domenica 4 febbraio 2024

POGGIO BUSTONE: PAESE NATALE DI LUCIO BATTISTI SULLE ORME DI SAN FRANCESCO

 STORIA

Posto su una collina a 756 m.s.l.m., Poggio Bustone é un Comune di 2.030 abitanti della Provincia di Rieti, immerso tra le montagne del Lazio, al confine con i Monti Reatini. L'etimologia del nome con cui é conosciuto, pare derivare dai termini latini "Podium", con significato di "Poggio", e "Bustone", derivante dal verbo latino "Burere", col significato di "Bruciare". Come suggerisce il termine, l'ipotesi più accreditata traduce il toponimo del borgo come "Colle Bruciato", probabilmente dal Sole.

Sorto alle pendici del Monte Rosato, sul versante digradante in direzione della Valle Reatina, molto esposto alla luce solare, il paese, nel corso della sua storia subì saccheggi e devastazioni. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, un disastroso incendio di natura dolosa, distrusse il convento francescano e gran parte delle opere d'arte ivi contenute.

Importante testimonianza del tragico incendio, é il pregevole Crocifisso ligneo, esposto presso il romitorio dell'antico convento, annerito dal fumo e dalle fiamme sprigionate. Il borgo deve la sua fama, tra gli altri, a San Francesco d'Assisi, che vi transitò con i suoi compagni nel 1208. Il Santo di Assisi si ritirò in preghiera presso il luogo noto come "Sacro Speco", ove nel XVIII secolo venne edificata una chiesa.

La fama di Poggio Bustone é legata, oltre al Santo di Assisi, anche al cantautore Lucio Battisti, nato in una casa del centro storico. Da poco tempo, molti degli strumenti e dei manufatti del cantautore, sono stati raccolti in un museo a lui dedicato.

Il territorio che circonda il borgo, consente di godere di splendidi paesaggi, e l'ambiente naturale può essere ammirato grazie ai tanti sentieri che percorrono la valle. La cima più elevata della catena montuosa che circonda la valle, é la Cima d'Arme che raggiunge quota di 1.640 m.

Centro storico di Poggio Bustone

Valle Santa Reatina verso Poggio Bustone, sulla sinistra

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Posto su un'altura, in posizione panoramica sulla Valle Santa Reatina, Poggio Bustone possiede un centro storico di grande fascino, in eccellente stato di conservazione, simbolo della spiritualità francescana.

Il nucleo antico presenta un'intricata rete di vicoli, con edifici in pietra, che s'intrecciano tra loro fino a raggiungere la cima ove si trova la chiesa parrocchiale, consacrata a San Giovanni Battista.

Vicolo del centro storico

Altro vicolo del centro storico

Fontana monumentale in pietra


Torrione medievale delle mura

1) PORTA DEL BUONGIORNO E PORTA DELLA TORRE

L'ingresso al centro storico é consentita tramite le due porte che si aprono sulle mura medievali, la Porta del Buongiorno, posta a occidente, e la Porta della Torre, orientata verso est.

Della Porta della Torre, si conservano i resti del basamento della Torre del Cassero, secondo uno schema urbanistico tipico dell'età comunale.

2) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Sul punto più elevato del paese, si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui campanile caratterizza il profilo del borgo.

Salita verso la Chiesa di San Giovanni Battista

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una semplice facciata, e conserva al suo interno, a navata unica, un affresco raffigurante San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate.

3) CONVENTO DI SAN GIACOMO E ROMITORIO DEL SACRO SPECO

A) CONVENTO DI SAN GIACOMO

STORIA ED ESTERNO

La chiesa del convento, consacrata a San Giacomo Maggiore, venne edificata nel XIV secolo.

La facciata presenta un ingresso costituito da un portico riedificato nel 1951, su progetto dell'Architetto Carlo Alberto Carpiceci. Oltre al portico, anche l'intera struttura é stata oggetto di un rinnovamento architettonico, grazie a un intervento conservativo che, nel 2001, lo ha riportato all'aspetto originario.

L'edificio ha una copertura a capriate, mentre la zona absidale presenta una copertura voltata a crociera.


Facciata del Convento di San Giacomo


Campanile del Convento

CHIESA

Varcato l'ingresso, l'interno é a navata unica, e si caratterizza per la bellezza delle immagini custodite nelle pareti.

