STORIA
Terra dell'Aceto Balsamico Tradizionale, Spilamberto é un Comune di 12.908 abitanti in Provincia di Modena. Secondo la leggenda, il toponimo del borgo si fa derivare da "Spina Lamberti", luogo impervio in cui trovò la morte un personaggio storico di nome Lamberto, il cui ruolo rimane sconosciuto, che si pensa sia stato ucciso da una spina avvelenata.
Nel territorio comunale, i romani edificarono ville di campagna. Recenti scavi hanno riportato alla luce una necropoli longobarda, risalente al VI secolo. Il patrimonio archeologico comprende un'elevata quantità di sepolture e un cospicuo corredo funerario.
Nell'VIII secolo il territorio comunale venne ricompreso tra i feudi di proprietà dell'Abbazia di Nonantola. Il processo d'incastellamento del territorio su cui sorge il borgo medievale, ebbe inizio a partire dal 1210, ad opera del Comune di Modena, che eresse la possente rocca medievale tutt'ora ammirabile. Il centro storico é attraversato da un ramo secondario della Via Francigena, la Via Romea - Nonantolana, che resero il paese un importante luogo di transito dei pellegrini.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il borgo di Spilamberto si presenta come un tipico centro storico medievale fortificato, chiuso da mura difensive, su cui spicca un imponente castello, la Rocca Rangoni, ornata da splendide merlature ghibelline.
Una passeggiata tra le vie del borgo, permette di vivere un'autentica immersione nell'età medievale, senza dimenticare lo stretto legame che il borgo ha con l'Aceto Balsamico di Modena IGP. Nel territorio comunale sono presenti le sedi di numerose acetaie, spesso gestite da famiglie private, ove il famoso alimento viene prodotto e lasciato fermentare. In unione alla visita del museo dedicato all'Aceto Balsamico, sono comprese anche la visita alle cantine e, occasionalmente, la degustazione dei prodotti tipici.
Accesso delle mura a sesto acuto
1) ROCCA RANGONI
Il principale monumento storico di Spilamberto é rappresentato dalla Rocca Rangoni, imponente fortificazione medievale che svetta al di sopra del borgo. Appartenuta per oltre seicentocinquanta anni ai Marchesi Rangoni, nel 2005 venne acquistata dal Comune di Spilamberto che ha allestito al suo interno un percorso museale.
L'originaria fortificazione, una semplice torre di avvistamento tutt'ora presente, venne realizzata dal Comune di Modena nel 1210 per assolvere a funzioni strategiche. In particolare, veniva utilizzata dai modenesi per controllare il confine con il contado bolognese, corrispondente al corso del Fiume Panaro.
ARCHITETTURA
La struttura della rocca é composta da un quadrilatero con torri angolari, e attraversato da corridoi perpendicolari tra loro. Con la concessione del feudo di Spilamberto ai Rangoni nel 1353, da parte di Aldobrandino d'Este, la fortificazione venne ingrandita.
Nel 1650 il Marchese Guido IV Rangoni, abbellì la rocca trasformandola in una residenza signorile. Venne realizzato il lato sud, il cortile d'onore e la facciata ovest affrescati e gli interni abbelliti con preziosi arredi.
In corrispondenza del lato della rocca rivolto verso il corso del Fiume Panaro, é addossata la Torre del Belvedere, al cui interno si trova la Stanza degli Sposi, riccamente affrescata con immagini dei discendenti dei Marchesi Rangoni di Spilamberto.
Nel lato sud della rocca, venne edificata alla fine del Settecento la Casa del Fattore. Sulla sommità del giardino pensile, che affianca la suddetta Casa, é visibile l'unica torretta di guardia residua, parte delle fortificazioni esterne della rocca. E' anche visibile parte di una delle due muraglie di sostegno, ornata da merlatura ghibellina. I paramenti murari della rocca sono stati completamente restaurati nel 2011.
Adiacente al Cortile d'Onore si trova la Corte del Giusto, i cui interni sono utilizzati per la promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio.
Cortile d'onore della Rocca Rangoni
2) PALAZZO DEL GOVERNATORE
Il Palazzo del Governatore fu la sede dell'amministrazione comunale fino al XIX secolo, mentre ora é adibito ad abitazione privata.
