venerdì 13 settembre 2024

ABBAZIA DI SANTA CROCE IN SASSOVIVO: LUOGO DI FEDE E SPIRITUALITA' NEI PRESSI DI FOLIGNO

 STORIA

L'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo é un complesso monastico benedettino, che si trova nella periferia del Comune di Foligno, e oggi ne costituisce una frazione.

Le origini del complesso abbaziale, derivano da una struttura preesistente, adibita a residenza dei Monaldi, importante famiglia signorile del folignate. Poche sono le testimonianze scritte che ne attestano l'esistenza.

Alla fine dell'XI secolo, nei pressi dell'abbazia si stabilì un eremita di nome Mainaldo, monaco proveniente dall'eremo di Santa Maria in Sitria, sul Monte Catria, poco lontano da Foligno.

L'eremita abbracciò la regola benedettina, ritirandosi in meditazione presso la Località Santa Maria del Vecchio, nel luogo in cui venne in seguito edificata la Cappella del Beato Alano. Fu proprio nei pressi della cappella che, intorno al 1077, venne fondato il movimento eremitico.

Nel 1084 gli esponenti della Famiglia degli Atti stabilirono un accordo con gli eremiti, che consentì' ai monaci di spostare la loro sede presso l'odierna Abbazia di Sassovivo.

A partire dall'anno 1000 fino al periodo napoleonico, venne considerata la principale roccaforte benedettina, dopo i monasteri di Montecassino e Subiaco. La nascita ufficiale dell'abbazia avvenne durante il pontificato di Gregorio VII, terminato nel 1085.

Arricchito dalle donazioni di illustri cittadini folignati, l'abbazia estese molto le sue proprietà, includendo sotto la propria giurisdizione numerose chiese delle diocesi di Spoleto e Foligno, fino ad includere possedimenti nei pressi di Roma.

Nel Quattrocento iniziò il periodo di decadenza del complesso monastico, conclusosi con la soppressione, venendo affidato ai monaci benedettini provenienti dall'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Nel 1834, ben prima della soppressione degli ordini monastici avvenuta nel 1861, il monastero venne abbandonato dai monaci.

Complesso abbaziale di Santa Croce in Sassovivo

CHIESA

La chiesa presenta una struttura romanica a tre navate, in seguito riedificata a navata unica in stile neoclassico, fatto che ha portato alla quasi completa distruzione della decorazione ad affresco.

L'aspetto attuale le é stato conferito in seguito ai restauri eseguiti a seguito del terremoto del 1832, e alle numerose spoliazioni di preziosi arredi dovuti all'adozione delle Leggi Eversive, successive all'Unità d'Italia del 1861.

Facciata romanica della chiesa

Portale maggiore

Interno neoclassico a navata unica

Abside semicircolare

Altare maggiore

Pala d'altare maggiore

Coro ligneo intarsiato

Stalli lignei del coro intarsiati

Scavi delle strutture antiche sottostanti l'abside

CHIOSTRO

Accanto all'ingresso della chiesa, una porta conduce al meraviglioso ambiente adibito a chiostro, edificato ad opera dello scultore romano Pietro di Maria, che portò a compimento l'opera nel 1232, su commissione dell'Abate Angelo dei Conti di Uppello.

Chiostro dell'abbazia

Elaborata cisterna al centro del chiostro

Il chiostro presenta una pianta rettangolare, con centoventotto colonnine binate in marmo bianco, sia lisce che a spirale, che sorreggono cinquantotto archi anch'essi in marmo bianco, sovrastati da un cornicione policromo, scolpito e intarsiato.

Sul lato orientale del chiostro, si trovano colonnine e archetti in terracotta di varie forme, aggiunte nel 1314, su commissione dell'Abate Filippo Bigazzini.


Corridoio del chiostro


Colonnine del chiostro connesse da archetti


Colonnine binate in marmo bianco


Cippo romano in travertino


Vaso in terracotta rinvenuto durante gli scavi

LOGGIA DEL PARADISO, REFETTORIO, APPARTAMENTO DELL'ABATE E CRIPTA

Sul sagrato dell'abbazia, in posizione laterale, si trova l'accesso alla Loggia del Paradiso mentre, nel locale interrato, é il salone adibito a refettorio, dove i monaci consumavano i pasti.

La stanza del refettorio é di grandi dimensioni voltata a botte.

Loggia del Paradiso


Interno della Loggia del Paradiso


Nicchia della loggia con resti di affreschi

Affreschi che decorano la loggia

Aula del refettorio voltata a botte

Altro lato del refettorio

Procedendo si accede all'Appartamento dell'Abate che, insieme al refettorio, conserva dipinti realizzati tra il XVI e il XIX secolo, tra i quali l'Ultima Cena del 1595, San Michele Arcangelo e una Vergine con Bambino di Tommaso Nasini del 1744.

Procedendo ancora, si accede alla cripta, piccola struttura interrata in stile romanico. Le ridotte dimensioni dell'ambiente invitano alla preghiera e al raccoglimento.

Cripta abbaziale

Altare in pietra della cripta

Statua lignea della Madonna con Bambino


Reliquiari conservati nella cripta

NB. Le informazioni sulla storia e l'architettura dell'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, sono state estrapolate dal post "Abbazia di Sassovivo - Foligno (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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