STORIA
Capoluogo dell'omonima Provincia della Regione Umbria insieme a Perugia, Terni è una città di 111.455 abitanti, il cui territorio iniziò ad essere abitato sin dall'uomo sin dall'Età del Rame e del Ferro.
Fondata dagli Umbri, venne presto colonizzata dai Romani, che la inserirono in un'importrante rete d'infrastrutture, in grado di garantire la viabilità nazionale e una maggiore velocità dei traffici commerciali. In particolare, a seguito del terremoto che distrusse il centro abitato di Carsulae, molti cittadini dell'antico municipium, oggi importante sito archeologico, si spostarono a Terni, oltre che nella vicina San Gemini.
Fu in questo periodo che la città acquisì un'importanza sempre maggiore, grazie alla costruzione del nuovo ramo della Via Flaminia, che separandosi dal ramo più antico presso il Ponte Sanguinario di Narni, raggiungeva Terni entrando in città da sud, costituendone il Cardo. La Via Flaminia, il cui tracciato ai giorni nostri corrisponde a quello di Via Roma e Corso Vecchio, s'incontrava con il Decumano, corrispondente alle strade Via Cavour - Via Garibaldi presso il Foro, la piazza principale oggi corrispondente alle Piazze della Repubblica e Solferino.
Insieme alla Via Flaminia, vennero costruite tutte le principali strutture proprie dell'urbanistica romana, quali le terme, il teatro, in Via del Teatro Romano, l'Anfiteatro, tutt'ora esistente, e una Basilica, attualmente sepolta al di sotto del piano stradale di Piazza San Giovanni Decollato.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, la città subì le distruzioni delle Invasioni Barbariche. Nel Medio Evo, Terni divenne dapprima Libero Comune, per poi essere definitivamente assoggettata allo Stato Pontificio.
Nel 1884, grazie all'iniziativa dell'Imprenditore torinese Benedetto Brin, Terni vide la fondazione delle famose acciaierie, che assunsero il nome di Acciaierie Speciali Terni (AST), divenendo uno dei fulcri principali dello sviluppo industriale dell'Italia nella seconda metà del XIX secolo, poco tempo dopo l'avvento della Seconda Rivoluzione Industriale. Insieme alle acciaierie, nacque la Fabbrica d'Armi.
Proprio a causa di questo sviluppo industriale, la città subì pesanti bombardamenti da parte degli Alleati anglo - americani. Particolarmente pesanti furono il primo evento bellico dell'11 Agosto del 1943 e quello del 14 giugno 1944.
I pesanti bombardamenti causarono la morte di molti cittadini e la distruzione dei monumenti storici, alcuni dei quali mai più ricostruiti, la cui esistenza é accertata dalle foto d'epoca. Tra questi vi furono: la Porta Garibaldi, posta all'inizio di Via Garibaldi, formata da due poderose torri ornate da merlatura ghibellina, l'antica torre civica che sovrastava il palazzo ove ora ha sede la Biblioteca Comunale, nel Medio Evo sede delle amministrazioni del Libero Comune e la porta di accesso della Caserma Filippo Brignone nell'odierna Piazza Bruno Buozi, anche chiamata "Piazza Valnerina".
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Nonostante il centro storico di Terni si rimasto pesantemente ferito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la città conserva ancora intatta la sua identità storica, dalle antichissime origini, riconoscibili presso vari siti.
Sono infatti presenti testimonianze delle varie epoche storiche attraversate dalla città, comprese quella romana, medievale, quattrocentesca, rinascimentale, barocca e liberty, oltre alle più moderne opere frutto dello stile dell’Architetto Mario Ridolfi e dello sviluppo industriale della città a partire dal XIX secolo.
Un giro nel centro storico condurrà i turisti alla scoperta di una cittadina a misura d’uomo, rinata dalle sue ceneri, che mostra in modo orgoglioso la commistione di elementi del passato, con altri associati alla modernità.

Torre Barbarasa

Accesso alla Torre Barbarasa

Targa nella muratura della Torre Barbarasa,
che commemora l'esposizione della reliquia
del Preziosissimo Sangue
Fiume Nera che attraversa Terni
Torre medievale duecentesca
Veduta di Vico San Lorenzo, tra i pochi scorci medievali originali del centro storico
Casa medievale in Vico San Lorenzo 1) PORTA SPOLETINA
L'itinerario alla scoperta di Terni può avere inizio a nord del centro storico, ove si trova la Porta Spoletina, sotto cui transitava la Via Flaminia, che usciva dalla città in direzione Spoleto, da cui prende il nome.
Porta Spoletina
Venne realizzata in occasione dell'ampliamento della cinta muraria medievale, costituita da un arco a tutto sesto ad un solo fornice, sotteso da una struttura turrita, ornata in sommità da una merlatura guelfa.
Torrione medievale con merlatura ghibellina
Merlatura ghibellina che orna l'esterno
dell'ex Caserma Filippo Brignone
Varcata la porta, a poca distanza sono visibili i resti di un antico mulino, una delle tante macine d'olio presenti in città nel Medio Evo, alimentata da un'estesa rete di canali, esterna alla città. La porta venne spesso sottoposta a feroci attacchi da parte degli eserciti nemici: tra i più violenti ci fu quello sferrato da Braccio Fortebraccio da Montone che, nei primi anni del Quattrocento, diede alle fiamme la porta, portandosi via il grande catenaccio in ferro come trofeo di guerra.
2) CHIESA DI SAN LORENZO
Attraversata la Porta Spoletina, si accede al centro storico da Corso Vecchio, l'antica Via Flaminia, Cardo Massimo della città con orientamento nord - sud, fino a raggiungere la Chiesa di San Lorenzo, tra le chiese più antiche di Terni. Venne realizzata in epoca medievale, più volte ampliata e restaurata, in particolare nei primi anni del Novecento, a seguito del restauro compiuto dall'Architetto Cesare Bazzani.
Grazie a tale opera di restauro il pavimento della chiesa venne riportato alla sua quota originaria, comportando la presenza di una quota differente tra i due livelli di calpestio. Con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, venne integralmente ricostruita.
ESTERNO
La struttura risalente al XII secolo, in stile romanico, presenta una facciata in pietra sponga con copertura a capanna.
Facciata romanica della
Chiesa di San Lorenzo
Particolare della facciata con copertura a capanna
Retro della chiesa con campanile e abside
Abside della chiesa ripartita da lesene Il portale, realizzato nel Quattrocento, é ornato da una bella cornice decorata a racemi, vegetazioni costituite da un gambo principale posto al centro, da cui si dipartono gambi laterali di minori dimensioni.
Portale maggiore ornato da una
cornice in pietra decorata
a racemi
INTERNO
L'interno della chiesa, assai semplice e raccolto, presenta la navata di destra realizzata in stile romanico, posta ad un livello più basso rispetto alla navata di sinistra, in stile neoclassico.
L'altare della navata di sinistra, é impreziosito dalla tela seicentesca raffigurante il Martirio di San Biagio, mentre al di sopra dell'altare della navata di destra é riposta la statua della Madonna Addolorata, portata in processione il giorno del Venerdì Santo.
Interno della chiesa distinto in due navate tra cui, quella sulla destra, di origine medievale mentre, quella sulla sinistra, realizzata nel XVIII secolo in stile neoclassico
Altare maggiore della navata sinistra, del XVIII secolo, con la statua della Madonna Addolorata
Navata più antica, in stile romanico, posta sulla destra
Abside semicircolare della chiesa antica
Altare maggiore della chiesa antica
Mosaico romano nel pavimento della navata destra
3) PIAZZA DELLA REPUBBLICA E PALAZZO DEL PODESTÀ
Proseguendo lungo Corso Vecchio si raggiunge Piazza della Repubblica, sede dell'antico foro romano, su cui prospetta l'antico Palazzo Comunale, sede del Podestà e degli otto Priori, oggi adibito a biblioteca comunale.
Il palazzo venne edificato all'inizio del XIV secolo, con la facciata rivolta verso la piazza che svolse dapprima la funzione di foro romano, quella di piazza comunale in età medievale, per poi rimanere oggi il fulcro della vita sociale della città. L'edificazione della struttura risale al 1293, su commissione del Comune di Terni.
Purtroppo non rimangono testimonianze dell'originario aspetto del palazzo, i cui rimaneggiamenti iniziarono già a partire dal XV secolo. Dopo aver ospitato il Podestà, le sue sale ospitarono i Governatori Pontifici, mentre i sotterranei vennero destinati a carcere. Nel 1872, con la fine del potere papale, il palazzo venne ancora una volta rimaneggiato, subendo una completa ricostruzione.
Con l'unificazione della penisola, il palazzo tornò ad ospitare gli uffici comunali del governo liberale, il Podestà in epoca fascista, per poi tornare sede comunale con l'avvento della repubblica.
