lunedì 4 settembre 2023

VALLERANO: CENTRO MEDIEVALE DELLA NOTTE DELLE CANDELE

 STORIA

Vallerano é un borgo di 2.590 abitanti in Provincia di Viterbo, noto per la tradizionale Notte delle Candele, un evento che ogni anno raccoglie molti visitatori da tutta Italia.

I primi insediamenti umani nel territorio risalgono all'Età del Bronzo. Con lo sviluppo delle prime civiltà italiche, il paese venne a trovarsi all'interno della regione abitata dalla popolazione dei Falisci, anche nota come Ager Faliscus, al confine con i territori della Tuscia Viterbese, abitati dagli Etruschi. Le due civiltà instaurarono importanti relazioni economiche e commerciali, influenzandosi a vicenda.

Con la Battaglia del Lago Vadimone del 300 a.C., il borgo passò sotto l'inflienza romana, subendo poi un periodo di rapido declino e abbandono, con le Invasioni Barbariche e la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476.

Prima di assumere l'attuale toponimo, il nome del borgo era Valeriano. Dopo l'VIII secolo, con la nascita dello Stato Pontificio, Vallerano passò sotto il dominio dello Stato della Chiesa e, quindi, del Patrimonio di San Pietro, grazie all'atto di donazione redatto dal Pontefice Adriano IV, tra il 1154 e il 1159.

Nel 1500 venne ceduto in feudo alla Camera Apostolica, per poi passare di proprietà a diverse famiglie feudatarie, tra i quali Pier Ludovico Borgia e infine, ai Farnese, in particolare a Ranuccio Farnese detto "Il Vecchio", Governatore del Ducato di Castro. Con la fine del Ducato di Castro nel 1785, Vallerano tornò a far parte dello Stato della Chiesa. Nel 1870, insieme a Roma e al resto del Lazio, entrò a far parte del Regno d'Italia.

Il paese é famoso ai giorni nostri, per la ricorrenza della Notte delle Candele, che si tiene il 26 agosto di ogni anno per le vie del centro storico. La notte viene completamente spenta l'illuminazione pubblica artificiale, e ad illuminare le vie del centro storico rimangono le luci delle candele, esattamente come accadde dal Medio Evo fino al XIX secolo, quando venne inventata la lampadina.


Centro storico di Vallerano

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Visitando Vallerano, non mancano tesori artistici di valore, oltre a monumenti propri dell'urbanistica medievale, in grado di far tornare indietro nel tempo il visitatore.


Porta Nuova


Fontana di Porta Nuova

Il borgo é un magnifico dedalo di viuzze, scalette, archi e piazzette, dove perdersi per scoprire la bellezza di uno dei centri storici più autentici della Provincia di Viterbo. Al suo interno s'incontreranno pochi turisti e persone, ma ciò contribuisce a rendere la visita ancor più autentica. Consigliato é il compimento del periplo delle mura, di facile percorrenza, dotato di un suggestivo camminamento coperto.


Circuito delle mura medievali


Camminamento coperto delle
mura medievali

1) CHIESA DI SAN VITTORE

L'edificio di culto posto sulla sommità del centro storico, é consacrato a San Vittore, Santo Patrono del paese. Nonostante manchino delle notizie certe sul periodo e le circostanze che portarono all'edificazione della chiesa, la prima documentazione certa della sua esistenza risale al 1450, nei libri delle decisioni consiliari, relativi alla costruzione di un nuovo battistero.

Nel 1479 l'antica facciata della chiesa venne abbattuta, al fine di edificare la nuova casa del parroco, e realizzare una nuova entrata sulla parete destra. Nel 1604, l'ultimo livello della torre campanaria venne abbattuto, date le condizioni di grave degrado in cui versava, minacciando di crollare sin dal 1569.

Con Decreto del Vescovo Diocesano Lanucci del 31 maggio 1759, vennero abbattuti i dodici altari laterali presenti, sostituiti con i quattro attualmente visibili. Con lo stesso decreto venne stabilita la realizzazione del soffitto a cassettoni, terminato nel 1762 ad opera del falegname Mastro Domenico Ercole di Viterbo.

