STORIA
I primi insediamenti nell'area dove nacque e si sviluppò la città di Bologna, risalgono all'Età del Bronzo, periodo in cui s'incominciò a sviluppare la Civiltà Villanoviana, sviluppatasi nella località di Villanova, oggi parte della Città Metropolitana di Bologna.
Nei secoli seguenti il territorio cittadino continuò a svilupparsi, compreso tra i corsi fluviali dell'Aposa e del Revone. A partire dal III secolo a.C. la città venne conquistata dagli Etruschi, che ne fecero la capitale della regione padana, ribattezzandola Felsina. Grazie alla civiltà etrusca, la città iniziò ad intrattenere strette relazioni economiche e commerciali con le vicine città etrusche di Chiusi e Volterra.
Con la conquista da parte delle truppe celtiche, o galliche, da "Galli", appellativo con cui i Romani si riferivano ai Celti, la città venne ribattezzata Bona. A seguito della conquista romana, nel 189 a.C., la città assunse il nome latino di Bononia. Uno sviluppo economico e demografico ancora maggiore, si ebbe con l'edificazione della Via Emilia, che unì tra loro le principali città emiliane e romagnole, tutte ormai sotto il dominio romano, tra le quali Placentia (Piacenza), Mutina (Modena), Bononia (Bologna) e Ariminum (Rimini). I lavori per la realizzazione della Via Emilia, ebbero inizio nel 187 a.C..
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 a.C., l'inizio dell'Alto Medio Evo e la Guerra Greco - Gotica (535 - 553), la parte orientale della città venne delimitata da possenti mura medievali, tutt'ora visibili per ampi tratti, realizzate in grandi blocchi di gesso, chiamati Selenite. Nel XII secolo, a causa della rapida espansione della città, si rese necessario l'ampliamento dell'originale cinta muraria.
A partire dall'XI secolo, la città conobbe un rapido sviluppo economico e demografico, anche grazie alla fondazione nel 1088, da molti ritenuta una data convenzionale, della storica Alma Mater Studiorum, la più antica università del mondo. Questo fatto storico ha determinato l'attribuzione alla città del soprannome di "dotta".
Dopo l'anno 1000 Bologna si costituì in Libero Comune e, al pari degli altri comuni italiani, venne destabilizzata dalla Lotta delle Investiture tra Papato e Impero, che contribuì alla formazione delle fazioni cittadine dei Guelfi, filo - papali e dei Ghibellini, filo - imperiali. Le divisioni tra fazioni cittadine favorirono la costruzioni di torri gentilizie, facendo del capoluogo emiliano una vera e propria città turrita.
A partire dal Trecento la città perse progressivamente l'autonomia comunale, venendo governata dalla Signoria della Famiglia Bentivoglio. I nuovi Signori feudatari, riuscirono nell'intento di acquistare sempre più potere nel controllo della città, favorendo l'edificazione della propria residenza privata, il Palazzo Bentivoglio, oggi purtroppo non più esistente. La Signoria aprì la città alla realizzazione di splendide opere artistiche e architettoniche, tipiche del periodo rinascimentale, svolgendo un ruolo di assoluta protagonista della città dal 1401 al 1506, anno in cui vennero costretti all'esilio dal Pontefice Giulio II Della Rovere, e Bologna posta sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio.
Con il compimento del processo di unificazione del Regno d'Italia, la città si avviò ad un rapido processo di modernizzazione infrastrutturale. Vennero realizzate la stazione ferroviaria, aperte nuove strade e realizzate nuove aree verdi, tra cui i caratteristici Giardini Margherita. Alla fine del XIX secolo si ebbero i principali interventi urbanistici, che comportarono una consistente demolizione di ampi tratti di mura, di alcune porte a numerose torri, che lasciarono il posto a nuove strade come Via Ugo Bassi e Via Rizzoli, oltre all'edificazione di nuovi quartieri tra cui la Bolognina e la Cirenaica.
La città venne pesantemente danneggiata dai bombardamenti anglo - americani della Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel luglio del 1943, operazione che portò alla morte di 2.481 persone. Il quartiere di Porta Lame venne completamente raso al suolo: solo l'omonima porta rimase miracolosamente intatta. Tra i monumenti vennero irrimediabilmente danneggiati il Palazzo Ghislieri, la Chiesa di Santa Maria della Mascarella e il Teatro del Corso.
MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE
Bologna può essere considerata a tutti gli effetti una città d'arte, tra le più interessanti da ammirare e scoprire. Nonostante i monumenti più emblematici siano considerati le due torri pendenti, la Basilica di San Petronio, i portici, la Cattedrale di San Pietro e la Basilica di San Domenico, il consiglio é di girare alla scoperta dei luoghi più nascosti della città, e non lasciarsi scoraggiare nel caso in cui alcuni di questi luoghi siano a pagamento, poiché é nei suoi capolavori meno conosciuti e nei suoi sotterranei, che la città riserva le principali sorprese.
Portici di Bologna, dichiarati Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021
1) PORTA SAN VITALE
L'itinerario alla scoperta del centro storico cittadino, può avere inizio da Porta San Vitale, situata ad est.
La porta si presenta isolata, a causa dell'abbattimento delle mura medievali che la circondavano, alla fine del XIX secolo. La porta venne edificata al fine di svolgere la funzione di accesso per i traffici commerciali provenienti da Ravenna e, allo stesso tempo, di protezione del capoluogo dalle possibili incursioni ravennate, città da cui Bologna dipese dal punto di vista ecclesiastico per tanti secoli.