Interno della chiesa a navata unica

La parete destra presenta una tavola lignea che raffigura la Madonna, il Bambino e San Giuseppe. Grazie ad un intervento di restauro effettuato nel secolo scorso, é stato riportato alla luce un affresco risalente al XVII secolo, raffigurante un non ben individuato Pontefice, probabilmente identificato come Sisto V, affiancati ai lati da San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova.

Sulla parete sinistra sono riposti affreschi di fattura moderna.


Affresco del XVII secolo, raffigurante Sisto V
con San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio
da Padova


Il medesimo affresco del XVII secolo con,
nell'ordine superiore, la tavola lignea della
Madonna con il Bambino e San Giuseppe


Tavola lignea della Madonna con Bambino
sovrastante l'affresco di Sisto V con
San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio
da Padova


Affresco del XVII secolo
raffigurante la Tempesta
Sedata


Abside gotico della chiesa


Altare maggiore


Coro ligneo nella zona retrostante l'altare


Statua lignea raffigurante
Sant'Antonio da Padova


Statua lignea raffigurante la
Madonna di Fatima

CONVENTO

Oltre alla chiesa, la struttura presenta un bel chiostro, in cui é possibile notare il dipinto raffigurante la Madonna con Bambino, affresco di scuola umbra del XV secolo.

Attorno al chiostro, dalla struttura quadrata, si trova il convento, edificato in differenti fasi costruttive, con strutture ricettive che ancora oggi ospitano frati e pellegrini che ne fanno richiesta. I lati del chiostro sono sovrastati da piccole lunette, realizzate nel Seicento e decorate con affreschi che rappresentano le Scene della vita di San Francesco.

Chiostro del Convento in fase di restauro

SANTUARIO INFERIORE

Scendendo le scale, é possibile accedere al Santuario Inferiore, purtroppo ancora inagibile a causa dei danni provocati dal sisma del 2016.

La prima struttura del convento che si incontra é l'antico refettorio, affrescato nel Seicento, con le immagini dell'Ultima Cena, di alcuni Santi Francescani e della Madonna.

Il romitorio costituisce il luogo più suggestivo dell'intero Convento, in quanto é il luogo messo a disposizione di San Francesco e dei suoi compagni, dai monaci benedettini, allora ospiti del Convento. L'ambiente, rinvenuto solo nel 1947, é ricavato nella roccia.

TEMPIETTO DELLA PACE

Nei pressi del Santuario Inferiore, é possibile visitare il Tempietto della Pace, edificato nel 1980 su progetto dell'Architetto Carpiceci, al cui interno é conservata la statua di San Francesco, realizzata da Lorenzo Ferri.

B) ROMITORIO DEL SACRO SPECO

Salendo un sentiero molto ripido, compiendo una passeggiata nel bosco di circa trenta minuti, é possibile scalare la montagna giungendo al Romitorio del Sacro Speco, anche noto con il nome di Grotta delle Rivelazioni. La grotta é il luogo in cui l'Angelo, nelle vesti di un fanciullo, si presentò a San Francesco rassicurandolo nel perdono dei suoi peccati.

Sul luogo é si trova una piccola chiesa, dotata di un campanile di piccole dimensioni.

NB. Le informazioni storiche sul borgo di Poggio Bustone, sono state estrapolate nel post "Storia-Poggio Bustone", nel portale ufficiale del "Comune di Poggio Bustone", in www.comune.poggiobustone.ri.it.

NB. Le informazioni sulla Porta del Buongiorno e sulla Porta della Torre, sono state estrapolate dal post "Centro Storico", nel portale ufficiale del "Comune di Poggio Bustone", in www.comune.poggiobustone.ri.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Giovanni Battista, sono state estrapolate dal post "San Giovanni Battista in Poggio Bustone", nel portale "CHIESA DI RIETI", in www.chiesadirieti.it.

NB. Le informazioni sul Convento di San Giacomo, sono state estrapolate dal post "Santuario di Poggio Bustone", nel portale "SCOPRI LA SABINA. TRA CIBO, ARTE E NATURA", in www.scoprilasabina.it.

NB. Le informazioni sul Convento di San Giacomo e il Romitorio del Sacro Speco, sono state estrapolate dal post "Sacro Speco di Poggio Bustone - Poggio Bustone", nel portale "SCOPRI LA SABINA. TRA CIBO, ARTE E NATURA", in www.scoprilasabina.it.

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