STORIA
Ascoli Piceno é un Comune di 45.344 abitanti dell'omonima Provincia della Regione Marche, posta ad una quota di 154 m.s.l.m..
Secondo il poeta latino Silio Italico, il nome della città potrebbe derivare dalla popolazione dei Pelasgi che, provenienti dalla Grecia guidati dal Re Aesis, risalirono la costa adriatica fino a stabilirsi nel sud delle Marche, riuscendo a vivere in pace con la popolazione autoctona.
Dopo la fusione tra i Pelasgi e i Piceni, i nuovi abitanti si trasferirono a vivere dalla pianura sull'altura del Colle dell'Annunziata.
A partire dal IX secolo a.C. la città iniziò ad estendere le sue dimensioni, fino ad aggiudicarsi il controllo di tutta la fascia costiera adriatica tra le Marche e l'Abruzzo.
L'espansione romana nei territori piceni, comportò la ribellione della cittadina, culminata nel 269 a.C..
Nonostante l'assoggettamento romano, Ascoli riuscì a mantenere una propria autonomia amministrativa, venendo riconosciuta dal Senato romano come Civitas Foederata, ossia alleata di Roma, non assoggettata.
Nel processo di romanizzazione della cittadina, grande importanza rivestì la Guerra Sociale, scoppiata nel 91 a.C., che contrappose le popolazioni italiche per il diritto al riconoscimento della cittadinanza romana.
Ad Ascoli scoppiò una rivolta popolare che comportò l'uccisione del Proconsole Quinto Caio Servilio, ucciso insieme a tutti i romani residenti ad Ascoli. La reazione romana non si fece attendere: venne inviato in città il Generale Gneo Pompeo Strabone, che riuscì a sottomettere la città solo dopo un lungo assedio, culminato nell'89 a.C..
Prova dell'accanita resistenza degli ascolani sono le ghiande di piombo, utilizzate dai Piceni come proiettili, e conservati nel Museo Archeologico.
Nel IV secolo vi predicò il primo Vescovo Emidio, odierno Patrono di della città, che subì il martirio sotto Diocleziano. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e la successiva Guerra Greco Gotica, dal 545 al 554, Ascoli venne conquistata dai Longobardi e inclusa nel Ducato di Spoleto, governato dal Re Foroaldo.
Nel 1185 Ascoli conquistò l'autonomia comunale, con la creazione delle tipiche istituzioni medievali e l'innalzamento di torri gentilizie.
Nel Trecento la città cercò di estendere il proprio contado ai danni della rivale Fermo e, nel 1348, cadde sotto il controllo del Signore di Rimini Galeotto Malatesta, che venne cacciato dalla città nel 1356.
Dal 1434 al 1445 la Marca di Ascoli venne governata da Francesco Sforza, per poi tornare sotto la dominazione della Camera Apostolica a partire dal 1502.
Nel Seicento Ascoli visse un relativo periodo di pace e stabilità. Alla fine del XVIII secolo, con lo scoppio della Rivoluzione Francese, il consiglio cittadino decise di democratizzare il governo, consentendo anche a mercanti e contadini di accedere alle cariche pubbliche.
Nel 1808 Napoleone istituì il Dipartimento del Tronto con capoluogo Fermo mentre, con la restaurazione dello Stato Pontificio, la città tornò ad essere capoluogo di Provincia.
Nel corso del Risorgimento, nel 1849 la città aderì alla Repubblica Romana, dando accoglienza a Garibaldi. Con l'Unità d'Italia divenne, sin dal 1860, capoluogo di Provincia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Ascoli fu tra i centri più attivi della resistenza antifascista ottenendo, nel 2001, la Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.
Nel 2004 la Provincia di Ascoli ha perduto parte del suo territorio settentrionale a seguito dell'istituzione della Provincia di Fermo, divenuta operativa a partire dal 2009.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
La città di Ascoli Piceno conserva un centro storico realizzato interamente in travertino, e si caratterizza come una delle città d'arte monumentali d'Italia, con tante opere d'arte e musei che sapranno accontentare tutti coloro che siano desiderosi di passare una giornata all'insegna dell'arte e della storia.
