STORIA
La fondazione dell'Abbazia di Nonantola si fa risalire all'epoca dell'insediamento del popolo longobardo nei territori modenesi. Nel 752 Astolfo, donò al cognato Anselmo un lotto di terra, che viene riportato nelle fonti storiche come "locum Nonantulae". Dopo un periodo di permanenza a Fanano, sull'appennino modenese, Anselmo, incaricato da Astolfo, si trasferì a Nonantola con i suoi monaci.
Giunto nel territorio, vi fondò un monastero, uno dei più importanti della Pianura Padana. Il monastero acquisì sin da subito grande importanza. A questo vennero riconosciute vaste pertinenze territoriali, con un'estensione complessiva non inferiore ai quattrocento chilometri quadrati.
Il luogo di culto, inizialmente consacrato alla Madonna e a San Benedetto venne, nei successivi quattro anni, consacrato a Santi assai differenti, fino a quando nel giugno del 754 venne dapprima consacrata ai Santi Pietro e Paolo, consacrazione poi estesa al culto di tutti i Santi Apostoli.
L'ultima consacrazione, tutt'ora presente, venne dedicata a San Silvestro I Papa, avvenuta, secondo la leggenda, il 20 novembre del 756 ad opera del Vescovo Romano di Bologna. Con la salita al trono di Desiderio, Anselmo venne rimosso da Nonantola ed esiliato a Montecassino. In seguito, con la conquista del Regno Longobardo da parte dei Franchi di Carlo Magno, Anselmo tornò a Nonantola, dove morì nell'803.
Con la conquista franca del Regno Longobardo, nel 773 l'abbazia entrò a far parte del Sacro Romano Impero. Durante il Regno di Carlo Magno, l'abbazia fu rifornita di terreni e privilegi, fino ad acquistare notevole prestigio, con la nomina dell'Abate Pietro.
Con la pubblicazione della regola benedettina, volta all'ospitalità e all'accoglienza dei pellegrini, l'Abbazia di Nonantola si attrezzò per divenire un punto di riferimento nelle tratte di pellegrinaggio spirituale del Medio Evo. Venne a trovarsi lungo il tracciato della Via Romea Nonantolana, una variante della Via Francigena che dalla Toscana si staccava dall'itinerario principale per giungere infine a Nonantola, transitando poi nel territorio mantovano e veronese. All'interno dell'abbazia, la vita monastica era scandita dalla regola di San Benedetto "Ora et Labora".
Tra il 1060 e il 1062, anni della Lotta per le Investiture tra Papato e Impero, il Pontefice Gregorio VII, appoggiato dalla Contessa Matilde di Canossa, sostò a Nonantola. L'abbazia giocò un ruolo importante nella riappacificazione tra il Papato e l'Impero, terminata con il Concordato di Worms del 1122. In tal senso, il monaco nonantolano Placido, contribuì a sottoscrivere le aree d'influenza che i due poteri del Pontefice e dell'Imperatore dovettero necessariamente rispettare.
Nel 1307 l'abbazia, dopo un breve periodo di amministrazione modenese, venne ceduta ai bolognesi, rimanendo sotto il loro controllo fino al 1325, quando divenne proprietà degli Estensi, Signori di Ferrara e Modena.
Nel 1449 con la morte di Gian Galeazzo Pepoli, terminò la fase storica in cui l'abbazia venne retta dagli Abati titolari passando, da questo momento in poi, a quella dei Commendatari. i Commendatari non risiedettero generalmente a Nonantola, e venivano nominati direttamente dal Pontefice con sede a Roma. L'abbazia veniva invece retta, in maniera sostanziale, da un Vicario Generale, organo di rappresentanza dell'Abate nell'abbazia. Tra gli Abati Commendatari vi furono anche Papa Giulio II e San Carlo Borromeo. Nel 1514 ai monaci benedettini succedettero i Cistercensi.
Nel 1769, su richiesta dei Duchi Estensi di Modena, il Pontefice Clemente XII soppresse l'abbazia, radunandovi nel 1783 un Capitolo dei Canonici, definitivamente approvato nel 1929. L'abbazia non venne soppressa nel corso delle Campagne Napoleoniche a causa della morte del commendatario, Francesco Maria d'Este, avvenuta nel 1821. Il Duca Francesco IV d'Este, ottenne dal Pontefice Pio VII il ristabilimento del potere diocesano sull'abbazia. Nel 1933 Papa Pio XI concesse all'abbazia la dignità di basilica minore, mentre nel 1986 venne istituita la Diocesi di Modena - Nonantola.
ESTERNO
L'esterno della basilica abbaziale, si compone di più elementi, che ben caratterizzano lo stile romanico. L'attuale facciata é il risultato di due interventi di restauro, effettuati all'inizio del XX secolo. Realizzata nell'XI secolo e modificata nel XVII, la facciata presenta, nell'ordine inferiore, un bel portale.
