lunedì 13 gennaio 2025

CAGLI: ARTISTICA CITTADINA DI ORIGINE ROMANA SULLA VIA FLAMINIA

 STORIA

Cagli é un Comune di 7.962 abitanti della Provincia di Pesaro Urbino, posto ad una quota di 276 m.s.l.m., dalle antiche origini, ancora individuabili nella pianta a scacchiera del centro storico.

Di fondazione preromana, sorse nella valle solcata dal Fiume Candigliano, come testimoniato da bronzetti votivi rinvenuti nei pressi della località di Coltone. Fondata dalla popolazione degli Umbri, venne conquistata dai Romani nel II secolo a.C., che vi fecero transitare la Via Flaminia.

Nel territorio vennero fondati due insediamenti, la mutatio ad Cale, realizzato come stazione per la sosta e il cambio dei cavalli e l'odierno borgo di Cagli, all'epoca denominato Cales, edificato lungo il percorso della Via consolare Flaminia.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, e la successiva Guerra Greco Gotica, tra il 545 e il 554, venne dominata dai bizantini, che la inclusero in un sistema di città federate che includevano anche Gubbio, Fossombrone, Urbino, Osimo e Jesi.

Nel 774 entrò a far parte dello Stato Pontificio e, a partire dal XII secolo, ricevette l'autonomia comunale, divenendo capoluogo di diocesi, dotata di una grande espansione territoriale.

A differenza dell'insediamento romano, realizzato lungo la Via Flaminia, il borgo medievale venne edificato sul Colle della Banderuola. Nel 1162 si accampò a Cagli l'Imperatore Federico Barbarossa, confrontandosi con l'astio della popolazione in prevalenza guelfa. Nel 1287 il ghibellino Trasmondo Brancaleoni, nel tentativo di sottrarre la città alla fazione guelfa, appiccò un incendio che distrusse completamente la città.

in tal modo il colle venne abbandonato, e l'insediamento fu ricostruito in pianura, nel Pianoro di Santangelo, anche detto "del Mercatale". La riedificazione terminò nel 1289, dapprima adottando la denominazione di Sant'Angelo Papale, venendo abbandonato dopo poco tempo in favore dello storico toponimo di "Cagli".

La cittadina venne riedificata nella sua posizione originaria sfruttando l'originale struttura del tracciato viario così come ideato dai fondatori romani, con pianta a scacchiera dotata di strade ortogonali.

Nel 1337 il feudo venne ceduto alla proprietà dei Montefeltro. La città rimase sempre fedele ai Duchi di Urbino, anche a seguito dei tentativi di conquista da parte dei Borgia e dei Medici. Con l'estinzione dei Duchi da Montefeltro e la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio, Cagli entrò a far parte dello Stato Pontificio.

Nonostante il devastante terremoto del 1781 e le depredazioni napoleoniche, nel 1861 Cagli, insieme alla Regione Marche, entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Cagli si sviluppa secondo le vie ortogonali frutto dell'antica centuriazione romana, con la piazza centrale posta nella zona dell'antico foro romano, attraversato dalla Via Flaminia, costituendone il cardus maximus che, nella periferia meridionale della città, si congiunge con il Ponte Mallio, infrastruttura di origine romana.

1) TORRIONE MARTINIANO

Il Torrione Martiniano costituisce l'unico elemento sopravvissuto del sistema di fortificazione medievale, progettato dall'architetto militare Francesco di Giorgio Martini, su commissione del Duca di Urbino Federico da Montefeltro.

In origine la fortezza si componeva di una rocca, sopraelevata rispetto al piano cittadino, e di un torrione, fortificazione inglobata nella cinta muraria medievale. Le due strutture erano connesse tra loro da un percorso sotterraneo, denominato Soccorso Coverto, ancora esistente e interamente percorribile.

La rocca venne smantellata nel 1502 su disposizione di Guidobaldo da Montefeltro, successore di Federico, per impedirne la conquista da parte di Cesare Borgia.

DESCRIZIONE

La struttura é composta da una pianta ellittica che si sviluppa su cinque piani, raccordate da rampe di scale e camminamenti che convergono nel ballatoio aperto, dove si aprono numerose feritoie.