Centro storico di Ascoli Piceno
Torre degli Alvitreti
1) PIAZZA DEL POPOLO E PALAZZO DEI CAPITANI DEL POPOLO
La visita del centro storico non può che iniziare dalla Piazza del Popolo, centro monumentale della cittadina, dove troneggia l'imponente Palazzo dei Capitani del Popolo sovrastato dalla possente torre civica.
Il nucleo originario venne edificato tra il XIII e il XIV secolo, come risultato dell'accorpamento di tre edifici precedenti. Quando Ascoli divenne Libero Comune, il palazzo ospitò il Capitano del Popolo.
Nel 1520 lo scultore Cola dell'Amatrice venne incaricato di decorare la facciata retrostante della struttura, che venne trasformata in una vera e propria seconda facciata.
Piazza del Popolo
La facciata presenta decorazioni secondo i tre ordini architettonici, dorico, ionico e corinzio, culminante con finestre a croce guelfa.
Palazzo dei Capitani del Popolo e torre civica
L'interno presenta un cortile quadrangolare realizzato nel 1549, disposto su tre ordini di logge, realizzate su progetto di Camillo Merli, i cui piani sono connessi da una pregevole scalinata esterna.
Cortile quadrangolare del 1549
Nella struttura di trovano la Sala della Ragione, già sede del Consiglio dei Cento, con controsoffitto ornato da dodici pannelli lignei dipinti del XVIII e XIX secolo.
Nella Sala degli Stemmi sono affrescati gli Stemmi dei Governatori Pontifici.
2) CAFFÉ MELETTI
Storico locale cittadino, costituì un vero e proprio salotto d’ncontro per artisti e intellettuali, venne inaugurato la sera del 18 maggio 1907 per volontà di Silvio Meletti, industriale dedito alla produzione di liquori, che qui inventò l’Anisetta Meletti.
Alla progettazione del locale si dedicò l’Ingegnere Enrico Cesari, mentre la decorazione venne commissionata al pittore Pio Nardini, che lo decorò con meravigliosi ornamenti in stile Liberty.
Rimasto chiuso per molto tempo negli anni Novanta, nel 1996 venne acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, per poi essere restaurato e riaperto nel 1998.
DESCRIZIONE
Il Caffè Meletti s’inserisce molto bene nel contesto cinquecentesco della Piazza del Popolo, senza deturparne l’aspetto storico e monumentale anzi, arricchendolo ulteriormente.
Il locale ha pianta trapezoidale mentre, la facciata, in stile neoclassico, é ripartita in tre fasce orizzontali, demarcate da cornici orizzontali, cui corrispondono i tre piani dell’edificio.
Al piano terra si trova il portico a cinque arcate, con volte affrescate nel 1883 da Giovanni Pica con Emblemi allusivi delle funzioni postali. Poco sopra la cornice marcapiano, si trovano cinque finestre sormontate da lunette a tutto sesto che illuminano il piano nobile, protetto da una balaustra dentellata.
Il locale é ripartito in una sala destinata alla consumazione in piedi al banco, una per la consumazione a sedere e un’altra per la pasticceria.
Il soffitto interno venne affrescato dal pittore ascolano Pio Nardini mentre, i lampadari, vennero realizzati in ottone lavorato con bulbi in vetro smerigliato. I tavolini sono realizzati con un piano rotondo in marmo di Carrara, sostenuti da una base in ghisa fusa lavorata.
Le colonne del locale sono in ghisa mentre la scala a chiocciola, che conduce al pilano superiore, é realizzata in legno intagliato.
Dal soffitto pendono lampadari in vetro di Murano.
Interno del Caffè Meletti in stile Liberty del 1904
Colonne lignee del Caffè
3) PALAZZO DELL'ARENGO E PINACOTECA CIVICA
Altro palazzo che si affaccia sulla Piazza del Popolo é il Palazzo dell'Arengo, imponente palazzo signorile edificato nel XVIII secolo, dove si riuniva l'Arengo, ossia l'assemblea pubblica cittadina medievale.
Il palazzo presenta un'imponente facciata in pietra mentre, all'interno, si possono ammirare grandi sale ornate con splendidi lampadari di murano, tendaggi di velluto rosso e oro e una grande collezione di dipinti rinascimentali.
All'interno del palazzo é esposta la Pinacoteca Civica, che raccoglie interessanti tele dipinte.
