sabato 20 aprile 2024

FIANO ROMANO E LA VILLA ROMANA DI LUCUS FERONIAE: TESTIMONIANZE ROMANE E MEDIEVALI NEI PRESSI DEL MONTE SORATTE

 STORIA

Fiano Romano é un Comune italiano di 15.708 abitanti della Città Metropolitana di Roma Capitale, posta al nord della Capitale, nei pressi del Monte Soratte e della regione storica della Sabina.

Tra l'VIII e il VI secolo a.C. nel territorio di Fiano s'insediarono gli Etruschi, che riuscirono ad affermarsi nei territori dell'Italia settentrionale fino a Bologna e Mantova e, nell'Italia Meridionale, fino a Capua e alla Campania.

Tra le città Stato che gli Etruschi fondarono a nord di Roma, particolare rilevanza rivestì Capena, che all'epoca contava cinquemila abitanti. Tra il V e il IV secolo a.C., la città di Roma accrebbe talmente tanto la propria importanza da ribellarsi agli Etruschi e distruggere molte delle città Stato nemiche, tra le quali Veio e, probabilmente, la stessa Capena.

I capenati scampati alla distruzione della città si rifugiarono nelle circostanti zone collinari che, sotto l'amministrazione romana, accrebbero sempre più la propria dimensione e importanza. Sorsero in tal modo le cittadine di Fiano Romano, Civitella San Paolo, Capena, Morlupo, Rignano Flaminio e Castelnuovo di Porto.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e le Invasioni Barbariche, le autorità ecclesiastiche rappresentarono l'unica fonte di potere da cui i cittadini poterono sentirsi rappresentati. Nel territorio di Fiano, il potere spirituale e temporale della Chiesa venne diffuso dai monaci Benedettini.

La prima attestazione scritta di Fiano Romano, é riportata nel diploma di Lotario I, redatto nell'840 per l'Abbazia di Farfa. Nel 1300 gli Orsini acquistarono la metà del fondo di Fiano, mentre l'altra metà entrò a far parte del patrimonio della Famiglia feudataria tra il 1404 e il 1406.

Tra le figure che hanno fatto la storia della cittadina vi é Francesco da Fiano, importante letterato del Quattrocento, del quale rimane sconosciuta la vera data di nascita. Tra i Signori feudatari che si avvicendarono al governo, grande importanza rivestì Niccolò III Orsini (1442 - 1510).

Niccolò III, cui vennero riconosciuti anche i titoli di Conte di Pitigliano e Sovana, fece edificare il possente Castello Ducale tra il 1489 e il 1493, su disegno di Giuliano da Sangallo.

Il feudo di Fiano rientrò tra i possedimenti degli Orsini fino al 1600, anno in cui il Duca Alessandro Orsini lo vendette a Caterina De' Nobili. Nel 1621 il Generale pontificio Orazio Ludovisi, acquistò il Ducato di Fiano rivendendolo, nel 1690, al Pontefice Alessandro VIII, il quale lo donò a sua volta a suo nipote Marco Ottoboni.

Gli Ottoboni rimasero Signori di Fiano fino al 1897, quando il feudatario Marco Boncompagni Ludovisi Ottoboni lo vendette al costruttore Carlo Menotti. Da Carlo, la proprietà passò al figlio Mario che, dopo la Grande Guerra, ne cedette una parte agli ex combattenti. Con l'inizio del regime Fascista, Mario Menotti andò in esilio volontario in India, dove morì, e l'amministrazione del feudo venne ceduta al Conte Orsolino Cencelli.

Con la fine della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, i fianesi intrapresero una lunga lotta per l'acquisizione della proprietà delle terre che ricadevano nel proprio Comune.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Fiano Romano, si caratterizza per il tipico aspetto medievale, impreziosito ancor più dalle imponenti strutture del Castello Orsini, della Porta di accesso al borgo e degli altri monumenti, che gli conferiscono un aspetto monumentale.

Centro storico di Fiano Romano

Torretta a sezione quadrangolare delle mura medievali

Porta di accesso al centro storico

1) CASTELLO ORSINI

Principale monumento che caratterizza lo skyline del borgo medievale, il Castello Orsini venne edificato all'inizio dell'Età Medievale, su uno sperone roccioso.

L'edificio attuale é frutto di numerosi interventi di rifacimento e restauro strutturale, commissionati dal Pontefice Niccolò III Orsini, che nel 1493 ampliò la preesistente rocca medievale, e dal Duca Marco Ottoboni, che nel XVII secolo portò a termine la struttura, con la realizzazione dell'ala dinanzi alla Porta Capena e Via Roma.


Veduta del Castello Orsini dal cortile interno

Mastio del Castello

ESTERNO

Il Castello presenta due possenti torri, alle quali veniva affidata la funzione di ultimo baluardo difensivo.

