martedì 12 settembre 2023

TREVI: IL BORGO DEGLI ULIVI NELLA VALLE UMBRA

 STORIA

Trevi é un Comune di 8.042 abitanti in Provincia di Perugia, sorto nel territorio della Valle Umbra, originariamente abitato dall'antica popolazione italica degli Umbri, che per primi s'insediarono in queste terre.

Posta su una propaggine del Monte Serano, ad un'altitudine di 425 m.s.l.m., venne indicata da Plinio in Vecchio come la città dove vivevano i Trebiates, la più antica comunità di Umbri. La cittadina venne evangelizzata ad opera del primo Vescovo Miliano, ribattezzato col nome di Emiliano, cui é dedicato il duomo cittadino, martirizzato dai romani nel 304, sotto l'Imperatore Diocleziano.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 467, e la successiva Guerra Greco Gotica tra longobardi e bizantini per il possesso dell'Itala (545 - 554), Trevi fece parte del territorio del Ducato longobardo di Spoleto. Nel XII secolo divenne Libero Comune, governato dalla fazione guelfa favorevole al governo papale, mentre più tardi gravitò nel contado di Perugia.

Nel 1214 venne distrutta dal Duca Teopoldo di Spoleto. Nel 1470 vi nacque la prima tipografia umbra, quarta in Italia. Nel 1784 il Pontefice Pio VI la elevò al rango di città, mentre nel 1860, come tutta la Regione Umbria, entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Sospeso al di sopra di una collina che domina sterminati campi di ulivi, Trevi é un borgo incantevole, accogliente e molto ben tenuto, che invita i turisti a perdersi con calma nei suoi vicoli.

Una visita completa non si deve limitare solo al centro storico, ma necessita l’ausilio di un’automobile, in modo tale da potersi spostare comodamente per ammirare le tante opere d’arte, in particolare religiose, che si trovano anche al di fuori del centro storico, sia a nord che a sud.

Una gita a Trevi si rivelerà sempre un’ottima scelta.

1) CONVENTO FRANCESCANO DI SAN MARTINO

Una visita accurata e completa del centro storico, non può prescindere da quella dei conventi posti all'esterno del borgo antico, che costituiscono un importante elemento del patrimonio artistico trevano.

Il Convento Francescano di San Martino, costituisce il complesso religioso più imponente della città, posto in posizione sopraelevata, sulla cima di un'altura, dalla quale si gode di una splendida vista su Trevi.

Esso venne edificato nel sito ove sorse in passato l'antica pieve cittadina, consacrata a San Martino.

La prima attestazione scritta dell'esistenza del monastero, viene fatta risalire a un documento del 1235, ove viene riportata una sentenza cica la restituzione di terre, pronunciata da un tale Giacomo, Arciprete della Pieve di San Martino, delegato del Pontefice. Intorno al 1430 i suoi beni vennero ceduti alla proprietà della chiesa di Sant'Emiliano.

Nel 1469 giunse a Trevi, durante il periodo di Quaresima, il frate Agostino da Perugia, il quale, scagliandosi contro gli usurai a difesa dei poveri, promosse la fondazione di uno dei primi Monti di Pietà, ossia di uno tra i monasteri ubicati in posizione sopraelevata nelle vicinanze del borgo.

Nel 1473 il Comune si prese l'impegno di trovare il luogo adatto per l'edificazione di un nuovo convento dei Frati Osservanti. Nel 1479 Tommaso Valenti, Abate titolare dell'Abbazia di Bovara, cedette la proprietà del Monte della Pieve ai frati, confermata a seguito dell'approvazione dell'atto da parte del Pontefice Sisto IV.


Veduta panoramica del borgo di Trevi

ESTERNO

La facciata del Convento presenta un portico, ammodernato alla fine del Settecento. Il portale centrale del monastero risale al Quattrocento, ed é ornato in sommità da una lunetta affrescata, raffigurante la Madonna con Bambino tra due Angeli Adoranti, firmato dall'artista Tiberio d'Assisi.


Esterno della chiesa del Monastero di
San Martino

INTERNO

L'interno della chiesa venne completamente rinnovato secondo i dettami dello stile barocco, nel periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo.


Interno della Chiesa di San Martino

Dell'antica decorazione originaria, rimangono due affreschi di pregevole fattura, posti ai lati dell'altare maggiore: sulla sinistra é raffigurato San Martino che dona le vesti al povero, mentre, sulla destra, é riposto l'affresco raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova, mentre sullo sfondo é un coro di angeli musicanti.