Con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che comportarono la distruzione dell'antica torre civica di origine medievale, ornata da merlatura ghibellina, il palazzo subì ingenti danneggiamenti. L'antica torre civica medievale venne sostituita da una moderna torre di vetro, tutt'oggi ammirabile, mentre la destinazione d'uso venne ancora una volta modificata, passando ad ospitare la biblioteca. La torre rappresenta la Cascata delle Marmore stilizzata.
Palazzo del Podestà
4) PALAZZO SPADA
Percorrendo pochi metri, é possibile passare da Piazza della Repubblica a Piazza Europa, aperta dopo la Seconda Guerra Mondiale, a seguito della rimozione delle macerie lasciate dai bombardamenti.
Principale monumento storico di età medievale presente a Terni, Palazzo Spada, sede degli uffici del Municipio, venne edificato nel Cinquecento da Antonio da Sangallo "il Giovane", su commissione di Michelangelo Spada, Signore della città.
In origine il palazzo era costituito da due corpi, poi riuniti nel XVIII secolo, in seguito ad una radicale opera di ristrutturazione, che conferì all'edificio l'aspetto attuale. Il portico di accesso introduce al cortile interno, composto da tre ordini di archi, ove é possibile notare una statua in travertino ritraente il drago "Thyrus", simbolo della città.
Palazzo Spada, ultimo progetto di Antonio
da Sangallo “il Giovane”
Lato corto del cortile quadrangolare di Palazzo Spada
Cortile quadrangolare del palazzo
Statua del drago "Thyrus" del XV secolo
nel cortile del palazzo
INTERNO
Notevoli all'interno sono la Sala del Fetonte, ove sono ospitate le riunioni del consiglio comunale, ornata da affreschi che riportano decorazioni "a grottesche" e, nel riquadro centrale della volta, la scena che ritrae Fetonte punito da Giove. Gli altri affreschi che ornano la volta, raffigurano scene ispirate alla Battaglia di Lepanto e alla Strage degli Ugonotti, i Calvinisti francesi. Gli affreschi della sala, vennero realizzati alla metà del XVI secolo da pittore Karel Van Mander, e suoi collaboratori.
Tra le altre sale affrescate, possono essere considerate la Sala di Diana, la Sala di Flora, la Sala di Giove e la Sala di Giunone.
Sala del Fetonte
Volta della Sala del Fetonte affrescata nel XVI secolo da Karel Van Mander
Riquadro centrale della volta affrescato con
l'immagine di Fetonte punito da Giove
Affresco raffigurante la Strage degli Ugonotti
Riquadro affrescato con la Battaglia di Lepanto
Affresco di Enrico IV di Francia che riconosce gli Ugonotti
Affresco della marcia silenziosa dell'esercito francese della notte di San Bartolomeo
5) CHIESA DI SAN SALVATORE (O TEMPIO DEL SOLE)
Dinanzi al Palazzo Spada, sorge la Chiesa di San Salvatore, anche denominata "Tempio del Sole", in quanto secondo ipotesi storiche, la chiesa sorge nel luogo in cui in epoca romana venne edificato un tempio dedicato al Dio Sole.
In realtà le operazioni di scavo non hanno portato alla luce strutture riferibili ad un luogo di culto.
E' stata tuttavia accertata l'origine molto antica della costruzione a pianta circolare, che più di tutti caratterizza l'edificio, la cui realizzazione si fa risalire ad un'epoca compresa tra l'VIII e l'XI secolo.
Un documento attesta che nel 742, in questo luogo, si tenne un incontro tra il Re Longobardo Liutprando e il Pontefice Zaccaria.
ESTERNO
La struttura é compista da due corpi distinti: il primo, più grande e più antico, a pianta circolare, mentre il secondo, di epoca successiva, a pianta rettangolare. La copertura a cupola del corpo cilindrico della chiesa, presenta un oculo aperto al centro.
Ambiente circolare della Chiesa
di San Salvatore
Finestroni romani a tutto sesto che si aprono alla base della Chiesa di
San Salvatore
Facciata della chiesa distinta in due ordini, superiore e inferiore
Ordine superiore della facciata con finestra a
tutto sesto e cornice ad archetti pensili
Materiale di spoglio di epoca longobarda nella
muratura della Chiesa di San Salvatore
INTERNO
All'interno sono conservati preziosi affreschi, risalenti al periodo compreso tra il Trecento e il Cinquecento.
Interno della Chiesa di San Salvatore
in stile romanico
Nell'abside rettangolare é posto un affresco raffigurante la Crocifissione, mentre sulla sinistra si apre la Cappella Manassei, aggiunta nel XVI secolo, coperta da una volta a crociera e ornata da affreschi che raffigurano, da un lato la Madonna in Trono con Angeli, dall'altro Santa Caterina da Siena e Maddalena, Cristo crocifisso tra le dolenti e, nel sottarco, quattro Sante, tra le quali é possibile riconoscere Sant'Agnese.
Abside della Chiesa di
San Salvatore
Affresco absidale della Crocifissione
Affreschi della Cappella Manassei
Affreschi della Cappella Manassei raffiguranti
Santa Caterina da Siena e la Maddalena
Affreschi della Cappella Manassei raffiguranti,
sulla sinistra, Cristo crocifisso tra le dolenti
Affreschi della volta a crociera
della Cappella Manassei
Pianta della domus romana di
San Salvatore
Muro esterno occidentale della domus
con tracce di intonaco affrescato
Atrio della domus con pavimentazione
in Cocciopesto
Parete della domus romana con rinvenimenti
archeologici delle campagne di scavo
Rinvenimenti archeologici di
epoca romana
6) CHIESA DI SAN PIETRO
A pochi metri dalla Chiesa di San Salvatore si trova la Chiesa di San Pietro, altra interessante testimonianza storica della città, sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
La fondazione della chiesa é legata alla presenza dei Monaci Agostiniani a Terni: questi, in una fase iniziale, risiedettero presso un eremo in zona Rocca San Zenone, nel 1254 nella Chiesa dei Santi Siro e Bartolomeo, mentre a partire dal 1287, furono chiamati ad occuparsi delle Chiese di Sant'Alò e di San Pietro del Tirio, odierna Chiesa di San Salvatore, antica sede degli Agostiniani.
Nel 1287 l'antica chiesa non si rese più adatta a soddisfare le esigenze dei monaci, che già a partire dall'atto di concessione della chiesa del Tirio, venne loro riconosciuta la possibilità di realizzare una nuova chiesa. La realizzazione della nuova chiesa ebbe inizio nei primi anni del Trecento.
Nella seconda metà del Quattrocento, Stefano Manassei finanziò la costruzione di un'abside poligonale, mentre nel 1430 venne innalzato il campanile. Nel 1703 la chiesa venne gravemente danneggiata da un terremoto e, con il seguente restauro, la struttura originaria subì sostanziali modifiche. Dal 1870 nel convento é ospitata una scuola elementare.
ESTERNO
La semplice facciata a capanna é abbellita da conci calcarei regolari e, lungo gli spioventi, da una serie di archetti pensili. Nell'ordine inferiore si apre il portale gotico, ornato da stipiti composti da fasci di colonnine, impreziosite in sommità da capitelli a motivo vegetale, alternati a pilastrini decorati con motivi fogliati.
Nel timpano triangolare é posta una scultura raffigurante Cristo Benedicente.
Facciata della Chiesa di San Pietro
Portale con timpano triangolare
ornato dalla scultura del Cristo Benedicente
INTERNO
L'interno della chiesa é a navata unica, ai cui lati si aprono numerose cappelle decorate da affreschi risalenti al XIV - XV secolo. La quota del pavimento é stata rialzata a seguito dei restauri seguiti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Se é vero che i danni della guerra distrussero l'arredo sei - settecentesco della chiesa, d'altra parte riportarono alla luce gli antichi affreschi medievali che si possono ammirare, risalenti ad un periodo che va dalla metà del XIV secolo ai primi decenni del XV.
Abside della Chiesa di San Pietro
Partendo dall'ingresso, sulla sinistra della controfacciata é visibile l'affresco della Madonna con Bambino del XV secolo, e resti di affreschi tra i quali si riconoscono San Pietro e una Madonna in Trono.
Affresco raffigurante San Pietro
Nella prima cappella é possibile ammirare l'affresco più noto della chiesa, raffigurante la Dormitio Virginis, mentre nel catino é il frammentato affresco dell'Incoronazione della Vergine. L'affresco venne realizzato da un ignoto pittore locale, operante nell'Umbria meridionale fra il 1370 e la fine del secolo, denominato "Maestro della Dormitio di Terni". Sull'arco che sottende l'affresco sono raffigurati gli Angeli, San Francesco e, sulla destra, Santa Caterina d'Alessandria.
Affresco del "Maestro della Dormitio di Terni"
raffigurante la Dormitio Virginis
Nella seconda cappella si scorge una nicchia, ove vi sono affreschi frammentari, in cui é possibile riconoscere Sant'Antonio Abate, Madonna con Bambino e una Santa della fine del XIV secolo.
