giovedì 5 settembre 2024

SITO ARCHEOLOGICO DI CAPO COLONNA E FORTEZZA DI LE CASTELLA (ISOLA DI CAPO RIZZUTO): MAGNA GRECIA E FORTEZZE MEDIEVALI DELLA COSTA IONICA

 SITO ARCHEOLOGICO DI CAPO COLONNA

Il Sito Archeologico di di Capo Colonna, si trova ad appena dieci chilometri da Crotone, estendendosi per una superficie di cinquanta ettari, che occupa la punta più orientale dell'omonimo promontorio.

Il promontorio venne colonizzato di greci, che vi fondarono un importante santuario consacrato al culto della dea Hera Lacinia. Il santuario é oggi ricompreso all'interno di un'area archeologica protetta dalle mura di epoca romana.

Il principale monumento del sito sono i resti dell'Heraion, santuario extraurbano dell'antica Kroton, tra le più importanti colonie greche del mondo antico, nota come il luogo in cui il famoso matematico Pitagora fondò la sua scuola.

Il santuario venne frequentato dal grande filosofo che pare abbia qui tenuto le lezioni destinate al ramo femminile della sua scuola, nel V secolo a.C..

Faro di Capo Colonna

1) AREA ARCHEOLOGICA

L'Area Archeologica di Capo Colonna é compresa all'interno del recinto sacro dove, tra gli altri, si trovava il bosco sacro. luogo devoto alla dea della famiglia, ove i bovini venivano lasciati pascolare liberamente.

L'edificio più rappresentativo del sito é il tempio dorico di Hera Lacinia, conosciuto anche come Tempio A, eretto al limite del promontorio ove sorge il sito. Il tempio venne edificato tra il 480 e il 470 a.C. e, della struttura, si conservano tracce delle fosse ove vennero gettate le fondazioni e parte dello stilobate orientale.

Delle colonne che circondavano la cella centrale, ne rimane visibile solo una superstite, divenuta l'emblema del parco, che ha dato il nome allo stesso promontorio.

Colonna superstite del Tempio di Hera Lacinia

Oltre al principale tempio, sono conservati i resti di un ulteriore edificio sacro, chiamato Tempio B, ancora più antico del Tempio A. Il tempio venne edificato nel VI secolo a.C., e svolse la funzione di thesauròs, ossia un luogo realizzato per custodire le offerte.

All'esterno del recinto sacro, sono osservabili i resti dell'edificio K, che svolse la funzione di albergo per l'accoglienza di ospiti di riguardo. Vi é poi l'edificio H, utilizzato per i banchetti. Sia l'edificio K che l'edificio H risalgono al IV secolo a.C..

Nella zona settentrionale dell'area archeologica si trovano i resti della città di Croto, colonia romana fondata nel 194 a.C., sui resti dell'antica polis greca di Kroton.

2) MUSEO ARCHEOLOGICO

Nelle vicinanze del sito archeologico, si trova il fabbricato che ospita il Museo Archeologico, inaugurato nel 2006. Al suo interno, il percorso espositivo si divide in tre sezioni.

La prima sezione, dedicata alla colonia di epoca romana, propone l'esposizione di una selezione di ceramiche e oggetti di uso comune.

Nella seconda sezione sono esposti reperti rinvenuti nell'area del santuario e la ricostruzione della copertura marmorea che apparteneva, in precedenza, al Tempio A.

La terza sezione espone reperti recuperati dai fondali della costa ionica crotonese. Particolare é il gruppo di marmi di epoca romana, appartenenti al relitto di Punta Scifo.

LE CASTELLA

Le Castella é un borgo di piccole dimensioni, affacciato sulla costa ionica della Calabria, frazione del Comune di Isola di Capo Rizzuto, in Provincia di Crotone.

Rinomata località turistica, Le Castella offre ai visitatori una variegata scelta di esperienze, che comprendono la circumnavigazione del promontorio, la visita al Castello Aragonese, edificato su un'isola collegata alla terraferma tramite un istmo e il classico turismo balneare.