Tela alla sinistra dell'altare maggiore,
raffigurante San Martino che dona
le vesti al povero


Tela sulla destra dell'altare raffigurante la
Madonna con Bambino tra i Santi Francesco
d'Assisi e Antonio da Padova, mentre sullo
sfondo é un coro di angeli musicanti

Gli affreschi vennero realizzati dall'artista folignate Pierantonio Mezastris. Le pareti della navata sono ornate da quattro grandi tele, uno dei quali raffigura Santa Elisabetta d'Ungheria.

Lungo le pareti di destra si aprono due cappelle: la Cappella del Crocifisso, ove si trova la lapide sepolcrale del Frate Onofrio da Fiamenga, deceduto nel 1639. Al centro della zona dell'altare, é riposto un bel Crocifisso ligneo del tardo Cinquecento.


Altare maggiore della Chiesa di San Martino


Pisside lignea barocca, al di sopra
dell'altare maggiore

Nella cappella prossima all'ingresso, dedicata al Beato Antonio Fantosati di Trevi, Vescovo francescano assassinato in Cina nel 1900, si trovava la tela raffigurante l'Immacolata Concezione, oggi riposta nella zona del coro, realizzata nel 1592.

Sempre nella zona del coro, sono presenti quattro tele con Santi, realizzate da Lorenzo Guerrini nel 1783.


Pala sovrastante l'altare maggiore, raffigurante
l'Immacolata Concezione del 1592

Nel chiostro del XV secolo, si trovano medaglioni con immagini di Santi, affrescati da Ascensidonio Spacca, insieme ad un San Francesco che riceve le stimmate. Nel refettorio é osservabile l'affresco dell'Ultima Cena, sempre dello stesso Spacca, realizzato nel 1601.

CAPPELLA DI SAN GIROLAMO

Sulla sinistra del piazzale, si apre la Cappella di San Girolamo, fondata da Cesare Minerva nel 1512, chiusa al pubblico a partire dal 1723 e riaperta nel 1837.

Nella parete di fondo viene conservato uno splendido affresco di Giovanni Spagna raffigurante la Vergine Assunta posta in una mandorla iridata con teste di cherubini e tra due Angeli adoranti, In basso sono raffigurati inginocchiati San Girolamo, San Giovanni Battista, San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. Fa da sfondo all'affresco un paesaggio della Valle Umbra con la città di Foligno.

Al centro dell'affresco é riportata la data di realizzazione scritta a numeri romani: M.D.XII (1512).


Affresco nella parete di fondo della Cappella di San
Girolamo, raffigurante  la Vergine Assunta posta in una mandorla iridata con teste di cherubini e tra due Angeli adoranti, in basso sono raffigurati inginocchiati San Girolamo, San Giovanni Battista, San Francesco d'Assisi Sant'Antonio da Padova. Sullo sfondo paesaggio con la città di Foligno.


Particolare di San Girolamo e San Giovanni
Battista inginocchiati


Particolare posto al centro dell'affresco, raffigurante
la Vergine Assunta posta in una mandorla iridata con teste di
cherubini e tra due Angeli adoranti

Sulla parete di fronte alla porta d'ingresso é posto l'affresco raffigurante Sant'Emiliano e la committente inginocchiata, realizzato da Tiberio d'Assisi.

2) PIAZZA MAZZINI E TORRE CIVICA

Una volta effettuata la visita al Convento Francescano di San Martino, scendendo dall'altura, si giunge nel centro storico. Addentrandosi tra i caratteristici vicoli del borgo, si esce nella piazza principale, Piazza Mazzini, caratterizzata dalla possente struttura della Torre Civica.


Facciata del Palazzo Comunale in Piazza Mazzini

La Torre Civica venne realizzata nel XV secolo, ad opera dei Fratelli Gelsomini, artigiani trevani esperti del settore, all'epoca molto noti nei territori dell'Italia Centrale.


Torre Civica

La struttura con il proprio orologio, ha continuato a funzionare ininterrottamente fino al secondo dopoguerra, interruzione provocata dalla difficoltà di reperire moderne apparecchiature che ne consentissero il funzionamento, e maestranze in grado di riportarla all'antico splendore.

