STORIA
Gaeta é un Comune italiano di 19.078 abitanti posto su una penisola protesa nel Mar Tirreno, a una quota di soli 2 m.s.l.m.. Le origini dell'antico centro abitato sono avvolte nella leggenda.
Secondo alcuni studiosi, tra cui Virgilio, il nome della località deriva da quello di Caieta, nutrice di Enea mentre altri, come Diodoro Siculo, sostengono che il nome derivi da quello della città di Aietes, dal nome del padre di Medea, figlia di Circe, innamorata di Giasone.
In epoca romana, la località venne scelta come luogo di villeggiatura di molti imperatori. Durante l'età repubblicana, i romani vi realizzarono la Via Flacca, voluta dal Console Lucio Valerio Flacco.
A partire dalla fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, Gaeta attraversò un periodo di saccheggi, dapprima delle popolazioni barbariche e, poi dai Saraceni. Dopo l'anno Mille iniziò il periodo dell'incastellamento, con la realizzazione delle mura, e la fondazione del Patrimonium Cajetanum, lembo di terra compreso tra Terracina e il Garigliano sotto l'amministrazione dell'Impero Bizantino, che tuttavia godette di un'ampia autonomia.
Nell'851 l'Imperatore Bizantino v'insediò l'Ipata, rappresentante dell'Imperatore nelle regioni imperiali distanti da Costantinopoli. Costui rappresentò per Gaeta la massima investitura politica, amministrativa, giudiziaria e militare.
Con la cacciata dell'Ipata la città divenne una Repubblica Marinara, che rimase al potere dall'839 al 1140, periodo durante il quale si dotò di una potente flotta e si vide riconosciuto il privilegio di battere moneta.
Nel X secolo la Repubblica si trasformò in Ducato sotto la dinastia dei Docibilidi, i cui principali esponenti furono Docibile I, Giovanni I e Docibile II. Al Duca Giovanni I si deve, nel 915, la costituzione della Lega Cristiana che sconfisse gli Ottomani nella Battaglia del Garigliano.
Il Ducato dei Docibilidi ebbe termine nel 1140, con la conquista del Re normanno Ruggero II d'Altavilla. Dopo un lungo periodo di crisi, a partire dal Quattrocento Gaeta finì sotto il controllo dei Sovrani Aragonesi, che edificarono la seconda porzione del Castello.
Nel XVI secolo l'Imperatore Carlo V la dotò d'imponenti mura e, a partire dal 1604, ebbe inizio la dominazione spagnola. Con le Guerre Napoleoniche di inizio XIX secolo, molte opere d'arte vennero requisite e la città non riacquistò più il suo antico splendore. Con i moti risorgimentali, la cittadina ospitò molti governi regionali d'Italia in esilio.
Durante i moti del 1848 raggiunsero la città il Pontefice Pio IX e il Re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone, rimanendovi fino al 1849. Nel 1861 la città, insieme alla fortezza abruzzese di Civitella del Tronto, costituì l'ultima roccaforte borbonica a cadere nelle mani dell'esercito sabaudo.
Con l'inizio del XX secolo il volto della città venne profondamente rinnovato: nel 1917 vennero abbattuti parte dei bastioni della zona Sant'Erasmo e, nel 1926, venne realizzato il giardino pubblico.
Nel 1926, in epoca fascista, il territorio di Gaeta incorporò anche quello del Comune di Elena mentre, con la soppressione della Provincia di Caserta del 1927, venne assegnata al Lazio e, a partire dal 1934, inglobata nel territorio della nuova Provincia di Littoria, oggi Latina.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Gaeta si trova arroccato su una penisola che si protende nel Mar Tirreno, con un centro abitato sovrastato dalla imponente mole del Castello Angioino - Aragonese, oltre ad un caratteristico borgo medievale, fatto di stradine strette e lastricate dove che s'incontrano in scorci panoramici e angoli dall'aspetto monumentale.
Occorre tenere conto che la visita della città richiede più giorni, a causa degli orari ristretti di alcuni monumenti che, in genere, sono aperti solo il pomeriggio e, in alcuni casi, solo poche ore nel fine settimana.
