lunedì 6 gennaio 2025

GALATINA: CITTA' D'ARTE DEL SALENTO LUOGO D'ORIGINE DELLA TARANTA E DEL PASTICCIOTTO

 STORIA

Tra i borghi più belli del Salento degno di nota é Galatina, Comune di 25.364 abitanti della Provincia di Lecce, nota per essere la terra d'origine del Pasticciotto, pregevole prodotto della gastronomia pugliese ripieno di crema, e della Pizzica, tradizionale ballo salentino.

Il termine "Galatina" veniva utilizzato in origine per indicare "la terra galatina", ossia la terra d'origine.

I primi abitanti insediatisi nel territorio comunale sono ritenuti appartenenti al Gruppo Etnico Galatinese che, si suppone, edificarono una pluralità di piccoli insediamenti, su cui tuttavia mancano sia informazioni documentali che evidenze archeologiche.

Ciò che si conosce del "Centro Galatino" é solo la sua prossimità alla Via Appia e alla Via Traiana, rimanendo sconosciuta la sua originaria ubicazione. Nel periodo greco - romano, fino all'Alto Medio Evo, il nome "Galatina" identificata solo un agglomerato di costruzioni sparse posto al centro della Penisola Salentina.

Tale agglomerato era abitato da persone dedite ad un'economia basata sull'agricoltura. Solo con il Basso Medio Evo ebbe inizio il periodo dello sviluppo urbano, che portò alla realizzazione degli Scardini, ossia appezzamenti di terreno chiuso, posti nelle vicinanze del centro abitato, delimitato da recinzioni e ricco d'acqua, in cui si coltivavano erba e piante da frutto.

Solo a partire dalla prima metà del Trecento sorse il borgo medievale, governato dalla Signoria feudale degli Orsini del Balzo cui si deve la realizzazione delle mura, della piazza e della chiesa.

Nell'XI secolo il borgo assunse la denominazione di San Pietro in Galatina, per poi tornare al toponimo originario, tutt'ora adottato, in occasione dell'Unità d'Italia del 1861.

Tra il 1496 e il 1499 venne emanata la Bagliva, o Baliva, una raccolta di disposizioni amministrative ove veniva regolata la convivenza dei cittadini, con l'elencazione di leggi e consuetudini vigenti.

La Baliva di Galatina costituì il primo documento legislativo redatto in forma scritta del territorio salentino.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Galatina é noto nel Salento per essere tra quelli con la maggior concentrazione di capolavori artistici e architettonici, in grado di trainare lo sviluppo del territorio, in particolare delle zone interne, spesso messe in ombra dalle località costiere che, ogni anno, accolgono una grande quantità di turisti nel periodo estivo.

Torre dell'Orologio

Museo Fotografico Cittadino

Registri di vecchi documenti

1) PALAZZO TAFURI - MONGIO'

Tra i palazzi del centro storico, il più pregevole é il Palazzo Tafuri - Mongiò, simbolo del Barocco Leccese del centro storico galatinese.

La sua edificazione risale alla fine del XVI secolo, a seguito della riedificazione delle mura medievali.

L'impianto simmetrico della facciata risale al Cinquecento, con l'ordine superiore ornata da una pregevole decorazione ricca di curve e controcurve, sia nei timpani che nei balconi.

Il piano superiore del palazzo venne riedificato nel Settecento, ornato dalla lussuosa decorazione rococò. Nella seconda metà del XX secolo il palazzo passò alla Famiglia Congedo.

2) PALAZZO ORSINI

Palazzo Orsini é ospitato nell'edificio nato per accogliere l'Ospedale di Santa Caterina, realizzato per volere di Raimondello Orsini del Balzo alla fine del XVI secolo, annesso al convento e alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria.

Nell'atrio si trova la scultura dell'antico stemma degli Olivetani e degli Aragonesi.

Una finestra, posta sul portale interno attraverso cui si accede a una scalinata, é sovrastata dall'altorilievo raffigurante Raimonello Orsini del Balzo o Santa Caterina d'Alessandria nell'atto di cavalcare un destriero calpestando un soldato.

3) CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO

Nella centrale Piazza San Pietro si trova la Chiesa di San Pietro e Paolo che, nonostante non sia nota come la vicina Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, é consigliata la visita in modo tale da comprendere meglio la tradizione religiosa galatinese.

Sorse intorno alla metà del XIV secolo, come edificio ove svolgere il rito greco sin dai tempi del Pontefice Sisto IV (1471 - 1484). La chiesa venne riedificata nel periodo 1621 - 1633, come attesta l'iscrizione che corre sul cornicione della facciata. Venne elevata a Collegiata nel 1664.

L'edificazione della facciata venne ripresa in un secondo momento, per essere poi portata a compimento nel 1770.