Grazie agli ultimi interventi di restauro, é tornata a funzionare correttamente, rappresentando una delle principali attrazioni turistiche della cittadina e, senza alcun dubbio, il simbolo stesso del borgo.

3) DUOMO DI SANT'EMILIANO

Il Duomo di Sant'Emiliano é ubicato nel punto più alto della collina ove sorge Trevi e, secondo la tradizione, venne edificato nel luogo in cui, in epoca romana, sorse un antico tempio, ma la tesi non é stata confermata da alcun rinvenimento archeologico.

La presenza di tre absidi semicircolari nella parete di fondo della chiesa, che riportano alla tradizione architettonica ortodossa, fanno supporre che, come da tradizione del cristianesimo orientale, l'abside di sinistra fosse utilizzata per la preparazione dell'eucarestia, l'abside centrale era riservata al sacrificio, mentre l'abside di destra veniva utilizzata come stanza ove il sacerdote si preparava per celebrare la funzione religiosa.

Inizialmente l'orientamento della chiesa era est - ovest, mentre a partire dal Quattrocento, la struttura venne rovesciata, e posizionata secondo l'orientamento ovest - est, con l'ingresso principale rivolto verso la Piazza del Comune, simbolo delle libertà comunali, ove veniva svolta la fiera.

Con il terremoto del 1832 l'aspetto della chiesa venne ancora una volta modificato, a causa della strana pianta scaturita a seguito del cambio di orientamento della struttura.

Per risolvere l'inconvenienza vennero presentati differenti soluzioni progettuali, tra le quali quella di Giuseppe Valadier, che però venne scartata. Ad essere accolta fu la soluzione architettonica presentata dall'Architetto Luca Carimini, conferendo alla chiesa l'aspetto odierno.


Facciata del Duomo di Sant'Emiliano

Al di sopra del portale venne riposta l'edicola, che reca l'immagine raffigurante una fase del Martirio di Sant'Emiliano che, dato in pasto a due leoni, venne invece venerato dalle stesse belve. Sulla destra e sulla sinistra dell'ingresso, sono posti due capitelli, provenienti da Monastero di San Martino.


Portale d'ingresso della Chiesa
di Sant'Emiliano

INTERNO

L'interno della chiesa ha una pianta a croce greca, in stile neoclassico, con bracci di eguale lunghezza, ripartita in tre navate. Tra i bracci della croce, si aprono quattro ambienti di raccordo, coperti da cupolini.


Interno della Chiesa di Sant'Emiliano,
con pianta a croce latina a tre navate

Sulla sinistra é riposto l'Altare dell'Addolorata, ove é posta una tela raffigurante l'Addolorata, ornata da una ricca cornice d'argento, mentre al di sotto dello stesso altare é posta una scultura lignea del XV secolo raffigurante Cristo deposto. Subito dopo si trova l'Altare del Sacramento, realizzato intorno al 1522 dal maestro Rocco di Tommaso da Vicenza, in Pietra Serena.


Altare del Sacramento, realizzato nel 1522 circa,
da Rocco di Tommaso da Vicenza in Pietra Serena

Le statue di Maria San Giuseppe, sono opera del Maestro Mattia di Gaspare da Como, eseguite nella stessa epoca dell'Altare dell'Addolorata.

A fianco si trova l'affresco della Madonna della Colonna, realizzato da Francesco Melanzio nei primi anno del Cinquecento. A seguire é una tela seicentesca, raffigurante la Madonna con Bambino tra San Carlo Borromeo e San Filippo Neri.


Tela del Seicento raffigurante la Madonna con Bambino
tra San Carlo Borromeo e San Filippo Neri

Il presbiterio, rialzato di due gradini dal piano di calpestio, é ornato dall'altare maggiore in marmi policromi, rifatto nel 1935 e, nel 1969 ridotto delle sue originarie dimensioni in conformità con le nuove norme liturgiche.

Alle spalle dell'altare maggiore si trova il coro ligneo mentre, al di sopra, una tela seicentesca raffigurante il Glorioso Patrono Sant'Emiliano, con in basso un profilo del borgo di Trevi.


Tela dipinta raffigurante il Glorioso Patrono Sant'Emiliano,
con in basso un profilo del borgo di Trevi, risalente al Seicento

L'abside é finemente decorato e, al di sopra di esso, si notano due Angeli raffigurati nell'atto di scoprire la lapide che celebra la ricostruzione e la consacrazione della chiesa, avvenuta nel 1893. Scendendo dal presbiterio, sulla parete destra si nota il Monumento al Redentore, opera dello scultore Cesare Aureli, fedele riproduzione del monumento eseguito dallo stesso autore, al fine di ornare le Logge di Raffaello in Vaticano.