Piazza dell'Arengo
Tela dipinta dell'Annunciazione di Guido Reni del 1628 - 1629
4) CHIESA DI SAN FRANCESCO
Tra le principali architetture religiose del centro storico, grande importanza riveste la Chiesa di San Francesco che, con il suo profilo, caratterizza la Piazza del Popolo.
DESCRIZIONE
La struttura si compone dalla chiesa e da due chiostri annessi, chiamati Chiostro Maggiore e Chiostro Minore.
Abside della Chiesa di San Francesco su Piazza del Popolo
La facciata é caratterizzata da due ordini, inferiore e superiore. Nell'ordine inferiore si apre il portale maggiore, i cui lati sono caratterizzati, rispettivamente, da due fasci di cinque colonne lisce, che presentano degli incavi, per permettere ai fedeli di passarvi le chiavi di casa, producendo suoni particolari.
Portale maggiore cuspidato sulla facciata
Il portale risale alla seconda metà del Trecento. Una facciata secondaria si apre su Piazza del Popolo, ornata da un ulteriore portale gotico in travertino, realizzato da Cola dell'Amatrice.
Portale monumentale in travertino di Cola dell'Amatrice
All'interno, a navata unica, particolare interesse riveste la sagrestia, ornata da numerosi dipinti, che vanno dal XVI al XVIII secolo, originariamente collocati sugli altari laterali della chiesa, andati distrutti.
Tra di essi vi sono la tavola di Cola dell'Amatrice e la tela di Alessandro Casolani, raffigurante Re Luigi IX di Francia, oltre ad armadi monumentali.
Interno gotico a tre navate
Transetto sinistro della chiesa
5) BATTISTERO DI SAN GIOVANNI
Il Battistero di San Giovanni, collocato nel lato sinistro del prospetto principale della Cattedrale, si presenta come un edificio semplice e austero, tipico dello stile romanico.
La sua edificazione, di difficile datazione, si pensa sia avvenuta al di sopra dei resti di un tempio pagano, dedicato forse a Ercole, situato nell'antico foro della città.
Venne restaurato per la prima volta, negli anni antecedenti il IX secolo mentre, altri interventi di risanamento, vennero realizzati intorno all'XI e XII secolo.
DESCRIZIONE
La struttura, in stile romanico, si presenta molto massiccia, edificata con l'impiego di blocchi squadrati di travertino, alcuni di essi provenienti da edifici più antichi.
Alla base del lato est del battistero é possibile notare resti di mura romane.
Battistero di San Giovanni
6) CATTEDRALE DI SANT'EMIDIO
La principale chiesa cittadina é la Cattedrale di Sant'Emidio, caratterizzata da una facciata in travertino, realizzata tra il 1529 e il 1539 su progetto di Nicola Filotesio.
La facciata venne realizzata il blocchi levigati di travertino, tripartita da quattro colonne corinzie, ognuna delle quali dispone di una retrocolonna piana, sostenuta da un piedistallo che poggia su un proprio basamento dalle ridotte dimensioni.
Nell'ordine superiore della facciata corrono l'architrave, il fregio e il cornicione sorretto da mensole.
Nella zona centrale della facciata si apre il portale d'ingresso, sostenuto ai lati da colonne dimezzate verticalmente, poggianti su piccoli basamenti, e sovrastati da capitelli e cornici in stile ionico.
Ai lati del portale, tra le colonne, si aprono due grandi nicchie, che ospitano due sedie in travertino.
Nell'ordine superiore della facciata venne aggiunta, nel 1592, una balaustra composta da colonne dalle ridotte dimensioni.
L'interno della chiesa, in stile romanico - gotico e ricco di opere d'arte, presenta una pianta a croce latina di grandi dimensioni, distinta in tre navate.
Interno a tre navate in stile gotico
Particolare é la Cappella del Sacramento, ove si trova l'altare arricchito da un prezioso tabernacolo cinquecentesco, realizzato in legno dorato e dipinto di attribuzione incerta. L'altare della cappella é sovrastato dal polittico di Carlo Crivelli.
Al di sotto del presbiterio si trova la cripta, ambiente di grandi dimensioni, che custodisce le spoglie mortali di Sant'Emidio.
