STORIA
Soriano nel Cimino, in Provincia di Viterbo, é il Comune più grande del territorio dei Monti Cimini, catena montuosa situata al confine fra le Province di Viterbo, Terni e Rieti. All'originario toponimo comunale, contenente inizialmente solo il nome "Soriano", venne aggiunto nel 1871 l'appellativo "nel Cimino", al fine di specificare la vicinanza del centro storico alle pendici del Monte Cimino, che con i suoi 1053 m.s.l.m., sovrasta il centro abitato. L'ecosistema naturale della montagna, comprende la secolare Faggeta Cimina, tra le più antiche d'Europa, dichiarata dall'UNESCO Sito Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 2017.
La prima testimonianza scritta che attesta l'esistenza di Soriano del Cimino, risale all'epoca dello storico romano Tito Livio, il quale narra nella sua opera ab Urbe condita Historia, che nel 443 a,C., nel corso della guerra contro gli Etruschi, il territorio di Soriano venne invaso dalla legione romana comandata dal Console Quinto Fabio Massimo Rulliano.
Nel III secolo, il territorio di Soriano venne evangelizzato da Eutizio di Ferento, poi martirizzato durante il regno dell'Imperatore Diocleziano, sepolto nelle Catacombe di Sant'Eutizio. Tra il VII e l'VIII secolo, il territorio fu donato al papato dai Longobardi, che nel frattempo vi avevano fondato il Ducato di Tuscia. Nel 1250 giunse a Soriano Santa Rosa da Viterbo, adolescente esiliata dalla sua città su ordine di Federico II.
All'inizio del Trecento Soriano venne ceduta in feudo ai Duchi di Gravina Orsini, che vi fecero erigere il Castello. Durante la Signoria degli Orsini e, nei secoli seguenti, il Castello venne adibito a carcere, funzione che ne compromise lo stato di conservazione degli interni. Nel corso del tempo il feudo di Soriano venne ceduto a molte famiglie feudatarie, tra le quali gli Orsini, i Borgia, i Della Rovere e i Carafa. Nel 1560 il Cardinale Cristoforo Madruzzo, Vescovo di Trento e Bressanone, acquistò il castello per suo nipote Fortunato, garantendo a Soriano un periodo di pace e splendore.
Fortunato Madruzzo vendette il feudo di Soriano al cognato, Cardinale Marco Sittico Altemps, la cui famiglia detenne il controllo della Signoria per oltre centotrentacinque anni, fino al 1715, quando la cittadina venne acquistata dalla Famiglia Albani, cui faceva parte anche il Pontefice Clemente XI, con cui furono portate a compimento la realizzazione del Palazzo Papacqua e della facciata della Chiesa di Sant'Eutizio. Nel 1721 il feudo passò alla Famiglia Chigi, per tornare solo nel 1848 sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio.
Nel 1870, come tutto il resto del Lazio, venne annesso al Regno d'Italia, mentre nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, rimase vittima di un bombardamento alleato che causò la morte di duecento persone, e la distruzione quasi completa del centro storico.
La cittadina é oggi conosciuta per la famosa Sagra delle Castagne, che si tiene ogni anno nei primi tre weekend di ottobre. La sagra celebra la Castagna, prodotto agricolo principale della zona, insieme alla nocciola.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Soriano del Cimino, oltre ad essere noto per la sua vivacità, tipica dei centri della Tuscia, rientra tra le mete più interessanti anche per i suoi monumenti di carattere storico e artistico.
1) PORTA ROMANA
Il tour culturale della città può avere inizio dalla Porta Romana, prima porta d'ingresso al centro storico, esposta a sud. La porta sorge nel Rione San Giorgio, e costituisce l'unica superstite delle tre porte di accesso, che nel XVIII secolo collegavano Soriano con le principali vie di comunicazione.
Venne edificata nel 1721 per volere di Carlo Albani, Signore di Soriano, al fine di delimitare i confini del centro storico, come si può apprendere leggendo l'iscrizione che la sormonta. La struttura venne edificata in muratura, integrata con piccoli ornamenti in peperino, aggiunti in modo tale da decorare il frontone, tra i quali: lo stemma dei Chigi, la lapide, un festone e un mascherone. L'interno della porta é piuttosto semplice.