Centro storico di Gaeta
1) CASTELLO ANGIOINO - ARAGONESE
Simbolo indiscusso é il Castello Angioino - Aragonese, che domina il centro abitato dall'alto dello sperone roccioso su cui sorge, a picco sul Mar Tirreno.
Le prime notizie sul Castello risalgono al VI secolo, durate il periodo delle guerre contro i Goti ma, notizie certe, si hanno solo con l'ascesa al trono dell'Imperatore Federico II di Svevia, che soggiornò a Gaeta nel Duecento, durante la fase più accesa delle guerre fra guelfi e ghibellini, fortificandolo con lo scopo di difendere il territorio.
Con la sconfitta del Re Svevo Manfredi a Benevento nel 1266, e lo spostamento della capitale del Regno Angioino da Palermo a Napoli, la città e il suo castello, acquisirono sempre maggiore importanza. Vi si fece incoronare la Regina Giovanna II, erede al trono del Re Ladislao I, della dinastia dei d'Angiò - Durazzo.
La sconfitta degli Angioini da parte di Alfonso V d'Aragona comportò l'ampliamento del Castello con la realizzazione di un ulteriore corpo di fabbrica, per tale motivo detto "alfonsino".
Corridoio delle segrete del Castello
Celle carcerarie adiacenti al Cortile dell'ora d'aria
2) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO
La Cattedrale di Gaeta, consacrata a Santa Maria Assunta in Cielo, venne edificata tra il X e l'XI secolo, su una precedente chiesa del VII secolo.
L'avvio del cantiere si ebbe a partire dal X secolo, venendo definitivamente consacrata nel 1106 dal Pontefice Pasquale II. Nel 1594, anno della traslazione delle reliquie dei Santi titolari, venne realizzata la cripta, contente le spoglie mortali dei martiri Sant'Erasmo, San Marciano San Casto primo Vescovo di Sessa Aurunca, San Secondino, San Probo, Vescovo di Formia nel 303, Sant'Innocenzo Vescovo e Sant'Eupuria Martire.
DESCRIZIONE
L'esterno presenta una torre campanaria realizzata da Niccolò d'Angelo della Famiglia romana dei Vassalletto. Realizzato in stile arabo - normanno, presenta un'altezza di 57 metri, con basamento realizzato con l'ausilio di materiali di spoglio di epoca romana.
Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo
L'interno presenta pregevoli decorazioni in stucco di cui, la più rilevante é il paliotto dell'altare maggiore, con la balaustra in marmi policromi e pietre preziose, con la rappresentazione di motivi decorativi tra cui vasi di fiori e uccelli.
Nella zona sottostante il presbiterio si trova la cripta, realizzata dall'Architetto napoletano Lazzari, ornata da pareti rivestite da decorazioni in stucco e affresco, realizzate tra il 1662 e il 1664 sempre dal Brandi.
Al centro della cripta sono rappresentati Dio Padre con cherubini e la Gloria di Sant'Erasmo, purtroppo andati perduti con i bombardamenti del 1943 mentre, ai lati, gli stucchi delle Virtù.
L'altare della cripta é sovrastato da una pala dipinta del 1664, eseguita dal marmoraro Giacinto Brandi, con la rappresentazione del Martirio del vescovo di Antiochia. Sempre nella cripta degno di nota é il cancello fuso in bronzo realizzato nel 1692, che reca impresse le effigi della città.
3) SANTUARIO DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
Poco al di fuori del centro storico medievale si trova il Santuario della Santissima Annunziata, ristrutturato nel 1621.
Presenta una facciata a due ordini scanditi da una fascia orizzontale e, verticalmente, da due lesene.
Santuario della Santissima Annunziata
Il secondo ordine presenta un grande finestrone centrale quadrangolare delimitato da due nicchie, così come l'ordine inferiore, ove si apre il portale principale affiancato da altre due nicchie, l'una sulla destra, l'altra sulla sinistra.
La sommità della facciata é occupata dalla cuspide campanaria a vela, con orologio meccanico del XVIII secolo di Matteo de Vivo.
