STORIA
Capranica Prenestina é un Comune di 309 abitanti nella Città Metropolitana di Roma Capitale, posto ad una quota di 915 m.s.l.m., alle pendici del Monte Guadagnolo (1.215 m), parte della catena dei Monti Prenestini.
La cittadina venne probabilmente fondata nel 730, dalle popolazioni in fuga dall'antica città di Palestrina, distrutta durante le invasioni longobarde. Nel XII secolo il Pontefice Onorio II concesse la proprietà del feudo ai Colonna. Un documento del 7 Febbraio 1252, attesta che il feudo venne donato a Oddone Colonna.
Con l'elezione di Bonifacio VIII, costui pretese la restituzione del feudo, causando un incidente diplomatico con i membri della Famiglia Colonna. Lo stesso Pontefice, nel 1298, fece distruggere tutti i feudi della Famiglia Colonna, compresi Zagarolo e Palestrina, risparmiando in parte il feudo di Castel San Pietro Romano.
Al termine del contenzioso venne distrutto anche Capranica Palestrina. Nel 1417 venne eletto Papa il Cardinale Oddone Colonna con il nome di Martino V.
Fu proprio il nuovo Pontefice a nominare Cardinale Domenico Capranica, membro della casata da cui prese nome il borgo. Con l'elezione al soglio pontificio, nel 1492, di Rodrigo Borgia, con il nome di Alessandro VI, il Pontefice trasferì la proprietà del feudo ai membri della propria famiglia.
Con l'elezione del Pontefice Giulio II, nel 1503, il borgo tornò, per poco tempo, alla proprietà dei Colonna. Nel 1563 fu messo in vendita, per essere acquistato dai membri della Famiglia Massimo. A questi ultimi si deve il nuovo trasferimento ai membri della Famiglia Capranica.
Nel 1654 Capranica venne acquistata da Carlo Barberini, fratello del Cardinale Maffeo Barberini, poi eletto al soglio pontificio con il nome di Urbano VIII. Tra il XVIII e il XIX secolo, il borgo subì un progressivo spopolamento, a causa della sua posizione molto isolata, che rendeva difficili gli scambi lungo le principali vie di comunicazione.
Nel corso del XX secolo, l'associazione Pro Loco é riuscita nell'intento di sviluppare un cospicuo flusso turistico nel centro storico.
Il toponimo "Prenestina" venne aggiunto al nome "Capranica" nel 1872, in modo tale da distinguerla dal borgo di Capranica, in Provincia di Viterbo.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Nonostante le ridotte dimensioni, il centro storico vanta architetture e monumenti di pregio, oltre a caratteristiche abitazioni in pietra ben conservate, che costituiscono una sintesi dei vari stili architettonici, romanico, rinascimentale e barocco, oltre ai resti di epoca preistorica conservati nelle collezioni museali.
Borgo medievale di Capranica Prenestina
Piazza Pietro Baccelli
1) CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA
La Chiesa di Santa Maria Maddalena é l'architettura che, più di ogni altra, caratterizza il patrimonio monumentale del centro storico e l'inconfondibile profilo.
Ciò che é possibile notare, é frutto di successive opere di ampliamento e restauro, messe in atto fino al 1869, anno in cui vennero realizzate la navata sinistra e la sagrestia.
La chiesa venne edificata nel Cinquecento su commissione di Giuliano Capranica.
DESCRIZIONE
La struttura della chiesa presenta, in sommità, la splendida cupola, di scuola bramantesca, ribattezzata dagli abitanti della Provincia come "Cupolino". La torre campanaria quadrangolare che affianca la chiesa venne edificata nel Quattrocento.
Campanile romanico della chiesa con due ordini di bifore e una monofora
All'interno si trova un cornicione su cui é incisa l'iscrizione che riporta l'edificazione della chiesa da parte di Giuliano Capranica.
Interno barocco a navata unica
Al di sopra dell'arco che introduce al presbiterio, si trova l'iscrizione che testimonia il restauro compiuto nel 1750, per volontà del parroco Don Filippo Orsi.
La copertura della chiesa é voltata a botte, e decorata con un affresco del 1751, realizzato dai pittori romani V. Strigelli e C. Anellini, raffigurante la Gloria di Santa Maria Maddalena.
