STORIA
Celano é un Comune di 10.186 abitanti, della Provincia dell'Aquila, posto una quota di 850 m.s.l.m., appartenente allo storico territorio della Marsica e insignita del titolo di Città, con Decreto del Presidente della Repubblica del 25 marzo 1998.
I primi insediamenti nel territorio celanese, risalgono a diciottomila anni fa. Scoperte analoghe, hanno riportato alla luce siti palafitticoli risalenti all'Età del Bronzo, e una necropoli del X secolo a.C. costituita da tombe a tumulo, simili a quelle degli Etruschi.
In epoca romana il territorio celanese venne inserito sotto l'amministrazione dell'importante municipio di Alba Fucens. Con le Invasioni Barbariche e il crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, le frequenti esondazioni del Lago Fucino comportarono l'abbandono dell'antico insediamento romano e la sua riedificazione alle pendici del Monte Tino.
Nel 591 il territorio marsicano venne conquistato dai Longobardi, divenendo sede di un Gastaldato.
Il Gastaldato della Marsica divenne una delle unità amministrative che componevano il Ducato di Spoleto. A partire dal biennio 859 - 860, il territorio marsicano venne elevato al rango di Contea, con a capo il Conte Lotario II.
Nel Duecento a capo salirono a capo della Contea i membri della Famiglia Berardi, che fecero di Celano, uno dei centri più importanti della Contea dei Marsi. Al Vescovo Pandolfo, figlio del Conte Berardo II, si deve la realizzazione della Chiesa di San Giovanni Battista.
Nel 1223 la città venne distrutta dapprima da un incendio e, successivamente, dalle scorrerie portate dall'Imperatore Federico II, precedentemente entrato in conflitto con il Conte celanese Tommaso e con sua moglie Giuditta che, una volta sconfitti, si rifugiarono temporaneamente nel Castello di Roccamandolfi, in Molise.
A seguito della distruzione, Federico II ordinò la deportazione di tutti gli abitanti in Sicilia e a Malta, ove rimasero fino al 1227 quando, per intercessione del Pontefice Onorio III, fu concesso loro di tornare in patria e ricostruire la cittadina distrutta, non più nella sua antica posizione, ma sopraelevata sul Colle San Flaviano, ove si trovava la Chiesa di San Giovanni.
Tra la fine del 1100 e gli inizi del 1200, vi nacque il famoso frate Tommaso da Celano, poi divenuto Santo, noto per essere stato uno dei compagni e primo biografo di San Francesco d'Assisi.
Sulla sommità del colle, nel 1392 il Conte Pietro Berardi fece edificare il maestoso Castello, simbolo del borgo. Si deve però alla Contessa Jacovella, o Covella, ultima erede dei Conti di Celano e a suo marito Leonello Acclozzamora, la trasformazione architettonica del Castello e delle chiese celanesi.
Nel 1463 il Re Ferdinando d'Aragona assegnò la Contea di Celano ad Antonio Todeschini Piccolomini, marito di Maria d'Aragona e nipote del Pontefice Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini.
La Signoria dei Piccolomini governò Celano per ben centoventotto anni, periodo in cui il centro venne arricchito da tanti elementi artistici appartenenti alla corrente rinascimentale che stava dando i suoi pregevoli frutti soprattutto in Toscana, territorio d'origine della Famiglia nobiliare.
Nel 1591 la Contessa Costanza Piccolomini vendette la proprietà della Contea di Celano a Camilla Peretti, sorella del Pontefice Sisto V. I membri della Famiglia Peretti governarono la Contea fino alla fine del Seicento. Nel biennio 1647 - 48, in prossimità della fine della Guerra dei Trent'Anni che aveva insanguinato l'Europa, il Conte Francesco Peretti si ritrovò, suo malgrado, a dover gestire una rivolta popolare scoppiata in contemporanea ai moti napoletani guidati da Masaniello.
Il Castello venne assaltato e occupato da un gruppo di rivoltosi a capo dell'aquilano Antonio Quinzi, sedati solo dalla violenta repressione degli spagnoli coadiuvati dal bandito Giulio Pezzola.
Dopo i Peretti, la Contea venne governata dalle Famiglie dei Savelli, dei Cesarini e, infine, degli Sforza - Bovadilla. L'ultimo Conte di Celano, prima dell'abolizione del Feudalesimo da parte di Napoleone Bonaparte nel 1806, fu Francesco Sforza - Bovadilla.
Nel XIX secolo le variazioni climatiche comportarono il prosciugamento del Lago Fucino che, fino a quel momento aveva costituito un'importante risorsa per il territorio. Con il devastante Terremoto della Marsica del 1915, gran parte del centro storico venne distrutto e un terzo della popolazione rimase uccisa.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Celano, ben conservato e splendidamente ricostruito a seguito del Terremoto della Marsica, si presenta oggi ai visitatori in una nuova veste, restaurato e completamente fruibile.