Le tecniche costruttive utilizzate dal Martini si caratterizzavano per l'innovatività, per far fronte all'utilizzo delle nuove armi da fuoco, rendendo la fortificazione un mirabile esempio di architettura militare di transizione.

A partire dal 1997 il Torrione é sede del Centro di Scultura Contemporanea, ospitando opere di artisti contemporanei.

Torrione Martiniano


Ordine superiore della struttura con beccatelli


Feritoie della struttura


Finestre sulla cima della torre


Finestre quadrate della struttura


Caminetto interno


Scale che scendono nelle prigioni 


Aperture luminose delle prigioni


Graffito dell'anno 1541


Soccorso Coverto, il camminamento coperto che conduce alla fortezza


Altra immagine del camminamento

2) PALAZZO COMUNALE

Nella centrale Piazza Matteotti si trova il Palazzo Comunale, edificato nel 1289, risentendo delle influenze delle maestranze eugubine. Nel 1476 la comunità cagliese donò la proprietà del palazzo al Duca di Urbino Federico da Montefeltro, che lo trasformò in Palazzo Ducale.

Il Duca mise in atto radicali interventi architettonici, incaricando l'Architetto Francesco di Giorgio Martini. Il palazzo rimase di proprietà dei Duchi fino alla devoluzione del Comune allo Stato Pontificio nel 1631.

DESCRIZIONE

Il palazzo presenta una facciata con tracce delle precedenti strutture architettoniche, ove sono visibili ingombri di finestre ora tamponati e resti di buche pontaie realizzate per issare ponteggi lignei facilitando gli interventi di ristrutturazione.

Al centro della facciata si trova un balconcino sorretto da grandi mensole, con una nicchia ove é riposta la statua della Madonna con Bambino, realizzata in Pietra d'Istria nel 1680 da maestranze venete.

Al di sopra della nicchia si trova un grande orologio, che reca un quadrante realizzato dai lapicidi cagliesi Scipione e Gianbattista Finale. Ai lati dell'ingresso si trovano due pietre, che rappresentano quanto rimane dell'antico loggiato, commissionato da Federico da Montefeltro, smantellato nel 1612.

Palazzo Comunale


Palazzo comunale con l'orologio

Al suo interno, dal cortile quadrangolare, uno scalone conduce al Salone degli Stemmi, decorato nel 1889. Nel vestibolo del pianterreno, sotto la lunetta affrescata, si trova un grande portale che si affaccia sul Cortile del Cosmo.

Anticamente il cortile era tagliato in due da una via cittadina che distingueva le strutture del Palazzo della Magistratura e del Palazzo del Podestà, poi chiusa per riunire gli edifici.

Attraverso due rampe di scale voltate é possibile accedere alle prigioni sotterranee.

3) MUSEO ARCHEOLOGICO E DELLA VIA FLAMINIA

All'interno del Palazzo Pubblico é possibile visitare i tanti reperti archeologici del territorio cagliese, esposti nel Museo Archeologico e della Via Flaminia.

I reperti esposti coprono un arco cronologico che va dalla Preistoria al periodo medievale.

Insegna del Museo Archeologico e della Via Flaminia


Gruppo dei Guerrieri di Cagli


Minerale di Quarzite


Rubinetto in bronzo del I secolo


Statua di Venere del IV secolo


Capitello corinzio del III - IV secolo


Tomba romana sulla Via Flaminia

4) CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Principale edificio religioso del centro storico, la Concattedrale di Santa Maria Assunta, nata a seguito della distruzione dell'antica città romana di Cales nel 1287, rinominata Sant'Angelo.

Nel 1292 prese avvio la realizzazione del nuovo edificio, consacrato al culto della Vergine Maria Santissima. Nel 1646 la basilica venne ruotata di novanta gradi, modificandone l'orientamento.

Date le ridotte dimensioni della struttura, si provvide all'ampliamento, interrotto e poi ripreso, a seguito del distruttivo terremoto del 3 Giugno 1781. A seguito del sisma, la cupola venne abbassata e la chiesa chiusa, per essere riaperta solo nel 1792.

