STORIA
Conosciuta in Italia per la produzione dei due vini DOC del Montefalco Rosso e del Sagrantino, Montefalco, oltre agli splendidi paesaggi della Valle Umbra solcata dal Fiume Topino, e inframezzata da colline coltivate a vitigni per la produzione del pregiato vino, offre al visitatore un ricco patrimonio artistico, che si sostanzia non tanto nelle testimonianze storiche e archeologiche, quanto negli affreschi a tema sacro. Montefalco é il luogo dove potrete visitare gli affreschi più belli dell'Umbria, dopo quelli di Assisi.
Nell'antichità il sito ove sorse il borgo venne abitato dagli Umbri. Con la conquista romana, vennero edificate molte ville patrizie. Nel Medio Evo assunse dapprima il nome di Coccorone, poi con il passaggio in città, nel 1240, dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia, il toponimo venne trasformato in Montefalco a partire dal 1249.
Nel 1282 divenne Libero Comune, e redasse il suo primo statuto comunale. Le istituzioni comunali cessarono di esistere nel 1383, con l'acquisto del feudo da parte dei Trinci, Signori di Foligno, che ne mantennero la proprietà fino al 1446, anno in cui tornò sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio. Tuttavia la sottomissione al Papa non si manifesto nelle forme oppressive che caratterizzarono altre realtà territoriali come Perugia, ma si espressero con la concessione di ampia autonomia politica, e la possibilità di esprimere un proprio governo, ed eleggerne i rappresentanti. Nel 1848 il Pontefice Pio IX concesse a Montefalco il titolo di città.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
1) CHIESA DI SANTA CHIARA DA MONTEFALCO
Prima d'intraprendere la visita al centro storico posto all'interno delle mura, é necessario visitare una delle testimonianze artistiche più interessanti della cittadina, la Chiesa di Santa Chiara da Montefalco, posta poco al di fuori dalla cerchia delle mura, raggiungibile in pochi minuti a piedi percorrendo la via denominata Borgo Garibaldi, che scende sulla destra della Porta Sant'Agostino.
La chiesa, una delle più interessanti da visitare nella cittadina, venne eretta tra il Duecento e il Trecento sulle fondamenta della preesistente Cappella della Croce, e rimaneggiata nel Seicento.
INTERNO
L'interno é ripartito in tre navate, mentre la copertura voltata a botte, culmina con una cupola ornata da decorazioni in stucco. Nel convento annesso é possibile ammirare numerose opere d'arte, tra le quali l'affresco raffigurante Santa Chiara, realizzato da Benozzo Gozzoli nel 1450.
Al di sotto dell'altare di Santa Chiara, é riposta un'urna d'argento contenente il corpo della Santa. Santa Chiara della Croce, detta Santa Chiara da Montefalco, visse tra il 1268 e il 1308 seguendo la Regola di Sant'Agostino. Ai giorni nostri, é ancora molto venerata dai cittadini per la sua umiltà.
CAPPELLA DELLA CROCE
Attraversando una piccola porta lignea, si accede all'ambiente fulcro dell'edificio sacro, tale da giustificare la visita a questa piccola chiesa: la Cappella della Croce.
La cappella costituì in origine il presbiterio della piccola chiesa edificata per volontà della stessa Santa, oltre al luogo in cui scelse di morire adagiata su una barella di legno, la mattina del 17 agosto 1308.
Gli affreschi, commissionati da Jean d'Amiel, Rettore francese del Ducato di Spoleto, rappresentano sulle pareti laterali, gli Episodi della vita di Santa Chiara, dall'infanzia fino alla morte. L'affresco più imponente é quello della Crocifissione, realizzato sulla parete di fondo, opera di uno sconosciuto pittore umbro, identificato con l'appellativo di Maestro di Cesi.
Cappella della Croce, con affresco della Crocifissione del Maestro di Cesi
La scena affrescata conta in totale quarantacinque figure, che comprendono tutto il repertorio iconografico riportato dai Vangeli di Luca e Giovanni. Ai piedi della croce é inginocchiato il Committente.
2) PORTA SANT'AGOSTINO
La visita al centro storico di Montefalco non può che iniziare da sud, dove si trova la splendida Porta di Sant'Agostino, che si apre lungo il percorso delle mura medievali, molto ben conservate.