La struttura, eretta nel 1286, era comprensiva di alloggi per il capitano e le guardie, oltre al possente torrione, demolito all'inizio del XVI secolo. Nel biennio 1950 - 52 la porta venne modificata con la sostituzione del rivellino di accesso.
Porta San Vitale
Attraversata la porta, si accede al centro storico percorrendo Via San Vitale, al cui termine si apre la Piazza di Porta Ravegnana, ove fanno bella mostra di loro, le due torri medievali simbolo di Bologna, la Torre Garisenda e la Torre degli Asinelli, la più nota e visitata.
La Torre Garisenda si caratterizza per un'altezza inferiore rispetto alla Torre degli Asinelli, pari a 47 m, e per la sua forte pendenza, causata dal cedimento del terreno e delle fondamenta. Verso la metà del XIV secolo, la torre venne abbassata per la minaccia di crollo.
A fianco alla Torre Garisenda si trova la Torre degli Asinelli, edificata tra il 1109 e il 1119 su commissione dell'omonima famiglia, con un'altezza di 97,20 m. Divenne di proprietà comunale a partire dal secolo successivo.
Salendo i 498 gradini all'interno della struttura, é possibile raggiungere la vetta, dalla quale di può godere di una meravigliosa vista sulla città.
3) FONTANA DEL NETTUNO
Percorrendo ancora Via Rizzoli, si giunge finalmente in Piazza Maggiore, principale piazza della città, animata sia di giorno che di sera, ove si affacciano tanti locali all'aperto.
Oltre all'imponente Basilica di San Petronio e allo splendido Palazzo d'Accursio, salta immediatamente all'occhio la Fontana del Nettuno, principale opera idraulica della città, che ne costituisce anche un vero capolavoro della scultura rinascimentale.
La fontana venne realizzata in marmo e bronzo dallo scultore fiammingo Giambologna, su progetto dell'Architetto Tommaso Laureti, tra il 1563 e il 1566. Sin dall'epoca della sua realizzazione, costituì il simbolo del potere papale sulla città: così come Nettuno domina le acqua, anche il Pontefice domina il mondo.
La fontana é impreziosita dalla sovrastante statua in bronzo raffigurante il dio Nettuno. Ai piedi della divinità sono riposti quattro putti, allegorie dei quattro fiumi, Gange, Nilo, Rio delle Amazzoni e Danubio, i fiumi dei continenti allora conosciuti.
4) PALAZZO D'ACCURSIO
Palazzo d'Accursio venne edificato nel 1336, al fine di ospitare la sede delle magistrature comunali.
Il palazzo, la cui struttura si é andata pian piano formando a seguito della fusione di più palazzi distinti, poi riuniti tra loro, comprendeva anche l'abitazione di Accursio, maestro di diritto nell'antica Università Alma Mater, da cui il palazzo prende il nome.
Alla metà del XV secolo, la struttura venne arricchita con l'aggiunta dell'orologio nella Torre d'Accursio.
Palazzo d'Accursio (1336) sede delle amministrazioni comunali
INTERNO
Tra le strutture architettoniche che ne caratterizzano l'interno, occorre nominare la scala cordonata attribuita al Bramante, originariamente concepita in modo tale da consentire l'ascesa a cavallo degli esponenti del governo cittadino, oltre ad una successione di sale - loggia e di cappelle, tra le quali la Sala d'Ercole, la Sala del Consiglio Comunale, la Sala Farnese, la Cappella Farnese, la Sala Rossa e la Sala Urbana.
All'ultimo piano del palazzo é allestito il Museo Civico, che ospita le Collezioni Comunali d'Arte.
5) BASILICA DI SAN PETRONIO
Dedicata al Santo Patrono cittadino, la Basilica di San Petronio, affacciata su Piazza Maggiore, rappresenta il fulcro della spiritualità bolognese.
L'edificazione della chiesa, dalle imponenti dimensioni, ebbe inizio nel 1390, sotto la direzione dell'Architetto Antonio De Vincenzo. Nel 1514 l'Architetto Arduino degli Arriguzzi, ne rinnovò il modello, proponendo una pianta a croce latina che, se portato a termine, avrebbe superato le dimensioni della Basilica di San Pietro in Vaticano.
Tuttavia i lavori di edificazione rimasero incompiuti, segno tangibile in particolare nella facciata, ove si può notare il rivestimento marmoreo presente solamente nell'ordine superiore della stessa.
INTERNO
L'interno della chiesa presenta dimensioni imponenti, con pianta a croce latina, ripartita in tre navate. Sulle pareti laterali della chiesa si aprono in totale ventidue cappelle, undici per lato, ognuna di esse caratterizzata dalla presenza di ricche decorazioni e mescolanza di stili architettonici, che vanno dal gotico, al romanico, al barocco.
Tra le cappelle della basilica, degne di nota sono: la Cappella di Santa Brigida, impreziosita dal polittico di T. Garelli del 1477 raffigurante la Madonna e i Santi; la Cappella di San Lorenzo, ornata dalla tela raffigurante la Pietà tra i Santi Marco, Agostino, Giovanni Evangelista e Antonio Abate del 1519.
Di seguito si possono ammirare la Cappella di San Girolamo, ornata da una tela raffigurante San Girolamo in Cattedra di Lorenzo Costa del 1484 e la Cappella di San Pietro da Verona Martire, impreziosita dalla pala della Madonna in Gloria con Bambino tra i Santi Petronio e Domenico, realizzata intorno al 1580.
Splendida é la Cappella delle Reliquie, contenente il meraviglioso Armadio delle Reliquie, ove sono conservati preziosi reliquiari contenenti resti d'importanti personaggi bolognesi.
