STORIA
Il Tempietto del Clitunno, situato in Umbria, nelle vicinanze di Campello sul Clitunno (PG), venne edificato probabilmente nel V secolo, in seguito all'abbandono degli antichi santuari della zona consacrati alle divinità fluviali. Nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento di sito Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, nel sito seriale "Longobardi in Italia: i luoghi del potere".
Il tempietto venne preso a modello da molti famosi architetti delle epoche successive, tra cui Andrea Palladio, nonostante lo ritenesse erroneamente un'opera di epoca romana e non longobarda, cui dedicò un'approfondita trattazione nel suo trattato "I Quattro Libri dell'Architettura" (1570).
ESTERNO
La facciata del tempietto, presenta un portico tetrastilo, ossia con quattro colonne che fanno da introduzione alla cella interna. La struttura architettonica é rialzata su un alto podio. Le due colonne laterali della facciata sono addossate alle murature laterali del tempio, secondo uno schema sconosciuto nell'architettura classica.
La struttura presenta un ampio riutilizzo di elementi di spoglio di epoca romana. Su alcuni blocchi del basamento, sono ben visibili delle grappe in ferro, che suggeriscono una loro precedente collocazione. Anche le stesse colonne, i capitelli e il timpano, costituiscono elementi di spoglio di età classica.
Le due colonne centrali del pronao, presentano un fusto ornato da piccole squame, sovrastato da capitelli corinzi, mentre le colonne laterali sono dotate di fusti solcati a spirale. L'architrave del fronte riporta un'epigrafe dedicatoria, mentre altre iscrizioni si trovano sui due architravi laterali.
INTERNO
All'interno si apre una cella di piccole dimensioni, voltata a botte e impreziosita, sulla parete di fondo, da un'edicola in pietra dalle ridotte dimensioni, posta al centro dell'abside.
Sempre nella parete di fondo, al di sopra dell'abside é posto un timpano triangolare ornato da una cornice di spoglio, al cui interno é scolpito il labaro Costantiniano, con il suo monogramma.
L'abside é decorato con affreschi del VII secolo. Nel catino absidale é rappresentato il Salvatore benedicente a mezzo busto, che tiene in mano un libro gemmato mentre, ai lati del tamburo, sono raffigurati San Pietro e San Paolo. L'edicola é sovrastata da raffigurazioni di Angeli.
Nella porzione inferiore della struttura, si apre un vano a forma di "T", cui si accede varcando una porta sovrastata da un arco centinato a tutto sesto. Varcato l'arco, si penetra in un corridoio, con andatura perpendicolare alla fronte del Tempietto, intersecato nella parte finale da un altro corridoio ortogonale. Il corridoio principale é chiuso da una parete rocciosa.
Le pareti e il soffitto del vano sotterraneo, sono rivestire da lastre di pietra, probabilmente di reimpiego. Su di esse si notano i resti di un'antica decorazione a fresco, disposta su tre fasce parallele sovrapposte.
Tale tipologia di decorazione, era tipica degli ambienti termali e, successivamente, dei battisteri.
Braccio destro del corridoio ortogonale
Braccio sinistro del corridoio ortogonale










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