1) CASTELLO ARAGONESE

Il simbolo di Le Castella é il possente Castello Aragonese, edificato nel XV secolo su un'isola connessa alla terraferma da una lingua di terra. La fortezza non costituì mai una residenza nobiliare, ma ospitò un centro per il ricovero delle persone rimaste ferite a causa degli attacchi provenienti dal mare.

La fortezza rimase abitata fino agli inizi del XIX secolo, quando la popolazione si trasferì sulla terraferma, dando vita all'attuale borgo.

ESTERNO

L'edificio sorge sulle fondamenta di resti di epoca greca, risalenti al 400 a.C., in seguito utilizzate dai romani e dallo stesso Annibale come rifugio durante una ritirata.

Con il passare del tempo la struttura venne arricchita da nuovi elementi architettonici, ad opera delle popolazioni che dominarono la Calabria, tra i quali normanni, svevi, bizantini, angioini e aragonesi.

All'ingresso della fortezza si trova il ponte levatoio. Nell'ordine superiore della facciata, sovrastante il ponte, si aprono due feritoie con due grosse catene utilizzate per alzare e abbassare la struttura.

Al di sotto del ponte é riposto un sistema di approvvigionamento dell'acqua piovana in terracotta, che convogliava l'aqua nella cisterna sottostante.

I bastioni quadrangolari presentano mura possenti terminanti con una scarpata, al fine di tenere a distanza il nemico.

Veduta del Castello Aragonese

Dongione del Castello

INTERNO

All'interno della fortezza si trovano numerosi ambienti, che permettono di apprezzarne la complessa architettura, tipica degli edifici militari di epoca medievale.

Dopo aver superato la biglietteria, s'incontra la Cappella, ambiente del XVI secolo, coperta da una volta a botte affrescata. L'affresco, unico della struttura, rappresenta una figura maschile rinchiusa dentro una cornice dipinta di rosso, ossia un individuo con barba rossa e capelli bianchi che imbraccia uno scudo sul braccio sinistro, mentre il braccio destro rivolto al cielo con le dita a V.

Oltre la Cappella s'incontra l'antica chiesa, edificata all'ingresso del borgo antico nel XVI secolo, con pianta rettangolare e abside in fondo. Della struttura, ormai ridotta a rudere, é visibile solo ciò che le campagne di scavo hanno riportato alla luce, ossia una tomba doppia fatta di ciottoli e terra, una tomba singola e un ossario retrostante l'abside.

La Sala del Phrurion Greco venne realizzata nel sito che ospitò l'antico porto greco del IV secolo a.C., consistente in una banchina ove attraccavano le navi commerciali.

Infine degno di nota é il mastio a sezione cilindrica, probabilmente realizzato intorno al XIII secolo, in epoca angioina. Il dongione si compone di tre parti connesse tra loro da una scala a chiocciola interna.

Alla base della torre, una cavità consentiva il deflusso delle acque piovane.

Veduta di una torretta circolare dal dongione

Mura laterali del Castello

Veduta dell'istmo che collega il Castello alla terraferma

Mura del Castello viste dal mare

Dongione del Castello

Castello aragonese visto dal mare

NB. Le informazioni sull'area archeologica e sul Museo Archeologico di Capo Colonna, sono state estrapolate dal post "Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna", nel portale ufficiale della "Direzione Regionale Musei Calabria", in www.musei.calabria.beniculturali.it.

NB. Le informazioni generali su Le Castella, sono state estrapolate dal post "LE CASTELLA", nel portale ufficiale della "Proloco "Le Castella"", in www.prolocollecastella.it.

NB. Le informazioni sul Castello Aragonese di Le Castella, sono state estrapolate dal post "CASTELLO ARAGONESE", nel portale ufficiale della "Proloco "Le Castella"", in www.prolocolecastella.it.

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