Celebre é la Cappella musicale di San Petronio, realizzata nel Quattrocento, contenente un organo di Lorenzo da Prato nel 1470, mentre altre importanti cappelle sono la Cappella di San Lorenzo, impreziosita sul fondo dalla pala di A. Aspertini raffigurante la Pietà tra i Santi Marco, Agostino, Giovanni Evangelista e Antonio Abate, realizzata nel 1519.
La principale opera d'arte contenuta nella basilica é la Cappella dei Re Magi, anche nota con l'appellativo di Cappella Bolognini, le cui pareti sono decorate con uno straordinario ciclo di affreschi raffigurante Scene del Paradiso e dell'Inferno, realizzati dal pittore Giovanni da Modena. Molto nota é anche la Meridiana dell'astronomo Cassini, che con i suoi 67,27 m é la più lunga del mondo.
6) CATTEDRALE METROPOLITANA DI SAN PIETRO
Nonostante sia consolidata la credenza che la Basilica di San Petronio costituisca il principale luogo di culto della diocesi bolognese, in realtà questo riconoscimento spetta alla Cattedrale Metropolitana di San Pietro, affacciata su Via dell'Indipendenza, nelle immediate vicinanze di Piazza Maggiore.
La Cattedrale venne elevata al titolo di "Metropolitana" a partire dal 1582, anno in cui il Pontefice Gregorio XIII conferì alla Diocesi di Bologna la dignità arcivescovile, trasformandola in Arcidiocesi.
Le prime testimonianze dell'edificio risalgono al X secolo. La struttura principale subì vari rimaneggiamenti nel corso degli secoli. L'aspetto attuale risale alla ristrutturazione del 1605, che comportò la perdita di ogni traccia del primitivo impianto romanico - gotico.
Il campanile della Cattedrale é il secondo della città per altezza, dopo la Torre degli Asinelli.
INTERNO
L'interno della chiesa é suddiviso in tre navate. La zona absidale della Cattedrale, anche chiamata Cappella Maggiore, presenta splendidi affreschi medievali, mentre la volta del presbiterio é anch'essa affrescata e ornata da una decorazione barocca in stucco.
Sulla parete di fondo é riposta la tela raffigurante il Battesimo di Cristo di Ercole Graziani, risalente alla seconda metà del Settecento.
La terza cappella di destra, consacrata a Sant'Apollinare, contiene la pala raffigurante Sant'Apollinare consacrato Vescovo da San Pietro, del 1737 attribuita ad Ercole Graziani "il Giovane".
La quarta cappella di destra, denominata Cappella di San Rocco, é impreziosita dalla tela della Sacra Famiglia con i Santi Rocco e Domenico Maggiore, realizzata da Marcantonio Franceschini nel biennio 1727 - 1728.
Tela della Sacra Famiglia con i Santi Rocco e Domenico Maggiore (1727 - 1728)
CRIPTA E SCAVI ARCHEOLOGICI
Nella zona sottostante il transetto, si apre la cripta cinquecentesca.
Cripta cinquecentesca della Cattedrale di San Pietro
Attraverso il pagamento di un biglietto, sono visitabili gli scavi archeologici appartenenti all'antica Chiesa di San Pietro, risalenti sia all'epoca romana che, in particolare, all'epoca altomedivale.
L'antica cattedrale venne realizzata nel V secolo, per essere riportata alla luce nel momento in cui vennero intraprese delle campagne di scavo a partire dal XIX secolo. Tra i reperti visibili si trovano un antico ambone, dei mattoni romani che costituirono l'antico pavimento della chiesa, i grandi blocchi con cui vennero realizzate le murature portanti dell'antica chiesa e un antico architrave di epoca romana.
Inoltre é possibile accedere all'ossario, ove sono riposti i resti di cittadini ivi sepolti nel periodo medievale.
8) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA DEI CELESTINI
La Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini, é il principale luogo di culto sede della Congregazione dei Celestini, fondata a Bologna dal Cardinale Pietro da Morrone, poi nominato Papa con il nome di Celestino V. La congregazione si stabilì a Bologna a partire dal 1368.
La chiesa venne ampliata nel corso del XVI secolo, per poi essere definitivamente rimaneggiata dagli Architetti Carlo Francesco Dotti e Francesco Tadolini. Con la soppressione dell'ordine dei Celestini nel 1797, la chiesa rimase autonoma fino al 1806.
DESCRIZIONE
La semplice facciata neoclassica, é tripartita da due lesene laterali conclusa da un timpano.
L'interno presenta una pianta a croce latina, a navata unica, sulla quale sui aprono otto cappelle laterali, quattro per lato. Il presbiterio é voltato a vela.
A livello architettonico si presenta in un sontuoso stile barocco, ornato da rivestimenti in marmo e affreschi. La volta é decorata con affreschi di Giacomo Antonio Boni e Giacinto Garofalini. E' inoltre presente la tomba di Niccolò dell'Arca, scultore pugliese attivo a Bologna nel XV secolo.
9) BASILICA DI SAN DOMENICO
Procedendo verso sud, si raggiunge Piazza Santo Domenico, ove si trova la Basilica di San Domenico, annoverata tra i principali monumenti della città, consacrata a San Domenico di Gùzman, fondatore dell'Ordine dei Frati Domenicani.
La basilica costituisce uno dei principali luoghi di culto della città, eretta dai Frati Domenicani al fine di conservare le spoglie mortali di San Domenico, giunto a Bologna intorno al 1200.
INTERNO
L'interno della chiesa, a navata unica, conserva una grande quantità di opere d'arte. Tra le principali, possono essere annoverate opere attribuibili al Guercino, a Filippino Lippi e a Ludovico Carracci.