La porta venne edificata nel Trecento, quando si decise di ampliare la cinta muraria, viste le crescenti dimensioni della cittadina, e l'aumento della popolazione residente. Il tratto di mura su cui si apre la porta é quello meglio conservato, tanto che nella porta sono ancora visibili le tre feritoie utilizzate dai balestrieri per la difesa del borgo. Della struttura originaria si sono inoltre conservate anche la merlatura, aggiunta nel XIX secolo, e il ballatoio dove sostavano le guardie a difesa del borgo.
Porta Sant'Agostino
Al di sotto del ballatoio si trova l'orologio, ivi installato nel 1543, e ancora in funzione. Nell'intradosso superiore della porta, si trova un affresco quattrocentesco ben conservato, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi.
3) CHIESA DI SANT'AGOSTINO
Percorrendo Corso Mameli, viale principale che attraversa il centro storico di Montefalco, si nota dopo pochi metri la grande mole della facciata della Chiesa di Sant'Agostino, una delle attrazioni artistiche più affascinanti del borgo, e assolutamente da non perdere durante la visita.
La chiesa sorge su un terreno dato in concessione dal Comune di Montefalco ai Frati Agostiniani nel 1275, all'epoca denominato Borgo del Castellare, posto appena fuori dalla cinta muraria. Nel 1279, sulle sue fondamenta, Fra Angelo de' Conti da Foligno, iniziò l'edificazione della costruzione, consacrandola a Sant'Agostino.
Venne fondata intorno al 1275 su un preesistente edificio consacrato a San Giovanni Battista, poi ampliato nel 1327 con l'aggiunta della navata destra, dalle dimensioni minori. La facciata presenta un bel portale gotico, ornato da colonnine e capitelli decorati con motivi vegetali. Nell'ordine superiore della facciata, si apre un rosone, ricostruito sul modello dell'originale, i cui frammenti sono conservati nel Museo Civico.
INTERNO
L'interno della chiesa é distinto in due navate, mentre nella parete di fondo si apre uno splendido abside gotico pentagonale. Il catino absidale che sottende l'altare maggiore, é sostenuto da cinque costoloni, ove in quello centrale, cono incastonate tre artistiche vetrate.
Il tetto, sostenuto da capriate in legno, é frutto di una ricostruzione, resasi necessaria a causa del crollo della cuspide del campanile nel 1489, che danneggiò irreparabilmente la copertura originaria. La ricostruzione comportò un abbassamento sia della navata principale, che della torre campanaria.
Sul lato destro, una fila di archi ogivali separa la navata maggiore dalla minore. Sulla parete destra, appartenente alla navata minore, si aprono sei cappelle: le prime tre, vicine all'ingresso, furono utilizzate come luogo di sepoltura fino al 1800, anno in cui l'Editto di Saint Cloud, impose la sepoltura dei corpi al di fuori delle mura cittadine. Nel 1921 le tre campate vennero restaurate, e andarono a formare la navata minore.
La parete sinistra é affrescata con pitture di pregio, in cui si riconoscono: una Madonna della Misericordia del 1400 di Giovanni di Corraduccio, in cui si nota la Madonna che sotto al mantello di pelliccia, accoglie il popolo per proteggerlo. In una nicchia aperta nella stessa parete si notano affreschi di Bernardino Mezzastris, oltre a una cinquecentesca statua lignea raffigurante San Nicola da Tolentino.
Si possono inoltre notare l'affresco dell'Incoronazione della Vergine, del XV secolo attribuito ad Ambrogio Lorenzetti, una Madonna della Cintola tra due Santi di Giovanni Battista Caporali del 1522 e una Madonna col Bambino fra Sant'Agostino e il Beato Angelo da Foligno, attribuito al folignate Ugolino di Gisberto. Sull'altare si conserva un crocifisso ligneo rinascimentale.
SAGRESTIA
Da non perdere é la visita alla sagrestia della Chiesa di Sant'Agostino, dove si conservano splendidi affreschi quattrocenteschi.
Sulla parete di fondo é raffigurata l'Annunciazione, in cui si vende l'Angelo, alla sinistra della finestra, annunciare a Maria, raffigurata sul lato destro della finestra, l'arrivo del Messia.
Nella parete destra é affrescata la Crocifissione con la Vergine e San Giovanni del XV secolo, mentre la parete ove si trova l'ingresso é affrescata con vedute della città di Montefalco.
4) PIAZZA DEL COMUNE E PALAZZO COMUNALE
Percorrendo Corso Giuseppe Mameli, la principale via del centro storico di Montefalco, si giunge a Piazza del Comune, la principale piazza del centro storico.
Di grandi dimensioni, la piazza ha pianta semicircolare, su cui si affacciano alcuni degli edifici storici più interessanti del borgo.
