sabato 30 settembre 2023

SCHEGGINO: PICCOLO BORGO SULLE RIVE DEL NERA TRA STORIA, ARTE E NATURA

STORIA

La storia di Scheggino, Comune di 499 abitanti in Provincia di Perugia, ha inizio nel Medio Evo, con l'edificazione del borgo di Schiaginum, piccolo Castello medievale recintato da mura triangolari, al cui vertice si trova la rocca a pianta quadrata.

Venne edificato intorno al XII secolo, per volontà del Ducato di Spoleto, con l'obiettivo di difendere uno dei tre ponti sul fiume Nera, assolvendo la funzione di sentinella a protezione di Spoleto, capitale del Ducato. La posizione strategica in cui venne edificato, lo fece oggetto di continue devastazioni e saccheggi da parte dei Comuni avversari.

Il 23 luglio 1522 il condottiero Pizzocco Brancaleoni, tentò di assaltare il piccolo borgo, ma non riuscì a sottometterlo. In quell'occasione, Scheggino venne attaccata di sorpresa, mentre gli abitanti si trovavano fuori dal paese, a mietere il grano nei campi.

Il borgo venne difeso dalle donne che lo abitavano, rimaste nelle proprie case mentre gli uomini erano fuori a lavorare. Queste si scagliarono contro gli invasori con qualsiasi mezzo a loro disposizione, riuscendo a respingere gli attacchi nemici. L'evento viene oggi ricordato da una rievocazione storica annuale, che si svolge per le vie del borgo.

Scheggino rimase sotto il controllo spoletino fino a tutto il XVIII secolo, godendo tuttavia di una propria autonomia amministrativa, tanto che a partire dal 1561 venne concesso al borgo di dotarsi di un proprio Statuto.

Il nucleo più antico del paese, chiamato Capo la Terra, risale al XIII secolo, e si é sviluppato nelle vicinanze del Castello. Dopo l'edificazione di questo primo insediamento, il borgo si é poi esteso verso la valle, fino a lambire il corso del Fiume Nera. L'espansione ha preso piede nel XIV e XV secolo, fino a giungere a compimento nel XVI secolo, con il completamento del borgo e l'edificazione del ponte che attraversa il fiume.


Centro storico di Scheggino, sovrastato
dal Castello


Fiume Nera che scorre al di sotto
del centro storico

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Addentrandosi nelle strette vie del borgo, si ha l'impressione di camminare sospesi nel tempo, tra antiche case in pietra, scorgendo ogni tanto importanti edifici di epoca medievale.


Esterno della piccola Cappella
di San Rocco


Interno della Cappella di
San Rocco


Tela dipinta raffigurante
San Rocco

1) PORTA VALCASANA E PORTA DEL POZZO 

L'accesso al borgo antico é possibile attraversando due porte che si aprono nelle mura difensive, Porta Valcasana e Porta del Pozzo.

Risalente al XVI secolo, la Porta Valcasana si trova nel punto dove un tempo si dipartiva la Via del Ferro, la strada utilizzata per il trasporto dei materiali nelle miniere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto, attraversando Caso e Gavelli.

Al termine della Via del Borgo, si trova invece la Porta del Pozzo, così denominata per la presenza di una sorgente nelle sue vicinanze.

2) PALAZZO COMUNALE

L'edificio adibito a svolgere la funzione di Palazzo Comunale, venne realizzato nel XVII secolo.

La struttura si compone di un piano mansarda e da un loggiato coperto, destinato, a partire dal XX secolo, a uso pubblico, attraverso l'innalzamento sulla destra di una moderna torre civica, munita di orologio e campane.

3) PALAZZO PROFILI

Palazzo Profili, tipico palazzo signorile del XVIII secolo, recentemente restaurato, conserva il portale principale, l'atrio d'ingresso, il cortile con ninfeo e la scala di accesso ai piani superiori. Originariamente l'edificio comprendeva anche un giardino, nello spazio antistante, la serra e la peschiera.

