martedì 20 febbraio 2024

ARRONE E CASTELDILAGO: PITTORESCHI BORGHI MEDIEVALI DELLA VALNERINA

ARRONE

Arrone é un Comune di 2.543 abitanti della Provincia di Terni, il cui centro storico sorge sulla cima di una collina a 239 m.s.l.m., nel territorio della Valnerina ternana. Il borgo fa parte dell'associazione i Borghi più Belli d'Italia, e possiede un centro storico d'incantevole bellezza, che sovrasta il corso del fiume Nera, insieme alla vicina frazione di Casteldilago.

Un'ipotesi accreditata farebbe derivare il toponimo del borgo dalla famiglia aristocratica degli Arroni che, secondo quanto riportato dallo storico Ludovico Iacobilli, lo fondarono nel IX secolo.

Probabilmente legati ai Gastaldi di Rieti, gli Arroni abbandonarono i loro territori d'origine a seguito delle devastazioni portate dalle incursioni saracene del IX secolo, emigrando nel territorio della Valnerina, dove fondarono, oltre ad Arrone, i Castelli di Casteldilago, Rocca Accarini e Papigno.

Nel 1190, con la fine del Ducato longobardo di Spoleto, e la nascita dei Liberi Comuni, Arrone si sottomise al controllo spoletino, per rimanervi fino al XV secolo, quando il territorio comunale venne annesso allo Stato Pontificio.

Nel 1527 il borgo venne saccheggiato dalle truppe ghibelline di Sciarra Colonna, di ritorno dal Sacco di Roma, in appoggio delle truppe imperiali dei Lanzichenecchi di Carlo V. Nel 1799 venne nuovamente saccheggiato dalle truppe francesi dell'Imperatore Napoleone Bonaparte, che misero in atto una dura rappresaglia contro gli abitanti per insubordinazione.

Il controllo papale sul borgo si protrasse fino al 1861, anno in cui Arrone, insieme a tutta l'Umbria, entrò a far parte del Regno d'Italia. Il garibaldino Gaetano Turchetti ricoprì per primo il ruolo di Sindaco.


Veduta panoramica del borgo di Arrone

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Arrone é distinto in due nuclei abitati, tra i quali la parte alta detta "la Terra", che ha conservato il carattere di borgo fortificato medievale, mentre la parte bassa, dove si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, si é sviluppata in tempi più recenti, al di fuori del borgo medievale.

Castello di Arrone

Arco di accesso al Castello

1) TORRE CIVICA

Simbolo di Arrone é la Torre Civica, che svetta nel punto più elevato del borgo medievale "la Terra".

La costruzione costituisce un'importante testimonianza della parte più antica del centro abitato, risalente al primo insediamento longobardo del 1100.

Torre Civica

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Chiesa di Santa Maria Assunta, situata nella piazza del paese che separa il nucleo abitato medievale da quello edificato in epoca più recente, costituisce la principale architettura religiosa del paese.

La sua edificazione viene fatta risalire al XV secolo.

ESTERNO

L'edificio religioso presenta una facciata a quattro spioventi, impreziosita da un campanile a vela mentre, nell'ordine inferiore, si aprono tre portali. Il portale centrale, realizzato nel 1493, é sovrastato da una lunetta con all'interno un affresco raffigurante la Madonna e gli Angeli, ora non più visibile.

Facciata della Chiesa di Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno della chiesa é suddiviso in tre navate, terminanti in tre absidi.

Interno della chiesa, in stile romanico a tre navate

Nella prima nicchia della navata sinistra é riposto il fonte battesimale in pietra del XVI secolo, sovrastato da una coppa di forma poligonale, ove sono state realizzate in stucco le figure di San Giovanni Battista e del Cristo. Il basamento del fonte battesimale ha la forma di un'anfora, ornata da festoni e da due draghi.

All'interno della suddetta nicchia sono presenti affreschi raffiguranti, nell'ordine superiore, la Madonna con Bambino in Trono e angeli mentre, nell'ordine inferiore, la Presentazione al Tempio, Santa Lucia e Sant'Antonio da Padova, risalenti al XVI secolo. Nella nicchia successiva la Madonna con Bambino in trono.