La storia del palazzo ha inizio nel 1525, anno in cui venne portato a compimento a spese della comunità, voluto dagli abitanti di Spilamberto come ringraziamento ad uno dei suoi governatori più virtuosi, Guido II Rangoni, condottiero famoso in tutta Europa, che si trovò a competere per il potere con il Duca di Modena. Al di sotto del portico orientale, é ancora visibile la lapide che ne ricorda l'edificazione.
3) CHIESA DI SANT’ADRIANO III PAPA
Fondata nei primi decenni del XIII secolo dall’Abate Raimondo di Nonantola è dedicata al Pontefice Adriano III, deceduto nel territorio nell’885.
Nel 1252 venne distrutta da un incendio, e venne ricostruita nel 1713, anno in cui l’Architetto Giovanni Antonio Franchini le conferì l’aspettò attuale. Venne ufficialmente inaugurata nel gennaio 1733.
DESCRIZIONE
La facciata, della fine del XIX secolo, venne realizzata dall’Architetto Antonio Vandelli, mentre il campanile, ricostruito nel 1852, é sormontato da una guglia a sezione ottagonale in pietra.
Facciata della Chiesa di Sant'Adriano III Papa
L’interno é a navata unica, con altari laterali, ove sono custodite importanti opere in terracotta risalenti al XV secolo, tra le quali: la Madonna della Rondine, realizzata nel 1440 - 1441 da Michele da Firenze, e l’opera in terracotta raffigurante la Madonna degli Angeli, risalente al periodo compreso tra il 1450 e il 1470.
Altra importante scultura é quella raffigurante la Pietà o Compianto sul Cristo Morto, realizzata nel XIX secolo da Prudenzio Piccioli. Sono inoltre presenti numerosi dipinti eseguiti da artisti vari, tra i quali Ippolito Scarsella detto “lo Scarsellino”, Francesco Madonnina, Rodolfo Franciosini da Castelvetro, Francesco Stringa e Giacomo Zoboli, tutti vissuti tra il XVI e il XVIII secolo.
Gli affreschi presenti nella chiesa e la statua raffigurante San Francesco d’Assisi, sono stati realizzati dall’artista carpigiano Fermo Forti, vissuto tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio del XX.
L’organo a canne della chiesa venne realizzato da Giovanni Cipri verso la seconda metà del Cinquecento, è parzialmente rifatto da Francesco Traeri nel 1721.
Interno della chiesa
4) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
La Chiesa di San Giovanni Battista nacque nel 1210, su iniziativa del Vescovo di Modena. Dapprima sussidiaria della Pieve di San Vito, se ne distaccò nel 1628, divenendo arcipretura.
Nel biennio 1736 - 1737 l’edificio venne ricostruito nella forma attuale.
ESTERNO
La facciata, di origine settecentesca, venne portata a compimento insieme al campanile nel 1892.
Facciata della Chiesa di San Giovanni Battista
INTERNO
L’interno della chiesa, realizzato in un fastoso stile barocco, é ripartito in tre navate.
Nel 1863, due artisti locali, tra i quali lo scultore Lorenzo Piccioli e l’intagliatore Giuseppe Tacconi, realizzarono il primo, le statue raffiguranti i Santi Domenico e Papa Pio V e i tondi raffiguranti i quindici misteri del Rosario, mentre il secondo realizzò le decorazioni lignee.
Nella seconda metà del XIX secolo, il pittore modenese Augusto Valli, deceduto nel 1945, realizzò la quasi totalità degli affreschi presenti nella chiesa. Nella Cappella del Rosario dipinse la Battaglia di Lepanto, nel catino absidale la Comunione degli Apostoli, nella cupola la Seconda visione dell’Apocalisse e infine, nelle volte, rappresentò i Papi legati a Spilamberto, i Santi dell’antica Pievania, l’Annunciazione e gli Angeli.
Allo stesso autore si deve la realizzazione di cinque pale d’altare, raffiguranti il Transito di San Giuseppe, Ecce Agnus Dei, Sant’Anna che insegna a leggere alla Madonna, il Sacro Cuore di Gesù e Sant’Antonio da Padova.