Piazza San Pietro

DESCRIZIONE

La chiesa venne realizzata in Pietra Leccese. In una nicchia al centro della facciata é collocata la statua dell'Immacolata Concezione. Nella parte superiore del portale centrale é riposto, sulla destra, la statua di San Pietro e, sulla sinistra, quella di San Giuseppe.

Ordine superiore della facciata in Pietra Leccese

Portale maggiore

La porta laterale di destra é sovrastata dalla statua di San Marco mentre, la nicchia di sinistra, dalla statua di San Sebastiano. Nell'ordine superiore della facciata sono collocate altre due statue di Santi, raffiguranti San Trifone sulla destra e San Paolo sulla sinistra.

L'interno é ripartito in tre navate, coperto da volta a botte affrescata nel 1875 da Vincenzo Paliotti con la raffigurazione degli Episodi della Vita di San Pietro.

Interno distinto in tre navate

Presepe nella chiesa durante il periodo natalizio

Altare maggiore

Volta a botte affrescata nel 1875 da Vincenzo Paliotti con gli Episodi della vita di San Pietro

Nelle navate laterali si trovano altari in marmi policromi. Pregevole é il Cappellone del Sacramento, realizzato nella seconda metà del Seicento, distrutto nel 1701 e ricostruito, sovrastato dalla statua in marmo bianco di Giuseppe Sammartino raffigurante l'Immacolata. L'altare marmoreo venne realizzato tra il 1664 e il 1674.

La chiesa e l'ambiente della sagrestia conservano pregevoli tele dipinte, tra cui quelle raffiguranti la Lavanda dei Piedi, realizzata da Serafino Elmo nel 1756, e le tele di Gesù che Cammina tra le Acque insieme a dell'Apparizione di Cristo a San Pietro, riposte in controfacciata.

Splendida é la statua di San Pietro, realizzata in argento a mezzo busto e il tesoro delle reliquie contenente arredi sacri.

Tela dipinta del XVII secolo raffigurante la Crocifissione di San Pietro


Pietra su cui si dice abbia predicato San Pietro

4) BASILICA DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA

Principale monumento del centro storico che giustifica la visita é, senz'altro, la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, simbolo dell'architettura tardogotica del Quattrocento e tra le principali architetture gotiche della Regione.

Realizzata su commissione del Duca Raimondello Orsini del Balzo, i lavori di edificazione presero avvio nel 1383, venendo portata a compimento nel 1891. La data del 1891 si trova incisa sull'architrave del portale laterale della struttura.

ESTERNO

La struttura, caratterizzata da una fusione degli stili romanico e gotico, presenta una facciata romanica tricuspide, con tre portali romanici in pietra leccese, splendidamente intagliati e decorati. Le decorazioni della pietra sono in doppia fascia sui portali laterali e in tripla fascia sul portale centrale.

Il fastigo sottostante il cornicione é ornato con archetti rampanti ciechi trilobati a tutto sesto.


Basilica di Santa Caterina d'Alessandria

Il portale principale presenta un protiro con colonnine poggianti su due statue leonine stilofore, e sorreggono due aquile. L'architrave del portale centrale é riccamente decorato con un rilievo scolpito raffigurante l'Ultima Cena con Gesù tra i dodici Apostoli.

Portale centrale

Lunetta superiore del portale centrale


Architrave scolpito con l'Ultima Cena con Gesù tra i dodici Apostoli


Portale ligneo

La porzione centrale della facciata é distinta in due sezioni da una cornice marcapiano, poste su piani differenti: la superiore é rientrante, mentre l'inferiore si presenta sporgente.

La sezione superiore é ornata con archetti rampanti e presenta tre acroteri, ossia statue decorative derivate dai templi greci che, anticamente, venivano riposte sulla copertura del tempio. Le statue acroteriali rappresentano la centrale una Croce, la statua di sinistra San Paolo Apostolo e, quella sulla destra, San Francesco d'Assisi.

Al centro dell'ordine superiore si apre lo splendido rosone circolare, contornato da due fasce riccamente intagliate, sormontato da un architrave sporgente in pietra finemente intagliata.

Il rosone é composto da colonnine disposte a raggiera che, partendo dall'esterno, si fermano su un cerchio in pietra delle minori dimensioni, che richiude l'Arma dei Del Balzo.

Rosone circolare con cornice in Pietra Leccese

INTERNO

La chiesa, in stile gotico completamente affrescata, é ripartita in tre navate mentre, in senso orizzontale, si distingue in tre campate, scandite da volte a crociera costolonate, con aperture sulle pareti laterali.

Nelle vele della prima campata sono affrescate le Allegorie delle quattro Virtù, tra cui Fede, Speranza, Carità e Pazienza, insieme a quelle di Giustizia, Temperanza, Fortezza e Prudenza.

