sabato 2 settembre 2023

MONTEFALCO: LA CITTA' UMBRA DEGLI AFFRESCHI E DEL SAGRANTINO

 STORIA

Conosciuta in Italia per la produzione dei due vini DOC del Montefalco Rosso e del Sagrantino, Montefalco, oltre agli splendidi paesaggi della Valle Umbra solcata dal Fiume Topino, e inframezzata da colline coltivate a vitigni per la produzione del pregiato vino, offre al visitatore un ricco patrimonio artistico, che si sostanzia non tanto nelle testimonianze storiche e archeologiche, quanto negli affreschi a tema sacro. Montefalco é il luogo dove potrete visitare gli affreschi più belli dell'Umbria, dopo quelli di Assisi.

Nell'antichità il sito ove sorse il borgo venne abitato dagli Umbri. Con la conquista romana, vennero edificate molte ville patrizie. Nel Medio Evo assunse dapprima il nome di Coccorone, poi con il passaggio in città, nel 1240, dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia, il toponimo venne trasformato in Montefalco a partire dal 1249.

Nel 1282 divenne Libero Comune, e redasse il suo primo statuto comunale. Le istituzioni comunali cessarono di esistere nel 1383, con l'acquisto del feudo da parte dei Trinci, Signori di Foligno, che ne mantennero la proprietà fino al 1446, anno in cui tornò sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio. Tuttavia la sottomissione al Papa non si manifesto nelle forme oppressive che caratterizzarono altre realtà territoriali come Perugia, ma si espressero con la concessione di ampia autonomia politica, e la possibilità di esprimere un proprio governo, ed eleggerne i rappresentanti. Nel 1848 il Pontefice Pio IX concesse a Montefalco il titolo di città.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) CHIESA DI SANTA CHIARA DA MONTEFALCO

Prima d'intraprendere la visita al centro storico posto all'interno delle mura, é necessario visitare una delle testimonianze artistiche più interessanti della cittadina, la Chiesa di Santa Chiara da Montefalco, posta poco al di fuori dalla cerchia delle mura, raggiungibile in pochi minuti a piedi percorrendo la via denominata Borgo Garibaldi, che scende sulla destra della Porta Sant'Agostino.

La chiesa, una delle più interessanti da visitare nella cittadina, venne eretta tra il Duecento e il Trecento sulle fondamenta della preesistente Cappella della Croce, e rimaneggiata nel Seicento.


Chiesa di Santa Chiara da Montefalco


Facciata della Chiesa di Santa Chiara da
Montefalco

INTERNO

L'interno é ripartito in tre navate, mentre la copertura voltata a botte, culmina con una cupola ornata da decorazioni in stucco. Nel convento annesso é possibile ammirare numerose opere d'arte, tra le quali l'affresco raffigurante Santa Chiara, realizzato da Benozzo Gozzoli nel 1450.


Interno della chiesa ripartito in
tre navate

Al di sotto dell'altare di Santa Chiara, é riposta un'urna d'argento contenente il corpo della Santa. Santa Chiara della Croce, detta Santa Chiara da Montefalco, visse tra il 1268 e il 1308 seguendo la Regola di Sant'Agostino. Ai giorni nostri, é ancora molto venerata dai cittadini per la sua umiltà.


Altare maggiore della chiesa ornato da un
ciborio seicentesco


Tela di Francesco Longhi del 1660, raffigurante Santa Chiara da Montefalco
con committente, con al di sotto posto il corpo della Santa

CAPPELLA DELLA CROCE

Attraversando una piccola porta lignea, si accede all'ambiente fulcro dell'edificio sacro, tale da giustificare la visita a questa piccola chiesa: la Cappella della Croce.

La cappella costituì in origine il presbiterio della piccola chiesa edificata per volontà della stessa Santa, oltre al luogo in cui scelse di morire adagiata su una barella di legno, la mattina del 17 agosto 1308.

Gli affreschi, commissionati da Jean d'Amiel, Rettore francese del Ducato di Spoleto, rappresentano sulle pareti laterali, gli Episodi della vita di Santa Chiara, dall'infanzia fino alla morte. L'affresco più imponente é quello della Crocifissione, realizzato sulla parete di fondo, opera di uno sconosciuto pittore umbro, identificato con l'appellativo di Maestro di Cesi.