1) CASTELLO PICCOLOMINI
I lavori di realizzazione del Castello vennero avviati nel 1392, per volontà del Conte di Celano Pietro Berardi, per essere portati a compimento nel 1463, anno in cui fu a capo della Contea Antonio - Todeschini - Piccolomini, nipote di Papa Pio II.
Edificato all'inizio come struttura militare adibita alla difesa e al controllo del territorio circostante, venne in seguito trasformato in una possente residenza signorile.
Il Castello venne distrutto dal terribile Terremoto della Marsica del 1915, passando alla proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1938, anno in cui venne espropriato divenendo monumento nazionale.
Castello Piccolomini
DESCRIZIONE
Il Castello fonde in sé elementi architettonici medievali, con altri tipici del periodo rinascimentale.
L'esterno é composto da una possente cortina muraria, interrotta da cinque torri rotonde e undici a scudo. Il maniero é difeso da un fossato, mentre l'accesso principale é collegato alla terraferma tramite un ponte levatoio.
La fortezza presenta una pianta quadrangolare, i cui angoli sono rinforzati da torri a sezione quadrata impreziosite in sommità da una merlatura ghibellina.
Torrione circolare del Castello
Passato il portale principale si accede al cortile centrale quadrangolare. Al secondo piano é possibile percorrere il camminamento che connette le torri quadrangolari tra loro, ma non salire sulla cima.
Stemma della Famiglia Piccolomini
Decorazione a beccatelli sovrastante il portale
Cortile quadrangolare
Cisterna in pietra al centro del cortile
Al primo piano sono allestiti due importanti musei, il Museo d'Arte Sacra della Marsica e la Collezione Torlonia di Antichità del Fucino.
Camminamento sulla muratura esterna del Castello
Camminamento del Castello che collega le torri
Camminamento con torrette di guardia quadrangolare
2) MUSEO D'ARTE SACRA DELLA MARSICA E COLLEZIONE TORLONIA DI ANTICHITA' DEL FUCINO
Al piano nobile del Castello é allestito il Museo d'Arte Sacra della Marsica, il cui percorso espositivo si snoda attraverso dodici stanze, articolate in varie sezioni: scultura, pittura, oreficeria e paramenti sacri.
Tra pezzi di notevole pregio della collezione, si trovano le ante lignee appartenenti agli originali portali delle chiese di Santa Maria in Cellis di Carsoli e della Chiesa di San Pietro in Alba Fucens, parzialmente assemblate su supporto.
Ante lignee originali intagliate del XII secolo della Chiesa di San Pietro in Albe
Particolari degli intagli delle ante del portale ligneo della Chiesa di San Pietro in Albe
Cofanetto ligneo con ante dipinte con la Madonna con Bambino, angeli, Santi, Profeti e storie della vita di Cristo, della prima metà del XIV secolo
L'opera più pregevole della collezione é il Trittico di Alba Fucens, preziosa opera di oreficeria, unita a pittura e scultura del XIV secolo. Vi sono poi il dipinto raffigurante la Vergine di Andrea De Lito, la spettacolare Croce Orsini del 1334, la Stauroteca del XIII secolo e il coevo cofanetto in legno e osso, riposto nella medesima vetrina della Croce.
Trittico d'oro di Alba Fucens del XIV secolo
Alla Collezione Torlonia di Antichità del Fucino, appartengono invece altri pregevoli pezzi, tra i quali ben 344 monete di bronzo di epoca romana, e tutto ciò che lo Stato italiano é riuscito ad acquistare dalla sterminata collezione di oggetti storici ancora di proprietà della Famiglia Torlonia.
Aula della Collezione Torlonia con sculture in marmo romane
Tra i reperti più preziosi della Collezione, vi sono la Testa di Afrodite, risalente al III - II secolo a.C., realizzata in pietra calcarea bianca da maestranze romane.
Scultura in marmo pario della Testa di Afrodite del III secolo a.C.
NB. Le informazioni sulla Storia di Celano, sono state estrapolate dal post "Storia della Città", nel portale ufficiale del "Comune di Celano. Sito istituzionale del Comune di Celano", in www.comune.celano.aq.it.
NB. Le informazioni storiche, architettoniche ed artistiche sul Castello Piccolomini, sul Museo d'Arte Sacra della Marsica e sulla Collezione Torlonia, sono state estrapolate dal post "Castello Piccolomini", nel portale ufficiale del "Comune di Celano. Sito istituzionale del Comune di Celano", in www.comune.celano.aq.it.








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