Interno della chiesa in stile gotico

CICLO DELL'APOCALISSE

Le pareti laterali della prima campata nella navata centrale, sono affrescate con il Ciclo dell'Apocalisse.

Gli affreschi dell'Apocalisse vengono attribuiti al Maestro dell'Apocalisse, di ispirazione tardogotica e di matrice padana e umbro - marchigiana. Il ciclo pittorico é composto da quarantuno scene la cui narrazione procede dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra.

Il primo affresco sulla parete sinistra raffigura San Giovanni Battista sull'isola di Patmos, sconvolto dall'arrivo di un angelo con la tromba, personificazione della voce potente mentre, sulla parete destra sono raffigurate la Donna dell'Apocalisse minacciata dal drago rosso a sette teste.

L'affresco all'inizio della parete destra raffigura sei delle sette chiese delle città di Efesio, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Lodicea.

Affresco della personificazione di sei delle sette chiese

In controfacciata si trova, al centro, l'affresco raffigurante la Meretrice sul dorso della Bestia che sale dal mare. Nel quarto registro della controfacciata si trovano il Trionfo dell'Agnello con la visione di San Giovanni sul Monte Sinai e la Rovina di Babilonia.

Affreschi della controfacciata

Negli altri registri delle pareti laterali sono le immagini raffiguranti scene del Vangelo di Giovanni, tra cui quella della Morte a cavallo armata di falce. Sono rappresentati i Quattro Giudici dell'Apocalisse.

CICLO DELLA GENESI

Le pareti della seconda campata sono affrescate con le immagini del Ciclo della Genesi, realizzate dal Maestro Giottesco di Galatina.

I dipinti ripercorrono le scene salienti del Libro della Genesi. Nel sottarco del secondo finestrone sulla destra, é affrescato il Signore in una mandorla iridiata mentre, nei registri della parete di sinistra sono rappresentate le scene di Dio che crea la Terra e la luce munito di regolo e compasso, le insegne dei Templari, la Creazione degli Animali, tra cui compaiono anche animali fantastici come il grifo e il drago, la Trinità Trifronte, la Creazione di Adamo, riposto su un prato fiorito a afferrato dal braccio destro dal Signore che cerca di sollevarlo.

Di seguito la rappresentazione del Signore cha dà il nome agli animali che, infine, viene accolto in paradiso.

Sulla parete destra sono rappresentati la Creazione di Eva, la Tentazione del Serpente e il Peccato Originale, la Cacciata dal Paradiso Terrestre, l'Uccisione di Abele da parte di Caino e il Diluvio Universale.

CICLO DELLA CHIESA E DEI SACRAMENTI

Le vele della volta della seconda campata, affrescate dal Maestro delle Vele, rappresentano il Ciclo della Chiesa e dei Sette Sacramenti. Nella vela frontale é affrescata l'Allegoria della Chiesa in mandorla sorretta da Cristo che consegna a San Pietro le chiavi del Paradiso e, a San Paolo, il libro della Traditio Legis.


Affreschi della vela con i Sette Sacramenti

Nella altre vele sono rappresentati i Sette Sacramenti: nella seconda vela sono dipinte le allegorie del Battesimo e della Cresima, nella terza quelle della Confessione, dell'Eucarestia e dell'Ordine, nella quarta quelle del Matrimonio e dell'Estrema Unzione.

Le scene sono tutte ambientate in edifici sacri.

Vele con la raffigurazione dei Sette Sacramenti

CICLO DELLA VITA DI CRISTO

Le pareti della terza campata sono affrescate con Scene della vita di Cristo, probabilmente eseguite dal Maestro Giottesco, coadiuvato da un pittore di origine umbro - marchigiana.

Le scene dell'Infanzia di Cristo traggono ispirazione dalle Meditazioni sulla Vita di Cristo di Bonaventura da Bagnoregio e dal Vangelo di Luca.

Il ciclo ha inizio con le rappresentazioni dell'Annuncio a Zaccaria, l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Circoncisione, la Strage degli Innocenti e Cristo tra i Dottori del Tempio. Il ciclo prosegue con le scene del Battesimo, della Tentazione nel Deserto, la Resurrezione di Lazzaro, per concludersi con le scene della Passione, tra cui l'Orazione nell'Orto degli Ulivi, ove sono raffigurati Gesù che prega mentre gli Apostoli dormono e la Cattura, con Gesù e Giuda al centro dell'affresco, la Flagellazione, la Salita al Calvario, il Compianto sul Cristo Morto e la Resurrezione.

CICLO DI SANTA CATERINA

Le pareti e la volta del presbiterio sono affrescate con le diciassette scene del Ciclo delle Scene della Vita di Santa Caterina d'Alessandria.