La Cappella di San Domenico é ornata dalla splendida Arca di San Domenico, impreziosita da opere di artisti del calibro di Michelangelo, Nicola Pisano e Alfonso Lombardi, sormontata da una cimasa marmorea, realizzata da Niccolò da Puglia detto "dell'Arca" tra il 1469 e il 1473.
Il catino absidale della cappella é decorato con l'affresco della Gloria di San Domenico, attribuito a Guido Reni.
Splendido capolavoro d'intarsio rinascimentale, é il coro ligneo realizzato da Fra' Damiano di Bergamo, ammirato dall'Imperatore Carlo V. Di fronte alla Cappella di San Domenico, si apre la Cappella del Rosario, modificata in forme barocche dall'Architetto Francesco Dotti nel 1654. Le decorazioni in stucco, i capitelli e gli eleganti fregi, vennero realizzati dallo scultore Domenico Ottani, mentre le dorature sono opera di Alessandro Miselli e Carlo Veronese.
Cappella del Rosario, di Francesco Dotti del 1654
L'affresco al centro della cupola raffigura la Glorificazione della Beata Vergine del Rosario, ove viene rappresentata la Madonna Incoronata trasportata dagli Angeli verso il cielo. Nei tondi alla base della cupola, sono affrescati i Meriti del Rosario trasmessi dalla Vergine a San Domenico per sconfiggere la peste del 1630.
L'altare é impreziosito dalla decorazione che ripropone un finto altare, coronato da due schiere di angeli che reggono due corone, l'una di fiori e l'altra di stelle. Nei tre grandi ovali si trovano tre episodi della vita della Vergine, tra i quali la Nascita, la Presentazione al Tempio e lo Sposalizio.
Il Museo di Arte Moderna di
Bologna (MAMbo) è la sezione dei Musei Civici Bolognesi che concerne
l’Arte Moderna e Contemporanea.
Il museo ripercorre la storia
dell’arte italiana dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai giorni
nostri.
Si trova all’interno del distretto
culturale che ospita l’offerta formativa della Manifattura delle Arti,
al centro di spazi didattici volti alla sperimentazione e
all’innovazione, tra i quali la Cineteca di Bologna, i laboratori dei
Dipartimenti Universitari del Sistema di Gestione Monumenti (DMS), la Facoltà
di Scienze della Comunicazione e altre gallerie d’arte.
STRUTTURA: Le sale espositive
si trovano all’interno dei locali che ospitarono il Panificio,
edificato nel 1915 per rifornire di pane la popolazione bolognese
in vista dell’impegno italiano durante la Prima Guerra Mondiale. Negli
anni Quaranta ospitò l’Ente Autonomo dei Consumi, per essere
definitivamente chiuso nel 1958.
Negli anni Novanta del XX
secolo, la struttura venne convertita in un museo, secondo le modalità
previste nel progetto dell’Architetto italiano Aldo Rossi,
finanziato dalla Società Bologna Metropolitana e realizzato dal Comune
di Bologna.
PERCORSO ESPOSITIVO: Il
percorso espositivo è distribuito su quattro piani.
PIANO TERRA: Varcato
l’ingresso, si accede al Piano Terra, ove si affacciano il Foyer
e la Sala delle Ciminiere, con gli antichi forni a camino
del panificio. La sala è ora adibita ad ospitare mostre temporanee.
Allo stesso livello si trovano il
Bar Ristorante ex Forno del Pane e il MAMbo Bookshop, accessibili
anche dal portico esterno.
LOCALI INTERRATI: Al Piano Terra si trovano anche locali interrati, come il Dipartimento Educativo e la Sala Conferenze, con affaccio da un lato, sul giardino del Cavaticcio e, dall’altro, sulla Manifattura delle Belle Arti.
PRIMO, SECONDO E TERZO PIANO:
Al Primo Piano si trovano le esposizioni della Collezione Permanente
del MAMbo e del Museo Morandi.
Il Secondo e il Terzo
Piano sono entrambi utilizzati non per scopi espositivi o culturali, ma per
locali adibiti a uffici, depositi e aree di servizio.
Tela dipinta del Paesaggio di Grizzana dipinta nel 1913 da Giorgio Morandi, uno dei Paesaggi parte della raccolta degli Acquerelli
COLLEZIONE
PERMANENTE
La prima
collezione d’arte ammirabile è la Collezione Permanente.
La collezione
è ripartita in aree tematiche, che documentano alcune tra le pratiche
artistiche più innovative, utilizzate nel XX secolo. In particolare,
quattro sono le tecniche delle quali è necessario tener conto:
1) FIGURABILITA’: La prima
esposizione, “Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta”, documenta
l’emergere di una nuova generazione di pittori, tra cui Renato
Guttuso, personalità di spicco nel realizzare opere di denuncia
sociale e politica.
Le opere degli artisti tentano di instaurare un dialogo tra gli stili del passato e le nuove necessità artistiche improntate alla politica e alla veicolazione delle idee di partito. Degno di nota in tal senso è il dipinto di Renato Guttuso i Funerali di Togliatti.
RILEVAMENTI D’ARCHIVIO: La sezione dei Rilevamenti di Archivio, istituita da poco tempo, fa parte delle Collezioni del Museo MAMbO.
La
sezione ha l’obiettivo di contestualizzare le Settimane
Internazionali della Performance, che si tennero tra il 1977 e il 1982.
L’esposizione integra tra loro una pluralità di immagini, documenti
e filmati.
IDENTIFICAZIONI: La nuova sezione ha l’obiettivo di comprendere il legame tra azione e affermazione della personalità attraverso il processo di identificazione.
