STORIA
Pitigliano é un Comune di 3.581 abitanti della Provincia di Grosseto, compreso nel territorio storico della Maremma Toscana, e uno dei più rinomati e caratteristici centri abitati della zona. Sorge ad una quota di 313 m.s.l.m., al di sopra di uno sperone tufaceo, abitato sin dall'antichità dal popolo etrusco.
Il nome etrusco del borgo non é conosciuto. Un'ipotesi accreditata lo identifica in Statnes o Staties, trasformato in epoca romana in Statonia. Il toponimo con cui é conosciuto, sembra invece derivare dalla gens romana Petilia. Una leggenda attribuisce la fondazione della città all'iniziativa di due cittadini romani, Petilio e Celiano. Dalla fusione di tali termini, sarebbe derivato il toponimo "Pitigliano".
I primi insediamenti documentati sulla rupe ove sorge Pitigliano, risalgono all'Età del Bronzo, ma gli insediamenti rupestri della zona sono molto più antichi, e vengono fatti risalire al Neolitico, nel VI millennio a.C..
L'insediamento etrusco di Pitigliano, raggiunse il momento di massimo splendore nel VI secolo a.C., anche grazie ai rapporti con la potente città di Veio, posta nelle vicinanze. L'insediamento sulla rupe, andò pian piano a sostituire quello di Poggio Buco, ove sono stati riportati alla luce una necropoli e resti di un tempio. L'antico insediamento venne distrutto da Porsenna, Re di Chiusi, nel 500 a.C..
A partire dal I secolo a.C. la cittadina, come tutto il territorio maremmano, venne conquistata dai Romani, che vi realizzarono fattorie e villaggi. Il toponimo "Pitigliano" fece la sua prima comparsa ufficiale, in una bolla papale di Nicola II, destinata ai Vescovi di Sovana.
Un documento del 1188, rivela che alla fine del secolo, iniziarono a prendere piede nella zona le famiglie feudatarie, in particolare gli Aldobrandeschi, che presero possesso del feudo di Pitigliano, come di tutti i feudi compresi nel territorio maremmano. Nel Duecento, la volontà di autonomia amministrativa, la portò a scontrarsi con i Comuni vicini più potenti, in particolare con Orvieto.
Nel 1313 attraverso una strategia matrimoniale, gli Aldobrandeschi cedettero il feudo ai Duchi di Gravina Orsini, compresa la Contea di Sovana. Gli Orsini dovettero fare fronte a numerose guerre con le vicine rivali, in particolare Siena, che nel 1410 s'impdronì di Sovana. Tale episodio, costrinse gli Aldobrandeschi a spostare la capitale della loro Contea da Sovana a Pitigliano.
Nel 1604 il Granduca di Toscana Ferdinando I, acquistò tutti i possedimenti degli Orsini nella Maremma, ponendo fine alla Contea autonoma di Pitigliano. A partire dalla metà del secolo si andò incrementando nel borgo, la presenza degli ebrei, che qui trovarono rifugio dalle persecuzioni cui erano vittime in tutto il continente europeo. Tale tranquillità permise alla comunità ebraica di Pitigliano di svilupparsi, portando alla nascita di un vero e proprio quartiere ebraico e di una sinagoga all'interno del borgo. Per tale motivo, Pitigliano é nota in Italia con l'appellativo di "Piccola Gerusalemme Toscana".
Assoggettata dai Medici, nel 1643 le truppe pontificie tentarono d'impossessarsene, ma il tentativo non andò a buon fine.
Nel 1843 Pitigliano divenne sede diocesana, prima assegnata a Sovana, venendogli riconosciuto il titolo onorifico di città.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Pitigliano presenta un centro storico ben conservato, caratterizzato da piccole stradine che s'intersecano tra di loro e convergono nella piazza centrale, dove si erge il palazzo comunale. Al di sotto della rupe tufacea si aprono gli antichi insediamenti di epoca etrusca.
1) ACQUEDOTTO MEDICEO
Percorrendo Via Cavour che consente l'accesso al centro storico, si nota immediatamente l'imponente struttura dell'Acquedotto Mediceo, composto da tredici possenti arcate a tutto sesto.
La realizzazione dell'acquedotto monumentale venne commissionata nel 1466 dal Conte Ildebrandino II Orsini, con lo scopo di regimentare il flusso delle acque, indirizzandola verso il Palazzo Comunale.
Due secoli più tardi. quando la Contea di Pitigliano passò sotto il controllo mediceo, la comunità chiese, ed ottenne, la possibilità di convogliare l'acqua al di fuori del centro abitato.
L'edificazione del nuovo acquedotto ebbe inizio nel 1638. L'imponente opera pubblica, presenta una struttura a doppio arco poggiante su un pilastro a livello del primo fossato, percorrendo interamente le mura castellane, fino a scavalcare il secondo fossato tramite un ulteriore imponente pilastro ove poggiano due arcate.