Nella terza cappella é posta una nicchia contenente l'affresco della Vergine in trono con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria, risalente alla prima metà del XV secolo. Sulla sinistra del presbiterio é murata nel pavimento la lastra tombale di Stefano Manassei, Podestà di Firenze. L'iscrizione sulla lastra infissa nel pavimento reca il nome del defunto e la data del 1480.
Affresco del XV secolo raffigurante la Madonna in Trono con Bambino
tra i Santi Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria
Affresco contenente la lastra tombale di Stefano
Manassei incastonata nella parete
La prima cappella della parete destra, contiene l'affresco della Vergine in Trono con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria, della prima metà del XV secolo, mentre nel registro inferiore Santa Maria Egiziaca e altri due Santi non identificati. La seconda cappella nella parete destra é dedicata a Santa Rita.
Affresco della Madonna in trono con Bambino
tra i Santi Giovanni Evangelista e Caterina d'Alessandria
A fianco della prima cappella di destra é raffigurato San Michele Arcangelo, mentre, nella prima cappella di destra, le Storie di Santo Stefano, con la scena della Lapidazione affrescata nella lunetta. In basso si possono notare un Santo Vescovo e una Madonna del Latte del XIV secolo, mentre nei pilastri sono affrescati San Giovanni Evangelista, sul pilastro sinistro e Sant'Ansano, sul pilastro di destra.
Nella nicchia ogivale é raffigurata la Madonna di Loreto del XVI secolo, con la Vergine che allatta il Bambino seduta su un trono gotico sorretto da angeli. Sull'arco, in basso a sinistra é affrescato San Pietro, mentre in alto un Santo non identificabile.
Affresco della Madonna di Loreto del XVI secolo, con la Vergine che
allatta il Bambino seduta su un trono gotico sorretto da angeli
La controfacciata é decorata con affreschi che rappresentano una Santa Martire e, all'interno di una nicchia, Sant'Antonio Abate Benedicente. Nell'intradosso destro si nota la Madonna del Latte con l'Angelo della Pace, mentre in quello di sinistra vi é un Santo non identificabile.
7) CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Usciti dalla Chiesa di San Pietro e svoltando a destra su Via Francesco Mancini, si raggiunge, dopo pochi metri, la chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi, che transitò per Terni nel 1213.
La chiesa, venne edificata nel 1265 in stile gotico francescano, simile ad altre chiese del territorio consacrate al Santo. In precedenza, nei pressi dell'area ove venne edificata la chiesa, si trovava il piccolo Oratorio di San Cassiano, abitato da San Francesco durante la sua permanenza in città.
Con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, alcune parti della struttura andarono distrutte e mai più ricostruite, come la Cappella di San Bernardino.
ESTERNO
L'edificio presenta una struttura a capanna, la cui facciata venne realizzata in pietra sponga, dotata di un timpano in sommità. Nell'ordine inferiore si apre un bel portale gotico, mentre l'ordine superiore é impreziosito da due oculi di dalle differenti dimensioni.
Facciata della Chiesa di San Francesco
d'Assisi
Portale principale della chiesa
La struttura del campanile a sezione quadrata, impreziosito da piccole fasce di maioliche policrome verdi e blu, venne realizzato nel 1445 da Antonio da Orvieto.
INTERNO
L'interno della chiesa é in stile gotico. In origine, l'interno era ad una navata ricoperta da una volta a crociera mentre, nel XV secolo, vennero aggiunte le due navate laterali.
Interno della chiesa, in stile gotico
a tre navate
Lo spazio venne rimaneggiato nel corso del Seicento, subendo nel corso del tempo differenti restauri, il principale dei quali fu quelli seguito ai gravi danni riportati a causa dei bombardamenti seguiti alla Seconda Guerra Mondiale.
Altare maggiore
Sagrestia della chiesa decorata con stucchi e
ornata da tele
Reliquiario contenente una spina della
corona di Cristo
Tele che ornano la sagrestia della chiesa
Altra tela della sagrestia
Statua lignea di San Giuseppe
con Bambino
Nella chiesa sono conservate opere di pregio, in particolare la splendida Cappella Paradisi, dal nome della famiglia che ne commissionò la realizzazione. Posta sulla destra del presbiterio, la cappella contiene al suo interno splendidi affreschi del 1450, realizzati dal pittore Bartolomeo di Tommaso, che rappresentano il Giudizio Universale.
Cappella Paradisi, affrescata nel 1450 da
Bartolomeo di Tommaso, raffigurante
il Giudizio Universale
Parete sinistra della Cappella
Paradisi
Parete destra della Cappella
Paradisi
8) CHIESA DI SAN CRISTOFORO
Giunti alla metà di Corso Tacito, corso principale della città realizzato negli anni Venti del XX secolo, su cui si affacciano i sei palazzi realizzati in stile liberty nello stesso periodo, svoltando in Via Francesco Angeloni si raggiunge la Chiesa di San Cristoforo, tra le più belle della città.
La sua importanza storica é legata al passaggio di San Francesco d'Assisi in città. Sul fianco destro della chiesa, si può ammirare un masso, sormontato dalla statua raffigurante San Francesco che, secondo la tradizione tramandata, veniva utilizzato dal Santo per effettuare le sue prediche.
ESTERNO
La facciata venne realizzata utilizzando materiali di spoglio di epoca romana, come ad esempio, l'architrave in pietra che sovrasta l'entrata principale.
Gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, venne restaurata nel rispetto delle originali forme romaniche, e successivamente ampliata con la realizzazione di una costruzione moderna.
Facciata della Chiesa di San Cristoforo
INTERNO
L'interno della chiesa, in stile romanico, é a navata unica, coperto da un tetto a capanna.
Interno in stile romanico della
Chiesa di San Cristoforo
L'abside e la controfacciata presentano interessanti resti di affreschi medievali ben conservati. Negli affreschi che decorano l'abside semicircolare, tra le varie figure rappresentate, si riconoscono San Cristoforo e San Sebastiano. Altri notevoli affreschi si trovano in prossimità dell'ingresso, sulla controfacciata e sulla parete destra della navata.

Affreschi nella controfacciata della chiesa
Affreschi che ornano l'abside della chiesa,
tra i quali é raffigurato San Sebastiano
Affreschi dell'abside della
chiesa
Affresco raffigurante San Sebastiano
Affreschi tra i quali quello raffigurante la
Crocifissione
Tutti gli affreschi conservati all'interno della chiesa, risalgono ai secoli XIV e XV.
Sul lato destro della primitiva costruzione é stata aggiunta, negli anni Sessanta del XX secolo, una nuova costruzione, ove é custodita una tela del XVII secolo, raffigurante San Cristoforo con il Bambino in spalla.
9) FONTANA DELLO ZODIACO
Posta al centro della città di Terni, in Piazza Tacito, la Fontana dello Zodiaco costituisce il simbolo stesso della città. Venne inaugurata nell'aprile del 1936, quattro anni dopo l'uscita del bando del Comune di Terni per la realizzazione di una Fontana Monumentale in Piazza Tacito, che simboleggiasse l'anima industriale di Terni.
Con l'apertura della nuova Piazza Tacito, realizzata negli anni Venti, si pensò alla realizzazione di un monumento simbolico che dovesse essere collocato proprio nel nuovo fulcro della vita sociale cittadina, che costituiva il punto di raccordo d'importanti assi viari, come Corso Tacito, realizzato poco tempo prima, Viale della Stazione, che conduceva alla nuova stazione realizzata nel 1864 e Via Benedetto Brin, fulcro della città industriale.
La fontana monumentale venne realizzata, in stile modernista e razionalista, dagli Architetti Mario Ridolfi e Mario Fagiolo, vincitori del concorso.
DESCRIZONE
La fontana presenta una struttura composta da un basamento di granito, una corona circolare in porfido, un grande catino e una vasca interna in marmo di Carrara, al cui centro svetta un pennone in acciaio.
Fontana dello Zodiaco
Il grande catino inferiore della vasca, é decorato con l'ausilio di splendidi mosaici, raffiguranti i dodici segni zodiacali, allegorie dell'attività di regimentazione delle acque nel corso dei mesi dell'anno, realizzati dall'artista Corrado Cagli, che nel 1934 ne progettò i modelli, prevedendone la realizzazione tramite tessere vitree policrome. La posa in opera dei mosaici venne eseguita dalla ditta Salvati di Venezia.
Vasca centrale della Fontana dello Zodiaco
Mosaico raffigurante il segno zodiacale del Toro
Mosaico del segno del Leone
Mosaico del
segno dello Scorpione
Mosaico del segno del Cancro, affiancato dal
nome del mosaicista “Cagli” e dall'anno
della ricostruzione "1961"
Mosaico di Corrado Cagli raffigurante
il segno del Sagittario
Con la distruzione provocata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, i mosaici vennero ridisegnati dallo stesso Cagli, per essere completamente riposizionati nel 1961, con l'utilizzo di tessere lapidee, prodotte dalla Ditta Mosaici Marini di Roma.