L’identificazione è intesa come un processo di costruzione della propria personalità, caratterizzato da continuità e dinamicità.
COLLEZIONE ON LINE
La Collezione On Line raccoglie le opere che per motivazioni logistiche, non possono essere esposte nella sede principale. L’intero patrimonio è costituito da cinquemila opere, di cui duecentocinquanta del bolognese Giorgio Morandi. La raccolta è a sua volta ripartita in due sezioni.
COLLEZIONI STORICHE: Raccolgono opere che vanno dagli ultimi anni del XVIII secolo, fino al 1945. Sono conservate nei depositi, accessibili su specifica richiesta o appuntamento da parte degli interessati.
COLLEZIONI CONTEMPORANEE: Comprendono opere realizzate dopo il 1945. Una porzione accuratamente selezionata di queste opere è esposta al primo piano del museo, venendo periodicamente riallestita.
15) PINACOTECA NAZIONALE
DI BOLOGNA - LA FELSINA
La Pinacoteca
Nazionale di Bologna venne allestita a partire dal 1808, con la
funzione di quadreria di proprietà dell’Accademia di Belle Arti,
istituto sorto nel luogo dove, a sua volta, si trovava la settecentesca Accademia
Clementina.
Nel corso
della sua storia, la collezione espositiva della Pinacoteca è
stata arricchita con oltre mille dipinti, requisiti con le spoliazioni
napoleoniche che ebbero per oggetto numerose chiese e conventi
a partire dal 1806, per essere nuovamente spogliate con le Leggi
Eversive del 1866 attuate dallo Stato Italiano da poco
unificato.
PALAZZO
PEPOLI CAMPOGRANDE
Una collezione
di opere parte dello stesso polo museale, è allestita presso le sale di Palazzo
Pepoli Campogrande, ove è possibile ammirare vaste sale
affrescate tra la seconda metà del XVII secolo e l’inizio del XVIII.
Degne di nota
sono il Salone d’Onore, con l’affresco dell’Apoteosi di Ercole
del Canuti, la Sala di Felsina affrescata dai Fratelli Rolli,
la Sala delle Stagioni e la Sala dell’Olimpo, affrescate con il
ricorso alla Pittura di Genere da parte di Giuseppe Maria Crespi
e la Sala di Alessandro, dal gusto molto classico, decorata da Donato
Creti.
Il piano
nobile si trovano dipinti parte della collezione nota come Quadreria
Zambeccari, acquisita nel XVIII secolo dal Marchese Giacomo
Zambeccari, parte della Pinacoteca dal 1884.
COMPLESSO
DI SANT’IGNAZIO
Un’ulteriore
porzione della collezione di opere della Pinacoteca di Bologna, è
esposta all’interno del Complesso religioso di Sant’Ignazio, monastero
gesuita edificato tra il 1728 e il 1735 insieme alla chiesa
annessa, su progetto dell’Architetto Alfonso Torreggiani.
A partire dal 1796,
dopo la soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone
Bonaparte, l’Accademia Clementina mutò il proprio nome in Accademia
delle Belle Arti. Nel 1803 la necessità di maggiori spazzi, portò al
trasferimento della sede da Palazzo Poggi al Complesso di Sant’Ignazio.
Negli anni
Sessanta del XX secolo è stato ricavato un vano per la
realizzazione dello scalone, precedentemente occupato da una cappella
del complesso religioso.
PADRE
ETERNO CON LA COLOMBA DELLO SPIRITO SANTO: La tavola faceva in
origine parte di un polittico, di cui costituiva la cimasa,
raffigurante la Disputa di Gesù al Tempio, attualmente conservato a Berlino,
dipinta dal Mazzolino nel 1524, connessa con la tela dell’Adorazione
dei Pastori, anch’essa nella pinacoteca bolognese, che ne costituiva
la predella.
L’opera è nota
per le particolari variazioni della luce e la precisa disposizione
spaziale delle ombreggiature, che donano alla tela l’effetto della
tridimensionalità.
Il Museo
Civico Archeologico di Bologna ha sede nella struttura edificata per
ospitare il vecchio Ospedale della Morte, affacciato su Piazza
Maggiore, nel lato orientale della Basilica di San Petronio.
Venne
inaugurato nel 1881, al fine di ospitare sia le collezioni
universitarie e comunali, che i reperti archeologici
rinvenuti, appartenenti all’epoca preistorica, etrusca e romana.
Le sezioni medievale e moderna, sono confluite in un museo distaccato dal Museo
Civico Archeologico, denominato Museo Civico Medievale.
Le sale
del palazzo hanno conservato il proprio aspetto ottocentesco.
L’esposizione
museale costituisce una delle principali collezioni archeologiche
d’Italia, in particolare per quanto concerne i reperti delle popolazioni
etrusche stanziate nella Pianura Padana e nei Colli Bolognesi.
Fondata dagli
Etruschi nel III secolo a.C. la città venne conquistata dai Galli Boi,
divenendo nota con il toponimo di Bononia.
La collezione
comprende anche reperti di epoca egizia, greca e romana.
Il Primo
Piano presenta una collezione suddivisa in tre settori espositivi
autonomi, ove sono raccolti, rispettivamente, manufatti di
provenienza Greca, Etrusco – Italica e Romana.
DESCRIZIONE
DELLE COLLEZIONI
Il Museo
Archeologico conta dieci collezioni di manufatti, in grado di raccontare
tutta la storia della città, dalle origini fino ai giorni nostri.