Volta a botte della chiesa affrescata
Nella controfacciata si trova l'organo a canne, realizzato da Angelo Gaetani nel 1751.
Tra le opere d'arte presenti, degne di nota sono le sculture in marmo dell'Eolo e del Leone, attribuite a Michelangelo Buonarroti. La statua dell'Eolo é attualmente conservata presso il Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra.
La Sagrestia venne realizzata dove prima si trovava l'Ossario, ove erano conservate le ossa dei defunti.
Statua marmorea del Leone attribuita a Michelangelo Buonarroti o alla sua scuola
2) MUSEO CIVICO NATURALISTICO DEI MONTI PRENESTINI
Il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini é stato inaugurato nel 2001 per far comprendere ai visitatori la ricchezza della biodiversità che abita la catena montuosa.
E' situato all'interno del Palazzo Barberini, ove é ospitato il Municipio. Il percorso espositivo raccoglie pannelli digitali interattivi, che permettono ai visitatori di comprendere la biodiversità ambientale.
Sala Consiliare
Nelle moderne installazioni, sono raccolte molte tipologie di specie animali autoctoni imbalsamati, come la Salamandra dagli Occhiali e il Falco Pellegrino.
Sala delle Collezioni
3) SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA MENTORELLA
Poco al di fuori del certo storico, nelle vicinanze della frazione di Guadagnolo, si trova il Santuario della Madonna della Mentorella, ad una quota di 1.018 m.s.l.m.. Il panorama che si gode da questa altezza, spazia dalla Valle dell'Aniene, ai Monti Lepini, fino alla Valle del Sacco.
Le origini del complesso religioso vengono fatte risalire al IV secolo quando, l'Imperatore Costantino, fece edificare un luogo di culto nel sito ove, tra il I e il II secolo, avvenne il Miracolo di Sant'Eustachio.
Placido, nome di battesimo del Santo, era un legionario romano che, proprio in questo luogo, ebbe la visione di un cervo che aveva tra le corna una croce. La visione convinse il Santo a convertirsi cambiando il proprio nome in Eustachio, venendo martirizzato sotto l'Imperatore Adriano.
La chiesa voluta dall'Imperatore Costantino, venne consacrata da Papa Silvestro. Nel VI secolo la primitiva costruzione venne donata ai Benedettini. Per dieci secoli il Santuario rimase di proprietà del Monastero benedettino di Subiaco ma, col passare del tempo, venne progressivamente abbandonato.
Nel XVI secolo la chiesa e il convento passarono i Gesuiti, cui era parte anche il filosofo tedesco Athanasius Kircher che, avendo profondamente a cuore le sorti del luogo religioso, ne promosse il restauro a partire dal 1660 sovvenzionato, tra gli altri, dall'Imperatore asburgico Leopoldo I.
Fu proprio nel 1664 che venne stabilita la data del 29 Settembre, come giorno di festività ufficiale del Santuario.
Il 29 Ottobre 1978 si recò in visita al Santuario il Pontefice Giovanni Paolo II, pochi giorni dopo la sua elezione al Pontificato, che ne fa la prima visita ufficiale del Papa.
DESCRIZIONE
Il complesso del Santuario si compone di cinque corpi di fabbrica tra i quali, la chiesa principale al piano terra, l'Ossario dei Frati Benedettini e la Scala Santa, al livello superiore mentre, nel livello inferiore, la grotta dello Speco ove trovò rifugio Benedetto da Norcia.
Le strutture che lo compongono sono state realizzate al di sopra, o all'interno, della parete rocciosa su cui é stato realizzato il complesso.
CHIESA
La chiesa presenta una semplice facciata, mentre l'interno é in stile romanico, distinto in tre navate da due file di pilastri a sezione quadrangolare connessi da archi ogivali, e scandito in quattro campate.
Nella prima campata si apre la Cappella di Santa Croce, con due piccole colonne in pietra del VI secolo, ornata da un altare sovrastato da una grande croce lignea del XIX secolo.