Cappella del Sacramento
Cupola della Cappella del Sacramento
7) MUSEO DIOCESANO
Connesso alla Cattedrale si trova il Museo Diocesano, situato al primo piano del Palazzo Vescovile, complesso architettonico composto da tre edifici che si affacciano sulla Piazza dell'Arengo.
Il museo ospita pregevoli opere d'arte di Carlo Crivelli, Pietro Allemanno, Cola dell'Amatrice, Simone de Magistris e Andrea Pozzo, tra cui opere di oreficeria sacra, tra cui la statua argentea di Sant'Emidio e il Braccio reliquiario in argento sbalzato e cesellato e pietre preziose realizzati nel XV secolo dall'orafo Pietro Vannini.
Tra le opere di oreficeria, preziose sono le croci astili, realizzate tra il XIII e il XVI secolo.
Paliotto serico ricamato del XV secolo
8) LOGGIA DEI MERCANTI
Tra le strutture medievali meglio conservate, degna di nota é la Loggia dei Mercanti, la cui struttura, realizzata in travertino, é composta da cinque arcate poggianti su colonne corinzie sormontate da capitelli a foglie d'acanto e terminante con una cornice cui, in seguito, ne fu sovrapposto un altro merlato in laterizio.
La realizzazione della loggia venne commissionata dalla Corporazione della Lana, con lo scopo di ricavarne uno spazio per esporre e vendere le proprie merci. Venne inizialmente progettata dall'Architetto lombardo Bernardino di Pietro da Corona, cui subentrò in corso d'opera Francesco Rubei di Villagona, che la portò a compimento nel 1513.
Sulla muratura esterna della Chiesa di San Francesco, situata all'interno della loggia, é murata una lapide in travertino, che riporta la data del 3 Ottobre 1568, dove sono indicate con esattezza le misure dei laterizi utilizzati per la costruzione degli edifici cittadini.
Loggia dei Mercanti
Interno della loggia
Misure di pietra medievali per i laterizi
9) CHIESA DI SAN GREGORIO MAGNO
La Chiesa di San Gregorio Magno costituisce uno degli edifici religiosi più antichi del centro storico.
Situata nell'omonima piazza, venne edificata con materiali di spoglio di un tempio di epoca romana, risalente al I secolo a.C..
Per molti anni il tempio é stato attribuito al culto di Vesta, dea del focolare ma, secondo un'iscrizione rinvenuta negli anni Sessanta, il tempio venne consacrato al culto della dea Iside.
ESTERNO
Nella muratura é possibile osservare due colonne appartenenti all'antico tempio romano, realizzato a pianta rettangolare, tetrastilo e prostilo, ossia con quattro colonne sul lato frontale.
La facciata venne edificata intorno al 1250 in blocchi di travertino, utilizzati al fine di ricomporre le parti del tempio andate perdute. Nella facciata sono state inglobate due colonne corinzie sovrastate da capitelli a foglie d'acanto, parte dell'antico pronao del tempio.
Nella muratura laterale della chiesa é possibile notare tracce dell'antica muratura romana in opus reticulatum. Nella struttura si apre una nicchia absidata in opus latericium.
Sulla facciata si trovano due ingressi. L'ngresso dalle maggiori dimensioni, é costituito da un arco a tutto sesto mentre, quello minore é compreso tra due colonne romane sormontate da pregevoli capitelli.
Il campanile venne edificato nei primi mesi del 1300.
INTERNO
L'interno é caratterizzato da una pianta rettangolare a navata unica. Anche qui é possibile ammirare murature in opus reticulatum.
I grandi archi trasversali sono sostenuti da pilastri a sezione quadrangolare. La copertura é costituita da piccole travi di legno. La parete di fondo é realizzata in opus latericium mentre la nicchia, che svolge la funzione di abside, in origine accoglieva la statua della divinità pagana cui era consacrato il tempio.
Nella parete destra, in prossimità dell'ingresso secondario, si trova l'affresco, ormai sbiadito, raffigurante il Pontefice Gregorio I, rappresentato intento a scrivere "i Dialoghi", con accanto il diacono Pietro e, sull'altro lato, un Angelo che porge al Pontefice una pergamena da cui trae ispirazione.