2) FONTANA VECCHIA
Percorrendo la via principale del centro storico, Via Benedetto Brin, si giunge alla centrale Piazza Vittorio Emanuele, principale piazza del paese, luogo prediletto della vita sociale e dove si affaccia il duomo, dedicato a San Nicola di Bari.
Tra i monumenti che possono essere notati sulla piazza, spicca l'artistica Fontana Vecchia, realizzata alla metà del Quattrocento su commissione del Pontefice Niccolò V, con l'obiettivo di garantire al paese l'approvviggionamento dell'acqua.
3) DUOMO DI SAN NICOLA DI BARI
Il Duomo di Soriano nel Cimino, dedicato a San Nicola di Bari, venne edificato in stile neoclassico su progetto di Giulio Camporese, alla fine del XVIII secolo, in sostituzione della chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Eutizio, ancora esistente nel punto più elevato del paese.
Nonostante i permessi concessi dal Principe Orazio Albani e dalla Sacra Congregazione del Buon Governo, i maggiori sacrifici finanziari per l'edificazione della chiesa vennero affrontati dagli amministratori locali e dal popolo, come si legge su una targa esposta al di fuori della chiesa.
ESTERNO
La facciata della chiesa, in laterizio scandita da lesene, é caratterizzata da due ordini sovrapposti: dorico, nella parte inferiore, e ionico nella parte superiore. Nell'ordine inferiore si aprono tre portali ornati da cornici in peperino, sormontati da un cornicione che percorre la lunghezza dell'intera facciata, al centro della quale si apre un finestrone con un timpano. Ai lati della facciata s'innalzano due campanili.
INTERNO
L'interno della chiesa presenta una pianta a croce greca. suddivisa in tre navate. La sezione centrale é sormontata da un'ampia cupola, decorata da rosoni in stucco, sormontata da una piccola lanterna sorretta da quattro piloni. Le volte, abbellite da rosoni, poggiano su un cornicione.
Nella zona del presbiterio, poggiata su un pilastro rivolto verso la navata centrale, si trova la statua di Sant'Antonio Abate, realizzata nel Quattrocento, in pietra dipinta con influenze gotiche. Nella parete della navata destra, nei pressi dell'ingresso della chiesa, si apre una nicchia, in cui é custodito un fonte battesimale circolare in marmo, del XVI secolo. Nelle due pareti, di destra e di sinistra della chiesa, si aprono una serie di cappelle.
L'altare della chiesa, delimitato da una balaustra marmorea scolpita del XVIII secolo, é costituito da un paliotto in marmo policromo intarsiato dello stesso periodo. Nella zona superiore dell'altare maggiore, all'interno di una cornice in stucco, é riposto un dipinto del XIX secolo, raffigurante Cristo tra San Pietro e Apostoli, di un anonimo artista romano. Sull'altare é riposta una tela del XVIII secolo della Madonna con Gesù Bambino, riposta in una cornice in legno dorato.
All'interno della seconda cappella della navata destra, cui si accede da una balaustra in marmo, accoglie un altare con un tabernacolo, su cui é posta la statua della Vergine Maria, realizzata in legno dipinto nei primi decenni del XX secolo. Da notare la cornice in stucco del XVIII secolo, ornata da una conchiglia e da una ghirlanda di fiori, poste a protezione della tela riposta nella parete di fondo, raffigurante la Crocifissione. Il dipinto, realizzato nel Settecento, mostra Gesù crocifisso con la Madonna, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena.
La terza cappella presenta un altare marmoreo, sormontato dalla statua della Vergine Addolorata, alle spalle della quale é riposta una cornice settecentesca, ove é racchiuso il dipinto del XVIII secolo raffigurante la Sacra Famiglia. Entrambe le navate laterali terminano con una porta a due battenti in legno intagliato e dipinto del XVIII secolo.
Nella zona del presbiterio, chiuso dalla balaustra prima denominata, si erge la Cattedra Vescovile in legno del Settecento. L'altare maggiore del XVIII secolo, é in marmo, donato dai Principi Orazio Albani e Marianna Cibo, presenta tre gradini, e un paliotto ornato da una croce di metallo dorata. Dietro l'abside si erge il coro ligneo, a due ordini, di diciotto stalli ciascuno. In alto, nel presbiterio si nota il dipinto realizzato da Pietro Tedeschi nel XVIII secolo, raffigurante San Nicola di Bari genuflesso, ritratto nell'atto di far scorrere l'acqua e scacciare il demonio dal tempio. L'abside é suddiviso in due parti da un cornicione: la zona in basso é ornata da paraste, mentre quella in alto da un finestrone, posto all'interno di una lunetta circondata da stucchi.
