 1135 e nel 1137, la città venne attaccata dalle truppe pisane. L'ultima invasione pisana, comportò la devastazione del territorio ravellese, procurando ingenti danni anche economici.
I nobili locali appoggiarono Federico II durante il suo mandato, ricevendo in cambio il conferimento di prestigiosi incarichi presso la corte imperiale. Con l'avvento degli Angioini nel 1266, ebbe inizio il più grave periodo di crisi per la città: nel 1282 scoppiò la Rivolta dei Vespri, che influenzò negativamente l'economia del Ducato.
In seguito il feudo di Amalfi, e quindi anche di Ravello, passarono sotto la proprietà dei Sanseverino, Signori del Vallo di Diano, per poi finire nelle mani dei Piccolomini di Siena a partire dal 1583. Il continuo cambiamento di Signori feudatari, spinse molte famiglie ad abbandonare Ravello per trasferirsi a Napoli, governata dalla corte aragonese.
Con la Restaurazione del 1815, Ravello visse un periodo di sviluppo, anche dovuto alla realizzazione della nuova strada, che attraversava tutti i paesi della Costiera da Vietri a Positano, l'attuale Strada Statale 163 Amalfitana. Il Comune svolse un ruolo marginale durante le vicende del Risorgimento Italiano, ma tornò ad essere protagonista durante la Seconda Guerra Mondiale, quando nella Villa Episcopio, trovò riparo Vittorio Emanuele III, qui giunto da Brindisi. Proprio a Villa Episcopio si ebbe la firma del passaggio della luogotenenza dal Re Vittorio Emanuele III al figlio Umberto II, il 12 aprile 1944, e il giuramento del governo provvisorio con sede a Salerno, che guidò l'Italia fuori dal Secondo Conflitto Mondiale, e verso la Repubblica.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Tra i borghi che si affacciano sulla Costiera Amalfitana, Ravello rientra tra quelli che possiedono nel centro storico, la maggiore quantità di monumenti da visitare. Tra questi, devono essere considerate le due splendide ville ravellesi, Villa Ruffolo e Villa Cimbrone, il Duomo di San Pantaleone, patrono di Ravello e, infine, l'Auiditorioìum Oscar Niemeyer, realizzato su progetto del celeberrimo Architetto brasiliano, che nel biennio 1959/60 progettò ex novo Brasilia, la capitale del Brasile.
1) DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA E SAN PANTALEONE
Il Duomo di Ravello, dedicato a Santa Maria Assunta e al Santo Patrono Pantaleone, costituisce in assoluto il principale monumento artistico della città, assolutamente da non perdere.
Al suo interno, viene conservata la preziosa reliquia del sangue di San Pantaleone, versato dal Santo Martire quando, secondo la leggenda, venne ucciso a Nicomedia nel 305, durante la persecuzione dei Cristiani ordinata dai Romani. Il sangue del Santo Patrono viene conservato in un'ampolla, e la sua liquefazione si verifica il 27 luglio, giorno del martirio.
ESTERNO
La facciata si presenta con una semplice muratura intonacata, impreziosita dallo splendido portale principale bronzeo, opera di Barisano da Trani, costituito da cinquantaquattro formelle, disposte su due battenti ed incorniciati da motivi geometrici. Quarantadue formelle presentano varie figure, ove tra le tante, sono riportate le scene della Deposizione dalla Croce o della Madonna con Bambino, mentre una formella, informa il visitatore che l'intera struttura risalente al 1179, fu realizzata su donazione del Nobile Sergio Muscettola.
Alle spalle del Duomo si trova il campanile, a sezione quadrata, formato da tre registri, ove si aprono quattro bifore sui quattro lati, coronate da archetti di tufo su colonne binate.
INTERNO
L'interno del duomo, è in stile romanico composto da tre navate. Sul lato sinistro sella navata centrale è riposto l'ambone Rogadeo, che prende il nome dal Vescovo ravellese Costantino Rogadeo, che ne commissionò la costruzione. Non è stata stabilita con certezza una data di costruzione dell'ambone, ma è stata constatata la sua realizzazione ad un periodo anteriore al 1150.
L'ambone e rivestito da una decorazione a mosaico, che si articola su due registri: nel registro inferiore sono presenti due dischi di porfido circondati dalla spirale continua ottenuta con tessere marmoree quadrate, che stanno a simboleggiare l'eternità.
La scena musiva del registro inferiore, riproduce l'episodio biblico di Giona, mangiato e poi vomitato da un mostro marino, simbolo della Resurrezione di Cristo. La totalità dell'opera dell'ambone, riproduce l'evento della Resurrezione: la storia di Giona come prefigurazione di Cristo, il vuoto centrale lasciato per simboleggiare la tomba vuota di Cristo, e le due arabe fenici, rappresentate ai lati del vuoto centrale, che risorgendo dalle loro ceneri, simboleggiano la Resurrezione di Cristo.
Sul lato destro della navata centrale, è riposto l'altro ambone, l'Ambone Rufolo.
Tale ambone costituisce una costruzione più articolata, poggiante, nella parte della balaustra, su colonne, costituite da capitelli di scuola francese poggianti su leoni marmorei, raffigurati nell'atto di camminare. Realizzato nel 1272 da Nicola Bartolomeo da Foggia, presenta una spettacolare decorazione musiva su tutta la superficie dell'opera. Particolare è quella realizzata nella balaustra, ove è raffigurata la Vergine Odigitria, che con una mano tiene in braccio il Bambino, mentre con l'altra lo indica, e gli Stemmi della casata dei Rufolo. Ogni elemento costruttivo che compone l'ambone, rimanda indirettamente all'immagine del Giardino, come prefigurazione del Paradiso.