Nella seconda campata della parete destra, sono raffigurati una Salita al Calvario con San Giovanni Evangelista del 1250, affiancato da un affresco di San Giovanni Battista, realizzato nel 1300.
Sull'abside si trovano frammenti di affresco raffigurante un Corteo di Apostoli.
Sul secondo pilastro della parete sinistra é San Francesco d'Assisi intento a predicare agli uccelli, affrescato intorno al 1290. Alla base della torre campanaria si trova un pilastro che conserva un affresco del 1320, raffigurante la Madonna in trono con Bambino e San Giovanni Battista che reca in mano una pergamena.
10) FORTE MALATESTA
Ai confini del centro storico si trova il Forte Malatesta, tra le fortezze rinascimentali più imponenti d'Italia.
La fortezza venne edificata già in epoca preromana. A seguito di varie distruzioni e riedificazioni, nel 1349 venne riedificato da Galeozzo Malatesta che lo utilizzò nella guerra condotta contro Fermo.
Dopo altre distruzioni sopravvenute, e successive ricostruzioni, nei primi anni del Cinquecento, venne edificata una chiesa consacrata a Santa Maria del Lago, ancora visibile nel corpo centrale della fortezza.
Fu Antonio da Sangallo "il Giovane" a riedificarlo nel 1543, su commissione del Pontefice Paolo III Farnese. Nel 1978 venne adibito a carcere.
DESCRIZIONE
L'interno della fortezza ospita, a partire dal mese di marzo del 2014, il Museo dell'Alto Medio Evo, ove sono esposti i corredi rinvenuti dagli scavi effettuati nella Necropoli longobarda di Castel Trosino, risalente tra il VI e l'VIII secolo.
11) PONTE ROMANO DI SOLESTA'
Tra i meglio conservati dell'Impero, il Ponte romano di Solestà, realizzato al fine di collegare tra loro le due sponde del Fiume Tronto.
Voluto dall'Imperatore Augusto, ha una lunghezza di 62 m e una larghezza di 6,50 m, consentendo in tal modo il passaggio dei carri nei due sensi di marcia. Il ponte é realizzato interamente in travertino, con blocchi di pietra sovrapposti e assemblati tra loro a secco, senza l'utilizzo di legante.
Il grande arco centrale ha una luce di 22 m. Nei bienni 1929 - 1930 e 1937 - 1938, il ponte ha beneficiato di importanti lavori di consolidamento e restauro.
Ponte Romano di Solestà
12) MUSEO ARCHEOLOGICO
Allestito all'interno del Palazzo Panichi a partire dal 1981, il Museo Archeologico si compone di diverse sezioni espositive che conservano reperti storici dal Paleolitico fino all'Età Romana, passando per la frequentazione del territorio da parte della popolazione italica dei Piceni.
Il museo é articolato su tre piani dedicati, rispettivamente, ai reperti appartenenti alla Preistoria, alla civiltà picena e ai Romani.
Il nucleo principale, incentrato sui resti appartenenti ai Piceni, espone, tra le principali opere, i cinturoni femminili del Salino. Particolare la collezione di oltre cinquemila ghiande missili, proiettili utilizzati dalla popolazione italica autoctona al fine di contrastare l'avanzata romana nel territorio.
Nella sezione di epoca romana sono raccolte epigrafi e altri numerosi reperti.
Splendido é il mosaico ad erma bifronte nei sotterranei del Palazzo di Giustizia.
Rilievo di Frombolieri, guerrieri esperti nell'uso della Frombola, particolare fionda che scagliava i proiettili a lunga distanza, risalente al I secolo a.C.
Lucerne in terracotta dal III secolo a.C. al 15 d.C.
13) TEMPIO DI SANT'EMIDIO ALLE GROTTE
Poco al di fuori del centro storico si trova il Tempio di Sant'Emidio alle Grotte, così definito perché realizzato all'interno di una grotta naturale. Secondo la tradizione il Santo Patrono Emidio, dopo essere stato decapitato, nel 309 presso il Tempio di Sant'Emidio Rosso, si recò a piedi fin qui per essere seppellito portando la sua testa tra le mani.
