STORIA
Airola é un Comune di 8.112 abitanti del Sannio beneventano, il cui centro storico é posto su un'altura a una quota di 270 m.s.l.m..
Il borgo é situato dinanzi al Monte Taburno, all'interno del comprensorio della Valle Caudina, nelle vicinanze di Montesarchio, l'antica Caudium, da cui prende il nome la vallata.
I primi insediamenti della zona risalgono all'epoca imperiale romana, durante la quale i ricchi patrizi vi fecero edificare sontuose ville. Con l'inizio del Medio Evo le dimensioni del borgo s'ingrandirono, e vennero edificate numerose abitazioni intorno al castello.
La prima menzione dell'abitato, é rinvenibile in un documento dell'820, atto di donazione con cui un nobile beneventano chiamato Trasimando, devolvette i beni della Valle Caudina all'Abbazia di Montecassino, riservandone l'usufrutto a sua moglie Crissa, ad eccezione del fondo che sarebbe stato ereditato da suo figlio Airoaldo.
Il toponimo di Airola si pensa derivi proprio dal nome di Airoaldo, che governò il paese dal 623 al 636.
Un'altra interpretazione fa derivare il nome dall'unione di due termini in lingua longobarda, haria, con il significato di "esercito" e walda, con il significato di "potente".
Con l'arrivo dei longobardi la cittadina entrò a far parte del Ducato di Benevento e, più tardi, divenne feudo di Rainulfo I d'Alife, cognato del Sovrano normanno Ruggero II. Rainulfo conquistò il borgo nel 1130.
Il feudo passò poi ai Della Leonessa, che lo controllarono fino al 1460, per poi entrare a far parte dei possedimenti di Alfonso d'Avalos, dei Caracciolo e, infine, nel 1732, di Bartolomeo di Capua.
A quest'ultimo si deve la concessione dello sfruttamento delle acque delle Sorgenti di Fizzo per alimentare le cascate del parco della Reggia di Caserta. Nel 1792, con la morte senza eredi di Bartolomeo, il borgo entrò a far parte del Regio Demanio.
Fino al 1816 fece parte del territorio del Principato Ultra, pressappoco coincidente con l'odierna Provincia di Avellino mentre, a partire dall'anno seguente fino al 1861 entrò a far parte della Terra di Lavoro, che coincide grossomodo con l'attuale Provincia di Caserta.
Con il compimento dell'Unità d'Italia passò alla Provincia di Benevento, rimanendovi fino ad oggi.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il particolare contesto in cui é inserita la cittadina, a metà strada tra il Monte Taburno e la Valle Caudina, la pone al centro di un territorio collinare dove le montagne lasciano gradualmente spazio alla pianura.
Struttura urbanistica di Airola con grandi viali alberati in pianura
1) CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
La Chiesa della Santissima Annunziata costituisce la principale architettura religiosa della cittadina che, da sola, giustifica una visita al borgo.
L'edificio é stato costruito tra il XIV e il XV secolo, come una chiesa di piccole dimensioni governata da congregazioni locali. Divenne di dominio pubblico nel 1572, anno in cui venne ampliata fino ad assumere l'aspetto attuale.
DESCRIZIONE
La chiesa presenta all'esterno una facciata affiancata dal campanile del 1755, di 35 metri di altezza.
La facciata é preceduta da un portico, entrambi realizzati secondo la concezione architettonica del Vanvitelli, sormontato da due statue del 1786 raffiguranti le virtù teologali della Fede e della Speranza.
Chiesa della Santissima Annunziata
Facciata barocca attribuita al Vanvitelli
Campanile cuspidato della chiesa
L'interno presenta una pianta a croce latina distinta in tre navate, contenente quindici altari con, all'interno un enorme cassettone ligneo del 1622 decorato in oro zecchino, che decora la volta della navata centrale.
Interno a tre navate in barocco napoletano con marmi policromi
Nel cassettone ligneo sono incastonate tre tele dipinte, realizzate dall'artista Paolo Finoglia, raffiguranti l'Assunzione, l'Immacolata e la Sposa dei Santi.
Soffitto a cassettoni lignei e dorature
In controfacciata, il portale maggiore é sovrastato dalla cantoria lignea, che ingloba una cassa armonica ove é posizionato l'organo barocco, realizzato nel 1679 dall'intagliatore Andrea Bassi.
L'altare maggiore realizzato da Pietro Ghetti nel 1703, é sovrastato da una tela quattrocentesca di scuola napoletana raffigurante l'Annunciazione.
Altare maggiore barocco, realizzato da Pietro Ghetti nel 1703
Cupola in marmi policromi che sovrasta il presbiterio
All'altare maggiore sono affiancati quattordici altari laterali di pregevole fattura, realizzati in marmo tra il 1721 e il 1722, ove sono ospitate statue e dipinti. Tra questi vi sono quelli raffiguranti l'Assunzione della Vergine di Francesco Curia e l'Adorazione dei Magi di Pietro Negroni.
Tela dipinta di Pietro Negroni del 1558 raffigurante l'Adorazione dei Magi
Tela dipinta di ignoto pittore campano del XVIII secolo, raffigurante la Madonna del Carmine con due Santi Carmelitani
Il pavimento della chiesa venne realizzato nel 1736 con l'ausilio di marmi policromi e disegni a motivi floreali e stellari. Nella navata destra é riposto il pregevole pulpito ligneo del 1748, realizzato dall'intagliatore Lorenzo Montella. Nella zona retrostante l'altare maggiore si trova il coro ligneo in noce con sedici stalli.