La lunetta in pietra che sormonta il portale, attribuita alla scuola di Willigelmo, mostra Dio in trono, in atto benedicente, affiancato da due angeli e circondato dalle raffigurazioni iconografiche dei Quattro Evangelisti.
Al di sotto della lunetta si trova l'architrave, mentre nelle formelle degli stipiti, sono scolpite delle scene, la cui realizzazione venne commissionata dall'Abate Rodolfo I tra il 1002 e il 1032. Le scene raffigurate nello stipite sinistro mostrano: Telamone, i longobardi Astolfo e Anselmo in vesti nobiliari, il Re Astolfo che dona al cognato Anselmo la terra di Nonantola, Anselmo monaco con la prima abbazia, Anselmo e i monaci che chiedono al Papa il corpo di San Silvestro, il trasporto delle reliquie di San Silvestro verso Nonantola, la sepoltura del corpo di San Silvestro in Abbazia, la morte di Adriano III Papa, i monaci che traslano la salma di Adriano verso l'Abbazia e Sansone a cavallo di un leone.
Nello stipite destro sono invece raffigurate le scene della Natività e dell'infanzia di Cristo. In particolare, le raffigurazioni che si notano riguardano: Annunciazione, Visitazione, Madonna partoriente e primo bagno di Gesù Bambino, Presepe, Annuncio dell'Angelo ai pastori e al gregge, Adorazione dei Magi, Presentazione di Gesù al Tempio e l'Angelo che parla a Giuseppe per indurlo alla fuga in Egitto.
L'ordine inferiore della facciata presenta un meraviglioso portale. Il protiro poggia su due leoni stilofori, per mezzo di due appoggi, l'uno di forma circolare, l'altro di forma quadrata. Tali icone rappresentano le due nature di Cristo, l'una divina e l'altra umana. Il leone accovacciato simboleggia Cristo Risorto, e la preda che stringe tra le sue zampe, la morte.
Sul retro della basilica, si possono ammirare le tre grandi absidi romaniche, la cui superficie in pietra é scandita da lesene. L'attuale giardino abbaziale, rappresenta il luogo in cui anticamente, era presente il chiostro del monastero, oggi non più esistente.
INTERNO
L'interno presenta la tipica struttura romanica a tre navate, scandite da due file di massicci pilastri. Sulla parete di fondo sono visibili la zona presbiteriale e la cripta.
La basilica ospita le reliquie dei sette Santi Nonantoliani, legati alla storia e alle vicende della fondazione dell'abbazia, ossia San Silvestro I Papa, Santo Patrono della cittadina a cui venne consacrata la chiesa, Sant'Anselmo, fondatore dell'abbazia, Sant'Adriano III Papa, i martiri Senesio e Teopompo, e le vergini Fosca ed Anseride. Le reliquie di San Silvestro I Papa sono riposte al di sotto dell'altare maggiore, mentre quelle degli altri sei Santi nonantoliani sono conservate nella cripta.
Sulla sinistra del portale d'ingresso é posto il particolare fonte battesimale, di forma ottagonale, frutto del rifacimento novecentesco. Nella struttura sono murati frammenti di un fregio romanico, e una lapide che ricorda una sepoltura paleocristiana.
Al di sopra del presbiterio si trova il Crocifisso sospeso, che raffigura Cristo con gli occhi aperti, segno della sua vittoria sulla morte, vestito con la dalmatica, simbolo del diacono e di Cristo servo che dona la sua vita per noi.
Lo splendido altare maggiore contiene le reliquie di San Silvestro I Papa. L'opera venne realizzata dallo scultore varesotto Jacopo Silla de Longhi, che lo realizzò in un periodo compreso tra il 1568 e il 1572. Presenta otto lastre di marmo bianco, raffiguranti gli episodi della vita di San Silvestro.
Nel primo riquadro a sinistra é raffigurata la Madre Giusta che consegna il figlio Silvestro al padre Cirino, mentre nel livello inferiore il fanciullo Silvestro che accoglie il martire Timoteo.
Nel secondo riquadro é raffigurato San Silvestro imprigionato durante il martirio di San Timoteo, condotto fuori dal carcere tra le guardie e il popolo inginocchiato. Nel livello superiore della stessa formella é raffigurata la morte del prefetto romano Tarquinio.
Nella terza formella, sono invece rappresentati l'ordinazione sacerdotale di San Silvestro e la sua elezione al soglio pontificio. Il quarto riquadro raffigura Costantino consigliato di immergersi nel sangue degli innocenti per guarire dalla lebbra; il quinto rappresenta San Silvestro che racconta a Costantino esortato dagli apostoli Pietro e Paolo a rivolgersi al Papa. Nel sesto riquadro é rappresentato il battesimo di Costantino da parte di San Silvestro, mentre il settimo mostra alcuni eventi miracolosi. L’ultima formella dell'altare, rappresenta Papa Silvestro che consegna una bolla papale all'Imperatore Costantino. Nel riquadro appare il profilo del paese di Nonantola, ove vengono trasportate le spoglie del Santo.