Abside centrale della chiesa

Nella nicchia adiacente é riposto un Crocifisso ligneo del XV secolo, proveniente dall'antica Abbazia di Santa Croce in Val dell'Aquila, restaurato nel 1993.

A fianco é riposta la Statua di Sant'Emiliano, antica macchina processionale del XVII secolo, che reca elementi quattrocenteschi, mentre a seguire é riposto l'Altare della Trinità, realizzato nel 1535 da Fausto Valenti, in marmi policromi.

Dalla porticina posta sul fianco dello stesso altare si accede all'antica abside del duomo, ove é possibile ammirare uno splendido ciclo di affreschi del cinquecento, ove sono raffiguranti Sant'Emiliano, attribuita a Francesco Melanzio, la Madonna Orante dinanzi ad un leggio e, in alto Dio benedicente.

L'abside centrale ospita il fonte battesimale del XV secolo, mentre in quella di sinistra é riposto il cippo sepolcrale in pietra riportante la notizia relativa al ritrovamento delle reliquie di Sant'Emiliano il 22 aprile 1660, rinvenute al di sotto del pavimento della Cattedrale di Spoleto. Insieme alle ossa vennero ritrovati anche due "Scorpioni" di ferro, strumenti di tortura medievale utilizzati per strappare la carne.

Al di sotto dell'altare maggiore é riposta un'urna, ove sono contenute, insieme alle reliquie del Santo, anche i due scorpioni utilizzati per il martirio, e una lamina di piombo, che attesta l'autenticità delle reliquie. La sistemazione attuale risale al dicembre del 1969.

In controfacciata é riposta la tela della Deposizione. Insieme alla suddetta tela, sono ivi riposti anche l'organo e la cantoria, decorata con sette pannelli dipinti a olio su tavola, ove sono rappresentati i supplizi subiti dal Santo.

Il primo pannello a sinistra raffigura la fustigazione del Santo martire legato alla colonna. Nel pannello centrale é raffigurato Sant'Emiliano tra i leoni nel circo, mentre nella scena successiva si nota il Santo che viene gettato nel Clitunno per provocarne l'annegamento.

L'ultima scena rappresenta la Decapitazione, avvenuta nei pressi di una pianta di Olivo, che lega indissolubilmente la città di Trevi alla presenza dell'Olivo che ne caratterizza il paesaggio.

4) COMPLESSO MUSEALE DI SAN FRANCESCO

Secondo la tradizione, la fondazione della comunità francescana di Trevi risale 1213, alla presenza del Santo nella città. L'esistenza di un luogo di culto dedicato a San Francesco a Trevi, é attestata da un breve del Pontefice Alessandro IV, già a partire dal 1258.

Il Convento custodiva una preziosa biblioteca, arricchita nel 1469 grazie alla fornitura di testi di medicina, donati dal medico Giovanni Mazzieri.

Il convento venne ricostruito nel 1648 chiuso nel 1810, a seguito delle requisizioni napoleoniche, mentre nel 1893 venne acquistato dal Cardinale Emmanuele de Gregorio, che conferì a Giuseppe Valadier l'incarico di ristrutturarlo, al fine di ospitarvi il Collegio Lucarini, che vi rimase fino al 1893, anno in cui vi s'installarono i Salesiani, che ne mantennero la proprietà fino al 1963.

Nel 1922 la chiesa fu requisita dal Comune e, per tre anni, adibita a magazzino, mentre tra il 1980 e il 1996 venne portato a compimento il processo di musealizzazione del monumento storico.

MUSEO DELLA CIVILTÀ DELL’ULIVO

La prima sezione dell’esposizione, comprende il Museo della Civiltà dell’Ulivo, la cui visita permette di comprendere le tecniche utilizzate del settore dell’ovicoltura. L’olivo é il simbolo di Trevi e, la produzione di olio, la principale risorsa economica della cittadina, insieme al turismo.

Varie sono le macchine utilizzate, esposte in modo tale da rispettare le fasi del processo di produzione dell’olio, il prodotto finale. Si passa dagli aratri utilizzati per scavare il solco su cui piantare le sementi, agli strumenti di pesatura dei sacchi di olive raccolti, per giungere infine a quelli utilizzati nel frantoio per macinare le olive e produrre l’olio.