Con il passare degli anni la fontana é entrata in un serio stato di degrado, a causa della mancata manutenzione, e dell'inerzia delle amministrazioni nell'intraprendere e portare a compimento lavori di restauro mai eseguiti. Alla fine del 2021, con il completamento di un complesso processo di sostituzione di tutte le strutture che la compongono, dal castello centrale, ai mosaici e, infine, alla parte idraulica, la Fontana é tornata a funzionare, venendo restituita alla città.
10) PALAZZO GIOCOSI MARIANI
Percorrendo Corso Tacito é possibile imboccare Via del Tribunale, ove al civico 22, si trova uno dei palazzi più belli di Terni, il Palazzo Giocosi Mariani, sede dell'Istituto Superiore di Studi Musicali "Briccialdi", Conservatorio della città.
Venne fatto edificare nel Cinquecento da Cinzio e Drusiano Giocosi, per essere portato a compimento nel secolo successivo, dal nipote Costantino.
Dopo alcune opere di ristrutturazione, ne acquisì la proprietà la Famiglia Mariani e, nel XIX secolo, il palazzo divenne la sede sia del Liceo Ginnasio, che della banda musicale della città. L'ultimo restauro venne eseguito negli anni Novanta del XX secolo.
ESTERNO
L'esterno del palazzo presenta una facciata rinascimentale ove, nell'ordine inferiore, si aprono due portali fregiati e tre ordini di finestre.
INTERNO
L'interno custodisce sale meravigliosamente affrescate, in particolare quelle del piano nobile, con la volta decorata da sontuosi affreschi, opera di due artisti fiamminghi Marten Stella e Gillis Cognet.
La prima sala é la Sala dell'Olimpo, che presenta una volta decorata con la rappresentazione dell'Olimpo, nel riquadro centrale. Le decorazioni sono ispirate all'opera della "Metamorfosi" di Ovidio, realizzate con l'ausilio di colori assai vivaci. Le raffigurazioni dei paesaggi, sono contornate da figure fantastiche, correlate al tema del romanzo di Ovidio. Un esempio é la raffigurazione dell'episodio di Mercurio e Argo, circondati da figure fantastiche tra le quali il satiro alato che suona con il naso a forma di tromba e il fauno inghirlandato che suona la cornamusa.
Sala dell'Olimpo con gli affreschi raffiguranti
Mercurio e Argo circondati da figure fantastiche
Altri affreschi riprendono il tema del mondo alla rovescia, nelle cui scene viene rappresentato il ribaltamento della natura del rapporto intercorrente tra uomo e animale. Ad esempio la rappresentazione di Venere e Adone cacciatori, raffigurati come uccelli che stringono armi da caccia con le zampe
Affreschi nella volta della seconda sala raffiguranti
il Mondo alla Rovescia, che ribalta il rapporto tra uomo
e animale
Le altre sale si caratterizzano per la presenza di un unico affresco centrale che orna la volta, mentre la Sala Davide si caratterizza per la presenza di affreschi anche nelle vele.
Ultima sala con il soffitto ornato da
un unico affresco sulla volta
11) PORTA SANT'ANGELO
Posta ad ovest del centro abitato, prende il nome da un'antica chiesa anticamente esistente nelle sue vicinanze, demolita nel 1600. La porta venne edificata nei pressi di un fossato, la cui acqua veniva utilizzata per far funzionare i mulini.
In quest'epoca al di sotto della porta scorreva il Torrente Serra, il cui corso venne successivamente deviato, in maniera tale da farlo confluire nel Fiume Nera. I resti del mulino, sono ancora visibili al di sotto del ponte stradale.
La porta presenta una struttura particolare, costituita da un arco a tutto sesto nell'estradosso, e a sesto acuto nell'intradosso. In sommità é coronata da una merlatura guelfa ben conservata. Il tratto di mura medievali che da Porta Sant'Angelo giungeva ai giardini pubblici della Passeggiata venne abbattuto nei primi anni del Novecento mentre, per un breve tratto, inglobate nel parcheggio sotterraneo.

Estradosso di Porta Sant'Angelo a tutto sesto
Intradosso di Porta Sant'Angelo
con arco a sesto acuto
Veduta della porta al di sotto del piano stradale,
dove transitava il corso del Torrente Serra
Resti del mulino medievale che funzionava
grazie alla presenza delle acque del torrente
sottostante al piano stradale
Esterno del mulino
Accesso al mulino
Interno del mulino
Ponte che scavalcava il corso del Torrente Serra
Sentiero che consente di raggiungere
il mulino
12) ANFITEATRO ROMANO
Percorrendo Via Roma per poi girare a destra su Via dell'Arringo, si raggiunge la zona del centro storico più ricca di testimonianze storiche.
All'interno dei giardini pubblici noti come "la Passeggiata", si trova l'Anfiteatro Romano, la principale testimonianza di epoca romana presente in città.
Probabilmente risalente al 27 d.C., durante l'epoca imperiale della dinastia Giulio - Claudia, l'anfiteatro era collocato al di fuori del centro abitato, in prossimità dell'ingresso in città della Via Flaminia.
Esterno dell'Anfiteatro Romano edificato nel 27 d.C.,
durante la dinastia Giulio - Claudia
Nel corso dei secoli, i paramenti murari dell'anfiteatro vennero utilizzati come materiali di spoglio per la realizzazione della Chiesa della Madonna del Carmine e del sovrastate Palazzo Vescovile, le cui fondazioni ne ricalcano in parte la forma ellittica.
Tracce d'intonaco in opus reticulatum bicromo
DESCRIZIONE
La struttura del monumento, di forma ellittica, venne realizzata impiegando particolari tecniche di costruzione, tra le quali l'utilizzo dell'opus reticulatum bicromo, ossia mattonelle di due colori, dalle piccole dimensione, ruotate di novanta gradi in modo tale da formare un intonaco dalla struttura reticolata.
Tracce d'intonaco in opus reticulatum
bicromo

Interno dell'anfiteatro di forma ellittica
Tra i resti dell'anfiteatro, rimangono visibili le gallerie perimetrali del primo ordine, posto al piano terra, dotare di pareti anch'esse rivestite in opus reticulatum, che in alcuni punti raggiungono i dieci metri di altezza.
Galleria perimetrale del primo
ordine
Galleria perimetrale del primo
ordine
Intonaco in opus reticulatum
all'interno della galleria perimetrale
del primo ordine
13) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
Il principale monumento storico della città é, senza dubbio, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, chiesa principale della Diocesi di Terni, Narni e Amelia.
Sorge sulla Piazza Duomo, a pochi passi dall'Anfiteatro Romano e, nel tempo, fu oggetto di numerose trasformazioni strutturali e architettoniche. Una primitiva chiesa venne inizialmente edificata accanto al sepolcro di Sant'Anastasio, Vescovo di Terni tra il VI e il VII secolo.
Dalla metà del Cinquecento la Cattedrale venne rinnovata su progetto di Sebastiano Fiori, allievo di Giorgio Vasari. La ristrutturazione edilizia proseguì fino alla metà del Seicento.
Palazzo Diocesano, nelle vicinanze del duomo
ESTERNO
L'esterno presenta una facciata, al cui ordine inferiore si apre un portico con archi a tutto sesto, della prima metà del Seicento.
Facciata della Cattedrale di Santa
Maria Assunta
Sotto al portico si aprono tre porte di bronzo, una centrale e due laterali, realizzate da Bruno Ceccobelli. Il portale centrale é ornato da una cornice decorata con girali d'acanto e figure di animali, mentre il portale di sinistra del 1439, dalle minori dimensioni, presenta una cornice decorata a tralci di vite.
Portale centrale in bronzo di Bruno Ceccobelli,
ornato da una cornice con girali d'acanto e
foglie di animali
Negli anni Trenta del XX secolo, al di sopra del portico vennero posizionate le statue tutt'ora ammirabili, realizzate da Corrado Vigni. Allo stesso artista si deve la realizzazione della bella fontana, che occupa il lato opposto della piazza antistante la Cattedrale.
INTERNO
L'interno presenta una pianta basilicale a tre navate, che ha mantenuto, nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l'aspetto seicentesco in stile romanico, impreziosito da opere d'arte di gusto barocco.
Interno a tre navate della Cattedrale di
Santa Maria Assunta
L'abside é decorato con affreschi che rappresentano al centro la Madonna Assunta in Cielo, della fine del Cinquecento, mentre nel catino absidale la Trinità, affrescata dall'artista Liborio Coccetti alla fine del XVIII secolo.
Affreschi del XVIII secolo del catino absidale
di Liborio Coccetti, raffiguranti la Trinità
Affresco all'interno di una cornice sul fondo della
parete absidale del Cinquecento, raffigurante la
Madonna Assunta in Cielo
L'altare maggiore in marno policromo, venne realizzato nel 1762, sovrastato da un prezioso tabernacolo che custodisce la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, donata alla Cattedrale dal Cardinale Rapaccioli nel 1653.
