STORIA
Tra le principali cittadine della Provincia di Modena, un posto di rilievo occupa Vignola, resa famosa per essere il luogo di nascita dell'artista Jacopo Barozzi, conosciuto con il soprannome di "Vignola".
Sin dalle origini, Vignola venne abitata da numerose popolazioni, tra i quali Liguri, Etruschi, Galli e Romani. Il toponimo cittadino deriva dal termina latino vineola, ossia "piccola vigna", ad indicare la coltivazione della vite, diffusa nel territorio ai tempi dei romani.
Sono presenti testimonianze dell'esistenza di due insediamenti di epoca romana, tra i quali un borgo, chiamato Sabinianum e un Feronianum, connessi dalla Via Claudia, ricalcante un'antica via etrusca che, proveniente dalla Toscana, transitava per Bologna e Parma. Il primo documento scritto che attesta l’esistenza del borgo, risale all'826. Pochi anni dopo, il territorio ove venne poi fondato il borgo, entrò a far parte delle proprietà dell'Abbazia di Nonantola.
Secondo un'antica tradizione, la fondazione del Castello di Vignola viene fatta attribuire da Sant'Elmo, Abate di Nonantola, a difesa dei beni di proprietà del monastero presenti nella zona.
Il trasferimento del. territorio vignolese tra i castelli appartenenti al contado modenese, causò aspri scontri sia interni, tra le fazioni guelfe e ghibelline, che esterni, con il Comune di Bologna. Della crisi politica in atto, approfittò Gherardo Grassoni, che vi instaurò una Signoria feudale, affermando un dominio personale che durò quasi un secolo, quando nel 1399 gli Estensi s'impadronirono della città.
Nel 1401 il Duca Niccolò III d'Este donò ad Uguccione dei Contrari di Ferrara, il feudo di Vignola, che divenne una contea con sedici comunità. La Signoria, che ebbe una durata di quasi due secoli, finanziò importanti opere pubbliche, tra cui la ristrutturazione della Rocca e la nuova cinta muraria.
Sotto la Signoria di Ercole Contrari, venne fatto edificare, nel 1557, il Palazzo Boncompagni, realizzato su progetto dell'Architetto Jacopo Barozzi detto "il Vignola". Con la morte di Ercole nel 1575, il Marchesato di Vignola tornò a far parte dei possedimenti Estensi che, su richiesta del Pontefice Gregorio XIII, lo cedettero a Giacomo Boncompagni, suo figlio naturale. Con la conquista napoleonica, la Signoria dei Boncompagni perse la proprietà del feudo, che divenne capoluogo di cantone del Dipartimento del Panaro.
Nel 1814, con il compimento del processo di Restaurazione, Vignola entrò a far parte dei feudi del Duca di Modena Francesco IV d'Austria - Este, che amministrò la città in maniera autoritaria e dispotica. Molti vignolesi presero parte ai moti del 1831, alle guerre d'indipendenza e all'Impresa dei Mille, che portarono all'unificazione politica della Penisola Italiana.
Nel 1938 venne realizzata la ferrovia elettrica Castelvecchio - Vignola, il cui funzionamento, sospeso a causa dei bombardamenti subiti nella Seconda Guerra Mondiale, riprese con la riparazione del Ponte sul Panaro, nuovamente interrotta negli anni Settanta, e infine sostituita con l'attuale metropolitana di superficie che unisce Vignola a Bologna.
Nel 1888 venne inaugurata la ferrovia Modena - Vignola, cessando si assolvere alla sua funzione nel 1970. E' ancora in attuazione, il progetto che prevede il recupero del vecchio tracciato ferroviario da adibire a pista ciclabile. L'ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, riconobbe a Vignola il titolo di città.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Vignola é un borgo monumentale, ove sono ammirabili le splendide vestigia del suo passato. Il centro storico, in eccellenti condizioni di conservazione, presenta un intricato sistema di vicoli, oltre a importanti palazzi storici.
1) CHIESA PARROCCHIALE DEI SANTI NAZARIO E CELSO
Il principale edificio religioso di Vignola é la chiesa, consacrata al culto dei Santi Nazario e Celso, menzionata per la prima volta a partire dal 1185.
Con l'inizio della Signoria di Uguccione Contrari, la chiesa venne abbattuta per fare spazio alla rocca e, in seguito, riedificata entro le mura. Nel 1680 l'edificio venne riedificato a causa del precario stato di conservazione del precedente edificio, su progetto di Zaccaria Pellini.
Con l'innalzamento del corpo centrale della chiesa, il presbiterio e il coro rimasero incompiuti a causa dei dissesti economici della comunità parrocchiale che ne commissionò la realizzazione. I lavori di completamento della struttura ripresero solo a partire dal 1792, anno in cui vennero edificati la sagrestia e il presbiterio, mentre il coro venne riposto nella zona retrostante l'altare maggiore. Nel 1841 venne incaricato dell'ampliamento della chiesa l'Ingegnere Cesare Costa che, per portare a compimento l'opera, fece abbattere la sagrestia e il coro. Nel 1889 la facciata venne ricostruita in stile neoclassico, ad opera dell'Architetto Carlo Barberi.