ESTERNO

All'esterno si trova ancora la tamponatura dell'antico ingresso principale, con strombatura costituita da due ordini di colonne finemente decorate, sovrastato da una lunetta affrescata raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Michele Arcangelo e Geronzio, realizzato da Ludovico Viviani di Urbino.

Nell'attuale facciata incompiuta, si trovano, nell'ordine superiore, alcune monofore ora tamponate e, nell'ordine inferiore, i due portali, realizzati nel 1842 da Michelangelo Boni.

Facciata della Concattedrale


Portale laterale tamponato

INTERNO

La chiesa presenta una pianta a croce latina distinta in tre navate ove, sul fondo della navata, si trova il Monumento Funebre a Sante Mochi, realizzato dallo scultore Checchino Benni.

Interno a navata unica in stile neoclassico con abside barocco


Presepe realizzato nella Cattedrale

La seconda cappella sulla destra é impreziosita dalla tela raffigurante la Morte di Sant'Andrea Avellino, realizzata dall'artista locale Gaetano Lapis. Il pittore inserì nella composizione una Pietà del 1758.

Il quarto altare sulla destra é consacrato all'Annunziata, realizzato in marmo, sovrastato dalla copia della tela dell'Annunciazione, realizzata da Antonio Cimatori detto "il Visacci".

Alla scuola romana del XVIII secolo risale la tela della Madonna con Bambino che appare a Santa Teresa, realizzata nel 1720 da Sebastiano Conca.


Tela del XVIII secolo di anonimo raffigurante Sant'Emidio


Tela dipinta nel 1704 da Luigi Garzi
raffigurante i Santi Protettori

Sulla destra del presbiterio si apre la pregevole Cappella del Santissimo Sacramento, ove sono conservate due tele di Gaetano Lapis, raffiguranti, l'una la Caduta della Manna e, l'altra, la Comunione degli Apostoli.

Cappella del Santissimo Sacramento


Tela della Comunione degli Apostoli, realizzata nel 1756 da Gaetano Lapis


Cupola della cappella affrescata

Con le distruzioni provocate dal terremoto, nel 1801 venne edificato il nuovo altare maggiore in marmo che andò a sostituire l'originario in legno di cipresso. Il catino absidale venne affrescato con le figure di Maria Santissima Assunta in Cielo e i Santi Protettori Geronzio, Michele Arcangelo, Giovanni Battista e Martino Vescovo.

Abside con stucchi barocchi


Abside affrescato con l'Assunta, al centro e, ai lati, i Santi Protettori Geronzio, Michele Arcangelo, Giovanni Battista e Martino Vescovo


Catino absidale affrescato


Cupola della chiesa affrescata con l'Assunzione

5) ORATORIO DI SAN GIUSEPPE

Edificata in origine al di fuori del centro storico la chiesa, intitolata a Sant'Angelo Maggiore, diede il nome al quartiere ove venne realizzata.

L'attuale denominazione é dovuta alla concessione dell'uso perpetuo della chiesa alla Confraternita di San Giuseppe a partire dal 1576, modificandone radicalmente l'aspetto interno.

DESCRIZIONE

Le sobrie linee architettoniche della facciata contrastano con l'interno barocco, arricchito da pregevoli decorazioni. La chiesa é ad aula unica voltata a botte, con una ricca decorazione in stucco.

Oratorio di San Giuseppe

All'interno tra pregevoli cornici in stucco sono riposte tavole dipinte di Girolamo Cialdini, rappresentanti le Scene della vita di San Giuseppe mentre, le decorazioni a bassorilievo rappresentano le Tre Virtù Teologali.

Interno barocco in stucco ad aula unica voltata a botte

Stucchi della volta a botte

Stucchi raffiguranti le Virtù Teologali


Affreschi e stucchi della volta

La parete dell'altare maggiore presenta una decorazione scandita su due livelli. Nella fascia superiore, entro due finestre decorate in stucco da Alfonso Patanazzi, sono riposte, sulla sinistra, la tela della Visita di Elisabetta e Zaccaria con San Giovannino alla Sacra Famiglia mentre, sulla destra, quella della Bottega di San Giuseppe.

