giovedì 7 settembre 2023

GUALDO CATTANEO E I CASTELLI DI SAN TERENZIANO E BARATTANO: CENTRI MEDIEVALI PERFETTAMENTE CONSERVATI NELLA CAMPAGNA UMBRA

 A) GUALDO CATTANEO

Immerso nei paesaggi della Valle Umbra, il territorio dell'antica popolazione degli Umbri, compreso tra Foligno e Spoleto, al confine con la Val Tiberina, Gualdo Cattaneo é un Comune della Provincia di Perugia di 5.645 abitanti, posto ad una quota di 446 m.s.l.m..

Grazie alla sua posizione strategica, la cittadina ebbe notevole importanza, tanto che nell'età medievale, i potenti comuni di Foligno e Spoleto, mostrarono interesse nell'assoggettamento del castello gualdese. Le fonti disponibili non concordano sulle origini storiche di Gualdo Cattaneo, né su quelle del suo nome: secondo alcuni storici le origini sarebbero da ricercare all'epoca della conquista romana, secondo altri si fanno risalire al X secolo, epoca in cui Ottone III, Imperatore del Sacro Romano Impero, cedette il feudo di Gualdo al Conte germanico Edoardo Cattaneo. Più recente é l'ipotesi secondo cui la cittadina sarebbe stata rifondata dai Longobardi, indicata con il toponimo di "wald" (bosco), da qui sarebbe derivato "Gualdo".

Nel 1071 il Comune di Gualdo si alleò con Spoleto contro Foligno, mentre nel 1177 venne sottomessa dalla stessa Foligno ad opera dell'Imperatore Federico Barbarossa. Nel 1198 si riavvicinò a Spoleto, anno in cui l'ultimo Duca longobardo la cedette al Pontefice Innocenzo III, entrando così a far parte dello Stato Pontificio.

In seguito venne ceduta in feudo ai Trinci, Signori di Foligno, rimanendo sotto il loro possesso fino alla morte di Corrado Trinci, ultimo Signore folignate, avvenuta a seguito di una congiura nel 1439, tornando allo Stato della Chiesa. Nel 1493 il Pontefice Alessandro VI Borgia vi fece edificare la possente Rocca Sonora, tutt'oggi esistente, ben conservata e visitabile.

Durante il periodo napoleonico, fece parte del Cantone di Spello, nel Dipartimento del Clitunno, mentre a partire dal Congresso di Vienna del 1815, venne governato da un Podestà proveniente da Foligno. Nel maggio del 1814 tornò definitivamente a far parete dello Stato Pontificio. Nel 1817 divenne dipendente dal Governatore di Bevagna, nella Delegazione di Spoleto, dipendenza che venne confermata nel 1827.

Nel 1860 entrò a far parte del Regno d'Italia, in Provincia di Perugia, mentre nel 1928 estese la sua amministrazione sulla frazione di Pomonte, acquisita a scapito del Comune di Deruta.

Oltre ad essere un borgo pieno di storia, con splendide testimonianze medievali, Gualdo Cattaneo é contornato dallo splendido paesaggio della campagna della Valle Umbra e delle sue tipiche colline, adatte alla coltivazione della vite e dell'ulivo. Sono molti i frantoi sparsi nel territorio, produttori di pregiato olio. Da non mancare inoltre, é la visita ai castelli che popolano i dintorni del centro storico, tipicamente medievali, in un territorio dove arte e natura si fondono in un legame indissolubile.


Centro storico di Gualdo Cattaneo,
al di sopra dell'altura

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) ROCCA SONORA

Non appena si scorge il centro storico gualdese, posto su un'altura, é impossibile non notare la grande mole della Rocca, principale monumento del paese, in grado di rendere inconfondibile il borgo al turista.

La rocca ha pianta triangolare, costituita da un mastio centrale, di dimensioni maggiori, e due rondelle laterali, dalle minori dimensioni, comunicanti fra loro attraverso un complesso sistema di cunicoli sotterranei.


Mastio a sezione cilindrica della
Rocca Sonora

La sua costruzione risale al periodo compreso tra il 1494 e il 1498, per volere della città di Foligno, su progetto di Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta, secondo i canoni militari dell'epoca. Venne realizzata sui resti di una precedente fortezza, fatta edificare dai Trinci e distrutta nel 1439, con la morte di Corrado Trinci, e la fine della Signoria folignate.