Nella controfacciata, due colonne di marmo e due in stucco, sorreggono la cantoria, modellata in stucco e incassata nella parete. L'organo é opera di Aldobrando Fedele, realizzato nel 1794. Sulla navata sinistra si aprono tre cappelle. La terza, in fondo alla navata, presenta una cornice a conchiglia in stucco del XVIII secolo, delimitata da una balaustra in marmo. Al di sopra del piccolo altare, é posta la statua del Sacro Cuore di Gesù. Nella seconda cappella di destra é posta la statua di San Nicola di Bari con abito vescovile e tre sfere d'oro, che alludono alla leggenda del soccorso prestato ad un padre caduto in miseria, realizzata alla metà del XX secolo.
Nella seconda cappella, al centro della navata sinistra é un altare marmoreo, su cui é riposta la tela del Gesù Misericordioso, raffigurazione che rimanda ad una visione avuta da Santa Faustina Kowalska il 22 Febbraio 1931, quando le apparve Gesù benedicente in veste bianca, circondato da raggi luminosi sul petto.
4) PORTA VECCHIA E PORTA DEL PONTE
La zona più antica del centro storico di Soriano del Cimino, sorge su una collina da percorrere in salita, fino alla sommità, ove si trovano il Castello e la Chiesa di Sant'Eutizio. L'accesso al nucleo più antico, avviene varcando due porte di accesso pressappoco consecutive, la Porta Vecchia e la Porta del Ponte.
La prima porta da oltrepassare é la Porta Vecchia, antica porta di accesso al borgo cittadino, che si trova lungo Via Pennazzi, nel Rione Rocca, stretta tra due schiere di case. La struttura della porta, secondo fonti storiche, risale al XIII secolo. L'arco é in stile rinascimentale, composto da bugnature in peperino, in grado di creare un suggestivo contrasto cromatico con il colore rosa della muratura su cui si apre la porta. Nella parte interna, l'ingresso non presenta particolari elementi di pregio.
La struttura era inizialmente munita di un fossato di protezione, e di un ponte levatoio. Consistenti opere di modifica vennero apportate nel XVIII secolo. Distrutta a causa del bombardamento anglo - americano della Seconda Guerra Mondiale, venne integralmente ricostruita. Lo stile architettonico attuale, corrisponde alla modifica estetica apportata nel 1903 su progetto di Angelo Santocchi.
5) TORRE DELL'OROLOGIO
La Porta del Ponte é sormontata dalla splendida struttura medievale della Torre dell'Orologio.
La struttura della torre venne realizzata nel XIX secolo, in pietra, a sezione quadrangolare. L'arco che sottende la suddetta torre, consente l'accesso alla zona più antica del centro storico. Al di sopra della porta, ad un solo fornice, é collocato lo stemma della Famiglia Orsini, mentre nella parte più bassa, due lapidi commemorano il soggiorno presso Soriano, di Santa Rosa da Viterbo.
Sulla sommità della torre é riposto un orologio. Nell'intradosso superiore della porta, si trova un affresco a tema sacro, purtroppo molto deperito e di difficile interpretazione.
6) CHIESA DI SANT'EUTIZIO
La chiesa, dedicata a Sant'Eutizio, sorge nel luogo in cui sorse il primitivo duomo di Soriano, sulla sommità del centro storico, nel rione della rocca.
Edificata durante il periodo medievale, subì numerose modifiche e trasformazioni in epoca rinascimentale, ma l'aspetto odierno della chiesa é dovuto all'iniziativa dei Signori Albani, che promossero interventi di ristrutturazione dell'edificio intorno al 1718. Dell'originaria costruzione rimangono il campanile cuspidato del XV secolo, alto 34 m composto da due ordini di bifore, e alcune tracce lungo le mura perimetrali e nell'abside.
ESTERNO
La facciata della Chiesa di Sant'Eutizio, presenta vari elementi architettonici realizzati in peperino, tra i quali: zoccolo, pilastri, cornice, timpano, portale e finestrone, che si apre al centro dell'ordine superiore, protetto da una balaustra e dei piastrini, sormontato dallo stemma della Famiglia Albani.