Accanto alla chiesa si trova la Sagrestia, di grandi dimensioni, quasi come la chiesa stessa. Venne realizzata nel 1727, e ospita una volta con i resti di un affresco di Francesco De Mura, raffigurante l'Assunta. Le pareti laterali si trovano due armadi in noce, entrambi del 1729.
2) SANTUARIO DEL VOLTO SANTO
Altro simbolo del patrimonio culturale di Airola, in particolare religioso, é il Santuario del Volto Santo, edificato in ricordo dell'apparizione di tracce di sangue nel Volto Santo della Sacra Sindone dal 17 al 28 Febbraio del 1947 e, per l'ultima volta il 4 Marzo dello stesso anno.
Esterno della casa dove si trova il Santuario del Volto Santo
Il 24 Giugno 2004, su istanza del Frate Minore Michele Luca De Rosa, Vescovo della Diocesi di Telese - Cerreto Sannita - Sant'Agata de' Goti, venne avviata la causa di beatificazione della suora Passionista Maria Concetta Pantusa, colei che assistette agli eventi miracolosi.
La causa di beatificazione della sottoscritta, si concluse con esito positivo, il 22 Agosto 2016.
Cortile del complesso monastico del Volto Santo, ove risiedette Maria Concetta Pantusa
Reliquia dell'immagine del Volto Santo
Crocifisso ligneo della scalinata che scende nella cripta
Cripta del complesso
Tomba di Maria Concetta Pantusa
Armadio reliquario della suora
Cestino della frutta che, secondo un evento miracoloso, Gesù riempiva alla suora Passionista con frutti fuori stagione
Oggetti utilizzati dalla suora Passionista per la penitenza corporale
Poltrona ove Gesù si presentò a Maria Concetta Pantusa sotto le sembianze di un mendicante
3) MUSEO DEL TELEFONO
Preziosa testimonianza storica é il Museo del Telefono, ove vengono esposti ottantuno reperti storici della telefonia provenienti da tutta Italia, a partire dal 1870 fino ad arrivare ai giorni nostri.
Il reperto più datato, é un telegrafo del 1870, accompagnato da altri interessanti apparecchi radiofonici, fino ad arrivare alla nascita del telefono e ai suoi modelli più recenti con la diffusione di Internet.
Tale storia viene raccontata da una proiezione che spiega le fasi dell'invenzione del Telegrafo da parte Samuel Morse, oltre a strumenti interattivi in grado di digitare messaggi in codice MORSE.
Schermata ove comparivano i caratteri MORSE
Tasto di trasmissione dell'alfabeto MORSE del 1870
Telefono da parete con manovella del 1939
Centralino telefonica da tavolo ERICSON DGE1106 del 1950 utilizzato dalla segreteria per indirizzare le chiamate ai destinatari desiderati. Il tastierino poteva indirizzare a cinque linee urbane e venticinque estensioni interne
Telefoni portatili con borsa in bachelite del 1965
Telefoni portatili degli anni Novanta realizzati in contemporanea con la nascita di Internet
4) CASTELLO MEDIEVALE
Ubicato sulla sommità della collina di Monteoliveto, venne edificato durante il dominio longobardo.
Quasi certamente venne utilizzato come residenza del feudatario Rainulfo I, e di tutti gli altri che si avvicendarono dopo di lui. Nel 1227 vi soggiornò per tre notti il Re di Napoli Carlo I d'Angiò.
Durante la Guerra dei Baroni del 1460, il condottiero Alfonso D'Avalos, alla guida delle truppe inviate dal sovrano angioino Ferrante I, assediò il castello, al fine di sedare la ribellione del feudatario Alfonso della Leonessa.
Nel Seicento venne abbandonato dal Duca d'Airola Ferrante Caracciolo, dopo l'edificazione di un nuovo palazzo residenziale in pianura.
DESCRIZIONE
La struttura, oramai ridotta a rudere, presenta due cinte murarie concentriche, intervallate da piccole torri, poste nella parte più alta della collina.
Si accede al Castello dall'ingresso, posizionato sul lato nord - est, e ancora ben conservato. Presenta un bel portale in pietra con lo stemma gentilizio dei feudatari Carafa - Della Leonessa, con i cardini e i bolsoni che servivano per ospitare il ponte levatoio quando questo era chiuso.
NB. Le informazioni storiche su Airola, sono state estrapolate dal post "Airola, il borgo senza tempo della Valle Caudina", nella pagina Internet "ecampania", in www.ecampania.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa della Santissima Annunziata, sono state estrapolate dal post "Chiesa S.S. Annunziata", nel portale Internet ufficiale della "Città di Airola. Sito ufficiale della Città di Airola", in www.comune.airola.bn.it.
NB. Le informazioni sul Santo Volto e sull'omonimo Santuario, sono state estrapolate dal post "Santo Volto", nel portale ufficiale del "Catalogo generale dei Beni Culturali", in www.catalogo.beiculturali.it.
NB. Le informazioni sul Museo del Telefono di Airola, sono state estrapolate dal post "Museo del Telefono di Airola", nel portale Internet "Museo Italia", in www.museionline.info.
NB. Le informazioni sul Castello medievale di Airola, sono state estrapolate dal post "Castello Medievale", nel portale Internet ufficiale della "Città di Airola. Sito ufficiale della Città di Airola", in www.comune.airola.bn.it.
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