Non appena giunti, si erge maestoso dinanzi a noi il Palazzo Comunale, vero e proprio simbolo di Montefalco. Anticamente chiamato Palazzo del Popolo, é oggi sede dell'amministrazione comunale.
Edificato nel 1270 con dimensioni assai ridotte, venne ampliato sul lato sinistro nel XV secolo, con l'edificazione di un portico a pilastri ottagonali che dà sulla piazza, impreziositi sulla sommità da capitelli a foglie d'acanto.
Nel secondo ordine della facciata, al di sopra del loggiato rinascimentale, si trova una terrazza che domina la piazza.
La facciata principale rivolta verso la piazza, conserva un elegante bifora impreziosita da colonne tortili.
Al di sopra del Palazzo Comunale si erge la torre campanaria, cui é possibile accedere.
Il primo piano del palazzo é occupato dalla Biblioteca Comunale, contenente oltre 10.000 volumi tra cui numerose Cinquecentine, settantasei incunaboli e l'affresco della Madonna della Maestà di Giovanni di Corraduccio.
All'ultimo piano si apre la Sala Consiliare con raffinate decorazioni ottocentesche.
5) CHIESA DI SANTA MARIA IN PIAZZA
Dinanzi al Palazzo Comunale, si trova la piccola costruzione della Chiesa di Santa Maria in Piazza, piccolo gioiello di Montefalco poco conosciuto, ma che sarà in grado di sorprendervi e soddisfare le vostre aspettative.
L'esistenza di una piccola chiesa, denominata "Santa Maria in Platea", é documentata sin dai primi anni del XIII secolo, costituendo il luogo in cui si riunivano i consigli comunali di Coccorone, prima, e di Montefalco, poi. In seguito venne ceduta dal Comune alla Confraternita del Sacramento che, all'inizio del XVI secolo, la ristrutturò conferendole la forma attuale.
INTERNO
All'interno della chiesa, é possibile ammirare alcuni affreschi che la Confraternita commissionò al Melanzio, a partire dal 1517.
Sulla piccola abside di fondo troviamo affrescata la Madonna con Bambino in Trono, affiancata sul pilastro di sinistra da San Gregorio che Celebra la Messa e, sul pilastro di destra, da San Girolamo nel Deserto, per la maggior parte andato perduto.
Nella calotta superiore della parete absidale é affrescato l'Eterno, con ai lati San Severo e San Fortunato e, nei tondi alcune tracce rimanenti dell'Annunciazione. Anche questi affreschi vennero eseguiti dal Melanzio nel 1517.
Nei pressi dell'ingresso vi é un'acquasantiera realizzata tra l'XI e il XII secolo, che presenta una colonnina in marmo, sovrastata da un capitello decorato a motivi vegetali stilizzati. Il fusto della colonnina é invece decorato con modanatura dello stesso periodo.
La vasca dell'acquasantiera, é invece attribuibile ad un'epoca successiva, probabilmente il XV secolo.
6) CHIESA MUSEO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Oltrepassata la Piazza del Comune, scendendo la discesa di Via Ringhiera Umbra, si raggiunge la Chiesa Museo di San Francesco d'Assisi, principale attrazione culturale del borgo, famoso per gli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli.
PINACOTECA
La visita al percorso museale ha inizio con la Pinacoteca, ove sono esposte interessanti tele dei principali artisti del tempo, tra i quali Simeone Ciburri, il pittore Francesco Melanzio, nativo di Montefalco. e alcune tele del Perugino.
Tra le tele più degne di nota, visibili lungo il percorso di visita della pinacoteca, si possono ammirare la tela della Madonna con Bambino e San Giovannino tra i Santi Nicola di Bari e Francesco d'Assisi, realizzata da Simeone Ciburri nel 1605, la tela raffigurante la Madonna con Bambino e il Santi Rocco, Clemente, Chiara d'Assisi e Francesco d'Assisi, dipinta da Pietro Rancarelli nel 1602 e il bel polittico raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano, Fortunato, Severo e Chiara da Montefalco di Francesco Melanzio del 1488.
RACCOLTA ARCHEOLOGICA
Il piano inferiore della chiesa, ove si apre l'ambiente corrispondente alla cripta, é occupato dalla raccolta di testimonianze archeologiche del museo, in cui una volta era custodito l'ossario.
Nell'ambiente si conservano molte statue e materiali lapidei, risalenti all'età romana e altomedievale, epoca in cui Montefalco sottostette alla giurisdizione dei Comuni di Spoleto, Bevagna, Todi e Trevi.
