domenica 3 marzo 2024

ALVIANO: MEDIO EVO, CAPITANI DI VENTURA E AREE NATURALI PROTETTE

 STORIA

Comune di 1.466 abitanti in Provincia di Terni, Alviano possiede un piccolo borgo medievale, situato su un'altura della Valle del Tevere a 251 m.s.l.m., circondato da uno scenario naturale di grande fascino.

Nel XII secolo divenne feudo della Famiglia dei Duchi Alviani, raggiungendo il momento di massima potenza e prosperità, in particolare con il governo del condottiero Bartolomeo d'Alviano, cui si deve la riedificazione e l'ampliamento del castello fortificato, che divenne una possente fortezza, adibita a dimora signorile.

MONUMENTI, LUOGHI D'ARTE ED AREE NATURALISTICHE

Nonostante le ridotte dimensioni del centro storico, Alviano offre al turista la possibilità di compiere un itinerario ricco di storia, arte e natura, capace di soddisfare tutte le possibili esigenze, in un territorio tutto da scoprire.

Borgo medievale di Alviano

1) CASTELLO DI ALVIANO , CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEI CAVALIERI DI VENTURA E MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA "LA TERRA E LO STRUMENTO"

Principale attrazione storica, in grado di attirare i turisti alla visita del borgo, é il possente castello rinascimentale, edificato in posizione dominante sulla Valle del Tevere.

Le origini della fortezza risalgono al 995, con il Conte Offredo di Germania capostipite, secondo la tradizione, della Famiglia d'Alviano. Nonostante la sua antichissima fondazione, dell'originario maniero resta ben poco, dato che nel 1495 la struttura venne distrutta dalle truppe amerine.

Dopo la distruzione dell'antica fortezza presero avvio, nel 1500, i lavori di riedificazione del Castello, su iniziativa dello stesso Bartolomeo d'Alviano. Con la conclusione dei lavori, il Castello venne trasformato in una sontuosa residenza rinascimentale, in grado di mantenere inalterato il carattere di fortezza difensiva.

Con la morte di Livio, figlio di Bartolomeo, nel 1537, la dinastia degli Alviano si estinse per mancanza di eredi. Fu in tale contesto che il Pontefice Paolo III Farnese, obbligò la moglie del condottiero, Pantasilea Baglioni, e le figlie, a cedere la proprietà del Castello alla Camera Apostolica.

Con la cessione della proprietà e l'ingresso di Alviano nello Stato Pontificio, la fortezza entrò in un periodo di decadenza, a causa della perdita d'importanza militare. Nei secoli successivi divenne la sede di numerose famiglie nobili.

In particolare, viene ricordata la figura di Donna Olimpia Maidalchini, donna di grande potere e pessima fama, grazie alla quale il cognato riuscì a salire al soglio pontificio con il nome di Innocenzo X Pamphilj. Pare che Donna Olimpia attirasse ragazzi per la soddisfazione delle sue volontà sessuali facendo intenzionalmente cadere un fazzoletto che questi per caso raccoglievano. Dopo aver offerto loro vino e cibo, ed aver soddisfatto le sue voluttuosità, li avrebbe gettati nei sotterranei del Castello, e di loro nessuno avrebbe saputo più nulla.

Castello di Alviano con torrioni angolari


Torrione angolare del Castello

Mascherone sulla muratura esterna del Castello


Rivellino del Castello


Portale di accesso a tutto sesto

STRUTTURA

L'edificio venne costruito secondo i dettami della nuova ingegneria militare del Cinquecento, con una pianta quadrangolare, ai cui angoli sono disposti torrioni a sezione circolare. Le possenti murature esterne terminano con una scarpata.

L'interno del Castello presenta grandi ambienti adibiti a varie funzioni. L'ambiente più interessante dal punto di vista artistico é la Cappella di San Francesco, piccola cappella che si apre nel cortile principale della fortezza, di forma quadrangolare.


Cortile principale quadrangolare

La cappella é mirabilmente decorata con affreschi seicenteschi, attribuiti al pittore Giuseppe Bastiani, che raffigurano episodi della vita dal Santo durante la sua permanenza ad Alviano, tra cui spicca la scena del Miracolo delle Rondini, avvenuto nel 1212. In tal caso San Francesco viene raffigurato nell'intento di cacciare le rondini dal paese, che avevano infastidito gli abitanti del posto.