Sul lato sinistro della chiesa si erge il campanile, riedificato nel 1834 su progetto dell'Ingegnere Ruggero Bidasio. A causa della mancanza di fondi, i lavori di riedificazione vennero interrotti, per riprendere solo nel 1890 sotto la supervisione di Carlo Barbieri.
Esterno della Chiesa dei Santi Nazzario e Celso
INTERNO
L'interno della chiesa, ripartito in tre navate, conserva notevoli dipinti, tra i quali la Madonna col Bambino e Santi, realizzata dall'artista Elisabetta Sirani, seguace di Guido Reni.
Sull'altare maggiore é collocato il Martirio dei Santi Nazzario e Celso, e una statua della Pietà, realizzata in bronzo dorato da Ivo Soli, scultore del XX secolo, originario di Vignola, che raggiunse la fama nel territorio milanese. Nel capoluogo lombardo realizzò alcune statue esposte nella facciata del Duomo di Milano.
Catino absidale affrescato
2) ROCCA DI VIGNOLA
Simbolo indiscusso della cittadina é la rocca. Non si conosce esattamente l'anno di fondazione della fortezza vignolesca, ma si può far risalire la sua edificazione alla fine della dinastia carolingia, con lo scopo di contrastare le invasioni degli Ungari.
Secondo la tradizione la sua fondazione viene attribuita all'Abbazia di Nonantola. L'esistenza della rocca é documentata a partire dal 1178. Sin dai primi anni del Quattrocento, la fortezza svolse funzioni militari mentre, con la Signoria dei Contrari, venne trasformata in dimora, decorata internamente con affreschi. Nel 1577, con l'estinzione della Signoria, il Marchesato di Vignola venne acquistato da Giacomo Boncompagni, figlio naturale del Pontefice Gregorio XIII.
DESCRIZIONE
La struttura della rocca si articola in cinque piani e un sotterraneo. Nei sotterranei si trovano due splendide sale, denominate Sala dei Contrari e Sala dei Grassoni. Il piano terra é articolato da sale di rappresentanza, tra le quali la Sala dei Leoni e dei Leopardi, la Sala delle Colombe e la Sala degli Anelli, oltre alle antiche cucine.
Al primo piano sono collocate le sale adibite ad ospitare le Dame, la Stanza del Padiglione, la Stanza degli Stemmi, la Stanza dei Tronchi d'Albero, lo Studio di Uguccione e la Cappella, affrescata dal Maestro di Vignola, raffigurante cicli di pitture tardogotiche.
Al secondo piano si aprono delle stanze utilizzate dalle truppe e dal personale di servizio, le cosiddette Sale degli Armigeri. L'ultimo piano é occupato dai camminamenti di ronda, che svolgono la funzione di collegamento tra le tre torri, la Torre di Nonantola, la Torre delle Donne e la Torre del Pennello.
3) PALAZZO CONTRARI - BONCOMPAGNI
Il Palazzo Contrari - Boncompagni, anche nominato Palazzo Barozzi, sorge nel piazzale antistante la Rocca di Vignola. Venne fatto erigere tra il 1560 e il 1567 per volere del Conte Ercole Contrari il Vecchio, come nuova dimora per la famiglia. L'edificazione venne affidata al muratore Bartolomeo Tristano di Ferrara, su progetto dell'Architetto Jacopo Barozzi detto "il Vignola".
Con l'estinzione della Signoria dei Contrari, il palazzo venne acquistato nel 1577 da Giacomo Boncompagni, che provvide al suo completamento. La Famiglia Boncompagni, rimase in possesso del palazzo fino al 1949, anno in cui venne venduto alla Parrocchia di Vignola.
DESCRIZIONE
Il palazzo presenta una pianta rettangolare, con due ali laterali sporgenti sul versante occidentale, all'interno del quale é posto il giardino.
Dei quattro piani che lo compongono, il piano terra e l'interrato, erano adibiti a cucine e agli approvvigionamenti, il piano nobile costituiva l'ambiente dove il Signore riceveva gli ospiti, mentre il sottotetto era destinato ad ospitare la servitù.
L'unico collegamento verticale del palazzo, é costituito dalla splendida Scala a Chiocciola, ubicata nell'ala sporgente meridionale. Progettata anch'essa da Jacopo Barozzi, presenta una forma elicoidale.
La scala presenta un unico pilastro di sostegno posto nel seminterrato, e ognuno dei centosei gradini é autoportante, e s’inserisce nel muro perimetrale con un'inclinazione crescente, fino a raggiungere l'apice, a 12,33 m di altezza. Le pareti della scala sono decorate da affreschi risalenti al 1880, eseguiti dagli artisti Fermo Forti e Angelo Forghieri, su commissione del Principe Antonio Buoncompagni.
Al piano interrato, tra gli ambienti presenti, é stata recuperata la suggestiva Sala delle Conferenze.
NB. Le informazioni storiche sulla città di Vignola, sono state estrapolate dalla sezione "Cenni Storici", del sito ufficiale della "Città di Vignola", nel sito www.comune.vignola.mo.it.
NB. Le informazioni sui monumenti di Vignola, sono state estrapolate dalla sezione "CULTURA", nel portale "Visit Vignola", nel sito www.visitvignola.it.

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