BOLOGNA E
IL SUO TERRITORIO NELLA PREISTORIA: La prima sezione racconta
Bologna all’epoca della Preistoria, ove viene documentata la presenza
dell’uomo nel territorio fin dal Paleolitico Inferiore, circa
800.000 anni fa, fino all’Età del Bronzo nel I millennio a.C..
Tra i manufatti
dell’Età del Bronzo, degni di nota sono quelli provenienti dai villaggi terramaricoli
tra Bologna e Modena e quelli della Grotta del Farneto,
scoperti tra il XIX e il XX secolo.
BOLOGNA
ETRUSCA: Durante il dominio della dodecapoli etrusca, Bologna venne
fondata da coloni etruschi con il nome di Felsina, elevata al
rango di capitale dell’Etruria Padana.
Gli Etruschi
giunsero a Bologna nell’XI secolo a.C., quando l’insediamento visse la sua prima
vera fase di crescita, avviandosi a diventare un’importante città.
Il museo espone manufatti legati alle esigenze abitative e produttive,
dalla Civiltà Villanoviana del IX – VIII secolo a.C., fino all’Età
Arcaica e Classica greca, tra il VI e il IV secolo a.C..
Nella Sala X si trovano i corredi funerari rinvenuti nelle tombe
delle necropoli bolognesi.
Cratere del pittore Niobidi a figure rosse del V secolo a.C., con la raffigurazione degli Episodi della Guerra di Troia, tra cui l'Inseguimento di Elena da parte di Menelao alla presenza di Atena
BOLOGNA
GALLICA: L’insediamento etrusco di Felsina entrò in crisi
già a partire dalla fine del V secolo a.C., quando il territorio venne
interessato dalle scorrerie di conquista dalla tribù gallica dei Boi.
Tra i 389
e il 388 a.C. le scorrerie degli stessi Galli comportarono gravi disagi
anche nei possedimenti italici della potenza emergente romana.
Per duecento anni i Boi convissero pacificamente con gli Etruschi.
Della loro presenza abbiamo testimonianze esclusivamente nei corredi
funerari delle sepolture.
Corona d'Oro in lamina dorata del III secolo a.C. che cingeva il capo del defunto
BOLOGNA
ROMANA: I manufatti raccolti nella sezione romana provengono
dalle necropoli di Bononia, colonia di diritto latino, cioè cui
era data la possibilità di autogovernarsi e non direttamente dipendente dal
Senato romano, fondata nel 189 a.C..
Tra i reperti
vi sono, il mosaico della domus di Beverara, rinvenuto poco fuori
Porta Lame. E’ un mosaico policromo situato al centro del vasto triclinio
di una grande villa. Risale alla fine del I secolo e inizio del II
secolo, realizzato con tessere in pietra.
Pregevoli sono
le lucerne in bronzo dorato del I – II secolo.
Lucerne romane in terracotta del I - II secolo
RILIEVO
FUNERARIO DEI GLADIATORI: Il Rilievo Funerario con i Gladiatori é una lastra
di arenaria di 110 x 120 cm, rinvenuta in Località Due Madonne.
Mostra tre gladiatori che si destreggiano in tre differenti specialità di
combattimento: quello a sinistra è in piedi, dotato di elmo,
una spada ricurva e uno scudo quadrangolare. Sulla destra c’è una coppia
di gladiatori, che stringono entrambi uno scudo sulla destra e una spada sulla
sinistra. I due combattenti a sinistra hanno avuto la
meglio sul gladiatore a destra, inginocchiato con lo scudo sulla testa in
posizione di resa, in attesa del verdetto dell’Imperatore.
COLLEZIONE
EGIZIA: Raccoglie più di tremila reperti, che ne fa una delle
più significative d’Italia.
Molti dei reperti
ammirabili vennero raccolti dal pittore Pelagio Pelagi e ceduti
al Municipio di Bologna dopo la sua morte, avvenuta nel 1861.
Nel 1994 la collezione è stata riallestita. La sezione è
ripartita in tre settori: il primo comprende i reperti della
Necropoli di Saqqara, il secondo espone i reperti seguendo
l’ordine cronologico della Civiltà Egizia, il terzo illustra i caratteri
del regno dei faraoni.
RILIEVI DELLA
TOMBA DI HOREMHEB A SAQQARA: All’inizio della sezione si trovano i cinque
rilievi appartenenti alla tomba di Horemheb, ultimo Faraone della XVIII
dinastia, compresa tra il 1319 e il 1292 a.C.. I rilievi di una
delle tre tombe da lui commissionate, sono stati distaccati nel XIX
secolo.
Si tratta di un bassorilievo con la raffigurazione di scene agricole, e mostra Horemheb a lavoro nei campi dell’Oltretomba. Le scene mostrano l’aratura, la raccolta del cereale e la separazione del prodotto dalla crusca.
Rilievo di Horemheb a lavoro nei campi dell'Oltretomba, su lastra in calcare con tracce di policromia del 1323 a.C.
RILIEVO DI PRIGIONIERI NUBIANI: Vi si trova inoltre un rilievo di prigionieri nubiani, seduti a terra
in posizione di sottomissione, sorvegliati da tre soldati egiziani con bastone
e da uno scriba che redige un verbale.
Rilievo di prigionieri nubiani su lastra in calcare con tracce di policromia del 1323 a.C.
COLLEZIONE GRECA: La Collezione Greca è stata situata nel piano interrato dell’edificio a partire dal 2005. Vi sono ospitate ceramiche greche e italiche, oggetti di oreficeria e sculture, come la Testa di Atena Lemnia, copia romana in marmo di un originale bronzea di Fidia, realizzata tra il 451 e il 447 a.C., mostrata in un inusuale atteggiamento pacifico.