Altare in marmo policromo, realizzato da
Carlo Murena nel 1762
Sulla sinistra dell'abside é riposto il pregevole organo in legno intagliato, impreziosito da una decorazione a racemi, realizzato nel Seicento dall'organaro Luca Neri.
Organo seicentesco di Luca Neri
in legno intagliato
CRIPTA
Al di sotto del presbiterio della Cattedrale si apre la cripta, risalente al VI secolo, che presenta una pianta ripartita in quattro navate da tre file di colonne, terminanti con un abside, ad un livello di circa tre metri al di sotto del pavimento della Cattedrale.
Cripta del VI secolo, suddivisa in quattro navate
da tre file di colonne
Per molto tempo non accessibile, la cripta venne ristrutturata grazie alle opere di consolidamento e fruibilità promosse dell'Architetto Luigi Lanzi, nei primi decenni del XX secolo, progettando le due rampe di accesso all'ambiente sotterraneo, prima accessibile solo tramite una botola aperta nel pavimento.
Sulle murature della cripta, sono osservabili elementi di spoglio di epoche precedenti, tra i quali tre frammenti di pluteo, e un frammento di pilastrino decorati da un rilievo con pavoni inginocchiati. I capitelli che ornano la parte superiore dei pilastri, risalgono al IX secolo, e appartengono a due differenti tipologie: a foglie d'acanto, di reimpiego, e cubici, con angoli smussati, originali.
Pilastro della cripta in primo piano, ornato
in sommità da un capitello a foglie d'acanto,
di reimpiego
Al centro della struttura é riposto un altare, poggiante su un'ara pagana e, sulla parete sinistra i resti di un sarcofago romano, secondo alcuni utilizzato come tomba di Sant'Anastasio, Vescovo di Terni dal 649 al 653. Il Santo venne nominato "Defensor Civitatis", perché rimase a difendere la città assediata dalle Invasioni Barbariche, mentre tutti gli altri cittadini si erano dati alla fuga.
Sarcofago romano riutilizzato come tomba di
Sant'Anastasio, Vescovo di Terni dal 646 al 653
Sembra che le sue reliquie siano state rinvenute nell'840, e lo stesso Sant'Anastasio nominato Patrono della città nell'841. Nella parete di fondo della cripta, si apre una nicchia a sezione quadrata, protetta da una grata in ferro battuto, ove é riposta l'anfora contenente le reliquie di Sant'Anastasio. La nicchia é ornata ai lati da due formelle quadrate decorate a mosaico.
Nicchia quadrata ove sono contenute le
spoglie di Sant'Anastasio, ornata ai lati da
formelle a mosaico
14) MUSEO ARCHEOLOGICO "CLAUDIA GIONTELLA"
Nella sale dell'ex Opificio CAOS, è ospitato il Museo Archeologico "Claudia Giontella", dedicato all'omonima archeologa. Il percorso espositivo é suddiviso in due distinte sezioni: la prima é dedicata all'Età Protostorica, con reperti provenienti dalla Necropoli delle Acciaierie.
La seconda sala espositiva raccoglie manufatti risalenti al periodo romano.
Tra i reperti rinvenuti, sono visibili delle epigrafi di epoca romana e statue celebrative, come la Statua del Telamone, scolpita in marmo bianco, rinvenuta nel 1971.
Fibula ad arco semplice dell'XI secolo a.C.
della Necropoli delle Acciaierie
Sarcofago romano del IV secolo, con rilievi
raffiguranti le scene della Resurrezione di
Lazzaro, la Guarigione dell'Emorroissa,
la Moltiplicazione dei Pani, Adamo ed Eva e
il Sacrificio di Isacco
Sarcofago romano del IV secolo, con rilievo
della Guarigione dell'Emorroissa
Monumento funerario romano del I secolo a.C.,
sulla Via Flaminia verso Narni
Decorazioni a racemi del monumento
funerario romano del I secolo a.C.
Leone funerario in calcare del I secolo a.C.
Trabeazione marmorea romana del I secolo
Spada e fodero decorato dell'XI secolo a.C.
proveniente dalla Necropoli delle Acciaierie
15) PALAZZO MONTANI
Palazzo Montani é un importante edificio storico di Terni, sorto proprio in prossimità del foro della città romana, costituito dalle odierne Piazza della Repubblica e Piazza Solferino, nel punto in cui partiva la sezione meridionale del decumanus maximus, ossia la Via Curia che, oltrepassato il Fiume Nera, raggiungeva Rieti.
Il palazzo nacque nel XVI secolo con l'accorpamento di strutture edilizie preesistenti, su commissione del proprietario Giovanni Maria Filerna.
Alla metà del XVII secolo la proprietà del palazzo passò alla Famiglia Perotti mentre, agli inizi dell'Ottocento ai Pelunca, ai Carracciotti e, nel 1880, a Montano Montani, da cui prende il nome, e ai suoi discendenti.
DESCRIZIONE
La struttura si articola intorno ad un cortile centrale quadrangolare, caratterizzato su tre lati da un loggiato a doppio ordine di arcate.
Palazzo Montani
Il loggiato meridionale é decorato dal pittore fiorentino Cosimo Dandini con l'Allegoria delle Quattro Parti del Mondo. Da qui era possibile affacciarsi nel retrostante giardino non più esistente.
Cortile centrale del palazzo
Nel Settecento il lato del cortile opposto al portale principale, venne chiuso con una fontana inquadrata in prospettiva.
L'interno conserva sei saloni barocchi, riccamente decorati con affreschi dai colori molto vivaci e una grande varietà di stucchi, rappresentando temi mitologici, biblici e cavallereschi.
Le prime tre sale che s'incontrano sono, rispettivamente, la Sala di Apollo, la Sala di Endimione e la Sala di Agar. Le Sale di Apollo e di Endimione sono affrescate con raffigurazioni di soggetti mitologici, mentre la Sala di Agar é affrescata con rappresentazioni bibliche.
SALA DI AGAR
La Sala di Agar é affrescata con scene d’amore tratte dalla Bibbia, incorniciate da stucchi con, agli angoli, Cariatidi femminili in stucco.
Al centro é affrescata la scena di Agar e Ismaele nel deserto confortati dall’Angelo mentre, la scena di Abramo e i tre Angeli, rappresenta l’antefatto della scena centrale. La profezia divina sulla nascita di Isacco provocherà l’allontanamento di Agar dalla casa paterna con Ismaele.
Le altre due scene rappresentano l’una l’antefatto dell’altra. Sulla destra é affrescato l’antefatto di Lot e le Figlie mentre, sulla sinistra, la conseguenza dell’Incendio della città di Sodoma, dalla quale la famiglia di Lot, figlio di Abramo, era stato invitato a fuggire.
Nella volta é raffigurato l’epilogo della vicenda, con Agar e Ismaele che vengono salvati dall’Angelo.
Sala di Agar e arricchita da stucchi e dorature.
In fondo la scena del Sogno di Giacobbe,
Sulla sinistra affresco di Lot e le Figlie e,
sulla destra, l’Incendio di Sodoma
Scena affrescata al centro della volta raffigurante
Agar e Ismaele salvati dall’Angelo
Sala con tele di scene bibliche
Tela della parete di fondo
Volta della Sala affrescata con
l'Abbandono di Mosè sul Fiume Nilo
SALA DI APOLLO
La Sala di Apollo, con volta a padiglione, presenta un riquadro centrale ove é affrescato Apollo nel tentativo di afferrare Dafne, proprio mentre questa si sta trasformando in una pianta di alloro, realizzato da nel XVII secolo dall’artista sabino Girolamo Troppa.
Sala di Apollo
Porta lignea intagliata della sala
Volta della sala affrescata
Affresco centrale di
Girolamo Troppa raffigurante Apollo che sta rapendo Dafne mentre la
ninfa si trasforma in una pianta di Alloro
SALA DI ENDIMIONE
Pregevole é la Sala di Endimione, così chiama per l'affresco presente al centro della volta a padiglione, raffigurante il Mito di Endimione. Nell'affresco si nota Selene che sorregge Endimone colto dal sonno sotto una pianta nel bosco.
Sala di Endimione
Le scene che decorano la volta sono racchiuse in cinque cornici in stucco, di cui una, la più grande, posta al centro, mentre le altre quattro, dalle minori dimensioni, poste ai lati.
Gli affreschi hanno come tema principale quello dell’Innamoramento, legato a contesti mitologici e letterari.
Sala di Endimone, affrescata con cinque scene
tratte dal Mito di Endimione, di cui una centrale
e quattro laterali, impreziosite da stucchi.