Tra le opere d'arte conservate all'interno della basilica, possono essere considerate: a partire dalla navata sinistra, entro una nicchia incorniciata in un arco gotico, il monumento commemorativo a Monsignor Natale Bruni, realizzato dallo scultore Giuseppe Graziosi nel 1917.
Nell'abside di sinistra é collocata la statua in terracotta del XVI secolo raffigurante San Bernardo di Chiaravalle. Sull'altare é il Crocifisso ligneo intagliato del XV secolo.
Molto bello é l'affresco di forma ogivale, risalente al XV secolo, attribuito alla scuola modenese degli Erri, o al maestro della pala dei muratori. Si compone di tre livelli: un livello superiore, ove é raffigurata la Crocifissione, un livello centrale con l'Annunciazione, e un ultimo livello inferiore con una Teoria di Santi, ove si possono riconoscere da sinistra, i Santi Martino, Gregorio Magno, Giovanni Evangelista, Giacomo, Silvestro, Antonio Abate e Giorgio.
Sulla destra del presbiterio é riposto l'organo, realizzato nel 1743 da Domenico Traeri, tutt'ora utilizzato nelle principali celebrazioni liturgiche.
CRIPTA
La splendida cripta dell'abbazia, sottostante il presbiterio, é una delle più vaste cripte romaniche europee. La sua realizzazione risale all'XI secolo, interrata all'inizio del Quattrocento a causa delle frequenti infiltrazioni d'acqua. Venne riaperta alle visite solo con i restauri compiuti nel periodo compreso tra il 1913 e il 1917.
Al di sotto dell'altare della cripta, sono conservate le reliquie di sei Santi, tra i quali Sant'Anselmo, abate fondatore, Sant'Adriano III Papa, i Santi Senesio e Teopompo martiri e le Sante Fosca e Anseride Vergini. Le colonne sono sovrastate da splendidi capitelli, decorati con differenti motivi, alcuni dei quali appartenenti all'epoca longobarda.
MUSEO DELL'ABBAZIA
Insieme alla chiesa abbaziale, fortemente consigliata é la visita al Museo dell'Abbazia, accolto negli spazi appartenenti all’antico complesso monastico. Voluto da Monsignor Lino Pizzi ed inaugurato nel 1999, costituisce un'importante tappa della visita al complesso religioso.
Negli spazi espositivi sono conservati splendide tele. La visita si articola in due sezioni principali, tra le quali quella diocesana, che raccoglie testimonianze storiche e artistiche della diocesi di Modena - Nonantola, mentre la seconda é dedicata alla millenaria storia dell'abbazia.
Il museo conserva importanti opere d'arte, tra le quali alcune tele dipinte. I principali cimeli storici conservati nel museo, comprendono tra gli altri: il Tesoro Abbaziale, che conserva cimeli storici di valore inestimabile, tra i quali due Sciamiti, ossia splendidi tessuti rinvenuti casualmente durante il restauro del 2002, risalenti al periodo immediatamente successivo alla fondazione del monastero.
Splendidi sono lo Sciamito ricamato con aquile, risalente all'VIII - IX secolo, e la Croce astile del 1594. Sui bracci corti della croce sono riposti clipei con le raffigurazioni dei sette Santi dell'Abbazia di Nonantola.
Nella Sala 5 del museo, sono conservati il tre antichi codici miniati superstiti conservati presso l'abbazia di Nonantola, degli oltre 259 prodotti dai monaci benedettini dell'abbazia. I tre codici nonantolani qui custoditi hanno un valore inestimabile.
Infine nella Sala 6 sono conservate le opere pittoriche del complesso abbaziale. Bellissimo é il polittico, originariamente collocato al di sopra dell'altare maggiore dell'abbazia, realizzato da Michele di Matteo Lambertini nel XV secolo. Rappresenta quattordici piccole tavole dipinte su fondo oro. Nelle due maggiori al centro, sono raffigurati in alto una Crocifissione e, in basso, una Madonna in Trono con Bambino. Partendo da sinistra, in alto si riconoscono San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo, San Pietro, San Paolo, Santa Lucia e Sant'Anselmo. In basso, sempre da sinistra, sono invece rappresentati San Bernardo di Chiaravalle, San Martino, San Silvestro, Sant'Adriano III, San Benedetto e Santa Scolastica.
NB. Le notizie storiche riportate sull'Abbazia di Nonantola, sono state estrapolate dal portale "Abbazia di Nonantola", in www.abbazianonantola.it.
NB. Le notizie artistiche sulla basilica abbaziale, sono state estrapolate dalla sezione "BASILICA ABBAZIALE", nel portale ufficiale dell'"Abbazia di Nonantola", in www.abbazianonantola.it.






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