Cappella della Croce, con affresco della Crocifissione del Maestro di Cesi


Affresco parete destra della cappella con Episodi della Vita di Santa Chiara


Affreschi della volta della Cappella della Croce con i Quattro Evangelisti

La scena affrescata conta in totale quarantacinque figure, che comprendono tutto il repertorio iconografico riportato dai Vangeli di Luca e Giovanni. Ai piedi della croce é inginocchiato il Committente.

2) PORTA SANT'AGOSTINO

La visita al centro storico di Montefalco non può che iniziare da sud, dove si trova la splendida Porta di Sant'Agostino, che si apre lungo il percorso delle mura medievali, molto ben conservate.

La porta venne edificata nel Trecento, quando si decise di ampliare la cinta muraria, viste le crescenti dimensioni della cittadina, e l'aumento della popolazione residente. Il tratto di mura su cui si apre la porta é quello meglio conservato, tanto che nella porta sono ancora visibili le tre feritoie utilizzate dai balestrieri per la difesa del borgo. Della struttura originaria si sono inoltre conservate anche la merlatura, aggiunta nel XIX secolo, e il ballatoio dove sostavano le guardie a difesa del borgo.



Torre della Porta Sant'Agostino

Porta Sant'Agostino

Al di sotto del ballatoio si trova l'orologio, ivi installato nel 1543, e ancora in funzione. Nell'intradosso superiore della porta, si trova un affresco quattrocentesco ben conservato, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi.


Affresco nell'intradosso superiore della Porta Sant'
Agostino, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi
del Quattrocento

3) CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Percorrendo Corso Mameli, viale principale che attraversa il centro storico di Montefalco, si nota dopo pochi metri la grande mole della facciata della Chiesa di Sant'Agostino, una delle attrazioni artistiche più affascinanti del borgo, e assolutamente da non perdere durante la visita.


Facciata della Chiesa di Sant'Agostino

La chiesa sorge su un terreno dato in concessione dal Comune di Montefalco ai Frati Agostiniani nel 1275, all'epoca denominato Borgo del Castellare, posto appena fuori dalla cinta muraria. Nel 1279, sulle sue fondamenta, Fra Angelo de' Conti da Foligno, iniziò l'edificazione della costruzione, consacrandola a Sant'Agostino.

Venne fondata intorno al 1275 su un preesistente edificio consacrato a San Giovanni Battista, poi ampliato nel 1327 con l'aggiunta della navata destra, dalle dimensioni minori. La facciata presenta un bel portale gotico, ornato da colonnine e capitelli decorati con motivi vegetali. Nell'ordine superiore della facciata, si apre un rosone, ricostruito sul modello dell'originale, i cui frammenti sono conservati nel Museo Civico.


Portale ogivale della Chiesa di Sant'Agostino


Capitelli del portale decorati con motivi vegetali

INTERNO

L'interno della chiesa é distinto in due navate, mentre nella parete di fondo si apre uno splendido abside gotico pentagonale. Il catino absidale che sottende l'altare maggiore, é sostenuto da cinque costoloni, ove in quello centrale, cono incastonate tre artistiche vetrate.


Interno della chiesa ripartito in due navate

Il tetto, sostenuto da capriate in legno, é frutto di una ricostruzione, resasi necessaria a causa del crollo della cuspide del campanile nel 1489, che danneggiò irreparabilmente la copertura originaria. La ricostruzione comportò un abbassamento sia della navata principale, che della torre campanaria.


Abside gotico pentagonale poggiante su costoloni

Sul lato destro, una fila di archi ogivali separa la navata maggiore dalla minore. Sulla parete destra, appartenente alla navata minore, si aprono sei cappelle: le prime tre, vicine all'ingresso, furono utilizzate come luogo di sepoltura fino al 1800, anno in cui l'Editto di Saint Cloud, impose la sepoltura dei corpi al di fuori delle mura cittadine. Nel 1921 le tre campate vennero restaurate, e andarono a formare la navata minore.

La parete sinistra é affrescata con pitture di pregio, in cui si riconoscono: una Madonna della Misericordia del 1400 di Giovanni di Corraduccio, in cui si nota la Madonna che sotto al mantello di pelliccia, accoglie il popolo per proteggerlo. In una nicchia aperta nella stessa parete si notano affreschi di Bernardino Mezzastris, oltre a una cinquecentesca statua lignea raffigurante San Nicola da Tolentino.