Al centro dell'altare maggiore é riposta la tela di Giovanni Lapis, raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il drago.

Altare maggiore


Tela di Giovanni Lapis raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il Drago, copia dell'originale di Guido Reni

L'altare laterale destro, in pietra intagliata e dorata, venne realizzato dall'Architetto Angelo Finale.

Dello stesso autore é la scultura ivi collocata, raffigurante San Giuseppe col Bambino.

Tela dipinta di San Giuseppe con Bambino entro una cornice in stucco

Sul lato opposto si trova la statua in stucco di Filippo Finale raffigurante la Vergine dei Dolori, commissionata da Leonardo Jacopini. Ai lati, entro nicchie, sono riposte le statue lignee ottocentesche raffiguranti San Giuseppe col Bambino, San Giovanni Battista, la Madonna e Maria Maddalena.

Tela dipinta della Vergine dei Dolori di Filippo Finale


Presepe allestito nella chiesa

6) CHIESA DI SAN FRANCESCO

La Chiesa di San Francesco, edificata tra il 1234 e il 1240, costituisce la chiesa francescana più antica della Regione, edificata a soli otto anni di distanza dalla morte del Santo di Assisi.

DESCRIZIONE

La struttura é affiancata da uno slanciato campanile cuspidato in cotto. La facciata presenta un portale marmoreo, sovrastato dalla lunetta affrescata da Guido Palmerucci, con la raffigurazione della Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Giovanni Battista.

Chiesa di San Francesco


Portale della chiesa a tutto sesto strombato


Lunetta affrescata raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Francesco e Giovanni Battista

Pregevole esempio di gotico marchigiano, l'edificio é a navata unica con copertura a capriate lignee e a falde inclinate. Sul fondo dell'aula é riposto l'abside poligonale, ornata all'esterno da archi a tutto sesto.

Interno della chiesa a navata unica

Dell'originaria decorazione ad affresco, ridotta a seguito della ripulitura operata nel 1579, sono ancora visibili pregevoli brani di cui, il principale, nel catino absidale attribuito a Mello da Gubbio.

Abside della chiesa

Catino absidale affrescato da Mello da Gubbio

La prima cappella a destra é ornata dall'Altare di Sant'Antonio, con la statua raffigurante San Francesco bambino. Il terzo altare sulla destra, custodisce in basso le reliquie del Beato Giovanni Saziari ed é ornato dalla pala dipinta di Gaetano Lapis del 1730 raffigurante la Madonna della Neve.


Tela del 1730 di Gaetano Lapis raffigurante la Madonna della Neve


Tela dipinta di Ernesto Schaychis del XVII secolo del Miracolo della Neve

La seconda cappella a sinistra é impreziosita dall'Altare di San Francesco, realizzato in marmo finemente scolpito ad opera dei Fratelli Finale con le scene della vita del Santo, tra cui il Ricevimento delle Stimmate.

Il primo altare a sinistra é ornato dalla tela di Raffaellino del Colle del 1540 raffigurante una Sacra Conversazione, opera commissionata dalla Famiglia Pierfranceschi.

Le spoliazioni napoleoniche hanno comportato la requisizione di molte altre opere d'arte, come il polittico di Niccolò di Liberatore detto "l'Alunno", che doveva decorare l'altare maggiore, oggi esposto a Milano presso la Pinacoteca di Brera.

Tela della scuola di Federico Barocci del XVII secolo raffigurante le Stimmate di San Francesco


Formelle scolpite della sottostante predella con le Scene della Vita di San Francesco


Formella centrale della predella con le Stimmate di San Francesco

7) CHIESA DI SAN DOMENICO

La Chiesa di San Domenico, già consacrata al culto di San Giovanni Battista, venne riedificata nelle forme attuali nella prima metà del XIV secolo ad opera dell'Ordine dei Celestini. I Domenicani vi s'insediarono a partire dalla prima metà del Quattrocento.