La torre dalle minore dimensioni, ha una sezione quadrangolare a scarpata, esposta a sud est, mentre la seconda, di dimensioni maggiori, é a sezione circolare e costituisce il mastio. Questo, con un'altezza di trenta metri, é innestato nel cassero e presenta murature esterne molto spesse.

L'accesso alla fortezza é anticipato dal cortile quadrangolare, che presenta un doppio ordine di archi a tutto sesto sormontati dalla scala che conduce al piano nobile.

INTERNO

L'interno del Castello presenta un'ala quattrocentesca, commissionata da Papa Niccolò III, composta da nove sale.

Cortile interno quadrangolare

Loggiato del cortile quadrangolare

Terrazza superiore del Castello

La Sala Montefeltro, impreziosita da splendidi scranni lignei scolpiti e intarsiati, ispirati allo studiolo del Duca Guidobaldo da Montefeltro di Urbino.

La Sala Studio Orsini affrescata con gli stemmi del casato e del Conte Niccolò III. Viene qui conservata anche una teca per l'olio santo che reca le immagini scolpite dei Santi Giovanni Battista, Girolamo, Rocco e Caterina d'Alesandria. Il camino é scolpito con le iniziali di Elena Conti, moglie di Niccolò III e il simbolo dell'Orsa che brandisce un compasso.


Camino il pietra con le iniziali di Elena Conti
e il simbolo dell'Orsa che brandisce un compasso

Volta affrescata della Sala Studio Orsini

Nella Sala della Guardia il Pontefice Alessandro VI Borgia celebrò, il 19 dicembre 1493, la cerimonia della Concessione delle Indulgenze.

La Sala del Coro costituisce un piccolo ambiente di passaggio decorato con affreschi policromi.

E' un piccolo ambiente affrescato con decorazioni policrome con bordature rivestite di oro zecchino, mentre la Sala dello Zodiaco, contiene affreschi raffiguranti le dodici costellazioni zodiacali, e gli stemmi delle famiglie imparentate con gli Orsini.

Sulla volta a botte della sala é raffigurata l'Orsa, che lega con fili di perle gli stemmi dei casati delle altre Famiglie nobiliari dei Savelli, Aragona, Montefeltro, Borgia, Medici, Colonna, Farnese, Conti, Anguillara e Cattani.

Di seguito é la Sala delle Vergini, anche denominata Sala Blu. Si caratterizza per l'assenza del camino, e le lunette affrescate con quattro donne che annunciano la nascita del Redentore.

Vi é poi la Sala del Cristo, il cui soffitto é affrescato dagli stemmi degli Orsini e, al centro, il sacro cuore di Gesù; la Sala degli Ubaldini e la Sala del Melograno, danneggiata dai recenti interventi di ristrutturazione, che ne hanno deturpato la decorazione originaria. Conserva un camino in pietra che riporta la data del 1493.

2) CHIESA DI SANTO STEFANO NUOVO

Tra le tante chiese presenti nel centro storico, l'unica ad essere ancora consacrata al culto é la Chiesa di Santo Stefano Nuovo, la cui mole si erge sulla piazza principale del paese.

La struttura risale alla seconda metà del Quattrocento, subendo un integrale rifacimento nel 1774, come si evince da documenti contenuti nell'Archivio di Stato.

DESCRIZIONE

Mentre l'esterno della chiesa non presenta opere di pregio, molto bello é invece l'interno, in stile romanico, a pianta basilicale, ripartito in tre navate da due file di colonne in travertino a sezione quadrangolare.

Facciata della Chiesa di Santo Stefano Nuovo

Campanile della chiesa

Interno romanico a tre navate

L'altare é sovrastato dallo splendido ciborio, sostenuto da quattro colonne sovrastate da capitelli corinzi, al centro del quale é riposto un affresco di Antonio di Massaro detto "il Pastura", raffigurante la Madonna con i Santi Giovanni Battista, Stefano, Biagio e Pietro.

Ciborio in pietra con l'affresco della Madonna con i Santi Giovanni Battista, Stefano, Biagio e Pietro, realizzato da Antonio di Massaro detto "il Pastura"

Nella navata destra si trovano due affreschi staccati, salvati dall'ex Chiesa di Santa Maria ad Pontem, ora diruta, il monumento sepolcrale a Niccolò III Orsini e la Cappella dell'Annunziata, contenente una bella tavola del Salvador Mundi con ai lati affreschi di angeli.

Affresco staccato della Madonna con Bambino in un'edicola gotica

Nella navata sinistra é riposto il sarcofago di Pietro Gregorio Boncompagni Ludovisi. Notevole é una piccola cappella absidata, impreziosita da un Crocifisso ligneo e un altare con basamento in pietra.

Sarcofago in pietra di Pietro Gregorio Boncompagni Ludovisi

3) CHIESA DI SANTO STEFANO VECCHIO

Al di fuori del centro storico é posta la Chiesa di Santo Stefano Vecchio.