Si possono inoltre notare l'affresco dell'Incoronazione della Vergine, del XV secolo attribuito ad Ambrogio Lorenzetti, una Madonna della Cintola tra due Santi di Giovanni Battista Caporali del 1522 e una Madonna col Bambino fra Sant'Agostino e il Beato Angelo da Foligno, attribuito al folignate Ugolino di Gisberto. Sull'altare si conserva un crocifisso ligneo rinascimentale.


Affresco della Madonna con Bambino tra Sant'Agostino
e il Beato Angelo da Foligno di Ugolino di Gisberto del Cinquecento

SAGRESTIA

Da non perdere é la visita alla sagrestia della Chiesa di Sant'Agostino, dove si conservano splendidi affreschi quattrocenteschi.

Sulla parete di fondo é raffigurata l'Annunciazione, in cui si vende l'Angelo, alla sinistra della finestra, annunciare a Maria, raffigurata sul lato destro della finestra, l'arrivo del Messia.


Parete di fondo della Sagrestia affrescata con
l'Annunciazione, con l'Angelo a sinistra e Maria a destra

Nella parete destra é affrescata la Crocifissione con la Vergine e San Giovanni del XV secolo, mentre la parete ove si trova l'ingresso é affrescata con vedute della città di Montefalco.


Crocifissione con la Vergine e San Giovanni
del XV secolo


Vedute della città di Montefalco, al di sopra
dell'ingresso

Gli affreschi della volta raffigurano i Quattro Dottori della Chiesarispettivamente Sant'AgostinoSant'AmbrogioSan Girolamo e San Gregorio Magno, mentre nel cerchio al centro della volta, doveva essere raffigurato Cristoormai perduto.


Sant'Agostino in trono affrescato sulla volta


Affreschi della volta della Sagrestia con Cristo al
centro ormai perduto, e nelle vele i Quattro Dottori della Chiesa,
tra cui Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, San Girolamo
e San Gregorio Magno

4) PIAZZA DEL COMUNE E PALAZZO COMUNALE

Percorrendo Corso Giuseppe Mameli, la principale via del centro storico di Montefalco, si giunge a Piazza del Comune, la principale piazza del centro storico.

Di grandi dimensioni, la piazza ha pianta semicircolare, su cui si affacciano alcuni degli edifici storici più interessanti del borgo.

Non appena giunti, si erge maestoso dinanzi a noi il Palazzo Comunale, vero e proprio simbolo di Montefalco. Anticamente chiamato Palazzo del Popolo, é oggi sede dell'amministrazione comunale.


Facciata del Palazzo Comunale

Edificato nel 1270 con dimensioni assai ridotte, venne ampliato sul lato sinistro nel XV secolo, con l'edificazione di un portico a pilastri ottagonali che dà sulla piazza, impreziositi sulla sommità da capitelli a foglie d'acanto.

Nel secondo ordine della facciata, al di sopra del loggiato rinascimentale, si trova una terrazza che domina la piazza.

La facciata principale rivolta verso la piazza, conserva un elegante bifora impreziosita da colonne tortili.


Capitello a foglie d'acanto, che sormonta
un pilastro a sezione ottagonale

Al di sopra del Palazzo Comunale si erge la torre campanaria, cui é possibile accedere.

Il primo piano del palazzo é occupato dalla Biblioteca Comunale, contenente oltre 10.000 volumi tra cui numerose Cinquecentine, settantasei incunaboli e l'affresco della Madonna della Maestà di Giovanni di Corraduccio.

All'ultimo piano si apre la Sala Consiliare con raffinate decorazioni ottocentesche.

5) CHIESA DI SANTA MARIA IN PIAZZA

Dinanzi al Palazzo Comunale, si trova la piccola costruzione della Chiesa di Santa Maria in Piazza, piccolo gioiello di Montefalco poco conosciuto, ma che sarà in grado di sorprendervi e soddisfare le vostre aspettative.

L'esistenza di una piccola chiesa, denominata "Santa Maria in Platea", é documentata sin dai primi anni del XIII secolo, costituendo il luogo in cui si riunivano i consigli comunali di Coccorone, prima, e di Montefalco, poi. In seguito venne ceduta dal Comune alla Confraternita del Sacramento che, all'inizio del XVI secolo, la ristrutturò conferendole la forma attuale.

 INTERNO

All'interno della chiesa, é possibile ammirare alcuni affreschi che la Confraternita commissionò al Melanzio, a partire dal 1517.