DESCRIZIONE

L'esterno presenta un portale del 1432 che, alcune ipotesi stilistiche, attribuiscono al Bramante, mentre l'abside e il campanile vennero innalzati nella seconda metà del Seicento.

Facciata della chiesa


Buche pontaie nella muratura della Chiesa di San Domenico


Traccia muraria di un portale ogivale smontato

L'interno é ad aula unica con copertura a capriate lignee.

Nella prima cappella che si apre sulla sinistra é la tela dipinta raffigurante il Miracolo di Soriano, di scuola napoletana, attribuito al pittore Stefano Fracanzano. L'altare seguente sullo stesso lato, é ornato dalla statua della Madonna del Rosario, realizzata nel XX secolo, affiancato da resti di affreschi trecenteschi non decifrati.

La prima cappella sulla destra é ornata dalla tela di Gaetano Lapis raffigurante la Presentazione al Tempio, affiancata sulla destra da una nicchia con, all'interno, l'affresco dell'Annunciazione, attribuito a Timoteo Viti coadiuvato da Giuliano Presciutti, cui si deve la realizzazione dell'affresco della lunetta raffigurante il Padre Eterno.

Interno della chiesa ad aula unica


Nicchia affrescata da Timoteo Viti con l'Annunciazione


Affresco di Giovanni Santi di Cristo nel sarcofago tra
San Girolamo e San Bonaventura

CAPPELLA TIRANNI

Centro della visita é la pregevole Cappella Tiranni, commissionata da Pietro Tiranni al pittore Giovanni Santi, padre del pittore Raffaello Sanzio. L'affresco raffigura una Sacra Conversazione, sormontata dalla lunetta raffigurante la Resurrezione di Cristo.

L'opera venne realizzata nell'ultimo decennio del Quattrocento, considerata una delle ultime opere del Santi. Secondo la tradizione, il volto dell'angelo sulla sinistra, ai lati della Vergine, ritrae, secondo interpretazioni, il figlio Raffaello Sanzio nella fase infantile.

L'affresco raffigura il Cristo morto sorretto dai Santi Girolamo e Bonaventura a coronamento dell'urna di sepoltura.

Cappella Tiranni


Affresco di Giovanni Santi con la Sacra Conversazione, con la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Francesco d'Assisi, Tommaso d'Aquino, Pietro e angeli e, nella lunetta, la Resurrezione di Cristo

Lunetta affrescata con la Resurrezione di Cristo


Tavola dipinta di Giovanni Santi con la Testa di San Sebastiano

CRIPTA

Nella zona sottostante il presbiterio si trova l'ambiente della cripta, che conserva affreschi di Antonio Viviani detto "il Sordo", allievo di Federico Barocci.

Cripta medievale


Altra visuale della cripta


Affresco dell'Annunciazione


Altri affreschi della cripta


Tomba di Padre Michele Arcangelo Nanni

8) TEATRO COMUNALE

Importante edificio storico, simbolo dell'identità culturale della cittadina, il Teatro Comunale venne edificato nel 1878, con la tipica struttura del Teatro all'Italiana.

I progetti per la realizzazione della scena risalgono al periodo immediatamente seguente l'Unità d'Italia. Nel 1871 iniziarono i lavori di riadattamento del Palazzo Benedetti, acquistato dall'amministrazione comunale al fine di ospitare il nuovo teatro.

L'opera di ristrutturazione venne supervisionata dagli Architetti Giovanni Santini e Ciorolano Monti, mentre la decorazione ad affresco venne eseguita dall'artista perugino Alessandro Venanzi.

La scena é introdotta da un foyer, composta da tre ordini di palchi, decorati con stucchi e dorature.

Il soffitto é affrescato con tonalità azzurre, dove sono raffigurate le Allegorie delle sette Arti Liberali, tra cui Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia, Retorica, Dialettica e Grammatica, cui corrispondono, busti di due personaggi posti entro clipei.

Al centro della volta é posto un rosone in legno traforato con funzione ornamentale e di servizio.