Aratro con vomere in ferro precedente al 1950


Bascula per pesare i sacchi
delle olive


Macina per la spremitura delle olive

ANTIQUARIUM

La prima sezione del museo é l'Antiquarium, inaugurato nel 2006 e articolato in tre sale: nella prima sono esposte sedici iscrizioni datate dal III secolo a.C. al IV secolo d.C., la maggior parte di esse utilizzate per lo svolgimento di funzioni sepolcrali.


Pugnale in bronzo

La seconda sala é dedicata alla cultura umbra appenninica e preromana. Sono esposti frammenti di vasellame risalenti al VII - VI secolo a.C..

Nella terza sala si possono notare materiali risalenti al periodo longobardo, rinvenuti nella zona di Pietrarossa, in maniera del tutto casuale a partire dal XIX secolo, a seguito delle opere di scavo compiute per la realizzazione della ferrovia.


Scheletro rinvenuto durante gli scavi nella
Necropoli di Pietrarossa, di un uomo vissuto
nel VII secolo

PINACOTECA

La pinacoteca, inaugurata nell'ottobre del 1996, é distribuita su tre piani, e comprende pitture, sculture, disegni e suppellettili provenienti dal territorio di Trevi.

L'esposizione di tavole e tele dipinte, si sviluppa su due piani, un piano terra ripartito in quattro sale e, un primo piano ripartito in ulteriori tre sale, per un totale di sette sale espositive.


Crocifisso ligneo del Maestro di Sant'Alò,
tempera su tavola del 1310


Incoronazione della Vergine e Santi,
opera dello Spagna del 1522

CHIESA

La facciata della chiesa é costituita da un portone ogivale, in stile gotico della fine del Duecento, composto da stipiti a fasci di colonnine terminanti con capitelli fogliati e due leoncini sporgenti, da cui parte l'incorniciatura esterna che riprende i motivi decorativi dei capitelli stessi.

Nella chiave di volta del portale é scolpito l'Agnus Dei, mentre la lunetta al di sopra del portale maggiore é impreziosita dall'affresco trecentesco, raffigurante la Madonna con Bambino tra San Francesco e Santa Chiara d'Assisi. La cella campanaria conserva un'antica campana, risalente al 1341.

L'interno della chiesa é a navata unica, con copertura a capriate. Sulla parete sinistra, in una nicchia, é affrescata la Madonna in Trono con Bambino tra l'Arcangelo Gabriele e San Giuseppe, mentre inginocchiati in basso vi sono San Francesco e Sant'Antonio da Padova.


Interno della Chiesa di San Francesco

Nella lunetta affrescato Cristo che porta la Croce tra le Pie Donne, eseguito da Fabio Angelucci da Mevale nel 1577.

Seguono una serie di affreschi riposti su due registri, ove sono raffigurati, nel superiore Papa Urbano V con i ritratti di San Pietro e San Paolo, Santa Caterina d'Alessandria e San Michele Arcangelo.

Il registro inferiore raffigura invece il Beato Bonaventura, Santa Caterina d'Alessandria e la Madonna in Trono con Bambino.

L'organo monumentale, considerato il più antico dell'Umbria, venne commissionato dai frati della Chiesa di San Francesco di Trevi al Maestro Paolo Pietro di Paolo da Montefalco nel 1509, per poi essere ampliato e restaurato nel XVIII secolo.

Nella parte superiore sono rappresentati San Domenico e San Francesco, ai lati Santa Caterina da Siena e Santa Chiara, con in alto l'Annunciazione.

Nella cantoria, suddivisa in dieci scomparti, sono rappresentati da sinistra: San Didaco, Santa Chiara d'Assisi, San Bonaventura da Bagnoregio, Sant'Antonio da Padova, San Giuseppe, Sant'Emiliano, San Bernardino da Siena, Santa Maddalena, Santa Lucrezia e Santa Caterina d'Alessandria.


Organo monumentale del Maestro Paolo
Pietro di Paolo da Montefalco del 1509

Di seguito é l'Altare delle Stimmate di San Francesco, con la tela, racchiusa in una cornice in stucco dorato e policromo, raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, di Avanzino Nucci.

Nella parete sinistra, al di sopra dell'ingresso della sagrestia, si trovano riposte due immagini della Madonna con Bambino del Quattrocento, ed una macchina processionale del XIX secolo, recante l'immagine di San Giuseppe.