Nelle vicinanze si trovano anche la Croce della Processione, del XIV secolo, in legno ricoperto da lamine d'argento e il candelabro in bronzo, risalente al XIV secolo, con fusto ottagonale in marmo e la parte superiore composta da sette braccia.
In controfacciata, in corrispondenza della navata destra, si apre la pregevole Cappella di San Silvestro, affrescata nel XVII secolo con il ciclo delle Scene del battesimo dell'Imperatore Costantino e la Consacrazione della Chiesa di Sant'Eustaschio, ad opera del Pontefice Silvestro I.
Nella vele della cappella sono affrescati i Quattro Evangelisti.
Tutti gli affreschi citati sono stati realizzati dal pittore Antonio Rosati da Vicovaro.
Su un pilastro si trova un'acquasantiera, impreziosita dall'affresco del VII secolo, raffigurante la Conversione di San Placido.
Gli affreschi delle pareti della navata centrale, e delle murature sottostanti gli archi a sesto ribassato, sono stati realizzati da vari artisti, dal nome rimasto ignoto, tra il XV e il XVII secolo.
Raffigurano Sant'Anastasio del XVII secolo, la Madre di Dio col Bambino del XV secolo, attribuita a Bartolomeo da Subiaco, San Domenico del XV secolo e il Sogno di San Giuseppe del XVII secolo.
Gli affreschi eseguiti sotto le arcate divisorie delle campate, raffigurano alcuni Santi Patroni dei vicini paesi. Gli affreschi di Sant'Antonio Abate, Patrono di Vicovaro e di San Michele Arcangelo, Protettore di Castel Madama, risalgono al XV secolo, mentre quelli raffiguranti San Benedetto e Santa Scolastica, Patroni di Subiaco, di Santa Maria Maddalena, Patrona di Capranica Prenestina, di Santa Lucia, Sant'Agapito, Protettore di Palestrina, di Sant'Ignazio da Loyola e San Francesco Saverio, sono stati realizzati nel XVII secolo.
Al di sopra degli archi della navata centrale sono stati affrescati gli Stemmi dei Pontefici Innocenzo XIII, Pio IX e Leone XIII. Le vetrate sovrastanti il presbiterio, vennero realizzate negli anni Settanta del XX secolo.
CAPPELLA DI SANT EUSTACHIO, SCALA SANTA E SPECO DI SAN BENEDETTO
Poco al di fuori della chiesa si trova la piccola Cappella di Eustachio, ricavata nella roccia, realizzata nel XVII secolo, ornata da affreschi raffiguranti la Conversione e il Martirio di Eustachio.
Scalinata in pietra, scavata nella roccia, che consente di raggiungere la Grotta di San Benedetto
Di fianco si trova una teca contenente alcuni resti dei Frati Benedettini, che accompagnarono Benedetto da Norcia durante la sosta.
Ossario con i resti di alcuni Frati Benedettini
Accedendo alla cappella si giunge alla Scala Santa, che consente di raggiungere sia il piano superiore della costruzione, di fianco al campanile a sezione quadrangolare, sia la parte bassa, ove si trova lo Speco, la fenditura nella roccia dove San Benedetto visse, conducendo la vita monastica nella preghiera e nella contemplazione.
Scala Santa
Lo Speco é costituito da una piccola fenditura nella roccia, con lo spazio appena sufficiente a consentire la presenza di un altare maggiore, necessario per celebrare le funzioni religiose.
Grotta dello Speco di San Benedetto
NB. Le informazioni storiche sul borgo di Capranica Prenestina sono state estrapolate dal post "Storia di Capranica Prenestina", nella pagina Internet "Tibursuperbum. TIVOLI E DINTORNI - TERRE DA SCOPRIRE", in www.tibursuperbum.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria Maddalena sono state estrapolate dal post "Storia della Chiesa di S. Maria Maddalena", nella pagina Internet ufficiale della "Chiesa di S. Maria Maddalena. Capranica Prenestina (Roma)", in www.chiesadellamaddalena.it.
NB. Le informazioni sul Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, sono state estrapolate nella pagina Internet ufficiale del "MUSEO CIVICO NATURALISTICO DEI MONTI PRENESTINI", in www.museonaturalisticomontiprenestini.com.





















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