Interno a navata unica voltata a botte,
della Chiesa di Santa Maria in Piazza

Sulla piccola abside di fondo troviamo affrescata la Madonna con Bambino in Trono, affiancata sul pilastro di sinistra da San Gregorio che Celebra la Messa e, sul pilastro di destra, da San Girolamo nel Deserto, per la maggior parte andato perduto.


Abside nella parete di fondo della Chiesa di Santa Maria
in Piazza, affrescato con la Madonna con Bambino in Trono.
Sul pilastro sinistro é raffigurato San Gregorio che Celebra
la Messa, mentre sul pilastro destro San Girolamo nel Deserto

Nella calotta superiore della parete absidale é affrescato l'Eterno, con ai lati San Severo e San Fortunato e, nei tondi alcune tracce rimanenti dell'Annunciazione. Anche questi affreschi vennero eseguiti dal Melanzio nel 1517.


Affresco della calotta absidale raffigurante l'Eterno con
ai lati San Severo e San Fortunato e, nei tondi, tracce rimanenti
dell'Annunciazione, eseguito dal Melanzio nel 1517

Nei pressi dell'ingresso vi é un'acquasantiera realizzata tra l'XI e il XII secolo, che presenta una colonnina in marmo, sovrastata da un capitello decorato a motivi vegetali stilizzati. Il fusto della colonnina é invece decorato con modanatura dello stesso periodo.

La vasca dell'acquasantiera, é invece attribuibile ad un'epoca successiva, probabilmente il XV secolo.

6) CHIESA MUSEO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

Oltrepassata la Piazza del Comune, scendendo la discesa di Via Ringhiera Umbra, si raggiunge la Chiesa Museo di San Francesco d'Assisi, principale attrazione culturale del borgo, famoso per gli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli.

PINACOTECA

La visita al percorso museale ha inizio con la Pinacoteca, ove sono esposte interessanti tele dei principali artisti del tempo, tra i quali Simeone Ciburri, il pittore Francesco Melanzio, nativo di Montefalco. e alcune tele del Perugino.

Tra le tele più degne di nota, visibili lungo il percorso di visita della pinacoteca, si possono ammirare la tela della Madonna con Bambino e San Giovannino tra i Santi Nicola di Bari e Francesco d'Assisi, realizzata da Simeone Ciburri nel 1605, la tela raffigurante la Madonna con Bambino e il Santi Rocco, Clemente, Chiara d'Assisi e Francesco d'Assisi, dipinta da Pietro Rancarelli nel 1602 e il bel polittico raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano, Fortunato, Severo e Chiara da Montefalco di Francesco Melanzio del 1488.


Tela del 1605 raffigurante la Madonna con Bambino e San Giovannino
tra i Santi Nicola di Bari e Francesco d'Assisi, di Simeone Ciburri


Tela di Pietro Rancarello del 1602, raffigurante
la Madonna con Bambino tra i Santi Rocco, Clemente,
Chiara d'Assisi e Francesco d'Assisi


Polittico della Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano,
Fortunato, Severo e Chiara da Montefalco
di Francesco Melanzio del 1488

RACCOLTA ARCHEOLOGICA

Il piano inferiore della chiesa, ove si apre l'ambiente corrispondente alla cripta, é occupato dalla raccolta di testimonianze archeologiche del museo, in cui una volta era custodito l'ossario.

Nell'ambiente si conservano molte statue e materiali lapidei, risalenti all'età romana e altomedievale, epoca in cui Montefalco sottostette alla giurisdizione dei Comuni di Spoleto, Bevagna, Todi e Trevi.


Materiali lapidei di età romana e altomedievale


Materiali lapidei di età romana e altomedievale

La prima opera visitabile della raccolta é l'enorme Statua marmorea di Ercole, risalente al I secolo a.C.. La statua raffigura l'eroe Ercole, munito di clave, che con la mano destra si appoggia alla clava, mentre con il braccio sinistro tiene la pelle del Leone Nemeo appena sconfitto.

L'eroe é intenzionato a fare della testa del leone, il suo elmo e della pelle, la sua veste. Nella mano sinistra tiene uno dei pomi d'oro delle Esperidi.

Alcuni studiosi ritengono si tratti di un'opera greca risalente al IV secolo a.C., altri che sia una rielaborazione romana.