Nel lato corto infondo, affresco di Angelica e
Medoro che incidono i nomi in un albero
Al tema mitologico appartengono le scene affrescate dell’Incontro tra Bacco e Arianna, con Bacco che scopre Arianna sull’isola di Nasso, abbandonata da Teseo e del Trionfo di Bacco, con il carro trainato da due Satiri.
Affresco del Trionfo di Bacco con il carro
trainato da due Satiri
Nelle ultime due scene laterali della volta il tema dell’Innamoramento non é più trattato nell’ambito della mitologia, bensì nel campo letterario, con gli affreschi raffiguranti le scene di Armida e Rinaldo, e quella di Angelica e Medoro.
Armida e Rinaldo sono raffigurati mentre riposano in riva ad un laghetto guardandosi negli occhi riflessi in uno specchio.
Affresco di Armida e Rinaldo che si fissano negli
occhi riflessi in uno specchio
Nel secondo lato lungo della sala, attinente allo stesso tema, sono affrescati Angelica e Medoro, con Angelica intenta a incidere i nomi dei due amanti su una corteccia d’albero.
La versione più nota del mito considera Endimone come il primo uomo che riuscì ad osservare con attenzione le fasi lunari, per questo molto legato alla Luna che, nella mitologia greca viene personificata con la Principessa Selene.
Selene, pregando Zeus di far rimanere il giovane Endimione di aspetto bello e forte, vide esaudito il suo desiderio. Ogni giorno scendeva del cielo a fargli visita, nonostante questo continuasse a dormire.
Le quattro scene affrescate ai lati della volta hanno ad oggetto scene tratte dalla mitologia greca.
Affresco al centro della volta raffigurante
Selene che sorregge Endimone colto dal
sonno sotto una pianta nel bosco
Le tre sale descritte sono state decorate dal pittore sabino Girolamo Troppa (1636 - 1711), originario di Rocchette in Sabina, in Provincia di Rieti.
SALA DI MOSÈ
In un'altra sala, sono affrescate Scene bibliche e letterarie, tratte dalle Storie di Mosé e dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.
Sala con volta affrescata dalle Storie di Mosé e
della Gerusalemme Liberata
Affresco centrale della volta con
Mosè che mostra le Tavole della Legge
CAPPELLA
Pregevole é la Cappella, ricavata in una piccola stanza del palazzo, volta ad ospitare i riti religiosi.
Presenta un altare maggiore impreziosito da una piccola tela raffigurante la Crocifissione.
Cappella del palazzo
16) PALAZZO CARRARA
Tra i palazzi monumentali della città, Palazzo Carrara venne commissionato da Ludovico Ventura Carrara, trasferitosi a Terni nel 1640. Insieme a Valentino Perotti, Ludovico fondò una compagnia di mercanti dediti all'importazione e all'esportazione della lana e altri tessuti.
Nel 1676 Ludovico tornò a Bergamo, cedendo l'attività al suo assistente Pietro Riccardi e ai Fratelli Plinio e Francesco di Collestatte. Nel 1683 Ludovico lasciò in testamento ai figli Pietro e Donato, una somma pari a diecimila scudi, a condizione che la Famiglia Riccardi adottasse il cognome Carrara.
L'usufrutto del palazzo a favore dei Carrara durò quarant'anni, durante i quali la Famiglia elevò in modo considerevole il suo status.
Nel tempo ha ospitato dapprima sede del Municipio, poi quella di biblioteca, di raccolta archeologica e, infine, di carcere, fino a quando venne chiuso e non più reso accessibile.
Infine dopo un lungo intervento di restauro, ospita alcuni uffici dell'amministrazione comunale.
DESCRIZIONE
L'attuale palazzo é il frutto dell'unione tra due distinti fabbricati, che vennero unificati tra il 1684 e il 1729, ed ebbe in Pietro Ricciardi Carrara il principale promotore dell'opera di ristrutturazione.
Portale di accesso di Palazzo Carrara
L'interno del palazzo presenta due sale principali, tra cui la Sala di Apollo e Dafne e la Sala della Biblioteca, entrambe decorate con affreschi di epoca barocca.
SALA DI APOLLO E DAFNE
La Sala di Apollo e Dafne si caratterizza per la presenza di scene affrescate raffiguranti episodi della mitologia greca.
Sala di Apollo e Dafne
La parete di fondo é affrescata con la figura di Zeus, al centro, con il braccio destro alzato intento a scagliare fulmini, e affiancato, sulla destra e sulla sinistra da due coppie di angeli che reggono due stemmi.
Affresco della parete di fondo raffigurante
Zeus, al centro, con il braccio destro alzato
intento a scagliare fulmini, e affiancato,
sulla destra e sulla sinistra, da due coppie di
angeli che reggono due stemmi.
Particolare dell'affresco con Zeus intento a
scagliare fulmini
La parete di testa, opposta a quella appena descritta, é affrescato un angelo che reca, sulla mano destra, una chiarina mentre, sulla sinistra, una corona di alloro. Anche tale figura é affiancata, sulla destra e sulla sinistra, da due coppie di angeli che sorreggono stemmi.
Parete di testa affrescata con un angelo, al centro,
che reca, nella mano destra, una chiarina mentre,
sulla sinistra, una corona di alloro.
Sulla destra e sulla sinistra, sono affrescate due
coppie di angeli che sorreggono altre corone di alloro
Affresco centrale della parete con un angelo che reca, nella
mano destra, una chiarina mentre, sulla sinistra,
una corona di alloro
Affresco sulla sinistra della parete, raffigurante
una coppia di angeli che sorreggono una corona
di alloro
La parete destra mostra il colonnato di un porticato aperto sullo scorcio di una città mentre, nella parete sinistra é affrescata la scena di Apollo e Dafne, nel momento in cui il dio della musica cerca di afferrarla, ma Dafne di trasforma in una pianta di alloro.
Scena affrescata della parete destra con il
colonnato di un porticato aperto sullo
scorcio di una città
Affresco raffigurante il dio Apollo che
tenta di afferrare Dafne
Particolare di Dafne colta nel momento in cui
si sta trasformando in una pianta di alloro
Splendida é la volta, che rappresenta una scena molto ampia, dove sono raffigurati il Paradiso che accoglie figure angeliche mentre, nelle vicinanze di una balconata affrescata in prospettiva, alcuni angioletti sono impegnati a scacciare dal paradiso le anime dei dannati.
Volta a botte della sala affrescata
raffigurante il Paradiso che accoglie
figure angeliche
Affresco centrale della volta raffigurante
gli Angeli accolti in Paradiso
Affresco raffigurante alcuni angioletti impegnati
a scacciare dal paradiso le anime dei dannati
17) BASILICA DI SAN VALENTINO
A due chilometri dal centro storico di Terni, sulla strada che conduce verso Stroncone, sorge la Basilica di San Valentino, consacrata al culto del Santo Patrono della cittadina, decapitato a Roma.
Le sue spoglie vennero riportate a Terni dai suoi discepoli e, sul luogo di sepoltura del Santo, venne realizzato dapprima un sacello, che poi crebbe nelle dimensioni, fino ad assumere l'aspetto di una basilica paleocristiana a cinque navate.
ESTERNO
La basilica presenta una facciata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, completata in stile neoclassico, solo nel 1854.
Facciata della Basilica di San Valentino,
in stile neoclassico del 1854
INTERNO
L'interno a navata unica, si presenta in un sobrio stile barocco, non eccessivamente sfarzoso, impreziosito da numerose opere d'arte, decorato in stucco e voltato a botte.
Interno della basilica, a navata unica,
in un sobrio stile barocco
Gli altari laterali sono sovrastati da interessanti tele del Seicento, tra le quali spiccano la tela di Luca Polidori, quella di San Michele Arcangelo che uccide il diavolo del Cavalier d'Arpino e la pala riposta al di sopra dell'altare maggiore, raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Giuseppe e Teresa d'Avila, opera dell'artista fiammingo Lucas de la Haye.
Al di sotto dell'altare maggiore, é riposta una teca di cristallo contenente le reliquie di San Valentino.
Pala del Cavalier d'Arpino, raffigurante
San Michele Arcangelo che uccide il diavolo
Pala d'altare maggiore di Lucas de la Haye,
raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi
Giuseppe e Teresa d'Avila
Teca di cristallo contenente il corpo di
San Valentino
SAGRESTIA E CRIPTA
Accanto alla chiesa si trova la sagrestia, impreziosita da un bel soffitto affrescato, mentre al di sotto del presbiterio é situata la cripta, che costituisce il nucleo originario della chiesa.
In un locale adiacente all'ambiente sotterraneo, é stato allestito un piccolo lapidario, contenente antichi frammenti frutto di differenti campagne di scavo effettuate nella zona.
Sagrestia della Basilica di San Valentino
Volta affrescata della sagrestia della
Basilica di San Valentino
18) CHIESA DI SANT'ALO'
La Chiesa di Sant'Alò costituisce uno degli edifici monumentali più antichi della città.