Al di sotto dell'affresco, una porta mette in comunicazione la chiesa con l'Oratorio del Santissimo Sacramento, realizzato nel 1626 su commissione dell'omonima confraternita, che si presenta oggi spoglio e disadorno.

Nella successiva Cappella della Madonna delle Grazie, é affrescata la Madonna con Bambino in trono tra gli angeli. Al di sotto dell'affresco, sono raffigurati i Santi Antonio Abate, Andrea e Ambrogio.

Nell'ultima cappella della parete sinistra sono affrescati, nel catino, la Madonna col Bambino in trono tra gli Angeli, della scuola dello Spagna mentre, nel tamburo, San Sebastiano, San Giovanni Evangelista e San Rocco.

Prima della porta della sagrestia é posta una tela raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Giovanni Evangelista, realizzata nel XVII secolo dal pittore calabrese Francesco Cozza.

L'abside di sinistra venne affrescata dai Fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani. Nella parete sovrastante il catino absidale, sono raffigurati il Profeta Isaia, la Sibilla Tiburtina e angeli. Nel sottarco sono affrescati Santa Barbara, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Lucia e Sant'Apollonia.

Nel catino absidale di sinistra é raffigurata la Lapidazione di Santo Stefano mentre, sulla parete, il Battesimo di Cristo e la Nascita di San Giovanni Battista. L'abside é inoltre ornato da pregevoli sculture in terracotta del XVI secolo, realizzate da Girolamo e Raffaele da Montereale, raffiguranti San Giovanni Battista, la Madonna del Latte, al centro di una nicchia e Sant'Antonio Abate.


Abside di sinistra, con affreschi della Lapidazione
di Santo Stefano, nel catino absidale, e del Battesimo
di Cristo con la Nascita di San Giovanni Battista, alla parete

Il ciclo di affreschi che orna l'abside centrale, venne realizzato nel 1515 dagli artisti Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto. Sulla parete sovrastante l'arco, sono raffigurati Cristo fra i Dottori, Incoronazione della VergineFuga in Egitto, Sposalizio della Vergine, Presentazione al Tempio, Martirio di San Lorenzo e Visitazione.


Abside centrale con affreschi del 1515 di
Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto,
raffigurante, nel catino absidale, l'Incoronazione
della Vergine

Sui pilastri di sinistra, sono raffigurati San Sebastiano e San Pietro mentre mentre, sulla destra, San Rocco e San Paolo. Nel catino dell'abside centrale é raffigurata l'Incoronazione della Vergine mentre, nel tamburo, la Dormitio Virginis e la Natività.

L'abside di destra venne completamente affrescata da Lorenzo Torresani. Nella parete absidale sono raffigurati il Padre Eterno e la Madonna della Misericordia. Nell'ordine inferiore dell'affresco absidale, sono invece raffigurati la Cattura di Cristo, la Flagellazione, Cristo coronato da spine, la Crocifissione, la Deposizione nel Sepolcro, la Resurrezione. In alto sono riposti due angeli che sorreggono una targa.


Abside destra affrescata con il Padre
Eterno e la Madonna della Misericordia

Nella parete di destra è posta una tela, riposta all'interno di una cornice barocca, raffigurante la Cena di Emmaus, opera di Giovanni Antonio Galli detto "lo Spadarino". Di seguito é posto l'Altare della Madonna del Rosario, al di sopra del quale é riposta una tela di Giuseppe Bastioni datata 1609.

In alto é riposta una tela di Eberhart Keihau, raffigurante la Madonna Assunta tra i Santi.

Nella seconda cappella di destra si conservano affreschi raffiguranti la Madonna con Bambino e i Santi Martino Vescovo, Rocco, Felice, Lucia e Antonio Abate. Sul timpano é raffigurato il Padre Eterno.

Di seguito é riposto l'affresco più antico della chiesa, risalente al 1513, realizzato probabilmente da Tiberio d'Assisi, raffigurante San Rocco. Nella controfacciata è posto l'organo, realizzato nel 1831 dal Conte ternano Alderano Spada, impreziosito da una cantoria con le raffigurazioni di David e Golia, il Trionfo di David e David e Saul.

3) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Nel borgo medievale, si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, vero e proprio gioiello medievale del centro storico.

Dedicata al Santo Patrono della cittadina, venne ristrutturata da maestranze lombarde tra il 1467 e il 1476.

ESTERNO

La struttura della chiesa utilizza, come campanile e abside, una delle torri appartenenti alla cinta muraria medievale, posta a guardia della porta di accesso del Castello.

La facciata, a doppio spiovente, é caratterizzata da un portale in pietra a tutto sesto, sormontato da un oculo circolare.


Facciata della Chiesa di San
Giovanni Battista

INTERNO

L'interno della chiesa é a navata unica, con copertura a capriate lignee. L'abside ha forma pentagonale con volta a crociera, rinforzata da costoloni poggianti su mensole.


Interno in stile romanico, a navata unica,
della Chiesa di San Giovanni Battista

Sulla sinistra della controfacciata sono riposti due affreschi, inquadrati dentro una cornice a finto mosaico: la Madonna della Quercia mentre, a fianco, San Sebastiano.

La parete sinistra ospita vari affreschi votivi, realizzati da differenti artisti. Il primo che si può ammirare, raffigura la Madonna con Bambino, con in basso due angeli, realizzato nel 1486 poi, dello stesso artista, un'altra Madonna con Bambino che regge in mano un globo, sempre del 1486.

Di seguito é affrescata la Madonna della Quercia, raffigurata col Bambino che reca in mano una collana di corallo, anche questo realizzato nel 1486. Vi é poi l'affresco di Sant'Antonio Abate con la barba forcata e Santa Lucia raffigurata con i consueti occhi su piatto, sempre del 1486.


Affreschi della parete sinistra della chiesa

Sulla destra rispetto alla porta della sagrestia, si scorge l'affresco di San Bernardino a Siena mentre, nel registro inferiore, sono affrescati Sant'Antonio Abate e San Sebastiano con il corpo trafitto da diciotto frecce. Di seguito é raffigurata una Santissima Trinità con l'Eterno che sorregge la croce, poi San Michele Arcangelo che pesa le anime mentre trafigge il diavolo con la lancia. Di fianco é raffigurato San Sebastiano legato alla colonna e San Paolo che impugna una lancia, anche questo del 1486.

Il presbiterio é delimitato da un arco i cui costoloni si appoggiano a due pilastri laterali. Nel pilastro sinistro del suddetto arco é affrescata la Madonna Lauretana. All'interno dell'arco é una Madonna in trono che allatta il Bambino poi, entro cinque clipei, gli evangelisti Marco, Giovanni, Matteo e Luca, con i loro simboli mentre, al centro dell'arco é l'Agnello.

Al termine dell'arco é l'effige di Sant'Antonio Abate che regge in mano un libro, realizzata nel 1486.


Abside semicircolare della chiesa

Le cinque vele dell'abside sono meravigliosamente affrescate con le raffigurazioni dei Dottori della Chiesa. Da sinistra a destra, si possono identificare: Sant'Agostino, San Gregorio Magno, al centro il Padre Eterno Benedicente, raffigurato con un libro in mano aperto e, proseguendo, San Girolamo e una figura mancante, probabilmente Sant'Ambrogio, andato perduto a causa delle infiltrazioni d'acqua.


Affreschi del tamburo absidale della chiesa con
i Cinque Dottori della Chiesa, tra i quali, partendo
da sinistra: Sant'Agostino, San Gregorio Magno,
il Padre Benedicente con un libro aperto
in mano, al centro, San Girolamo e una figura
mancante ove era probabilmente affrescato
Sant'Ambrogio

Sul tamburo sono affrescate le Storie di San Giovanni. Partendo dalla sinistra, si possono riconoscere le seguenti scene: la Predica del Battista; il Battista dinanzi ad Erode; la Crocifissione con l'Addolorata e San Giovanni; la Decollazione, caratterizzata dalla rappresentazione dell'anima del Santo portata in cielo da due angeli e, ultimo sulla destra, un frammento del Banchetto di Erode, con la testa mozzata del Battista riposta su un vassoio.