Statua marmorea di Ercole
del I secolo a.C.

ANTICHE CANTINE DEI FRATI

Sempre percorrendo gli spazi che si aprono nel piano inferiore della chiesa, si possono visitare le antiche e suggestive cantine dei frati.


Antiche cantine dei frati presenti
nella zona inferiore della chiesa

Qui sono visibili le antiche vasche utilizzate per la raccolta delle uve, in perfetto stato di conservazione. Nei tre ambienti in cui si strutturano le cantine, sono conservati attrezzi da lavoro come torchi e caldaio in rame per cuocere il vino, e nelle teche alcuni strumenti per la lavorazione del vino, tra cui gli imbuti per l'imbottigliamento. La produzione del vino da parte dei Frati Francescani é documentata sin dal 1692.

In questi ambienti era possibile consumare vino non oltre il secondo rintocco serale della campana. I torchi per la premitura delle uve sono di varie dimensioni: quelli più piccoli venivano utilizzati per la produzione del Sagrantino e del Vinsanto.

Nel secondo ambiente delle cantine é esposto un grande torchio a doppia vite, in legno di quercia e olmo, caratterizzato da un cesto a forma di cubo.


Torchio a doppia vite, in legno di quercia
e olmo, con un cesto a forma di cubo

CHIESA

L'ultimo ambiente del percorso museale comprende la Chiesa di San Francesco d'Assisi, famosa per gli affreschi realizzati da maestri della pittura umbra, non solo da Benozzo Gozzoli, ma anche dal Perugino.

Prima di raggiungere l'abside centrale della chiesa, in grado di attirare immediatamente l'attenzione dei turisti, vi consiglierei di visitare anche gli altri affreschi presenti nelle pareti laterali della chiesa, a navata singola, eseguiti da importanti pittori umbri.


Interno della Chiesa Museo di San Francesco d'Assisi

Le nicchie affrescate hanno inizio dalla Cappella di San Bernardino, sulla destra dell'ingresso, affrescata dal pittore Jacopo Vincioli nel 1461 con Storie di San Bernardino e Santi. La decorazione raffigura San Bernardino in veste di predicatore, posto al centro della decorazione.

Ai lati del Santo sono raffigurate le scene dei suoi miracoli: sulla destra é raffigurata l'Apparizione di Papa Celestino V che riferisce a San Bernardino la sua imminente morte, affrescata nel 1461. Nella lunetta é dipinta la Crocifissione con i Santi Giovanni e Fortunato. Nella vela é raffigurato San Girolamo con il leone.

Di seguito si trova la Nicchia di Sant'Antonio da Padova, ove é affrescato Sant'Antonio da Padova posto al centro, all'interno di un'edicola dorata. Sulla sinistra del Santo é raffigurata la scena della liberazione miracolosa di un indemoniato, dalla cui bocca fuoriesce il male, effigiato con le ali di un pipistrello. La scena di destra raffigura un giovane di Padova, pentito per aver preso a calci la madre, che si era amputato la gamba, e Sant'Antonio nell'atto di restituirgli l'arto.


Nicchia di Sant'Antonio da Padova, affrescata con
Sant'Antonio da Padova posto al centro, all'interno
di un'edicola dorata

La controfacciata della chiesa venne affrescata dal Perugino nel 1503, con la raffigurazione di un affresco distinto in tre livelli, dal basso verso l'alto: nel livello inferiore é affrescata la Natività, ove i personaggi sono rappresentati inginocchiati in semicerchio, disposti intorno al Bambino. La nascita di Gesù ha luogo in una capanna dall'aspetto semplificato e aperta, dotata di quattro pilastri in muratura e travi in legno.

Nella parte alta é rappresentata l'Annunciazione, con l'Angelo e la Vergine. Nella calotta superiore é raffigurato l'Eterno in Gloria dentro una mandorla con ai lati due Cherubini, mentre nella nicchia centrale é raffigurata la Natività.


Affresco in controfacciata realizzato dal Perugino nel 1503.
Nell'ordine inferiore la Natività, nella zona centrale
l'Eterno in Gloria dentro una mandorla con ai lati due Cherubini,
nella parte alta l'Annunciazione con l'Angelo e la Vergine

ABSIDE DELLA CHIESA E AFFRESCHI DI BENOZZO GOZZOLI

Il fulcro della visita alla Chiesa di San Francesco, é costituito dall'abside centrale, mirabilmente affrescato con le Scene della Vita di San Francesco, realizzate da Benozzo Gozzoli nel 1452.