DESCRIZIONE

La struttura ha subito nel tempo numerosi rifacimenti, che ne hanno modificato l'impianto primitivo. Conservata in maniera eccellente, é oggi completamente accessibile e visitabile, ed é anche conosciuta come Rocca Sonora, in quanto si racconta che il suono delle voci e dei rumori al suo interno, hanno continuato a riecheggiare fino al momento dell'abbandono. Il primo castellano, addetto alla manutenzione e alla difesa della rocca, fu Giovanni Olivieri da Foligno, obbligato a risiedervi permanentemente con tutta la guarnigione. Nel 1624 nella rocca soggiornò, per alcuni giorni, Galileo Galilei.

La rocca é strutturata su tre livelli, connessi tra loro mediante strette rampe di scale. La visita inizia con il piano interrato, ove si trovano i vani adibiti a cisterna, utilizzati per convogliare l'acqua e fornire la rocca delle necessarie riserve idriche, da utilizzare in caso di assedio.


Vano interrato adibito a Cisterna


Presa d'aria sulla volta della cisterna

Al piano terra si trovano le Stanze del Castellano, adibite, come si comprende dal nome, alla residenza del Castellano incaricato della sorveglianza e della difesa della rocca.


Piano terra della rocca


Stanze del Castellano al piano terra

Infine, salendo ancora le scale, si giunge al livello più suggestivo della struttura, ossia la grande terrazza circolare, ove é possibile notare uno splendido panorama, che spazia da Bevagna, al sottostante borgo di Gualdo, fino alle splendide colline della Valle Umbra.


Panorama sul centro storico di Gualdo Cattaneo
che si scorge dalla terrazza


Uscita della rampa di scale che
conduce alla terrazza


Panorama sulle montagne e le colline
della Valle Umbra, coltivate a vite
e ulivo

2) CHIESA DEI SANTI ANTONIO E ANTONINO

Proprio di fianco alla Rocca Sonora, sorge la Chiesa dei Santi Antonio e Antonino, principale chiesa del paese.

La chiesa venne edificata sulle rovine di una precedente struttura, mentre il 2 settembre del 1262 venne inaugurata la cripta, edificata con lo scopo di accogliere al suo interno le spoglie mortali dei Santi Antonio e Antonino. Nei secoli la chiesa ha subito vari rifacimenti, l'ultimo nel XIX secolo, con il quale é stata effettuata la ricostruzione del complesso religioso in stile neoclassico. Della costruzione originale restano la cripta, l'abside, e alcuni bassorilievi che caratterizzano la facciata.

ESTERNO

A causa delle profonde modifiche apportate alla struttura, poco o nulla rimane dell'originale facciata della chiesa. Quella oggi visibile, riedificata in epoca rinascimentale, é caratterizzata da un semplice portale in laterizio, sormontato da una finestra di grandi dimensioni, e da un piccolo oculo riposto nel timpano.


Facciata della Chiesa dei Santi Antonio e
Antonino, distinta in due ordini

Nell'ordine superiore della facciata, si trovano murate alcune sculture, raffiguranti un Angelo, il Leone di San Marco, l'Agnus Dei, un Toro Alato, un'Aquila e una Croce.


Ordine superiore della facciata, ove al centro si apre una finestra quadrata 
mentre al di sotto sono murate le sei sculture che ornano il fregio.
In questa foto se ne riconoscono cinque, ossia, partendo da sinistra verso
 destra, l'Angelo, il Leone di San Marcol'Agnus Dei (al centro), il Toro Alato l'Aquila

INTERNO

L'interno della chiesa é in stile neoclassico, a navata unica, con tre altari e una cappella posta sulla sinistra.

Sulla parete sinistra, in prossimità dell'ingresso, al di sopra di un tabernacolo ligneo, si conserva una tavola a tempera di scuola umbro - senese del 1350 raffigurante la Madonna con Bambino, proveniente dalla Chiesa di Sant'Andrea.

La cappella di sinistra é ornata da affreschi realizzati da Ferra Tenzoni, mentre l'abside é arricchita dalle tele di Ascensidonio Spacca, detto "il Fantino".