Realizzata in stile romanico tra l'XI e il XII secolo, cadde in rovina, e venne restaurata nel XVIII secolo tramite aggiunte e rifacimenti strutturali.

ESTERNO

L'ordine inferiore della facciata é impreziosito dal portale, fiancheggiato da due candelabri di bronzo tortili decorati da girali di alloro.

INTERNO

L'interno della chiesa, in stile romanico, é ripartito in tre navate, suddivise da colonne di granito sovrastati da capitelli tutti differenti.

L'attuale altare é in marmo greco, mentre l'altare originario é oggi conservato al Metropolitan Museum di New York.

4) ANTIQUARIUM E SITO ARCHEOLOGICO DELLA VILLA ROMANA DI LUCUS FERONIAE

Tra i territori comunali di Fiano Romano e Capena, nelle vicinanze dell'Autostrada del Sole, si trova la grande Villa Romana di Lucus Feroniae.

In epoca repubblicana vi sorgeva il Santuario della Dea Feronia, divinità pagana protettrice delle greggi e della fertilità. Nella zona prossima al tempio, si trovava un fitto bosco che si estendeva fino alle soglie del Monte Soratte.

Nel 211 a.C. le truppe di Annibale saccheggiarono il tempio, allora famoso per la sua ricchezza e opulenza. L'unica epigrafe che ne attesta l'esistenza é costituita da un'iscrizione del 266. Il culto della dea Feronia, ebbe termine verso il 300, con il diffondersi del Cristianesimo.

La villa venne riportata alla luce nel 1952, anno in cui vennero alla luce frammenti di anfore, pietre e iscrizioni lapidee.

ANTIQUARIUM

Nell'antiquarium della villa si conservano anche una splendida testa di marmorea di Vespasiano e un'ara di epoca ellenistica.

Capitello del pilastro del tipo "a sofà" in travertino, del I secolo a.C. - I secolo d.C.

Iscrizione su lastra di Marmo Tasio del 216 rinvenuta presso gli edifici a sud est del foro

Statua marmorea di un Satiro della prima metà del II secolo

Sala espositiva con sculture del I secolo

VILLA DEI VOLUSII

Tra le numerose ville rinvenute, che costituirono l'insediamento romano di Lucus Feroniae, la principale é rappresentata dalla Villa dei Volusii, riportata alla luce nel 1962 nelle immediate vicinanze dell'Autostrada del Sole, e ben mantenuta e conservata.

Due iscrizioni rinvenute nello scavo testimoniano l'esistenza della Famiglia Volusia e di un suo membro, Saturnino, importante personaggio politico della fine del I secolo.

Le iscrizioni, insieme agli altri materiali lapidei e statue rinvenute nella villa, sono esposti nel vicino antiquarium del sito archeologico di Lucus Feroniae.

Molto belli sono i pavimenti a mosaico che impreziosiscono l'atrio della villa, caratterizzati da tessere policrome dai colori molto accesi.


Giardino della villa romana


Colonne del giardino


Altra visuale delle colonne del giardino


Atrio della villa


Mosaici dell'atrio con effetto tridimensionale


Appartamenti privati confinanti con l'atrio


Mosaico degli appartamenti confinanti con
l'atrio con effetto tridimensionale


Dettaglio delle tessere con effetto tridimensionale


Pavimentazione marmorea della villa


Giardino della villa


Stanza della villa con altare dedicata
al culto di Mitra o di altre divinità
arricchita da pavimentazione musiva


Altare della stanza con un
albero scolpito a rilievo


Pavimento musivo a tessere bianche e nere ai piedi dell'altare

Sottopassaggio che consente l'accesso agli ambienti della villa oltre l'autostrada, ancora non esplorati

Murature ad opus reticolatum della villa scavata, e ad opus incertum della porzione ancora non esplorata

NB. Le informazioni storiche su Fiano Romano, sono state estrapolate dal post "LE ORIGINI", nel portale ufficiale del "Comune di Fiano Romano. Città Metropolitana di Roma Capitale", nel sito www.comune.fianoromano.rm.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Castello Orsini, sono state estrapolate dal post "IL CASTELLO", nel portale ufficiale del "Comune di Fiano Romano. Città Metropolitana di Roma Capitale", nel sito www.comune.fianoromano.rm.it.

NB. Le informazioni sulle chiese di Fiano Romano, sono state estrapolate dal post "LE CHIESE", nel portale ufficiale del "Comune di Fiano Romano. Città Metropolitana di Roma Capitale", nel sito www.comune.fianoromano.rm.it.

NB. Le informazioni sulla Villa dei Volusii sono state estrapolate dal post "AREA ARCHEOLOGICA", nel portale ufficiale del "Comune di Fiano Romano. Città Metropolitana di Roma Capitale", nel sito www.comune.fianoromano.rm.it.

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