Al di sopra dell'abside centrale é riposto un Crocifisso del Trecento, dipinto su tavola sagomata, con le immagini della Vergine e di San Giovanni nelle tavole laterali, il Cristo benedicente nel tondo in alto, e San Francesco d'Assisi ai piedi del Crocifisso.


Abside centrale della chiesa


Crocifisso trecentesco dipinto su
tavola sagomata


Affreschi della volta dell'abside centrale

Al di sotto dell'abside é riposta la cripta, che nella seconda metà del XVI secolo, divenne luogo di sepoltura, come documentato nelle lapidi tombali riposte nella pavimentazione dell'abside.

Nel secondo registro, a partire da sinistra, sono raffigurati: Gioacchino cacciato dal tempio; Annuncio a Gioacchino; Incontro di Gioacchino e Anna presso la Porta Aurea e Natività della Vergine.

Nel primo registro, a sinistra: Maria fanciulla presentata al Tempio; Sposalizio della Vergine; l'Annunciazione e la Natività. Nelle lunette sono rappresentati gli Evangelisti, di cui rimangono visibili solo Matteo e Marco.


Affreschi dell'abside centrale

Alla base dell'abside é riposto il coro ligneo del XVII secolo. Nella cappella a destra é posto un monumento funebre del XII - XIV secolo, che ospita le spoglie del Beato Ventura.

Nella parete sinistra si trovano affreschi del XIV secolo, raffiguranti in alto Sant'Eliliano, al di sotto i Santi Ventura, Niccolò e Andrea, sopra il timpano due Profeti, mentre sulla sinistra una Santa e San Cristoforo.

Nell'intradosso dell'arco ci sono i quattro Evangelisti, sopra l'arco affreschi del XIV secolo tra i quali i Santi Pietro e Paolo, al centro il Grifo mentre, nel registro superiore San Francesco che riceve le stimmate.

L'altare dedicato alla Madonna della Neve, venne realizzato nel 1620 da Alessandro Valenti in onore della Vergine. La tela sovrastante raffigura la Madonna incoronata regina del cielo e della terra, nel registro inferiore, i Santi Pietro e Paolo e, al centrole Anime del Purgatorio.

L'opera venne realizzata da Ascensidonio Spacca detto "Il Fantino" (1557 - 1646). Ai lati, all'interno di cornici in stucco, sono riposti affreschi raffiguranti la Madonna e l'Annunciazione mentre, nella parte superiore, la Madonna della Neve.

Più avanti si trova una tela raffigurante la Discesa dello Spirito Santo sopra Maria Vergine e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo, con in basso a sinistra lo stemma del committente.

L'opera é attribuita a Simeone Ciburri, deceduto nel 1614. La parete destra della navata é impreziosita da affreschi del XIV secolo, raffiguranti Storie di Sant'Onofrio, Apparizione di Cristo, Sant'Onofrio in Preghiera e la Morte del Santo.

CONVENTO

La struttura del Convento ruota intorno al Chiostro Grande, distinto in due ordini di loggiati, uno inferiore e uno superiore, sostenuto da pilastri a sezione ottagonale. Nelle lunette sono raffigurate le Scene della vita di San Francesco, affrescate nel 1645 da Bernardino Gagliardi, durante il suo soggiorno a Trevi nel 1645.

5) SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME

L'itainerario di visita del territorio di Trevi, non potrebbe dirsi concluso senza effettuare una visita al Santuario della Madonna delle Lacrime, che sorge a sud del centro abitato.

La fondazione del Santuario, viene fatta risalire ad un evento miracoloso, legato all'immagine di una Madonna, dipinta sulla facciata della casa di un certo Diotallevi Santilli, raffigurante la Madonna con Bambino e San Francesco, recante la data del 3 ottobre 1483. La sera del 5 agosto 1485, l'immagine della Madonna venne notata piangere lacrime di sangue.

L'avvenimento miracoloso suscitò una forte ammirazione e devozione popolare

Successivamente anche il Comune di Trevi se ne interessò, concedendo l'autorizzazione all'edificazione di una chiesa, al fine di conservare la preziosa icona sacra.

Nel 1485 il Progettista toscano Francesco di Pietrasanta venne incaricato della realizzazione del progetto architettonico, mentre la realizzazione della chiesa venne affidata agli scalpellini Evangelista e Agostino da Settignano, che nel 1491 portarono a termine la facciata mentre, nel 1498, Giovanni di Giampietro da Venezia portò a termine la realizzazione dello splendido portale.