Interno a navata unica della Chiesa dei
Santi Antonio e Antonino in stile
neoclassico


Cappella barocca alla sinistra dell'altare,
decorata dagli affreschi di Ferra Tenzoni.
Nella nicchia centrale é riposta la Statua
della Madonna


Medaglione affrescato alla destra
della Statua della Madonna


Tele dell'abside, di cui la centrale, dalle
maggiori dimensioni

Sulla controfacciata della chiesa é apposta una targa commemorativa, che riporta la data della prima edificazione, e del restauro eseguito nel 1635.

CRIPTA

L'ambiente più interessante della visita alla chiesa é costituito dalla cripta, composta da due pilastri con capitelli a foglie, che reggono sei campate coperte da volte a botte e a crociera, sostenute da costoloni e archi traversi.


Cripta medievale della chiesa, sorretta da due
pilastri, ornati da capitelli a foglie, che sorreggono sei campate voltate a botte

L'ambiente ha pianta rettangolare, terminante con un vano dalle minori dimensioni, voltato a botte, ove é riposto l'altare. Nella nicchia che si apre dietro le due colonne, é riposta una teca contenente il corpo incorrotto del Beato Ugolino da Gualdo Cattaneo.


Nicchia con la teca contenente il corpo
incorrotto del Beato Ugolino da
Gualdo Cattaneo

Dalla parte opposta rispetto alla teca del Beato Ugolino, in un'urna dalle minori dimensioni, sono conservati i resti dei Santi Antonio e Antonino, titolari della chiesa.


Urna che conserva le spoglie dei Santi
Antonio e Antonino, titolari della chiesa

B) CASTELLO DI SAN TERENZIANO

Sulla strada che conduce da Gualdo Cattaneo a Todi, si erge il Castello di San Terenziano, posto ad una quota di 500 m.s.l.m., edificato nel XIV secolo per scopi difensivi.

Le origini del borgo sono antichissime, risalenti al I secolo. Il castello, dai Romani chiamato "Loco Petroso", per le cave ricche di pietra calcarea e travertino, venne edificato a pianta quadrata, secondo uno schema tradizionale.

Prese il nome da San Terenziano, primo Vescovo di Todi, fatto decapitare dall'Imperatore Adriano insieme a San Flacco, Sommo Sacerdote del Collegio degli Augustali. Secondo la leggenda, la notte seguente al martirio, alcune donne raccolsero i corpo e lo trasportarono sull'altopiano di Petroso, che da quel momento venne rinominato San Terenziano.

Il Castello seguì le sorti politiche e militari di Todi. La dominazione tuderte é riconoscibile dallo stemma dell'aquila tuderte posto sulla porta d'ingresso del paese. Nel 1354 venne attaccato dai miliziani di Fra Moriale d'Albarno, diretto alla conquista di Todi. Recatosi a Roma, venne accusato ingiustamente da Cola di Rienzo, arrestato con i suoi fratelli, e infine decapitato il 29 ottobre 1345.

Durante il Rinascimento fu la residenza dei Cesi, Duchi di Acquasparta, che vi edificarono diversi palazzi signorili. Dopo un primo periodo d'influenza tuderte, nel 1815 passò al Comune di Collazzone, mentre dal 1829 divenne comune autonomo. Con il compimento dell'Unità d'Italia nel 1861, venne accorpato al Comune di Gualdo Cattaneo.

1) CHIESA DEI SANTI TERENZIANO E FLACCO

Immediatamente al di fuori del borgo fortificato di San Terenziano, sorge la Chiesa dei Santi Terenziano e Flacco, dedicata ai due martiri cristiani. Terenziano, Primo Vescovo di Todi, venne fatto decapitare dall'Imperatore Adriano insieme a Flacco: la notte seguente alcune cristiane raccolsero le spoglie dei martiri e le portarono sul Colle Petroso, che da quel momento assunse il nome di San Terenziano.

L'edificazione della chiesa risale al XIII secolo.


Facciata della Chiesa dei Santi
Terenziano e Flacco


Bifora che si apre nell'ordine superiore della facciata
della Chiesa dei Santi Terenziano e Flacco

INTERNO

L'interno della chiesa, presenta una struttura a navata unica, dotato di un abside semicircolare, coperto da un tetto a capanna. Alle pareti laterali, sono poste due edicole tardorinascimentali.


