giovedì 2 maggio 2024

PALESTRINA: BORGO ROMANO DALLE ANTICHISSIME ORIGINI

 STORIA

Palestrina é un Comune italiano di 21.716 abitanti della Città Metropolitana di Roma Capitale, posta ad un'altitudine di 450 m.s.l.m. alle pendici dei Monti Prenestini. Dal colle su cui si erge il borgo antico, si apre un panorama che comprende la campagna romana, la Valle del Sacco, i Colli Albani.

La città vanta origini antichissime: la sua fondazione viene fatta risalire alla fine dell'VIII secolo a.C., epoca a cui risalgono i corredi rinvenuti nelle tombe scavate lungo la Via Prenestina.

Con la nascita e lo sviluppo della città di Roma, le popolazioni etrusche originarie del territorio, intrapresero delle operazioni militari contro la nuova potenza emergente. La città venne conquistata da Roma nel 380 a.C., grazie alle campagne militari condotte dal comandante romano Cincinnate.

Con la definitiva sottomissione a Roma la città, allora chiamata Praeneste, perse gradualmente importanza, ma venne comunque abbellita con la realizzazione di grandiose costruzioni e monumenti, di cui é ancora possibile ammirare le antiche vestigia.

Durante la Guerra Sociale tra le truppe di Lucio Cornelio Silla e Caio Mario, vi trovò rifugio Mario il Giovane, il figlio di Mario, dopo la sconfitta di Sacriportum nell'82 a.C.. La storia imperiale della cittadina é meno nota, ma non priva dello splendore che aveva caratterizzato la precedente epoca repubblicana.

Molti sono i reperti archeologici appartenenti all'età augustea che sono giunti fino a noi, oggi raccolti all'intermo dello splendido Museo Archeologico. Sotto l'Imperatore Tiberio la città venne elevata al rango di municipium.

Con l'Editto di Tessalonica adottato nel 380 dall'Imperatore Teodosio, il culto della Dea Fortuna entrò in crisi, e sul sito dell'antico Santuario, sorsero delle abitazioni private, condizione che si sarebbe rivelata decisiva per la conservazione del complesso monumentale.

Scarse sono anche le notizie concernenti la storia medievale. Con la Donazione di Sutri, concessa dal Re Longobardo Liutprando al Papa Zaccaria, Palestrina entrò a far parte del Ducato Romano.

La prima menzione scritta della cittadina risale all'873, contenuta all'interno di un Codice conservato presso l'Abbazia di Farfa. Un secolo più tardi il Pontefice Giovanni XIII cedette la città a Stefania, moglie di Alberico II di Tuscolo e, da questi, nel 1043 il feudo passò ai Colonna.

Quando il Pontefice Gregorio VI contestò la cessione del feudo ai Colonna, Pietro Colonna diede appoggio all'Antipapa Ugone Candido, costituendo a Palestrina un Ducato sostanzialmente indipendente dalla corte romana. I Colonna si opposero all'elezione del Pontefice Bonifacio VIII che, per ritorsione, distrusse la città nel 1297.

Nel 1337 venne riedificata per volontà di Stefano Colonna, che vi ospitò il poeta Francesco Petrarca.

Fino al 1354 Palestrina costituì un'importante roccaforte dei Colonna, in particolare nella guerra contro Cola di Rienzo, cittadino romano che tentò di instaurare il Libero Comune a Roma, durante un periodo di gravi lotte intestine tra fazioni. Nel 1347 venne nuovamente distrutta dal Papa, a causa della sua insubordinazione, dopo la fuga di Lorenzo Colonna. I Colonna saranno riammessi in città dieci anni più tardi, e ne divennero Signori, mantenendo il controllo del feudo fino al XVII secolo.

Nel 1525 vi nacque il teologo, musicista e scrittore Pierluigi da Palestrina, principale compositore romano. Nel 1630 Francesco Colonna cedette la proprietà del feudo a Carlo Barberini, fratello del Pontefice Urbano VIII. I Barberini operarono un'importantre risistemazione urbanistica della città, conferendole l'aspetto odierno.

Nel XIX secolo Palestrina seguì le vicende che interessarono Roma mentre, nel 1849, la città fu sede dell'amministrazione della seconda Repubblica Romana.