Sulla sommità dell'ambone è riposta l'aquila, che fa da sostegno al libro evangeliario, ricollegabile alla tradizione secondo la quale l'aquila, è quell'uccello che, quando sente avvicinarsi il momento della morte, vola verso il sole dal quale trae la forza per risorgere, così come l'uomo nel momento della morte, guardando il sole, e quindi Cristo, rinasce a nuova vita.
Ambone Rufolo di Nicola Bartolomeo da Foggia (1272)
2) VILLA RUFOLO
Il complesso di Villa Rufolo, costituisce un'opera d'arte straordinaria, quanto eterogenea, composta da strutture architettoniche che non risalgono tutte allo stesso periodo, ma che hanno subito modifiche e integrazioni fino alla fine del XVIII secolo.
DESCRIZIONE
Di proprietà della Famiglia Rufolo, la più potente famiglia ravellese durante il Medio Evo, l'ingresso alla villa avviene mediante l'attraversamento di due torri quadrate, delle quali la più piccola dotata di un arco a sesto acuto che immette in un viale alberato, e presenta una copertura a cupola a forma di ombrello.
Il viale alberato, mostra sul lato destro resti di pilastri, che rendono plausibile l'ipotesi della presenza di alcune sale, ora crollate, che un tempo andavano a costituire un ulteriore corpo di fabbrica disposto tra la cosiddetta "cappella" a sezione quadrata e l'ingresso monumentale.
Percorrendo il viale nella sua interezza, si giunge nella struttura più antica della villa, ossia il corpo originario del palazzo del XIII secolo, costituito da un cortile moresco a pianta rettangolare, composto da una galleria doppia su tre lati. In occasione dei restauri della struttura seguiti al terremoto del 1713, vennero realizzati archi che consentirono l'ampliamento degli ambienti che circondavano il cortile.
All'interno del cortile è visibile nel lato Est del secondo livello, la splendida decorazione composta da strutture di archi intrecciati, sovrapposti e rovesciati, e colonnine che fanno da sostegno ad archi ciechi.
Nei dintorni del cortile, vennero realizzate le strutture originarie, tra le quali grande importanza rivestirono le cucine. Procedendo nel percorso di visita si raggiunge una seconda torre quadrata, molto più alta rispetto alla torre d'ingresso, che presenta una decorazione a colonnine in argilla e cerchi di tufo.
Ai piedi della torre si trova una grande struttura a pianta quadrata, ove è posta in sommità una copertura circolare, che rimanda alle influenze dell'architettura islamica, giunte in questi territori grazie ai viaggi dei mercanti amalfitani. Dal giardino si può accedere alla stanze, ove si possono ammirare gli splendidi pavimenti maiolicati, realizzati con l'ausilio di ceramica vietrese, e gli stucchi che ornano le pareti.
Dal giardino è possibile ammirare la sezione inferiore della villa, realizzata ad opera dell'ultimo proprietario del complesso, lo scozzese Nevile Reide, al quale si deve la rimozione delle vecchie strutture e la creazione di nuovi terrazzamenti. A nord del giardino è possibile visitare l'impianto termale, costituito da una sala, coperta con volta a calotta.
A livello intermedio del giardino, è posta la Sala da Pranzo, divisa in senso longitudinale da due file di cinque colonne connesse da archi, e coperta da una volta a crociera. Attraverso una scala, è possibile scendere al livello inferiore, ove si scorgono i canali che conducevano l'acqua dai terrazzi fino alla cisterna, per usi domestici e agricoli.
Accanto all'ingresso della villa si trova una cappella, ancora una volta decorata con archi intrecciati ciechi posti su colonne binate.
La ricchezza e la complessità della villa, sono riferibili alla ricchezza dei committenti, i membri della Famiglia Rufolo, citati nei documenti storici a partire dall'XI secolo.
3) AUDITORIUM OSCAR NIEMAYER
La progettazione dell'Auditorium Oscar Niemayer, venne intrapresa nel 2000 dal celebre architetto brasiliano, cui venne commissionata la realizzazione di un Auditorium che riproducesse l'andamento della Costiera.
Il complesso, inaugurato nel 2010, dispone di quattrocento posti, e viene utilizzato sia per la rappresentazione di spettacoli invernali, sia per la riproduzione di film, per i quali viene anche adattato a cinematografo.
La splendida architettura dell'auditorium, si compone di un muro curvo volto a dare forma al palcoscenico, un grande salone aperto sul paesaggio, la platea e la cabina di proiezione.
NB. Le informazioni sulla storia di Ravello, sono state estrapolate dal paragrafo "La Storia di Ravello", nella sezione "VIVI LA CITTA'", nel portale ufficiale "Ravello, città della musica", in www.comune.ravello.sa.it.
NB. Le informazioni sui monumenti di Ravello, sono state estrapolate dalle pagine dedicate ai relativi monumenti trattati, nel paragrafo "Il Patrimonio Culturale Materiale", nella sezione "VIVI LA CITTA'", nel portale ufficiale "Ravello, città della musica", in www.comune.ravello.sa.it.












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