All'autore degli affreschi dell'abside venne dato, in un primo momento, il nome convenzionale di Maestro del trittico di Arrone, mentre più tardi venne identificato in Bernardino Campilio.

Sulla parete destra sono conservati numerosi ex voto, raffigurati Sant'Antonio Abate, la Madonna in trono con ricco mantello e in braccio il Bambino che regge un cartiglio. Seguono San Sebastiano trafitto da venti frecce e un'altra Madonna in trono con Bambino. Di seguito sono raffigurati Sant'Antonio Abate e un'ulteriore Madonna in trono con Bambino del 1483.

La serie di affreschi prosegue ancora con un altro San Sebastiano legato a una colonna e trafitto da frecce; Sant'Antonio Abate; e una Madonna della Quercia sotto la quale si trova una piccola raffigurazione di San Lorenzo che reca una graticola in mano.

Chiudono la parete altri tre affreschi, tra i quali: Santa Lucia con il solito piatto degli occhi, Sant'Andrea con in mano un libro e nell'altra una croce e Sant'Agostino Vescovo in mitra e pastorale.

CASTELDILAGO

Piccolo borgo a 10 km da Terni e ubicato su un colle a 326 m.s.l.m., Casteldilago é un centro abitato di 441 abitanti posto nelle immediate vicinanze di Arrone.

Il borgo costituiva una fortificazione strategica realizzata per garantire la sicurezza del territorio della Valnerina, sulla confluenza delle strade consolari Flaminia, Salaria e Curia, che metteva in comunicazione Rieti e Terni con Spoleto.


Porta di accesso a tutto sesto al
borgo di Casteldilago

Il centro abitato sorse nel 514, nel luogo scelto dal monaco siriano San Lorenzo Illuminatore, al fine di edificarvi un eremo. La prima notizia scritta del castello risale al 1033, reperibile nel Registro dell'Abazia di Farfa. Qui si viene a conoscenza di un tal Berardo, detto "Moco", che donò al monastero alcuni beni, tra i quali il Castello di Casteldilago. Il borgo fece parte della diocesi di Narni tra il 760 e il 1291, per poi passare alla Diocesi di Spoleto.

Nel 1198 venne occupata da Spoleto insieme ai paesi limitrofi, nel tentativo di controllare la Valnerina.

La sottomissione a Spoleto, venne confermata dal Cardinale Raniero Capocci nel 1245, e ancora una volta rinnovata nel 1266, a seguito della ribellione degli abitanti di Casteldilago durante la guerra per il possesso delle Terre Arnolfe.

Nel 1499 si ribellò alla dominazione spoletina per passare sotto il controllo di Terni. Il Pontefice Alessandro VI Borgia tentò di riportare il Castello sotto la dominazione spoletina, a seguito di una pace firmata nella Rocca di Spoleto, alla presenza di Lucrezia Borgia, figlia del Pontefice e Duchessa di Spoleto.

Tra il 1534 e il 1549, durante il pontificato di Paolo III Farnese, si dotò di un proprio statuto, divenendo Libero Comune. Nel periodo napoleonico, insieme ad Arrone, Casteldilago venne unita al Cantone di Terni. Tra il 1819 e il 1827 venne aggregata al territorio comunale di Arrone.

Con l'Unità d'Italia, nel 1861, venne elevato a Comune autonomo, per poi venire nuovamente soppresso con Regio Decreto del 7 marzo 1875, tornando a far parte del territorio comunale di Arrone, di cui fa parte tutt'ora.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Purtroppo non restano tracce né della rocca, né della cinta muraria, riconoscibile solo da scarne rovine.

Ben conservato é invece l'aspetto del borgo medievale, che si erge al di sopra dell'altura dirimpettaia al borgo di Arrone. Il centro storico, caratterizzato da edifici in pietra calcarea bianca, é costituito da un intricato reticolo di caratteristici vicoli, archi e piazzette, rimasto inalterato nel corso dei secoli.