La chiesa, chiusa a seguito dei danni riportati dal sisma del 1997, venne riaperta con la conclusione delle operazioni di restauro terminate nel 2006.

FACCIATA

La facciata del complesso ecclesiastico, si caratterizza per la presenza dell'elegante portale di accesso, sormontato da un architrave in pietra e da una lunetta, realizzato tra il 1495 e il 1498 da Giovanni da Venezia, ornato da festoni e capitelli, e impreziosito da pilastri poggianti su stipiti a forma di leoni accovacciati. Al centro dell'architrave é scolpito lo stemma del Comune di Trevi.


Facciata del Santuario della Madonna
delle Lacrime

INTERNO

L'interno é composto da un'unica aula, dotata di pianta a croce latina, copertura voltata a crociera e illuminata da finestre.


Interno del santuario, con pianta a croce
latina e aula unica

Sulle pareti laterali del tempio, si aprono cappelle laterali a forma di edicole, decorate in tempi diversi. Tra le cappelle, furono realizzate le tombe monumentali dei principali membri dei Conti Valenti, la famiglia più rappresentativa di Trevi.

Nella parete destra si apre la Cappella di Sant'Ubaldo e, di seguito, la Cappella dei Magi, affrescata dal Perugino nella seconda metà del 1521. Quest'ultima venne decorata con l'affresco dell'Adorazione dei Magi, con i Santi Pietro e Paolo, l'Annunciazione, ed elegantissimi fregi. Sulla chiave di volta é posto lo stemma della Famiglia Valenti, che ne ottenne il Patronato nel 1679.


Interno della Cappella dei Magi, affrescata dal Perugino
nel 1521, raffigurante l'Adorazione dei Magi, con i Santi Pietro
e Paolo, l'Annunaciazione, ed elegantissimi fregi


Affresco della Madonna con Bambino
e San Giuseppe

Nell'altare del transetto destro, riedificato nel 1621 su committenza della Famiglia Benenati - Piccolomini, é custodito dall'affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con il Bambino.

Sulla destra venne edificata la Cappella di San Carlo Borromeo, nel momento in cui venne decisa la consacrazione a questo Santo. Di fronte é posta un'altra cappella, dedicata a San Francesco, ove si conserva un affresco raffigurante il Trasporto di Cristo al Sepolcro, realizzato nel 1520 dallo Spagna.


Cappella di San Francesco, impreziosita da
un affresco raffigurante il Trasporto di Cristo
al Sepolcro, realizzato dallo Spagna nel 1520

Nell'affresco possono essere osservate varie figure di Santi, tra i quali San Giuseppe e Sant'Ubaldo ai lati e, negli spicchi esterni, le figure dei Profeti Isaia e Geremia.

Per la realizzazione della decorazione, in particolare la figura di Cristo, lo Spagna si ispirò al dipinto di Raffaello, riposto nella Cappella Baglioni della Chiesa sconsacrata di San Francesco al Prato a Perugia.

Nella parete sinistra, dirigendosi verso il portale d'ingresso, é posta la Cappella di Sant'Alfonso, ridecorata nel 1741 su commissione dei Canonici Lateranensi. Segue la Cappella della Resurrezione, affrescata da Bernardino Valenti prima del 1530.

NB. Le notizie storiche su Trevi, sono state estrapolate dalla sezione "Cenni storici", nel portale istituzionale del "Comune di Trevi", in www.comune.trevi.pg.it.

NB. Le informazioni riportate sul Convento Francescano di San Martino, sono state estrapolate dal post "Convento Francescano di San Martino - Trevi (PG)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Torre Civica di Piazza Mazzini, sono state estrapolate dal post "L'orologio della torre civica torna a scandire le ore", nel portale ufficiale del "Comune di Trevi", in www.comune.trevi.pg.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Duomo di Sant'Emiliano, sono state estrapolate nel post "Chiesa di Sant'Emiliano - Trevi (PG)", nella pagina Internet "I Luoghi del Silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Complesso Museale di San Francesco, sono state estrapolate nel post "Complesso museale di San Francesco - Trevi (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Santuario della Madonna delle Lacrime, sono state estrapolate dalla post "Santuario della Madonna delle Lacrime - Trevi (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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