STORIA
Secondo la leggenda i primi abitanti di Vasto (CH), furono popolazioni provenienti dalla Dalmazia. Il primo toponimo del luogo, Histon, gli venne attribuito da Diomede, che raggiunse le coste abruzzesi partendo dall'Illiria.
Verso il V secolo a.C. il territorio di Vasto venne occupato dalla popolazione autoctona dei Frentani. Molti reperti dell'epoca preromana della città sono raccolti nella sezione archeologica del polo museale del Palazzo d'Avalos.
Con la conquista romana e la successiva Guerra Sociale del 91 - 99 a.C. la città di Histon, assunse il nome latino di Histonium, elevata dai romani al rango di municipium. Da questo momento in poi, ebbe inizio per la città un periodo di splendore economico e sociale.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, la città subì i saccheggi provocati dalle invasioni barbariche. Con la fine del Regno Longobardo e la discesa dei Franchi, un conquistatore franco di nome Aymone, eresse sulle rovine dell'antica Histonium, un borgo fortificato cui diede il nome di Guast d'Aymone.
Con la fine del periodo di dominazione angioina, Vasto venne ceduta in feudo alla Signoria dei D'Avalos, provenienti dalla Spagna, che qui trasferirono la propria corte, risiedendo nel palazzo che tutt'ora ne porta il nome, Palazzo d'Avalos. Con i D'Avalos Vasto visse il suo massimo periodo di splendore. Nel palazzo fatto da loro edificare vi visse la Duchessa Vittoria Colonna, nobildonna italiana consorte del Duca Fernando Francesco D'Avalos.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Vasto, é un luogo tutto da scoprire, con calma e passione, che cela al suo interno tesori di assoluto valore storico e artistico, in grado di meravigliare il turista desideroso di esplorare un patrimonio artistico al di fuori dei percorsi turistici più battuti.
1) PORTA CATENA
La visita al centro storico di Vasto può avere inizio da Porta Catena, porta di accesso esposta a sud del borgo.
La porta che si apre nella cinta muraria medievale della città, é costituita da un arco a sesto acuto ad un solo fornice, realizzato con struttura in laterizi, poggiante su due grandi pilastri di pietra. L'intradosso della porta presenta un arco più basso, sempre a sesto acuto, coperto da una sporgenza superiore in laterizio. La struttura risale ad un'epoca anteriore alla ristrutturazione delle mura cittadine, avvenuta tra il 1391 e il 1439.
2) CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE
Non appena entrati nel centro storico, percorrendo dapprima Via delle Catene e poi Via Santa Maria, si giunge alla centrale Chiesa di Santa Maria Maggiore.
La chiesa venne eretta alla fine dell'XI secolo, gravemente danneggiata dai Turchi nel 1566, devastata da un incendio nel 1645 e, infine, ampliata nel 1785. All'esterno é possibile notare la possente mole del campanile a sezione quadrangolare del XIV secolo, edificata sui resti di un bastione preesistente, denominata in dialetto locale "la Battaglia", in quanto costituiva un avamposto difensivo della città durante l'Età Medievale. Il campanile é ornato da cinque pregevoli finestre romaniche.
INTERNO
L'interno, ampio e luminoso, si presenta con una struttura in stile neoclassico. Il presbiterio é ornato da una bella balaustra a valva, mentre ai lati dello stesso, due scale scendono nella sottostante cripta, ove sono custodite le spoglie di San Cesario Martire.
Nella zona dell'altare maggiore e dell'abside, sono custoditi la cantoria e l'organo, realizzato nel 1719 da Domenico Manginio, dotato di una cassa lignea riccamente decorata. L'organo é collocato accanto all'altare maggiore, realizzato nel 1573 da scultori veneziani.
Sulla navata destra sono collocate le tombe dei Duchi d'Avalos mentre, sulla parete di fondo della stessa navata, il reliquiario a forma di pisside ove é contenuta la reliquia della Sacra Spina, donata al Marchese d'Avalos nel Cinquecento, come delegato del Re di Spagna in occasione del Concilio di Trento.