I resti del Santo Patrono riposarono qui per quattro secoli, fino a quando vennero traslati nella cripta della Cattedrale di Sant'Emidio. Il tempietto venne edificato nel 1720 - 1721, su progetto dell'Architetto Giuseppe Giosafatti, ispirato allo stile del suo maestro Gian Lorenzo Bernini.
L'edificio sacro venne realizzato come voto al Santo Patrono, per ringraziarlo per aver risparmiato la città dagli effetti del terremoto del 1703 che rase al suolo l'Aquila.
Durante i restauri del 1943 venne riaperto il cunicolo che conduce alla grotta, dove fu rinvenuto un piccolo cimitero.
DESCRIZIONE
La facciata del tempio, realizzata in travertino, é composta da due ordini sovrapposti, uno inferiore e, l'altro, superiore. Entrambe gli ordini della facciata sono appoggiati sulla parete tufacea.
L'ordine inferiore della facciata presenta colonne in stile dorico, raccordato da una copertura a cupolino a pianta ellittica, sporgente dalla parete tufacea, sorretto da sei colonne doriche.
Il cupolino presenta, al centro, lo stemma araldico del Vescovo Gambi, ove sono raffigurati il cappello prelatizio retto da due cherubini.
Le colonne delimitano il piccolo porticato cui si accede all'interno della chiesa. L'ingresso é fiancheggiato da due colonne. Ai lati del cupolino, la porzione dell'ordine inferiore é ripartita da lesene verticali intervallate da due finestre rettangolari utilizzate per illuminare l'interno.
L'ordine superiore della facciata si conclude con un architrave, fregio, cornice e un frontone circolare che ospita, al centro, lo scudo del Pontefice Clemente XI, con due putti dalle ridotte dimensioni, che reggono le chiavi.
Nelle nicchie sono riposte due statue di angeli con in mano un ramo di palma, simbolo del martirio.
Tempio di Sant'Emidio alle Grotte con il piccolo porticato sovrastato dal caratteristico cupolino
NB. Le informazioni storiche su Ascoli Piceno sono state estrapolate dal post "ASCOLI PICENO, LA STORIA", nel portale Internet "Corriere Proposte", in www.corriereproposte.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Palazzo dei Capitani del Popolo sono state estrapolate dal post "Palazzo dei Capitani del Popolo", nel portale Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni storiche, artistiche e architettoniche sul Caffè Meletti, sono state estrapolate dal paragrafo “La Storia”, nel sito Internet ufficiale del “Caffè Meletti”, in www.caffemeletti.it
NB. Le informazioni sul Palazzo dell'Arengo sono state estrapolate dal post "Palazzo dell'Arengo - Pinacoteca Civica", nel portale Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Francesco sono state estrapolate dal post "Tempio Monumentale di San Francesco", nella pagina Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sul Battistero di San Giovanni sono state estrapolate dal post "Battistero di San Giovanni", nella pagina Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Sant'Emidio, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di Sant'Emidio", nella pagina Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sul Museo Diocesano, sono state estrapolate dal post "Museo Diocesano di Ascoli Piceno", nella pagina Internet "Museoitalia", in www.museonline.info.
NB. Le informazioni sulla Loggia dei Mercanti, sono state estrapolate dal post "Loggia dei Mercanti", nella pagina Internet "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Gregorio Magno, sono state estrapolate dal post "Ad Ascoli la chiesa di San Gregorio Magno", nella pagina Internet "VIVERE IL PICENO", in www.vivereilpiceno.it.
NB. Le informazioni sul Forte Malatesta sono state estrapolate dal post "SITI MUSEALI / Forte Malatesta", nel portale Internet ufficiale "MUSEI CIVICI ASCOLI PICENO", in www.ascolimusei.it.
NB. Le informazioni sul Ponte Romano di Solestà, sono state estrapolate dal post "I ponti storici di Ascoli Piceno: il Ponte di Porta Solestà", nel portale Internet ufficiale "Visit Ascoli", in www.visitascoli.it.
NB. Le informazioni sul Museo Archeologico sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno", nel portale Internet ufficiale della "Regione Marche", in www.regione.marche.it.
NB. Le informazioni sul Tempio di Sant'Emidio alle Grotte, sono state estrapolate dal post "Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte - Ascoli Piceno (AP)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.





















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