Fu dedicata al Santo Eligio, anche detto Santo Aloysius, orafo vissuto nel VI secolo alla corte dei Re Merovingi. Venne edificata tra l'XI e il XII secolo, sui resti di un edificio più antico.
Il Vescovo Tommaso ne concesse la proprietà agli Eremitani di Sant'Agostino. che già a partire dal 1287 avevano ottenuto la proprietà della Chiesa di San Pietro. I membri dell'ordine realizzarono, di fianco alla chiesa, un edificio per adibirlo a convento.
Nel 1656 il Cardinale Rapaccioli ne ordinò la soppressione e, da quel momento in poi, non venne più nominata come parrocchia.
Oggi la chiesa é concessa alla comunità ortodossa della città.
ESTERNO
La chiesa possedeva una facciata a capanna che, l'edificazione del palazzo dinanzi all'antica facciata, nel XIII secolo, comportò la chiusura della strada che immetteva nell'ingresso principale, da quel momento spostato sul fianco destro, dove si trova tutt'ora.
La muratura esterna della facciata presenta numerosi materiali di spoglio provenienti da altre costruzioni di epoca romana e longobarda, riutilizzati nella decorazione esterna.
Facciata della Chiesa di Sant'Alò
Statua leonina sulla sinistra dell'ingresso
Materiali di spoglio di epoca longobarda e carolingia
L'attuale ingresso presenta un portale cui si accede salendo una scalinata fiancheggiata da due statue leonine di epoca romana. Nella lunetta sovrastante l'ngresso, é un affresco del XV secolo, raffigurante la Madonna della Misericordia.
Ingresso della chiesa
Statua leonina sulla sinistra ai piedi dell'ingresso
Esterno dell'abside semicircolare
Paramenti murari dell'abside
INTERNO
L'interno é a tre navate, scandite da colonne cilindriche alternate a pilastri a sezione quadrangolare.
La navata centrale presenta una copertura a capriate lignee, mentre le navate laterali, dalle ridotte dimensioni, sono coperte con volta a crociera.
Interno della chiesa, in stile romanico a tre navate
L'abside, preceduta da un vano rettangolare coperto a botte, é distinta in cinque sezioni da lesene e colonne, realizzate con materiale di spoglio, coronate da archetti pensili lombardi.
Sulla sinistra dell'ingresso é affrescata una teoria di Santi mentre, sullo spigolo della parete di fondo, in basso, Santa Maria Maddalena, Santa Caterina d'Alessandria e un'altra Santa non identificata.
Sul lato destro si trovano delle decorazioni ad affresco, ove sono raffigurati al registro superiore San Leonardo, con in mano un ramo di palma verde e, al registro inferiore, Antonio Abate che regge nella mano destra il bastone pastorale ricurvo mentre, nella sinistra, un libro sigillato.
Affresco raffigurante registro superiore San Leonardo, con in mano un ramo di palma verde e, al registro inferiore, Antonio Abate che regge il bastone pastorale ricurvo e un libro sigillato.
Nel pilastro vi sono affreschi raffiguranti una Madonna che abbraccia Santa Chiara e San Francesco mentre, in un secondo pilastro, é affrescato un Santo Vescovo.
Sulla prima colonna di sinistra sono affrescati un Santo e una Madonna con Bambino, sul pilastro successivo, San Sebastiano. L'ultimo pilastro é affrescato, in direzione dell'altare, con un Santo e una Madonna con Bambino. A fianco alla sagrestia sono affrescati un Angelo in pace e un'ulteriore Madonna con Bambino.
Colonna con affrescati un Santo e una Madonna con Bambino
Capitello in pietra sovrastante il pilastro
Nel lato sinistro del presbiterio sono affrescati un Santo, una Madonna con Bambino, una Madonna con Bambino tra Sant'Ansano e una Santa Martire e, infine, un Santo Vescovo.
L'affresco più suggestivo e meglio conservato della chiesa, é quello presente nell'abside semicircolare.
Nel catino absidale é raffigurato l'Eterno, che accoglie Santa Chiara d'Assisi tra i Santi del Paradiso, sulla sinistra sono affrescati San Sebastiano e San Giovanni Battista mentre, sulla destra, San Francesco d'Assisi e Santa Lucia.
Abside della chiesa affrescato
Nel tamburo al di sopra del presbiterio, si possono notare strati di affreschi, tra i quali, da sinistra a destra, un Santo incoronato e San Pietro, Sant'Onofrio e, alla fine della sequenza, Santo Stefano e Sant'Ansano, quest'ultimo datato 1426.
Al registro superiore é raffigurato un Angelo annunciante, molto frammentato, una Vergine Annunciata, poi una teoria di Santi, tra i quali si riconoscono, Sant'Ansano, seguito da una figura ormai perduta, San Bartolomeo, un Santo Vescovo, ancora Sant'Ansano, San Cristoforo, San Rocco e San Sebastiano.
Accanto all'altare maggiore é riposta un'ara, decorata a bassorilievo con ghirlande e altri motivi ornamentali, sormontata da un capitello di ordine ionico che fa da sostegno a un tabernacolo.
Ara in pietra decorata a bassorilievo,
con le raffigurazioni di ghirlande e altri
motivi ornamentali, sovrastata da un
capitello ionico
Sulla destra del presbiterio sono affrescate una figura non riconoscibile, San Giovanni Battista e la Madonna con Bambino. Sul pilastro sono raffigurati San Sebastiano e San Rocco mentre, entro una nicchia della navata destra, é affrescato San Francesco, del 1484.
Affresco sul pilastro raffigurante San Sebastiano
Sulla parete destra, al registro inferiore, sono affrescati Santa Lucia, San Giuseppe e la Madonna con Bambino mentre, al registro superiore, si possono ammirare tre rappresentazioni di Sant'Ansano, insieme a San Pellegrino e a un altro Santo, probabilmente del XV secolo.
Nelle vicinanze della porta d'ingresso, al registro superiore, é un frammento d'affresco raffigurante la Crocifissione, risalente al XII secolo, mentre altri affreschi, nella stessa zona, rappresentano San Sebastiano, due raffigurazioni della Madonna con Bambino e una Crocifissione.
19) PALAZZO DELLE POSTE
Tra le principali opere dello stile Liberty a Terni, si trova l'edificio che ospitava il primo ufficio postale della città, edificato a partire dal 1921 nel luogo in cui si trovava la Chiesa di San Giovanni Decollato, demolita nel secondo decennio del XX secolo.
La realizzazione del palazzo rientra nel piano di rifacimento urbanistico dello spazio pubblico adottato nel 1919. Insieme al Palazzo delle Poste, sarebbe dovuta sorgere anche una galleria urbana ma, questa parte del progetto, non venne mai portata a termine.
La costruzione dell'edificio venne portata a termine nel 1936. La struttura venne progettata dall'architetto Cesare Bazzani.
Negli anni successivi la struttura venne ampliata e sopraelevata.
DESCRIZIONE
Il palazzo presenta una facciata a due ordini. Nell'ordine inferiore si aprono tre arcate a tutto sesto, poggianti su pilastri a sezione quadrangolare dalle forme classiche.
Nella parte posteriore, rivolta verso la Piazza San Giovanni Decollato, una breve scalinata conduce alla porta di accesso, la cui forma curvilinea é dovuta alle fondazioni su cui poggia, quelle di una basilica di epoca romana sottostanti il parcheggio della piazza.
Il lato lungo della struttura, che dà su Via del Plebiscito, presenta un prospetto più dinamico, caratterizzato dalla presenza di tre imponenti statue e grandi finestre tonde.
L'interno presenta sobrie decorazioni tipiche dello stile Liberty, in particolare nei pilastri e nell'ordine superiore delle murature. Le linee architettoniche sono molto classicheggianti e monumentali, tipiche dello stile del Bazzani.
Facciata del Palazzo delle Poste
Decorazioni liberty del Palazzo delle Poste
Interno del palazzo
Soffitto della sala principale del palazzo
20) PALAZZO BAZZANI (PALAZZO DELLA PROVINCIA)
Tra gli architetti che più di altri hanno modificato l'immagine di Terni é il Palazzo Bazzani, edificato nel 1930 su progetto dell'Architetto Cesare Bazzani, realizzato in stile razionalista negli anni Trenta, nelle vicinanze di Piazza Tacito.
Il palazzo venne edificato per ospitare, ora come allora, la sede della Provincia e della Prefettura, enti locali autonomi e organi di controllo governativo territoriali.
L'architettura riflette i canoni dello stile classicheggiante, caratterizzata da grandi aperture, la scalinata esterna e l'ampio utilizzo degli archi.
DESCRIZIONE
La facciata, in gran parte in marmo, venne realizzata per ospitare i caratteristici simboli della propaganda fascista, che vennero in gran parte rimossi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
I simboli erano incastrati in un enorme parapetto, realizzato per conferire monumentalità alla struttura.