ESTERNO

La torre campanaria é composta da tre livelli di blocchi, a sezione quadrata, su ognuno dei quali si aprono quattro grandi finestre. L'altezza complessiva del campanile é di 27,50 m. Nel 1737 sulla torre venne riposto un orologio a sei ore di Giovanni di Santis, tutt'ora funzionante. Sul lato destro della chiesa si apre il portale di accesso principale, in stile rinascimentale.


Campanile della Chiesa di San Vittore

INTERNO

L'interno é a navata unica, coperta da un soffitto a cassettoni del XVIII secolo, composto da centosedici lacunari, di forma ottagonale, ornati da un fiore stilizzato realizzato a rilievo e decorato di blu. Al centro del soffitto, é posto il giglio dei Farnese, simbolo riportato nello stemma comunale.


Interno a navata unica, in stile barocco,
della chiesa


Soffitto della chiesa, intagliato e decorato
con 116 lacunari lignei

Nei locali della vecchia sagrestia, che si apre nella controfacciata, si trova una cappella che riproduce la grotta di Lourdes, inaugurata l'11 febbraio 1922, dedicata ai soldati valleranesi caduti durante la Prima Guerra Mondiale. All'inizio della parete sinistra, é riposto un bel fonte battesimale rinascimentale.


Piccolo vano con la riproduzione della
grotta della Madonna di Lourdes,
realizzata l'11 febbraio 1922 in memoria
dei soldati valleranesi caduti durante la
Prima Guerra Mondiale


Fonte battesimale rinascimentale

Nel primo altare di sinistra, é riposta una tela raffigurante la Crocifissione con la Madonna e San Giovanni ai piedi di Cristo. Nell'altare successivo si trova un dipinto realizzato con la tecnica dell'olio su tela del XVII secolo raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Domenico, Lorenzo, Giovanni Evangelista, Andrea e Antonio Abate. A seguire si trova una tela di piccole dimensioni, ove é raffigurato San Vittore.


Tela della Madonna con Bambino tra i Santi
Domenico, Lorenzo, Giovanni Evangelista, Andrea
e Antonio Abate, del XVII secolo

Nella zona dell'altare si trova il coro, in noce ad un solo stallo, realizzato nel 1751, mentre l'abside é ornato da affreschi, riscoperti casualmente nel XIX secolo. Gli affreschi del catino absidale mostrano l'Incoronazione della Vergine con ai lati i Quattro Evangelisti, nel tamburo sono raffigurati i Dodici Apostoli, mentre nella nicchia centrale é riposta la statua di San Vittore vestito da guerriero romano. Tutti i personaggi dell'affresco absidale, ad eccezione della Madonna, sono raffigurati con un collarino nero, probabile simbolo della confraternita che ha commissionato l'affresco.


Affreschi del catino absidale, raffiguranti l'Incoronazione
della Vergine con ai lati i Quattro Evangelisti, del tamburo
con i Dodici Apostoli, e della nicchia centrale ove é riposta
la statua raffigurante San Vittore vestito da guerriero romano

Nell'altare della parete destra posto a fianco all'ingresso é raffigurata l'Assunzione della Vergine, mentre al di sotto é riposta la statua che raffigura Sant'Antonio Abate col maialino. Nel successivo altare é collocata la tela della Sacra Conversione, opera del Vandi. In alto sono riposti due puttini, raffigurati nell'atto di aprire una tenda che svela la Vergine Maria assisa sulle nubi, con in grembo Gesù. Sulla sinistra é raffigurato Sant'Andrea Apostolo con la Croce e il Pesce, sulla destra San Gregorio Magno con la tiara papale e la Colomba dello Spirito Santo. Più in basso la Madonna col Bambino e Santa Lucia, nell'atto di sorreggere con la mano il piattino ove sono riposti gli occhi, e le tre palle d'oro donate da San Nicola a un padre, con le quali poté maritare le tre figlie risparmiandole dalla prostituzione. Sullo sfondo della tela é raffigurata una veduta di Vallerano.