Degne di nota sono infine le due pale raffiguranti il Compianto su Cristo Morto e la Sacra Famiglia, realizzate entrambe dal pittore milanese Francesco Fusi nel XVIII secolo.
Interno barocco della chiesa
Tela raffigurante Sant’Antonio da Padova
Volta affrescata della chiesa
Organo a canne
5) MUSEO ARCHEOLOGICO DI SPILAMBERTO
Il Museo Archeologico di Spilamberto raccoglie i reperti rinvenuti nel territorio comunale, e nei pressi del Fiume Panaro negli ultimi quarant'anni. L'allestimento museale risale al 1997, ed é distinto nelle due sezioni concernenti l'Età Pre - Protostoria e Classica e l'Età Postclassica.
La prima sezione ospita reperti databili dalla Preistoria, circa 90.000 anni fa, alla prima Età Storica. Il particolare, degni di nota sono i reperti neolitici, tra i quali i Vasi a Bocca Quadrata databili tra il 5.400 a.C. e il 3.500 a.C., e i monumenti sepolcrali neolitici, tra cui i reperti del Gruppo di Spilamberto, compresi tra il 3.500 e il 2.000 a.C..
Attualmente il museo é in fase di ristrutturazione, pertanto non é visitabile.
Reperti del Gruppo di Spilamberto
La seconda sezione contiene reperti archeologici compresi tra l'Età Romana e l'Età Moderna. Relativamente ai reperti archeologici dell'antichità, si segnala la presenza di due pozzi d'acqua di epoca romana, utilizzati con continuità fino all'Età Tardoantica e Altomedievale. Sul territorio comunale, sono stati inoltre rinvenuti resti archeologici di epoca longobarda.
Resti del pozzo d'acqua di epoca romana riutilizzato
6) MUSEO DEL BALSAMICO TRADIZIONALE DI SPILAMBERTO
Il Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, offre al visitatore la possibilità di vivere in prima persona, un'autentica esperienza a contatto con il mondo della produzione di questa eccellenza alimentare del territorio.
Nel percorso espositivo é possibile ammirare gli strumenti utilizzati per la produzione, approfondendone le tecniche. Sono inoltre presenti le cantine utilizzate per la lunga conservazione del prodotto, prima della sua definitiva commercializzazione.
L'esposizione museale venne allestita a partire dal 2002. All'inizio del percorso é possibile ammirare un video che tratta della storia del Balsamico e delle sue caratteristiche organolettiche.
Assai suggestiva é la Sala della Botte, che riproduce gli spazi interni di una tipica botte utilizzata per la conservazione dell'aceto. Questa sala raccoglie cinque sezioni, gli strumenti e i monumenti tipici che caratterizzano il processo di produzione.
Infine s'incontrano le storiche cinque botti risalenti al XIX secolo che, secondo la tradizione, appartennero alla Famiglia Fabriani. Ad essa é affiancata una recente batteria composta da dieci botticelle dalle minori dimensioni.
Una particolare testimonianza storica é rappresentata dalla bottiglia di "Aceto Balsamico Brusco", risalente al 1785. Salendo le scale della Villa Fabriani, cui é possibile ammirare gli affreschi che ne decorano le volte, si accede al sottotetto adibito ad Acetaia Sociale della Consorteria. L'ambiente, ospita le batterie dell'aceto balsamico, formate da una grande quantità di vaselli, botti dalle minori dimensioni poste su un supporto.
Bottiglia di "Aceto Balsamico Brusco" del 1785
Le centoventinove botti ivi ospitate, comprendono sette botti madre. All'interno dell'acetaia é posto il laboratorio di analisi, adibito a verificare la conservazione delle batterie di aceto.
Batteria di aceto balsamico
NB. Le informazioni storiche su Spilamberto sono state estrapolate dal post "Spilamberto - Descrizione generale", nella Pagina Internet "Visit Modena", in www.visitmodena.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sui monumenti del borgo, sono state estrapolate dal sito ufficiale del "Comune di Spilamberto", in www.comune.spilamberto.mo.it.
NB. Le informazioni riportate sul Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, sono state estrapolate dalla pagina "Museo del Balsamico Tradizionale Spilamberto", nel sito www.museodelbalsamicotradizionale.org.






















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