Nella chiesa si possono notare importanti tele dipinte, tra le quali l'Ecce Homo del 1500, attribuita a Tiziano, lo Sposalizio di Santa Caterina, della scuola del Veronese, il Battesimo di Sant'Agostino realizzata da Luigi Benfatto, nipote di Paolo Veronese, e due belle statue lignee di scuola napoletana
3) PIAZZA GABRIELE ROSSETTI E MONUMENTO
Girando a sinistra su Via Tripoli e poi a destra, si raggiunge la piazza più scenografica e suggestiva di Vasto, ossia la Piazza Gabriele Rossetti. Al centro della piazza si erge il monumento commemorativo dedicato a Gabriele Rossetti, poeta vastese esiliato in Inghilterra.
La piazza ha una forma ellittica, in quanto realizzata sulle fondamenta dell'antico anfiteatro di Histonium, del quale si possono ancora notare le fondazioni, guardando attraverso gli opachi vetri posti sulla pavimentazione della piazza.
4) CASTELLO CALDORESCO E CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
Dinanzi alla Piazza Gabriele Rossetti é posto il Castello Caldoresco, importante maniero militare della città del Vasto.
La Chiesa di San Francesco di Paola risale al XV secolo, sorta sul sito di una cappella più antica consacrata a Santa Maria de' Guarlati. Con la demolizione della chiesetta, nell'area venne edificato il Convento dei Paolotti e, su commissione popolare, le due Cappelle consacrate alla Madonna dei Miracoli e a San Rocco, Santi invocati per la protezione contro la pestilenza.
I lavori per l'edificazione della chiesa presero avvio nel 1604, mentre successivamente la chiesa venne restaurata per volere di Michelangelo d'Avalos, che contribuì a far riporre l'immagine della Vergine sulla parete del coro. Nel 1770 il convento venne soppresso e trasformato in abitazione privata, mentre la chiesa venne restaurata e riedificata in stile neoclassico ad opera dell'Architetto Silvestro Benedetti.
INTERNO
L'interno della chiesa é a navata unica, e conserva interessanti opere d'arte, in particolare numerose tele dipinte.
Tra le tele presenti, possono essere considerate la Madonna del Velo di B. Luini, il San Carlo Borromeo di Nicola Maria Russo, il San Rocco di Filippo Andreola, la tela di Santa Lucia realizzata da Giovan Battista de Littis e la tela raffigurante San Francesco di Paola, realizzata da un pittore anonimo nel XVII secolo. Nel 1729, il Marchese Don Cesare Michelangelo D'Avalos, ultimo discendente della famiglia, venne sepolto al di sotto del pavimento della chiesa.
5) MUSEI CIVICI DI PALAZZO D'AVALOS
Dal Castello Caldoresco, percorrendo il Corso del Palma, via principale della cittadina, ci si ritrova dinanzi la grande mole di Palazzo d'Avalos, sede dei Duchi D'Avalos, Signori di Vasto, principale polo culturale della città in cui sono ospitati i musei civici.
Il palazzo costituisce uno dei principali esempi di edificio rinascimentale abruzzese, realizzato nella seconda metà del Cinquecento, inglobando le strutture del palazzo quattrocentesco fatto erigere dai Caldora, e devastato durante le incursioni operate dai guerrieri turchi nel 1566, comandati da Pialy Pascià.
Durante i tre secoli di governo dei Marchesi D'Avalos, dalla fine del Quattrocento fino al 1799, anno dell'occupazione napoleonica della città, il palazzo ospitò la sede della corte locale, assumendo le sembianze di una piccola reggia. Quando i D'Avalos furono costretti a lasciare la città, gli ambienti del palazzo vennero frazionati al fine di ospitare botteghe e appartamenti, e di oscurare il suo glorioso passato di residenza principesca. Nel 1974 il Comune di Vasto ne acquisì la proprietà, avviando importanti lavori di restauro.
INTERNO
Il palazzo ospita al suo interno tre differenti musei, che contribuiscono notevolmente ad arricchire il patrimonio culturale vastese. Tra i musei che é possibile visitare sono inclusi il Museo Archeologico, la Pinacoteca e il Museo del Costume Antico. Solo i primi due musei verranno di seguito approfonditi.
Il chiostro interno del palazzo é adibito come sede di uno spettacolare giardino napoletano del XVIII secolo, affacciato sul mare. L'ambiente é impreziosito da splendidi pavimenti e sedute in maiolica colorata, che rispecchiano il gusto barocco napoletano, oltre che da stanze ornate da stucchi e decorazioni.