Tela della Madonna con Bambino e Santa Lucia, nell'atto di sorreggere
con la mano il piattino ove sono riposti gli occhi, e le tre palle d'oro
donate da San Nicola a un padre, con le quali poté maritare le tre figlie,
risparmiandole dalla prostituzione

Nel retro della tela é celata una sorpresa, consistente nell'unico altare rimasto, dei dodici che un tempo ornavano la chiesa. Dietro l'altare, un affresco rappresenta la Madonna incoronata, con a sinistra un Santo barbuto e, sulla destra, un Santo Vescovo, mentre in alto due cherubini sostengono una corona. L'affresco risale probabilmente al XV secolo.


Affresco risalente al XV secolo, nel retro della tela
precedentemente illustrata, che rappresenta la Madonna
Incoronata con ai lati un Santo barbuto sulla sinistra, e un Santo
vescovo sulla destra. In alto due Cherubini sostengono
una corona

In controfacciata si trova un organo del 1750, realizzato da Lorenzo Alani di Roma. Ai lati dell'organo sono riposti due stendardi processionaliuno dei quali raffigurante San Vittore a Cavallo, l'altro il Santissimo Sacramento.

2) SANTUARIO DELLA MADONNA DEL RUSCELLO

Ai margini di un ruscello posto al di fuori del centro storico di Vallerano, si trovava una piccola cappella affrescata con l'immagine della Madonna con Bambino risalente al XV secolo, da tempo deteriorata. Il Parroco di allora, Don Vittore Petrucci, incaricò del restauro il pittore Stefano Menicucci.

La tradizione vuole che il 5 luglio del 1604, mentre il pittore si accingeva a restaurare la bocca della Vergine, da questa iniziò a sgorgare dal sangue. L'evento ebbe grande rilevanza popolare e, per commemorare la ricorrenza, venne edificato su progetto dell'Architetto Jacopo Barozzi detto "il Vignola", lo splendido Santuario della Madonna del Ruscello, nel luogo in cui avvenne il fatto miracoloso, tra il 1604 e il 1609.

ESTERNO

La struttura dell'edificio é realizzata in mattoni di terra cotta e peperino grigio, a due piani sovrapposti fra loro: nel primo si apre un portale ornato con colonne ioniche e sormontato da un timpano spezzato, dentro il quale é riposta un'edicola contenente un gruppo scultoreo in pietra bianca, raffigurante la Vergine con il Bambino del XV secolo.

Ai lati del portale si trovano spazi scanditi da sei lesene, terminanti con capitelli corinzi e fregi scultorei raffiguranti cherubini e festoni di fiori e frutta. Nel secondo piano, al di sopra del cornicione, si apre un grande finestrone, ornato con quattro stemmi scolpiti, due dei quali sono della Famiglia Farnese e del Patrono San Vittore raffigurato a cavallo. Nel piano decorato da lesene, é riposto, al di sopra di queste, un sontuoso fregio decorato con da capitelli corinzi con figure di puttini alati, recanti al centro la Colomba, simbolo dello Spirito Santo.

Ai lati della facciata, i due raccordi sono ornati uno, con la statua raffigurante San Pietro, l'altro con la statua raffigurante San Paolo. Nel ripiano superiore della facciata si trova il timpano, al centro del quale é riposta la scultura dell'Eterno Padre benedicente fra quattro putti.


Facciata del Santuario della
Madonna del Ruscello

Al centro é posto il pregevole portale d'ingresso in legno di noce, distinto in due formelle decorate a intaglio. Nei riquadri del portale figurano, in alto, altorilievi raffiguranti l'Annuncuiazione, al centro la Madonna con Bambino e, in basso, la Visitazione. Gli ultimi due pannelli in basso mostrano gli altorilievi di Sant'Andrea Apostolo a sinistra, e San Vittore a destra.


Portale d'ingresso intagliato in
legno di noce

INTERNO

L'interno del santuario ha pianta a croce latina, con un'unica navata e due cappelle per lato. La navata termina con il transetto, coperto nella parte centrale da una cupola, tonda all'interno e dotata di un rivestimento esterno ottagonale.


Interno barocco del Santuario della
Madonna del Ruscello a navata unica

Nei quattro oculi sono raffigurati i Dottori della Chiesa, tra i quali San Crisostomo, Sant'Ambrogio, Sant'Atanasio e Sant'Agostino.