Costituisce per la sua imponenza, il più completo ciclo di affreschi sulla vita di San Francesco dopo quello di Assisi, realizzati da Giotto e, in assoluto, uno dei cicli di affreschi più affascinanti e meglio conservati in Umbria

Se non fosse per la presenza delle altra splendide chiese trattate in precedenza, la Chiesa di San Francesco giustificherebbe, già di per sé, un viaggio a Montefalco.

L'accesso alla zona absidale, é abbellito da una monumentale pergola con arco a tutto sesto, realizzata in legno intagliato, dipinto e dorato da Niccolò Zuccarini nel 1562.


Affreschi dell'abside centrale di Benozzo Gozzoli raffiguranti
Scene della Vita di San Francesco del 1452, con in primo piano,
pergola con arco a tutto sesto in legno intagliato, dipinto e dorato di
Niccolò Zuccarini del 1562

La narrazione della vita del Santo, é ripartita in venti episodi, distribuiti in dodici scene, distinti su tre registri, dei quali il primo inferiore, il secondo mediano, il terzo superiore, più il catino absidale che occupa la volta.

Le scene procedono in maniera ordinata da sinistra verso destra, seguendo l'iter cronologico degli eventi biografici del Santo, e dal basso verso l'alto, portando l'osservatore, mano a mano che si sale con lo sguardo, ad un livello sempre maggiore di elevazione spirituale, che culmina nella volta costolonata, in cui é affrescata la Gloria di San Francesco, tra schiera di angeli, e i Santi Ludovico Re, Elisabetta d'Ugheria, Bernardino da Siena, Chiara d'Assisi e Antonio da Padova.


Affreschi della volta dell'abside centrale realizzati da
Benozzo Gozzoli raffiguranti la Gloria di San Francesco,
tra schiera di angeli, e i Santi Ludovico Re,
Elisabetta d'Ugheria, Bernardino da Siena,
Chiara d'Assisi e Antonio da Padova

Il filo conduttore delle scene rappresentate, concepisce San Francesco come "nuovo Cristo"

Tale allegoria acquista maggiore forza in alcune scene affrescate, come la Nascita del Santo, ove si nota San Francesco che nasce in una stalla come il Messia, l'episodio del Ricevimento delle Stimmate sul Monte de la Verna e nella volta, ove San Francesco é raffigurato con vesti sacerdotali in una mandorla di luce.

Iconica é la scena affrescata della Predica agli Uccelli, mentre accanto vi é ritratto il Santo mentre benedice la città di Montefalco.


Affreschi delle Storie della Vita di San Francesco
raffiguranti, nell'ordine inferiore, San Francesco che nasce in una
stalla come il Messia

Appoggiato alla parete di fondo dell'abside vi é il coro ligneo, della fine del XIX secolo, composto da sedici stalli. Al di sopra del coro figurano i ritratti dei più noti personaggi dell'ordine francescano; mentre al centro, sotto la finestra sono ritratti Petrarca laureato, Dante che reca in mano la Commedia e Giotto nell'atto di dipingere una Madonna con Bambino.

Nelle vicinanze della scena é stato affrescato il committente Jacopo, raffigurato inginocchiato nella scena della Benedizione del Popolo di Montefalco.

Altre scene tratte dalla vita del Santo, mostrano San Francesco raffigurato nell'atto di rinunciare ai beni paterni; il Santo a cavallo mentre dona un mantello a un viandante per strada; il Sogno di San Francesco che vede Dio indicargli un palazzo con lo scudo crociato, simbolo della Chiesa Cattolica, identificato come il Palazzo della Signoria a Firenze.


Affreschi dell'abside che mostrano, nel riquadro inferiore,
il Sogno di San Francesco che vede Dio indicargli un palazzo con lo scudo crociato, simbolo della Chiesa Cattolica, identificato come il Palazzo della Signoria a Firenze,
mentre nell'ordine superiore San Francesco insieme al Committente Jacopo, raffigurato
nell'atto di benedire il Popolo di Montefalco

La rappresentazione delle scene prosegue con l'affresco della Cacciata dei diavoli da Arezzo, insieme a San Silvestro, in cui la città viene riconosciuta dalla scritta CIVITAS ARETII, che campeggia sulle mura, ove il paesaggio campestre é ritratto come un campo dalle forme geometriche.