Altare maggiore della chiesa

Ciclo delle Scene di Santa Caterina d'Alessandria

Gli affreschi sono stati realizzati dal Maestro delle Vele che rappresentò le scene della vita della Santa martire egiziana, così come vengono narrate nella Leggenda Aurea scritta da Jacopo da Varagine.

Sono rappresentate il Matrimonio mistico con Gesù, l'Incontro con l'Imperatore Massenzio, la Conversione alla fede cristiana dinanzi ai dotti della corte dell'Imperatore, la Flagellazione alla Colonna, il Supplizio della Ruota, la Decapitazione e la Traslazione delle reliquie sul Monte Sinai dove venne edificato il Santuario, compiuta da una schiera di angeli.

CICLO DELLA VITA DI MARIA

La volta e le pareti della navata minore destra mostrano affreschi realizzati dal Maestro dei Casamenti, raffiguranti le immagini della Vita di Maria, tra il 1391 e il 1446.

Affreschi del Ciclo della vita di Maria

Particolare é l'affresco che raffigura Sant'Anna, madre di Maria, che si rivolge a Dio perché la guarisca dalla sua sterilità, la Nascita della Madonna e il bagno purificatore, l'Annunciazione, lo Sposalizio della Vergine, raffigurante uno dei pretendenti di Maria nell'atto di spezzare il bastone nel quale sarebbe dovuto fiorire un giglio, ricordando molto il ciclo dello Sposalizio della Vergine realizzato da Raffaello Sanzio decenni dopo.

Seguono le Scene della Vita di Gesù che vedono protagonista anche Maria, come l'Adorazione dei Magi e la Circoncisione. Il ciclo termina con le scene della Dormizione, dell'Incoronazione della Vergine e dell'Assunzione.

Navata sinistra della chiesa

5) MUSEO DI ARTE SACRA

Nel chiostro della chiesa é allestito il Museo di Arte Sacra, dove sono conservati splendidi oggetti di oreficeria longobarda e bizantina, tra cui oggetti realizzati in metalli preziosi e icone votive.

Pregevole é la piccola icona bizantina della Madonna con Bambino realizzata in fili sottili di lamina dorata.

Stanze del Museo di Arte Sacra nella Sagrestia

Braccio reliquiario di Santa Petronilla, realizzato nel XIV secolo in legno, argento sbalzato, cesellato e dorato, rubini, perle e berilli verdi


Manifattura Costantinopolitiana del XIV secolo raffigurante il Cristo Pantocratore, con micromosaico in legno di pioppo, rame sbalzato, cesellato a filigrana e dorato, con tessere d'argento, dorate e policrome


Stalli intarsiati dell'antico coro ligneo smembrato


Altra visuale degli stalli lignei intarsiati


Chiostro quadrangolare della basilica


Corridoi del chiostro

6) CAPPELLA DI SAN PAOLO

Dinanzi alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria si trova la Cappella di Sam Paolo, Protettore dei galatinesi, dove nacque il rito delle donne tarantate che venivano portate ad impazzire per purificarsi dal veleno immaginario del ragno, luogo di nascita del rito di espiazione delle donne tarantate, oggi mutuato nel ballo della Taranta.

Venne edificata nel XVIII secolo in semplice stile barocco leccese. L'interno é costituito da un'unica aula voltata a botte, con un altare maggiore del XVIII secolo, ove si trova la piccola tela dipinta raffigurante San Paolo.

Nello spazio retrostante l'altare maggiore si trova il pozzo, la cui acqua veniva ritenuta miracolosa, ove venivano portate le donne tarantate per far fuoriuscire l'immaginario veleno del ragno e far cessare l'effetto di pazzia.


Cappella di San Paolo


Altare del XVIII secolo con tela dipinta
raffigurante San Paolo


Decorazione della Pietra Leccese


Pozzo dove avveniva l'espiazione delle tarantate

NB. Le informazioni storiche su Galatina sono state estrapolate dal post "LA STORIA DI GALATINA", nella pagina Internet ufficiale del turismo "Visit Galatina", in www.visitgalatina.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Palazzo Tafuri - Mongiò sono state estrapolate dal post "PALAZZO TAFURI-MONGIO'", nella pagina Internet ufficiale del turismo "Visit Galatina", in www.visitgalatina.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Palazzo Orsini sono state estrapolate dal post "PALAZZO ORSINI", nella pagina Internet ufficiale del turismo "Visit Galatina", in www.visitgalatina.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, sono state estrapolate dal post "CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI", nella pagina Internet ufficiale del turismo "Visit Galatina", in www.visitgalatina.it.

NB. Le informazioni storiche e descrittive della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, sono state estrapolate dal post "BASILICA DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA", nella pagina Internet ufficiale del turismo "Visit Galatina", in www.visitgalatina.it.

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