Cappella di San Francesco affrescata nel XVII
secolo dal pittore Bastiani


Affresco di San Francesco che caccia le rondini
che stavano infastidendo gli abitanti del posto


Affresco di San Francesco che parla alla
popolazione di Alviano


Abside della Cappella di San Francesco
affrescata con la Madonna Assunta tra
San Francesco d'Assisi, sulla destra e
Sant'Antonio da Padova, sulla sinistra

Nelle tre stanze ubicate nelle vicinanze della biglietteria, é possibile osservare affreschi attribuiti a Giovanni Antonio de Sacchis detto "Il Pordenone".


Salone della biglietteria, decorato con affreschi
di Giovanni Antonio de'Sacchis, detto
"il Pordenone"


Affresco della volta della sala raffigurante
lo Stemma Gentilizio della Famiglia d'Alviano


Fregio affrescato dal Pordenone che corre
lungo le pareti del salone


Camino in pietra della sala che
ospita la biglietteria


Salone d'onore del Castello

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE BARTOLOMEO D'ALVIANO E CAPITANI DI VENTURA UMBRI

Nei sotterranei del Castello sono ospitati due interessanti musei, tra i quali il Centro di Documentazione Bartolomeo d'Alviano e Capitani di Ventura Umbri e il Museo della Civiltà Contadina la Terra e lo Strumento.

Nel piano interrato del Castello avevano sede, nel Cinquecento, la scuderia e la fonderia dei cannoni. Il percorso espositivo ospita antichi strumenti di lavorazione dei campi, documenti storici, armature e riproduzioni video e fotografiche. Il nucleo principale dell'esposizione ruota intorno a Bartolomeo d'Alviano, ripercorrendo le tappe principali della sua azione politica e culturale, che aveva il suo centro nevralgico nella città di Pordenone, città di cui era Signore e in cui aveva fondato un'Accademia nel 1508.

Interessante é la sala adibita ad ospitare le scuderie, ove sono conservate ancora intatte, le volte originarie dell'epoca.


Padiglioni illustrativi del Centro di Documentazione
Bartolomeo d'Alviano e Capitani di Ventura Umbri

MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA "LA TERRA E LO STRUMENTO"

Sempre nella grande aula sotterranea é allestito il Museo della Civiltà Contadina "La Terra e lo Strumento", ove vengono esposti e conservati, strumenti adatti al lavoro nei campi e allo svolgimento della vita domestica quotidiana.

Tra gli strumenti che é possibile osservare, vi sono attrezzi per la coltivazione della vite, dell'ulivo e della canapa, attrezzi utilizzati per la pesca e l'allevamento degli animali domestici.


Strumenti da lavoro esposti nella sala principale che
ospita il Museo della Civiltà Contadina "La Terra
e lo Strumento"

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO

Nella parte bassa del borgo, a ridosso delle mura medievali, sorge la chiesa parrocchiale del paese, consacrata a Santa Maria Assunta in Cielo.

Non si hanno notizie certe e documentate in merito alla sua origine: la prima citazione risale al 1275. Da qui si evince l'esistenza di una chiesa di Santa Maria d'Alviano, che possedeva un collegio di canonici, elevata quindi al rango di Collegiata.

La chiesa venne ampliata e rinnovata nel Cinquecento in stile rinascimentale, su un probabile progetto di Bartolomeo d'Alviano, che impostò un ambiente basilicale a tre navate, e la volle consacrare al culto dei Santi Pietro e Paolo. La consacrazione ai due Santi Patroni di Roma non fu mai portata a compimento, dato che l'edificio rimase sempre consacrato all'Assunta. La Signoria dei d'Alviano ne finanziò l'abbellimento.

ESTERNO

La facciata della chiesa presenta un aspetto molto semplice, fornito di una copertura a capanna a doppio spiovente. La superfice della facciata é intonacata e, al centro dell'ordine inferiore, si apre un portale quadrangolare con cornice in travertino lavorato e sormontato da un timpano spezzato.

Portale maggiore con cornice in travertino e timpano spezzato

Sull'architrave viene riportata la data del "1506", anno in cui vennero eseguiti i lavori di rifacimento a cura dell'Architetto Bartolomeo Attilio Liviani, e della stessa consacrazione dell'edificio ai Santi Pietro e Paolo Apostoli.