La cupola, disegnata dal Vignola, venne realizzata nel 1620 da Giovanni Maria Benazzini, Architetto di Casa Farnese. I quattro pennacchi che la sorreggono, sono stati affrescati nel 1643 da Giuseppe Bastiani con le icone dei quattro evangelisti Matteo, Giovanni, Marco e Luca, affiancati dai rispettivi simboli dell'angelo, l'aquila, il leone e il bue.


Cupola del Vignola, realizzata nel 1620. Nei
pennacchi sono raffigurati i quattro evangelisti,
con affianco i rispettivi simboli: Matteo (Angelo),
Giovanni (Aquila), Marco (Leone) e Luca (Bue),
realizzati da Giuseppe Bastiani

Il tamburo poggia su un ricco cornicione barocco in stucco, mentre l'interno della cupola é affrescato con quattro immagini di Maria assisa su di un trono marmoreo, con ai lati seduti dei puttini, mentre tutt'intorno corre una balaustra dipinta. Gli affreschi della cupola sono stati realizzati da Nazzareno Diotallevi da Ronciglione.

La prima cappella posta sulla sinistra immediatamente dopo l'ingresso, é la Cappella dei Marcucci. L'altare é realizzato in marmi policromi, con figure di intarsi geometrici. Al di sopra é riposta la tela dell'Annunciazione, mentre in basso é dipinta una Natura Morta.


Cappella dei Marcucci, ornata da stucchi
policromi e impreziosita dalla tela
dell'Annunciazione. In basso é dipinta
una Natura Morta

La seconda cappella a sinistra é dedicata a Santa Barbara. L'estradosso dell'arco é ricco di stucchi dorati: due angeli musicanti indicano lo stemma gigliato della famiglia. All'interno il timpano spezzato é sorretto da due colonne, per un terzo tortili. Al centro, fra due angeli, é dipinta l'Annunciazione. La pala d'altare, realizzata da Giovanni Lanfranco (1582 - 1647), raffigura la Madonna Assunta in Cielo, mentre ad un livello inferiore si trovano San Giovanni Evangelista e Santa Barbara. Nei tre pannelli della volta a botte, sono raffigurati altri episodi della vita di Maria, tra i quali l'Incoronazione, al centro, la Nascita, a sinistra e la Salita al Cielo, a destra. La balaustra e le colonne dell'altare maggiore, sono ornate da quattro sfere di marmo nero.


Cappella di Santa Barbara, ricca di stucchi.
Nella zona superiore due angeli musicanti
indicano lo stemma gigliato della famiglia


Dipinto seicentesco di Giovanni
Lanfranco raffigurante
l'Assunzione


Crocifisso ligneo

Sulla sinistra del transetto si trova la cantoria monumentale lignea intagliata degli inizi del XVII secolo, realizzata da Alessandro Vibiani e Giovan Battista Chiuccia, intagliatori romani, su progetto dell'Architetto francese Chanequiau. Sulla sinistra é invece riposto il meraviglioso organo monumentale del 1644, realizzato su commissione della Compagnia del Sacramento, ad opera dell'organaro Giulio Cesare Burzi.

Cantoria lignea intagliata del XVII secolo


Organo ligneo del 1644 di Giulio Cesare Burzi


Decorazioni a intaglio dell'organo monumentale

La balaustra dell'organo monumentale é composta da dodici pannelli decorati con intagli a traforo, mentre nel livello inferiore, si alternano figure femminili con funzione di cariatidi, e pannelli recanti Cherubini, motivi vegetali e mascheroni. La struttura é sorretta da pesanti medaglioni, intagliati e ricchi di decori. La decorazione della cassa é composta da cinque scomparti, ove in quello centrale é raffigurata la Madonna con Bambino incoronata da due Angeli, sormontata da un timpano triangolare in cui é raffigurato il Padre Eterno con ai lati due angeli.

Al centro del transetto si trova l'altare maggiore, ove é riposta l'immagine della Madonna Santissima del Ruscello. L'altare, portato a termine nel 1627, é impreziosito di marmi e alabastri. In basso é riposto un tabernacolo non originale, contenente le ossa di Sant'Anna Martire. All'interno, l'edicola é decorata con stucchi d'oro raffiguranti, nella parte superiore, la Colomba dello Spirito Santo.


