STORIA
Tra i borghi più interessanti della Valnerina é necessario includere Sant'Anatolia di Narco, Comune di 564 abitanti in Provincia di Perugia, nella Regione Umbria. Il centro storico sorge a 328 m.s.l.m., alle pendici del Monte Coscerno. Nonostante la mancanza di una documentazione che attesti con precisione le origini dell'insediamento, certa é la presenza umana nel territorio sin dall'epoca preromana.
Il nome deriva da "Nar", antico termine con cui veniva indicato il Fiume Nera. Durante l'epoca romana, si strutturò come un piccolo insediamento di montagna. Di tale periodo rimangono due epigrafi, inserite nel muro della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Nella fase imperiale romana Sant'Anatolia era amministrata dal municipio d'Interamna (Terni), sotto il cui controllo amministrativo rimase anche quando entrò a far parte della Diocesi di Spoleto, con la Bolla di Papa Benedetto III, emanata nell'856.
Nel 1178 Corrado di Urselingen eresse il Castello di Naarcho, che entrò a far parte dei domini pontifici nel 1198. Il Castello eretto dagli Svevi, venne distrutto dagli spoletini, che ne edificarono un altro nelle vicinanze, con il nome di Sant'Anatolia, in onore della Vergine e Martire Anatolia Callistene, martirizzata insieme alla sorella Vittoria nel 251, sotto il regno dell'Imperatore romano Gallo Treboniano.
Durante il conflitto Svevo - Angioino, nel 1258 vi transitò Manfredi, mentre nel 1265 Carlo d'Angiò, diretto contro gli Svevi. Nel 1320 vennero riedificate le mura castellane. Nel 1390 venne saccheggiata dalle truppe di Tommaso da Chiavano e Giovanni di Cola di Monteleone, diretti a liberare i ghibellini rinchiusi nella Rocca Albornoziana di Spoleto, mentre risalgono al 1450 i primi statuti che fecero di Sant'Anatolia un Libero Comune. Nel 1527 fu devastata dalle truppe dei Lanzichenecchi di Carlo V, guidati dal ghibellino Sciarra Colonna, di ritorno dal Sacco di Roma. Il saccheggio dei Lanzichenecchi portò con sé la diffusione della peste, oltre a morte e distruzione. Nel 1540, prima di recarsi a Perugia per la Guerra del Sale, sostò a Sant'Anatolia il Duca di Piacenza Pier Luigi Farnese.
Con la fine delle scorrerie napoleoniche e la Restaurazione, Sant'Anatiolia fu aggregata al territorio spoletino. Nel 1926 venne inaugurata la Ferrovia Spoleto - Norcia, transitando per la Val di Narco, fino alla sua dismissione nel 1968.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro abitato é ricco di suggestivi scorci medievali, e costituisce una perfetta commistione di bellezze naturali ed artistiche. Merita pertanto di essere preso in considerazione durante un tour storico - culturale dell'Umbria.
Tra le principali attrazioni culturali, oltre al particolare Museo della Canapa, ove si possono osservare antichi strumenti e documenti che ne attestano la lavorazione nella valle, devono essere nominate la Chiesa di Sant'Anatolia, purtroppo inagibile a causa dei danni provocati dal sisma del 2016, e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che al contrario, e ben conservata, regolarmente aperta e visitabile.
Un post a parte verrà poi dedicato alla splendida Abbazia dei Santi Felice e Mauro, principale monumento del borgo, che sorge poco fuori dal centro abitato.
1) CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie sorge appena al di fuori del centro storico di Sant'Anatolia di Narco, lungo la strada che conduce a Scheggino. Nel 1416 figura ancora come una piccola chiesa di campagna, decorata internamente da affreschi umbri d'influenza senese.
La struttura venne edificata secondo tre differenti fasi costruttive: alla prima fase si deve l'edificazione dell'antica chiesa di campagna, nella seconda fase venne edificata la zona presbiteriale, mentre alla terza ed ultima fase si deve la realizzazione della navata con le nicchie laterali.
ESTERNO
L'esterno presenta una facciata a timpano, ove é incorporato un piccolo campanile a vela.
Nell'ordine inferiore si apre un grande portale, ornato da una splendida cornice bugnata. Ai suoi lati si aprono due finestrelle quadrate simili tra loro, mentre sulla chiave di volta sono riportati il monogramma di Cristo e la data di edificazione della chiesa, 1575.
Al centro dell'ordine superiore si apre un oculo in pietra.
L'interno, in stile romanico, si presenta con un grande spazio a navata unica. Sull'altare maggiore é affrescata, entro un arco su pilastrini a finto mosaico, una Madonna in trono con Bambino benedicente sotto l'indulgente sguardo materno, tra San Giovanni Evangelista e Sant'Antonio Abate, realizzata dal Maestro di Eggi nel XV secolo.
La decorazione della parete di fondo venne portata a termine dal pittore spoletino Piermatteo Gigli, nipote dello Spagna, che nel 1578 affrescò l'Assunta tra gli Apostoli. Lo stesso artista dipinse, sulla fronte dell'arco, una Teoria di Santi intorno al mistico Agnello. Da sinistra sono raffigurati Sant'Agata, Sant'Anatolia, San Martino, Santa Cristina, Santa Lucia, Santa Vittoria, Sant'Apollonia e Santa Barbara.
Altri affreschi di epoca posteriore, sono presenti nelle grandi nicchie poste lateralmente rispetto all'abside. Di grande interesse il Crocifisso ligneo del XVI secolo, proveniente dal Convento di Santa Croce.
Crocifisso ligneo del XVI secolo
NB. Le notizie riportate sulla storia di Sant'Anatolia di Narco, sono state estrapolate dal post "Castello di Sant'Anatolia di Narco - (PG)", nel portale "I Luoghi del Silenzio. La memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Sant'Anatolia di Narco", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.












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