MUSEO ARCHEOLOGICO
Fondato nel 1849 come Gabinetto Archeologico Comunale di Vasto, costituisce il più antico museo di Abruzzo. Venne ampliato con i reperti storici raccolti dallo storico direttore Luigi Marchesani, che testimoniano fasi storiche del periodo frentano, che vanno dal IX al III secolo a.C., dalla fondazione della colonia romana di Histonium all'Alto Medio Evo.
Tra i reperti più importanti si conservano i corredi funerari delle necropoli del Tratturo e di Villalfonsina, i bronzetti votivi dei santuari locali, tra cui il Guerriero Offerente con Corazza Anatomica e il Sarcofago Romano Bisomo di Publius Paquius Scaeva.
PINACOTECA
L'allestimento della Pinacoteca, comprende la sezione più antica della Pinacoteca Civica, in cui sono ricomprese le opere donate nel 1898 dai pittori Giuseppe, Filippo, Paolo e Nicola Palizzi.
Fra le opere esposte si ricordano in particolare quelle di Filippo Palizzi, tra le quali le tele raffiguranti i Due Pastorelli; Olanda e il Muletto.
6) CONCATTEDRALE DI SAN GIUSEPPE
La Concattedrale di San Giuseppe, venne edificata nel XIII secolo su un preesistente convento degli agostiniani. Originariamente dedicata a Santa Margherita e a Sant'Agostino dal Seicento all'Ottocento, con la conquista napoleonica venne consacrata a San Giuseppe. Il 23 luglio 1853 venne elevata a Cattedrale.
La chiesa conserva una facciata duecentesca, in Pietra della Maiella, ornata da un portale finemente lavorato. Nella lunetta al di sopra del portale maggiore, un'iscrizione ci informa che la chiesa venne edificata a partire dal 1290, ad opera di Mastro Ruggero de Fregenis.
Al di sopra del portale si apre un magnifico rosone circolare, ornato da una splendida raggera, e da una cornice finemente decorata, aggiunta nel 1928.
Il campanile della chiesa venne realizzato nel 1730, in ferro battuto, su cui a partire dal 1814 é stato installato un orologio meccanico che scandisce i rintocchi ogni quarto d'ora.
INTERNO
L'interno della chiesa, rifatto nel 1890 in stile neogotico, ha una pianta a croce latina, con vetrate policrome istoriate da figure di personaggi biblici.
Sono inoltre presenti alcune sculture lignee del Cinquecento, una statua ottocentesca di San Giuseppe, importanti affreschi recentemente restaurati, e un prezioso trittico del Cinquecento raffigurate la Madonna della Misericordia con Bambino e i Santi Caterina d'Alessandria e Nicola di Mira, realizzato dall'artista albanese Michele Greco da Valona.

Interno della Concattedrale a navata unica
7) CHIESA DEL CARMINE
Percorrendo Via del Vescovado dalla Concattedrale di San Giuseppe, si raggiunge la Chiesa del Carmine, tra le più belle del borgo.
Consacrata a Maria Santissima del Carmine, venne ricostruita ex novo nel XVII secolo, in sostituzione della più antica Chiesa di San Nicola degli Schiavoni. La progettazione della chiesa, cui collaborò anche l'Architetto Luigi Vanvitelli, é dovuta all'iniziativa dell'Architetto Mario Gioffredo.
ESTERNO
La struttura dell'edificio religioso, presenta una pianta a croce greca leggermente asimmetrica. L'ambiente ha una copertura a volta, su cui s'innesta una cupola senza tamburo, decorata all'interno da una struttura a cassettoni.
La facciata presenta un grande portale tardo - rinascimentale sormontato da un timpano cuspidato, su cui si apre una finestra ornata da un'elegante balaustra.
INTERNO
L'interno a navata unica, conserva numerose opere di pregio. Tra queste possono essere considerate le tele della Presentazione di Maria, realizzata da Crescenzo La Gamba, posta al di sopra dell'altare maggiore, la tela di San Benedetto nella Grotta realizzata dal pittore vastese Nicola Tiberi e la Madonna del Carmine tra San Nicola e Sant'Andrea, dell'artista vastese Giulio de Litiis.
Altra notevole tela é quella raffigurante l'Estasi di Santa Teresa d'Avila Trafitta da un Angelo, realizzata da Francesco Fischetti nel 1770. All'interno di una teca riposta sopra uno degli altari della chiesa, é conservato lo scheletro di San Teodoro Martire.