L'interno presenta una struttura a navata unica sormontata da slanciate volte ogivali, che scaricano le forze su robusti costoloni. Nel fondo della navata si trova la parete absidale piatta, ornata da un trittico cinquecentesco. Alla chiesa é annesso il complesso ospedaliero, realizzato nel 1355.
4) CAPPELLA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE (CAPPELLA D'ORO)
Tra i principali esempi di architettura religiosa presenti, degna di nota é la Cappella dell'Immacolata Concezione, nota anche come Cappella d'Oro, per la sua lussuosa decorazione dorata che ne riveste completamente l'interno.
La visita alla cappella é possibile sono il sabato e la domenica, in occasione delle celebrazioni religiose che vi si svolgono.
La Cappella venne edificata nel XVI secolo e, nella prima metà dello stesso secolo, dotata di splendide decorazioni con soffitto ligneo e un ciclo di affreschi alle pareti eseguito da Giovanni Filippo Ceiscuolo. Il portale esterno é opera di Domenico Lazzari.
L'interno é a navata unica voltata a botte decorata con motivi a cassettoni lignei rivestiti di oro zecchino. La zona presbiteriale é delimitata da una pregevole balaustra in ferro battuto, che introduce all'altare maggiore in marmi policromi, realizzato nel XVI secolo su disegno dell'Architetto Pier Paolo Ferrara.
5) SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITA' DELLA MONTAGNA SPACCATA E GROTTA DEL TURCO
Il Santuario della Montagna Spaccata e la Grotta del Turco costituiscono, senza dubbio, l'attrazione culturale e naturalistica più suggestiva da visitare nella città.
La prima tappa della vista é il Santuario della Santissima Trinità, edificato nell'XI secolo, e visitato da numerosi Pontefici e Santi, tra cui San Bernardino da Siena, Papa Pio IX, Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dell'ordine dei Gesuiti, San Filippo Neri e San Gaspare del Bufalo, fondatore dell'Ordine dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, anche detti Bufalini.
DESCRIZIONE
L'accesso al Santuario é possibile percorrendo la Via Crucis, costituita da un percorso in salita con postazioni realizzate con l'ausilio di piastrelle in maiolica, del 1849 con i versi del poeta Metastasio.
Oltrepassata la chiesa, si percorre una scalinata ricavata scavando la parete rocciosa, che scende fino alla Grotta del Turco, una cavità naturale così denominata perché, secondo la leggenda, un soldato ottomano, non ritenendo il posto miracoloso, avrebbe appoggiato la mano sulla parete rocciosa che si sarebbe sciolta a causa del calore generato.
Via Crucis
Al termine della scalinata si trova la grotta che ospita il giaciglio ove era solito riposare San Filippo Neri. La Cappella venne realizzata nel posto in cui, nel 1434, si incastrò un grande masso staccatosi dalla parete rocciosa a causa di un terremoto.
Dalla cappella é possibile percorrere la scalinata e salire sulla terrazza per ammirare lo splendido colpo d'occhio della fenditura nella roccia.
Scalinata che scende nella roccia fino alla Grotta del Turco
NB. Le informazioni storiche su Gaeta, sono state estrapolate dal post "GAETA NELLA STORIA", nel portale Internet ufficiale della "Città di GAETA", in www.comune.gaeta.it.
NB. Le informazioni storiche del Castello Angioino - Aragonese, sono state estrapolate dal post "I Castelli Angioino e Aragonese", nel portale Internet ufficiale della "Città di GAETA", in www.comune.gaeta.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Cattedrale di Gaeta, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di S. Maria Assunta in cielo", nel portale Internet ufficiale della "Città di GAETA", in www.comune.gaeta.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Santuario della Santissima Annunziata, sono state estrapolate dal post "Santuario della SS. Annunziata", nel portale Internet ufficiale della "Città di GAETA", nel sito www.comune.gaeta.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche riportate sulla Cappella dell'Immacolata Concezione, sono state estrapolate dal post "Cappella dell'Immacolata Concezione", nel portale Internet di "Museoitalia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Santuario della Montagna Spaccata sono state estrapolate nel post "La Montagna Spaccata e la "Grotta del Turco"", nel portale Internet ufficiale della "Città di GAETA", in www.comune.gaeta.it.
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