COLLEZIONE
NUMISMATICA: La collezione raccoglie oltre centomila opere tra cui monete
antiche, medaglie, tessere e gettoni. Tra i principali
reperti vi sono quelli di età repubblicana e imperiale romana.
LAPIDARIO:
Raccoglie manufatti provenienti dal territorio bolognese. Sono
riposti nell’atrio del museo, sulla sinistra quelli relativi al territorio
bolognese, sulla destra quelli della Via Emilia.
Ultima tappa dell'itinerario alla scoperta delle bellezze storiche e artistiche di Bologna é il Santuario della Madonna di San Luca, posto al di sopra della collina in posizione panoramica, poco al di fuori del centro storico cittadino. E' possibile raggiungere il Santuario in trenta minuti se muniti di autovettura o, in alternativa, a piedi, incamminandosi lungo il Portico di San Luca, il più lungo della città.
Il Santuario in cima alla collina, costituisce l'ultima tappa della Via degli Dei, cammino con partenza da Firenze, a sua volta parte del Sentiero Italia gestito dal CAI che, attraversando le montagne dell'Appennino Tosco - Emiliano, raggiunge Bologna, ed ha come punto terminale proprio questo particolare luogo di culto.
I primi documenti storici che ne attestano l'esistenza, risalenti al 1100, narrano di un eremo situato su questo Colle, nel quale si stabilì un eremita di nome Eutimio, giunto in questi luoghi da Costantinopoli, che portò con sé una tavoletta di cedro recante l'immagine dipinta della Vergine in stile bizantino antico. Nel 1149 l'eremo passò alla proprietà di due sorelle, Azzolina e Bice, figlie di Rampertino di Gherardi di Guezzo.
A partire dal 1741, il Comune diede il consenso per l'edificazione sull'altura di un santuario, dedicato proprio alla Vergine di San Luca. L'edificio di culto venne progettato dall'Architetto Carlo Francesco Dotti. L'interno dovette essere pressoché concluso nel 1757, anno in cui si procedette al getto delle fondazioni della facciata con le tribune laterali.
ESTERNO
L'esterno presenta un porticato, realizzato nel 1739 su disegno di Giacomo Monti. Il porticato é composto da 666 archi, con 15 cappelle di piccole dimensioni, che rimandano ai Misteri del Rosario.
Il porticato ha una lunghezza di 3.796 m, dei quali 1500 in piano e 1800 in salita. Venne portato a termine dal Dotti nel 1732, con la realizzazione dell'Arco del Meloncello.
INTERNO
L'edificio ha una pianta circolare, dotata di brevi bracci di eguale lunghezza, disposti a croce greca intorno al principale spazio circolare. Si compone di una sola navata, e la grandiosità delle proporzioni é conferita dal grande tamburo con funzione strutturale, volto a sorreggere la maestosa cupola.
Interno a pianta circolare e navata unica
L'interno é decorato da splendidi dipinti, tra i quali si annoverano la Madonna del Rosario di Guido Reni, situata nella terza cappella di destra.
Le sculture sono state realizzate dagli artisti Angelo Piò e Bernardino Cometti. A quest'ultimo si deve la realizzazione delle statue raffiguranti San Luca e San Marco, poste ai lati del portale d'ingresso, realizzate tra Seicento e Settecento.
La cupola, terminata il 1' agosto 1742, venne affrescata tra il 1919 e il 1932 dal fiorentino Giuseppe Cassili, con la rappresentazione dell'Invocazione della Madonna regina della pace e Papa Benedetto XIV che implora la pace.
Cupola affrescata con l'Invocazione della Madonna regina della pace e Papa Benedetto XIV che implora la pace, da Giuseppe Cassili nel 1932
Nella prima cappella di destra, si trova un altare sovrastato dalla tela del Miracolo di San Pio V, realizzato da Giovanni Maria Viani (1636 - 1700). Nella tela sono raffigurati l'ambasciatore polacco, inginocchiato di fronte al Papa, nell'atto di porgergli una piccola quantità di terra raccolta al Colosseo. Ai lati sono raffigurati i Santi Papi, opera del XVIII secolo di Nicola Bertuzzi, mentre in basso é riposto l'ex voto del Beato Bartolomeo Maria del Monte.
La seconda cappella di destra presenta la pala dell'Incoronazione della Vergine, realizzata tra il XVII e il XVIII secolo da Donato Creti. Nella porzione inferiore si notano San Gioacchino, Sant'Anna a il Profeta David con l'arpa. Ai lati sono riposti dei candelabri di legno, mentre sulla sinistra é l'Adorazione dei Pastori, realizzata da Giovanni Putti, vissuto tra il 1771 e il 1874. Nella Cappellina di Sant'Antonio da Padova sono riposti la statua di Sant'Antonio da Padova e la statua in terracotta policroma raffigurante il Compianto sul Cristo Morto, realizzata nel 1780 da Gaetano Gandolfi.
La terza cappella di destra é ornata al centro dalla tela raffigurante l'Apparizione della Vergine a San Domenico e i Misteri del Rosario, entrambe realizzate da Guido Reni tra Cinquecento e Seicento. Ai lati sono le tele raffiguranti San Francesco di Sales e San Filippo Neri, entrambe realizzate da Giuseppe Pedretti tra il 1697 e il 1778. In basso é riposta la statua della Nostra Signora di Guadalupe, di artista anonimo.
L'altare maggiore venne realizzato nel 1815 dall'Architetto Venturoli, in stile barocco, riccamente decorato con intarsi di marmo e bronzo. Nell'abside é affrescata la Vergine con il Bambino circondata da Angeli, mentre San Luca la ritrae, mentre nel catino absidale si trova l'affresco raffigurante la Glorificazione della Vergine, con in basso i Santi Protettori di Bologna, eseguito da Vincenzo Bigari nel XVIII secolo.