Palazzo Bazzani (o Palazzo della Provincia)
21) PALAZZO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
Il Palazzo della Camera di Commercio, situato in Piazza dell'Orologio, venne progettato dall'Architetto Angelo Guazzaroni, negli anni Trenta del XX secolo, in prossimità di Piazza Tacito, aperta nel 1936.
Per far spazio alla realizzazione del nuovo palazzo, vennero demoliti gli edifici medievali già esistenti, che occupavano tutto lo spazio necessario fino a giungere alla zona retrostante la Chiesa di San Francesco.
DESCRIZIONE
Il palazzo presenta due facciate, una rivolta verso Via Cesare Battisti, l'altra, verso Piazza Tacito.
La facciata principale é ornata da due Aquile, simboli del periodo fascista, oltre agli stemmi comunali dei quattro centri di maggiori dimensioni della Provincia: Terni, Narni, Orvieto e Amelia.
Al corpo principale del palazzo é affiancata una torre quadrangolare dotata di un orologio dalle grandi dimensioni.
Palazzo della Camera di Commercio
Torre dell'Orologio da cui prende
il nome la piazza
Stemmi dei Comuni di Terni, Narni,
Orvieto e Amelia
22) TORRE DEI CASTELLI
Lungo Via dei Castelli si trova una torre gentilizia medievale, la Torre dei Castelli, la cui edificazione venne commissionata da Andrea di Giovannuccio, importante cittadino ternano del XIV secolo.
A fianco del cognome di famiglia "Johannucci", italianizzato in "Giovannuccio", iniziò a comparire anche il nome "De Castello". Da questo momento la Famiglia Castelli accrebbe sempre più la sua potenza tra le famiglie ternane.
I Castelli avviarono l'edificazione di un complesso di edifici con cortile, situato dinanzi alla torre.
La Torre dei Castelli, anche detta Torre Dionisia, venne edificata nel XII secolo e rimaneggiata nel XVI secolo. La residenza della Famiglia Castelli, contigua alla torre, venne distrutta a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Rimangono tuttavia visibili le case poste sul lato destro di Via De Filis, e la costruzione dirimpettaia prima sovrastata da una seconda torre medievale.
All'inizio del XV secolo le scorrerie di Braccio Fortebraccio da Montone, comportarono la fine dei membri della Famiglia Castelli.
23) MURA ROMANE E MEDIEVALI
Lungo il percorso che attraversa i giardini comunali della Passeggiata é possibile notare l'unico tratto conservato della cinta muraria di epoca romana e medievale.
La cinta muraria si allunga per venti metri. Il tratto di epoca romana ancora visibile, venne costruita in opus quadratum, con l'impiego di grandi blocchi di travertino, datato al III secolo a.C..
Le mura proseguono il loro percorso con un lungo tratto realizzato in epoca medievale, caratterizzato da porzioni di pietrame molto più piccole.
Cinta muraria presso "la Passeggiata"
Conci di pietra di epoca romana in opus quadratum
24) ROCCA DI COLLELUNA
La Rocca di Colleluna, situata sul Colle della Luna, da cui Colleluna, poco fuori dal centro storico di Terni che, intorno al 1400, costituì un importante presidio militare contro le invasioni dei Comuni limitrofi di Narni, Cesi e Spoleto.
Nel 1387 la rocca di Colleluna venne sorvegliata dal castellano Giulizio da Bracciano.
Alla metà del XV secolo la città di Terni era governata da un Rettore pontificio che, in una missiva, riferì al Pontefice la volontà dei cittadini ternani di affrancarsi dal dominio papale attraverso importanti moti di ribellione.
Una volta avvistati, i legati pontifici, giunti al fine di ridurre all'obbedienza i ternani, l'esercito ternano attaccò le truppe papali facendo imprigionare il messo pontificio.
Le forze ribelli prevalsero su quelle pontificie, costringendo il Rettore papale a rifugiarsi a San Gemini. Infine le truppe papali si presero la rivincita sottomettendo i ribelli ternani.
Passò per Colleluna anche Braccio Fortebraccio da Montone che, durante le sue scorrerie militari, attirò fino a qui il Consultore Andrea di Giannuzio, e lo uccise insieme ai tre figli.
La rocca venne attaccata anche dai cesani che, appoggiati dagli spoletini, vennero guidati dal Capitano di Ventura Bartolomeo d'Alviano. L'Alviano attaccò Terni con un esercito di diecimila uomini e, giunto nei pressi della rocca, venne sconfitto dai cittadini ternani.
La struttura venne descritta, secondo le cronache del tempo, come dotata di possenti murature, coronata in sommità da una merlatura. Era inoltre munita di torrette minori, cui si aprivano feritoie da dove gli arcieri potevano scagliare le frecce per garantire la difesa. Dalla base realizzata con grandi conci di pietra, sporgevano cannoni di piccola portata, chiamati Spingardelle.
Era circondata da un profondo fossato largo dai sei ai sette metri, valicabile tramite un ponte levatoio.
Rocca di Colleluna
25) SANTUARIO ITALICO DEL MONTE TORRE MAGGIORE
Il Monte Torre Maggiore, la principale cima dei Monti Martani, conserva sulla vetta, a quota 1.121 m.s.l.m., il centro propulsore del sistema di sette santuari realizzati dagli Umbri tra il II e il I millennio a.C..
L'antica popolazione degli Umbri, fin dal VI secolo a.C., era solita salire fin quassù per depositare gli oggetti votivi in onore della divinità che vi veniva venerata.
L'importamza di questo Santuario per le popolazioni italiche era tale, che i Romani, al loro arrivo, non lo distrussero ma, al contrario, ne incrementarono la monumentalità.
DESCRIZIONE
Proprio ai Romani si deve la realizzazione di due imponenti templi. Il più antico dei due, sorse al di sopra dell'antica cella votiva di origine umbra, inglobandone la struttura. Ciò mostra il grande rispetto con cui i Romani trattarono il cuore della spiritualità degli Umbri.
Gli oggetti individuati durante gli scavi, hanno dimostrato che l'area venne frequentata almeno fino all'epoca dell'Imperatore Costantino.
I due templi, oggi denominati Tempio A e Tempio B, sono interamente visitabili, e conservano il basamento realizzato con una struttura in pietra. All'interno sono visibili le strutture murarie divisorie che costituiscono le celle dei templi.
Dalla vetta si può godere di un vasto panorama che spazia in tutte le principali vallate della Regione mentre, dall'altro lato del panorama, é ammirabile la cima del Monte Vettore.
Monte Torre Maggiore
Fontanile della montagna
Sentiero che da Sant'Erasmo conduce
alla vetta della montagna
Mura poligonali che cingevano l'area
sacra di Torre Maggiore
Tempio A del Santuario posto sulla vetta
della montagna a 1.121 m.s.l.m.
Interno del Tempio A
Tempio B del Santuario
Panorama del centro storico di San Gemini
dalla vetta della montagna
Chiesa di Sant'Erasmo vista dalla
vetta del Monte Torre Maggiore
NB. Le informazioni storiche su Terni, sono state estrapolate dal post "Terni: la guida completa e aggiornata", nella pagina Internet "Paesi On Line", in www.paesionline.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche concernenti la Chiesa di San Pietro, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Pietro - Terni", nella Pagina Internet "I Luoghi del Silenzio", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche del Museo Archeologico "Claudia Giontella", sono state estrapolate dal post "Museo CAOS (Centro per le Arti Opificio Siri)", nel portale "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.
NB. Le informazioni sugli altri monumenti di Terni, sono state estrapolate dal portale "Vivi Terni. Portale turistico del Comune di Terni", in www.comune.turismo.terni.it.
NB. Le notizie sulla cripta del duomo di Terni, sono state estrapolate dal post "Fondazione Ofelia Scala Gualdrini - La Cripta", in www.fondazionegualdrini.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche su Palazzo Montani sono state estrapolate dal post "PALAZZO MONTANI: DOVE LA LETTERATURA SI FA PITTURA", nella pagina Internet ufficiale del "Fondo Ambiente Italiano - FAI", in www.fondoambiente.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Sant'Alò, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Alò - Terni", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
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NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Palazzo della Camera di Commercio, sono state estrapolate dal post "Palazzo della Camera di Commercio", nella pagina Internet "Vivi Terni. Portale Turistico del Comune di Terni", in www.turismo.comune.terni.it.
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NB. Le informazioni storiche e artistiche di Palazzo Carrara, sono state estrapolate dal post "Palazzo Carrara", nella pagina Internet "Vivi Terni. Portale Turistico del Comune di Terni", in www.turismo.comune.terni.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Rocca di Colleluna, sono state estrapolate dal post "Terni: a Colleluna c'é una rocca ricca di antichità", nella pagina Internet "Quotidianodellumbria.it", in www.quotidianodellumbria.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche del Santuario Italico del Monte Torre Maggiore, sono state estrapolate dal post "La Valle Incantata. Itinerari tra arte, storia e natura", in www.dim.comune.terni.it.
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