La città venne gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che, tuttavia, ne lasciarono inalterato l'aspetto monumentale del centro storico.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Grazie alla sua storia millenaria, Palestrina conserva numerose testimonianze del suo passato, che coprono un arco temporale molto lungo, che va dall'epoca augustea, fino ai primi anni del XX secolo.

Piazza principale del centro storico con la statua di Pierluigi da Palestrina

1) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE PRENESTINO E SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA

Il principale complesso storico monumentale, da non perdere per la sua bellezza, imponenza e per l'importanza storica, é il Complesso del Museo Archeologico Prenestino, connesso al vicino Santuario della Fortuna Primigenia, importante testimonianza del culto pagano della dea Fortuna, diffuso a Roma e nelle sue vicinanze prima dell'avvento del Cristianesimo.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE PRENESTINO

Il Museo Archeologico é ubicato all'interno del Palazzo Barberini, le cui fondazioni corrispondono a quelle dello stesso santuario. Il percorso espositivo, molto articolato, é dislocato su tre piani, ove sono esposte le principali produzioni artistiche che illustrano la storia della città romana di Prenestae.

All'esterno del museo, in corrispondenza con il piano terra, é ubicato il criptoportico di epoca romana con volta a botte, che si estende al di sotto delle gradinate della cavea del Santuario.

All'ingresso del museo é ubicato il plastico ricostruttivo del Santuario della Fortuna Primigenia in scala 1:50.

Il primo piano ospita opere relative al culto della dea Fortuna, tra le quali spiccano la colossale statua della dea Iside - Fortuna, sculture di età ellenistica e copie di età romana di statue greche.

Tra le più significative vi é il celebre rilievo Grimani, risalente all'età augustea.

Rilievo della Serie Grimani di età augustea

Rilievo della prima metà del II secolo, raffigurante il Trionfo dell'Imperatore Traiano


Statua colossale della dea Fortuna della fine del II secolo

Al secondo piano sono esposte testimonianze rinvenute nei santuari e nelle necropoli del territorio prenestino. Nei tombe sono stati rinvenuti corredi e terrecotte votive.

Al terzo piano é ospitato il grandioso mosaico nilotico policromo, che raffigura una veduta prospettica di un paesaggio egiziano durante un'inondazione del Nilo, realizzato da artisti provenienti da Alessandria d'Egitto alla fine del II secolo a.C..

Il grande mosaico del Nilo del II secolo a.C.

Dettaglio del mosaico del Nilo

SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA

Nell'area archeologica antistante il museo, si possono ammirare le imponenti rovine del Santuario della Fortuna Primigenia, la cui struttura principale é costituita da una serie di terrazze artificiali connesse tra loro da rampe e scalinate. Il Santuario venne edificato alla fine del II secolo a.C. sulle pendici del Monte Ginestro.

Il Santuario, consacrato al culto della Fortuna Primigenia, divinità identificata come Dea Madre, era meta di pellegrinaggi di fedeli che accorrevano per chiedere responsi alla Dea. Il rito consisteva nell'estrazione di tavolette di legno incise, dette sortes, con cui i fedeli invocavano la divinità.

Le cerimonie si svolgevano nella Terrazza degli Emicicli, dove erano localizzati l'altare e il pozzo, che costituivano il cuore dell'intero complesso religioso.

Dalla terrazza é possibile scorgere l'imponente teatro, dove i fedeli assistevano alle rappresentazioni sacre. Sulla sommità del Santuario, si ergeva il tempio circolare, che probabilmente doveva ospitare la statua della dea Fortuna in bronzo dorato.

Cavea del Teatro del Santuario della Fortuna Primigenia

Altra rappresentazione della cavea in direzione del pozzo

EDIFICI DEL FORO

Il foro di Prenestae, corrispondente alla piazza centrale di Palestrina, ospitava importanti strutture, alcune delle quali sono tutt'ora inglobate nei sotterranei dei moderni edifici.

Tra queste spiccano l'ex Seminario Vescovile, la Basilica, il Portico, l'Aula Absidata e il Ninfeo dei Pesci.