INTERNO
All'interno, in controfacciata, due lapidi sono riposte sulla destra e sulla sinistra del portale d'ingresso. La lapide di destra, in marmo bianco, venne collocata nella chiesa per volontà del Signor Eutizio Narduzzi, mentre quella di sinistra costituisce un frammento di lapide medievale, in posizione capovolta.
In alto é posto lo stemma del Pontefice Pio VII Chiaramonti, mentre un'altra iscrizione, costituisce un frammento di lapide medievale sistemato in posizione capovolta. Lo spazio interno dell'edificio, é costituito da un'unica navata, alle cui pareti laterali si aprono delle cappelle, e terminante con un abside semicircolare.
Sul primo altare destro, rinchiuso in una cornice architettonica ornata da stucchi, é riposta una tela raffigurante i Santi Omobono e Crispino. In alto é riposta la pala, d'incerta attribuzione, raffigurante la Vergine Assunta in Cielo, San Bartolomeo raffigurato seduto all'ombra di un albero e San Giovanni Evangelista. In una nicchia protetta da una lastra di vetro, é posta la statua di Santa Lucia nell'atto di tenere con una mano, i gigli, mentre con l'altra il piatto contenente gli occhi.
La seconda cappella di destra, ornata da decorazioni in stucco, presenta un altare, al di sopra del quale é riposto un medaglione dorato, sorretto da una decorazione intagliata, raffigurante l'immagine del Sacro Cuore di Gesù. Nella parte superiore, in una cornice dorata, é posta un'altra tela di autore anonimo, raffigurante Santa Lucia, Sant'Antonio Abate e Santa Caterina d'Alessandria.
Nel terzo altare, separato dal secondo da una porta, é riposta una tela raffigurante San Tarcisio, e la pala dipinta con i Santi Quattro Coronati, Severo, Severino, Carpoforo e Vittorino.
In fondo alla chiesa si trova l'abside principale, ai lati del quale, entro due nicchie, sono collocati due confessionali lignei. Nel presbiterio, l'accesso alla zona dell'altare é consentito da una balaustra in marmo. L'altare maggiore é ornato da un paliotto decorato con intarsi marmorei gialli e neri, e custodisce al suo interno l'urna di San Vincenzo Martire. Il tabernacolo, finemente scolpito, costituisce uno splendido esempio di arte barocca.
Al centro dell'abside, é posta la tela raffigurante il Martirio di Sant'Eutizio, realizzata da Jacques Pilliard nel 1861. In alto sono riposti stucchi barocchi, raffiguranti la Colomba dello Spirito Santo che appare in cielo, sprigionando raggi di luce dorata tra nubi e un gruppo di angeli.
La terza cappellina in fondo alla navata sinistra, al di sopra di un altare in marmi policromi, é riposto un quadro raffigurante San Giuseppe e Gesù Bambino. In alto é la pala d'altare con l'Annunciazione, realizzata da Stefano Pozzi nel XVIII secolo. Il secondo altare sulla sinistra é ornato da una tela raffigurante Gesù Crocifisso, la Vergine, San Giovanni e la Maddalena, di autore ignoto. Il primo altare mostra una tela del XVIII secolo, raffigurante San Giuseppe, San Carlo Borromeo, Sant'Antonio da Padova e San Francesco Saverio.
Tra le opere di pregio all'inbterno della chiesa, si trova l'oliario in marmo realizzato da Andrea Bregno nel XV secolo, successivamente utilizzato come fonte battesimale. L'oliario presenta una superficie decorata a rilievi, raffiguranti la colomba dello Spirito Santo, il Battesimo di Cristo e due angeli oranti. Il crocifisso ligneo é del XVII secolo, mentre in controfacciata, nella cantoria é riposto l'organo del XVII secolo, restaurato nel 1990.
7) CASTELLO ORSINI
Il principale monumento architettonico del borgo di Soriano nel Cimino é, senza dubbio, il Castello Orsini, la cui mole si eleva sulla sommità del centro storico.
Il Castello venne edificato tra il 1277 e il 1280, per volere del Pontefice Niccolò III Orsini, accanto alla torre medievale, abitata dagli esponenti delle precedenti famiglie feudatarie di Soriano, Guastapane e Pandolfi, cui venne sottratto il feudo ad opera di Orso Orsini. I possedimenti feudali rimasero in mano agli Orsini fino al XIV secolo, quando vennero acquistati da Urbano V. Con Martino V la rocca passò ai Colonna, nel 1434 a Francesco Sforza e, in seguito a Giovanni Vitelleschi.