Interno della chiesa a navata unica
coperta con tetto a capanna


Altare e abside semicircolare
della chiesa


Affresco posto sulla destra dell'abside
raffigurante il Battesimo di Cristo

CRIPTA

Al di sotto del presbiterio si apre la cripta, alla quale si accede non internamente, ma dalle scale che esterne che scendono dalla facciata, al di sotto del terreno su cui é edificata la struttura.


Cripta della Chiesa dei Santi Terenziano e Flacco


Altare maggiore della cripta con
abside semicircolare


Altare maggiore della cripta, ottenuto tramite
l'assemblaggio di materiali di spoglio di
epoca romana e altomedievale
(altari, capitelli e lastre tombali)

Al suo interno possono essere ammirati numerosi frammenti decorativi di epoca romana e altomedievale, che si trovano incastonati nelle murature della chiesa. Particolare rilievo ricopre il sarcofago in travertino contenente le ossa di San Terenziano, le cui reliquie furono poi trasferite al di sotto dell'altare della chiesa superiore.


Sarcofago in travertino dove furono contenute
le ossa di San Terenziano

In una suggestiva grotta che si apre sulla parete sinistra della cripta, é ubicato il sarcofago originario di San Flacco che, contrariamente a quello di San Terenziano, é rimasto nella sua posizione originaria.

Apertura voltata a botte che introduce nel secondo ambiente della cripta


Grotta con l'urna contenente le spoglie di San Flacco


Urna in pietra contenente le spoglie di San Flacco,
nella sua collocazione originaria

C) CASTELLO DI BARATTANO

Tra i tanti Castelli che dominano i dintorni di Gualdo Cattaneo, oltre a San Terenziano, un altro borgo molto interessante, in discrete condizioni di manutenzione, é Barattano, posto verso sud in direzione Todi.


Scorcio del borgo medievale di Barattano,
immerso tra le colline umbre

La visita al centro di Barattano é fortemente consigliata, dato che più di tutti, il borgo incarna l'ideale del castello fortificato. La sia edificazione viene fatta risalire al XIII secolo, con il nome di Villa Sant'Angelo in Piscina.

Cinto da possenti mura medievali, realizzate nel 1452, dotate di cassero centrale e alte torri difensive, alcune dei quali sopraelevate, rappresenta un valido esempio di architettura medievale, realizzato con finalità puramente difensive.


Mura medievali di Barattano realizzate nel 1452,
dotate di torri difensive

Nel 1261 tale Filippo di Barattano venne nominato Capitano del Popolo a Todi, durante la podestaria di Filippo degli Ugoni da Brescia. Nel 1540 il Castello inviò a Perugia un operaio, impiegato nei lavori di edificazione della Rocca Paolina. Nel 1802 venne unito a Gualdo Cattaneo, nel 1815 a San Terenziano, mentre a partire dal 1861 nuovamente unificato a Gualdo Cattaneo, sotto la cui giurisdizione risiede tutt'ora.

All'interno del borgo sono visitabili la cinta muraria, ove si apre la porta d'ingresso medievale. Il borgo é caratterizzato da stretti vicoletti e alcuni suggestivi torrioni ben conservati.


Porta di accesso al centro storico


Edifici civili realizzati in pietra
visibili all'interno del borgo

La Chiesa di San Bartolomeo risale al XIII secolo, e ospita al suo interno affreschi del XVI e XVII secolo, oltre a due angeli lignei realizzati nel Cinquecento.


Facciata e campanile della Chiesa di San Bartolomeo,
risalente al XIII secolo

NB. Le informazioni relative alla Rocca Sonora, sono state estrapolate dal post "Castello di Gualdo Cattaneo (PG)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa dei Santi Antonio e Antonino, sono state estrapolate dal post "Chiesa dei Santi Antonio e Antonino - Gualdo Cattaneo (PG)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche su San Terenziano, sono state estrapolate dal post "Castello di San Terenziano - San Terenziano", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa dei Santi Terenziano e Flacco, sono state estrapolate dal post "Chiesa dei Santi Terenziano e Flacco", nella pagina Internet "La Strada del Sagrantino", in www.stradadelsagrantino.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul borgo di Barattano, sono state estrapolate dal post "Castello di Barattano", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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