martedì 13 febbraio 2024

RIVODUTRI: BORGO SABINO LEGATO A SAN FRANCESCO D'ASSISI

 STORIA

Le origini di Rivodutri, Comune italiano di 1.149 abitanti in Provincia di Rieti, nel Lazio, risalgono alla Preistoria, come hanno dimostrato rinvenimenti paleontologici che comprendono trecento frammenti di vasellame domestico da stoccaggio, da cucina e da mensa.

Insieme ai centri di Labro, Poggio Bustone e Rieti, venne frequentato da San Francesco d'Assisi durante i pellegrinaggi insieme ai suoi confratelli. Per tale motivo, il territorio su cui sorge borgo é ancora oggi conosciuto come "Valle Santa Francescana".


Centro storico di Rivodutri

Legati alla biografia del Poverello di Assisi, sono due avvenimenti storici, ritenuti miracolosi, accaduti in prossimità del borgo. Il primo evento accadde sulle pendici del Monte Fausola, che sovrasta il borgo: durante uno dei suoi pellegrinaggi sulla montagna, il Santo venne sorpreso da un forte temporale, trovando riparo sotto un albero di faggio che, per proteggerlo, piegò i suoi rami su di lui.

Faggio di San Francesco d'Assisi

Sentiero nel bosco verso il Faggio di San Francesco

L'altro evento miracoloso é quello di un asino che, su ordine del Santo, si tolse i ferri per restituirli a un maniscalco che chiedeva i soldi per averli forniti.


Chiesa di San Francesco d'Assisi


Paesaggio della Valle Santa Francescana


Paesaggio della Valle Santa Francescana

Le prime notizie documentate sul borgo medievale risalgono al 1375, anno in cui Rivodutri divenne un possedimento della fazione guelfa. I guelfi di Rieti, d'intesa con alcune famiglie di Rivodutri, cacciarono i ghibellini dal paese e vi fecero edificare una rocca. Nel momento in cui i ghibellini si mostrarono meno interessati al controllo del piccolo centro, i reatini, per conto del Pontefice, conquistarono Rivodutri annettendolo allo Stato Pontificio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese divenne testimone di una terribile rappresaglia tedesca. All'alba del 31 marzo 1944 giunse nel centro storico, da una frazione posta nelle vicinanze, un corpo militare tedesco.

Dopo aver sparato alcuni colpi s'incamminarono verso il borgo capoluogo e, lungo la strada, avvistarono un contadino che, nel tentativo di eluderli, cercò invano di cambiare strada, ma venne freddato a colpi di arma da fuoco. Nel momento in cui alcuni giovani spararono alcuni colpi di fucile, i tedeschi si convinsero ancora di più della presenza di forze partigiane, iniziando a sparare sulle abitazioni civili.

I soldati tedeschi entrarono nelle case, cacciarono gli abitanti, e li radunarono forzatamente nella piazza del comune per fucilarli sul posto. Tuttavia, qualche istante dopo, al piccolo esercito tedesco giunse un contrordine, e i soldati tedeschi razziarono qualunque tipologia di beni, radunarono gli ostaggi all'interno della chiesa. Verso sera le donne con i bambini vennero liberate, mentre gli uomini furono deportati.

La giornata ebbe termine con un bilancio di nove persone uccise e settantasette deportate.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo antico di Rivodutri, contrariamente a molti paesi della Sabina, presenta strade alquanto grandi, e pochi sono i vicoli, gli archi e le piazzette che caratterizzano altri borghi posti nelle vicinanze come Labro e Poggio Bustone.

Nonostante la ridotta presenza di monumenti e luoghi d'interesse, causata dal rovinoso terremoto che colpì il paese il 31 dicembre 1948, il borgo merita una visita, dato che custodisce importanti testimonianze storiche.


Interno del centro storico


Vicoli del centro storico


Vicoli del centro storico


Piazza principale del borgo


Palazzo comunale

1) PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO

Importante architettura del centro storico é la Chiesa di San Michele Arcangelo, di origini medievali, ma riedificata nel 1775.

L'interno conserva una cappella seicentesca con un affresco raffigurante la Madonna del Rosario.


Chiesa di Santa Maria Assunta
con il campanile sulla destra

Facciata della chiesa

2) PORTA ALCHEMICA O PORTA SANTA

La principale testimonianza storica e monumentale del borgo, a breve distanza dal centro abitato, é costituita dalla Porta Alchemica, anche detta Porta Santa, un arco solitario ornato da sculture e iscrizioni che riportano simboli alchemici dalla difficile interpretazione.


Porta Alchemica

La porta costituiva l'accesso di un palazzo signorile, scomparso a causa dei danni irreparabili arrecati dal rovinoso terremoto del 1948.

Le sue origini e le motivazioni che ne giustificarono l'edificazione, sono tutt'ora avvolti nel mistero.

Sono noti solo coloro che abitavano nel palazzo ove era incorporato il portale, di proprietà della Famiglia Camiciotti. Gli esponenti di questa famiglia furono, per generazioni, a cavallo tra XVII e XVIII secolo, dediti all'esoterismo.

L'arco presenta sulla superficie, dei rilievi scolpiti, ove sono raffigurati simboli legati all'alchimia.

Particolare della Porta Alchemica

Chiave di volta a rilievo della Porta Alchemica

Pilastro destro scolpito a rilievi con figure e simboli alchemici

3) CHIESA DELLA MADONNA DELLA VALLE

Nelle immediate vicinanze del centro storico si trova la piccola Chiesa della Madonna della Valle, importante testimonianza storica del borgo.

La chiesa venne edificata con lo scopo di conservare il rilievo della Vergine con Bambino, apparso miracolosamente nelle vicinanze di una piccola cappella posta nella valle sottostante al paese. L'evento miracoloso risale al 1652, quando l'icona apparve ad un signore di nome Alessio Damiani.

Nonostante il tentativo di trasferire l'immagine nella chiesa parrocchiale, questa scomparve miracolosamente per tre volte dal luogo in cui venne trasferita, per ricomparire sulla superfice rocciosa dove venne originariamente avvistata. Si decise così di edificare sul luogo, un piccola cappella destinata a conservare la preziosa icona.

Secondo la tradizione, nel 1750, un masso staccato dalla montana colpì la piccola cappella distruggendola. Al suo posto venne edificata una nuova cappella, corrispondente alla struttura oggi ammirabile.

Chiesa della Madonna della Valle

INTERNO

L'interno é a navata unica con due altari per ogni parete, ivi riposti nel 1827. La struttura venne restaurata nel 1927.

Interno della chiesa

Alle pareti si trova una tela raffigurante San Giuseppe da Leonessa. Sull'altare maggiore, di gusto barocco, si conserva la miracolosa icona della Vergine con Bambino.

Altare maggiore barocco

Icona miracolosa a rilievo della Madonna con Bambino

NB. Le notizie storiche sul borgo di Rivodutri, sulla Parrocchiale di San Michele Arcangelo e sulla Porta Alchemica, sono state estrapolate dal post "Rivodutri", nella pagina Internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

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