In seguito, il governatorato passò ai Borgia e, tramite essi a Didaco di Carvajal, ucciso dal Conte Nardini, feudatario di Vignanello, per consentire ai vignanellesi d'impossessarsi della rocca. Nel 1492, sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia, nel 1492 la fortezza tornò in possesso dei Duchi Orsini, mentre nel 1503 venne conquistata da Cesare Borgia. Con l'unificazione del Lazio all'Italia, nel 1870, il Castello cadde in stato di degrado, a causa dell'utilizzo come carcere.
ESTERNO
Edificato in posizione sopraelevata, sulla collina che domina dall'alto il borgo medievale di Soriano, la struttura del Castello, presenta un massiccio parallelepipedo, affiancato ad una torre più antica, a questa collegato tramite un muraglione delimitato da una torre cilindrica.
La struttura é circondata da un cammino di ronda ornata da merlature guelfe, e spalti all'aperto, protetta da una cinta muraria, anch'essa sormontata da merli. Nel XVIII secolo, la struttura subì un importante restauro.
INTERNO
Attraversando un portone di fattura moderna si accede all'ingresso del Castello, caratterizzato da una scalinata chiusa da un parapetto, che conduce all'interno della rocca. Da qui alcuni corridoi introducono in un piccolo cortile, tramite il quale da un lato, si accede a una piccola torre e al corpo principale della fortezza, mentre dall'altro, tramite un portale bugnato, al perimetro delle mura interrotto da un arco d'ingresso.
Nelle pareti esterne della rocca,. sono incastonati stemmi in marmo bianco, riferibili alle famiglie feudatarie della storica dimora. Sul lato esterno del Castello, é posta una statua raffigurante la Vergine con il Bambino, posta sul lato esterno del castello.
Al termine della scalinata del piccolo cortile, si erge la torre, ove si scorgono due lapidi e si apre un portale bugnato sormontato dallo stemma di Carlo Albani. All'interno della fortezza, attraverso un camminamento coperto, si raggiunge un cortile chiuso sulla sinistra da arcate a tutto sesto, sorrette da colonne che sporgono dalla parete.
Oltrepassata la prima arcata, si entra in un piccolo atrio, con volta a crociera affrescata, che svolge il ruolo di vestibolo della sala principale del Castello, caratterizzata da un pilastro centrale, coperto con quattro volte a crociera. Dal cortile si accede alla parte superiore del Castello, trasformata in Piano Nobile dai Conti Albani.
Un grande ambiente, chiuso da una cancellata in ferro, precede una cappella, ove si conserva un altare cinquecentesco in peperino, ornato da bassorilievi provenienti dalla Chiesa della Santissima Trinità del Cimino. La mensa con bassorilievi, é sormontata da un prospetto architettonico architravato, percorso ai lati da lesene. Le pareti, racchiudono uno spazio quadrangolare, ove é riposta la Statua della Vergine, e una lunetta sormontata da piccoli rosoni. Un altro piccolo cortile veniva utilizzato per l'ora d'aria concessa ai carcerati.
Anche nei piani superiori si aprono ampi saloni, decorati con affreschi, in cui é riposta la scritta "Dura lex, sed lex", dalla quale si comprende l'utilizzo della fortezza a scopo carcerario. Una sala conserva un caminetto sormontato dallo stemma della Famiglia Albani. Un'auletta con altare in marmo, conserva un affresco raffigurante la Madonna con Bambino, e un bel soffitto affrescato.
Nella sezione della rocca caratterizzata dalla torre posta all'ingresso, si trova una galleria chiusa da grate di ferro, che conduce alle stanze di massima sicurezza, consistenti in celle prive di luce.
NB. Le informazioni storiche su Soriano nel Cimino, sono state estrapolate dalla pagina "Soriano nel Cimino, tra storia e leggenda", nella rivista di "My Tuscia. Scopri, assapora e ama la Tuscia", in www.mytuscia.com.
NB. Le informazioni sui monumenti di Soriano del Cimino, sono state estrapolate dalla pagina "Arte Città - Soriano nel Cimino", in www.sorianonelcimino.artecittà.it.


















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