Nelle lunette sono affrescati eventi miracolosi attribuibili alla vita di San Francesco. Tra questi sono riconoscibili la Rievocazione del Presepe a Greccio, la Prova del Fuoco alla corte del Sultano, la Ricezione delle Stigmate sul Mote La Verna e, infine, la morte.


Lettera autografata da San Francesco, destinata
a Frate Leone

7) CONVENTO E GROTTE DI SAN FORTUNATO

A un chilometro dal centro storico medievale di Montefalco, si trova il pittoresco Convento di San Fortunato che, secondo una leggenda tramandata dal IV secolo, venne sepolto nel 390 in un campetto della zona.

Alcuni anni dopo, il militare Severo fece edificare la basilica, come riconoscimento per una grazia ricevuta dal Santo. Il luogo di culto venne consacrato nel 422 dal Vescovo Spes, ove venne riposto il corpo del Santo.

La chiesa venne edificata nel lotto di terra denominato Fundus Varianus, poi passato alla proprietà dei Duchi longobardi di Spoleto.

Della prima basilica restano quattro colonne romane di spoglio che ornano il quadriportico antistante la facciata.

Accanto alla chiesa sorgeva un Castello appartenente dapprima, ai Duchi longobardi di Spoleto e, successivamente, alla Camera Apostolica.

Nei suoi pressi i Trinci di Foligno vi fecero edificare una rocca, distrutta dagli abitanti di Montefalco dopo la rivolta cittadina che pose fine alla Signoria folignate nel 1439.

Sulle rovine del Castello venne edificato il Convento dei Frati Minori Francescani, su commissione di Frate Antonio da Montefalco, figura molto influente che, nel Conclave del 1455 non venne eletto Papa per pochi voti.
CONVENTO

La chiesa del convento è anticipata da un quadriportico con quattro colonne di spoglio romane dotate di fusto scanalato e capitelli corinzi. Nel Convento sono conservati due sarcofagi con coperchio a doppio spiovente e iscrizioni funerarie romane.

CAPPELLA DELLE ROSE: Prima di entrare nella chiesa, occorre visitare la vicina Cappella delle Rose, posta sul lato sinistro del quadriportico.

La cappella venne affrescata nel 1512 da Tiberio d'Assisi, con un ciclo raffigurante gli Episodi relativi alla concessione dell'indulgenza alla Porziuncola sulla parete di fondo, Santi francescani sulle pareti laterali e l'Eterno Benedicente sulla volta.

L'altare maggiore è ornato dal paliotto raffigurante Cristo nel Sepolcro.


Ingresso alla Cappella delle Rose


Cappella delle Rose


Affresco di Tiberio d'Assisi raffigurante San Francesco
che prega l'Eterno e Maria Vergine per la concessione
dell'indulgenza alla Porziuncola


Affresco raffigurante San Francesco d'Assisi
a Roma dinanzi al Pontefice Onorio III


Volta della Cappella affrescata con l'Eterno Benedicente

CHIESA: Venne edificata nel XII secolo in stile gotico. La facciata è anticipata da un quadriportico gotico riedificato nel XV secolo. Nel lato settentrionale del quadriportico sorge la Cappella delle Rose.


Facciata della Chiesa di San Fortunato


Colonna di spoglio romana del quadriportico


Fusto della colonna romana scanalato

A partire dal 1455 i frati chiamarono Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, ad affrescare la lunetta del portale maggiore, sottesa nell'archivolto a tutto sesto, al cui interno è raffigurata la Madonna con Bambino tra San Francesco d'Assisi e San Bernardino da Siena tra sette angeli.


Portale maggiore della chiesa a tutto sesto


Lunetta del portale maggiore con Madonna con Bambino tra
San Francesco d'Assisi e San Bernardino da Siena
sovrastato da sette arcangeli

Alla destra del portale maggiore è l'affresco di Tiberio d'Assisi raffigurante San Sebastiano alla colonna.


Affresco di Tiberio d'Assisi raffigurante San Sebastiano

L'interno è a navata unica coperto da volta a crociera ogivale leggermente accentuata, terminante con un abside quadrangolare aggiunta con gli interventi di restauro trecenteschi.


Interno della chiesa in stile gotico a navata unica

Sulla parete sinistra si apre una cappella affrescata nel 1495 dall'artista locale Francesco Melanzio.