8) PARCO ARCHEOLOGICO DELLE TERME ROMANE
Usciti dalla Chiesa del Carmine e ritrovati nel Largo del Carmine, si percorre per un breve tratto Corso Plebiscito, per poi svoltare a destra su Corso Dante Alighieri.
Proprio al termine del Corso si trova il Parco Archeologico delle Terme Romane dell'Antica Histonium, nelle vicinanze della splendida Chiesa di Sant'Antonio da Padova, che verrà trattata in seguito.
Il complesso termale dell'antica Histonium, costituisce il più grande parco archeologico della fascia adriatica dell'Italia Centrale. La zona archeologica ha un'estensione di circa 250 mq, e parte del sito risulta ancora sepolta sotto la pavimentazione della Chiesa di Sant'Antonio da Padova, dell'Arena delle Grazie e della SS 16 Adriatica che vi transita accanto.
Il complesso archeologico é tra i meglio conservati della Regione Abruzzo.
I resti della struttura vennero riportati alla luce nel 1974, grazie alla demolizione del fabbricato che le sovrastava. Secondo gli archeologi, l'edificazione delle terme può essere ricompresa tra il II e il III secolo d.C., in relazione alle figure rappresentate nei mosaici, tra le quali si possono notare pesci, mostri marini e delfini.
9) CHIESA DI SANT'ANTONIO DA PADOVA
La facciata della Chiesa di Sant'Antonio da Padova risalente al XIII secolo, si presenta distinta in due ordini, uno superiore realizzato in cotto, e uno inferiore in pietra.
Il portale centrale in pietra, é edificato secondo i dettami dello stile gotico. La chiesa risale al 1200 e, secondo la tradizione, venne edificata su iniziativa di San Francesco d'Assisi. I Padri Francescani vi risiedettero fino al 1808, quando il convento fu soppresso a causa delle Campagne Napoleoniche.
Dopo la frana che nel 1956 ha colpito e distrutto la Chiesa di San Pietro, i cui suggestivi resti si trovano nelle vicinanze, la chiesa é stata adattata come sede della Parrocchia di San Pietro Apostolo.
I restauri degli anni Ottanta e Novanta del XX secolo, hanno riportato al suo antico splendore l'altare, il pavimento e la tinteggiatura delle pareti laterali.
INTERNO
L'interno della chiesa si presenta con un impianto a navata unica, realizzato nel 1723 dal Priore della Confraternita di Sant'Antonio, Carlo De Nardis, che a sue spese fece decorare lo spazio interno con elaborati stucchi in stile barocco da un ignoto artista napoletano.
Le pareti laterali della chiesa, sono decorate da pregevoli stucchi di gusto barocco, ove si trovano splendidi bassorilievi raffiguranti episodi biblici, Scene della Vita della Madonna, di San Giuseppe e dei Miracoli di Sant'Antonio, insieme a Scene del Vangelo e Simboli delle Virtù.
Tra gli arredi sacri ivi contenuti, provenienti dalla Chiesa di San Pietro, meritano una visita il reliquiario della fine del Cinquecento in argento ed ebano, con la rappresentazione a rilievo di scene bibliche sulla superficie.
Nella chiesa sono custoditi i due dipinti che illustrano il Battesimo di Gesù e il Cieco di Gerico, realizzati rispettivamente dai due Fratelli Filippo e Francesco Paolo Palizzi.
Tra le altre pregevoli opere contenute nella chiesa, possono essere considerate: la Tovaglia e il Piviale di San Pietro con ricami d'oro della vastese Grazia Barone, la reliquia della Santa Croce e la statua di cartapesta del Cristo Morto realizzata nel XIX secolo da un artista vastese conosciuto come "Mannella", la Statua di Santa Liberata in terracotta del 1800 del vastese Florindo Naglieri, la Statua di San Pietro in terracotta, realizzata nel 1797 dal vastese Luigi Vasetta, il Crocifisso ligneo del 1700 del napoletano Giacomo Colombo, le statue lignee raffiguranti San Francesco, San Bonaventura e il Cristo Risorto, di San Paolo, San Pietro e Santa Liberata, risalenti al 1600, oltre a quella del Sacro Cuore di Gesù.