4) CASTELLO

Il vertice superiore dell'impianto triangolare, in cui si sviluppa Scheggino, é occupato dai ruderi del Castello, composto da un Cassero le cui fondazioni penetrano nella roccia sottostante.

La presenza della fortificazione, suggerisce la funzione prettamente strategica, svolta dall'insediamento di Scheggino, posto a 281 m.s.l.m., sulla riva destra del Nera, a guardia di un passaggio obbligato posto lungo il tracciato dell'antica strada della Valnerina, alla confluenza con la Valcasana.


Salita al Castello

A ridosso della rocca si sviluppò, a partire dal XIII secolo, il nucleo più antico del borgo, detto "Capo la Terra". A partire da questa prima fortificazione, rifornita di una cinta muraria medievale, nei secoli XV e XVI lo sviluppo del borgo si é poi esteso verso valle, arrivando a compimento nel XVI secolo.


Castello di Scheggino, sulla cima del colle
sovrastante il centro storico

5) CHIESA DI SAN NICOLA

La Chiesa di San Nicola, o San Nicolò, Patrono della città, sorge nel pieno centro storico, e la sua edificazione viene fatta risalire al XII secolo.

Il culto di San Nicola di Mira, sepolto nell'omonima basilica di Bari, venne portato nel territorio italiano dall'Oriente dagli eremiti siriani, ed il primo oratorio a lui consacrato, doveva essere paleocristiano.

La chiesa venne edificata in stile romanico nel XII secolo, aumentando le sue dimensioni, fino a raggiungere le mura castellane. Nel 1210 la chiesa fu alle dipendenze dell'Abbazia benedettina di Sassovivo, divenendo pieve nel 1446.

Il conferimento dell'attuale forma, si deve all'opera di ampliamento, compiuta nel periodo 1509 - 1521, ad opera della Corporazione dei Maestri Muratori Lombardi.

ESTERNO

L'esterno della chiesa, si presenta con un ingresso preceduto da un ampio portico. Sull'architrave che sovrasta il portale, é riposta la scritta "Lascia ogni preoccupazione se entri per pregare".


Facciata della Chiesa di San Nicola

INTERNO

L'interno della chiesa é suddiviso in tre navate. Nella parete di fondo si trova un grande abside semicircolare, affrescato dallo Spagna, con la rappresentazione delle scene dell'Incoronazione di Maria tra Santi, sul catino superiore, e un'immagine della Natività di Gesù.


Interno della Chiesa di San Nicola, a tre navate,
in stile romanico ornato da stucchi di
fattura barocca

L'affresco dell'Incoronazione della Vergine, venne eseguito prendendo ad esempio l'affresco del catino absidale del Duomo di Spoleto, realizzato da Filippo Lippi. Nel Quattrocento Scheggino era affiliata a Spoleto, perché entrambe città Guelfe, motivo per cui dovette subire numerosi assalti dai limitrofi comuni di Sant'Anatolia e Vallo di Nera, appartenenti alla fazione Ghibellina.

L'affresco absidale, realizzato dallo Spagna, é completo solo nei tre spicchi della parte inferiore, mentre é solo abbozzato nella parte alta. L'artista si ammalò poco dopo aver completato la decorazione nella parte bassa, e aver abbozzato l'Incoronazione della Vergine nel catino absidale. La malattia lo portò alla morte, e il dipinto venne portato a termine dai suoi allievi, che tuttavia non utilizzarono i colori brillanti del loro maestro, ma colori con una composizione chimica più scadente, e quindi soggetti a precoce deterioramento.


Abside della chiesa affrescato nel Quattrocento
dallo Spagna, nell'ordine inferiore, e dai suoi
allievi nel catino absidale


Affresco del catino absidale raffigurante
l'Incoronazione della Vergine

Nel primo riquadro in basso a sinistra é raffigurata la Natività, affresco in cui lo Spagna si é autoritratto nella figura del pastore orante con mantello bianco, e sottoveste marrone a capo scoperto.