Nella stessa cappella è riposto il Sarcofago di San Severo, realizzato nel V secolo, in epoca paleocristiana. La superficie è decorata con affreschi attribuiti a Benozzo Gozzoli raffiguranti l'Ecce Homo e due Angeli adoranti.


Sarcofago di San Severo di epoca paleocristiana
del V secolo

Nella parete destra è riposto l'Altare di San Fortunato, sovrastato dalla tela dipinta raffigurante San Fortunato in abiti presbiteriali. Vi si trovano anche altri due affreschi di Benozzo Gozzoli raffiguranti la Madonna con Bambino e un angelo musicante del 1450.

Nella chiesa era contenuto il polittico di Benozzo Gozzoli raffigurante la Vergine Assunta che porge la cintola a San Tommaso, predella con Scene della vita della Madonna e paraste con raffigurazione di alcuni Santi.

La tavola non è più presente a Montefalco perché venne donata a Pio IX nel 1848 come pegno in cambio della concessione del titolo di città. Al suo posto è riposta una copia.


Copia del polittico di Benozzo Gozzoli raffigurante la Vergine Assunta
che porge la cintola a San Tommaso, le Scene della vita della Madonna
nella predella e paraste laterali con le raffigurazioni di alcuni Santi


Predella dipinta con le Scene della vita della Madonna

All'interno si trova anche l'Altare di San Severo, sovrastato dalla tela seicentesca di Andrea Polinori raffigurante San Severo.

L'abside della chiesa è impreziosito dal bel coro ligneo con stalli intagliati del XVI secolo.


Altare di San Severo sovrastato dalla tela del 1650 di
Andrea Polinori raffigurante San Severo


Coro ligneo del XVI secolo

Stalli del coro ligneo

CHIOSTRO: Ai lati della chiesa è riposto il chiostro quadrangolare realizzato nel XV secolo, affrescato nel 1720 con gli Episodi della vita di San Francesco e gli Episodi della vita di San Fortunato, oltre agli Stemmi di famiglie nobili di Montefalco e ritratti di illustri frati Francescani.

REFETTORIO: La stanza che ospita il Refettorio presenta, nella parete di fondo, l'affresco del XVII secolo raffigurante l'Ultima Cena.

GROTTE DI SAN FORTUNATO

Nel bosco sottostante il Convento si trovano le Grotte di San Fortunato, nome con cui sono conosciute le cavità rupestri utilizzate probabilmente, già nel I secolo, per ospitare riti pagani legati al culto del dio Mitra.

Nel VI secolo, in epoca paleocristiana, venne utilizzato come oratorio, per poi venire abbandonato.

Vi si trovano quattro cavità artificiali, scavate sul banco di breccia e argilla, una delle quali, con pianta a croce greca, utilizzata come Oratorio, al cui interno sono conservati vari affreschi rupestri, oltre a scritte e incisioni rinvenute.


Cavità artificiali delle Grotte di San Fortunato


Ingresso di una delle cavità


Interno della cavità principale realizzata
con una pianta a croce greca


Cappella laterale della chiesa rupestre


Interno della cappella con tracce di affreschi


Altro scorcio delle cavità rupestri


Abside della chiesa rupestre con la Statua della Madonna


Affreschi dell'abside della chiesa rupestre

NB. Le notizie relative alla Porta Sant'Agostino, sono state estrapolate dal post "PORTA DI SANT'AGOSTINO", nel portale "exploring umbria", in www.exploring-umbria.com.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Sant'Agostino, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Agostino. Montefalco", nella pagina "Montefalco.it", in www.montefalco.it.

NB. Le informazioni sul Palazzo Comunale di Montefalco, sono state estrapolate dalla pagina "Palazzo Comunale - Montefalco", nel portale di "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni concernenti la Chiesa di Santa Maria in Piazza, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria in Piazza. Montefalco", nella pagina di "Montefalco.it", in www.montefalco.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Chiara da Montefalco e sulla Chiesa Museo di San Francesco d'Assisi, sono state estrapolate dalla guida cartacea redatta ad opera del Comune di Montefalco, MONTEFALCO. Città ricca di tempo, pp. 22 - 63.

NB. Le informazioni sul Convento e sulle Grotte di San Fortunato, sono state estrapolate dal post "Convento di San Fortunato - Montefalco (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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