La prima opera visitabile della raccolta é l'enorme Statua marmorea di Ercole, risalente al I secolo a.C.. La statua raffigura l'eroe Ercole, munito di clave, che con la mano destra si appoggia alla clava, mentre con il braccio sinistro tiene la pelle del Leone Nemeo appena sconfitto.
L'eroe é intenzionato a fare della testa del leone, il suo elmo e della pelle, la sua veste. Nella mano sinistra tiene uno dei pomi d'oro delle Esperidi.
Alcuni studiosi ritengono si tratti di un'opera greca risalente al IV secolo a.C., altri che sia una rielaborazione romana.
ANTICHE CANTINE DEI FRATI
Sempre percorrendo gli spazi che si aprono nel piano inferiore della chiesa, si possono visitare le antiche e suggestive cantine dei frati.
Qui sono visibili le antiche vasche utilizzate per la raccolta delle uve, in perfetto stato di conservazione. Nei tre ambienti in cui si strutturano le cantine, sono conservati attrezzi da lavoro come torchi e caldaio in rame per cuocere il vino, e nelle teche alcuni strumenti per la lavorazione del vino, tra cui gli imbuti per l'imbottigliamento. La produzione del vino da parte dei Frati Francescani é documentata sin dal 1692.
In questi ambienti era possibile consumare vino non oltre il secondo rintocco serale della campana. I torchi per la premitura delle uve sono di varie dimensioni: quelli più piccoli venivano utilizzati per la produzione del Sagrantino e del Vinsanto.
Nel secondo ambiente delle cantine é esposto un grande torchio a doppia vite, in legno di quercia e olmo, caratterizzato da un cesto a forma di cubo.
CHIESA
L'ultimo ambiente del percorso museale comprende la Chiesa di San Francesco d'Assisi, famosa per gli affreschi realizzati da maestri della pittura umbra, non solo da Benozzo Gozzoli, ma anche dal Perugino.
Prima di raggiungere l'abside centrale della chiesa, in grado di attirare immediatamente l'attenzione dei turisti, vi consiglierei di visitare anche gli altri affreschi presenti nelle pareti laterali della chiesa, a navata singola, eseguiti da importanti pittori umbri.
Le nicchie affrescate hanno inizio dalla Cappella di San Bernardino, sulla destra dell'ingresso, affrescata dal pittore Jacopo Vincioli nel 1461 con Storie di San Bernardino e Santi. La decorazione raffigura San Bernardino in veste di predicatore, posto al centro della decorazione.
Ai lati del Santo sono raffigurate le scene dei suoi miracoli: sulla destra é raffigurata l'Apparizione di Papa Celestino V che riferisce a San Bernardino la sua imminente morte, affrescata nel 1461. Nella lunetta é dipinta la Crocifissione con i Santi Giovanni e Fortunato. Nella vela é raffigurato San Girolamo con il leone.
Di seguito si trova la Nicchia di Sant'Antonio da Padova, ove é affrescato Sant'Antonio da Padova posto al centro, all'interno di un'edicola dorata. Sulla sinistra del Santo é raffigurata la scena della liberazione miracolosa di un indemoniato, dalla cui bocca fuoriesce il male, effigiato con le ali di un pipistrello. La scena di destra raffigura un giovane di Padova, pentito per aver preso a calci la madre, che si era amputato la gamba, e Sant'Antonio nell'atto di restituirgli l'arto.
La controfacciata della chiesa venne affrescata dal Perugino nel 1503, con la raffigurazione di un affresco distinto in tre livelli, dal basso verso l'alto: nel livello inferiore é affrescata la Natività, ove i personaggi sono rappresentati inginocchiati in semicerchio, disposti intorno al Bambino. La nascita di Gesù ha luogo in una capanna dall'aspetto semplificato e aperta, dotata di quattro pilastri in muratura e travi in legno.
Nella parte alta é rappresentata l'Annunciazione, con l'Angelo e la Vergine. Nella calotta superiore é raffigurato l'Eterno in Gloria dentro una mandorla con ai lati due Cherubini, mentre nella nicchia centrale é raffigurata la Natività.
ABSIDE DELLA CHIESA E AFFRESCHI DI BENOZZO GOZZOLI
Il fulcro della visita alla Chiesa di San Francesco, é costituito dall'abside centrale, mirabilmente affrescato con le Scene della Vita di San Francesco, realizzate da Benozzo Gozzoli nel 1452.