Affresco quattrocentesco dello Spagna,
raffigurante la Natività 

Nelle navate laterali si trovano altari barocchi ove sono riposte splendide tele. L'Altare di San Francesco d'Assisi, chiamato anche del Perdono, é impreziosito da una tela del XVII secolo, raffigurante Gesù Crocifisso tra San Francesco d'Assisi e San Carlo Borromeo, rappresentato con indosso una tunica da cardinale. L'altare é anche chiamato "del Perdono", dato che presso di esso é possibile ottenere l'Indulgenza della Porziuncola, ottenuta da San Francesco per la piccola chiesa posta all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli.


Tela del XVII secolo, sovrastante l'Altare del Perdono, raffigurante
Gesù Crocifisso tra San Francesco d'Assisi e San Carlo Borromeo,
rappresentato con indosso una tunica da cardinale

A ricordare questo aneddoto é una lapide, sul lato sinistro dell'altare, ove viene ricordato la concessione da parte di Pio VII, della perpetua indulgenza presso questo altare, per quei pellegrini che, provenendo dall'Abruzzo, non riuscivano a raggiungere in modo agevole la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

Altra importante cappella é quella ove si trova l'Altare di San Giovanni Evangelista, realizzata in modo tale da commemorare un evento prodigioso, che indusse gli abitanti di Scheggino a fissare una festa di precetto per il giorno 6 maggio. Viene ricordato in particolare l'episodio in cui, durante le operazioni di macinazione delle olive, la mola dell'olio di proprietà comunale uscì dal perno, senza arrecare danni lesivi agli operai. Per commemorare l'evento miracoloso, il Comune fece edificare la Cappella di San Giovanni Battista, commissionandone la decorazione al pittore Don Piermatteo Piergigli di Spoleto, che la portò a compimento nel 1585, mentre la cappella in sé, venne terminata nel 1669, con il nome di Cappella di San Giovanni Ante Portam Latinam.

Per questa cappella, nel 1595 venne realizzata la tela di Guidobaldo Abbatini, originario di Città di Castello, raffigurante la Madonna in gloria seduta sulle nuvole col Bambino che tiene in mano lo scapolare, al centro San Giovanni Evangelista immerso in un caldaio di olio bollente, in ricordo del martirio subito a Roma, da cui tuttavia uscì indenne, tra i Santi Rocco e Sebastiano. Sotto di loro, sono raffigurati inginocchiati San Giacomo il Maggiore e San Silvestro Papa, antico Patrono di Scheggino.


Tela del 1595 raffigurante la Madonna in gloria seduta sulle nuvole col Bambino 
che tiene in mano lo scapolare, al centro San Giovanni Evangelista tra i Santi Rocco e Sebastiano.
Sotto di loro, inginocchiati, San Giacomo il Maggiore e San Silvestro Papa

Al di sopra dell'altare é posto lo stemma del Comune di Scheggino, mentre ai lati della Cappella, sono presenti due lapidi dipinte, in ricordo di una venerata immagine della Madonna ivi presente, e la tomba del parroco Domenico Antonio Amici, deceduto nel 1771.

In un altro altare é riposta la tela della Sacra Famiglia, che raffigura Maria intenta a giocare con Gesù Bambino, mentre da dietro si affaccia San Giuseppe. Tale opera non é un dipinto, ma un affresco staccato, collocato in origine all'interno del Palazzo Comunale, e ora riposto nella parete della navata sinistra.

L'affresco venne realizzato dal pittore spoletino Don Piermatteo Piergili nel 1558. Ai lati della data, scritta in numeri romani, si trovano le lettere DG, riferite al Committente, o al Vicario Comunale che in quel momento esercitava la carica.


Affresco staccato della Sacra Famiglia,
che raffigura Maria intenta
a giocare con Gesù Bambino, mentre da dietro si affaccia San Giuseppe,
di Don Piermatteo Piergili del 1558

NB. Le informazioni sulla storia e sugli altri monumenti di Scheggino, sono state estrapolate dal post "SCHEGGINO. Nel cuore della Valnerina", nel portale di "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni sui monumenti di Scheggino sono state estrapolate dal post "Castello di Scheggino", nel portale di "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni riportate sulla Chiesa di San Nicola a Scheggino, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Nicola - Scheggino", nella Pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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