2) ANTICA FONTE
Nella centrale Piazza della Repubblica é riposta l'antica fonte medievale, che rappresenta il punto terminale del percorso del monumentale Acquedotto Mediceo.
L'aspetto odierno della fonte é frutto di un rimaneggiamento strutturale integrale, con un'ampia vasca poggiante su un parapetto. Il parapetto é impreziosito da bassorilievi scolpiti con motivi araldici, tra i quali l'Orso, simbolo della Famiglia Orsini, e due mascheroni forgiati in ghisa, allegorie dell'impetuosità di due fiumi.
3) MONUMENTO ALLA PROGENIE URSINEA
Al limite della Piazza Gregorio VII, si erge un'opera scultorea in travertino a sezione quadrangolare, ornata da bassorilievi.
L'opera venne realizzata nel 1490, impreziosita da motivi decorativi e bellici, oltre alla rappresentazione delle insegne della comunità di Pitigliano.
4) CONCATTEDRALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO
La principale architettura ecclesiastica del borgo é la Concattedrale dei Santi Pietro e Paolo, edificata in stile barocco nel XVIII secolo.
DESCRIZIONE
L'esterno della struttura presenta un doppio loggiato, composto da arcate voltate a crociera. L'attuale facciata, in stile barocco, é scandita da eleganti lesene, aggiunte alla struttura principale nel 1758. ornate da stucchi e volute architettoniche. Sulla facciata si aprono due nicchie, ove sono riposte le statue dei Santi Pietro e Paolo.
Nell'ordine superiore della facciata é riposto, al centro, un bassorilievo in Marmo di Carrara raffigurante l'Assunzione della Vergine tra gli angeli e i Santi Rocco e Antonio Abate.
Annessa al corpo principale della chiesa é la torre campanaria, composta da tre ordini di blocchi per un'altezza di 26 m.
INTERNO
Dell'originario ambiente interno, consacrato al culto di San Pietro Apostolo, non resta nulla, a causa del successivo rifacimento cinquecentesco. L'unico residuo architettonico appartenente all'antica struttura, é il portale maggiore ornato da timpano e colonne.
Un pregevole fonte battesimale del XVI secolo, precede una tela di Francesco Vanni, del XVI - XVII secolo, raffigurante la Madonna del Rosario.
Nel presbiterio sono conservate due tele, di grandi dimensione, realizzate nel 1885 da Pietro Aldi, su commissione del Cardinale Ildebrando Aldobrandeschi, futuro Papa Gregorio VII. Una delle due tele rappresenta l'Umiliazione di Enrico IV a Canossa mentre, l'altra, Ildebrando che riceve la vocazione divina nella bottega del genitore Bonizo.
5) CHIESA DI SAN ROCCO
La Chiesa di San Ricco, compresa sin dal 1066 tra i possedimenti della Diocesi di Sovana, venne edificata al di sopra dei resti di un tempio pagano. Dell'antico edificio romanico, risalente al XII secolo, é possibile ammirare una scultura, riposta sul lato occidentale della chiesa.
ESTERNO
La facciata cinquecentesca della chiesa presenta un ingresso sopraelevato, raggiungibile grazie a due scalinate, raccordate in basso da una fontana con vasca rettangolare.
Nell'ordine superiore si apre un rosone circolare, ornato da una vetrata policroma nel quale é raffigurato San Rocco. Nella muratura esterna prossima all'ingresso della torre campanaria, é riposto l'affresco del XVI secolo della Madonna del Viandante.
INTERNO
L'interno della chiesa presenta una pianta trapezoidale, con transetto, presbiterio e abside semicircolare.
Lo spazio é ripartito in tre navate da due file di colonne in travertino. L'abside é affrescato con la rappresentazione di figure umane. Nel catino absidale é affrescata la Vergine assunta i cielo, tra nuvole e angeli.
Al di sopra dell'abside, sulla parete del timpano, sono raffigurati stemmi policromi, appartenenti ad alcuni Vescovi, succedutisi a capo della diocesi. Tra di essi sono riconoscibili quello del Granducato di Toscana, quello di Casa Savoia e lo stemma seicentesco della comunità di Pitigliano.
Nel lato occidentale della chiesa, é riposta una struttura realizzata da un'artista lapicida influenzato dalla scultura lombarda, che rappresenta una figura maschile con barba folta, simboleggiante la fermezza e la forza che si contrappongono alla tentazione del male, identificato nelle due figure bestiali poste ai lati.
NB. Le informazioni storiche sul borgo di Pitigliano, sono state estrapolate nel post "La Storia", nel portale ufficiale della "Città di Pitigliano. Provincia di Grosseto", in www.comune.pitigliano.gr.it.
NB. Le informazioni concernenti l'Acquedotto Mediceo, l'Antica Fonte e il Monumento alla Progenie Ursina, sono state estrapolate dalla sezione "MONUMENTI", nel portale "Visit Pitigliano", in www.visitpitigliano.com.











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