Costituisce per la sua imponenza, il più completo ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco dopo quello di Assisi, realizzati da Giotto e, in assoluto, uno dei cicli di affreschi più affascinanti e meglio conservati in Umbria.
Se non fosse per la presenza delle altra splendide chiese trattate in precedenza, la Chiesa di San Francesco giustificherebbe, già di per sé, un viaggio a Montefalco.
L'accesso alla zona absidale, é abbellito da una monumentale pergola con arco a tutto sesto, realizzata in legno intagliato, dipinto e dorato da Niccolò Zuccarini nel 1562.
La narrazione della vita del Santo, é ripartita in venti episodi, distribuiti in dodici scene, distinti su tre registri, dei quali il primo inferiore, il secondo mediano, il terzo superiore, più il catino absidale che occupa la volta.
Le scene procedono in maniera ordinata da sinistra verso destra, seguendo l'iter cronologico degli eventi biografici del Santo, e dal basso verso l'alto, portando l'osservatore, mano a mano che si sale con lo sguardo, ad un livello sempre maggiore di elevazione spirituale, che culmina nella volta costolonata, in cui é affrescata la Gloria di San Francesco, tra schiera di angeli, e i Santi Ludovico Re, Elisabetta d'Ugheria, Bernardino da Siena, Chiara d'Assisi e Antonio da Padova.
Il filo conduttore delle scene rappresentate, concepisce San Francesco come "nuovo Cristo".
Tale allegoria acquista maggiore forza in alcune scene affrescate, come la Nascita del Santo, ove si nota San Francesco che nasce in una stalla come il Messia, l'episodio del Ricevimento delle Stimmate sul Monte de la Verna e nella volta, ove San Francesco é raffigurato con vesti sacerdotali in una mandorla di luce.
Iconica é la scena affrescata della Predica agli Uccelli, mentre accanto vi é ritratto il Santo mentre benedice la città di Montefalco.
Appoggiato alla parete di fondo dell'abside vi é il coro ligneo, della fine del XIX secolo, composto da sedici stalli. Al di sopra del coro figurano i ritratti dei più noti personaggi dell'ordine francescano; mentre al centro, sotto la finestra sono ritratti Petrarca laureato, Dante che reca in mano la Commedia e Giotto nell'atto di dipingere una Madonna con Bambino.
Nelle vicinanze della scena é stato affrescato il committente Jacopo, raffigurato inginocchiato nella scena della Benedizione del Popolo di Montefalco.
Altre scene tratte dalla vita del Santo, mostrano San Francesco raffigurato nell'atto di rinunciare ai beni paterni; il Santo a cavallo mentre dona un mantello a un viandante per strada; il Sogno di San Francesco che vede Dio indicargli un palazzo con lo scudo crociato, simbolo della Chiesa Cattolica, identificato come il Palazzo della Signoria a Firenze.
La rappresentazione delle scene prosegue con l'affresco della Cacciata dei diavoli da Arezzo, insieme a San Silvestro, in cui la città viene riconosciuta dalla scritta CIVITAS ARETII, che campeggia sulle mura, ove il paesaggio campestre é ritratto come un campo dalle forme geometriche.
Nelle lunette sono affrescati eventi miracolosi attribuibili alla vita di San Francesco. Tra questi sono riconoscibili la Rievocazione del Presepe a Greccio, la Prova del Fuoco alla corte del Sultano, la Ricezione delle Stigmate sul Mote La Verna e, infine, la morte.
NB. Le notizie relative alla Porta Sant'Agostino, sono state estrapolate dal post "PORTA DI SANT'AGOSTINO", nel portale "exploring umbria", in www.exploring-umbria.com.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Sant'Agostino, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Agostino. Montefalco", nella pagina "Montefalco.it", in www.montefalco.it.
NB. Le informazioni sul Palazzo Comunale di Montefalco, sono state estrapolate dalla pagina "Palazzo Comunale - Montefalco", nel portale di "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.
NB. Le informazioni concernenti la Chiesa di Santa Maria in Piazza, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria in Piazza. Montefalco", nella pagina di "Montefalco.it", in www.montefalco.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Chiara da Montefalco e sulla Chiesa Museo di San Francesco d'Assisi, sono state estrapolate dalla guida cartacea redatta ad opera del Comune di Montefalco, MONTEFALCO. Città ricca di tempo, pp. 22 - 63.
NB. Le informazioni sul Convento e sulle Grotte di San Fortunato, sono state estrapolate dal post "Convento di San Fortunato - Montefalco (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.











































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