L'artistico sipario é affrescato da Alessandro Venanzi, con la raffigurazione dell'accampamento delle truppe imperiali di Federico Barbarossa, accampate presso Cagli nel 1162.

9) PONTE MALLIO

Al di fuori del centro storico, in direzione nord, si trova il Ponte Mallio, tra le più importanti costruzioni romane edificate lungo il tracciato della Via Consolare Flaminia.

Alcune ipotesi fanno risalire la sua realizzazione all'epoca repubblicana, alla confluenza dei Torrenti Bosso e Burano. Il nome deriva da un'erronea interpretazione di un'epigrafe a memoria di M(arcus) Allius, che ne promosse il restauro in epoca augustea.

DESCRIZIONE

La struttura presenta un un unico fornice di luce pari a 11,66 metri, realizzato con ventuno pietre incastrate tra loro a secco, ossia senza l'ausilio di leganti. Per la realizzazione dell'opera venne impiegata una particolare pietra denominata Breccione o, in dialetto locale, Pietra Grigna.

In un successivo intervento di reintegrazione augustea, venne impiegata la Pietra Corniola.

Sin dal 1478 sorgeva, nei pressi del ponte la Chiesa di Santa Maria Santissima Annunziata, visitata da fedeli e pellegrini perché vi era contenuta l'icona della Madonna del Ponte.

La chiesa venne demolita nel 1898 al fine di agevolare il traffico viario.

Ponte Mallio


Veduta completa della struttura


Arcata centrale del ponte


Conci lapidei del ponte


Cippi romani sulla Via Flaminia

10) CHIESA DI SANT'ANGELO MINORE

La chiesa venne edificata nel 1372, in favore della Confraternita di Sant'Angelo, detta "dei Nobili", con lo scopo di realizzare anche una struttura destinata a ospizio pubblico.

DESCRIZIONE

La struttura della chiesa risale al Trecento e presenta, in facciata, una loggetta cinquecentesca, progettata da un certo Mastro Giambattista, e realizzata da uno scalpellino di nome di Mastro Angelo, della famiglia dei Finale, lapicidi cagliesi.


Loggiato della Chiesa di Sant'Angelo Minore

Il portale é sovrastato da due bassorilievi, uno raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il Drago mentre, il secondo, le Chiavi incrociate sotto la tiara papale.

L'interno é ad aula unica con volta a botte lunettata. L'altare barocco é sovrastato dalla tela del Noli me Tangere, opera firmata da Timoteo Viti. La tela raffigura, ai lati, i Santi Michele Arcangelo e Antonino, al centro l'incontro tra il Cristo e la Maddalena delimitato da rovine classiche.

La tavola venne commissionata negli anni 1513 - 1515.

Interno barocco ad aula unica


Statua lignea della Madonna entro una cornice in stucco


Altare maggiore barocco

Tela dipinta del Noli me Tangere di Timoteo Viti

NB. Le informazioni sulla storia di Cagli, sono state estrapolate dalla sezione "STORIA", nel portale Internet ufficiale di "VisitCagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Torrione Martiniano, sono state estrapolate dalla sezione "MONUMENTI", nel portale Internet ufficiale "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Palazzo Pubblico, sono state estrapolate dal post "Palazzo Pubblico", nella sezione "ARTE E CULTURA", del portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico della Via Flaminia, sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico e della Via Flaminia", nella sezione "MUSEI", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Concattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Concattedrale di Santa Maria Assunta", nella sezione "CHIESE", del portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio di San Giuseppe, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Giuseppe", nella sezione "CHIESE", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Francesco", nella sezione "CHIESE", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Domenico, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Domenico", nella sezione "CHIESE", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche, architettoniche e artistiche del Teatro Comunale di Cagli, sono state estrapolate dal post "Teatro Comunale", nella sezione "MONUMENTI", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Ponte Mallio, sono state estrapolate dal post "Ponte Mallio", nella sezione "MONUMENTI", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Chiesa di Sant'Anfgelo Minore, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Angelo Minore", nella sezione "MONUMENTI", nel portale Internet ufficiale di "Visit Cagli", in www.visitcagli.it.

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