In alto si apre un piccolo oculo, impreziosito da una cornice lavorata in travertino.

Oculo con cornice lavorata in travertino

Sulla sinistra rispetto al corpo principale della chiesa, é riposto il campanile, costituito da una torre in muratura a sezione quadrangolare. La cella campanaria posta in alto, presenta un'apertura unica ad arcata.

INTERNO

L'interno della chiesa ha una pianta a croce latina, distinta in tre navate.


Interno della chiesa in stile romanico, con pianta
a croce latina, distinta in tre navate


Pregevole Fonte Battesimale
ligneo intagliato

Nel 1418 trovò sistemazione nella chiesa la tavola della Madonna Assunta circondata da angeli glorificanti di Niccolò Alunno. In origine la tavola era fornita anche di due sportelli laterali, che andavano a costituire un trittico, dipinti con le figure di San Giovanni Battista e di San Sebastiano, attualmente conservati presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma.


Abside semicircolare

Nel 1516 Pantasilea Baglioni, seconda moglie di Bartolomeo d'Alviano, commissionò all'artista Giovanni Antonio de'Sacchis detto "il Pordenone", la realizzazione dell'affresco raffigurante la Madonna con Santi, visibile nel secondo altare della navata destra.

Nell'affresco la stessa Nobildonna Pantasilea Baglioni, si fece ritrarre dall'artista.


Affresco del 1526 raffigurante la Madonna con Santi,
di Giovanni Antonio de'Sacchis, detto "il Pordenone"

3) OASI NATURALE DEL WWF

Il Comune di Alviano é conosciuto in Italia non solo per la presenza del possente Castello, e per il personaggio storico di Bartolomeo d'Alviano, ma anche per ospitare, all'interno del territorio comunale, un'importante oasi naturalistica di proprietà del Fondo Internazionale pre la Conservazione della Natura Selvaggia, in inglese "World Wild Found for Nature", anche denominato "World Wildlife Found", comunemente conosciuto con l'acronimo "WWF".

Alla fine degli anni Sessanta del XX secolo, dopo soli sette anni dalla costruzione della diga di sbarramento sul Fiume Tevere e la creazione del bacino artificiale del Lago d'Alviano, ci si rese conto che il lago che si era formato aveva attirato numerose specie di uccelli in migrazione.


Bacino lacustre artificiale del Lago di Alviano,
nell'area dell'Oasi protetta del WWF


Altra veduta dello specchio d'acqua artificiale
del Lago di Alviano

Solamente nel 1977 la Regione Umbria decretò il divieto di caccia su tutta l'area, garantendo la tutela delle specie animali, tra cui varie specie ittiche e di uccelli migratori che nidificano nell'area.

L'area é attrezzata di sette chilometri sentieri e dodici punti di osservazione per il "birdwatching". Nel 1983 la Provincia di Terni istituì il primo sentiero naturale attrezzato per le visite. Tra gli uccelli che fanno parte dell'ecosistema del lago, possono essere considerati gru, oche selvatiche e cigni.


Sentiero che conduce sulle sponde del lago


Esemplare di cigno che nuota nelle
acque del lago

NB. Le informazioni sulla storia di Alviano, sono state estrapolate dal post "Alviano. Dalla Rocca all'Oasi naturalistica del Lago di Alviano", nel portale Internet "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni sulla Cappella di San Francesco all'interno del Castello di Alviano, sono state estrapolate dal post "Cappella di San Francesco", nel portale istituzionale del "Comune di Alviano. Provincia di Terni", in www.comune.alviano.tr.it.

NB. Le informazioni relative al Museo dei Capitani di Ventura e al Museo della Civiltà Contadina "La Terra e lo Strumento", sono state estrapolate dal post "MUSEO dei Capitani di Ventura", nel portale istituzionale del "Comune di Alviano. Provincia di Terni", in www.comune.alviano.tr.it.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, sono state estrapolate dal post "Santa Maria Assunta in Cielo", nel portale istituzionale del "Comune di Alviano. Provincia di Terni", in www.comune.alviano.tr.it.

NB. Le informazioni sull'Oasi Naturalistica del WWF, sono state estrapolate dal post "OASI DI ALVIANO", nel portale istituzionale del "Comune di Alviano. Provincia di Terni", in www.comune.alviano.tr.it.

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