La Basilica civile era costituita da un grande edificio colonnato, al cui interno veniva amministrata la giustizia e ci si occupava degli affari.

Il Ninfeo dei Pesci, posto sul lato occidentale della piazza, é ornato da uno splendido mosaico policromo, raffigurante un paesaggio marino ornato da pesci e crostacei, non conservato nella parte centrale.

L'Aula absidata é costituita da un ambiente di grandi dimensioni, a sezione rettangolare, la cui funzione é incerta. In origine l'aula ospitava il mosaico nilotico, tutt'ora conservato al museo.

Sulla Piazza Regina Margherita é possibile visitare l'Erario Pubblico, ambiente ove venivano conservate le tasse pagate dai cittadini.

2) BASILICA CATTEDRALE DI SANT'AGAPITO MARTIRE

La principale architettura religiosa del centro storico é la Basilica Cattedrale di Sant'Agapito Martire, ubicata nella piazza centrale della città, antico foro romano di Praeneste.

Anche se l'origine della chiesa non é stata stabilita con certezza, é noto che un importante luogo di culto occupava il sito ove sorge l'attuale Cattedrale già nell'898, anno in cui vi vennero traslate le reliquie del Santo.

L'edificazione della Cattedrale andò a inglobare le antiche strutture appartenenti al Tempio romano di Giove, mentre nel 1116 venne scavata la cripta, consacrata al culto dei Santi Agapito, Giordano e Abbondio.

ESTERNO

La facciata della Cattedrale, insieme al campanile, conserva le uniche tracce visibili dell'antica struttura romanica, distrutta nel biennio 1438 - 39 in occasione del saccheggio della città.

Nell'ordine inferiore di trova il portale maggiore in marmo, ove sono scolpiti gli stemmi del Cardinale Girolamo Bassi Della Rovere e della Famiglia Colonna, proprietaria della navata destra della Cattedrale fino al 1630.

Facciata della Cattedrale di Sant'Agapito Martire

Basamento dell'antico Tempio di Giove

INTERNO

L'interno, in stile neoclassico, distinto in tre navate, conserva numerose opere d'arte.

Interno neoclassico a tre navate

Nella navata destra é conservata la tela di Girolamo Siciolante da Sermoneta che raffigura la Crocifissione di Gesù. Del medesimo artista é il tronetto ligneo conservato nelle vicinanze dell'accesso alla Sagrestia.

Altre importanti tele conservate nella chiesa sono il Sant'Agapito tra i leoni di Andrea Camassei, e la Decapitazione di Sant'Agapito, commissionata dal prenestino Curzio Castrucci. Entrambe le tele risalgono al Seicento. Notevole é anche l'Annunciazione di Carlo Maratta.

Frutto del rifacimento strutturale ottocentesco é l'affresco raffigurante le Storie della Passione di Sant'Agapito, eseguito da Domenico Bruschi.

Abside affrescata con le Storie della passione di Sant'Agapito

CRIPTA

L'ambiente più suggestivo della chiesa, é senz'altro la cripta, riportata alla luce solo nel 1974.

Nel vasto ambiente sotterraneo sono visibili gli scavi archeologici, ove venne rinvenuta l'antica cassa lignea contenente le spoglie mortali dei Santi Agapito, Abbondio e Giordano.


Capitello appartenente all'antico Tempio di Giove


Colonna del tempio

Basamento dell'antico tempio

NB. Le informazioni storiche riportate su Palestrina, sono state estrapolate dalla sezione "La Storia", nel portale ufficiale della "Città di Palestrina", in www.old.comune.palestrina.rm.it.

NB. Le informazioni riportate sul Museo Archeologico Prenestino e sul Santuario della Fortuna Primigenia, sono state estrapolate dal post "Museo archeologico Prenestino, Santuario della Fortuna Primigenia e Complesso degli edifici del foro di Praeneste", nel portale ufficiale del "MINISTERO DELLA CULTURA", in www.cultura.gov.it.

NB. Le informazioni riportate sulla Basilica Cattedrale di Sant'Agapito Martire, sono state estrapolate dal post "Basilica Cattedrale di Sant'Agapito Martire", nel portale ufficiale della "Città di Palestrina", in www.old.comune.palestrina.rm.it.

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