Presbiterio del santuario con
decorazioni in stucco


Altare maggiore del 1627, con
l'icona della Madonna
Santissima del Ruscello


Icona miracolosa della Madonna
Santissima del Ruscello

La zona posteriore dell'altare é decorata con stucchi d'oro, e un affresco raffigurante la Visitazione di Maria a Elisabetta, realizzato dal Menicucci mentre, al di sopra dell'affresco, é riposta l'altra immagine di Maria incoronata dal figlioletto che tiene fra le braccia, contornata da numerosi putti. Anche le pareti dell'altare sono ricoperte di stucchi. Alle spalle dell'altare maggiore é riposto il coro, affrescato da Giovanni Francesco Vandi nel 1685. L'affresco della parete di fondo rappresenta l'episodio miracoloso del 29 settembre 1606, quando durante le operazioni di sollevamento della cappella, questa cadde lasciando miracolosamente illesi gli operai, e l'immagine della Vergine praticamente intatta.

Il pittore rievoca la scena, disegnando gli angeli che sollevano i legni crollati, liberando gli uomini imprigionati al di sotto, mentre un angelo scaccia il demonio, e la Vergine con il Bambino che s'innalzano in trionfo sulle nubi. Il tutto é inglobato in una cornice di stucchi in oro, con numerosi volti di Cherubini. La volta a botte é affrescata con la rievocazione dell'Apocalisse di San Giovanni, in particolare con la scena in cui la Vergine Maria sale verso l'alto incoronata da dodici stelle. Sotto i suoi piedi sono riposti un quarto di luna e un drago, mentre in alto Dio Pare, accoglie la Vergine a braccia aperte. Il dipinto é attribuito a Nazzareno Diotallevi da Ronciglione del 1799. La scena é invasa da angioletti e Cherubini in stucco, in basso é raffigurato San Giovanni con il libro aperto e l'aquila al suo fianco. Sempre nella volta a botte, ai lati del cornicione centrale, é raffigurata l'Annunciazione.

Volta a botte con affresco del 1799 di Maria Assunta in Cielo

Sul lato destro si apre la cappella appartenente alla famiglia dell'Arciprete Don Pietro Janni, che culmina con un altare in stucco, sorretto da colonne corinzie e, concluso in sommità da un timpano spezzato ove é raffigurata un'Incoronazione di Spine. Nel mezzo, in una nicchia, é collocato il pregevole Crocifisso dipinto, risalente al XVII secolo.

La volta é decorata con affreschi che raffigurano al centro, l'Eterno Padre con la sfera celeste, ai lati Gesù nell'Orto degli Ulivi, e la Flagellazione.

La cappella successiva appartiene alla Famiglia Paesani. L'altare é ornato da un dipinto ad olio su tela, raffigurante al centro la Vergine con Bambino, fiancheggiata, poco più in basso, da due Santi disposti alle spalle della Madonna, insieme a gruppi di Putti e Cherubini, risalente al XVII secolo. La realizzazione della cappella é attribuita alla scuola del Lanfranco. Ai lati della tela sono riposte due colonne terminanti con capitelli ionici, decorate per un terzo da motivi vegetali in stucco, e sormontato da un timpano spezzato. Al centro é posto un rilievo raffigurante l'Ultima Cena, mentre ai lati dell'altare, due specchi in stucco racchiudono l'uno Tobia e, l'altro San Sebastiano.


Cappella della Famiglia Paesani


Stucchi nella volta della Cappella Paesani


Tela raffigurante la Vergine con Bambino, fiancheggiata,
da due Santi disposti alle spalle della Madonna, insieme a gruppi
di Putti e Cherubini del XVII secolo

In controfacciata, al di sopra del portale d'ingresso, é riposta la tela dell'Estasi di San Carlo Borromeo, realizzata dal Pomarancio nel 1611.

NB. Le notizie storiche su Vallerano, sono state estrapolate dal post "VALLERANO, il borgo dei fuochi d'artificio e delle candele", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Vittore, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Vittore - Vallerano (VT)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Santuario della Madonna del Ruscello, sono state estrapolate dal post "Santuario della Madonna del Ruscello - Vallerano (VT)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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