Nelle vicinanze dell'abitato si trova la Chiesa di San Nicola mentre, sempre non lontano dal borgo, é posto un vecchio mulino del XVI secolo, ora inglobato in un'abitazione privata.


Vicoli del centro storico


Vicoli del centro storico


Vicoli del centro storico

1) CHIESA DI SAN VALENTINO

La Chiesa di San Valentino, posta nella parte alta del centro storico della frazione, venne fondata in epoca altomedievale, forse edificata con il ruolo di pieve tra il VII e l'VIII secolo, durante il Ducato longobardo di Spoleto.

ESTERNO

L'esterno presenta una semplice facciata, ornata da un portale del Cinquecento, sovrastato da una lunetta affrescata con la rappresentazione della Madonna con Bambino.

Il portale é sovrastato da un oculo circolare, che reca inciso sulla muratura alla sua destra un orologio a sei ore, con le cifre a caratteri romani. Sulla sinistra al di sopra della struttura, é posto un piccolo campanile a vela con un solo fornice.


 Facciata dalla Chiesa di San Valentino

INTERNO

Varcata la porta d'ingresso, si scorge l'ambiente interno a navata unica, che presenta, sulla sinistra un prezioso fonte battesimale in pietra mentre, sulla parete destra, é riposto il monumento funebre a Giovanni Campano, patrizio spoletino. Il monumento é sovrastato da resti di affreschi non più leggibili.

Nella nicchia successiva, dove un tempo era affrescata la Crocifissione, della quale poco rimane, é riposta la statua di un Santo che sorregge un modellino del borgo di Casteldilago.

Sulla destra é posta una tela del 1618, raffigurante la Madonna del Rosario, sotto cui sono i resti di un affresco di cui si legge la data di realizzazione, ossia il "1487", insieme al nome del committente.

A seguire si trova un'altra nicchia in cui era probabilmente raffigurata la Madonna con Bambino, con la parte superiore dell'affresco andata probabilmente persa. Sebbene anche la nicchia successiva fosse affrescata, poco rimane dell'originaria decorazione, ora sostituita da una tela raffigurante una Santa e un angelo che sorregge un'ancora.

Sull'arco trionfale di separazione del presbiterio dal resto della chiesa, é riposto un affresco raffigurante l'Annunciazione, con a sinistra la Madonna Annunziata e, sulla destra l'Angelo annunziante. Al centro dell'affresco é raffigurato Dio Padre.

La zona presbiteriale, voltata a crociera, é priva di decorazioni. Sulla sinistra, una piccola porta conduce alla sagrestia ove, in una nicchia, é riposto un lavabo con sopra una raffigurazione del Cristo Morto.

Sulla destra del presbiterio si trova un Crocifisso ligneo. Sulla parete di destra é riposta una tela raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi.

Nella seconda cappella di destra é raffigurata una Crocifissione tra la Madonna e San Giovanni e, a sinistra, Santa Lucia, sulla destra una Santa Martire raffigurata senza alcun attributo, probabilmente Sant'Agata. Gli affreschi della cappella vengono fatti risalire alla fine del XV secolo.

Nella prima cappella di destra é affrescato il Martirio di San Sebastiano, da parete di un pittore ignoto, della fine del XV secolo. Accanto é affrescata una rappresentazione lacunosa di Sant'Antonio Abate mentre, più in basso, una Madonna con Bambino.

Sulla destra dell'ingresso é riposta un'acquasantiera in marmo.

NB. Le informazioni storiche su Arrone, sono state estrapolate dalla sezione "Le origini e la storia di Arrone", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Arrone", in www.comune.arrone.terni.it.

NB. Le informazioni relative alla Torre Civica, sono state estrapolate nella sezione "Torre Civica o Torre degli ulivi a Arrone", nella pagina Internet "il borghista", in www.ilborghista.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Assunta - Arrone (TR)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Giovanni Battista, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Giovanni Battista - Arrone (TR)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Valentino a Casteldilago, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Valentino - Casteldilago (TR)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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