10) RESTI DEL PORTALE DELL'EX CHIESA DI SAN PIETRO
Nelle vicinanze della Chiesa di Sant'Antonio da Padova, si trovano i suggestivi resti, assolutamente da non perdere, dello splendido portale ogivale appartenuto all'antica e, ormai distrutta, Chiesa di San Pietro.
Il bellissimo portale ha una struttura risalente al XIII secolo, parte dell'antica chiesa distrutta da una frana del 1956, ed é incastonato nell'ordine inferiore della facciata.
La struttura, a forma ogivale, é impreziosita da una lunetta superiore, ove é incastonata la piccola scultura raffigurante Cristo Infante, mentre al di sotto della scultura é riposto un piccolo bassorilievo raffigurante la Deposizione di Gesù, ove il Messia é rappresentato con in testa una Corona Regale, in sostituzione della consueta Corona di Spine.
11) PORTA NUOVA
Dalla parte opposta della città, si trova l'arco di Porta Nuova, già esistente nel 1544 nei pressi del Convento di San Domenico.
La porta presenta una struttura imponente, costituendo probabilmente in origine, la principale porta d'accesso del centro storico. Nel 1790 il Mastrogiurato Barone Tambelli ne promosse il restauro, abbellendo l'ordine superiore della porta con la realizzazione dello stemma della città e della loggetta. Costituisce la porta meglio conservata della città.
Nell'intradosso della porta, al di sopra dell'arco, é possibile notare un tondo abbellito con mattonelle di maiolica raffigurante San Pietro, incastonato nella struttura nel 1950, in occasione dell'anno giubilare. Il tondo maiolicato venne realizzato dal capomastro muratore vastese Michele Provicoli, deceduto nel 2004.
12) TORRE BASSANO
In Piazza Rossetti, nelle vicinanze del Castello Caldoresco, si trova la Torre Bassano, edificata nel 1439 su commissione del Marchese di Bassano, con lo scopo di difendere la città dagli attacchi nemici cui erano soggette, in particolare, le città costiere.
La struttura, di forma cilindrica, era connessa con il Castello Caldoresco da una cinta muraria non più esistente. Presenta due anelli di beccatelli uno inferiore, dalle dimensioni ridotte, l’altro superiore, con un minore numero di elementi decorativi dalle maggiori dimensioni.
Torre Bassano
NB. Le notizie storiche sulla città di Vasto, sono state estrapolate dal Portale Istituzionale della "Città di Vasto. Bandiera Blu d'Europa", nella pagina "La storia", nella sezione "Vivi Vasto", in www.comune.vasto.ch.it.
NB. Le informazioni sui monumenti di Vasto sono state estrapolate nella sezione "Cosa Vedere", nel portale ufficiale della "Città di Vasto", in www.comune.vasto.chieti.it.
NB. Le informazioni su Porta Catena e Porta Nuova, sono state estrapolate dal post "Le antiche Porte di Vasto", in www.vastospa.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Chiesa del Carmine, sono state estrapolate rispettivamente dai post "Chiesa di Santa Maria Maggiore - Vasto (CH)" e "Chiesa del Carmine - Vasto (CH)" nella pagina di "Abruzzo Turismo", in www.abruzzoturismo.it.
NB. Le informazioni sulla Cattedrale di San Giuseppe, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di San Giuseppe - Vasto (CH)", mentre quelle sul portale della Chiesa di San Pietro dal post "Portale Chiesa San Pietro", nelle rispettive pagine di "Abruzzo Turismo", in www.abruzzoturismo.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sui Musei Civici di Palazzo d'Avalos, sono state estrapolate dalle sezioni "il Palazzo", "il Museo Archeologico" e "la Pinacoteca", nella pagina "Palazzo d'Avalos. MUSEI CIVICI", in www.museipalazzodavalos.it.
NB. Le informazioni sulle Terme Romane di Vasto sono state estrapolate dal post "Terme dell'antica Histonium", nel portale "Costa dei Trabocchi. DESTINAZIONE", in www.destinazionecostadeitrabocchi.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Sant'Antonio a Vasto, sono state estrapolate dal post "Chiese di Vasto: Sant'Antonio di Padova", in www.vastospa.it.
NB. Le informazioni sulla Torre Bassano, sono state estrapolate dal post “Torre Bassano”, nel portale “Visit Italy”, in www.visititaly.it.
















































Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.