Dietro alla zona presbiteriale é riposta una scala, che consente di accedere ad una tribuna sopraelevata, ove si trova la nicchia in cui é conservata la famosa Icona della Madonna con Bambino, risalente probabilmente al XII secolo, o alla prima metà del XIII secolo, oggetto di grande venerazione da parte dei cittadini bolognesi, e da tutti coloro che si mettono in cammino lungo la Via degli Dei, o più semplicemente dai devoti provenienti da tutto il territorio nazionale. L'immagine é ricoperta da un prezioso frontale in argento.
Una volta visitata la Cappella Maggiore, corrispondente all'abside del Santuario, é possibile visitare le cappelle che si aprono sulla sinistra rispetto al portale di accesso.
Continuando lungo il precorso di visita intrapreso in precedenza, s'incontra la terza cappella di sinistra, ornata dalla tela raffigurante l'Assunzione della Vergine con Angeli e i Santi Pietro e Giovanni Battista, opera di Francesco Pavona (1695 - 1777). Ai lati sono raffigurati San Domenico e San Vincenzo Ferrer, opera di Nicola Bertuzzi detto "l'Anconetano", dello stesso periodo.
La seconda cappella di sinistra presenta una pala realizzata da Donati Creti (1671 - 1749), raffigurante la Vergine con i santi protettori della città. Alla Vergine sono affiancati i Santi Petronio, Domenico di Gùzman, Francesco d'Assisi, Ignazio di Loyola, Procolo, Caterina da Bologna, Antonio da Padova e Floriano.
Infine, nei pressi dell'ingresso, si apre la prima cappella di sinistra, impreziosita dalle statue di Maria e San Giovanni, e dal maestoso Crocifisso che si staglia sulla scena del Calvario. Sia le due statue che il Crocifisso sono stati realizzati dall'artista Angelo Piò, vissuto tra il 1690 e il 1769. Sullo sfondo della tela é visibile il Monte Calvario con i cavalli che scendono dalla montagna, e i Profeti Geremia e Davide ai lati, questi ultimi realizzati da Nicola Bertuzzi detto "l'Anconetano". Al di sotto é riposta l'icona del Sacro Cuore di Gesù.
NB. Le informazioni storiche sulla città di Bologna, sono state estrapolate dal post "La storia di Bologna", nella Pagina Internet di "VISITUP BOLOGNA, la tua guida chatbot", nel sito www.visitupbologna.com.
NB. Le informazioni sui monumenti di Bologna, sono state estrapolate dalle rispettive pagine dedicate, nel portale di Bologna Welcome, nel sito www.bolognawelcome.com.
NB. Le informazioni sugli scavi archeologici della Cattedrale di San Pietro, sono state estrapolate dal post "CRIPTA E SCAVI ARCHEOLOGICI", nella pagina ufficiale dell'APS BOLOGNA STORICA E ARCHEOLOGICA, in www.bolostorica.it.
NB. Le informazioni sulla Cappella del Rosario nella Basilica di San Domenico, sono state estrapolate dal post "Cappella del Rosario, basilica di San Domenico, Bologna", nel portale "MUSEUM WITH NO FRONTIERS", in www.baroqueart.museumwnf.org.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria della Vita, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria della Vita", nel portale "BolognaBO: informazioni, emozioni, curiosità e risorse utili", in www.bologna.bo.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio dei Battuti, sono state estrapolate del post "Oratorio dei Battuti", nel portale "BolognaBO: informazioni, emozioni, curiosità e risorse utili", in www.bologna.bo.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Basilica di San Francesco, sono state estrapolate dal post "BASILICA DI SAN FRANCESCO", nel portale Internet "PETRONIANA. Bologna e Modena cristiana", in www.bolognacristiana.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Basilica di San Giacomo Maggiore sono state estrapolate dal post "Basilica di San Giacomo Maggiore", nel portale Internet "Bologna Welcome", in www.bolognawelcome.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cappella Bentivoglio sono state estrapolate dal post "Cappella Bentivoglio", nel portale Internet di "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio dei Santi Cecilia e Valeriano sono state estrapolate dal post "Oratorio di Santa Cecilia", nel portale Internet di "Bologna Welcome", in www.bolognawelcome.com.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Basilica di Santa Maria dei Servi sono state estrapolate dal post "Basilica di Santa Maria dei Servi", nel portale Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sul Museo d'Arte Moderna di Bologna (MAMbO), sono state estrapolate dal portale Internet "MAMbo - Museo d'Arte MOderna di Bologna", nel sito www.museibologna.it.
NB. Le informazioni sulla Pinacoteca Nazionale di Bologna "La Felsina", sono state estrapolate nel post "PINACOTECA NAZIONALE DI BOLOGNA", nel sito www.pinacotecabologna.cultutra.gov.it.
NB. Le informazioni sul Museo Civico Archeologico di Bologna sono state estrapolate dal portale Internet "Museo Civico Archeologico Bologna", in www.museibologna.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Santuario della Beata Vergine di San Luca, sono state estrapolate nel paragrafo "LA STORIA DEL SANTUARIO", nel portale ufficiale "Santuario della Beata Vergine di San Luca", in www.santuariodisanluca.it.































































































Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.